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Camedone: storia e cultura di un piccolo borgo di Riccò del GolfoTra le colline dell'entroterra della Spezia, lungo gli antichi percorsi che collegano il Golfo della Spezia alla Val di Vara, si trova Camedone, piccolo nucleo appartenente alla frazione di Ponzò, nel comune di Riccò del Golfo di Spezia. È un luogo raccolto, immerso nel paesaggio verde delle colline liguri, dove le tracce dell'antico mondo rurale convivono con una natura che, nel corso del tempo, ha progressivamente riconquistato molti degli spazi un tempo coltivati. Camedone è soprattutto un luogo da conoscere attraverso il suo territorio, i suoi percorsi e la sua testimonianza religiosa più importante: l'Oratorio di San Genesio.Camedone e l'antico territorio di PonzòLa storia di Camedone è strettamente legata a quella di Ponzò, uno dei centri storicamente più importanti dell'attuale comune di Riccò del Golfo. Nel Medioevo Ponzò era un borgo fortificato posto in posizione strategica sulle colline tra il Golfo della Spezia e la Val di Vara. Il paese era organizzato attorno al castello, del quale oggi rimangono alcune tracce, e controllava un territorio molto più ampio rispetto al piccolo centro abitato. Le fonti ricordano che Riccò, Ponzò, San Benedetto e Carpena furono per secoli realtà amministrative distinte, ciascuna con una propria storia e una propria identità. Soltanto durante l'età napoleonica i territori furono progressivamente riuniti nell'attuale comune di Riccò del Golfo. Camedone deve quindi essere considerata all'interno di questo antico territorio: un piccolo insediamento sviluppatosi nelle campagne e nelle colline che facevano riferimento a Ponzò.Il paesaggio ruraleCome molti piccoli nuclei dell'entroterra ligure, Camedone è strettamente legata al paesaggio rurale. Per generazioni gli abitanti della zona hanno vissuto grazie alle risorse offerte dalle colline: piccoli appezzamenti coltivati, vigneti, orti, boschi e castagneti costituivano una parte importante dell'economia familiare. La conformazione del territorio rendeva necessario sfruttare anche i terreni più difficili, costruendo terrazzamenti e muri a secco e mantenendo una fitta rete di mulattiere e sentieri. Ancora oggi, attraversando la zona, è possibile riconoscere molte di queste tracce. Il paesaggio che circonda Camedone non è quindi soltanto naturale: è il risultato di secoli di lavoro umano.L'Oratorio di San GenesioIl principale elemento storico e artistico di Camedone è l'Oratorio di San Genesio. L'edificio risale al XVIII secolo ed è oggi dipendente dalla parrocchia di San Cristoforo di Ponzò. La sua presenza è documentata anche nel patrimonio culturale tutelato della Liguria: la Soprintendenza lo censisce infatti come bene architettonico nella località Camedone di Ponzò, con un provvedimento di tutela del 2013. L'oratorio è un edificio di dimensioni contenute, caratteristico delle piccole comunità rurali. La pianta è pressoché rettangolare, con un'unica aula. L'interno è scandito da lesene e archi trasversali che sostengono una volta a botte lunettata. Il presbiterio è rialzato rispetto all'aula e conduce alla piccola sacrestia. Un particolare significativo riguarda le due piccole finestre collocate ai lati dell'ingresso: la loro posizione permetteva anche a chi percorreva la strada di avere una visuale sull'altare e di fermarsi per un breve momento di preghiera. Questo dettaglio racconta molto bene la funzione degli antichi oratori rurali: non erano soltanto edifici destinati alle celebrazioni, ma anche punti di riferimento per chi attraversava il territorio.San Genesio e la devozione popolareLa dedicazione dell'oratorio a San Genesio inserisce Camedone nella tradizione religiosa delle piccole comunità dell'entroterra. Gli oratori erano luoghi importanti nella vita delle popolazioni rurali. Potevano essere legati alle confraternite, alle devozioni locali o semplicemente alla necessità di avere un luogo di preghiera vicino alle abitazioni e ai percorsi quotidiani. Nel territorio di Ponzò questa rete religiosa era particolarmente articolata. Alla parrocchia di San Cristoforo fanno infatti capo, oltre all'Oratorio di San Genesio a Camedone, anche gli oratori di San Bartolomeo, Santa Caterina e Santa Croce, oltre all'Oratorio di San Rocco a Bovecchio e alla chiesa del Sacro Cuore di Piandibarca. Questa presenza capillare di edifici religiosi testimonia l'importanza della fede nella vita delle comunità rurali.Camedone lungo gli antichi percorsiCamedone si trova lungo una rete di percorsi che attraversa le colline di Riccò del Golfo. Ancora oggi alcuni itinerari escursionistici collegano Ponzò, Camedone e Bovecchio, attraversando boschi, piccoli nuclei abitati e antiche strade rurali. Un percorso ad anello descritto nell'area parte dalle alture di Riccò, raggiunge Ponzò e scende poi verso Camedone, proseguendo successivamente per Bovecchio. Il percorso permette di leggere il territorio come una successione di piccoli borghi e testimonianze della vita rurale. Questi sentieri erano un tempo parte della vita quotidiana. Servivano per spostarsi tra i paesi, raggiungere i campi e i boschi, portare