Asciano Pisano - San Giuliano Terme

Foto, storia e informazioni della località

Home Provincia di Pisa Comune di San Giuliano Terme Storia-Informazioni Presentazione foto Mappa

Frazioni & Località

Scegli una località dal menu.

Asciano

Asciano

Pieve di San Giovanni Battista

La facciata della Pieve

Nella facciata della Pieve

Pieve di S.Giovanni Battista

La Chiesa

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Dipinto

Dipinto

Dipinto

Interno della Chiesa

Dipinto

Interno della Chiesa

Acquasantiera

Interno della Chiesa

Chiesa di S.Giovanni Battista

Chiesa di S.Giovanni Battista

Chiesa di S.Giovanni Battista

Lunetta sul portale della Chiesa

Il campanile

Il parco

A memoria

Locandina

Nel parco. Il carretto

Cartelli

Vista dal parco

Pubblica Assistenza

In paese

In paese

Torrente in paese

In paese

In paese

Torrente

In paese

In paese

Acquedotto Mediceo

Acquedotto Mediceo

Acquedotto Mediceo

Acquedotto Mediceo

Acquedotto Mediceo

Acquedotto Mediceo

Acquedotto Mediceo

Acquedotto Mediceo

Acquedotto Mediceo

Acquedotto Mediceo

Acquedotto Mediceo

Acquedotto Mediceo

Acquedotto Mediceo

Parte di acquedotto mediceo in paese

Parte di acquedotto mediceo in paese

Acquedotto mediceo

Parte di acquedotto mediceo in paese

Parte di acquedotto mediceo in paese

Parte di acquedotto mediceo in paese

Nella strada

Parte di acquedotto mediceo in paese

Parte di acquedotto mediceo in paese

Parte di acquedotto mediceo in paese

Nella località

Informazioni storiche, culturali della località.

Asciano Pisano: storia, cultura e tradizioni

Un borgo ai piedi del Monte Pisano

Asciano Pisano è una frazione del Comune di San Giuliano Terme situata ai piedi del versante sud-occidentale del Monte Pisano, a breve distanza da Pisa. La sua posizione spiega gran parte della sua storia. Alle spalle del paese si innalzano i rilievi del monte, ricchi di boschi, oliveti, piccoli corsi d’acqua e sorgenti. Davanti si apre invece la pianura che conduce verso Pisa. Asciano è cresciuta proprio nel punto d’incontro fra questi due ambienti. Per secoli è stata contemporaneamente un borgo agricolo, una comunità religiosa organizzata intorno alla propria pieve e soprattutto il punto di partenza di uno dei più importanti sistemi storici di approvvigionamento idrico della città di Pisa. La storia di Asciano può quindi essere raccontata attraverso una parola: acqua.

Tra il monte e la pianura

Il paesaggio di Asciano appartiene alla fascia pedemontana del Monte Pisano. È un ambiente molto diverso dalla pianura aperta delle frazioni più occidentali del Comune di San Giuliano Terme. Qui il rilievo comincia immediatamente alle spalle delle abitazioni. Sui versanti si sviluppano boschi e oliveti, mentre le piccole valli raccolgono l’acqua proveniente dal monte. La posizione permetteva inoltre di raggiungere rapidamente Pisa. Montagna, acqua, agricoltura e città hanno quindi sempre interagito nella storia del paese.

Una comunità medievale

La documentazione ecclesiastica permette di seguire con sicurezza la storia di Asciano almeno dal XII secolo. La Chiesa di San Giovanni Battista è infatti attestata nel 1137, quando viene ricordata in una bolla di papa Innocenzo II. Alla metà del Medioevo esisteva dunque già una comunità organizzata e dotata di un proprio importante edificio religioso. La chiesa sarebbe diventata nel tempo uno dei principali punti di riferimento ecclesiastici della zona orientale dell’attuale territorio sangiulianese.

