Camugliano:
storia, cultura e tradizioni
Tra Ponsacco e le campagne
della Valdera
Camugliano è una località del Comune di
Ponsacco, nella provincia di Pisa, immersa nella campagna della
Valdera.
A differenza di Ponsacco, cresciuta come
centro fortificato e poi urbano, Camugliano ha mantenuto nel
tempo un carattere prevalentemente rurale.
Campi, viali alberati, poderi, edifici
agricoli, la chiesa di San Frediano e soprattutto la grande
villa costituiscono ancora oggi gli elementi fondamentali del
suo paesaggio.
Ma dietro l'immagine della tenuta toscana si
nasconde una storia molto più antica.
Prima della villa esisteva infatti un
castello.
E prima del castello una corte medievale.
La storia di Camugliano può quindi essere
letta come una lunga trasformazione:
dalla corte al castello, dal
castello alla villa e dalla villa alla grande fattoria.
Una corte medievale
La documentazione storica utilizzata dal
Comune di Ponsacco ricorda Camugliano come
curtis vescovile almeno dal
1021.
La curtis medievale non era
semplicemente una casa o un piccolo paese.
Era un organismo territoriale nel quale
edifici, terre coltivate, boschi e attività agricole facevano
parte di uno stesso sistema economico.
Camugliano possedeva quindi già nell'XI secolo
un'importanza ben definita nel popolamento della zona.
Il vescovo di Lucca
Il territorio era legato alla Chiesa lucchese.
Secondo la ricostruzione storico-archeologica
comunale, fu probabilmente proprio il vescovo di Lucca a
promuovere la fortificazione della corte.
Il processo di trasformazione in castello è
riconoscibile almeno dal 1072.
È un passaggio tipico del Medioevo.
Un centro agricolo aperto viene
progressivamente protetto.
Nascono strutture difensive.
Il territorio assume una funzione non soltanto
produttiva, ma anche militare.
Il castello di Camugliano
Tra XI e XIV secolo Camugliano fu quindi un
vero centro fortificato.
Non conosciamo con assoluta precisione la
posizione di tutte le strutture del castello.
La documentazione archeologica comunale
sottolinea infatti che la sua ubicazione esatta non è ancora
definitivamente accertata.
Tuttavia, nelle vicinanze dell'attuale villa
sopravvivono toponimi molto significativi, come
Castello e
Castellaccia.
È probabile che proprio in questa zona debba
essere ricercato il nucleo dell'insediamento medievale.
Un territorio prima di
Ponsacco
Questo elemento è particolarmente interessante
perché il castello di Camugliano precede lo sviluppo del moderno
centro di Ponsacco.
Nel Medioevo il territorio era organizzato
attraverso numerosi piccoli nuclei.
Camugliano.
Appiano.
Petriolo.
Gello.
Pegiano.
Ponsacco esisteva, ma inizialmente aveva
soprattutto la funzione di mercatale per i castelli e i villaggi
circostanti.
La gerarchia territoriale era quindi quasi
opposta a quella contemporanea.
Oggi Camugliano è una piccola località del
Comune di Ponsacco.
Nel Medioevo era invece uno dei centri
fortificati che organizzavano il territorio.
Una posizione strategica
Camugliano si trovava in una zona delicata.
La Valdera rappresentava una naturale via di
comunicazione tra la pianura pisana e le colline dell'interno.
Il controllo dei corsi d'acqua, delle strade e
delle terre agricole aveva quindi anche un significato politico.
Per secoli l'intera zona fu coinvolta nelle
rivalità tra Pisa, Lucca e Firenze.
I piccoli castelli rurali potevano diventare
rapidamente obiettivi militari.
Camugliano non fece eccezione.
Il Trecento
Il XIV secolo fu particolarmente difficile per
gli insediamenti della zona.
Le guerre che coinvolgevano Pisa, Firenze e le
altre potenze toscane colpirono direttamente le campagne.
Nel 1341 venne gravemente danneggiato Appiano.
