Collemontanino - Casciana Terme Lari

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Collemontanino

Collemontanino

Vista dalla località

Collemontanino

Vista dalla località

Collemontanino

Collemontanino

Monumento ai caduti in guerra

Collemontanino

Nella via principale

Collemontanino

Giardinetto

Collemontanino

Nella via principale

Collemontanino

Nella via principale

Collemontanino

Nella via principale

Vista dalla località

Case

Case

Chiesa di S. Lorenzo Martire

Chiesa di S. Lorenzo Martire

Torre campanaria

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Rosone

Vetrata

Interno della Chiesa

Lapide

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Vista dal Sagrato

San Lorenzo Martire

Torre campanaria

S.Lorenzo

Casa

Nella località

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Casa

Nella località

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Collemontanino

Nella località

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Casa

Nella località

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Vista dalla località

Vista dalla località

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Informazioni storiche, culturali della località.

Collemontanino

Comune di Casciana Terme Lari – Provincia di Pisa – Toscana

Storia

Collemontanino è una piccola frazione collinare del Comune di Casciana Terme Lari, situata nel cuore delle Colline Pisane, a poca distanza da Casciana Terme. Il paese occupa una posizione elevata e panoramica, circondato da boschi, oliveti, vigneti e campi. Il nucleo storico conserva ancora la struttura tipica dei piccoli borghi medievali toscani: case raccolte lungo la strada principale, brevi vicoli, muri in pietra e una piccola piazza dominata dalla chiesa. Ma la caratteristica più importante di Collemontanino è la sua antica organizzazione in due nuclei distinti : il borgo abitato e, più in alto, il castello conosciuto come Rocca di Montanino . È proprio questa fortificazione, oggi ridotta a ruderi ma ancora chiaramente leggibile sul terreno, a raccontare il ruolo strategico assunto dal luogo durante il Medioevo.

Montanino e Collemontanino

Nella documentazione medievale il luogo compare anche semplicemente come Montanino . Il nome Collemontanino identifica oggi il paese sviluppatosi sul colle ai piedi dell'antica rocca. Non è quindi casuale che la struttura dell'abitato conservi una netta distinzione tra la parte superiore, dove sorgeva il castello, e quella inferiore, nella quale si sviluppò il borgo intorno alla chiesa di San Lorenzo. Ancora oggi, salendo attraverso il paese verso il bosco, è possibile comprendere questa organizzazione del territorio.

Le origini medievali

La storia di Collemontanino è strettamente legata alla potente famiglia dei Cadolingi di Fucecchio . Le fonti locali ricordano un atto del 1098 , nel quale Ugo e Lotario, figli del conte Ugoccione Cadolingi, effettuarono una donazione alla Badia di Morrona . La presenza dei Cadolingi in questa parte delle Colline Pisane non era casuale. La famiglia possedeva numerosi beni e diritti tra Valdarno, Valdera e Val di Cecina e fu protagonista del processo di organizzazione e fortificazione del territorio durante i secoli centrali del Medioevo. La Rocca di Montanino viene infatti considerata dagli studiosi una fortificazione probabilmente riconducibile proprio alla loro area di potere.

La Badia di Morrona

Un ruolo importante nella storia di Collemontanino fu svolto dalla Badia di Morrona , antico monastero situato sulle colline presso Terricciola. Nel Medioevo monasteri e abbazie non erano soltanto centri religiosi. Possedevano poderi, boschi, chiese, castelli e diritti su vaste porzioni di territorio. Collemontanino entrò così in un sistema di proprietà che collegava il borgo alle grandi istituzioni ecclesiastiche e alle famiglie signorili della Toscana medievale. Nel 1148 , papa Eugenio III confermò i possedimenti della Badia di Morrona. Pochi anni più tardi, nel 1152 , l'abate Jacopo di Morrona cedette una parte dei beni all'arcivescovo di Pisa Villano Villani .

La Rocca di Montanino

Il principale monumento medievale del territorio è la Rocca di Montanino . Il castello sorgeva nella parte più elevata della collina, in una posizione naturalmente difesa e adatta al controllo della campagna circostante. Le indagini archeologiche hanno permesso di riconoscere una struttura fortificata più complessa di quanto potrebbe sembrare osservando oggi i ruderi. Il nucleo principale era costituito da un cassero circondato da mura . Al centro sorgeva una grande torre di avvistamento a pianta rettangolare , mentre altri ambienti, forse destinati a funzioni di servizio, occupavano lo spazio interno. Una seconda area fortificata doveva estendersi verso il pianoro sottostante, collegandosi al borgo abitato.

