Collecchio - Sillano Giuncugnano

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Collecchio

Cane che abbaia

La via principale

In paese

Case

Passaggio voltato

La fontana

Dalla fontana

Dalla fontana

In paese

 

Informazioni storiche, culturali della località.

Collecchio

Un piccolo nucleo della Valle di Soraggio

Collecchio è un piccolo nucleo abitato del comune di Sillano Giuncugnano, nell’estremo nord della Garfagnana, in provincia di Lucca. Si trova nella Valle di Soraggio, lungo la strada che da Villa Soraggio conduce a Camporanda, in un territorio appenninico caratterizzato da boschi, prati, corsi d’acqua e antichi pascoli. Le fonti territoriali sono molto chiare sulla sua posizione: percorrendo la strada comunale che parte da Villa Soraggio e sale verso Camporanda, Collecchio si incontra fra i due abitati. È un nucleo molto piccolo e proprio per questo la sua storia non è documentata con la stessa ricchezza di quella dei centri maggiori della valle.

Collecchio, tuttavia, conserva un elemento di grande interesse: appartiene ancora oggi alla comunità dei beni collettivi della Valle di Soraggio. Per comprenderne la storia bisogna quindi guardare non soltanto alle case, ma soprattutto alla montagna che le circonda.

Collecchio e Camporanda

Il rapporto più immediato è quello con Camporanda. La Pro Loco di Sillano Giuncugnano descrive infatti Camporanda ricordando espressamente che, lungo la strada proveniente da Villa Soraggio, “tra Villa e Camporanda sorge il nucleo abitato di Collecchio”. Questa semplice indicazione geografica racconta già molto. Collecchio non è un centro isolato. Appartiene alla rete di piccoli insediamenti che occupano la Valle di Soraggio e che per secoli hanno condiviso pascoli, boschi, strade e attività economiche. Villa Soraggio rappresentava uno dei principali centri della valle. Camporanda costituiva una delle frazioni dell’antico Comune di Soraggio. Collecchio occupava una posizione intermedia lungo il collegamento tra i due.

Frazione o nucleo abitato?

Per Collecchio è importante fare una precisazione. Una vecchia descrizione del territorio comunale di Sillano lo comprendeva fra i centri abitati insieme a Sillano, Dalli, Capanne, Ospedaletto, Rocca Soraggio, Villa Soraggio, Camporanda, Metello e Brica. La pagina istituzionale attuale del Comune di Sillano Giuncugnano, invece, non lo elenca fra le frazioni ufficiali: indica Villa Soraggio, Rocca Soraggio, Brica, Metello e Camporanda, ma non Collecchio. Per questo è più corretto definire Collecchio nucleo abitato o località della Valle di Soraggio, nel comune di Sillano Giuncugnano, evitando di presentarlo come frazione autonoma nell’attuale classificazione comunale.

L’antico Comune di Soraggio

Anche dal punto di vista storico emerge una distinzione interessante. La ricostruzione dedicata agli usi civici afferma che l’antico Comune di Soraggio era composto da sei frazioni: Rocca, Villa, Camporanda, Metello, Brica e Vicaglia. Collecchio non compare in questo elenco storico. Non sarebbe quindi corretto affermare che fosse una delle sei frazioni originarie dell’antico Comune. Ciò non significa però che il nucleo fosse estraneo alla comunità della valle. Al contrario, nella documentazione contemporanea relativa ai beni collettivi Collecchio compare espressamente insieme agli altri paesi di Soraggio.

Collecchio nella comunità contemporanea

Le fonti dell’ASBUC, l’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico della Valle di Soraggio, definiscono la comunità contemporanea come formata da: Rocca Soraggio, Villa Soraggio, Collecchio, Camporanda, Metello, Brica e Vicaglia. È un dato molto importante. Collecchio, pur non figurando nell’elenco delle sei frazioni dell’antico Comune riportato dalla ricostruzione storica, è oggi pienamente inserito nella comunità che conserva e amministra l’eredità dei beni collettivi della Valle di Soraggio. La storia del piccolo nucleo è quindi legata soprattutto alla terra.

