Collecchio
Un piccolo nucleo della Valle di
Soraggio
Collecchio è un piccolo nucleo abitato del comune di
Sillano Giuncugnano, nell’estremo nord della Garfagnana, in provincia di
Lucca.
Si trova nella Valle
di Soraggio, lungo la strada che da Villa Soraggio conduce a
Camporanda, in un territorio appenninico caratterizzato da boschi,
prati, corsi d’acqua e antichi pascoli.
Le fonti territoriali sono molto chiare sulla sua
posizione: percorrendo la strada comunale che parte da Villa Soraggio e
sale verso Camporanda, Collecchio si
incontra fra i due abitati.
È un nucleo molto piccolo e proprio per questo la sua
storia non è documentata con la stessa ricchezza di quella dei centri
maggiori della valle.
Collecchio, tuttavia, conserva un elemento di
grande interesse: appartiene ancora oggi alla
comunità dei beni collettivi della
Valle di Soraggio.
Per comprenderne la storia bisogna quindi guardare non
soltanto alle case, ma soprattutto alla montagna che le circonda.
Collecchio e Camporanda
Il rapporto più immediato è quello con Camporanda.
La Pro Loco di Sillano Giuncugnano descrive infatti
Camporanda ricordando espressamente che, lungo la strada proveniente da
Villa Soraggio, “tra Villa e Camporanda
sorge il nucleo abitato di Collecchio”.
Questa semplice indicazione geografica racconta già
molto.
Collecchio non è un centro isolato.
Appartiene alla rete di piccoli insediamenti che
occupano la Valle di Soraggio e che per secoli hanno condiviso pascoli,
boschi, strade e attività economiche.
Villa Soraggio rappresentava uno dei principali centri
della valle.
Camporanda costituiva una delle frazioni dell’antico
Comune di Soraggio.
Collecchio occupava una posizione intermedia lungo il
collegamento tra i due.
Frazione o nucleo abitato?
Per Collecchio è importante fare una precisazione.
Una vecchia descrizione del territorio comunale di
Sillano lo comprendeva fra i centri
abitati insieme a Sillano, Dalli, Capanne, Ospedaletto, Rocca
Soraggio, Villa Soraggio, Camporanda, Metello e Brica.
La pagina istituzionale attuale del Comune di Sillano
Giuncugnano, invece, non lo elenca fra le frazioni ufficiali: indica
Villa Soraggio, Rocca Soraggio, Brica, Metello e Camporanda, ma non
Collecchio.
Per questo è più corretto definire Collecchio
nucleo abitato o località della Valle
di Soraggio, nel comune di Sillano Giuncugnano, evitando di
presentarlo come frazione autonoma nell’attuale classificazione
comunale.
L’antico Comune di Soraggio
Anche dal punto di vista storico emerge una
distinzione interessante.
La ricostruzione dedicata agli usi civici afferma che
l’antico Comune di Soraggio
era composto da sei frazioni:
Rocca, Villa, Camporanda, Metello, Brica e Vicaglia.
Collecchio non compare in questo elenco storico.
Non sarebbe quindi corretto affermare che fosse una
delle sei frazioni originarie dell’antico Comune.
Ciò non significa però che il nucleo fosse estraneo
alla comunità della valle.
Al contrario, nella documentazione contemporanea
relativa ai beni collettivi Collecchio compare espressamente insieme
agli altri paesi di Soraggio.
Collecchio nella comunità
contemporanea
Le fonti dell’ASBUC, l’Amministrazione Separata dei
Beni di Uso Civico della Valle di Soraggio, definiscono la comunità
contemporanea come formata da:
Rocca Soraggio, Villa
Soraggio, Collecchio, Camporanda, Metello, Brica e Vicaglia.
È un dato molto importante.
Collecchio, pur non figurando nell’elenco delle sei
frazioni dell’antico Comune riportato dalla ricostruzione storica, è
oggi pienamente inserito nella comunità che conserva e amministra
l’eredità dei beni collettivi della Valle di Soraggio.
