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Codeglia: storia e cultura di un antico borgo di Riccò del GolfoTra le colline dell'entroterra spezzino, poco lontano dalla costa ma immersa in un paesaggio fatto di boschi, pendii e antichi percorsi, eglia è uno dei piccoli borghi che meglio raccontano la trasformazione delle comunità rurali liguri. Oggi appare come un nucleo raccolto di case in pietra, appartato rispetto alle principali vie di comunicazione. Per comprendere la sua storia bisogna però inserirla nel più ampio territorio di Carpena, al quale Codeglia è stata storicamente legata anche dal punto di vista religioso. La parrocchia di San Nicolò di Bari a Carpena comprende infatti ancora oggi Codeglia insieme a Castè, testimonianza di un rapporto territoriale che affonda le proprie radici nella storia dell'antica comunità carpenese. La vicenda più recente di Codeglia è altrettanto interessante: dopo un lungo periodo di spopolamento, il borgo è stato oggetto di un importante progetto di recupero che ha trasformato le antiche abitazioni in una struttura ricettiva concepita come albergo diffuso. È una storia che permette di osservare Codeglia in due momenti molto diversi: il paese agricolo del passato e il borgo recuperato, almeno nelle intenzioni, come luogo di ospitalità e valorizzazione del territorio.Codeglia e l'antico territorio di CarpenaLa storia di Codeglia è strettamente connessa a quella di Carpena, che durante il Medioevo fu uno dei principali centri politici e fortificati dell'entroterra spezzino. Il castello di Carpena è documentato almeno dal 1165, quando negli Annali del Caffaro compare insieme al suo signore Enrichetto de Carpena. Nel secolo successivo il centro fortificato entrò stabilmente nell'orbita genovese e divenne sede di una podesteria dalla giurisdizione molto ampia, estesa sulla media e bassa Val di Vara, sul Golfo della Spezia e su parte delle Cinque Terre. Codeglia faceva parte di questo sistema territoriale. Il suo nome compare infatti tra le località rimaste sotto la giurisdizione della podesteria di Carpena anche dopo la creazione della nuova podesteria della Spezia nel 1343. Una ricostruzione storica del territorio ricorda infatti Codeglia tra i centri che continuarono a dipendere da Carpena insieme, tra gli altri, a Quaratica, Debbio, Biassa, Campiglia, Riomaggiore, Manarola e Polverara. Questo dato permette di comprendere quanto fosse diversa l'organizzazione territoriale del passato. Il piccolo borgo che oggi appare appartato si trovava infatti all'interno di una rete politica molto più vasta, collegata al castello di Carpena e alle principali vie che attraversavano le colline tra la costa e l'entroterra.Il castello di Carpena e la fine dell'antico sistemaLa storia di Codeglia seguì inevitabilmente le vicende di Carpena. Il castello rappresentava il centro politico e militare del territorio, fino alla ribellione degli uomini di Carpena contro Genova e al successivo appoggio alla parte fiorentina. Nel 1412 la Repubblica di Genova distrusse il castello dopo la ribellione. Gli scavi archeologici hanno permesso di riconoscere sulla sommità dell'altura i resti di una torre quadrangolare e di altre strutture appartenenti al complesso fortificato. La distruzione della fortezza rappresentò una svolta nella storia dell'intero comprensorio. Il territorio perse infatti il grande centro politico e militare che per secoli aveva rappresentato il suo principale punto di riferimento. Le comunità minori, compresa Codeglia, entrarono progressivamente in una fase nella quale assunsero maggiore importanza le attività agricole e la vita locale. È in questo lungo processo che bisogna collocare la formazione e la permanenza del borgo rurale che conosciamo oggi.Un paese di case e campagneCodeglia appartiene a quel paesaggio rurale che caratterizza molte delle colline di Riccò del Golfo. Le fonti dedicate al territorio ricordano la presenza, nei borghi del comprensorio, di vicoli voltati, case-torre e portali in arenaria, spesso lavorati dagli scalpellini di Valdipino e Casella. Anche Codeglia deve essere letta attraverso questa cultura architettonica. Le abitazioni tradizionali non erano semplicemente luoghi in cui vivere: erano parte di un sistema economico nel quale la casa, gli spazi di lavoro, i terreni e i percorsi formavano un unico insieme. La pietra costituiva il materiale fondamentale. Le case venivano costruite con materiali reperiti localmente e organizzate secondo le esigenze della vita familiare e agricola. I vicoli stretti permettevano di muoversi tra le abitazioni mentre gli spazi comuni facilitavano i rapporti tra le famiglie. È una forma di insediamento tipica dei piccoli borghi liguri dell'entroterra, nei quali lo spazio disponibile sulla collina era limitato e la vita comunitaria richiedeva una forte concentrazione delle abitazioni.Il legame con la parrocchia di CarpenaUno degli elementi che permette di ricostruire la storia comunitaria di Codeglia è il suo rapporto con la parrocchia di San Nicolò di Bari a Carpena. La chiesa di Carpena, nella sua forma attuale, risale al