La Valle di Soraggio

La Valle di Soraggio costituisce una delle due grandi vallate che convergono verso Sillano. L’altra è quella di Dalli. Il territorio appartiene all’Appennino tosco-emiliano ed è caratterizzato da un ambiente prevalentemente montano, con grandi superfici forestali e pascoli. Più in alto si raggiungono il crinale appenninico e il confine con l’Emilia-Romagna. Il territorio di Sillano Giuncugnano comprende inoltre le sorgenti del sistema del Serchio e una parte ricade nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Collecchio è quindi un piccolo insediamento all’interno di un territorio naturalisticamente molto più grande.

Un paese più piccolo del suo territorio

Questa è probabilmente la caratteristica più importante per comprendere Collecchio. Le case sono poche. Il territorio utilizzato storicamente dalla comunità era invece enorme. Nella montagna tradizionale il valore di un paese non dipendeva dal numero degli edifici. Dipendeva dalle risorse disponibili. Boschi. Pascoli. Acqua. Castagneti. Prati. Sentieri. Un piccolo gruppo di famiglie poteva quindi partecipare alla gestione di superfici vastissime.

Gli usi civici

La storia della Valle di Soraggio è profondamente legata agli usi civici. Si tratta di antichi diritti collettivi esercitati dagli abitanti su determinate terre. Le fonti storiche relative alle comunità di Sillano, Dalli e Soraggio documentano soprattutto diritti di pascolo, legnatico, semina e pescatico. Il pascolo permetteva di utilizzare le terre per gli animali. Il legnatico garantiva l’accesso alla legna. La semina permetteva l’utilizzo agricolo di determinate superfici. Il pescatico riguardava invece lo sfruttamento delle risorse dei corsi d’acqua. Non erano privilegi secondari. Erano parte essenziale dell’economia familiare.

La proprietà collettiva

Oggi siamo abituati a immaginare il territorio come suddiviso principalmente in proprietà private o pubbliche. Nella montagna tradizionale esisteva però anche una terza dimensione: quella della proprietà collettiva. Determinate terre appartenevano alla comunità o erano gravate da diritti spettanti agli abitanti. Non potevano essere utilizzate liberamente da chiunque. La possibilità di accedervi dipendeva dall’appartenenza alla comunità. Per piccoli nuclei come Collecchio questa struttura era particolarmente importante. Anche una famiglia con poca terra privata poteva disporre di risorse essenziali attraverso i diritti collettivi.

Una comunit�� “piccola di anime, grande di territorio”

Nel 2013 il notiziario dell’ASBUC definiva la Valle di Soraggio una comunità piccola per numero di persone ma grande per territorio. È una definizione particolarmente adatta anche a Collecchio. Il piccolo nucleo possiede poche case. Ma appartiene a una comunità storica il cui territorio si estende attraverso boschi e montagne e supera persino il crinale appenninico. Per capire Collecchio bisogna quindi allargare lo sguardo. Il paese non finisce con l’ultima abitazione.

La pastorizia

L’attività economica più importante dell’antico Comune di Soraggio era la pastorizia. La ricostruzione sugli usi civici parla di un territorio vasto e fertile e ricorda per l’antica comunità oltre sedicimila capi grossi e minuti, rapportandoli agli circa ottantamila dell’intera provincia di Lucca. È un dato storico sorprendente. La Valle di Soraggio oggi appare silenziosa e scarsamente popolata. In passato doveva invece essere attraversata continuamente da animali, pastori e persone impegnate nelle attività rurali.

La transumanza

Alla pastorizia era collegata la transumanza invernale verso la Maremma, indicata dalle fonti come una tradizione caratteristica della comunità di Soraggio. Durante l’estate gli animali utilizzavano i pascoli montani. Con l’arrivo del freddo una parte delle greggi veniva condotta verso territori più miti. In primavera iniziava il ritorno. Per le famiglie questo significava vivere secondo un calendario nel quale la montagna e la pianura erano collegate da lunghi spostamenti stagionali.

Oltre l’Appennino

La comunità di Soraggio possedeva inoltre diritti collettivi non soltanto sul versante toscano, ma anche oltre il crinale appenninico, grazie ad antiche concessioni. È un elemento fondamentale per comprendere la geografia storica della zona. Il confine regionale moderno non coincideva con il limite economico delle comunità. Per un pastore il territorio utile era quello nel quale poteva condurre gli animali. I crinali dividevano gli Stati, ma potevano unire le economie.