Pochi anni dopo toccò a Camugliano.
La distruzione del 1345
Nel 1345 il
castello di Camugliano venne distrutto dall'esercito visconteo.
È una delle date fondamentali nella storia
della località.
La distruzione non rappresentò soltanto la
perdita di una fortificazione.
Modificò l'intera organizzazione del
territorio.
Gli abitanti dei piccoli centri divenuti
difficili da difendere dovevano essere concentrati in un luogo
più sicuro.
Da questa necessità sarebbe nato il grande
sviluppo di Ponsacco.
Camugliano e la nascita della
Ponsacco fortificata
Nel 1365 venne fondato il nuovo castello di
Ponsacco.
L'obiettivo era proteggere il contado pisano
dall'espansione fiorentina e riunire la popolazione
precedentemente distribuita nei piccoli centri circostanti.
La distruzione di Camugliano è quindi
direttamente collegata alla crescita di Ponsacco.
È un passaggio molto importante.
La storia dei due luoghi non è parallela.
È intrecciata.
Il declino del castello di Camugliano
contribuì alla nascita del nuovo centro fortificato di Ponsacco.
Il 1406
Nel 1406 Firenze conquistò Pisa.
Anche il territorio ponsacchino entrò quindi
nella Repubblica fiorentina.
Per Camugliano iniziò lentamente una nuova
fase.
La vecchia funzione militare del castello non
venne recuperata.
Il territorio tornò progressivamente a essere
valorizzato soprattutto per le sue possibilità agricole.
Secoli dopo, proprio su questa base rurale
sarebbe sorta una delle più importanti tenute della zona.
Il Cinquecento
Il XVI secolo rappresenta la seconda grande
nascita di Camugliano.
Il castello medievale apparteneva ormai al
passato.
Al suo posto stava per comparire un nuovo
simbolo del potere.
Non più una fortezza.
Una villa.
Alessandro de' Medici
Nel 1533 il
duca Alessandro de' Medici iniziò la costruzione della
grande villa di Camugliano.
Il luogo scelto permetteva di controllare una
vasta tenuta agricola e, nello stesso tempo, di creare una
residenza rappresentativa.
Il passaggio dal castello alla villa riflette
perfettamente il cambiamento politico della Toscana.
Nel Medioevo il potere si rappresentava
soprattutto attraverso mura e fortificazioni.
Nel Rinascimento anche attraverso ville,
giardini, fattorie e organizzazione razionale della campagna.
Cosimo I de' Medici
Dopo la morte di Alessandro, la costruzione
venne completata durante il governo di
Cosimo I de' Medici.
La villa entrò così pienamente nella grande
stagione delle residenze medicee.
Camugliano non era però semplicemente un luogo
di villeggiatura.
Intorno alla residenza esisteva una vasta
proprietà agricola.
La villa era contemporaneamente centro
signorile e cuore amministrativo della tenuta.
Giuliano Gondi
Cosimo I donò successivamente la villa e la
proprietà al nobile fiorentino
Giuliano Gondi.
Cominciò così una lunga successione di
famiglie e proprietari che avrebbero lasciato tracce profonde
nel paesaggio.
La storia di Camugliano, da questo momento,
non può più essere separata dalla storia della tenuta.
Matteo Botti
Nel 1568
la proprietà passò al marchese
Matteo di Giovanni Battista Botti.
La sua presenza fu particolarmente importante.
Il Botti intervenne sul territorio agricolo,
promuovendo opere di bonifica nelle pianure lungo l'Era e il
Cascina.
Camugliano iniziò così ad assumere sempre più
chiaramente l'aspetto di una grande fattoria organizzata.
Bonificare la campagna
La bonifica rappresentava un intervento
fondamentale.
Le pianure della Valdera erano fertili, ma il
controllo delle acque costituiva un problema continuo.
Fossi e sistemazioni idrauliche permettevano
di rendere più produttivi i terreni e di ridurre le zone
malsane.
Trasformare la campagna significava quindi
contemporaneamente intervenire sull'acqua e sull'agricoltura.