La storia del piccolo nucleo è quindi legata
soprattutto alla terra.
La Valle di Soraggio
La Valle di Soraggio costituisce una delle due grandi
vallate che convergono verso Sillano.
L’altra è quella di Dalli.
Il territorio appartiene all’Appennino tosco-emiliano
ed è caratterizzato da un ambiente prevalentemente montano, con grandi
superfici forestali e pascoli.
Più in alto si raggiungono il crinale appenninico e il
confine con l’Emilia-Romagna.
Il territorio di Sillano Giuncugnano comprende inoltre
le sorgenti del sistema del Serchio e una parte ricade nel Parco
Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Collecchio è quindi un piccolo insediamento
all’interno di un territorio naturalisticamente molto più grande.
Un paese più piccolo del suo
territorio
Questa è probabilmente la caratteristica più
importante per comprendere Collecchio.
Le case sono poche.
Il territorio utilizzato storicamente dalla comunità
era invece enorme.
Nella montagna tradizionale il valore di un paese non
dipendeva dal numero degli edifici.
Dipendeva dalle risorse disponibili.
Boschi.
Pascoli.
Acqua.
Castagneti.
Prati.
Sentieri.
Un piccolo gruppo di famiglie poteva quindi
partecipare alla gestione di superfici vastissime.
Gli usi civici
La storia della Valle di Soraggio è profondamente
legata agli usi civici.
Si tratta di antichi diritti collettivi esercitati
dagli abitanti su determinate terre.
Le fonti storiche relative alle comunità di Sillano,
Dalli e Soraggio documentano soprattutto diritti di
pascolo, legnatico, semina e pescatico.
Il pascolo permetteva di utilizzare le terre per gli
animali.
Il legnatico garantiva l’accesso alla legna.
La semina permetteva l’utilizzo agricolo di
determinate superfici.
Il pescatico riguardava invece lo sfruttamento delle
risorse dei corsi d’acqua.
Non erano privilegi secondari.
Erano parte essenziale dell’economia familiare.
La proprietà collettiva
Oggi siamo abituati a immaginare il territorio come
suddiviso principalmente in proprietà private o pubbliche.
Nella montagna tradizionale esisteva però anche una
terza dimensione: quella della
proprietà collettiva.
Determinate terre appartenevano alla comunità o erano
gravate da diritti spettanti agli abitanti.
Non potevano essere utilizzate liberamente da
chiunque.
La possibilità di accedervi dipendeva
dall’appartenenza alla comunità.
Per piccoli nuclei come Collecchio questa struttura
era particolarmente importante.
Anche una famiglia con poca terra privata poteva
disporre di risorse essenziali attraverso i diritti collettivi.
Una comunit�� “piccola di anime,
grande di territorio”
Nel 2013 il notiziario dell’ASBUC definiva la Valle di
Soraggio una comunità piccola per
numero di persone ma grande per territorio.
È una definizione particolarmente adatta anche a
Collecchio.
Il piccolo nucleo possiede poche case.
Ma appartiene a una comunità storica il cui territorio
si estende attraverso boschi e montagne e supera persino il crinale
appenninico.
Per capire Collecchio bisogna quindi allargare lo
sguardo.
Il paese non finisce con l’ultima abitazione.
La pastorizia
L’attività economica più importante dell’antico Comune
di Soraggio era la pastorizia.
La ricostruzione sugli usi civici parla di un
territorio vasto e fertile e ricorda per l’antica comunità oltre
sedicimila capi grossi e minuti,
rapportandoli agli circa ottantamila dell’intera provincia di Lucca.
È un dato storico sorprendente.
La Valle di Soraggio oggi appare silenziosa e
scarsamente popolata.
In passato doveva invece essere attraversata
continuamente da animali, pastori e persone impegnate nelle attività
rurali.