Toscana ed Emilia

Collecchio si trova in Toscana, ma a poca distanza dal confine emiliano. L’intero territorio di Sillano Giuncugnano occupa la parte più settentrionale del versante appenninico della Garfagnana. Il Passo di Pradarena ha rappresentato per secoli una delle principali vie di comunicazione verso la Pianura Padana. Attraverso questi valichi transitavano persone, animali e merci. La montagna non era quindi soltanto un ostacolo. Era anche una strada.

Soraggio e gli Este

La storia politica della Valle di Soraggio si inserisce nelle vicende della Garfagnana estense. La ricostruzione istituzionale del Comune ricorda che Sillano entrò nel dominio degli Este nel Quattrocento e rimase legato al Ducato di Modena, salvo le trasformazioni dell’età napoleonica, fino all’Unità d’Italia. Anche Collecchio, come parte del territorio soraggino, visse quindi per secoli in una regione geograficamente toscana ma politicamente collegata a Modena. Questa particolarità ha lasciato tracce importanti negli archivi.

Soraggio nelle carte napoleoniche

L’Archivio della Garfagnana conserva, per esempio, un “Sommario del carico prediale per i contribuenti di Soraggio”, datato tra il 1805 e il 1806 e appartenente alla documentazione della Prefettura di Castelnuovo. Il documento riguarda Soraggio nel suo complesso e non Collecchio separatamente. È però una testimonianza preziosa dell’esistenza amministrativa della comunità alla quale il piccolo nucleo apparteneva. Le fonti fiscali di questo tipo possono essere particolarmente utili per ricostruire proprietà, famiglie e attività economiche.

Dall’antico Comune a Sillano

L’antico Comune di Soraggio venne inglobato in quello di Sillano nella sistemazione amministrativa postunitaria. L’unificazione amministrativa non cancellò però immediatamente le antiche identità. La Valle di Soraggio continuò a difendere la gestione autonoma delle proprie risorse. Nel 1871, una deliberazione comunale stabilì che la fusione amministrativa non doveva cancellare i diritti relativi ai pascoli delle singole frazioni. L’anno seguente il regolamento di polizia rurale ribadì il principio.

L’autonomia del 1875

Nel 1875 il Consiglio comunale arrivò a deliberare che alla frazione di Soraggio fosse consentito di amministrarsi separatamente dalle altre frazioni del Comune per gli interessi legati al proprio patrimonio. È un passaggio molto importante. Mostra quanto fosse forte l’identità della valle anche dopo la perdita dell’autonomia comunale. Gli abitanti non consideravano boschi e pascoli semplicemente proprietà del nuovo Comune di Sillano. Li consideravano patrimonio della propria comunità storica.

La crisi del 1935

La storia dei beni collettivi conobbe un momento particolarmente delicato nel 1935. Secondo la ricostruzione dell’ASBUC, il podestà di Sillano vendette alla Regia Azienda di Stato per le Foreste Demaniali beni considerati comunali ma sui quali le comunità di Dalli e Soraggio rivendicavano diritti collettivi. La questione diede origine a una lunga controversia. Per gli abitanti non si trattava semplicemente di una disputa burocratica. Era in gioco un patrimonio utilizzato da generazioni.

Le sentenze del 1958 e 1959

La controversia arrivò davanti al Commissario per gli usi civici. Una sentenza del 31 maggio 1958 riconobbe le ragioni delle comunità e dichiarò nullo il trasferimento dei beni. La decisione venne poi sostanzialmente confermata dalla Corte d’Appello di Roma il 29 luglio 1959, che ribadì la natura particolare e inalienabile dei diritti civici. Questa vicenda è fondamentale anche per Collecchio. Senza quella lunga difesa giuridica, una parte importante del patrimonio collettivo della valle avrebbe potuto essere perduta.

L’ASBUC

Da questa storia deriva l’attuale Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico della Valle di Soraggio. L’ASBUC gestisce il patrimonio collettivo con finalità economiche, ambientali e sociali. Tra gli obiettivi dichiarati vi sono la valorizzazione dei beni civici, la tutela ambientale e la possibilità per gli utenti di continuare a beneficiare delle risorse secondo regole che ne garantiscano la conservazione. Collecchio è espressamente compreso nella comunità contemporanea.

