Asciano
Pisano: storia, cultura e tradizioni
Un borgo ai piedi del Monte
Pisano
Asciano Pisano è una frazione del Comune di
San Giuliano Terme situata ai piedi del versante sud-occidentale
del Monte Pisano, a breve distanza da Pisa.
La sua posizione spiega gran parte della sua
storia.
Alle spalle del paese si innalzano i rilievi
del monte, ricchi di boschi, oliveti, piccoli corsi d’acqua e
sorgenti. Davanti si apre invece la pianura che conduce verso
Pisa.
Asciano è cresciuta proprio nel punto
d’incontro fra questi due ambienti.
Per secoli è stata contemporaneamente un borgo
agricolo, una comunità religiosa organizzata intorno alla
propria pieve e soprattutto il punto di partenza di uno dei più
importanti sistemi storici di approvvigionamento idrico della
città di Pisa.
La storia di Asciano può quindi essere
raccontata attraverso una parola:
acqua.
Tra il monte e la pianura
Il paesaggio di Asciano appartiene alla fascia
pedemontana del Monte Pisano.
È un ambiente molto diverso dalla pianura
aperta delle frazioni più occidentali del Comune di San Giuliano
Terme.
Qui il rilievo comincia immediatamente alle
spalle delle abitazioni.
Sui versanti si sviluppano boschi e oliveti,
mentre le piccole valli raccolgono l’acqua proveniente dal
monte.
La posizione permetteva inoltre di raggiungere
rapidamente Pisa.
Montagna, acqua, agricoltura e città hanno
quindi sempre interagito nella storia del paese.
Una comunità medievale
La documentazione ecclesiastica permette di
seguire con sicurezza la storia di Asciano almeno dal XII
secolo.
La Chiesa di
San Giovanni Battista è infatti attestata nel
1137, quando viene
ricordata in una bolla di papa Innocenzo II.
Alla metà del Medioevo esisteva dunque già una
comunità organizzata e dotata di un proprio importante edificio
religioso.
La chiesa sarebbe diventata nel tempo uno dei
principali punti di riferimento ecclesiastici della zona
orientale dell’attuale territorio sangiulianese.
La Pieve di San Giovanni
Battista
San Giovanni Battista possiede il titolo di
pieve.
Nel sistema ecclesiastico medievale la pieve
aveva un'importanza superiore rispetto alle semplici cappelle
rurali e costituiva il centro religioso di un territorio più
ampio.
Asciano non era quindi soltanto un piccolo
insediamento agricolo.
La presenza della pieve indica una funzione
territoriale capace di mettere in relazione anche le comunità
circostanti.
Questa centralità divenne particolarmente
evidente nel Quattrocento.
Il 1434
Nel 1434
alla Pieve di Asciano furono unite le chiese di
San Frediano di Agnano
e Santa Maria di Mezzana.
È un passaggio molto importante per
comprendere la geografia religiosa della zona.
Asciano, Agnano e Mezzana erano comunità
distinte, ma i loro rapporti ecclesiastici finirono per
convergere intorno alla pieve ascianese.
La storia della frazione si intreccia quindi
direttamente con quella di altri antichi paesi della pianura
pisana.
La chiesa nel Cinquecento
Nel corso del XVI secolo San Giovanni Battista
fu interessata da restauri e interventi di completamento.
In questa fase vennero realizzati anche
quattro altari laterali.
La chiesa medievale continuava quindi a essere
utilizzata e trasformata.
Come accade frequentemente negli edifici
religiosi con una storia molto lunga, ogni generazione lasciava
nuove tracce.
Il monumento diventava progressivamente una
sovrapposizione di epoche differenti.
Il paese delle sorgenti
La vera particolarità di Asciano emerge però
osservando la montagna.
Alle spalle del borgo si trova infatti la
Valle delle Fonti.
Il nome è già una descrizione del luogo.
Le acque che emergevano dal Monte Pisano
costituivano una risorsa preziosissima, soprattutto per una
città come Pisa che per secoli dovette affrontare il problema di
disporre di acqua potabile di buona qualità.
Le sorgenti di Asciano finirono così per
assumere un'importanza che superava ampiamente i confini della
piccola comunità.
La Valle delle Fonti
La Valle delle Fonti è una stretta valle che
risale dal paese verso il Monte Pisano.
Qui l'acqua proveniente dalle sorgenti poteva
essere raccolta e convogliata.
L'ambiente unisce ancora oggi valore
naturalistico e valore storico.
Bosco, sentieri e strutture idrauliche
raccontano infatti una lunga relazione tra risorse naturali e
intervento umano.
L'acqua non veniva semplicemente utilizzata
nel luogo in cui sgorgava.
Doveva essere raccolta, controllata e
trasportata.
Da questa necessità nacque una delle opere più
caratteristiche del territorio pisano.
