|
Cembrano di Maissana
Storia, territorio, cultura e memoria di un antico borgo dell'Alta
Val di Vara
Un paese affacciato sulla valle del Vara
Cembrano è una delle principali frazioni del Comune di
Maissana, nell'Alta Val di Vara, in provincia della Spezia.
Il paese si trova a circa 416 metri sul
livello del mare, in una posizione particolarmente favorevole
dal punto di vista geografico: sorge infatti nell'area compresa fra la
destra del fiume Vara e la sinistra del
torrente Borsa, in prossimità della loro confluenza. Il borgo è
inoltre rivolto verso sud, caratteristica che contribuisce a spiegare la
particolare esposizione del paese.
Questa posizione ha avuto un'importanza fondamentale
nella storia locale.
Cembrano non è infatti un insediamento arroccato e
isolato, ma un paese collocato in una zona di passaggio fra l'Alta Val
di Vara, il territorio di Maissana, Varese Ligure e i percorsi che
collegavano l'entroterra al Levante ligure.
Il suo paesaggio racconta ancora oggi questa storia:
il paese, il Vara, il Borsa, i boschi, i terreni agricoli, i sentieri e
gli antichi manufatti formano un unico sistema nel quale ambiente e
attività umane si sono intrecciati per secoli.
Un territorio abitato da tempi antichi
La storia di Cembrano deve essere inserita nel quadro
più ampio dell'Alta Val di Vara.
Il territorio di Maissana conserva testimonianze di
frequentazioni umane molto antiche, tra cui la straordinaria
Valle Lagorara, uno dei principali siti archeologici della
Liguria legati all'estrazione e alla lavorazione del diaspro in epoca
preistorica.
Questo patrimonio dimostra che l'area dell'Alta Val di
Vara era conosciuta e sfruttata dall'uomo molto prima della formazione
degli attuali borghi.
Per Cembrano, tuttavia, è necessario mantenere una
distinzione importante: le testimonianze della preistoria documentano la
frequentazione del territorio circostante, ma non costituiscono di per
sé la prova di una continuità insediativa diretta nell'attuale abitato.
La storia documentaria di Cembrano diventa invece
molto più leggibile nel Medioevo.
Le origini medievali di Cembrano
Secondo la storia locale pubblicata dall'Associazione
Pro Cembrano, Cembrano sarebbe citato per la prima volta come
insediamento nel 1143, sulla base della documentazione
dell'archivio arcivescovile ricordata dagli storici Angelo e Marcello
Remondini.
La data è particolarmente significativa perché colloca
Cembrano nel pieno della fase di organizzazione medievale del territorio
dell'Alta Val di Vara.
Il paese faceva parte di un sistema di piccoli
insediamenti rurali collegati alle principali vie di comunicazione della
valle e alle istituzioni feudali ed ecclesiastiche che controllavano il
territorio.
Nel Medioevo il possesso delle terre non era
semplicemente una questione economica: significava esercitare autorità
sugli abitanti, sulle strade, sui boschi, sui pascoli e sulle risorse
naturali.
Cembrano si trovava quindi all'interno di una
complessa rete di poteri nella quale si incontravano signorie feudali,
autorità ecclesiastiche e, progressivamente, l'espansione della potenza
genovese.
I Malaspina e il diploma del 1164
Uno degli avvenimenti più importanti della storia
dell'Alta Val di Vara risale al 1164.
In quell'anno l'imperatore Federico Barbarossa
confermò ai Malaspina numerosi possedimenti nell'area.
La tradizione storica locale colloca anche Cembrano
nel territorio della vallata di Lagorara compreso in questi
possedimenti.
I Malaspina, potente famiglia feudale
della Lunigiana, ebbero per secoli un ruolo importante nei territori
dell'Appennino settentrionale.
La presenza malaspiniana nell'area testimonia
l'importanza strategica della valle: Cembrano si trovava infatti in una
regione di collegamento fra Liguria, Lunigiana, Emilia e vallate
interne.
Le montagne non costituivano necessariamente una
barriera.
I valichi e le vallate rappresentavano invece corridoi
di transito, attraverso i quali circolavano persone, animali, merci e
informazioni.