Collecchio nelle elezioni comunitarie

Un documento particolarmente chiaro riguarda le elezioni dell’ASBUC del 25 ottobre 2015. La fonte specifica che partecipavano i cittadini maggiorenni residenti nella Valle di Soraggio, formata da: Rocca Soraggio, Villa Soraggio, Collecchio, Camporanda, Metello, Brica e Vicaglia. Lo stesso elenco compare nella documentazione relativa alle elezioni precedenti del 2009. Collecchio non è quindi soltanto un nome geografico. È parte effettiva della comunità contemporanea della valle.

Un cognome che ricorda il luogo

Tra i documenti dell’ASBUC compare anche il cognome Collecchi, portato da persone coinvolte nella vita amministrativa della valle. Il dato è curioso, ma deve essere interpretato con cautela. La somiglianza fra il cognome Collecchi e il toponimo Collecchio potrebbe suggerire un rapporto storico, ma senza una specifica ricerca genealogica e toponomastica non è possibile stabilire con sicurezza quale dei due nomi abbia preceduto l’altro. È però un interessante indizio della profondità dei legami tra famiglie e territorio.

Collecchio nelle carte dell’Inquisizione

Un episodio ancora più curioso emerge dalla storia religiosa della Valle di Soraggio. All’inizio del Seicento alcune persone della valle furono coinvolte in denunce per presunte pratiche di stregoneria. Nel 1608 le carte ricordano anche una donna indicata come Giovanna di Matteo Collecchij di Camporanda. Il procedimento non portò a una condanna: gli indizi furono giudicati insufficienti. Il riferimento è interessante perché mostra l’esistenza del nome Collecchi nella comunità già agli inizi del XVII secolo. Non permette però, da solo, di dimostrare con certezza la presenza dell’attuale nucleo abitato nelle stesse forme.

La vita rurale

La vita quotidiana di Collecchio era inevitabilmente legata alle attività della Valle di Soraggio. Agricoltura e allevamento si integravano. I prati fornivano il fieno. Gli animali producevano latte, carne e concime. Il bosco dava legna. I castagneti garantivano un’importante risorsa alimentare. La famiglia rurale cercava di ottenere dal territorio quasi tutto ciò di cui aveva bisogno.

Il castagno

In Garfagnana il castagno era una delle colture più importanti. La montagna offriva condizioni favorevoli e le castagne potevano essere conservate dopo l’essiccazione. Una volta macinate producevano una farina nutriente. La farina di castagne veniva utilizzata per preparare polenta, necci e altri alimenti. Per le comunità di montagna rappresentava una vera riserva per l’inverno.

Il fieno

Anche il fieno aveva un’importanza fondamentale. Durante la bella stagione i prati venivano falciati. L’erba veniva lasciata asciugare e successivamente raccolta. Il prodotto veniva conservato per alimentare gli animali durante l’inverno. Era un lavoro lungo e faticoso. Ma senza fieno sarebbe stato impossibile mantenere il bestiame quando neve e freddo impedivano il pascolo.

Il bosco come luogo di lavoro

Oggi il bosco viene associato soprattutto alla natura e alle escursioni. Per gli abitanti di Collecchio era invece anche un luogo di lavoro. La legna serviva per cucinare e riscaldare le case. Il legname poteva essere impiegato nelle costruzioni. Nel bosco si raccoglievano prodotti utili alla famiglia. I diritti di legnatico documentati nella Valle di Soraggio dimostrano quanto questa risorsa fosse importante.

Il Serchio

La Valle di Soraggio appartiene inoltre al territorio nel quale nasce il sistema del fiume Serchio. Il turismo ufficiale della Garfagnana sottolinea proprio come le valli di Dalli e Soraggio costituiscano uno dei grandi paesaggi d’acqua dell’area settentrionale del Comune. Acqua e montagna hanno sempre avuto un rapporto strettissimo. I corsi d’acqua alimentavano l’economia rurale e, in epoca contemporanea, sono stati sfruttati anche per la produzione idroelettrica.

Il Lago di Vicaglia

Proseguendo nella Valle di Soraggio si incontra il Lago di Vicaglia, un bacino artificiale realizzato nel Novecento. La documentazione turistica ricorda che il bacino si trova lungo la strada che conduce verso l’area dell’Orecchiella. Il lago non appartiene direttamente a Collecchio, ma è uno dei principali elementi paesaggistici dell’itinerario attraverso la valle. La sua presenza racconta una nuova fase della storia della montagna: quella dello sfruttamento idroelettrico delle acque.

