Capanne:
storia, cultura e tradizioni
Un borgo nel cuore del
Valdarno
Capanne è una frazione del Comune di Montopoli
in Val d'Arno, in provincia di Pisa. La sua storia è
profondamente legata alla posizione lungo l'antica direttrice
che collegava Pisa e Firenze e, soprattutto, al lavoro dei suoi
abitanti.
Barrocciai, contadini e mattonai hanno
contribuito nel corso dei secoli a costruire l'identità di
questa comunità, lasciando un patrimonio di memorie e tradizioni
che ancora oggi viene conservato e tramandato.
Le origini di Capanne
Le origini del borgo sono molto antiche.
Capanne viene ricordata per la prima volta in
un documento del 4 marzo 1074, un placito della contessa Matilde
relativo a una controversia con alcuni nobili residenti a San
Miniato.
In un successivo documento del 1160,
attribuito a Guelfo, marchese di Toscana, la località compare
con il nome di "Cavane".
Secondo la tradizione, il nome Capanne sarebbe
legato alla presenza di bassi fabbricati situati lungo
l'importante percorso tra Pisa e Firenze. Queste costruzioni
servivano come luoghi di sosta per viaggiatori, postiglioni,
carrozze e carri adibiti al trasporto delle merci.
In un'epoca in cui viaggiare era lento e
faticoso, qui era possibile fermarsi, riposare e far riposare o
cambiare i cavalli.
Il paese dei barrocciai
La posizione di Capanne lungo un'importante
via di comunicazione favorì lo sviluppo di un mestiere destinato
a diventare uno dei simboli del paese: quello del barrocciaio.
Il barroccio era un carro utilizzato per il
trasporto delle merci, generalmente trainato da cavalli. Per
molto tempo numerosi abitanti di Capanne si dedicarono a questa
attività, accanto alle famiglie che vivevano prevalentemente di
agricoltura.
I barrocciai percorrevano le strade del
territorio trasportando materiali e prodotti e rappresentavano
un elemento importante dell'economia locale.
Con il miglioramento della viabilità e
l'affermazione dei moderni mezzi di trasporto, però, questa
professione entrò progressivamente in crisi.
Per molti capannesi cominciò allora una nuova
fase della propria storia lavorativa.
I mattonai di Capanne
Dopo il declino del mestiere del barrocciaio,
Capanne divenne particolarmente conosciuta per i suoi mattonai.
La lavorazione dell'argilla e la produzione di
laterizi vantano del resto una storia molto antica nel
territorio di Montopoli in Val d'Arno, dove la produzione di
materiali in terracotta è documentata fin dal Medioevo.
Nel Novecento il mestiere del mattonaio
assunse per Capanne una particolare importanza.
Intorno agli anni Trenta molti capannesi
specializzati nella produzione di mattoni, coppi e altri
manufatti in argilla cominciarono a partire per il Piemonte,
dove le fornaci richiedevano manodopera qualificata.
Ogni anno, generalmente da marzo fino alla
fine di settembre, numerosi lavoratori lasciavano Capanne per
trascorrere molti mesi nelle fornaci dell'Italia settentrionale.
In alcuni casi partivano intere famiglie.
Questa forma di emigrazione stagionale
continuò per decenni, fino alla fine degli anni Settanta del
Novecento, segnando profondamente la vita sociale e familiare
della comunità.
Il Monumento al Mattonaio
La memoria di questi lavoratori è ancora oggi
parte integrante dell'identità di Capanne.
In Piazza Guido Rossa si trova il Monumento al
Mattonaio, inaugurato nel 2004 grazie all'iniziativa del
Comitato dei Mattonai, costituito alcuni anni prima.
Il monumento ricorda le generazioni di uomini
e famiglie che lasciavano il paese per lavorare nelle fornaci
del Nord Italia.
Il mattonaio rappresenta così non soltanto un
antico mestiere, ma anche un simbolo del sacrificio, del lavoro
e dell'emigrazione che hanno caratterizzato la storia di molte
famiglie capannesi.
La Chiesa di San Giuseppe
Un'altra testimonianza significativa della
storia della comunità è la Chiesa di San Giuseppe.
Prima della sua costruzione, gli abitanti di
Capanne erano costretti a raggiungere la Pieve di Montopoli per
partecipare alle celebrazioni religiose.
Alla realizzazione della nuova chiesa
contribuirono direttamente gli stessi abitanti del paese e,
secondo la memoria locale, in modo particolare barrocciai e
mattonai.
I barrocciai, tornando dal lavoro, portavano
materiali utili alla costruzione, come pietre e rena.
I mattonai che rientravano dopo i lunghi mesi
trascorsi a lavorare nell'Italia settentrionale contribuivano
invece con parte dei propri risparmi. Venne inoltre costruita
una fornace destinata alla produzione dei mattoni necessari per
edificare la chiesa.
Secondo la tradizione locale, il legname
necessario per le travi del tetto venne donato dal Parco di San
Rossore.
