Campolemisi - Fabbriche di Vergemoli

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Campolemisi

Case

Vecchia casa

La Chiesa Madonna della Neve

La Chiesa Madonna della Neve

Torre campanaria

Immagine nella facciata della Chiesa

Lapide

Portale della Chiesa

Portale della canonica

Madonna della Neve

Madonna della Neve

In paese

Casa

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

La fontana

Lavatoio

Capanna

Lavatoio

Vista dal lavatoio

Lavatoio

In paese

Case

In paese

Legnaia

In paese

In paese

In paese

Antico portale

Antico palazzo

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Iscrizione

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Rondine locale

In paese

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La Chiesa

In paese

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Sagrato della Chiesa

Informazioni storiche, culturali della località.

Campolemisi: storia, cultura e tradizioni di un borgo di confine della Garfagnana

Campolemisi è una piccola frazione del Comune di Fabbriche di Vergemoli , in provincia di Lucca, immersa nel paesaggio montano della Garfagnana meridionale. Il paese sorge a circa 632 metri di altitudine , in una posizione particolare: il suo territorio si trova infatti vicino ai confini con i comuni di Stazzema e Pescaglia e quindi in prossimità dello spartiacque tra la Garfagnana e il versante rivolto verso la Versilia. Questa posizione geografica ha profondamente influenzato la storia del borgo. Per secoli Campolemisi si trovò infatti in una zona nella quale si incontravano territori sottoposti a differenti autorità politiche. Ancora oggi il paese conserva l'aspetto di un piccolo insediamento montano, con case in pietra raccolte lungo stretti passaggi, scalinate e caratteristici archi.

Le origini di Campolemisi

Rispetto ad altri paesi della Garfagnana, Campolemisi sembra avere origini relativamente più recenti. Le fonti comunali descrivono infatti il borgo come un insediamento sviluppatosi intorno al XVI secolo . Una delle testimonianze pi�� importanti è rappresentata da un'antica mappa databile tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Sulla carta compare un piccolo gruppo di abitazioni sparse indicato con il nome di “Campo Lemisi” . È una delle prime attestazioni conosciute del nucleo che avrebbe successivamente dato origine all'attuale paese.

L'origine del nome

L'etimologia di Campolemisi non è conosciuta con certezza. Esistono però due interpretazioni tradizionali. La prima fa derivare il nome da “Campolimiti” . Secondo questa ipotesi il toponimo ricorderebbe la posizione del paese vicino ai confini che separavano i territori degli Este , della Repubblica di Lucca e del Granducato di Toscana. È una spiegazione particolarmente suggestiva perché Campolemisi si trovava effettivamente in una zona di frontiera. Una seconda teoria propone invece l'origine da “Campo di Lemisi” , forse riferita al nome di un antico proprietario del terreno sul quale sorsero le prime abitazioni. Nessuna delle due interpretazioni può essere considerata definitivamente dimostrata.

Un paese nato sul confine

La posizione di Campolemisi rappresenta uno degli elementi più interessanti della sua storia. Durante l'età moderna questa parte della montagna si trovava infatti vicino alla linea che separava differenti stati. Vergemoli e buona parte dell'attuale territorio comunale appartenevano alla Garfagnana estense . Poco distante iniziavano invece territori sottoposti alla Repubblica di Lucca e al Granducato di Toscana. Oggi questi confini amministrativi hanno un'importanza relativamente limitata. Nel Cinquecento e nel Seicento significavano invece appartenere a stati differenti, con proprie leggi, magistrature e sistemi fiscali. Campolemisi viveva quindi in una vera terra di frontiera.

La Garfagnana degli Este

Il territorio di Vergemoli era entrato stabilmente nell'orbita degli Este nel corso del Quattrocento. Dal 1451 Vergemoli dipese dalla Vicaria di Trassilico , uno dei centri amministrativi della Garfagnana estense. Questa situazione rimase sostanzialmente in vigore fino all'età napoleonica. Gli abitanti di Campolemisi erano quindi sudditi dei duchi estensi, pur vivendo a poca distanza dai territori appartenenti ad altri stati. La montagna diventava contemporaneamente un confine politico e una zona di passaggio.

Un borgo di pietra

Una delle caratteristiche più evidenti di Campolemisi è ancora oggi la sua struttura urbana. Le abitazioni sono raccolte sul pendio e collegate da stradine strette, passaggi coperti e numerose arcate in pietra . Gli archi permettevano di sfruttare al massimo gli spazi disponibili e di collegare edifici costruiti molto vicini tra loro. Questa architettura conferisce al paese un aspetto particolarmente caratteristico. Percorrere i vicoli di Campolemisi significa entrare in un piccolo borgo costruito adattandosi completamente alla conformazione della montagna.