Collecchio e la strada

Per un piccolo nucleo come Collecchio la strada ha sempre avuto un’importanza fondamentale. Oggi il paese si incontra lungo il collegamento tra Villa Soraggio e Camporanda. In passato gli spostamenti avvenivano soprattutto a piedi e con animali da soma. Le vie locali collegavano case, campi, boschi e pascoli. Non erano semplicemente percorsi per viaggiare. Erano infrastrutture indispensabili al lavoro quotidiano.

Villa Soraggio

La visita a Collecchio dovrebbe essere collegata innanzitutto a Villa Soraggio. Villa rappresenta uno dei principali nuclei storici della valle e costituisce un importante riferimento religioso. Da qui parte la strada che conduce a Collecchio e prosegue verso Camporanda. Visitare i tre nuclei consecutivamente permette di comprendere molto meglio la geografia dell’antica comunità.

Camporanda

Procedendo oltre Collecchio si raggiunge Camporanda. Qui si trova l’Oratorio di San Rocco, affacciato sulla piccola piazza del paese. Nei dintorni sono inoltre segnalati particolari affioramenti di rocce bianche, costituite prevalentemente da gesso e attribuite dalle fonti locali al Triassico. Collecchio può quindi essere considerato una tappa naturale lungo un piccolo itinerario tra Villa Soraggio e Camporanda.

Rocca Soraggio

Poco distante si trova anche Rocca Soraggio, uno dei luoghi storicamente più importanti della valle. Il piccolo borgo conserva la Chiesa del Volto Santo - Chiesa della Natività, legata alla tradizione del Volto Santo di Rocca Soraggio. L’insieme dei diversi paesi permette di comprendere quanto fosse articolata l’antica comunità soraggina. Ogni nucleo aveva una propria identità, ma boschi, pascoli, parrocchie e strade li collegavano continuamente.

Il terremoto del 1920

Il 7 settembre 1920 la Garfagnana e la Lunigiana furono colpite da un terremoto devastante. La Valle di Soraggio rientrava nell’area interessata. Per Collecchio, tuttavia, non ho trovato nelle fonti consultate una documentazione sufficientemente precisa che permetta di attribuire al sisma la distruzione o la ricostruzione di specifici edifici. È quindi meglio evitare affermazioni non dimostrate. Il terremoto rimane comunque uno degli eventi che segnarono profondamente la storia contemporanea dell’Alta Garfagnana.

Il Novecento e lo spopolamento

Nel corso del Novecento il sistema economico tradizionale della montagna entrò progressivamente in crisi. La pastorizia diminuì. La transumanza perse importanza. Molti terreni agricoli vennero abbandonati. Le opportunità offerte dalle città e dalle aree industriali spinsero molte famiglie a lasciare i piccoli nuclei. Collecchio, per le sue dimensioni, risentì inevitabilmente di questo processo.

Il ritorno del bosco

L’abbandono delle attività rurali trasformò il paesaggio. I campi non più coltivati vennero progressivamente occupati dalla vegetazione. I prati non più falciati diventarono prima arbusteti e poi boschi. Per questo il paesaggio estremamente verde che oggi circonda Collecchio non deve essere interpretato come completamente immutato. Uno o due secoli fa il territorio vicino alle case doveva presentare molte più superfici aperte.

Un nucleo senza grandi monumenti

Collecchio non è un paese da visitare alla ricerca di grandi monumenti. Ed è importante non inventarne. Nelle fonti consultate non emerge una chiesa storica autonoma, un castello o un edificio artistico di particolare rilievo attribuibile con sicurezza al nucleo. Il suo valore è differente. Collecchio permette di osservare la struttura più minuta del popolamento montano. È il tipo di luogo che aiuta a comprendere come vivevano le famiglie fuori dai principali centri della valle.

Il valore del paesaggio

Qui il monumento principale �� quindi il paesaggio storico. La strada. Le case. I boschi. Gli antichi prati. La relazione con Villa Soraggio e Camporanda. Il territorio collettivo. È una storia meno evidente rispetto a quella raccontata da una fortezza o da una grande chiesa, ma non meno importante. Collecchio rappresenta la dimensione quotidiana della montagna.