L'acqua per Pisa
Tra Cinquecento e Seicento il problema
dell'approvvigionamento idrico di Pisa divenne oggetto di
importanti interventi da parte dei Medici.
La soluzione fu individuata proprio nelle
sorgenti di Asciano.
Durante il governo del granduca
Ferdinando I de' Medici
venne realizzato il grande sistema destinato a condurre l'acqua
dal Monte Pisano fino alla città.
Asciano entrò così nella storia urbana di
Pisa.
Un piccolo paese ai piedi del monte divenne il
punto di origine dell'acqua destinata alle fontane cittadine.
L'Acquedotto Mediceo
L'Acquedotto Mediceo è ancora oggi una delle
testimonianze più riconoscibili di questo rapporto.
La lunga successione di arcate attraversa la
pianura collegando Asciano alla città di Pisa.
L'opera fu concepita sul modello monumentale
degli antichi acquedotti.
La sua funzione era però assolutamente
concreta: portare in città acqua proveniente dalle sorgenti del
Monte Pisano.
Per secoli il profilo degli archi divenne
parte integrante del paesaggio tra Asciano e Pisa.
Via dei Condotti
La memoria dell'acquedotto sopravvive anche
nella toponomastica.
La strada che attraversa questa parte del
territorio è significativamente chiamata
via dei Condotti.
Il nome ricorda direttamente le condutture che
portavano l'acqua.
In questo caso una semplice denominazione
stradale diventa un documento storico.
Ancora oggi percorrere la zona significa
seguire, almeno in parte, il tracciato di un sistema idraulico
costruito secoli fa.
Il Cisternone
Prima di essere inviata verso Pisa, l'acqua
doveva essere raccolta e preparata.
Nella Valle delle Fonti si trova il cosiddetto
Cisternone, grande
struttura appartenente al sistema dell'acquedotto.
Qui le acque provenienti dalle sorgenti
venivano raccolte prima di essere convogliate nei condotti
diretti verso la pianura.
Il Cisternone rappresenta quindi il punto di
collegamento tra la montagna e l'acquedotto monumentale.
Da una parte ci sono le sorgenti naturali.
Dall'altra comincia l'opera costruita
dall'uomo.
Dalla montagna alla città
Il percorso dell'acqua racconta perfettamente
il rapporto storico tra Asciano e Pisa.
L'acqua nasce sul Monte Pisano.
Viene raccolta nella Valle delle Fonti.
Passa attraverso il sistema del Cisternone.
Scende verso Asciano.
Entra nell'acquedotto.
Attraversa la campagna.
Infine raggiunge Pisa.
Il territorio della frazione diventa così
l'inizio di una vera infrastruttura territoriale.
Sei chilometri verso Pisa
Dopo aver lasciato Asciano, l'acquedotto
attraversava la pianura con un percorso sostanzialmente
rettilineo di circa sei chilometri.
Gli archi raggiungevano le mura di Pisa presso
Piazza delle Gondole.
Qui l'acqua veniva raccolta e successivamente
distribuita attraverso condutture sotterranee alle fontane della
città.
L'opera metteva quindi direttamente in
comunicazione il Monte Pisano con il centro urbano.
Per gli abitanti di Pisa, bere l'acqua delle
fontane significava in buona parte utilizzare una risorsa
proveniente dalle montagne di Asciano.
Un paesaggio costruito
dall'acqua
L'acquedotto non deve essere osservato
soltanto come un monumento.
È anche un elemento paesaggistico.
Le sue arcate attraversano campi e strade
creando una linea artificiale perfettamente riconoscibile.
Nel corso dei secoli la campagna si è
organizzata anche intorno alla presenza dei Condotti.
Oggi l'acquedotto costituisce una delle
immagini più caratteristiche del territorio compreso tra Pisa e
il Monte Pisano.
È un monumento lungo chilometri, inseparabile
dal paesaggio che attraversa.
La campagna di Asciano
Accanto all'acqua, l'altra grande protagonista
della storia locale è l'agricoltura.
Nella fascia pianeggiante si trovavano campi e
poderi.
Salendo verso il monte acquistavano invece
maggiore importanza le coltivazioni tipiche dell'ambiente
pedemontano.
La popolazione viveva quindi sfruttando
ambienti differenti a brevissima distanza.
La pianura e il monte offrivano risorse
diverse ma complementari.
Gli oliveti
Uno degli elementi più caratteristici del
paesaggio del Monte Pisano è l'oliveto.
Gli strumenti di pianificazione del Comune di
San Giuliano Terme riconoscono gli oliveti della fascia
pedemontana, compresa quella di Asciano, come elementi di grande
valore storico e paesaggistico.
Non si tratta soltanto di coltivazioni
produttive.
