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Chiusola: storia e
cultura di un antico borgo della Val di Vara
Chiusola è uno dei piccoli borghi storici dell'alta
Val di Vara, nel territorio comunale di Sesta Godano. Il paese occupa
una posizione particolarmente significativa dal punto di vista storico:
sorge infatti lungo una delle antiche direttrici che collegavano la
valle del Vara con il territorio di Zeri e con i percorsi diretti verso
la Lunigiana e l'area padana.
La conformazione stessa del paese conserva il
carattere di un insediamento nato attorno a una struttura fortificata.
Le case si dispongono in modo compatto, con stretti vicoli, archi,
passaggi e scale, formando un tessuto quasi ad anello che si adatta allo
sperone roccioso sul quale è costruito il borgo. Il Piano Urbanistico
Comunale descrive Chiusola come un antico insediamento montano
sviluppatosi attorno a un fortilizio destinato al controllo della
comunicazione tra Vara e Magra, con una particolare concentrazione degli
edifici nella parte inferiore dell'abitato.
Il castello e il controllo delle vie
di comunicazioneLa presenza di un castello a Chiusola è documentata
almeno dal Medioevo. Il Comune ricorda infatti tracce della
fortificazione in alcuni inventari del 1268 e del 1385, mentre altre
fonti collegano il fortilizio al sistema di controllo delle vie che
attraversavano la valle del Gottero e mettevano in comunicazione il
territorio di Zeri con la Val di Vara e la Lunigiana.
La posizione del paese spiega l'importanza della
fortificazione. Chiusola si trovava infatti in prossimità di una
direttrice montana che permetteva di superare il crinale e raggiungere
territori diversi. Il castello non deve quindi essere considerato
isolatamente, ma come parte di un più ampio sistema di controllo
territoriale che comprendeva anche altri insediamenti fortificati
dell'alta valle.
Le fonti storiche ricordano il ruolo dei Malaspina nel
controllo delle principali vie tra Pontremoli e la Riviera e indicano
Godano e Chiusola come due importanti punti strategici della rete
appenninica. Nel corso del Medioevo il controllo di questi territori
passò attraverso diversi signori e istituzioni, in una situazione
politica caratterizzata dalla sovrapposizione di poteri feudali,
ecclesiastici e comunali.
Del castello non rimane oggi una struttura monumentale
chiaramente leggibile come avviene in altri borghi della Lunigiana. È
soprattutto l'impianto dell'abitato a conservare la memoria della sua
funzione originaria.
Il borgo costruito attorno alla
fortificazioneLa forma urbana di Chiusola è uno degli elementi più
interessanti della sua storia. Le abitazioni si concentrano lungo
percorsi stretti e articolati, mentre archi e passaggi coperti
permettono di attraversare il paese seguendo un sistema viario adattato
alla pendenza e alla conformazione dello sperone roccioso.
La parte inferiore dell'abitato presenta una
disposizione particolarmente compatta e labirintica, quasi difensiva.
Questo carattere non è casuale: nei piccoli borghi medievali
dell'Appennino la vicinanza tra le abitazioni riduceva lo spazio da
controllare e consentiva di proteggere più facilmente gli abitanti in
caso di pericolo.
Anche la scelta dei materiali racconta la cultura
costruttiva locale. La pietra era il principale elemento dell'edilizia,
utilizzata per muri, archi, scale e passaggi. Nel corso del Novecento
molti edifici sono stati modificati e alcuni prospetti hanno perso
l'aspetto originario in pietra a vista, ma la struttura complessiva del
borgo conserva ancora la fisionomia di un insediamento antico.
La chiesa di San Michele ArcangeloAl centro della vita storica di Chiusola si trova la
chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo. La presenza di una chiesa
nel paese è legata all'antica organizzazione ecclesiastica della zona e
la tradizione documentaria la collega alla Pieve di Robbiano già nel
XIII secolo.
L'edificio attuale è però il risultato di una
ricostruzione successiva. La chiesa primitiva era precedente al XV
secolo, mentre quella oggi visibile venne edificata nel Settecento. La
parrocchiale e la sua torre campanaria sono inoltre sottoposte a tutela
come beni di interesse storico e architettonico.
Particolarmente interessanti sono alcuni elementi
lapidei inseriti nelle murature della chiesa. Il Comune segnala due
sculture di notevole interesse storico-antropologico e un portale
definito di impronta longobarda. La loro presenza testimonia il fenomeno
del reimpiego di materiali più antichi all'interno di edifici costruiti
o ricostruiti in epoche successive.
Proprio questi elementi hanno contribuito a mantenere
viva l'attenzione sulla storia più antica di Chiusola. È tuttavia
opportuno distinguere ciò che è materialmente conservato da ciò che
viene interpretato: la presenza delle sculture e del portale è
documentata, mentre l'attribuzione cronologica e culturale deve essere
considerata con prudenza.
Una stazione di confine e di
controlloCon il passare dei secoli la funzione strategica di
Chiusola non scomparve, ma cambiò forma.