La Pieve di San Giovanni Battista

San Giovanni Battista possiede il titolo di pieve. Nel sistema ecclesiastico medievale la pieve aveva un'importanza superiore rispetto alle semplici cappelle rurali e costituiva il centro religioso di un territorio più ampio. Asciano non era quindi soltanto un piccolo insediamento agricolo. La presenza della pieve indica una funzione territoriale capace di mettere in relazione anche le comunità circostanti. Questa centralità divenne particolarmente evidente nel Quattrocento.

Il 1434

Nel 1434 alla Pieve di Asciano furono unite le chiese di San Frediano di Agnano e Santa Maria di Mezzana. È un passaggio molto importante per comprendere la geografia religiosa della zona. Asciano, Agnano e Mezzana erano comunità distinte, ma i loro rapporti ecclesiastici finirono per convergere intorno alla pieve ascianese. La storia della frazione si intreccia quindi direttamente con quella di altri antichi paesi della pianura pisana.

La chiesa nel Cinquecento

Nel corso del XVI secolo San Giovanni Battista fu interessata da restauri e interventi di completamento. In questa fase vennero realizzati anche quattro altari laterali. La chiesa medievale continuava quindi a essere utilizzata e trasformata. Come accade frequentemente negli edifici religiosi con una storia molto lunga, ogni generazione lasciava nuove tracce. Il monumento diventava progressivamente una sovrapposizione di epoche differenti.

Il paese delle sorgenti

La vera particolarità di Asciano emerge però osservando la montagna. Alle spalle del borgo si trova infatti la Valle delle Fonti. Il nome è già una descrizione del luogo. Le acque che emergevano dal Monte Pisano costituivano una risorsa preziosissima, soprattutto per una città come Pisa che per secoli dovette affrontare il problema di disporre di acqua potabile di buona qualità. Le sorgenti di Asciano finirono così per assumere un'importanza che superava ampiamente i confini della piccola comunità.

La Valle delle Fonti

La Valle delle Fonti è una stretta valle che risale dal paese verso il Monte Pisano. Qui l'acqua proveniente dalle sorgenti poteva essere raccolta e convogliata. L'ambiente unisce ancora oggi valore naturalistico e valore storico. Bosco, sentieri e strutture idrauliche raccontano infatti una lunga relazione tra risorse naturali e intervento umano. L'acqua non veniva semplicemente utilizzata nel luogo in cui sgorgava. Doveva essere raccolta, controllata e trasportata. Da questa necessità nacque una delle opere più caratteristiche del territorio pisano.

L'acqua per Pisa

Tra Cinquecento e Seicento il problema dell'approvvigionamento idrico di Pisa divenne oggetto di importanti interventi da parte dei Medici. La soluzione fu individuata proprio nelle sorgenti di Asciano. Durante il governo del granduca Ferdinando I de' Medici venne realizzato il grande sistema destinato a condurre l'acqua dal Monte Pisano fino alla città. Asciano entrò così nella storia urbana di Pisa. Un piccolo paese ai piedi del monte divenne il punto di origine dell'acqua destinata alle fontane cittadine.

L'Acquedotto Mediceo

L'Acquedotto Mediceo è ancora oggi una delle testimonianze più riconoscibili di questo rapporto. La lunga successione di arcate attraversa la pianura collegando Asciano alla città di Pisa. L'opera fu concepita sul modello monumentale degli antichi acquedotti. La sua funzione era però assolutamente concreta: portare in città acqua proveniente dalle sorgenti del Monte Pisano. Per secoli il profilo degli archi divenne parte integrante del paesaggio tra Asciano e Pisa.

Via dei Condotti

La memoria dell'acquedotto sopravvive anche nella toponomastica. La strada che attraversa questa parte del territorio è significativamente chiamata via dei Condotti. Il nome ricorda direttamente le condutture che portavano l'acqua. In questo caso una semplice denominazione stradale diventa un documento storico. Ancora oggi percorrere la zona significa seguire, almeno in parte, il tracciato di un sistema idraulico costruito secoli fa.