Settecento, quando venne ricostruita intorno al 1760 sopra un edificio precedente. Dalla parrocchia dipendono storicamente proprio i borghi di Codeglia e Castè. (it.wikipedia.org) Questo rapporto religioso era particolarmente importante in un'epoca nella quale la parrocchia costituiva uno dei principali punti di riferimento della vita sociale. Per le comunità rurali non significava soltanto avere un luogo nel quale celebrare la messa. La parrocchia organizzava il calendario delle feste, accompagnava i momenti fondamentali della vita degli abitanti e costituiva un riferimento per battesimi, matrimoni, funerali e ricorrenze religiose. Il legame con Carpena contribuiva quindi a mantenere Codeglia inserita in una comunità più ampia, nonostante la distanza e la sua dimensione ridotta.La vita ruralePer secoli la vita di Codeglia fu legata alle risorse della collina. Le famiglie disponevano di piccoli terreni coltivati e di boschi dai quali ricavavano parte delle risorse necessarie alla vita quotidiana. L'agricoltura di queste zone era caratterizzata dalla frammentazione dei terreni e dalla necessità di sfruttare ogni porzione di suolo disponibile. Accanto alla coltivazione della terra esistevano attività complementari: allevamento, raccolta della legna, produzione di vino e olio nelle zone più adatte, raccolta delle castagne e piccoli lavori artigianali. Il paese viveva quindi all'interno di un'economia strettamente legata al territorio. Non esisteva una netta separazione tra il borgo e la campagna: la campagna era parte integrante del paese. I sentieri che uscivano dalle case conducevano ai terreni, ai boschi e agli altri nuclei abitati. Gli abitanti si spostavano a piedi lungo una rete di percorsi che ancora oggi permette di comprendere la struttura storica dell'entroterra.Il Novecento e lo spopolamentoCome molti piccoli borghi liguri, Codeglia conobbe nel corso del Novecento una progressiva perdita di popolazione. L'abbandono delle campagne, la trasformazione dell'economia e la ricerca di lavoro nei centri maggiori portarono molte famiglie a lasciare i piccoli paesi collinari per trasferirsi verso La Spezia, la costa e gli altri centri della provincia. Codeglia arrivò così a essere quasi disabitata. La sua struttura edilizia, però, rimase in larga parte riconoscibile. Le vecchie case, i passaggi e l'organizzazione del borgo conservarono la forma di un paese che aveva ormai perso gran parte della propria funzione originaria. Questa condizione, da un lato, rappresentava un rischio per la conservazione del patrimonio; dall'altro, rese possibile un progetto di recupero complessivo che sarebbe arrivato nei decenni successivi.Il progetto dell'albergo diffusoLa vicenda più particolare della storia recente di Codeglia è certamente quella legata al progetto di albergo diffuso. L'idea nacque dalla volontà di recuperare l'intero borgo trasformando le vecchie abitazioni in una struttura ricettiva distribuita all'interno del paese, invece di costruire un albergo tradizionale in un unico edificio. Il progetto venne approvato dal Comune nel 2005 e prevedeva il recupero e la riconversione del borgo a fini turistico-ricettivi. La documentazione amministrativa parla espressamente di un progetto di “Albergo diffuso attraverso il recupero e la riconversione in area turistico/ricettiva del Borgo di Codeglia”. Il principio era particolarmente interessante. Invece di separare il turista dal paese, si cercava di fare del paese stesso l'albergo. Le vecchie abitazioni diventavano camere o spazi ricettivi, mentre gli spazi comuni del borgo potevano assumere funzioni di accoglienza e socialità. Era un modello pensato per recuperare contemporaneamente gli edifici e il paesaggio urbano tradizionale.Un esperimento innovativoIl progetto di Codeglia ebbe una certa rilevanza anche perché rappresentava uno dei primi esempi liguri di applicazione del concetto di albergo diffuso a un intero piccolo borgo. La struttura venne aperta nel 2017, dopo un lungo percorso di recupero, ma l'attività ebbe una durata limitata. Le fonti locali riportano che rimase operativa per circa tre anni, mentre le successive vicende amministrative e giudiziarie portarono alla cessazione dell'attività. La vicenda non deve però cancellare l'importanza del progetto dal punto di vista storico e architettonico. Il recupero di Codeglia rappresentò infatti un tentativo concreto di affrontare uno dei problemi più difficili dei piccoli borghi italiani: come conservare un paese quando la comunità che lo ha costruito non è più numerosa abbastanza per mantenerlo vivo?Un borgo trasformato in patrimonioCodeglia mostra in maniera molto evidente come sia cambiato il concetto stesso di patrimonio. In passato le case del borgo erano soprattutto abitazioni, luoghi di lavoro e spazi della vita quotidiana. Con lo spopolamento hanno rischiato di diventare semplicemente edifici vuoti. Con il progetto di recupero sono invece state considerate come un patrimonio complessivo: non soltanto singole case, ma un intero organismo urbano. Questo è un passaggio importante. Un borgo rurale non è infatti costituito