La transumanza
Alla pastorizia era collegata la
transumanza invernale verso la Maremma,
indicata dalle fonti come una tradizione caratteristica della comunità
di Soraggio.
Durante l’estate gli animali utilizzavano i pascoli
montani.
Con l’arrivo del freddo una parte delle greggi veniva
condotta verso territori più miti.
In primavera iniziava il ritorno.
Per le famiglie questo significava vivere secondo un
calendario nel quale la montagna e la pianura erano collegate da lunghi
spostamenti stagionali.
Oltre l’Appennino
La comunità di Soraggio possedeva inoltre diritti
collettivi non soltanto sul versante toscano, ma anche
oltre il crinale appenninico,
grazie ad antiche concessioni.
È un elemento fondamentale per comprendere la
geografia storica della zona.
Il confine regionale moderno non coincideva con il
limite economico delle comunità.
Per un pastore il territorio utile era quello nel
quale poteva condurre gli animali.
I crinali dividevano gli Stati, ma potevano unire le
economie.
Toscana ed Emilia
Collecchio si trova in Toscana, ma a poca distanza dal
confine emiliano.
L’intero territorio di Sillano Giuncugnano occupa la
parte più settentrionale del versante appenninico della Garfagnana.
Il Passo di Pradarena ha rappresentato per secoli una
delle principali vie di comunicazione verso la Pianura Padana.
Attraverso questi valichi transitavano persone,
animali e merci.
La montagna non era quindi soltanto un ostacolo.
Era anche una strada.
Soraggio e gli Este
La storia politica della Valle di Soraggio si
inserisce nelle vicende della Garfagnana estense.
La ricostruzione istituzionale del Comune ricorda che
Sillano entrò nel dominio degli Este nel Quattrocento e rimase legato al
Ducato di Modena, salvo le trasformazioni dell’età napoleonica, fino
all’Unità d’Italia.
Anche Collecchio, come parte del territorio soraggino,
visse quindi per secoli in una regione geograficamente toscana ma
politicamente collegata a Modena.
Questa particolarità ha lasciato tracce importanti
negli archivi.
Soraggio nelle carte napoleoniche
L’Archivio della Garfagnana conserva, per esempio, un
“Sommario del carico prediale per i
contribuenti di Soraggio”, datato tra il 1805 e il 1806 e
appartenente alla documentazione della Prefettura di Castelnuovo.
Il documento riguarda Soraggio nel suo complesso e non
Collecchio separatamente.
È però una testimonianza preziosa dell’esistenza
amministrativa della comunità alla quale il piccolo nucleo apparteneva.
Le fonti fiscali di questo tipo possono essere
particolarmente utili per ricostruire proprietà, famiglie e attività
economiche.
Dall’antico Comune a Sillano
L’antico Comune di Soraggio venne inglobato in quello
di Sillano nella sistemazione amministrativa postunitaria.
L’unificazione amministrativa non cancellò però
immediatamente le antiche identità.
La Valle di Soraggio continuò a difendere la gestione
autonoma delle proprie risorse.
Nel 1871,
una deliberazione comunale stabilì che la fusione amministrativa non
doveva cancellare i diritti relativi ai pascoli delle singole frazioni.
L’anno seguente il regolamento di polizia rurale
ribadì il principio.
L’autonomia del 1875
Nel 1875 il
Consiglio comunale arrivò a deliberare che alla frazione di Soraggio
fosse consentito di amministrarsi
separatamente dalle altre frazioni del Comune per gli interessi
legati al proprio patrimonio.
È un passaggio molto importante.
Mostra quanto fosse forte l’identità della valle anche
dopo la perdita dell’autonomia comunale.
Gli abitanti non consideravano boschi e pascoli
semplicemente proprietà del nuovo Comune di Sillano.
Li consideravano patrimonio della propria comunità
storica.