Cosa vedere a Collecchio

Il primo elemento da osservare è il piccolo nucleo abitato, attraversandolo senza aspettarsi un centro monumentale. La posizione lungo la strada tra Villa Soraggio e Camporanda permette di trasformare la visita in un breve itinerario attraverso la Valle di Soraggio. Da Collecchio si può raggiungere Villa Soraggio, uno dei principali nuclei storici della valle. Proseguendo nella direzione opposta si arriva invece a Camporanda, con il suo Oratorio di San Rocco. Allargando l’itinerario si possono visitare Rocca Soraggio, Brica, Metello e il Lago di Vicaglia. È proprio attraverso questa visita complessiva che Collecchio acquista significato.

Curiosità su Collecchio

Collecchio si trova tra Villa Soraggio e Camporanda
È la fonte territoriale della Pro Loco a indicarlo espressamente lungo la strada comunale che collega i due paesi. È meglio definirlo nucleo abitato e non frazione autonoma

La pagina attuale del Comune non lo include nell’elenco ufficiale delle frazioni, mentre fonti territoriali precedenti lo registrano tra i centri abitati dell’ex Comune di Sillano. Non compare tra le sei frazioni dell’antico Comune di Soraggio

La ricostruzione storica elenca Rocca, Villa, Camporanda, Metello, Brica e Vicaglia. Compare invece nella comunità contemporanea della Valle di Soraggio

Le fonti dell’ASBUC comprendono Collecchio insieme a Rocca Soraggio, Villa Soraggio, Camporanda, Metello, Brica e Vicaglia. Gli abitanti partecipano alla comunità dei beni collettivi

È uno degli aspetti più importanti dell’identità contemporanea del nucleo. La Valle di Soraggio possedeva enormi risorse pastorali

Le fonti storiche ricordano più di sedicimila capi grossi e minuti nell’antica comunità. I pastori praticavano la transumanza

Durante l’inverno gli animali venivano condotti verso la Maremma. I diritti collettivi comprendevano anche il pescatico

Oltre a pascolo, legnatico e semina, le fonti documentano diritti legati alle acque. La comunità utilizzava terre anche oltre l’Appennino

Soraggio possedeva antichi diritti sul versante emiliano. Nel 1875 Soraggio ottenne una forma di amministrazione separata

Una deliberazione comunale riconobbe alla comunità la possibilità di amministrare separatamente i propri interessi patrimoniali. Nel 1935 iniziò una lunga controversia sui beni collettivi

La vendita di terre alla Regia Azienda di Stato per le Foreste Demaniali fu successivamente contestata. Le comunità ottennero ragione nel dopoguerra

Le sentenze del 1958 e 1959 riconobbero la nullità del trasferimento contestato. Collecchio compare espressamente nelle elezioni dell’ASBUC

La documentazione del 2009 e del 2015 lo include fra i nuclei della Valle di Soraggio. Il nome Collecchi compare nelle fonti locali

Il cognome è documentato nella comunità, ma il rapporto etimologico con Collecchio richiede ancora uno studio specifico.

Perché visitare Collecchio

Collecchio è minuscolo. Ed è proprio questa la sua caratteristica più interessante. Non racconta la storia attraverso una fortezza. Non possiede una grande piazza. Non emerge, nelle fonti consultate, una chiesa monumentale autonoma da utilizzare come simbolo del paese. Racconta invece qualcosa di più difficile da vedere: la struttura della comunità montana. Collecchio si trova fra Villa Soraggio e Camporanda. Poche case lungo una strada. Intorno, un territorio enorme. Per secoli la vera ricchezza era proprio là fuori. Nei boschi. Nei prati. Nei pascoli. Nell’acqua. Gli abitanti della Valle di Soraggio condividevano diritti sulla montagna. Portavano gli animali al pascolo. Raccoglievano legna. Utilizzavano le terre. Difendevano queste risorse perché senza di esse i piccoli nuclei non avrebbero potuto sopravvivere. L’antico Comune di Soraggio scomparve. La valle venne incorporata in Sillano. Poi arrivarono il Novecento, lo spopolamento e l’abbandono di molte attività rurali. Ma l’idea di comunità non scomparve completamente. Ancora oggi Collecchio compare insieme a Rocca Soraggio, Villa Soraggio, Camporanda, Metello, Brica e Vicaglia nella comunità dei beni collettivi. È forse questa la curiosità più bella del paese. Collecchio è molto piccolo sulla carta geografica. Ma appartiene a una storia territoriale molto più grande delle sue case.
Note editoriali e utilizzo delle fonti
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