Il paesaggio della tenuta è il risultato anche
di questo lungo lavoro.
San Frediano
A Matteo Botti è legata anche la nascita
dell'attuale Chiesa di San
Frediano.
La costruzione risale alla seconda metà del
Cinquecento e le fonti parrocchiali e turistiche la collocano
negli anni Ottanta del secolo, generalmente indicando il
1586 come data della
realizzazione.
La chiesa divenne il nuovo riferimento
religioso della comunità rurale di Camugliano.
Una chiesa nella tenuta
San Frediano non è una grande chiesa urbana.
Il suo significato deriva proprio dal
contesto.
È una chiesa di campagna inserita all'interno
del sistema storico della tenuta.
La villa.
I viali.
I poderi.
Le case agricole.
La chiesa.
Tutti questi elementi appartenevano a uno
stesso paesaggio organizzato.
Il portico
L'esterno della chiesa è caratterizzato dal
portico a tre arcate.
Sul fianco si trova il campanile, mentre gli
ambienti della sagrestia furono ricostruiti nel Settecento.
L'architettura è semplice e raccolta.
Non cerca la monumentalità della vicina villa.
Rappresenta piuttosto il centro religioso di
una comunità rurale.
Il Bronzino
All'interno di San Frediano è conservata
l'opera artisticamente più importante di Camugliano.
Sopra l'altare maggiore si trova una
Madonna in trono con Gesù
Bambino tra San Frediano e San Pietro, attribuita ad
Agnolo Bronzino.
La presenza di un'opera legata a uno dei
grandi protagonisti del Manierismo fiorentino testimonia il
livello culturale raggiunto dalla tenuta nel Cinquecento.
Il piccolo edificio rurale custodisce così un
legame diretto con la grande arte della Firenze medicea.
Una sola navata
L'interno della chiesa presenta una struttura
semplice, a navata unica.
Due altari laterali accompagnano quello
maggiore.
Questa essenzialità rende ancora più evidente
il rapporto tra architettura religiosa e ambiente rurale.
San Frediano non nasce per servire una grande
popolazione urbana.
Nasce come centro spirituale di una tenuta e
delle famiglie che vivevano e lavoravano nelle campagne
circostanti.
Di nuovo ai Medici
All'inizio del Seicento Camugliano tornò sotto
il controllo granducale.
Matteo Botti trasferì la tenuta ai Medici.
Ma la permanenza diretta nelle proprietà
granducali sarebbe durata relativamente poco.
Nel 1637 avvenne il passaggio destinato a
segnare definitivamente l'identità del luogo.
Il 23 settembre 1637
Il 23
settembre 1637 il granduca Ferdinando II de' Medici
vendette la tenuta di Camugliano al senatore fiorentino
Filippo Niccolini.
Il prezzo indicato nella documentazione
storica era di 50.000 scudi
fiorentini.
Non si trattava soltanto dell'acquisto di una
villa.
Con la residenza passavano terreni, poderi,
edifici e diritti legati alla grande proprietà.
I Niccolini
La famiglia Niccolini sarebbe diventata
indissolubilmente legata al nome di Camugliano.
Poco dopo l'acquisto, Filippo Niccolini
ricevette il titolo di marchese
di Ponsacco e Camugliano.
Da quel momento il nome della piccola località
rurale entrò direttamente nella titolatura di una delle famiglie
aristocratiche fiorentine.
È uno dei passaggi più significativi della sua
storia.
Il marchesato
Ponsacco e Camugliano formarono così un feudo
granducale affidato ai Niccolini.
Il feudatario esercitava diritti e prerogative
che andavano ben oltre il semplice possesso della villa.
La storia amministrativa di Ponsacco rimase
legata al marchesato fino alle riforme dell'età lorenese e alla
definitiva abolizione dei diritti feudali durante il periodo
napoleonico.
Camugliano diventava così non soltanto una
tenuta agricola, ma anche un nome politico.
La trasformazione della villa
Filippo Niccolini promosse importanti lavori.