Genova, i Fieschi e l'Alta Val di Vara
La storia politica dell'area cambiò progressivamente
nel corso del Medioevo e dell'età moderna.
Il territorio dell'Alta Val di Vara entrò nella sfera
d'influenza di importanti famiglie liguri e, in particolare, dei
Fieschi, conti di Lavagna.
I Fieschi costruirono nel Levante ligure un vasto
sistema di potere che comprendeva territori, castelli, comunità rurali e
importanti diritti feudali.
Successivamente l'influenza della Repubblica
di Genova divenne sempre più forte.
La storia locale di Cembrano indica il passaggio
dell'area a Genova nel XV secolo e la successiva presenza dei Fieschi.
Questa complessa successione di poteri spiega un
tratto caratteristico della cultura di Cembrano: il paese si trova oggi
nella provincia della Spezia, ma la sua storia è profondamente collegata
al mondo del Levante genovese.
Cembrano e la sua antica parrocchia
La storia religiosa rappresenta una delle fonti più
importanti per ricostruire l'antichità di Cembrano.
Il Comune di Maissana documenta con certezza
l'esistenza della parrocchia di San Martino di Cembrano il 18
aprile 1236.
In quella data veniva infatti nominato un unico
rettore per le chiese di Santa Giustina in Cesena e
San Martino in Cembrano.
Si tratta di una testimonianza di grande importanza.
Significa che nel XIII secolo Cembrano non era
semplicemente un gruppo di abitazioni rurali, ma possedeva già una
propria organizzazione ecclesiastica riconosciuta.
La parrocchia costituiva il centro della vita
religiosa, ma anche un punto di riferimento fondamentale per la
comunità.
Attorno alla chiesa si concentravano infatti molte
delle relazioni sociali del paese: battesimi, matrimoni, funerali, feste
patronali e momenti collettivi.
San Martino, patrono di Cembrano
La chiesa parrocchiale è dedicata a San
Martino di Tours, uno dei santi più popolari dell'Europa
medievale.
San Martino era originario della Pannonia, fu soldato
e successivamente vescovo di Tours.
La sua figura ebbe una straordinaria diffusione nel
mondo cristiano occidentale.
La dedicazione della chiesa di Cembrano a San Martino
si inserisce quindi in una tradizione religiosa molto antica.
La storia locale pubblicata dall'Associazione Pro
Cembrano collega la diffusione del culto di San Martino nella zona anche
alla presenza franca e alla particolare fortuna che il santo ebbe nella
cultura medievale. Questa interpretazione deve essere considerata come
una lettura storico-culturale locale, non come una dimostrazione certa
dell'origine della dedicazione.
La festa patronale di San Martino,
celebrata l'11 novembre, è ancora oggi indicata dal
Comune fra le principali ricorrenze di Cembrano.
La chiesa di San Martino
Chiesa di San Martino vescovo è il principale edificio
religioso del paese.
La sua storia è molto più antica dell'edificio nelle
forme attuali.
La documentazione comunale conferma infatti
l'esistenza della parrocchia già nel 1236, mentre la storia locale
racconta diverse trasformazioni dell'edificio nel corso dei secoli.
Una figura particolarmente significativa è quella di
don Giuseppe Ghiorzi, parroco di Cembrano dal
1817 al 1866.
Secondo la memoria storica locale, don Ghiorzi era
anche falegname e contribuì direttamente alla trasformazione della
chiesa: nel 1830 avrebbe costruito il coro e realizzato
la terza navata dell'edificio.
Questo episodio è interessante perché mostra come,
nelle comunità rurali, il patrimonio religioso fosse spesso il risultato
del lavoro diretto degli abitanti.
La chiesa non era quindi soltanto un edificio
commissionato da autorità esterne: era un bene della comunità,
costruito, ampliato e mantenuto attraverso il lavoro locale.
Il 1499 e la comunità parrocchiale
La storia locale di Cembrano segnala inoltre che nel 1499 il paese era già annoverato come parrocchia.
Questo dato si inserisce nella lunga continuità
religiosa documentata dalla fonte comunale per il XIII secolo.