Terrazzamenti, muri e sistemazioni dei
versanti contribuiscono anche alla stabilità del terreno e alla
gestione delle acque.
L'oliveto è quindi contemporaneamente
agricoltura, paesaggio e presidio del territorio.
L'olio e la cultura del monte
Per le comunità pedemontane l'olivo ha
rappresentato per secoli una risorsa fondamentale.
La raccolta delle olive era uno dei momenti
più importanti del calendario agricolo.
Il prodotto doveva poi essere portato ai
frantoi.
Il lavoro coinvolgeva famiglie e proprietà
differenti e contribuiva a creare una cultura comune a molti
paesi del Monte Pisano.
Asciano appartiene pienamente a questo
paesaggio dell'olio.
Un territorio non sempre
asciutto
La pianura che oggi appare ordinata non deve
far dimenticare una realtà storica molto più complessa.
La documentazione comunale ricorda che nel XII
secolo esistevano aree paludose anche nella zona di
Asciano e Agnano.
Le bonifiche e le successive sistemazioni
idrauliche modificarono progressivamente il territorio.
Ancora una volta l'acqua appare quindi come
protagonista.
Da una parte era la preziosa acqua delle
sorgenti da portare a Pisa.
Dall'altra era l'acqua stagnante della pianura
da regolare e allontanare.
Mirteto
Salendo sul Monte Pisano da Asciano si
incontra uno dei luoghi più suggestivi del territorio: Santa
Maria di Mirteto.
È un antico complesso religioso immerso nella
vegetazione, oggi in stato di rudere.
La presenza di Mirteto mostra quanto la storia
di Asciano non sia limitata al fondovalle.
Il territorio della comunità si estendeva
anche verso il monte, dove esistevano luoghi religiosi e
insediamenti inseriti in un ambiente completamente diverso da
quello della pianura.
Il monte come luogo vissuto
Oggi il Monte Pisano viene spesso associato
soprattutto alle passeggiate e all'escursionismo.
Storicamente era invece un territorio
intensamente utilizzato.
Boschi, oliveti, sorgenti, percorsi e piccoli
insediamenti avevano precise funzioni economiche e religiose.
Mirteto e la Valle delle Fonti aiutano a
comprendere questa dimensione.
Il monte non costituiva lo sfondo di Asciano.
Era una parte fondamentale della vita del
paese.
L'Ottocento e la nuova pieve
Nell'Ottocento la Pieve di San Giovanni
Battista attraversò una trasformazione radicale.
Tra gli anni Trenta e Quaranta il parroco
don Antonio Lami
chiese al granduca di Toscana un contributo per ingrandire la
chiesa.
Venne presentato un progetto realizzato
insieme a cinque capimastri locali.
Durante i lavori, però, il progetto divenne
più ambizioso.
Le fondamenta furono ampliate, il coro
ingrandito e la facciata venne realizzata con un rivestimento
lapideo anziché con il semplice intonaco inizialmente previsto.
La pietra di San Giuliano
Particolarmente interessante è il materiale
utilizzato per la facciata.
La pieve venne rivestita con conci provenienti
dalle cave di San Giuliano.
Anche l'edificio religioso racconta quindi il
territorio.
La montagna forniva acqua, olio, bosco e anche
pietra da costruzione.
La facciata di San Giovanni Battista è il
risultato visibile di questa relazione con le risorse locali.
La ricostruzione del XIX
secolo
La vecchia chiesa venne profondamente
trasformata fino ad assumere sostanzialmente l'aspetto
dell'edificio contemporaneo.
L'Arcidiocesi di Pisa ricorda che fu
ricostruita e riconsacrata il
26 luglio 1846.
È una delle date fondamentali della storia
moderna di Asciano.
La pieve che vediamo oggi è quindi soprattutto
il risultato della grande stagione edilizia ottocentesca, pur
conservando una storia istituzionale che risale almeno al 1137.
Il campanile
Anche il campanile appartiene alla
stratificazione storica del complesso.
La sua presenza completa il profilo della
pieve e rende San Giovanni Battista uno degli elementi
architettonici più riconoscibili del centro abitato.
Come accade in molti paesi, il campanile non
aveva soltanto una funzione religiosa.
Il suono delle campane scandiva il tempo della
comunità e poteva essere ascoltato nei campi e sulle prime
pendici del monte.
Il Novecento
Nel corso del Novecento Asciano iniziò a
trasformarsi.
La società agricola perse gradualmente la
propria centralità.
Migliorarono i collegamenti con Pisa e con San
Giuliano Terme.
Aumentarono gli spostamenti quotidiani per
lavoro e studio.
Nuove abitazioni modificarono il tessuto del
paese.
La vicinanza alla città favorì così una
progressiva trasformazione residenziale.
La Seconda guerra mondiale
Nel 1944 anche il territorio di Asciano fu
coinvolto nella fase più difficile della guerra in Toscana.
