Cerreto e Pieve di
Cerreto: storia, cultura e territorio
Adagiato sulle colline immediatamente sopra Borgo a
Mozzano, Cerreto, è uno dei
borghi storici più interessanti del territorio. La sua storia è
profondamente legata alla vicina Pieve
di Cerreto, piccolo nucleo sorto intorno all'antichissima Pieve
di San Giovanni Battista.
I due insediamenti raccontano, attraverso chiese,
strade, abitazioni e tradizioni, quasi mille anni di storia della media
Valle del Serchio.
Le origini di Cerreto
Il nome Cerreto,
viene tradizionalmente ricondotto alla presenza dei
cerri, alberi della famiglia
delle querce che un tempo caratterizzavano estesamente i boschi delle
colline circostanti.
Storicamente il territorio era articolato in diversi
nuclei. La parte più antica è quella della
Pieve di Cerreto, posta più in
alto e sviluppatasi intorno alla chiesa pievana. Più in basso crebbe
progressivamente l'abitato di Cerreto, destinato nel corso dei secoli ad
assumere maggiore importanza.
Esisteva inoltre il cosiddetto
Cerreto di Sotto, che
comprendeva una parte settentrionale dell'attuale Borgo a Mozzano: gli
antichi estimi testimoniano infatti che nel Cinquecento l'area oltre il
Rio di Oneta era distinta dal “Borgo” propriamente detto.
L'antica Pieve di Cerreto
Il monumento più antico e importante del territorio è
la Pieve di San Giovanni Battista,
situata in posizione isolata sopra Cerreto.
La sua esistenza è documentata almeno dal
995, quando viene ricordata
una pieve battesimale dalla quale dipendevano numerosi abitati del
territorio.
La pieve svolgeva quindi una funzione che andava ben
oltre il piccolo nucleo di Cerreto: era un punto di riferimento
religioso per diverse comunità della zona.
L'edificio che vediamo oggi conserva importanti
caratteristiche dell'architettura romanica. La facciata e l'impianto
vengono generalmente collocati tra la
fine dell'XI e l'inizio del XII secolo.
Particolarmente interessante è la parte absidale,
costruita con pietre squadrate di calcare chiaro e decorata con
archetti pensili. Nell'abside
si aprono tre strette finestre, sovrastate da elementi scultorei
simbolici.
Il campanile e l'antico sentiero
Uno degli elementi architettonici più caratteristici
della Pieve di Cerreto è il rapporto tra la chiesa, il campanile e
l'antica viabilità.
Il campanile è
collegato alla chiesa attraverso un alto arco, sotto il quale
passa ancora il vecchio sentiero.
Questa particolare soluzione architettonica
costituisce uno degli aspetti più suggestivi del complesso: chi percorre
l'antica strada attraversa letteralmente la struttura monumentale della
pieve.
È una testimonianza preziosa del rapporto che nel
Medioevo esisteva tra edifici religiosi, insediamenti e vie di
comunicazione.
Il fonte battesimale
All'interno della Pieve è conservato anche un antico
fonte battesimale,
testimonianza della funzione che la chiesa esercitava sul territorio.
Essere una pieve significava infatti possedere il
diritto di amministrare il battesimo e rappresentare un centro religioso
di riferimento per le chiese e le comunità circostanti.
La presenza del fonte battesimale ricorda ancora oggi
l'importanza che San Giovanni Battista di Cerreto ebbe
nell'organizzazione ecclesiastica medievale della valle.
Dai Suffredinghi al dominio di Lucca
La storia medievale di questa zona è collegata anche
alla potente famiglia dei Suffredinghi,
che possedeva numerosi territori e fortificazioni nella Valle del
Serchio e nella Garfagnana.
Le fonti ricordano che ancora nel
1225, i Suffredinghi
incameravano rendite legate alla Pieve di Cerreto. Il progressivo
indebolimento della famiglia e l'espansione dell'influenza lucchese
modificarono successivamente gli equilibri politici ed ecclesiastici del
territorio.
Parallelamente crebbe l'importanza di altri centri, in
particolare Borgo a Mozzano e Diecimo, mentre l'antica pieve cominciò
progressivamente a perdere la posizione centrale che aveva avuto nei
secoli precedenti.
La nascita della chiesa di Cerreto
Con il passare del tempo la popolazione si concentrò
maggiormente nell'abitato posto più in basso rispetto all'antica pieve.
Qui esisteva un piccolo edificio religioso dedicato ai
Santi Ippolito e Cassiano, la
cui fondazione viene fatta risalire al
1349.
Il progressivo sviluppo del borgo rese questa chiesa
sempre più importante. Alla fine del Cinquecento le funzioni dell'antica
pieve furono trasferite alla chiesa di Cerreto, che assunse il titolo e
la dedicazione a San Giovanni Battista.
L'edificio venne successivamente ampliato e
trasformato per rispondere alle esigenze di una comunità ormai
cresciuta.
La Chiesa di San Giovanni Battista
La Chiesa di San
Giovanni Battista di Cerreto, rappresenta ancora oggi il
principale edificio religioso del paese.