La villa venne consolidata e trasformata.
Le torri furono portate a quattro,
contribuendo a creare l'aspetto monumentale che ancora oggi
caratterizza l'edificio.
È un dettaglio particolarmente interessante.
Le torri ricordano formalmente un castello.
Ma non hanno più la funzione delle
fortificazioni medievali.
Sono diventate elementi di prestigio
architettonico.
Dal vero castello al castello
simbolico
Camugliano presenta così una curiosa
continuità.
Nel Medioevo esisteva un vero castello
destinato alla difesa.
Quel castello venne distrutto nel 1345.
Due secoli dopo la villa rinascimentale
assunse un aspetto monumentale nel quale le torri evocavano
nuovamente l'immagine di una fortezza.
Ma il significato era completamente cambiato.
Prima difesa.
Poi rappresentanza.
Il parco
Intorno alla villa venne organizzato anche il
grande parco.
La sistemazione seicentesca è legata
soprattutto agli interventi di Filippo Niccolini.
Nel 1640
vennero organizzati i viali alberati e i percorsi che
collegavano la residenza agli altri punti della tenuta.
Tra questi anche il collegamento verso San
Frediano.
Il paesaggio veniva quindi progettato quasi
come un'estensione dell'architettura.
I viali di cipressi
I viali di cipressi sono uno degli elementi
più caratteristici del paesaggio toscano delle ville e delle
fattorie.
A Camugliano avevano una funzione sia pratica
sia scenografica.
Segnavano i percorsi.
Collegavano gli edifici.
Creavano prospettive.
Guidavano lo sguardo verso la villa o verso la
chiesa.
La campagna diventava così anche un paesaggio
costruito.
La fattoria
Dietro l'immagine aristocratica della villa
esisteva però una grande macchina economica.
La fattoria di Camugliano comprendeva numerosi
poderi.
Ogni podere possedeva edifici, campi e spazi
destinati agli animali.
Il centro della tenuta coordinava produzione,
immagazzinamento e amministrazione.
La villa non era quindi separata dal lavoro
agricolo.
Ne rappresentava il vertice.
I poderi
Per secoli il paesaggio fu organizzato
attraverso il sistema poderale.
Le famiglie contadine vivevano nelle case
coloniche e lavoravano le terre assegnate.
Cereali.
Viti.
Olivi.
Foraggi.
Allevamento.
La produzione variava a seconda dei terreni e
delle esigenze della fattoria.
Camugliano era quindi una piccola società
rurale organizzata intorno alla grande proprietà.
Le bonifiche dei Niccolini
Anche i Niccolini continuarono a migliorare il
territorio.
La documentazione archivistica ricorda
interventi sulle coltivazioni, bonifiche dei terreni e nuovi
impianti di vigneti.
Il valore della tenuta dipendeva infatti dalla
capacità di rendere produttiva la campagna.
Ogni intervento sul paesaggio aveva quindi una
funzione economica precisa.
Il vino
La vite acquistò progressivamente un ruolo
importante.
Le cantine della tenuta vennero ampliate.
Il vino era uno dei prodotti tipici delle
grandi fattorie toscane.
La sua produzione richiedeva una lunga catena
di attività.
Coltivazione.
Vendemmia.
Pigiatura.
Fermentazione.
Conservazione.
La cantina era quindi uno degli edifici
fondamentali della fattoria.
L'olio
Anche l'olivo appartiene al paesaggio storico
della tenuta.
Nelle zone più favorevoli venivano coltivati
oliveti destinati alla produzione di olio.
Vino e olio costituiscono ancora oggi due
delle immagini più immediatamente associate alla campagna
toscana.
A Camugliano, però, non sono semplicemente
elementi paesaggistici.
Sono il risultato di secoli di organizzazione
agricola.
I contadini
La storia di Camugliano non appartiene
soltanto ai Medici, ai Botti e ai Niccolini.
Appartiene soprattutto alle generazioni di
famiglie che hanno lavorato nella tenuta.