La crisi del 1935
La storia dei beni collettivi conobbe un momento
particolarmente delicato nel 1935.
Secondo la ricostruzione dell’ASBUC, il podestà di
Sillano vendette alla Regia Azienda di Stato per le Foreste Demaniali
beni considerati comunali ma sui quali le comunità di Dalli e Soraggio
rivendicavano diritti collettivi.
La questione diede origine a una lunga controversia.
Per gli abitanti non si trattava semplicemente di una
disputa burocratica.
Era in gioco un patrimonio utilizzato da generazioni.
Le sentenze del 1958 e 1959
La controversia arrivò davanti al Commissario per gli
usi civici.
Una sentenza del 31
maggio 1958 riconobbe le ragioni delle comunità e dichiarò
nullo il trasferimento dei beni.
La decisione venne poi sostanzialmente confermata
dalla Corte d’Appello di Roma il 29
luglio 1959, che ribadì la natura particolare e inalienabile
dei diritti civici.
Questa vicenda è fondamentale anche per Collecchio.
Senza quella lunga difesa giuridica, una parte
importante del patrimonio collettivo della valle avrebbe potuto essere
perduta.
L’ASBUC
Da questa storia deriva l’attuale
Amministrazione Separata dei Beni di
Uso Civico della Valle di Soraggio.
L’ASBUC gestisce il patrimonio collettivo con finalità
economiche, ambientali e sociali.
Tra gli obiettivi dichiarati vi sono la valorizzazione
dei beni civici, la tutela ambientale e la possibilità per gli utenti di
continuare a beneficiare delle risorse secondo regole che ne
garantiscano la conservazione.
Collecchio è espressamente compreso nella comunità
contemporanea.
Collecchio nelle elezioni comunitarie
Un documento particolarmente chiaro riguarda le
elezioni dell’ASBUC del 25 ottobre 2015.
La fonte specifica che partecipavano i cittadini
maggiorenni residenti nella Valle di Soraggio, formata da:
Rocca Soraggio, Villa Soraggio,
Collecchio, Camporanda,
Metello, Brica e Vicaglia.
Lo stesso elenco compare nella documentazione relativa
alle elezioni precedenti del 2009.
Collecchio non è quindi soltanto un nome geografico.
È parte effettiva della comunità contemporanea della
valle.
Un cognome che ricorda il luogo
Tra i documenti dell’ASBUC compare anche il cognome
Collecchi, portato da persone
coinvolte nella vita amministrativa della valle.
Il dato è curioso, ma deve essere interpretato con
cautela.
La somiglianza fra il cognome Collecchi e il toponimo
Collecchio potrebbe suggerire un rapporto storico, ma senza una
specifica ricerca genealogica e toponomastica non è possibile stabilire
con sicurezza quale dei due nomi abbia preceduto l’altro.
È però un interessante indizio della profondità dei
legami tra famiglie e territorio.
Collecchio nelle carte
dell’Inquisizione
Un episodio ancora più curioso emerge dalla storia
religiosa della Valle di Soraggio.
All’inizio del Seicento alcune persone della valle
furono coinvolte in denunce per presunte pratiche di stregoneria.
Nel 1608 le
carte ricordano anche una donna indicata come
Giovanna di Matteo Collecchij di
Camporanda.
Il procedimento non portò a una condanna: gli indizi
furono giudicati insufficienti.
Il riferimento è interessante perché mostra
l’esistenza del nome Collecchi nella comunità già agli inizi del XVII
secolo.
Non permette però, da solo, di dimostrare con certezza
la presenza dell’attuale nucleo abitato nelle stesse forme.
La vita rurale
La vita quotidiana di Collecchio era inevitabilmente
legata alle attività della Valle di Soraggio.
Agricoltura e allevamento si integravano.
I prati fornivano il fieno.
Gli animali producevano latte, carne e concime.
Il bosco dava legna.
I castagneti garantivano un’importante risorsa
alimentare.