La facciata della Chiesa di San Giuseppe,
realizzata in mattoni a vista, conserva quindi anche un forte
valore simbolico: richiama direttamente il mestiere che per
generazioni ha caratterizzato la comunità di Capanne.
La Madonna del Buon Viaggio
Uno dei simboli più importanti e
caratteristici di Capanne è la Madonna del Buon Viaggio.
La sua immagine è conservata all'interno di
un'edicola situata lungo la via Tosco-Romagnola, sul lato
occidentale del paese.
Anche in questo caso esiste un forte legame
con l'antica posizione di Capanne lungo la strada percorsa dai
viaggiatori diretti tra Pisa e Firenze.
Le origini esatte dell'immagine non sono
conosciute.
Una tradizione popolare racconta che sia stata
dipinta su una tegola da un viandante o da un pastore che aveva
trovato riparo presso la villa appartenuta ai marchesi Pucci.
Al di là della leggenda, è ricordato che il
cavalier Gazzini, entrato in possesso della villa, trovò
l'immagine e ne rimase particolarmente colpito.
Nel 1838 fece quindi costruire l'edicola
destinata a custodirla.
Nel corso del tempo il tabernacolo è stato
oggetto di diversi interventi, tra cui quelli del 1958 e un
importante restauro conservativo realizzato nel 2014.
La Festa della Madonna del
Buon Viaggio
La devozione alla Madonna del Buon Viaggio è
strettamente collegata alla storia dei mattonai.
Nel 1927 venne istituita la festa dedicata
alla Madonna, da celebrare nell'ultima domenica di settembre.
La scelta del periodo aveva un significato
particolare.
Era infatti proprio alla fine dell'estate che
i mattonai di Capanne tornavano a casa dopo avere trascorso
molti mesi nelle fornaci dell'Italia settentrionale.
Il ritorno diventava così un momento di festa
per tutto il paese e un'occasione per ringraziare la Madonna per
la protezione ricevuta durante il lavoro e durante il lungo
viaggio.
Ancora oggi la Festa della Madonna del Buon
Viaggio rappresenta una delle tradizioni religiose e popolari
più significative di Capanne.
Il nome stesso "Madonna del Buon Viaggio"
sembra racchiudere una parte importante dell'identità del paese:
una comunità di viaggiatori, barrocciai e lavoratori che per
generazioni sono partiti da Capanne per poi farvi ritorno.
Il Palio der Barroccio
La memoria dell'antico mestiere dei barrocciai
è stata recuperata anche attraverso il "Palio der Barroccio",
manifestazione nata per valorizzare la storia e le tradizioni di
Capanne.
Il Palio vede protagonisti i rioni del paese e
richiama direttamente i carri utilizzati un tempo dai
barrocciai.
Le quattro contrade sono Via Dante, il
Piazzale, la Bua e Braalone.
La manifestazione comprende la sfilata dei
rioni e le gare nelle quali le squadre si sfidano trainando il
barroccio.
Il Palio è diventato così un'occasione di
incontro tra generazioni: un modo per divertirsi e stare
insieme, ma soprattutto per raccontare ai più giovani uno dei
mestieri che hanno caratterizzato la storia del paese.
Una comunità legata al lavoro
e al viaggio
La storia di Capanne può essere letta
attraverso tre parole: strada, lavoro e viaggio.
La strada che collegava Pisa e Firenze favorì
la nascita e lo sviluppo del borgo e contribuì alla diffusione
del mestiere del barrocciaio.
Quando quel mestiere entrò in crisi, molti
abitanti trovarono nella produzione dei laterizi una nuova
specializzazione, diventando mattonai e affrontando ogni anno
lunghi periodi di lavoro lontano da casa.
Il viaggio, quindi, accompagna gran parte
della storia di Capanne: quello degli antichi viandanti, quello
quotidiano dei barrocciai e quello, molto più lungo, dei
mattonai diretti verso le fornaci dell'Italia settentrionale.
E al viaggio è dedicata anche una delle
immagini religiose più care alla comunità: la Madonna del Buon
Viaggio.
Capanne oggi: una memoria
ancora viva
La storia di Capanne non appartiene soltanto
al passato.
Le tradizioni continuano a vivere nelle feste,
nelle manifestazioni, nei monumenti e soprattutto nei racconti
delle famiglie.
Il Monumento al Mattonaio, la Chiesa di San
Giuseppe, la Madonna del Buon Viaggio e il Palio der Barroccio
sono testimonianze diverse di una stessa storia collettiva.
Una storia fatta di lavoro, sacrificio,
partenze e ritorni, ma anche di solidarietà e di un forte senso
di appartenenza alla propria comunità.
Conoscere la storia di Capanne significa
quindi riscoprire le radici di un piccolo paese del Valdarno che
ha saputo trasformare il ricordo degli antichi mestieri in un
patrimonio culturale ancora vivo e condiviso. |