Contadini.
Mezzadri.
Fattori.
Boscaioli.
Artigiani.
Carrettieri.
Servitori.
Il grande paesaggio agricolo non sarebbe
esistito senza il loro lavoro quotidiano.
Il fattore
Tra il proprietario e i contadini esisteva una
figura fondamentale: il fattore.
Era responsabile della gestione pratica della
proprietà.
Controllava i poderi.
Coordinava i lavori.
Registrava produzioni e consegne.
Organizzava uomini e risorse.
Nelle grandi tenute toscane il fattore
rappresentava una delle figure centrali dell'economia rurale.
Il Seicento e il Settecento
Tra XVII e XVIII secolo Camugliano consolidò
il proprio carattere di grande tenuta aristocratica.
La villa venne ulteriormente modificata.
Gli edifici colonici furono migliorati.
Le cantine ampliate.
La campagna continuò a essere organizzata
secondo le esigenze della fattoria.
La storia del luogo divenne sempre meno
militare e sempre più agricola.
Le trasformazioni di San
Frediano
Anche la chiesa venne modificata nel tempo.
Diversi interventi furono realizzati
soprattutto nel Settecento.
Nel 1760
venne ricostruita la sagrestia.
La comunità della tenuta continuava quindi a
investire nel proprio centro religioso.
San Frediano accompagnava battesimi,
matrimoni, funerali e feste delle famiglie che vivevano nelle
campagne.
Le riforme lorenesi
Nel Settecento il Granducato di Toscana
attraversò una profonda stagione di riforme.
Le strutture feudali vennero progressivamente
ridimensionate.
Nel 1776,
con la riforma delle comunità, la Comunità di Ponsacco risultava
composta dal Comune di Ponsacco e Camugliano.
Anche questo dato mostra quanto Camugliano
mantenesse una precisa identità amministrativa.
La fine del feudalesimo
Nel 1790 il marchese Lorenzo Niccolini
rinunciò spontaneamente al diritto di amministrare la giustizia
nel feudo.
La giurisdizione passò così al vicario regio
di Pontedera.
Il marchesato continuò formalmente a esistere
ancora per qualche tempo, ma aveva ormai perso una delle sue
funzioni principali.
Nel 1808, durante il governo francese, i
diritti feudali furono definitivamente soppressi.
Camugliano nell'Ottocento
L'Ottocento non cancellò il sistema della
grande tenuta.
La villa e la fattoria continuarono a
rappresentare il centro economico della zona.
La campagna rimaneva organizzata attraverso
poderi e famiglie rurali.
Nel frattempo miglioravano le strade e
aumentavano i rapporti con Ponsacco, Pontedera e gli altri
centri della Valdera.
Camugliano conservava però un carattere molto
diverso dal vicino paese industriale e commerciale.
Pio IX a Camugliano
Un episodio particolarmente curioso avvenne
nel 1857.
Durante un viaggio in Toscana,
papa Pio IX fu ospite
nella villa di Camugliano.
In quell'occasione la chiesa di San Frediano
venne elevata dal rango di prioria a quello di propositura.
È un episodio che collega la piccola comunità
rurale a una delle grandi figure della storia religiosa e
politica dell'Ottocento italiano.
La chiesa come centro della
comunità
Per gli abitanti della tenuta San Frediano era
molto più di un monumento.
Era il luogo nel quale la comunità si riuniva.
Le campane scandivano il tempo.
Le festività interrompevano il lavoro
agricolo.
Matrimoni e funerali riunivano famiglie
provenienti dai diversi poderi.
La chiesa dava unità a una popolazione
distribuita in un territorio molto ampio.
Il paesaggio ottocentesco
La Camugliano dell'Ottocento doveva apparire
come una grande campagna organizzata.
La villa al centro.
I viali alberati.
La chiesa.
Gli edifici della fattoria.
Le case coloniche.
I vigneti.
Gli oliveti.
I campi.
Il paesaggio stesso mostrava la struttura
sociale della tenuta.