La famiglia rurale cercava di ottenere dal territorio
quasi tutto ciò di cui aveva bisogno.
Il castagno
In Garfagnana il castagno era una delle colture più
importanti.
La montagna offriva condizioni favorevoli e le
castagne potevano essere conservate dopo l’essiccazione.
Una volta macinate producevano una farina nutriente.
La farina di castagne veniva utilizzata per preparare
polenta, necci e altri alimenti.
Per le comunità di montagna rappresentava una vera
riserva per l’inverno.
Il fieno
Anche il fieno aveva un’importanza fondamentale.
Durante la bella stagione i prati venivano falciati.
L’erba veniva lasciata asciugare e successivamente
raccolta.
Il prodotto veniva conservato per alimentare gli
animali durante l’inverno.
Era un lavoro lungo e faticoso.
Ma senza fieno sarebbe stato impossibile mantenere il
bestiame quando neve e freddo impedivano il pascolo.
Il bosco come luogo di lavoro
Oggi il bosco viene associato soprattutto alla natura
e alle escursioni.
Per gli abitanti di Collecchio era invece anche un
luogo di lavoro.
La legna serviva per cucinare e riscaldare le case.
Il legname poteva essere impiegato nelle costruzioni.
Nel bosco si raccoglievano prodotti utili alla
famiglia.
I diritti di legnatico documentati nella Valle di
Soraggio dimostrano quanto questa risorsa fosse importante.
Il Serchio
La Valle di Soraggio appartiene inoltre al territorio
nel quale nasce il sistema del fiume
Serchio.
Il turismo ufficiale della Garfagnana sottolinea
proprio come le valli di Dalli e Soraggio costituiscano uno dei grandi
paesaggi d’acqua dell’area settentrionale del Comune.
Acqua e montagna hanno sempre avuto un rapporto
strettissimo.
I corsi d’acqua alimentavano l’economia rurale e, in
epoca contemporanea, sono stati sfruttati anche per la produzione
idroelettrica.
Il Lago di Vicaglia
Proseguendo nella Valle di Soraggio si incontra il
Lago di Vicaglia, un bacino
artificiale realizzato nel Novecento.
La documentazione turistica ricorda che il bacino si
trova lungo la strada che conduce verso l’area dell’Orecchiella.
Il lago non appartiene direttamente a Collecchio, ma è
uno dei principali elementi paesaggistici dell’itinerario attraverso la
valle.
La sua presenza racconta una nuova fase della storia
della montagna: quella dello sfruttamento idroelettrico delle acque.
Collecchio e la strada
Per un piccolo nucleo come Collecchio la strada ha
sempre avuto un’importanza fondamentale.
Oggi il paese si incontra lungo il collegamento tra
Villa Soraggio e Camporanda.
In passato gli spostamenti avvenivano soprattutto a
piedi e con animali da soma.
Le vie locali collegavano case, campi, boschi e
pascoli.
Non erano semplicemente percorsi per viaggiare.
Erano infrastrutture indispensabili al lavoro
quotidiano.
Villa Soraggio
La visita a Collecchio dovrebbe essere collegata
innanzitutto a Villa Soraggio.
Villa rappresenta uno dei principali nuclei storici
della valle e costituisce un importante riferimento religioso.
Da qui parte la strada che conduce a Collecchio e
prosegue verso Camporanda.
Visitare i tre nuclei consecutivamente permette di
comprendere molto meglio la geografia dell’antica comunità.
Camporanda
Procedendo oltre Collecchio si raggiunge
Camporanda.
Qui si trova l’Oratorio di San Rocco, affacciato sulla
piccola piazza del paese.
Nei dintorni sono inoltre segnalati particolari
affioramenti di rocce bianche, costituite prevalentemente da gesso e
attribuite dalle fonti locali al Triassico.
Collecchio può quindi essere considerato una tappa
naturale lungo un piccolo itinerario tra Villa Soraggio e Camporanda.