soltanto dai suoi edifici più belli. È fatto dall'insieme delle strade, delle case, degli spazi comuni, delle relazioni tra gli edifici e del paesaggio che li circonda. Nel caso di Codeglia, l'idea dell'albergo diffuso cercava proprio di conservare questa unità.Il paesaggio intorno a CodegliaUno degli elementi più preziosi di Codeglia è il rapporto con il paesaggio. Il borgo si trova in una zona collinare caratterizzata da boschi e versanti che collegano il territorio di Riccò del Golfo con le alture sopra la Spezia e verso il comprensorio delle Cinque Terre. Da qui si comprende bene la particolare geografia dell'entroterra spezzino. La costa famosa in tutto il mondo è relativamente vicina, ma basta allontanarsi di pochi chilometri per entrare in un ambiente completamente diverso: meno densamente abitato, più silenzioso e dominato dal bosco. Per secoli questi territori sono stati collegati attraverso una fitta rete di sentieri. Gli stessi percorsi che oggi possono essere utilizzati dagli escursionisti erano un tempo le vere strade delle comunità rurali.Codeglia e i borghi viciniLa posizione di Codeglia permette inoltre di inserirla in una rete di piccoli centri che costituisce una delle caratteristiche più interessanti di Riccò del Golfo. Carpena, con la memoria del suo castello medievale, rappresenta il principale riferimento storico. Castè conserva invece la memoria di un piccolo borgo rurale che ha attraversato anch'esso il fenomeno dello spopolamento e del recupero. Casella e Valdipino raccontano la tradizione degli scalpellini e dell'arenaria. Quaratica, Debbio, Porcale e gli altri nuclei completano un paesaggio nel quale la storia non è concentrata in un solo centro, ma distribuita in numerosi piccoli insediamenti. Codeglia appartiene pienamente a questa geografia. La sua storia acquista significato proprio quando viene letta insieme a quella degli altri borghi.Una memoria fatta di pietraCome negli altri centri dell'entroterra di Riccò del Golfo, anche a Codeglia l'architettura tradizionale rappresenta una delle principali fonti per comprendere la vita del passato. Le case di pietra, i passaggi coperti, i muri e gli elementi architettonici sono la testimonianza di una cultura costruttiva basata sulle risorse locali. La tradizione degli scalpellini di Valdipino e Casella, ricordata nelle descrizioni del patrimonio rurale del territorio, mostra quanto fosse importante la lavorazione della pietra nell'economia locale. (valdivara.it) A Codeglia questa cultura del costruire assume un significato particolare perché è proprio l'insieme delle vecchie abitazioni a costituire oggi il principale patrimonio del borgo. La pietra è diventata memoria.Il futuro di un piccolo borgoLa storia recente di Codeglia dimostra quanto sia complesso mantenere vivo un piccolo centro storico. Il recupero degli edifici è certamente fondamentale, ma da solo non basta. Un paese è vivo quando esiste una comunità che lo abita, quando ci sono attività, relazioni, servizi e motivi per tornarci. L'esperienza dell'albergo diffuso ha mostrato proprio questa difficoltà: recuperare fisicamente un borgo e riuscire contemporaneamente a costruire un modello economico e sociale capace di mantenerlo attivo sono due problemi distinti. La vicenda di Codeglia resta quindi interessante anche oltre il singolo progetto turistico. È un caso che permette di riflettere sul destino di tanti piccoli borghi italiani, sospesi tra conservazione, abbandono, turismo e ricerca di una nuova identità.Codeglia, dal borgo rurale al borgo da recuperareLa storia di Codeglia può essere letta come un lungo percorso attraverso diverse epoche. Prima il piccolo insediamento inserito nel territorio politico di Carpena. Poi la comunità rurale, legata all'agricoltura e alla rete dei borghi collinari. Successivamente lo spopolamento del Novecento, che ha rischiato di cancellare la presenza stabile degli abitanti. Infine il tentativo contemporaneo di recuperare il borgo attraverso un progetto innovativo di ospitalità diffusa. Sono momenti molto diversi, ma tutti fanno parte della stessa storia. Oggi Codeglia conserva ancora l'immagine di un piccolo paese raccolto nella collina, dove le case e i percorsi raccontano la vita di generazioni ormai lontane. Il suo valore non sta soltanto nella bellezza delle architetture, ma nella capacità di rappresentare una questione più ampia: quella della conservazione dei borghi rurali e della loro trasformazione nel mondo contemporaneo. Codeglia è, in questo senso, un luogo di memoria e insieme un laboratorio. Un borgo che ha conosciuto l'abbandono, ha sperimentato una nuova forma di vita attraverso il recupero turistico e continua a testimoniare la storia di quell'entroterra spezzino nel quale piccoli paesi, antichi percorsi e paesaggi rurali formano ancora oggi un patrimonio unitario. È proprio questa dimensione, discreta ma profonda, a rendere Codeglia una delle località più interessanti da raccontare nel territorio di Riccò del Golfo.Questo articolo è stato realizzato con il supporto di ChatGPT (OpenAI)
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