Le mura del castello

Una parte significativa delle strutture medievali è ancora riconoscibile. Gli studi archeologici hanno individuato buona parte della cinta muraria del cassero e la torre centrale. Le mura erano realizzate con blocchi e bozze di pietra disposti in filari abbastanza regolari. La conformazione stessa della collina contribuiva alla difesa. Su alcuni lati, infatti, il cassero si affacciava direttamente su pendii molto ripidi, rendendo difficile un eventuale attacco. La fortificazione controllava così uno dei punti elevati delle colline tra Casciana, Chianni e la Valdera.

Un castello strategico

La posizione della Rocca di Montanino permetteva di osservare un territorio molto vasto. Nel Medioevo il controllo visivo aveva un'importanza fondamentale. Torri e castelli potevano sorvegliare strade, vallate, poderi e percorsi utilizzati per collegare la pianura pisana con le zone interne. Montanino faceva parte di una fitta rete di centri fortificati che comprendeva anche Parlascio, Lari, Chianni, Montevaso e altri castelli della Valdera . La funzione del castello non era quindi soltanto quella di proteggere gli abitanti, ma anche di controllare risorse e vie di comunicazione.

Gli Upezzinghi

Dopo la fase legata ai Cadolingi, Collemontanino passò nell'orbita degli Upezzinghi , potente famiglia pisana che possedeva numerosi beni nelle Colline Pisane. Gli Upezzinghi compaiono nella storia di diverse località vicine e rappresentarono una delle principali famiglie signorili del contado. La loro presenza testimonia l'importanza che queste colline avevano nel sistema politico ed economico medievale. Il controllo delle terre significava infatti disporre di prodotti agricoli, boschi, rendite e diritti sulle comunità rurali.

Il passaggio del 1393

Alla fine del Trecento la situazione politica cambiò nuovamente. Nel 1393 Collemontanino passò al marchese Niccolò di Montescudaio . Il borgo attraversò così le complesse trasformazioni che caratterizzarono la Toscana tra XIV e XV secolo, quando antiche famiglie feudali, Comuni cittadini e nuovi poteri territoriali si contendevano castelli e campagne. Con il progressivo consolidamento del dominio fiorentino nell'area pisana, il valore strettamente militare delle piccole rocche diminuì. Anche il castello di Montanino perse gradualmente la propria funzione originaria.

Dal castello al borgo

Con il declino della funzione militare della rocca, la vita della comunità si concentrò sempre più nel borgo sottostante . Qui si trovavano le abitazioni e la chiesa di San Lorenzo. Questa distinzione è ancora oggi evidente. La parte inferiore conserva la piccola piazza, la chiesa e le vecchie case; salendo lungo la strada principale si raggiunge invece la zona più alta, oltre la quale si trovano il bosco e i resti della fortificazione. Collemontanino conserva quindi nella propria forma urbana la memoria della trasformazione da castello medievale a paese agricolo.

La chiesa di San Lorenzo

Nel cuore del borgo si trova la chiesa di San Lorenzo Martire . Le fonti turistiche locali riportano una sua menzione già nel 1089 , mentre la documentazione ecclesiastica del XIII secolo attesta la chiesa di San Lorenzo di Montanino tra le dipendenze della pieve di Aqui, l'antica Casciana. La presenza di San Lorenzo conferma quindi l'esistenza di una comunità organizzata durante il pieno Medioevo. L'edificio che osserviamo oggi è però il risultato di numerose trasformazioni.

Le trasformazioni della chiesa

San Lorenzo fu modificata e restaurata più volte nel corso dei secoli. Gli interventi hanno progressivamente cancellato parte dell'aspetto medievale originario. Un importante restauro eseguito negli anni Settanta del Novecento determinò l'attuale fisionomia interna, caratterizzata da una notevole semplicità. L'ambiente presenta un altare in pietra serena e una vasca battesimale. Proprio questa essenzialità distingue San Lorenzo dalle chiese più riccamente decorate presenti in altri centri delle Colline Pisane.

