Chiusola - Sesta Godano

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Chiusola si trova a 465 metri di altitudine. Lstoria si lega al controllo del territorio, a lotte medievali e a un celebre episodio della Seconda Guerra Mondiale. Nel corso del Medioevo il borgo funzionava anche come stazione di controllo per i pedaggi e le merci in transito. Intorno alla chiesa parrocchiale si è sviluppato il nucleo del paese, caratterizzato da stretti vicoli, archi e scale. Nella struttura della chiesa si trovano reperti lapidei medievali e sculture di interesse storico-antropologico.....

Chiusola

Chiusola

Chiusola

Chiusola

Chiusola

Chiusola

Chiusola

Chiusola

Chiusola

Chiusola

Nell'alta Val di Vara

Tra i monti

Il paese

Il paese

Campanile

Chiesa di San Michele

Il sagrato

San Michele

Interno della Chiesa

Confessionale

Altare

Altare

Interno

Il Pulpito

L'Organo

Acquasantiera in pietra

Lampada di Aladino

Interno alla chiesa

Altare

Interno

Confessionale

Acquasantiera

Pulpito

Dipinto

Lampada

San Michele

Organo

Interno della Chiesa

Maestà

Interno della Chiesa

Candele

In paese

In paese

Chiusola

Sagoma di alpino

Vista sul ruscello sotto al paese

In paese

La via centrale del paese

Case

Case

Case

Passaggio

Case

In paese

La via centrale

In paese

Vista dal sagrato

Vista dal paese

In paese

Case

Case

Passaggio

Personaggi del presepe vivente 2018

Personaggi del presepe vivente 2018

Informazioni storiche, culturali della località.

Chiusola: storia e cultura di un antico borgo della Val di Vara

Chiusola è uno dei piccoli borghi storici dell'alta Val di Vara, nel territorio comunale di Sesta Godano. Il paese occupa una posizione particolarmente significativa dal punto di vista storico: sorge infatti lungo una delle antiche direttrici che collegavano la valle del Vara con il territorio di Zeri e con i percorsi diretti verso la Lunigiana e l'area padana. La conformazione stessa del paese conserva il carattere di un insediamento nato attorno a una struttura fortificata. Le case si dispongono in modo compatto, con stretti vicoli, archi, passaggi e scale, formando un tessuto quasi ad anello che si adatta allo sperone roccioso sul quale è costruito il borgo. Il Piano Urbanistico Comunale descrive Chiusola come un antico insediamento montano sviluppatosi attorno a un fortilizio destinato al controllo della comunicazione tra Vara e Magra, con una particolare concentrazione degli edifici nella parte inferiore dell'abitato.

Il castello e il controllo delle vie di comunicazione

La presenza di un castello a Chiusola è documentata almeno dal Medioevo. Il Comune ricorda infatti tracce della fortificazione in alcuni inventari del 1268 e del 1385, mentre altre fonti collegano il fortilizio al sistema di controllo delle vie che attraversavano la valle del Gottero e mettevano in comunicazione il territorio di Zeri con la Val di Vara e la Lunigiana. La posizione del paese spiega l'importanza della fortificazione. Chiusola si trovava infatti in prossimità di una direttrice montana che permetteva di superare il crinale e raggiungere territori diversi. Il castello non deve quindi essere considerato isolatamente, ma come parte di un più ampio sistema di controllo territoriale che comprendeva anche altri insediamenti fortificati dell'alta valle. Le fonti storiche ricordano il ruolo dei Malaspina nel controllo delle principali vie tra Pontremoli e la Riviera e indicano Godano e Chiusola come due importanti punti strategici della rete appenninica. Nel corso del Medioevo il controllo di questi territori passò attraverso diversi signori e istituzioni, in una situazione politica caratterizzata dalla sovrapposizione di poteri feudali, ecclesiastici e comunali. Del castello non rimane oggi una struttura monumentale chiaramente leggibile come avviene in altri borghi della Lunigiana. È soprattutto l'impianto dell'abitato a conservare la memoria della sua funzione originaria.

Il borgo costruito attorno alla fortificazione

La forma urbana di Chiusola è uno degli elementi più interessanti della sua storia. Le abitazioni si concentrano lungo percorsi stretti e articolati, mentre archi e passaggi coperti permettono di attraversare il paese seguendo un sistema viario adattato alla pendenza e alla conformazione dello sperone roccioso. La parte inferiore dell'abitato presenta una disposizione particolarmente compatta e labirintica, quasi difensiva. Questo carattere non è casuale: nei piccoli borghi medievali dell'Appennino la vicinanza tra le abitazioni riduceva lo spazio da controllare e consentiva di proteggere più facilmente gli abitanti in caso di pericolo. Anche la scelta dei materiali racconta la cultura costruttiva locale. La pietra era il principale elemento dell'edilizia, utilizzata per muri, archi, scale e passaggi. Nel corso del Novecento molti edifici sono stati modificati e alcuni prospetti hanno perso l'aspetto originario in pietra a vista, ma la struttura complessiva del borgo conserva ancora la fisionomia di un insediamento antico.

La chiesa di San Michele Arcangelo

Al centro della vita storica di Chiusola si trova la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo. La presenza di una chiesa nel paese è legata all'antica organizzazione ecclesiastica della zona e la tradizione documentaria la collega alla Pieve di Robbiano già nel XIII secolo. L'edificio attuale è però il risultato di una ricostruzione successiva. La chiesa primitiva era precedente al XV secolo, mentre quella oggi visibile venne edificata nel Settecento. La parrocchiale e la sua torre campanaria sono inoltre sottoposte a tutela come beni di interesse storico e architettonico. Particolarmente interessanti sono alcuni elementi lapidei inseriti nelle murature della chiesa. Il Comune segnala due sculture di notevole interesse storico-antropologico e un portale definito di impronta longobarda. La loro presenza testimonia il fenomeno del reimpiego di materiali più antichi all'interno di edifici costruiti o ricostruiti in epoche successive. Proprio questi elementi hanno contribuito a mantenere viva l'attenzione sulla storia più antica di Chiusola. È tuttavia opportuno distinguere ciò che è materialmente conservato da ciò che viene interpretato: la presenza delle sculture e del portale è documentata, mentre l'attribuzione cronologica e culturale deve essere considerata con prudenza.