Rocca Soraggio
Poco distante si trova anche
Rocca Soraggio, uno dei luoghi
storicamente più importanti della valle.
Il piccolo borgo conserva la Chiesa del Volto Santo -
Chiesa della Natività, legata alla tradizione del Volto Santo di Rocca
Soraggio.
L’insieme dei diversi paesi permette di comprendere
quanto fosse articolata l’antica comunità soraggina.
Ogni nucleo aveva una propria identità, ma boschi,
pascoli, parrocchie e strade li collegavano continuamente.
Il terremoto del 1920
Il 7 settembre 1920
la Garfagnana e la Lunigiana furono colpite da un terremoto devastante.
La Valle di Soraggio rientrava nell’area interessata.
Per Collecchio, tuttavia, non ho trovato nelle fonti
consultate una documentazione sufficientemente precisa che permetta di
attribuire al sisma la distruzione o la ricostruzione di specifici
edifici.
È quindi meglio evitare affermazioni non dimostrate.
Il terremoto rimane comunque uno degli eventi che
segnarono profondamente la storia contemporanea dell’Alta Garfagnana.
Il Novecento e lo spopolamento
Nel corso del Novecento il sistema economico
tradizionale della montagna entrò progressivamente in crisi.
La pastorizia diminuì.
La transumanza perse importanza.
Molti terreni agricoli vennero abbandonati.
Le opportunità offerte dalle città e dalle aree
industriali spinsero molte famiglie a lasciare i piccoli nuclei.
Collecchio, per le sue dimensioni, risentì
inevitabilmente di questo processo.
Il ritorno del bosco
L’abbandono delle attività rurali trasformò il
paesaggio.
I campi non più coltivati vennero progressivamente
occupati dalla vegetazione.
I prati non più falciati diventarono prima arbusteti e
poi boschi.
Per questo il paesaggio estremamente verde che oggi
circonda Collecchio non deve essere interpretato come completamente
immutato.
Uno o due secoli fa il territorio vicino alle case
doveva presentare molte più superfici aperte.
Un nucleo senza grandi monumenti
Collecchio non è un paese da visitare alla ricerca di
grandi monumenti.
Ed è importante non inventarne.
Nelle fonti consultate non emerge una chiesa storica
autonoma, un castello o un edificio artistico di particolare rilievo
attribuibile con sicurezza al nucleo.
Il suo valore è differente.
Collecchio permette di osservare la struttura più
minuta del popolamento montano.
È il tipo di luogo che aiuta a comprendere come
vivevano le famiglie fuori dai principali centri della valle.
Il valore del paesaggio
Qui il monumento principale �� quindi il
paesaggio storico.
La strada.
Le case.
I boschi.
Gli antichi prati.
La relazione con Villa Soraggio e Camporanda.
Il territorio collettivo.
È una storia meno evidente rispetto a quella
raccontata da una fortezza o da una grande chiesa, ma non meno
importante.
Collecchio rappresenta la dimensione quotidiana della
montagna.
Cosa vedere a Collecchio
Il primo elemento da osservare è il
piccolo nucleo abitato,
attraversandolo senza aspettarsi un centro monumentale.
La posizione lungo la strada tra Villa Soraggio e
Camporanda permette di trasformare la visita in un breve itinerario
attraverso la Valle di Soraggio.
Da Collecchio si può raggiungere
Villa Soraggio, uno dei
principali nuclei storici della valle.
Proseguendo nella direzione opposta si arriva invece a
Camporanda, con il suo
Oratorio di San Rocco.
Allargando l’itinerario si possono visitare Rocca
Soraggio, Brica, Metello e il Lago di Vicaglia.
È proprio attraverso questa visita complessiva che
Collecchio acquista significato.
Curiosità su Collecchio
Collecchio si trova
tra Villa Soraggio e Camporanda
È la fonte territoriale della Pro Loco a indicarlo espressamente lungo
la strada comunale che collega i due paesi.
