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Piazza al Serchio
Il Comune
Il Municipio
Vista dalla strada
Vista
Distributore di latte fresco locale
Pieve di San Pietro
Vista dei Doglioni
Vecchia locomotiva
I Doglioni
Il parcheggio
La Pieve San Pietro
La torre campanaria
La Chiesa di San Pietro
La Pieve
Sulla facciata della Chiesa
Pieve
Pieve San Pietro
Torre campanaria
Lungo strada
Inverno
Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia
Breve storia del Comune, borgo, località e frazioni di Piazza al Serchio - Lucca.Italia
Gli abitanti si chiamano: Piazzini. Originariamente si chiamava Pieve di Castelvecchio, solo nel 1863 assunse il nome di Piazza al Serchio, la piazza era quella dell'antico mercato all'aperto e Serchio il nome del fiume con cui viene denominata la Valle. All'epoca preromana i Liguri Apuani scorazzavano in queste terre facendo scambi commerciali con gli Etruschi della Bassa Valle del Serchio, Versilia e nelle valli dell'Arno. Arrivarono i Romani e portarono guerre per molti secoli, sino al 56 a.C. quando i Romani riuscirono a sottomettere gli ultimi ribelli. I primi insediamenti stabili documentati risalgono all'epoca longobarda i quali provenendo dalla Germania, migrarono verso sud, integrandosi poi in tutto il territorio italico, quindi in Garfagnana nel VI secolo. Nel periodo Medievale, per le caratteristiche territoriali, al confine tra le tre Regioni, Toscana,Emilia e Liguria, Piazza al Serchio fu contesa dai potenti dell'epoca. Il vescovado di Lucca impose il suo dominio su quelle terre, passando poi alla Repubblica di Lucca, aumentando ancor più la crescita demografica ed economica. Gli Estensi, i pisani e i fiorentini provarono ad impossessarsi di Piazza al Serchio intorno al XIII secolo, ma i signori garfagnini rimasero fedeli alla Repubblica di Lucca. Solo verso il XVIII secolo gli Estensi di Ferrara del Ducato di Modena riuscirono ad imporsi sul borgo, quindi annesso ai possedimenti del Ducato di Modena e inserito nella Diocesi di Luni sino all'invasione dei francesi, entrando nella Repubblica Cisalpina sino al 1814 quando rientrò tra i possedimenti estensi che mantennero fino al 1861 quando entrò nell'Unità d'Italia. Il borgo è il risultato dall’unione degli antichi borghi di "Sala", Piazza e "Plebs de Castello" e oggi risulta un paese popoloso dedito alla coltivazione dei cereali, sopratutto il farro,poi frutta e ortaggi. Piccole industrie di abbigliamento e di materiali da costruzione contribuiscono all'economia locale. Il turismo è attratto dalle antiche chiese, da visitare assieme al castello di Sala e alle frazioni, poi dalle bellezze naturali di questa terra, come i doglioni, grandi rocce di origine vulcanica che affiorano dal letto del fiume.