La presenza di una parrocchia nel corso del
Quattrocento conferma quindi la stabilità dell'insediamento e
l'importanza della comunità.
Per i piccoli borghi dell'epoca, la parrocchia era uno
dei pochi luoghi capaci di produrre e conservare documentazione scritta.
Registri, atti, memorie ecclesiastiche e documenti
relativi alle famiglie costituivano una sorta di archivio della
comunità.
Purtroppo, nel caso di Cembrano, una parte
fondamentale di questa memoria sarebbe andata perduta nel XVIII secolo.
Il 5 luglio 1746: la distruzione del paese
Uno degli episodi più drammatici della storia di
Cembrano avvenne il 5 luglio 1746.
Secondo la storia locale pubblicata dall'Associazione
Pro Cembrano, il paese venne integralmente distrutto e
incendiato dalle truppe austriache durante gli eventi bellici
della guerra di successione austriaca.
L'incendio ebbe conseguenze gravissime anche dal punto
di vista documentario.
La fonte locale riferisce infatti che andarono
distrutti la canonica, le annotazioni ecclesiastiche e
i rogiti notarili.
Questo spiega perché la ricostruzione della storia di
Cembrano presenti lacune documentarie particolarmente importanti per i
periodi precedenti al XVIII secolo.
La distruzione del 1746 rappresenta quindi non
soltanto una tragedia per la popolazione, ma anche una frattura nella
memoria scritta del paese.
Molte informazioni che oggi sarebbe stato possibile
ricostruire attraverso gli archivi locali sono andate probabilmente
perdute proprio in quella circostanza.
Cembrano nella guerra di successione austriaca
L'incendio del 1746 deve essere inserito nel contesto
più ampio della Guerra di successione austriaca,
conflitto europeo che coinvolse anche la Repubblica di Genova e i
territori liguri.
La posizione dell'Alta Val di Vara rendeva queste
vallate particolarmente esposte al passaggio delle truppe.
Per una comunità agricola, l'arrivo di un esercito
poteva significare requisizioni, distruzione dei raccolti, perdita degli
animali, incendi delle abitazioni e fuga degli abitanti.
Il caso di Cembrano mostra concretamente come i grandi
conflitti europei potessero raggiungere anche i piccoli borghi
dell'Appennino.
La distruzione del paese diventa quindi una pagina di
storia locale che permette di leggere, dal punto di vista della
popolazione civile, le conseguenze della grande politica europea.
La memoria perduta e la ricostruzione del paese
Dopo la distruzione del 1746, Cembrano dovette
ricostruire non soltanto le proprie abitazioni, ma anche la propria
documentazione e la propria memoria istituzionale.
La perdita della canonica e dei documenti
ecclesiastici rappresentò un danno enorme.
La storia locale segnala che i registri
parrocchiali riprendono dal 1824, permettendo da quel momento
una ricostruzione molto più precisa delle vicende delle famiglie.
I registri parrocchiali rappresentano infatti una
fonte preziosissima per la microstoria.
Attraverso di essi è possibile ricostruire:
nascite e battesimi;
matrimoni;
morti;
famiglie;
cognomi;
provenienze;
spostamenti;
variazioni della popolazione.
La peste del Seicento
La storia locale ipotizza inoltre che Cembrano possa
essere stato interessato dall'epidemia di peste del 1630,
con una conseguente significativa riduzione della popolazione.
Su questo punto è opportuno mantenere prudenza: la
fonte parla di una possibilità e non di una prova definitiva.
La peste del 1630-1631 colpì comunque duramente vaste
aree dell'Italia settentrionale.
Anche le comunità rurali apparentemente isolate non
erano realmente separate dal resto del mondo.
I mercati, i pellegrinaggi, gli spostamenti
stagionali, il commercio e le vie di transito mettevano in comunicazione
paesi anche molto distanti.
Le epidemie potevano quindi raggiungere le vallate
attraverso le stesse vie utilizzate quotidianamente per il commercio e
gli spostamenti.
Il paesaggio agricolo
Cembrano è un paese profondamente legato alla cultura
agricola dell'Alta Val di Vara.