Le case della montagna

Le abitazioni tradizionali venivano costruite utilizzando soprattutto materiali disponibili sul posto. La pietra era quindi l'elemento principale. Il piano inferiore poteva essere utilizzato come cantina, deposito o ricovero per gli animali, mentre i piani superiori erano destinati alla famiglia. Accanto alle case si trovavano piccoli orti, stalle e strutture necessarie alle attività agricole. Il paese non era separato dal territorio circostante. Case, campi, prati e boschi formavano un unico sistema economico.

Il grande pozzo-lavatoio

Tra gli elementi più caratteristici di Campolemisi si trova il grande pozzo-lavatoio . Per generazioni questa struttura ebbe una funzione fondamentale. L'acqua veniva utilizzata dagli abitanti per le necessità domestiche e per lavare i panni. Ma il pozzo aveva anche un'altra importante funzione. L'acqua serviva infatti per irrigare i campi circostanti . Il lavatoio era quindi contemporaneamente un'infrastruttura domestica, agricola e sociale.

Il lavatoio come luogo d'incontro

Prima dell'arrivo dell'acqua corrente nelle abitazioni, fontane e lavatoi rappresentavano luoghi essenziali nella vita dei paesi. Le persone vi si recavano quotidianamente. Il lavaggio dei panni, affidato soprattutto alle donne, diventava anche un'occasione per incontrarsi e scambiare notizie. Il grande lavatoio di Campolemisi racconta quindi una parte della storia sociale del borgo. Non era soltanto un contenitore d'acqua. Era uno dei luoghi nei quali la comunità si incontrava.

Agricoltura e allevamento

La vita degli abitanti era basata principalmente sull' agricoltura e sull'allevamento . La montagna offriva poco terreno pianeggiante e ogni superficie coltivabile doveva essere sfruttata attentamente. Intorno al paese si trovavano campi, piccoli orti, prati e pascoli. L'allevamento forniva latte, formaggi e carne, mentre gli animali da soma permettevano di trasportare merci e prodotti lungo le mulattiere. Una descrizione ottocentesca ricorda Campolemisi come un paese montano circondato da pascoli , nel cui territorio riuscivano a prosperare anche viti e gelsi.

Il castagno

Come in gran parte della Garfagnana, una delle risorse fondamentali era il castagno . Per le famiglie della montagna le castagne rappresentavano un alimento indispensabile. Dopo la raccolta autunnale venivano essiccate nei metati. Una volta secche potevano essere portate ai mulini e trasformate in farina. La farina di castagne si conservava a lungo e permetteva di superare i mesi nei quali le altre risorse alimentari erano più scarse. Il bosco forniva inoltre legna da ardere e materiale da costruzione.

Le antiche mulattiere

Prima della costruzione delle strade moderne, Campolemisi era collegata agli altri paesi attraverso una rete di mulattiere e sentieri . Queste vie mettevano in comunicazione il borgo con Vergemoli, San Pellegrinetto e gli altri nuclei della montagna. Attraverso i passi era inoltre possibile raggiungere i territori del versante versiliese e lucchese. Le mulattiere erano percorse da contadini, pastori, commercianti e animali da soma. Erano le vere strade della montagna.

Campolemisi e San Pellegrinetto

La storia di Campolemisi è strettamente collegata a quella della vicina San Pellegrinetto . Per secoli i due piccoli nuclei condivisero diversi aspetti della vita civile e religiosa. La documentazione conservata nell'Archivio storico della Garfagnana comprende infatti insieme i capitoli di Campolemisi e San Pellegrinetto . Questa vicinanza non era soltanto geografica. Le due comunità appartenevano allo stesso sistema di insediamenti distribuiti sulle montagne di Vergemoli.

La Compagnia di San Pellegrino

Un documento particolarmente interessante risale al 1742 . L'Archivio storico della Garfagnana conserva infatti i capitoli della Compagnia di San Pellegrino nelle Alpi di Campolemisi . Il documento riguardava la nomina di un cappellano curato nell'oratorio di San Pellegrino. È una testimonianza preziosa della vita religiosa e dell'organizzazione delle comunità montane nel Settecento. Dimostra inoltre quanto fossero stretti i rapporti tra Campolemisi e il vicino territorio di San Pellegrinetto.