Il Cisternone

Prima di essere inviata verso Pisa, l'acqua doveva essere raccolta e preparata. Nella Valle delle Fonti si trova il cosiddetto Cisternone, grande struttura appartenente al sistema dell'acquedotto. Qui le acque provenienti dalle sorgenti venivano raccolte prima di essere convogliate nei condotti diretti verso la pianura. Il Cisternone rappresenta quindi il punto di collegamento tra la montagna e l'acquedotto monumentale. Da una parte ci sono le sorgenti naturali. Dall'altra comincia l'opera costruita dall'uomo.

Dalla montagna alla città

Il percorso dell'acqua racconta perfettamente il rapporto storico tra Asciano e Pisa. L'acqua nasce sul Monte Pisano. Viene raccolta nella Valle delle Fonti. Passa attraverso il sistema del Cisternone. Scende verso Asciano. Entra nell'acquedotto. Attraversa la campagna. Infine raggiunge Pisa. Il territorio della frazione diventa così l'inizio di una vera infrastruttura territoriale.

Sei chilometri verso Pisa

Dopo aver lasciato Asciano, l'acquedotto attraversava la pianura con un percorso sostanzialmente rettilineo di circa sei chilometri. Gli archi raggiungevano le mura di Pisa presso Piazza delle Gondole. Qui l'acqua veniva raccolta e successivamente distribuita attraverso condutture sotterranee alle fontane della città. L'opera metteva quindi direttamente in comunicazione il Monte Pisano con il centro urbano. Per gli abitanti di Pisa, bere l'acqua delle fontane significava in buona parte utilizzare una risorsa proveniente dalle montagne di Asciano.

Un paesaggio costruito dall'acqua

L'acquedotto non deve essere osservato soltanto come un monumento. È anche un elemento paesaggistico. Le sue arcate attraversano campi e strade creando una linea artificiale perfettamente riconoscibile. Nel corso dei secoli la campagna si è organizzata anche intorno alla presenza dei Condotti. Oggi l'acquedotto costituisce una delle immagini più caratteristiche del territorio compreso tra Pisa e il Monte Pisano. È un monumento lungo chilometri, inseparabile dal paesaggio che attraversa.

La campagna di Asciano

Accanto all'acqua, l'altra grande protagonista della storia locale è l'agricoltura. Nella fascia pianeggiante si trovavano campi e poderi. Salendo verso il monte acquistavano invece maggiore importanza le coltivazioni tipiche dell'ambiente pedemontano. La popolazione viveva quindi sfruttando ambienti differenti a brevissima distanza. La pianura e il monte offrivano risorse diverse ma complementari.

Gli oliveti

Uno degli elementi più caratteristici del paesaggio del Monte Pisano è l'oliveto. Gli strumenti di pianificazione del Comune di San Giuliano Terme riconoscono gli oliveti della fascia pedemontana, compresa quella di Asciano, come elementi di grande valore storico e paesaggistico. Non si tratta soltanto di coltivazioni produttive. Terrazzamenti, muri e sistemazioni dei versanti contribuiscono anche alla stabilità del terreno e alla gestione delle acque. L'oliveto è quindi contemporaneamente agricoltura, paesaggio e presidio del territorio.

L'olio e la cultura del monte

Per le comunità pedemontane l'olivo ha rappresentato per secoli una risorsa fondamentale. La raccolta delle olive era uno dei momenti più importanti del calendario agricolo. Il prodotto doveva poi essere portato ai frantoi. Il lavoro coinvolgeva famiglie e proprietà differenti e contribuiva a creare una cultura comune a molti paesi del Monte Pisano. Asciano appartiene pienamente a questo paesaggio dell'olio.

Un territorio non sempre asciutto

La pianura che oggi appare ordinata non deve far dimenticare una realtà storica molto più complessa. La documentazione comunale ricorda che nel XII secolo esistevano aree paludose anche nella zona di Asciano e Agnano. Le bonifiche e le successive sistemazioni idrauliche modificarono progressivamente il territorio. Ancora una volta l'acqua appare quindi come protagonista. Da una parte era la preziosa acqua delle sorgenti da portare a Pisa. Dall'altra era l'acqua stagnante della pianura da regolare e allontanare.