La sua posizione favorevole, esposta a mezzogiorno e
posta vicino alla confluenza fra Vara e Borsa, ha favorito storicamente
le attività agricole.
Il territorio tradizionale comprendeva:
campi;
prati;
orti;
castagneti;
boschi;
pascoli;
piccoli appezzamenti terrazzati.
Come in molte comunità dell'Appennino ligure,
l'agricoltura non era generalmente basata su grandi proprietà uniformi,
ma su una moltitudine di piccoli appezzamenti appartenenti alle
famiglie.
Il lavoro agricolo richiedeva quindi una notevole
conoscenza del territorio.
Ogni terreno aveva una propria funzione e ogni
stagione aveva le proprie attività.
Il fiume Vara e il torrente Borsa
La posizione di Cembrano fra Vara e Borsa
costituisce uno degli elementi geografici più caratteristici del paese.
L'acqua rappresentava una risorsa fondamentale per la
vita quotidiana.
Serviva per l'agricoltura, per l'allevamento, per le
necessità domestiche e soprattutto, in passato, per alimentare i mulini.
Il Comune segnala infatti la presenza di un
antico mulino ad acqua fra le strutture di rilievo di Cembrano.
Il mulino è una testimonianza particolarmente
significativa della storia economica del paese.
L'energia dell'acqua permetteva di trasformare i
prodotti agricoli in farina, rendendo possibile un ciclo produttivo
locale.
Il corso dei torrenti non era quindi soltanto parte
del paesaggio: era una vera infrastruttura naturale.
L'antico mulino
L'antico mulino di Cembrano rappresenta uno dei luoghi
attraverso i quali è possibile comprendere concretamente la vita
economica del passato.
Prima della diffusione dell'energia elettrica e dei
moderni sistemi industriali, la forza dell'acqua veniva utilizzata per
muovere le macine.
Il mulino collegava quindi tre elementi:
agricoltura → acqua → trasformazione del
prodotto.
Il grano, il mais e altri cereali potevano essere
portati al mulino per essere trasformati.
Il mugnaio svolgeva un mestiere specializzato e il
mulino diventava un punto di incontro per gli abitanti delle campagne
circostanti.
Anche quando l'attività del mulino cessava, la sua
struttura rimaneva come testimonianza della precedente organizzazione
economica del territorio.
I boschi e le risorse naturali
Il territorio di Cembrano comprende una significativa
componente boschiva.
Per le popolazioni del passato il bosco era una vera
risorsa economica.
Forniva:
legna da ardere;
legname da costruzione;
castagne;
frutti selvatici;
funghi;
materiale per attrezzi;
aree per il pascolo.
Il rapporto con il bosco era quindi molto diverso da
quello odierno.
Il bosco era uno spazio utilizzato quotidianamente e
inserito nell'economia familiare.
L'abbandono progressivo dell'agricoltura e dei lavori
forestali ha modificato profondamente questo equilibrio, permettendo
alla vegetazione di riconquistare molti terreni un tempo coltivati.
La vita rurale
La giornata di una famiglia di Cembrano era
tradizionalmente scandita dalle stagioni.
In primavera iniziavano i lavori nei campi e negli
orti.
L'estate era dedicata alla fienagione, alla cura dei
raccolti e agli animali.
L'autunno portava la raccolta delle castagne e la
preparazione delle scorte alimentari.
L'inverno era il periodo nel quale si concentravano
molte attività domestiche e lavori artigianali.
La casa rurale non era quindi soltanto un'abitazione.
Era contemporaneamente luogo di lavoro, deposito,
stalla, laboratorio e spazio familiare.
Le frazioni e le località di Cembrano
Il territorio di Cembrano comprende diverse località
che testimoniano la struttura articolata dell'insediamento.
Il Comune indica: Ponte, Rollino, Moggia, Caneto, Prate,
Pozze.
come località collegate alla frazione.
Questi piccoli nuclei, insieme al centro principale,
compongono un paesaggio rurale nel quale l'abitato era storicamente
distribuito in rapporto alle caratteristiche del territorio.
La toponomastica rappresenta un patrimonio di grande
interesse storico.