È meglio definirlo
nucleo abitato e non frazione autonoma
La pagina attuale del Comune non lo include nell’elenco ufficiale delle
frazioni, mentre fonti territoriali precedenti lo registrano tra i
centri abitati dell’ex Comune di Sillano.
Non compare tra le
sei frazioni dell’antico Comune di Soraggio
La ricostruzione storica elenca Rocca, Villa, Camporanda, Metello, Brica
e Vicaglia.
Compare invece nella
comunità contemporanea della Valle di Soraggio
Le fonti dell’ASBUC comprendono Collecchio insieme a Rocca Soraggio,
Villa Soraggio, Camporanda, Metello, Brica e Vicaglia.
Gli abitanti
partecipano alla comunità dei beni collettivi
È uno degli aspetti più importanti dell’identità contemporanea del
nucleo.
La Valle di Soraggio
possedeva enormi risorse pastorali
Le fonti storiche ricordano più di sedicimila capi grossi e minuti
nell’antica comunità.
I pastori praticavano
la transumanza
Durante l’inverno gli animali venivano condotti verso la Maremma.
I diritti collettivi
comprendevano anche il pescatico
Oltre a pascolo, legnatico e semina, le fonti documentano diritti legati
alle acque.
La comunità
utilizzava terre anche oltre l’Appennino
Soraggio possedeva antichi diritti sul versante emiliano.
Nel 1875 Soraggio
ottenne una forma di amministrazione separata
Una deliberazione comunale riconobbe alla comunità la possibilità di
amministrare separatamente i propri interessi patrimoniali.
Nel 1935 iniziò una
lunga controversia sui beni collettivi
La vendita di terre alla Regia Azienda di Stato per le Foreste Demaniali
fu successivamente contestata.
Le comunità ottennero
ragione nel dopoguerra
Le sentenze del 1958 e 1959 riconobbero la nullità del trasferimento
contestato.
Collecchio compare
espressamente nelle elezioni dell’ASBUC
La documentazione del 2009 e del 2015 lo include fra i nuclei della
Valle di Soraggio.
Il nome Collecchi
compare nelle fonti locali
Il cognome è documentato nella comunità, ma il rapporto etimologico con
Collecchio richiede ancora uno studio specifico.
Perché visitare Collecchio
Collecchio è minuscolo.
Ed è proprio questa la sua caratteristica più
interessante.
Non racconta la storia attraverso una fortezza.
Non possiede una grande piazza.
Non emerge, nelle fonti consultate, una chiesa
monumentale autonoma da utilizzare come simbolo del paese.
Racconta invece qualcosa di più difficile da vedere:
la struttura della comunità montana.
Collecchio si trova fra Villa Soraggio e Camporanda.
Poche case lungo una strada.
Intorno, un territorio enorme.
Per secoli la vera ricchezza era proprio là fuori.
Nei boschi.
Nei prati.
Nei pascoli.
Nell’acqua.
Gli abitanti della Valle di Soraggio condividevano
diritti sulla montagna.
Portavano gli animali al pascolo.
Raccoglievano legna.
Utilizzavano le terre.
Difendevano queste risorse perché senza di esse i
piccoli nuclei non avrebbero potuto sopravvivere.
L’antico Comune di Soraggio scomparve.
La valle venne incorporata in Sillano.
Poi arrivarono il Novecento, lo spopolamento e
l’abbandono di molte attività rurali.
Ma l’idea di comunità non scomparve completamente.
Ancora oggi Collecchio compare insieme a Rocca
Soraggio, Villa Soraggio, Camporanda, Metello, Brica e Vicaglia nella
comunità dei beni collettivi.
È forse questa la curiosità più bella del paese.
Collecchio è molto piccolo sulla carta geografica.
Ma appartiene a una storia territoriale molto più
grande delle sue case. |