Campore di MaissanaCampore
è una frazione del Comune di Maissana, nell'Alta Val di Vara, adagiata a
circa 550 metri di altitudine,
ai piedi del Monte Verruga e
lungo il corso del torrente Borsa.
È uno dei piccoli borghi storici che caratterizzano il paesaggio montano
maissanese, dove natura, agricoltura, architettura rurale e tradizioni
religiose hanno conservato nel tempo una forte identità locale.
Le origini del borgo
L'origine del nome Campore viene tradizionalmente
ricondotta all'antica denominazione "De
Camporis", probabilmente legata alla conformazione del terreno,
caratterizzato da una zona relativamente pianeggiante e terrazzata. Il
borgo si sviluppò in stretta relazione con il territorio circostante e
con le attività agricole e pastorali che per secoli hanno rappresentato
una parte essenziale della vita delle comunità dell'Alta Val di Vara.
La storia di Campore deve essere inserita nel più
ampio contesto storico della Val di
Vara, territorio abitato fin dall'antichità e interessato nel
corso dei secoli dalla presenza dei Liguri, dalla romanizzazione e
successivamente dalle vicende medievali legate alle grandi famiglie
feudali e alla Repubblica di Genova. Nell'area di Maissana sono inoltre
documentate importanti testimonianze della frequentazione preistorica,
come il vicino sito di Valle Lagorara,
legato all'estrazione e alla lavorazione del diaspro nell'Età del Rame.
La chiesa di San
Lorenzo
Uno dei principali elementi della memoria storica di
Campore è la chiesa di San Lorenzo,
dedicata a San Lorenzo martire.
Secondo le informazioni pubblicate dal Comune di
Maissana, una comunità parrocchiale esisteva già a Campore nel
XIII secolo. La parrocchia fu
successivamente soppressa e aggregata a quella di Ossegna, per essere
poi nuovamente costituita come parrocchia indipendente il
1° febbraio 1838. Nel 1959 la
parrocchia passò dalla Diocesi di Chiavari alla Diocesi della Spezia.
Il Comune ricorda inoltre che l'antica chiesa potrebbe
avere origini ancora più remote: una precedente costruzione sarebbe
potuta esistere già nel Medioevo, mentre l'edificio attuale viene
tradizionalmente collegato alla consacrazione del
1573, ricordata da una lapide
con la data 12 luglio 1573.
La presenza della chiesa testimonia l'importanza che
Campore ebbe nel corso dei secoli come comunità organizzata. Intorno
alla parrocchia si sviluppò una parte significativa della vita religiosa
e sociale del paese.
Gli edifici religiosi
e la devozione popolare
Accanto alla chiesa di San Lorenzo, il patrimonio
religioso di Campore comprende l'Oratorio
di Santa Caterina e la
Cappella di San Bernardo, situata nella località di San
Bernardo, sul Monte Verruga.
La cappella di San Bernardo è particolarmente legata
alla tradizione popolare. Secondo la leggenda tramandata localmente,
durante un violento temporale San Bernardo sarebbe apparso a un
pastorello, salvando lui e il suo gregge; altri greggi che si trovavano
sul monte sarebbero invece stati dispersi dalla tempesta. Il racconto
appartiene a quella ricca tradizione di leggende religiose e pastorali
che ha accompagnato per secoli la vita delle comunità dell'Appennino
ligure.
Il paesaggio e la vita
rurale
Campore è profondamente legata al paesaggio dell'Alta
Val di Vara. Il torrente Borsa, i boschi, i prati e i versanti del Monte
Verruga costituiscono non soltanto lo scenario naturale del borgo, ma
anche l'ambiente nel quale per generazioni si sono svolte le attività
agricole e pastorali.
Il territorio di Maissana conserva infatti
caratteristiche proprie della tradizione rurale ligure: piccoli
insediamenti, case in pietra, sentieri, terrazzamenti e antichi
manufatti legati alla vita contadina.
Particolarmente interessante è il rapporto con
l'acqua. Lungo il Borsa si sviluppava infatti una vera
"Valle dei Mulini", inserita
anche nell'itinerario dell'Anello del Benessere del Comune di Maissana.
Il Comune segnala inoltre ad oggi la presenza di un
antico mulino ad acqua ancora in
attività, testimonianza di un passato nel quale l'energia dei
torrenti rappresentava una risorsa fondamentale per le comunità locali.
Tradizioni e vita
comunitaria
La cultura di Campore è ancora oggi legata alle feste
religiose e alla vita comunitaria.
Tra gli appuntamenti tradizionali ricordati dal Comune
figurano la festa della Nostra Signora
della Misericordia, celebrata il
1° maggio, la festa di
San Lorenzo, patrono della
frazione, e quella di San Bernardo,
il 21 agosto. È inoltre
ricordata la festa di San Lorenzo del 14 agosto.
Queste ricorrenze rappresentano un elemento importante
della memoria collettiva: la festa patronale non è soltanto un
appuntamento religioso, ma costituisce tradizionalmente un momento di
incontro tra gli abitanti, le famiglie originarie del paese e coloro
che, pur vivendo altrove, ritornano a Campore durante l'estate.
La volontà di conservare questa identità è
testimoniata anche dalla presenza dell'APS
Campore, associazione che ha tra i propri obiettivi la
valorizzazione del paese, del paesaggio e dell'architettura locale,
oltre alla conservazione delle tradizioni storiche, culturali, religiose
ed enogastronomiche.
Campore e il paesaggio
dell'Alta Val di Vara
Uno degli aspetti più caratteristici di Campore è il
suo rapporto con il paesaggio.
Dalla Cappella di San
Bernardo si apre una visuale sull'Alta Val di Vara e sul
Monte Gottero; nelle giornate
particolarmente limpide lo sguardo può arrivare fino alle
Alpi Apuane.
Il territorio circostante offre quindi un interessante
connubio fra patrimonio storico e ambiente naturale: il borgo, le
chiese, i sentieri, i boschi, i corsi d'acqua e gli antichi manufatti
rurali costituiscono un unico paesaggio culturale.
Campore oggi
Campore conserva le caratteristiche di una piccola
comunità dell'Appennino ligure, nella quale la memoria del passato
rimane strettamente legata al territorio.
Le antiche architetture, la chiesa di San Lorenzo, la
cappella di San Bernardo, i percorsi lungo il Borsa e le testimonianze
della vita rurale raccontano una storia fatta non soltanto di grandi
avvenimenti, ma soprattutto di
quotidianità, lavoro, fede e rapporto con la montagna.
È proprio questa dimensione "minore", ma ricca di
memoria, a rendere Campore una realtà significativa all'interno del
patrimonio storico e culturale dell'Alta Val di Vara.
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