Mirteto

Salendo sul Monte Pisano da Asciano si incontra uno dei luoghi più suggestivi del territorio: Santa Maria di Mirteto. È un antico complesso religioso immerso nella vegetazione, oggi in stato di rudere. La presenza di Mirteto mostra quanto la storia di Asciano non sia limitata al fondovalle. Il territorio della comunità si estendeva anche verso il monte, dove esistevano luoghi religiosi e insediamenti inseriti in un ambiente completamente diverso da quello della pianura.

Il monte come luogo vissuto

Oggi il Monte Pisano viene spesso associato soprattutto alle passeggiate e all'escursionismo. Storicamente era invece un territorio intensamente utilizzato. Boschi, oliveti, sorgenti, percorsi e piccoli insediamenti avevano precise funzioni economiche e religiose. Mirteto e la Valle delle Fonti aiutano a comprendere questa dimensione. Il monte non costituiva lo sfondo di Asciano. Era una parte fondamentale della vita del paese.

L'Ottocento e la nuova pieve

Nell'Ottocento la Pieve di San Giovanni Battista attraversò una trasformazione radicale. Tra gli anni Trenta e Quaranta il parroco don Antonio Lami chiese al granduca di Toscana un contributo per ingrandire la chiesa. Venne presentato un progetto realizzato insieme a cinque capimastri locali. Durante i lavori, però, il progetto divenne più ambizioso. Le fondamenta furono ampliate, il coro ingrandito e la facciata venne realizzata con un rivestimento lapideo anziché con il semplice intonaco inizialmente previsto.

La pietra di San Giuliano

Particolarmente interessante è il materiale utilizzato per la facciata. La pieve venne rivestita con conci provenienti dalle cave di San Giuliano. Anche l'edificio religioso racconta quindi il territorio. La montagna forniva acqua, olio, bosco e anche pietra da costruzione. La facciata di San Giovanni Battista è il risultato visibile di questa relazione con le risorse locali.

La ricostruzione del XIX secolo

La vecchia chiesa venne profondamente trasformata fino ad assumere sostanzialmente l'aspetto dell'edificio contemporaneo. L'Arcidiocesi di Pisa ricorda che fu ricostruita e riconsacrata il 26 luglio 1846. È una delle date fondamentali della storia moderna di Asciano. La pieve che vediamo oggi è quindi soprattutto il risultato della grande stagione edilizia ottocentesca, pur conservando una storia istituzionale che risale almeno al 1137.

Il campanile

Anche il campanile appartiene alla stratificazione storica del complesso. La sua presenza completa il profilo della pieve e rende San Giovanni Battista uno degli elementi architettonici più riconoscibili del centro abitato. Come accade in molti paesi, il campanile non aveva soltanto una funzione religiosa. Il suono delle campane scandiva il tempo della comunità e poteva essere ascoltato nei campi e sulle prime pendici del monte.

Il Novecento

Nel corso del Novecento Asciano iniziò a trasformarsi. La società agricola perse gradualmente la propria centralità. Migliorarono i collegamenti con Pisa e con San Giuliano Terme. Aumentarono gli spostamenti quotidiani per lavoro e studio. Nuove abitazioni modificarono il tessuto del paese. La vicinanza alla città favorì così una progressiva trasformazione residenziale.

La Seconda guerra mondiale

Nel 1944 anche il territorio di Asciano fu coinvolto nella fase più difficile della guerra in Toscana. La vicinanza a Pisa e al Monte Pisano collocava la comunità in una zona attraversata dagli eventi legati al passaggio del fronte. Per ricostruire singoli episodi avvenuti precisamente nel paese è però opportuno affidarsi a fonti locali specifiche. È preferibile distinguere la storia documentata di Asciano dagli episodi, anche drammatici, avvenuti in altre località del Monte Pisano e della Valdiserchio.