La necessità di una propria chiesa

All'inizio dell'Ottocento Campolemisi era ormai una comunità numerosa. Le fonti comunali ricordano circa 68 famiglie, per un totale vicino alle 300 persone . Gli abitanti dipendevano però ancora dalla parrocchia di Gragliana . Raggiungere regolarmente una chiesa lontana non era semplice. Gli spostamenti avvenivano a piedi lungo strade e sentieri montani e durante l'inverno neve, pioggia e ghiaccio potevano rendere il viaggio particolarmente difficile. La popolazione iniziò quindi a chiedere un proprio luogo di culto.

La Chiesa di Santa Maria della Neve

Da questa esigenza nacque la Chiesa di Santa Maria della Neve . Gli abitanti parteciparono direttamente alla costruzione della cappella. Il coinvolgimento della popolazione era fondamentale: in una piccola comunità montana la realizzazione di una chiesa richiedeva offerte, materiali e lavoro. I lavori terminarono il 7 gennaio 1824 . La chiesa divenne così il nuovo centro religioso di Campolemisi.

La leggenda della neve d'estate

La dedicazione alla Madonna della Neve è legata anche a una suggestiva tradizione locale. La leggenda racconta che un giorno d'estate Campolemisi sarebbe stata improvvisamente ricoperta da un'abbondante nevicata . Gli abitanti interpretarono l'evento come un prodigio. Da questo episodio sarebbe nata la particolare devozione alla Madonna della Neve. La storia appartiene alla tradizione popolare e non deve essere confusa con un avvenimento storicamente documentato. È però una testimonianza importante dell'identità religiosa del paese.

Il 5 agosto

La festa della Madonna della Neve viene celebrata il 5 agosto . La data appartiene a una tradizione mariana molto più antica e diffusa in numerose località italiane. Per Campolemisi la ricorrenza rappresenta la festa patronale del paese. Come accadeva nelle altre piccole comunità della Garfagnana, la festa religiosa costituiva anche una delle principali occasioni di incontro. Era il momento nel quale famiglie e persone originarie del borgo potevano ritrovarsi.

La Confraternita

La vita religiosa di Campolemisi non ruotava soltanto intorno alla chiesa. Nel paese esisteva anche una Confraternita . I suoi statuti vennero approvati il 22 luglio 1841 . Le confraternite avevano un ruolo molto importante nelle comunità rurali. Partecipavano alle processioni, alle celebrazioni e all'assistenza religiosa, accompagnando la popolazione nei momenti più importanti della vita. Nel 1844 venne inoltre ampliata l'abitazione destinata al curato, ancora una volta con il contributo degli abitanti.

Una parrocchia autonoma

Per lungo tempo Santa Maria della Neve rimase una cura dipendente da altre strutture ecclesiastiche. Un cambiamento importante arrivò nel secondo dopoguerra. Il 5 novembre 1948 , il vescovo Carlo Boiardi emanò il decreto con il quale veniva ufficialmente eretta la Parrocchia della Beata Maria Vergine della Neve di Campolemisi . Il documento è ancora conservato nell'Archivio Storico Diocesano. Dopo una lunga storia di dipendenze ecclesiastiche, Campolemisi disponeva così ufficialmente della propria parrocchia.

Una popolazione un tempo numerosa

Oggi Campolemisi appare come un piccolo borgo con pochissimi residenti. In passato la situazione era completamente diversa. Già all'inizio dell'Ottocento le fonti ricordano circa 300 abitanti. Un dizionario geografico pubblicato nel 1854 attribuiva alla villa di Campolemisi addirittura 557 abitanti . Il dato permette di comprendere quanto fosse popolata in passato la montagna garfagnina. Case oggi utilizzate soltanto occasionalmente ospitavano famiglie numerose e i terreni circostanti erano intensamente lavorati.

La ferriera

Campolemisi conobbe anche una breve esperienza legata alla lavorazione del ferro . Tra il 1713 e il 1716 viene ricordata nella zona una ferriera appartenente alla famiglia Papini. L'attività ebbe però vita relativamente breve. Le difficoltà di approvvigionamento della materia prima e la concorrenza di impianti situati in posizioni più favorevoli contribuirono al suo declino. Intorno al 1720 questa esperienza produttiva era sostanzialmente terminata. Rimane comunque una testimonianza interessante dei tentativi di sviluppare attività diverse dall'agricoltura anche nelle vallate più interne.