La vicinanza a Pisa e al Monte Pisano
collocava la comunità in una zona attraversata dagli eventi
legati al passaggio del fronte.
Per ricostruire singoli episodi avvenuti
precisamente nel paese è però opportuno affidarsi a fonti locali
specifiche.
È preferibile distinguere la storia
documentata di Asciano dagli episodi, anche drammatici, avvenuti
in altre località del Monte Pisano e della Valdiserchio.
Il dopoguerra
Nel secondo dopoguerra il cambiamento sociale
accelerò.
Sempre meno famiglie dipendevano
esclusivamente dall'agricoltura.
Pisa diventò il principale punto di
riferimento per lavoro, istruzione e servizi.
Asciano mantenne tuttavia un carattere diverso
dalle frazioni della pianura più intensamente urbanizzate.
La vicinanza immediata del Monte Pisano
continuò infatti a limitare e caratterizzare la forma
dell'abitato.
Nostra Signora di Fatima
La crescita contemporanea della comunità è
testimoniata anche dalla piccola
Chiesa di Nostra Signora di
Fatima.
L'edificio venne costruito nel
1986, dopo la
donazione del terreno da parte della famiglia Bonaguidi, su
progetto dell'architetto pisano Gabriele Bonaguidi.
È un luogo religioso completamente diverso
dalla pieve storica.
Proprio per questo è interessante: mostra come
la geografia religiosa di Asciano abbia continuato a evolversi
anche nel XX secolo.
Dall'acquedotto al sentiero
Con il venir meno della funzione originaria,
l'Acquedotto Mediceo ha acquisito progressivamente un nuovo
valore.
Da infrastruttura idrica è diventato
patrimonio storico e paesaggistico.
La Valle delle Fonti e i percorsi verso il
Cisternone e Mirteto sono oggi utilizzati anche per passeggiate
ed escursioni.
L'Università di Pisa ha scelto proprio Asciano
come punto di partenza per iniziative dedicate al Monte Pisano e
alla riflessione sulle risorse idriche.
È quasi un ritorno alle origini: ancora una
volta Asciano viene raccontata attraverso l'acqua.
Asciano oggi
Oggi Asciano conserva una posizione
particolare all'interno del Comune di San Giuliano Terme.
È vicinissima a Pisa, ma si trova già
all'ingresso di un ambiente montano.
È un paese residenziale, ma conserva una forte
presenza del paesaggio agricolo.
È attraversato dalla memoria di una grande
infrastruttura storica, ma allo stesso tempo rappresenta un
punto di partenza per sentieri e percorsi naturalistici.
Questa compresenza di città e montagna
costituisce uno dei suoi caratteri più riconoscibili.
Un patrimonio diffuso
Il patrimonio di Asciano non è concentrato in
un solo monumento.
La Pieve di San Giovanni Battista racconta la
comunità medievale e ottocentesca.
La Valle delle Fonti racconta l'acqua.
Il Cisternone racconta la tecnologia
idraulica.
L'Acquedotto Mediceo racconta il rapporto con
Pisa.
Mirteto racconta la vita religiosa sul monte.
Gli oliveti raccontano il lavoro agricolo.
Le strade e i sentieri collegano questi
elementi in un unico paesaggio storico.
Dalla sorgente alla fontana
Poche località possono essere raccontate
attraverso un percorso così chiaro.
Tutto comincia sulle pendici del Monte Pisano.
L'acqua emerge dalle sorgenti.
Viene raccolta nella Valle delle Fonti.
Raggiunge il Cisternone.
Da qui viene incanalata verso Asciano.
L'Acquedotto Mediceo la conduce attraverso la
pianura.
Dopo circa sei chilometri raggiunge le mura di
Pisa.
Infine viene distribuita alle fontane della
città.
La montagna di Asciano e la vita quotidiana
dei pisani diventano così parti dello stesso sistema.
Asciano: il paese dell'acqua
del Monte Pisano
La storia di Asciano è fatta di numerosi
elementi, ma l'acqua riesce a unirli quasi tutti.
L'acqua ha modellato la valle.
Ha alimentato le sorgenti.
Ha reso necessarie opere di bonifica nella
pianura.
Ha dato origine all'Acquedotto Mediceo.
Ha collegato il Monte Pisano a Pisa.
Accanto all'acqua si sono sviluppati la pieve,
gli oliveti, le case, i percorsi e gli insediamenti sul monte.
Per questo Asciano Pisano può essere descritto
come il paese dell'acqua del
Monte Pisano: un antico borgo raccolto tra oliveti e sorgenti,
dal quale per secoli una grande opera idraulica ha portato verso
Pisa una delle risorse più preziose della montagna, trasformando
il paesaggio locale in una parte fondamentale della storia della
città. |