Il Novecento
Il XX secolo modificò lentamente questo mondo.
Nella prima metà del secolo il sistema
poderale continuava ancora a organizzare gran parte della
campagna.
Le famiglie contadine vivevano e lavoravano
all'interno della tenuta.
Ma dopo la Seconda guerra mondiale iniziarono
trasformazioni sempre più rapide.
La fine della mezzadria
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta il mondo
mezzadrile toscano entrò in crisi.
La meccanizzazione ridusse la necessità di
manodopera.
Le città e le industrie offrivano lavori
differenti.
Molte famiglie lasciarono i poderi.
Il rapporto secolare tra casa colonica e
famiglia contadina cominciò a spezzarsi.
Anche Camugliano attraversò questa
trasformazione.
Ponsacco industriale
Il contrasto con Ponsacco diventò
particolarmente evidente.
Nel Novecento il capoluogo conobbe un forte
sviluppo artigianale e industriale, soprattutto nel settore del
mobile.
Camugliano rimase invece prevalentemente
rurale.
In pochi chilometri convivevano quindi due
paesaggi economici completamente differenti.
La città del mobile.
La grande tenuta agricola.
Un paesaggio rimasto
riconoscibile
Proprio la continuità della grande proprietà
ha contribuito a conservare la struttura paesaggistica di
Camugliano.
I viali.
Le masse arboree.
La villa.
La chiesa.
I poderi.
Le aree agricole.
Nonostante i cambiamenti dell'economia,
l'organizzazione storica del territorio è rimasta ancora in
buona parte leggibile.
La tutela paesaggistica
Il valore di questo paesaggio è stato
riconosciuto ufficialmente nel Novecento.
La Tenuta di
Camugliano è sottoposta a tutela paesaggistica per il
particolare valore dell'insieme e per l'abbondanza della
vegetazione arborea.
Il Piano Operativo del Comune di Ponsacco
continua a riconoscere la tenuta come una specifica unità del
territorio rurale.
La protezione non riguarda quindi soltanto la
villa.
Riguarda il paesaggio che la circonda.
La villa e il territorio
È un concetto importante.
Una villa storica perde una parte del proprio
significato se viene separata dal paesaggio per il quale era
stata costruita.
A Camugliano il rapporto è ancora evidente.
La residenza domina la tenuta.
I viali organizzano lo spazio.
La chiesa costituisce un punto di riferimento.
Gli edifici rurali raccontano la produzione
agricola.
La campagna è parte del monumento.
San Frediano oggi
La Chiesa di San Frediano continua a essere
utilizzata per il culto.
Non possiede più un parroco residente ed è
affidata alla comunità parrocchiale di Ponsacco.
La sua conservazione è sostenuta anche
dall'impegno locale.
Dopo più di quattro secoli, continua quindi a
svolgere la funzione per la quale era stata costruita.
Il Bronzino e la memoria
medicea
L'opera attribuita al Bronzino crea un
collegamento particolarmente significativo.
Camugliano è una villa nata nella stagione
medicea.
San Frediano nasce pochi decenni dopo.
Sull'altare compare un'opera legata alla
cultura artistica della corte fiorentina.
Architettura, politica e arte appartengono
quindi allo stesso grande contesto rinascimentale.
Il castello scomparso
Il contrasto più affascinante rimane però
quello con il Medioevo.
Dell'antico castello non resta un monumento
paragonabile alla villa.
Rimangono documenti.
Toponimi.
Tracce territoriali.
E soprattutto la memoria storica.
Il centro che nel Trecento sembrava destinato
a scomparire tornò due secoli dopo a essere uno dei luoghi più
importanti della campagna ponsacchina.
Camugliano e Ponsacco
La relazione tra i due luoghi è quindi
particolarmente stretta.
Prima Ponsacco era il mercatale vicino ai
castelli di Appiano e Camugliano.
Poi i castelli vennero distrutti.
Gli abitanti confluirono verso il nuovo centro
fortificato.
Ponsacco crebbe.