I nomi delle località possono infatti conservare
informazioni relative alla morfologia del terreno, alle coltivazioni,
alle attività svolte in passato o alle famiglie che vi abitavano.
Una futura ricerca dedicata ai toponimi di Cembrano
potrebbe quindi fornire informazioni preziose sulla storia del
paesaggio.
Il Parco della Crocetta
Fra gli elementi più caratteristici della Cembrano
contemporanea vi è il Parco della Crocetta.
Il Comune lo descrive come un parco di divertimento
estivo situato nella Val di Vara.
La sua storia è strettamente collegata all'attività
della Pro Cembrano, associazione nata nel 1970
inizialmente come comitato con finalità sociali e aggregative.
Il parco rappresenta quindi un esempio interessante di
come una piccola comunità abbia cercato di reagire alle trasformazioni
sociali e demografiche del Novecento attraverso forme di organizzazione
volontaria.
Non è soltanto uno spazio ricreativo.
È il risultato di una scelta comunitaria: creare un
luogo capace di favorire incontro, socialità e permanenza nel paese.
La Pro Cembrano e lo “spirito di corpo”
La Pro Cembrano costituisce uno degli
aspetti più interessanti della storia contemporanea del paese.
Nata nel 1970, l'associazione si sviluppò con finalità
prevalentemente sociali e aggregative.
La documentazione comunale sottolinea come
l'iniziativa fosse innovativa per il comprensorio, perché fino ad allora
le principali forme di aggregazione locale erano rappresentate
soprattutto dalle fabbricerie delle chiese.
La Pro Cembrano ha quindi rappresentato una nuova
forma di organizzazione comunitaria.
L'obiettivo non era soltanto conservare il passato, ma
mantenere viva la vita sociale del paese.
Ancora oggi l'associazione è indicata dal Comune fra
le realtà impegnate nella promozione del territorio.
Il SalottoBar e la piazza del paese
Uno degli elementi simbolici della Cembrano
contemporanea è il punto di ritrovo nella piazza principale, sotto un
grande ippocastano che la documentazione locale indica
come vecchio di circa 150 anni.
La piazza è stata trasformata nel tempo in uno spazio
di incontro.
Il cosiddetto “SalottoBar�� viene
descritto dalla Pro Cembrano come un luogo di ritrovo non soltanto per
gli abitanti, ma anche per le persone provenienti dal comprensorio.
È un esempio di come un piccolo paese possa costruire
nuovi luoghi di socialità senza perdere il carattere tradizionale della
propria piazza.
Le feste di Cembrano
Il calendario tradizionale comprende due ricorrenze
particolarmente importanti:
San Pellegrino: La festa si svolge la prima domenica di agosto.
San Martino: La festa patronale di San Martino
viene celebrata l'11 novembre.
Come in molti borghi dell'Appennino ligure, le feste
hanno una funzione che supera il semplice calendario religioso.
Sono momenti di incontro fra residenti, famiglie
originarie del paese, emigrati e visitatori.
Durante l'estate, quando aumenta la presenza di
persone legate a Cembrano, il paese riacquista una vitalità particolare.
La festa diventa così anche un momento di
ricomposizione della comunità.
Cembrano e l'emigrazione
La storia di Cembrano non può essere separata dal
fenomeno dell'emigrazione.
Come numerosi paesi dell'Appennino ligure, Cembrano ha
conosciuto nel corso dell'Ottocento e soprattutto del Novecento una
progressiva partenza di abitanti verso centri più grandi e aree
economicamente più sviluppate.
La riduzione delle opportunità agricole, la ricerca di
lavoro e le trasformazioni dell'economia hanno favorito lo spostamento
delle famiglie.
La conseguenza è stata una progressiva diminuzione
della popolazione residente.
Il Comune indica attualmente circa 100
residenti, ai quali si aggiungono circa 80 abitanti
stagionali.
Questi numeri mostrano bene una caratteristica tipica
dei piccoli borghi dell'Appennino: la popolazione reale legata al paese
può essere molto maggiore di quella registrata come residente stabile.
Il paese dei ritorni
La presenza di abitanti stagionali racconta un
fenomeno importante.