La trasformazione più importante dell'edificio avvenne
nel Seicento, quando la chiesa precedente fu ampliata e sostanzialmente
ricostruita.
Al suo interno furono inoltre trasferite diverse opere
provenienti dall'antica Pieve di Cerreto.
Tra queste spicca una pregevole
Madonna in trono con Bambino,
scultura lignea attribuita a Francesco
di Valdambrino, artista attivo tra la fine del Trecento e i
primi decenni del Quattrocento.
Il trasferimento delle opere dalla pieve alla nuova
chiesa rappresenta simbolicamente anche il trasferimento del centro
della vita religiosa dalla collina verso il nuovo abitato.
Il borgo
Cerreto conserva ancora oggi molti elementi tipici
degli antichi paesi della media Valle del Serchio.
Il borgo si sviluppa sul dorso della collina
attraverso una strada centrale sulla quale si affacciano abitazioni,
corti e piccoli passaggi. Antiche strade e mulattiere collegano inoltre
Cerreto con Borgo a Mozzano, con la Pieve e con le colline circostanti.
La posizione elevata regala scorci particolarmente
suggestivi sulla valle e sul territorio del
Ponte della Maddalena, conosciuto come
Ponte del Diavolo.
Santa Gemma Galgani e Cerreto
Cerreto conserva anche una testimonianza legata alla
figura di Santa Gemma Galgani,
una delle personalità religiose lucchesi più conosciute.
Nel borgo è infatti tradizionalmente indicata la casa
nella quale Gemma trascorse alcuni periodi durante la villeggiatura con
la famiglia. L'edificio è ancora riconoscibile grazie a una targa posta
sulla facciata.
Questo legame inserisce Cerreto anche negli itinerari
dedicati alla storia religiosa del territorio lucchese.
La Baldoria: fuoco, luce e tradizione
Tra le tradizioni più caratteristiche di Cerreto
spicca la Baldoria, festa
popolare le cui origini vengono fatte risalire a tempi molto antichi.
La celebrazione è tradizionalmente legata al periodo
successivo alla Pasqua. Davanti alla chiesa viene preparata una grande
catasta di legna, sterpaglie e arbusti alla quale viene dato fuoco.
Le fiamme illuminano il borgo mentre suonano le
campane e numerosi piccoli lumi contribuiscono a creare uno scenario
particolarmente suggestivo, visibile anche dal fondovalle.
La Baldoria rappresenta uno degli esempi più
significativi di come a Cerreto siano sopravvissute tradizioni
comunitarie nelle quali si intrecciano religiosità, cultura contadina e
memoria popolare.
Pieve di Cerreto: un piccolo borgo
medievale
Intorno all'antica pieve si sviluppò nel tempo un
piccolo gruppo di abitazioni.
Ancora oggi Pieve di
Cerreto, conserva un carattere profondamente diverso
dall'abitato sottostante: poche case raccolte intorno all'edificio
religioso, immerse nel paesaggio collinare.
La sua posizione appartata ha contribuito a
preservarne il fascino e permette di comprendere come dovevano
presentarsi molti piccoli insediamenti medievali della Valle del Serchio.
L'antico sentiero, il passaggio sotto l'arco del
campanile, la chiesa romanica e le abitazioni circostanti formano un
insieme di notevole valore storico e paesaggistico.
Lo spostamento della vita verso il
fondovalle
La storia di Cerreto permette di osservare un fenomeno
che ha interessato numerosi paesi della Valle del Serchio.
In origine il principale centro religioso era
collocato in posizione elevata. Con il trascorrere dei secoli, però, la
popolazione e le attività si spostarono progressivamente verso zone più
facilmente accessibili.
L'antica Pieve perse così parte delle proprie
funzioni, mentre Cerreto e il vicino Borgo a Mozzano acquistarono sempre
maggiore importanza. Alla fine del Cinquecento la chiesa di Cerreto
aveva ormai sostituito l'antica pieve come principale centro religioso
della comunità.
Questa evoluzione è ancora oggi leggibile nel
paesaggio: salendo dal fondovalle verso Cerreto e poi verso la Pieve si
attraversano fisicamente le diverse fasi della storia dell'insediamento.
Un patrimonio da riscoprire
Cerreto e Pieve di Cerreto costituiscono un piccolo ma
prezioso patrimonio storico della Valle del Serchio.
L'antica Pieve di San
Giovanni Battista, la chiesa di Cerreto, le strade in pietra,
le mulattiere, le abitazioni storiche, le opere d'arte e tradizioni come
la Baldoria, raccontano una
comunità che per secoli ha mantenuto un forte rapporto con il proprio
territorio.
Visitare Cerreto e salire fino alla Pieve significa
quindi compiere un breve viaggio nella storia: dal Medioevo delle
antiche pievi e dei Suffredinghi fino alla formazione dei borghi
moderni, passando attraverso secoli di vita religiosa e rurale.
Un luogo nel quale
storia, arte, fede, tradizioni e paesaggio, continuano ancora
oggi a raccontare l'identità di Borgo a Mozzano e della Valle del
Serchio. |