Camugliano perse la funzione militare.
Nel Cinquecento, però, la villa riportò
prestigio alla campagna.
Le due località seguirono strade differenti ma
complementari.
Camugliano oggi
Oggi Camugliano conserva soprattutto il
carattere di grande paesaggio rurale storico.
Non è un borgo compatto paragonabile ai centri
medievali collinari.
La sua identità è diffusa nel territorio.
La villa.
San Frediano.
I viali.
Gli edifici agricoli.
I campi.
I vigneti e gli oliveti.
Sono questi elementi, nel loro insieme, a
formare Camugliano.
Dalla corte al castello
La prima grande trasformazione avviene nel
Medioevo.
Una corte vescovile diventa un insediamento
fortificato.
Il territorio agricolo deve essere anche
difeso.
Nasce il castello.
Dal castello alla villa
La seconda trasformazione arriva dopo la
distruzione del 1345.
Il centro fortificato scompare.
Due secoli dopo i Medici scelgono Camugliano
per una grande residenza.
Il luogo torna a rappresentare il potere, ma
in una forma completamente diversa.
Non più mura contro un esercito.
Una villa immersa nella campagna.
Dalla villa alla fattoria
Con Botti e soprattutto con i Niccolini, la
tenuta diventa un grande organismo agricolo.
Bonifiche.
Poderi.
Vigneti.
Oliveti.
Cantine.
Viali.
Edifici colonici.
Il territorio viene continuamente organizzato
e migliorato.
La villa diventa il centro di un vero
paesaggio produttivo.
Dalla fattoria al paesaggio
storico
Nel Novecento il sistema mezzadrile entra in
crisi.
Molti poderi perdono la funzione tradizionale.
Ma il paesaggio rimane.
Quello che era nato principalmente per
produrre acquista progressivamente anche un valore storico,
culturale e ambientale.
La tenuta diventa testimonianza di un modo di
organizzare la campagna durato secoli.
Camugliano: mille anni di
trasformazioni
Pochi luoghi del territorio ponsacchino
raccontano trasformazioni così profonde.
Nel 1021 troviamo una corte vescovile.
Nell'XI secolo nasce il castello.
Nel 1345 la fortificazione viene distrutta.
Nel 1533 Alessandro de' Medici avvia la
costruzione della villa.
Cosimo I completa l'opera.
Matteo Botti bonifica le campagne e fa
costruire San Frediano.
Nel 1637 la tenuta passa a Filippo Niccolini.
Nasce il marchesato di Ponsacco e Camugliano.
La villa viene trasformata.
I viali vengono tracciati.
La fattoria cresce.
Nel 1857 Pio IX soggiorna nella tenuta.
Nel Novecento tramonta il mondo mezzadrile, ma
sopravvive gran parte del paesaggio che esso aveva costruito.
Tra la villa e San Frediano
Forse l'immagine che meglio rappresenta
Camugliano è quella dei viali che collegano la campagna, la
villa e la chiesa.
Non sono soltanto elementi decorativi.
Raccontano un'organizzazione del territorio.
Al centro il potere signorile.
Intorno la produzione agricola.
Poco distante la vita religiosa.
Più lontano i poderi.
È una piccola geografia sociale rimasta
impressa nel paesaggio.
Una storia scritta nella
campagna
A Camugliano la storia non si legge soltanto
nelle pietre di un monumento.
Si legge nella disposizione dei campi.
Nei viali.
Nei cipressi.
Nelle case coloniche.
Nella chiesa.
Nella posizione della villa.
Nei toponimi che ricordano il castello
scomparso.
È un territorio nel quale ogni epoca ha
modificato quella precedente senza cancellarla completamente.
Per questo Camugliano può essere raccontata
attraverso una sola grande immagine:
una campagna che per mille anni
ha continuato a cambiare funzione, passando dalla corte
medievale al castello, dalla villa medicea alla fattoria dei
Niccolini, fino al paesaggio storico rurale che ancora oggi
caratterizza questa parte di Ponsacco. |