Cembrano non è soltanto il paese di chi vi abita oggi.
È anche il paese di chi vi è nato, di chi vi ha
vissuto da bambino, di chi vi conserva una casa o una parte della
propria memoria familiare.
Le feste estive, le attività della Pro Cembrano e i
luoghi di incontro permettono a questa comunità allargata di mantenere
un legame con il territorio.
Il paese continua così a vivere anche attraverso i
suoi ritorni.
Cembrano e il territorio di Maissana
Cembrano occupa una posizione particolare all'interno
del Comune di Maissana.
È infatti collocato nella parte meridionale del
territorio comunale e confina con Varese Ligure e Ossegna.
La sua posizione lungo il Vara e presso il Borsa lo
mette in relazione con un'area molto più vasta rispetto ai confini
amministrativi.
Per questo la storia di Cembrano deve essere letta
come parte della storia dell'intera Alta Val di Vara.
I rapporti con Varese Ligure, Ossegna, Maissana,
Lagorara e le altre frazioni sono sempre stati determinati dalla
necessità di muoversi, commerciare, lavorare, pregare e incontrarsi.
Un paese fra Liguria e Appennino
Cembrano presenta una posizione culturale
particolarmente interessante.
Da una parte appartiene alla Liguria e alla provincia
della Spezia.
Dall'altra, la sua storia mostra forti legami con
l'entroterra appenninico e con il mondo storico genovese.
Questa posizione di confine ha prodotto una cultura
nella quale si incontrano elementi diversi: tradizioni liguri;
cultura agricola appenninica;
influenze genovesi;
rapporti con il Levante;
tradizioni religiose medievali;
forme di vita comunitaria tipiche dei piccoli
paesi montani.
Cembrano può quindi essere considerato un piccolo
osservatorio privilegiato sulla storia delle aree interne della
Liguria.
Il rapporto con l'acqua
Uno degli elementi che meglio definiscono Cembrano è
l'acqua.
Il Vara e il Borsa non sono semplicemente corsi
d'acqua che delimitano il paesaggio.
Hanno determinato la posizione del paese, influenzato
l'agricoltura e reso possibile la presenza di mulini.
Anche l'attuale acquedotto rappresenta una fase più
recente di questa relazione.
Il Comune ricorda infatti un acquedotto costruito
negli anni Settanta, successivamente ristrutturato nel
2000, alimentato da una sorgente in località Scogli.
La storia dell'acqua a Cembrano attraversa quindi
secoli diversi: dai torrenti utilizzati per i mulini alle moderne
infrastrutture per l'approvvigionamento idrico.
Il patrimonio edilizio
Il patrimonio di Cembrano deve essere letto nel
contesto dell'architettura rurale ligure.
Le abitazioni tradizionali erano costruite utilizzando
i materiali reperibili localmente e rispondevano alle esigenze di una
società agricola.
La casa doveva essere contemporaneamente abitazione,
deposito e spesso spazio destinato agli animali.
La distribuzione degli edifici e delle strade
rifletteva la necessità di adattarsi alla morfologia del territorio.
Molti elementi dell'architettura tradizionale sono
oggi importanti non soltanto per il loro valore estetico, ma perché
raccontano il modo di vivere delle generazioni precedenti.
La memoria del paese
La storia di Cembrano è particolarmente interessante
proprio perché una parte della documentazione più antica è andata
perduta.
L'incendio del 1746 rende ancora più importante la
raccolta della memoria orale e della documentazione conservata dalle
famiglie.
fotografie
, lettere, vecchi documenti, registri,
cartoline, racconti e testimonianze possono contribuire a ricostruire
una parte della storia che non compare negli archivi ufficiali.
Ogni famiglia può conservare infatti un frammento
della storia del paese.
La microstoria di Cembrano
Per approfondire davvero la storia di Cembrano sarebbe
interessante costruire un archivio locale organizzato per famiglie e
luoghi.
Una ricerca di questo tipo potrebbe comprendere:
registri parrocchiali dal 1824;
catasti storici;
stato delle anime;
atti notarili sopravvissuti;
documentazione comunale;
fotografie
;
lettere degli emigrati;
testimonianze degli abitanti;
vecchie mappe;
nomi dei terreni;
storia del mulino;
storia della scuola;
storia delle attività agricole;
storia della Pro Cembrano;
evoluzione demografica.