Una stazione di confine e di controllo

Con il passare dei secoli la funzione strategica di Chiusola non scomparve, ma cambiò forma. Quando le antiche strutture feudali persero progressivamente la loro importanza, il controllo delle vie di comunicazione continuò ad avere un peso economico e amministrativo. Il paese divenne infatti una stazione doganale destinata al controllo delle merci che attraversavano il territorio. Questa funzione rappresenta un passaggio significativo nella storia locale: dalla difesa militare del territorio si passò al controllo degli scambi e dei movimenti. Le strade che avevano reso importante il castello continuavano quindi a determinare la vita economica del paese. La storia amministrativa di Chiusola si inserì inoltre in quella più ampia di Godano. Nel 1525 Godano passò sotto il dominio della Repubblica di Genova e divenne sede di una podesteria comprendente anche Chiusola, insieme ad Antessio, Bergassana, Pignona, Scogna e Sesta. Questa organizzazione rimase alla base dell'amministrazione locale fino alle grandi trasformazioni di fine Settecento e dell'età napoleonica.

La cultura della comunità rurale

Nonostante la sua funzione strategica, Chiusola rimase per secoli soprattutto una comunità rurale. La vita quotidiana era legata alle risorse del territorio: piccoli appezzamenti coltivati, boschi, allevamento e raccolta dei prodotti spontanei costituivano un'economia basata sulla diversificazione. Come negli altri villaggi dell'alta Val di Vara, la casa, il terreno, il bosco e la strada formavano un unico sistema di vita. Anche la struttura dell'abitato riflette questa organizzazione sociale. Le case erano vicine tra loro e i percorsi comuni avevano una funzione che andava oltre il semplice collegamento: erano luoghi di incontro, di lavoro e di relazione tra le famiglie. La cultura del paese si è quindi formata attraverso una combinazione di elementi: la tradizione religiosa, il lavoro agricolo, la conoscenza dei boschi e dei sentieri e la necessità di mantenere rapporti costanti con gli altri centri della valle e con i territori oltre il crinale.

Chiusola e la memoria della Resistenza

Una pagina particolarmente importante della storia contemporanea di Chiusola riguarda la Resistenza. Il 5 aprile 1944 il paese fu coinvolto nella vicenda del tenente Piero Borrotzu, ufficiale sardo che aveva aderito alla Resistenza. La sua presenza a Chiusola si concluse con la scelta di consegnarsi alle forze tedesche per evitare che la popolazione del paese venisse coinvolta in una rappresaglia. La vicenda è oggi ricordata attraverso una lapide posta presso la chiesa e un monumento all'inizio del paese. L'Istituto spezzino per la storia della Resistenza documenta entrambi i luoghi della memoria e collega direttamente Chiusola alla vicenda di Borrotzu, morto il 5 aprile 1944. La memoria di Borrotzu è diventata parte integrante dell'identità contemporanea di Chiusola. La sua storia non appartiene soltanto alla cronaca della guerra, ma rappresenta una delle principali testimonianze attraverso cui il paese conserva il ricordo della popolazione civile e della Resistenza nell'alta Val di Vara.

Tradizioni e memoria locale

La cultura di Chiusola conserva anche alcune tradizioni legate alla religiosità popolare e al calendario comunitario. Tra queste viene ricordata l'antica usanza del Pane dei Morti, legata alla ricorrenza dei defunti nel mese di novembre. Secondo la tradizione, in occasione della ricorrenza i proprietari offrivano a chiunque ne facesse richiesta un pane e del castagnaccio. L'usanza riflette una concezione della comunità nella quale il rapporto tra famiglie, memoria degli antenati e solidarietà assumeva un valore concreto. Tradizioni di questo tipo sono particolarmente significative per comprendere la cultura dei piccoli borghi montani: accanto alle celebrazioni religiose ufficiali esisteva infatti un patrimonio di consuetudini tramandate oralmente, attraverso le quali la comunità riconosceva la propria appartenenza e manteneva il rapporto con le generazioni precedenti.

Chiusola oggi

Chiusola conserva dunque diversi livelli della propria storia. Il primo è quello medievale, rappresentato dalla posizione strategica e dalle tracce del castello; il secondo è quello religioso, visibile nella chiesa di San Michele e negli elementi lapidei conservati nelle sue murature; il terzo è quello economico e amministrativo, legato alla funzione di controllo delle merci e alle trasformazioni territoriali dell'età moderna. A questi si aggiunge la memoria del Novecento, rappresentata dalla vicenda di Piero Borrotzu e dai luoghi della memoria della Resistenza. Il valore storico di Chiusola sta proprio nella sovrapposizione di queste epoche. Il borgo non conserva soltanto alcune testimonianze isolate, ma un'intera struttura urbana nata dalla necessità di controllare una via di passaggio e successivamente trasformata in luogo di vita comunitaria. Tra vicoli, archi, scale e murature in pietra, Chiusola conserva così la memoria di una piccola comunità dell'alta Val di Vara che per secoli ha vissuto tra la montagna e le grandi vie di comunicazione appenniniche, mantenendo nella propria struttura urbana e nelle proprie tradizioni le tracce di una storia molto più ampia delle sue dimensioni.

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