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BREVE STORIA
Gli abitanti si chiamano: Arcolani.
Un'ipotesi fantastica del nome lo fanno risalire ad Ercole o alla nobile
famiglia degli Erculei. La storia di Arcola è varia di riferimenti.
Invasioni dei
Normanni e dei
Saraceni . Nel XI secolo era dominata dagli
Obertenghi
che eressero il Castello ,una fortificazione delle più potenti
per quei tempi: i
Malaspina,
Genovesi,
Castruccio Castracani,
Duca Visconti di Milano
si contesero il dominio di Arcola e alla fine i Genovesi
riuscirono a conquistare il castello istituendoci una
Podesteria. Durante la campagna d'Italia da parte di Napoleone queste zone
vennero coinvolte nella guerra contro le truppe di invasione austro/russe.
Il territorio di Arcola è caratterizzato da castelli, fortezze,Chiese
molto antiche condivise nelle sue frazioni e visitando questi posti non si
può fare a meno di pensare al
Medio Evo. Tutto porta a quei periodi
travagliati. Al giorno d'oggi l'offerta del territorio arcolano è molto
varia. Secondo i propri gusti, il turista vi può riposare in un ambiente
ameno, o svagarsi praticando varie attività sportive, può passeggiare,
degustare i vini locali e imparare ad apprezzare la semplice e sana cucina
di questi luoghi, d'origine contadina e casalinga.Romito Magra è un punto di
passaggio tra Lerici,Sarzana e Bocca di Magra. Cerri e Trebiano arroccati su
colline circondati da boschi,uliveti e vigneti, sono collegati tra loro da
una strada a monte, percorribile da chi la conosce. Nel periodo di
vendemmia, l'odore del mosto caratterizza i vicoli dei borghi.
Il Patrono è
San Nicolò, festeggiato il 6 Dicembre.
Per saperne di più visita:
www.comune.arcola.sp.it
Indirizzo: P.zza Muccini, 1 - 19021
Arcola - SP
Telefono: 0187.952.811
Fax: 0187.952.839
Pubblica Assistenza Croce Verde
P.zza 2 Giugno, 11 - 19021 Arcola
Tel. Emerg.: 0187/98.74.68
Tel. Segr.: 0187/98.74.68
Fax: 0187/98.71.13
Coordinate Geografiche:
44°06'51.53" N - 9°54'20.71" E
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Amoa |
19 metri s.l.m. |
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Arcola |
70 |
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Battifollo |
9 |
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Cerri |
162 |
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Guercio |
112 |
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Romito Magra |
16 |
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Trebiano |
170 |
|
Masignano |
135 |
Per una lettura approfondita sulla
storia di Arcola, proseguite qui sotto.
ARCOLA
Tratto da un'edizione dell'Ente Provinciale per
il Turismo "Itinerario storico-artistico del Golfo della Spezia e sue
vicinanze" di Ubaldo Formentini.Stampato il 31 Marzo 1959.
Il tratto della riva orientale del Golfo,fra la
Fossa Mastra e la Punta di Santa Teresa, appartenne, relativamente
all'ordinamento religioso,curtense e feudale,alla pieve,alla corte,al
castello d'Arcola: indice della costituzione primitiva d'un "oppidum"
marinaro mediterraneo, e nel caso specifico sicuramente ligure, posto in
sito di fortezza naturale invisibile dal mare,difeso alle spalle da un corso
d'acqua,in relazione con un porto inabitato. Tale tipo d'insediamento è
comune a tutte le pievi i cui territori s'affacciano al Golfo e si verifica
in più casi anche nella Riviera di Levante.- Nel tratto in questione,i
documenti medievali distinguono un "portus maris",un ospedale con una
cappella di San Bartolomeo,dei "bagni" connessi, a quanto sembra, con un
culto indigeno delle acque; tutti sotto la misteriosa denominazione
topografica "de Centum Clavis"(da tradursi Cento Chiodi, non Cento
Chiavi); si ricordano inoltre,fin dal XIII secolo, i "vici" "de Musiano" e
"de Pitellio",dei quali il primo offre insigni testimonianze archeologiche
d'età romana,il secondo rappresenta il rifugio degli abitanti della costa
sotto la minaccia delle incursioni marittime; quivi fu trasferita,circa il
1634, la cura parrocchiale di S.Bartolomeo, unica, antica filiale della
Pieve d'Arcola.- Il castello d'Arcola fu una delle più potenti creazioni
feudali dell'Alto Medio Evo, sede e propugnacolo delle prime diramazioni del
ceppo obertengo,specie di quella che più particolarmente esercitò le
funzioni navali della Marca Ligure-Orientale, il ramo cioè dei marchesi di
Massa e Corsica che vediamo frequentemente,per tutto il secolo XI, datare i
loro atti "in curte",o "in castro Arcule" e il cui capostipite, il marchese
Adalberto II,conquistatore della Corsica, nel 1083, disponeva d'una porzione
dei suoi beni in Arcola per dotare l'abbazia di S. Maria di Castiglione, nel
Piacentino,da lui fondata.. Tuttavia questa Casa non ebbe il dominio
esclusivo della rocca e del suo distretto; vi parteciparono altri soggetti
delle lineee collaterali degli Obertenghi così troviamo in Arcola nel 1050,
nell'atto dellargire all'Abbazia di S.Venerio del Tino alcuni beni,quel
marchese Azzo-Adalberto II,conte di Luni,vissuto più di cent'anni che,
mediante due matrimoni principeschi,divenne il capostipete di diverse case
sovrane d'Europa:
Estensi.Braunsweig-Baviera,Hannover ed altre.- Secondo un
processo generale,l'autorità e i poteri della Marca si frazionarono e si
dissolsero nelle consorterie gentilizie dei feudatari minori dopo che fu
stabilita a favore di questi l'ereditarietà dei feudi: conosciamo pertanto
un gruppo di signori d'Arcola dei quali non è facile stabilire la
provenienza e la genealogia: partecipano a questo consorzio antichi vassali
dei marchesi di Massa e Corsica,degli Estensi "domini" di Vezzano,coi quali
i signori d'Arcola ebbero in comune la padronanza di Lerici pregenovese,
forse degli Obertenghi di Pontremoli e certamente dei signori di Corvaia e
Vallecchia nella Versilia,alcuni rami dei quali,come vicedomini del vescovo
di Luni,tennero il prossimo castello di Trebbiano.- Il reazionario tentativo
de di reintegrare l'antico predio famigliare e di storici diritti
sovrani della Marca Obertenga in Arcola,come in tutta la Lunigiana,provocò
la ribellione del comune locale:volontariamente gli Arcolani, militi e
popolo acquistarono il borghesatico sarzanese, andando in massa a popolare i
borghi nuovi della città e vendendo ai Sarzanesi, che ne presero possesso,
il proprio territorio comunale nella sua integrità,dalla Magra alla spiaggia
di S.Bartolomeo e del Muggiano e la stessa rocca degli
Obertenghi.- Ma il
Comune Genovese che,sullo scorcio del secolo XII, aveva già debellato in
campo aperto e i baroni della Riviera e della Lunigiana loro
alleati,padroni di Porto Venere e in procinto di togliere ai
Pisani Lerici,
l'anno stesso dell'esodo degli Arcolani a Sarzana,assediò e prese Arcola;
perdutala, la riebbe nel 1278, facendone regolare acquisto dai marchesi
Manfredo e Francesco Malaspina.
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