Il risultato potrebbe diventare un vero
Archivio della memoria di Cembrano.
Cembrano nel Novecento
Il Novecento rappresenta il secolo della
trasformazione.
La società agricola tradizionale iniziò
progressivamente a perdere importanza.
L'introduzione di nuove tecnologie, la crescita dei
centri urbani e l'emigrazione modificarono profondamente la vita
quotidiana.
Molti giovani lasciarono il paese.
I terreni meno produttivi furono progressivamente
abbandonati.
Il bosco riconquistò aree precedentemente coltivate.
Parallelamente, Cembrano sviluppò nuove forme di
socialità.
La nascita della Pro Cembrano nel 1970 rappresenta
proprio una risposta della comunità alla necessità di mantenere viva la
vita sociale del paese.
Cembrano oggi
Oggi Cembrano conserva una particolare vitalità
rispetto alle dimensioni del paese.
Il Comune segnala circa 100 residenti e 80
stagionali.
Fra le principali strutture e realtà locali figurano:
la chiesa di San Martino;
l'antico mulino ad acqua;
il Parco della Crocetta;
l'area dell'antico oratorio/tomba Maghella
indicata dal Comune;
il centro didattico-espositivo;
la sede municipale;
le attività agricole;
la Pro Cembrano;
il SalottoBar;
le feste patronali.
La sede del Comune di Maissana si
trova proprio a Cembrano, in via Borsa.
Questo conferisce oggi alla frazione un ruolo
amministrativo importante all'interno dell'intero territorio comunale.
Cembrano e l'identità comunitaria
Uno degli aspetti più interessanti della Cembrano
contemporanea è la persistenza di un forte senso comunitario.
La stessa Pro Cembrano descrive questo fenomeno
attraverso l'espressione “spirito di corpo”,
riferendosi al particolare senso di appartenenza sviluppato dagli
abitanti.
È un elemento che merita attenzione storica.
In molte piccole comunità montane, lo spopolamento può
determinare la perdita dei legami sociali.
A Cembrano, invece, alcune associazioni e iniziative
collettive hanno contribuito a mantenere forme di partecipazione.
Il patrimonio culturale del paese non è quindi
soltanto materiale.
È anche la capacità della comunità di organizzarsi e
riconoscersi come comunità.
Il patrimonio immateriale
Quando si parla di patrimonio storico di Cembrano, è
importante includere anche quello immateriale.
Ne fanno parte:
le feste di San Martino e San Pellegrino;
i racconti delle famiglie;
le tradizioni agricole;
le ricette locali;
i dialetti e le forme linguistiche;
i soprannomi;
la memoria degli emigrati;
i racconti legati alla guerra;
le storie del vecchio paese;
la memoria del mulino;
le attività della Pro Cembrano. Sono elementi fragili perché non sempre vengono
registrati nei documenti.
Ma sono proprio questi elementi che permettono di
capire come una comunità abbia percepito sé stessa nel corso del tempo.
Una storia segnata dalla distruzione e dalla
rinascita
La vicenda di Cembrano può essere letta attraverso una
particolare successione:
antico insediamento → comunità medievale →
parrocchia → dominio feudale → influenza genovese → guerra e distruzione
→ ricostruzione → emigrazione → nuova organizzazione comunitaria.
Il momento del 1746 rappresenta una drammatica cesura.
Ma la storia successiva dimostra la capacità della
comunità di ricostruire.
La ripresa dei registri parrocchiali, le
trasformazioni della chiesa, la continuità delle feste e, in epoca
contemporanea, la nascita della Pro Cembrano testimoniano una comunità
che ha saputo adattarsi ai cambiamenti.
Cembrano come patrimonio storico
Il valore storico di Cembrano non dipende dalla
presenza di grandi monumenti.
È la continuità della comunità a
costituire il suo principale patrimonio.
La chiesa di San Martino racconta il Medioevo e la
lunga storia religiosa.
Il mulino racconta il lavoro.