Quando le antiche strutture feudali persero
progressivamente la loro importanza, il controllo delle vie di
comunicazione continuò ad avere un peso economico e amministrativo. Il
paese divenne infatti una stazione doganale destinata al controllo delle
merci che attraversavano il territorio.
Questa funzione rappresenta un passaggio significativo
nella storia locale: dalla difesa militare del territorio si passò al
controllo degli scambi e dei movimenti. Le strade che avevano reso
importante il castello continuavano quindi a determinare la vita
economica del paese.
La storia amministrativa di Chiusola si inserì inoltre
in quella più ampia di Godano. Nel 1525 Godano passò sotto il dominio
della Repubblica di Genova e divenne sede di una podesteria comprendente
anche Chiusola, insieme ad Antessio, Bergassana, Pignona, Scogna e
Sesta. Questa organizzazione rimase alla base dell'amministrazione
locale fino alle grandi trasformazioni di fine Settecento e dell'età
napoleonica.
La cultura della comunità ruraleNonostante la sua funzione strategica, Chiusola rimase
per secoli soprattutto una comunità rurale.
La vita quotidiana era legata alle risorse del
territorio: piccoli appezzamenti coltivati, boschi, allevamento e
raccolta dei prodotti spontanei costituivano un'economia basata sulla
diversificazione. Come negli altri villaggi dell'alta Val di Vara, la
casa, il terreno, il bosco e la strada formavano un unico sistema di
vita.
Anche la struttura dell'abitato riflette questa
organizzazione sociale. Le case erano vicine tra loro e i percorsi
comuni avevano una funzione che andava oltre il semplice collegamento:
erano luoghi di incontro, di lavoro e di relazione tra le famiglie.
La cultura del paese si è quindi formata attraverso
una combinazione di elementi: la tradizione religiosa, il lavoro
agricolo, la conoscenza dei boschi e dei sentieri e la necessità di
mantenere rapporti costanti con gli altri centri della valle e con i
territori oltre il crinale.
Chiusola e la memoria della
ResistenzaUna pagina particolarmente importante della storia
contemporanea di Chiusola riguarda la Resistenza.
Il 5 aprile 1944 il paese fu coinvolto nella vicenda
del tenente Piero Borrotzu,
ufficiale sardo che aveva aderito alla Resistenza. La sua presenza a
Chiusola si concluse con la scelta di consegnarsi alle forze tedesche
per evitare che la popolazione del paese venisse coinvolta in una
rappresaglia.
La vicenda è oggi ricordata attraverso una lapide
posta presso la chiesa e un monumento all'inizio del paese. L'Istituto
spezzino per la storia della Resistenza documenta entrambi i luoghi
della memoria e collega direttamente Chiusola alla vicenda di Borrotzu,
morto il 5 aprile 1944.
La memoria di Borrotzu è diventata parte integrante
dell'identità contemporanea di Chiusola. La sua storia non appartiene
soltanto alla cronaca della guerra, ma rappresenta una delle principali
testimonianze attraverso cui il paese conserva il ricordo della
popolazione civile e della Resistenza nell'alta Val di Vara.
Tradizioni e memoria localeLa cultura di Chiusola conserva anche alcune
tradizioni legate alla religiosità popolare e al calendario comunitario.
Tra queste viene ricordata l'antica usanza del
Pane dei Morti, legata alla
ricorrenza dei defunti nel mese di novembre.
Secondo la tradizione, in occasione della ricorrenza i
proprietari offrivano a chiunque ne facesse richiesta un pane e del
castagnaccio. L'usanza riflette una concezione della comunità nella
quale il rapporto tra famiglie, memoria degli antenati e solidarietà
assumeva un valore concreto.
Tradizioni di questo tipo sono particolarmente
significative per comprendere la cultura dei piccoli borghi montani:
accanto alle celebrazioni religiose ufficiali esisteva infatti un
patrimonio di consuetudini tramandate oralmente, attraverso le quali la
comunità riconosceva la propria appartenenza e manteneva il rapporto con
le generazioni precedenti.
Chiusola oggiChiusola conserva dunque diversi livelli della propria
storia. Il primo è quello medievale, rappresentato dalla posizione
strategica e dalle tracce del castello; il secondo è quello religioso,
visibile nella chiesa di San Michele e negli elementi lapidei conservati
nelle sue murature; il terzo è quello economico e amministrativo, legato
alla funzione di controllo delle merci e alle trasformazioni
territoriali dell'età moderna.
A questi si aggiunge la memoria del Novecento,
rappresentata dalla vicenda di Piero Borrotzu e dai luoghi della memoria
della Resistenza.
Il valore storico di Chiusola sta proprio nella
sovrapposizione di queste epoche. Il borgo non conserva soltanto alcune
testimonianze isolate, ma un'intera struttura urbana nata dalla
necessità di controllare una via di passaggio e successivamente
trasformata in luogo di vita comunitaria.
Tra vicoli, archi, scale e murature in pietra,
Chiusola conserva così la memoria di una piccola comunità dell'alta Val
di Vara che per secoli ha vissuto tra la montagna e le grandi vie di
comunicazione appenniniche, mantenendo nella propria struttura urbana e
nelle proprie tradizioni le tracce di una storia molto più ampia delle
sue dimensioni.
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