i prodotti agricoli e collegare le diverse comunità. Oggi sono diventati soprattutto percorsi escursionistici, ma conservano la memoria della loro funzione originaria.Ponzò, Camedone e BovecchioUno degli aspetti più interessanti del territorio è la vicinanza tra piccoli nuclei che hanno mantenuto caratteristiche differenti. Ponzò conserva il carattere dell'antico borgo fortificato, con la sua struttura medievale. Camedone è caratterizzata soprattutto dalla presenza dell'Oratorio di San Genesio e dal paesaggio rurale. Bovecchio conserva invece numerosi esempi di architettura rurale, passaggi voltati e piccole strade che testimoniano la struttura tradizionale del borgo. Insieme, questi luoghi permettono di comprendere come fosse organizzato l'antico territorio collinare: un sistema di piccoli insediamenti collegati da percorsi e appartenenti alla stessa comunità storica di Ponzò.La pietra e l'architettura ruraleUno degli elementi caratteristici dell'area di Riccò del Golfo è l'uso della pietra locale. Nei borghi della zona sono ancora visibili portali, cornici, muri e particolari architettonici realizzati dagli antichi scalpellini. La tradizione della lavorazione della pietra rappresenta una parte importante della cultura materiale della Val di Vara e del territorio spezzino. Le fonti locali ricordano in particolare l'attività degli artigiani di Valdipino e Casella, mentre l'intero comprensorio conserva numerose testimonianze dell'architettura rurale in pietra. Anche a Camedone questo patrimonio deve essere letto insieme al paesaggio: la pietra non era soltanto un materiale da costruzione, ma una risorsa ricavata dal territorio e trasformata dagli artigiani locali.Un paesaggio costruito dal lavoroGuardando oggi le colline intorno a Camedone può sembrare che la natura abbia sempre avuto il sopravvento. In realtà il paesaggio è il risultato di un lungo lavoro. Boschi, campi, sentieri, muri a secco e piccoli nuclei abitati formavano un sistema strettamente collegato. Ogni elemento aveva una funzione: i boschi fornivano legna, i terreni coltivati producevano alimenti, i sentieri permettevano gli spostamenti e gli edifici religiosi offrivano punti di riferimento alla comunità. Con il progressivo abbandono dell'agricoltura tradizionale, molte di queste funzioni sono venute meno e il bosco ha occupato nuovamente parte dei terreni. Ma le tracce del passato rimangono visibili e permettono ancora oggi di ricostruire la storia del territorio.Camedone nella storia di Riccò del GolfoLa vicenda di Camedone si inserisce quindi nella storia più ampia di Riccò del Golfo. Il territorio si trova in una posizione di passaggio tra il mare e l'interno e per secoli è stato attraversato da persone, merci e viandanti. La vicinanza con Ponzò e con gli antichi percorsi verso la Val di Vara contribuì a mantenere collegati questi piccoli insediamenti. Con la formazione dell'attuale comune, le diverse comunità furono riunite in un'unica realtà amministrativa, ma conservarono in molti casi la propria identità locale. È questa pluralità di piccoli centri a costituire ancora oggi una delle caratteristiche più interessanti di Riccò del Golfo.Una piccola località, una grande memoriaCamedone non è un luogo di grandi monumenti né un centro conosciuto dal turismo di massa. La sua ricchezza è soprattutto nella dimensione locale. L'Oratorio di San Genesio, i sentieri, il rapporto con Ponzò e il paesaggio rurale raccontano una storia fatta di piccole comunità, di fede, di lavoro e di percorsi attraverso le colline. È una storia diversa da quella delle località costiere più famose della provincia della Spezia, ma proprio per questo preziosa.Camedone oggiOggi Camedone conserva il carattere tranquillo di un piccolo nucleo dell'entroterra. La sua posizione permette di inserirla in itinerari che attraversano alcune delle parti meno conosciute di Riccò del Golfo, collegando Ponzò, Bovecchio e le colline circostanti. Per chi percorre questi sentieri, Camedone offre una pausa nella quale fermarsi a osservare un piccolo edificio religioso e, attraverso di esso, immaginare la vita delle persone che per secoli hanno abitato queste montagne. Il suo patrimonio non è fatto soltanto di pietre antiche, ma anche di percorsi, paesaggio e memoria.Un piccolo tassello della Liguria internaCamedone rappresenta bene quella Liguria meno conosciuta che si trova alle spalle delle località più celebri. È una Liguria di piccoli borghi, oratori, case in pietra, sentieri e boschi; una Liguria nella quale la storia non si presenta attraverso grandi monumenti, ma attraverso tracce discrete disseminate nel territorio. L'Oratorio di San Genesio è il simbolo più evidente di questa memoria. Attorno ad esso si sviluppa un paesaggio che racconta secoli di vita rurale e che ancora oggi conserva il legame tra Ponzò, Camedone, Bovecchio e le colline di Riccò del Golfo. Conoscere Camedone significa quindi scoprire una piccola parte di quella storia quotidiana che, nel corso dei secoli, ha costruito il paesaggio dell'entroterra spezzino.Questo articolo è stato realizzato con il supporto di ChatGPT (OpenAI)
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