Il Vara e il Borsa raccontano il rapporto con l'acqua.
I campi e i boschi raccontano l'economia rurale.
La memoria del 1746 racconta la fragilità delle
comunità di fronte alla guerra.
La Pro Cembrano racconta invece la capacità di una
comunità di reagire allo spopolamento attraverso l'organizzazione
collettiva.
Il paese diventa così un vero paesaggio
storico, nel quale ogni elemento rimanda a un periodo della sua
storia.
Cronologia essenziale di Cembrano
Preistoria: Il territorio dell'Alta Val di Vara è frequentato
dall'uomo fin da epoche remote, come testimoniano i siti archeologici
dell'area di Lagorara.
1143: Secondo la storia locale pubblicata dalla Pro
Cembrano, il paese �� citato nella documentazione dell'archivio
arcivescovile.
1164: Il diploma di Federico Barbarossa conferma ai
Malaspina importanti possedimenti nell'area dell'Alta Val di Vara. La
tradizione locale comprende Cembrano nel territorio interessato.
1236: È documentata con certezza la parrocchia di San
Martino di Cembrano.
XV secolo: Il territorio entra progressivamente nella sfera
genovese e successivamente viene coinvolto nelle vicende dei Fieschi.
1499: Secondo la storia locale, Cembrano è già annoverato
come parrocchia.
1630: È possibile che il paese sia stato interessato
dall'epidemia di peste, con una probabile riduzione della popolazione;
il dato necessita di ulteriori verifiche documentarie.
5 luglio 1746: Secondo la memoria storica locale, Cembrano viene
distrutto e incendiato dalle truppe austriache. Vanno perduti anche
importanti documenti della comunità.
1817–1866: Don Giuseppe Ghiorzi è parroco di Cembrano.
1830: Secondo la storia locale, don Ghiorzi realizza il coro
e la terza navata della chiesa di San Martino.
1824 Riprendono i registri parrocchiali utilizzabili per la
ricostruzione della storia delle famiglie.
XIX–XX secolo: Cembrano attraversa le trasformazioni dell'economia
agricola, l'emigrazione e il progressivo spopolamento delle aree
interne.
1959: La parrocchia di Cembrano passa dalla diocesi di
Chiavari alla diocesi della Spezia.
1970: Nasce la Pro Cembrano, inizialmente
come comitato sociale e aggregativo.
Oggi: Cembrano è sede del Comune di Maissana e conserva una
forte identità comunitaria, il patrimonio religioso di San Martino,
l'antico mulino, il Parco della Crocetta e numerose tradizioni locali.
Cembrano, un paese da raccontare
Cembrano è un paese nel quale la storia non si
presenta attraverso grandi palazzi o monumenti monumentali.
Si manifesta nelle cose semplici.
Nella posizione del borgo fra Vara e Borsa.
Nella chiesa di San Martino, la cui storia risale
almeno al XIII secolo.
Nel vecchio mulino.
Nei sentieri e nei boschi.
Nelle case.
Nelle feste.
Nella memoria delle famiglie.
E soprattutto nella capacità della comunità di
continuare a riconoscersi come tale.
La distruzione del 1746 avrebbe potuto cancellare una
parte importante della memoria storica di Cembrano. I documenti andarono
perduti e il paese dovette essere ricostruito.
Ma la comunità continuò a vivere.
I registri parrocchiali ricominciarono a raccontare la
storia delle famiglie.
La chiesa tornò a essere il centro della vita
religiosa.
Le feste continuarono.
Nel Novecento la popolazione diminuì e molti abitanti
partirono.
Ma il paese non scomparve.
La nascita della Pro Cembrano nel 1970 dimostra come
la comunità abbia cercato nuove forme per mantenere vivo il proprio
patrimonio sociale.
Cembrano è quindi la storia di un piccolo paese che ha
attraversato secoli di trasformazioni senza perdere
completamente il senso della propria identità.
È una storia fatta di acqua e di montagne, di
agricoltura e di fede, di guerre e ricostruzioni, di partenze e ritorni.
Una storia dell'Alta Val di Vara che merita di essere
conosciuta e conservata.
|