Il dopoguerra

Nel secondo dopoguerra il cambiamento sociale accelerò. Sempre meno famiglie dipendevano esclusivamente dall'agricoltura. Pisa diventò il principale punto di riferimento per lavoro, istruzione e servizi. Asciano mantenne tuttavia un carattere diverso dalle frazioni della pianura più intensamente urbanizzate. La vicinanza immediata del Monte Pisano continuò infatti a limitare e caratterizzare la forma dell'abitato.

Nostra Signora di Fatima

La crescita contemporanea della comunità è testimoniata anche dalla piccola Chiesa di Nostra Signora di Fatima. L'edificio venne costruito nel 1986, dopo la donazione del terreno da parte della famiglia Bonaguidi, su progetto dell'architetto pisano Gabriele Bonaguidi. È un luogo religioso completamente diverso dalla pieve storica. Proprio per questo è interessante: mostra come la geografia religiosa di Asciano abbia continuato a evolversi anche nel XX secolo.

Dall'acquedotto al sentiero

Con il venir meno della funzione originaria, l'Acquedotto Mediceo ha acquisito progressivamente un nuovo valore. Da infrastruttura idrica è diventato patrimonio storico e paesaggistico. La Valle delle Fonti e i percorsi verso il Cisternone e Mirteto sono oggi utilizzati anche per passeggiate ed escursioni. L'Università di Pisa ha scelto proprio Asciano come punto di partenza per iniziative dedicate al Monte Pisano e alla riflessione sulle risorse idriche. È quasi un ritorno alle origini: ancora una volta Asciano viene raccontata attraverso l'acqua.

Asciano oggi

Oggi Asciano conserva una posizione particolare all'interno del Comune di San Giuliano Terme. È vicinissima a Pisa, ma si trova già all'ingresso di un ambiente montano. È un paese residenziale, ma conserva una forte presenza del paesaggio agricolo. È attraversato dalla memoria di una grande infrastruttura storica, ma allo stesso tempo rappresenta un punto di partenza per sentieri e percorsi naturalistici. Questa compresenza di città e montagna costituisce uno dei suoi caratteri più riconoscibili.

Un patrimonio diffuso

Il patrimonio di Asciano non è concentrato in un solo monumento. La Pieve di San Giovanni Battista racconta la comunità medievale e ottocentesca. La Valle delle Fonti racconta l'acqua. Il Cisternone racconta la tecnologia idraulica. L'Acquedotto Mediceo racconta il rapporto con Pisa. Mirteto racconta la vita religiosa sul monte. Gli oliveti raccontano il lavoro agricolo. Le strade e i sentieri collegano questi elementi in un unico paesaggio storico.

Dalla sorgente alla fontana

Poche località possono essere raccontate attraverso un percorso così chiaro. Tutto comincia sulle pendici del Monte Pisano. L'acqua emerge dalle sorgenti. Viene raccolta nella Valle delle Fonti. Raggiunge il Cisternone. Da qui viene incanalata verso Asciano. L'Acquedotto Mediceo la conduce attraverso la pianura. Dopo circa sei chilometri raggiunge le mura di Pisa. Infine viene distribuita alle fontane della città. La montagna di Asciano e la vita quotidiana dei pisani diventano così parti dello stesso sistema.

Asciano: il paese dell'acqua del Monte Pisano

La storia di Asciano è fatta di numerosi elementi, ma l'acqua riesce a unirli quasi tutti. L'acqua ha modellato la valle. Ha alimentato le sorgenti. Ha reso necessarie opere di bonifica nella pianura. Ha dato origine all'Acquedotto Mediceo. Ha collegato il Monte Pisano a Pisa. Accanto all'acqua si sono sviluppati la pieve, gli oliveti, le case, i percorsi e gli insediamenti sul monte. Per questo Asciano Pisano può essere descritto come il paese dell'acqua del Monte Pisano: un antico borgo raccolto tra oliveti e sorgenti, dal quale per secoli una grande opera idraulica ha portato verso Pisa una delle risorse più preziose della montagna, trasformando il paesaggio locale in una parte fondamentale della storia della città.
↑