La montagna come risorsa

Per gli abitanti di Campolemisi la montagna non rappresentava un ambiente selvaggio separato dal paese. Era una vera risorsa economica. I boschi fornivano legname e castagne. I prati permettevano di produrre fieno. Le zone più elevate venivano utilizzate per il pascolo. Anche pietra e acqua erano sfruttate quotidianamente. Ogni parte del territorio aveva una funzione precisa e veniva conosciuta attraverso nomi tramandati da generazioni.

Il terremoto del 1920

Il 7 settembre 1920 un violentissimo terremoto colpì Garfagnana e Lunigiana. Il sisma interessò anche i territori montani dell'antico Comune di Vergemoli. Per paesi composti prevalentemente da edifici in muratura di pietra, terremoti di questa intensità rappresentavano eventi particolarmente pericolosi. Il terremoto del 1920 rimase profondamente impresso nella memoria delle comunità della Garfagnana e portò negli anni successivi a interventi di riparazione e consolidamento in numerosi borghi.

La Seconda guerra mondiale

Anche Campolemisi attraversò gli anni difficili della Seconda guerra mondiale . Tra il 1944 e il 1945 questa parte della Toscana si trovò in prossimità del sistema difensivo della Linea Gotica . Le montagne tra Garfagnana e Versilia assunsero una grande importanza strategica. La popolazione civile dovette affrontare difficoltà negli spostamenti, scarsità di risorse e le conseguenze della presenza militare. Gli antichi sentieri della montagna, utilizzati per secoli da pastori e contadini, assunsero durante il conflitto nuove funzioni.

L'arrivo della modernità

Il secondo dopoguerra trasformò profondamente Campolemisi. La costruzione e il miglioramento delle strade ridussero l'importanza delle antiche mulattiere. Progressivamente arrivarono servizi che modificarono la vita quotidiana. Un documento del 18 agosto 1955 , conservato nella Banca Identità e Memoria della Garfagnana, riguarda per esempio la richiesta del sindaco di Vergemoli al Ministero delle Poste e Telecomunicazioni per la realizzazione dell' impianto telefonico nella frazione di Campolemisi . È un piccolo documento che racconta concretamente l'ingresso del paese nella modernità.

Lo spopolamento

Le nuove opportunità economiche disponibili nel fondovalle e nelle città produssero però anche un forte fenomeno di spopolamento . Molte famiglie lasciarono la montagna. L'agricoltura tradizionale richiedeva un lavoro durissimo e non garantiva più condizioni economiche competitive rispetto alle attività industriali e ai nuovi lavori disponibili altrove. Campi e prati furono progressivamente abbandonati. Il bosco iniziò a riconquistare superfici che per secoli erano state coltivate.

Il cambiamento del paesaggio

Osservando oggi Campolemisi è quindi importante ricordare che il paesaggio era un tempo molto diverso. Intorno al paese esistevano molti più spazi aperti. Campi, orti, prati, vigne e castagneti curati occupavano superfici oggi coperte dal bosco. Anche le mulattiere erano continuamente utilizzate e mantenute. Lo spopolamento non cambiò soltanto il numero degli abitanti. Trasformò profondamente anche l'ambiente circostante.

Campolemisi oggi

Oggi Campolemisi è uno dei piccoli borghi montani del Comune di Fabbriche di Vergemoli. Le case in pietra, gli archi, gli stretti passaggi e il grande pozzo-lavatoio conservano ancora numerose testimonianze della vita di un tempo. La Chiesa di Santa Maria della Neve ricorda invece la forza della comunità che nell'Ottocento decise di costruire un proprio luogo di culto. Ma l'aspetto forse più interessante di Campolemisi è la sua posizione. Questo piccolo paese nacque e crebbe vicino a confini che un tempo separavano veri e propri stati. Qui si incontravano la Garfagnana estense, i territori lucchesi e quelli toscani. La montagna divideva, ma allo stesso tempo metteva in comunicazione comunità diverse.

Un piccolo borgo da riscoprire

Visitare Campolemisi significa quindi scoprire una Garfagnana lontana dai centri più conosciuti. Non ci sono grandi castelli o monumenti monumentali. La storia è scritta soprattutto nel paese stesso. È negli archi che uniscono le vecchie case. È nel lavatoio utilizzato per generazioni. È nei sentieri che attraversano i boschi. È nella chiesa costruita con il contributo della popolazione. Ed è soprattutto nella memoria di una comunità che nell'Ottocento arrivava a contare centinaia di persone e che oggi sopravvive in un piccolo nucleo immerso nella montagna. Campolemisi racconta così la storia di una Garfagnana di confine , fatta di contadini, pastori, confraternite, mulattiere e piccoli paesi capaci di costruire una propria identità tra boschi e montagne.
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