San Martino in Colle

Nei dintorni di Collemontanino si trova un altro edificio di particolare interesse: la chiesa di San Martino in Colle . Le fonti turistiche territoriali ne fanno risalire le origini all'Alto Medioevo e la indicano come una delle testimonianze religiose più antiche della zona. L'edificio conserva forme semplici, proprie dell'architettura romanica rurale. Ma gli elementi più curiosi si trovano al suo interno.

Il cippo antico

All'interno di San Martino viene conservato un cippo funerario antico riutilizzato come acquasantiera . È un esempio molto interessante di reimpiego di materiali più antichi all'interno di un edificio cristiano. Nella chiesa è segnalata inoltre una stele di epoca romana . La presenza di questi reperti testimonia l'esistenza nel territorio di materiali appartenenti a epoche molto precedenti alla formazione del borgo medievale. È però opportuno non trasformare questi ritrovamenti nella prova automatica dell'esistenza di un abitato etrusco o romano esattamente corrispondente a Collemontanino: i reperti possono essere stati spostati e riutilizzati nel corso dei secoli.

La leggenda di Matilde di Canossa

La Rocca di Montanino è legata anche a una delle più celebri leggende di Casciana Terme. Secondo la tradizione, il castello sarebbe stato frequentato o abitato dalla contessa Matilde di Canossa . La leggenda racconta che Matilde possedesse un merlo anziano e malato. Un giorno l'animale sarebbe tornato sorprendentemente rinvigorito dopo essersi bagnato in una sorgente della zona. Seguendolo, la contessa avrebbe scoperto le proprietà benefiche delle acque termali di Casciana.

Il merlo di Casciana

La storia del merlo è diventata uno dei racconti simbolici delle terme di Casciana. Naturalmente non deve essere considerata una ricostruzione storica documentata. Si tratta di una tradizione leggendaria , sviluppatasi intorno all'antichità delle acque termali e al prestigio della figura di Matilde di Canossa. Il legame della leggenda con Collemontanino deriva proprio dalla tradizione che identifica la Rocca di Montanino come una delle residenze della contessa. Storia e leggenda finiscono così per sovrapporsi, creando uno dei racconti più caratteristici del territorio.

Un territorio agricolo

Dopo la fine della funzione militare del castello, la vita di Collemontanino fu legata soprattutto all' agricoltura . Le colline offrivano condizioni favorevoli per la coltivazione dell'olivo e della vite. Campi, piccoli vigneti, oliveti, boschi e pascoli costituivano le principali risorse della popolazione. Intorno al paese si svilupparono poderi e case coloniche. Per secoli la maggior parte degli abitanti visse direttamente o indirettamente dei prodotti della terra.

La mezzadria

Come nel resto delle Colline Pisane, anche il territorio di Collemontanino fu caratterizzato dal sistema della mezzadria . Le famiglie contadine abitavano nei poderi e lavoravano i terreni appartenenti ai proprietari, condividendo parte della produzione. Il calendario agricolo scandiva la vita della comunità. La vendemmia, la raccolta delle olive, la mietitura, la potatura e la cura degli animali richiedevano il lavoro dell'intera famiglia. Questa organizzazione contribuì a creare il paesaggio che ancora oggi circonda il paese.

Il Lavatoio di San Martino

Una preziosa testimonianza della vita quotidiana del passato è l' Antico Lavatoio di San Martino . Le prime testimonianze conosciute risalgono almeno al 1830 , anche se la struttura potrebbe essere precedente. Il lavatoio è alimentato da una sorgente continua di acqua fresca. La struttura comprende una parte coperta e due vasche che venivano utilizzate rispettivamente nelle diverse fasi del lavaggio dei panni. Per generazioni fu un luogo fondamentale nella vita della comunità.

Un luogo di lavoro e socialità

Il lavatoio non serviva soltanto a lavare la biancheria. Era anche uno dei principali luoghi d'incontro delle donne del paese. Qui arrivavano con le ceste cariche di panni, trascorrendo molte ore tra lavoro, conversazioni e vita comunitaria, mentre i bambini giocavano nelle vicinanze. Con l'arrivo dell'acqua corrente nelle abitazioni, il lavatoio perse progressivamente la propria funzione. Oggi è stato recuperato e costituisce una piccola ma preziosa testimonianza della civiltà rurale di Collemontanino .

Una collina nata dal mare

Collemontanino possiede anche una storia geologica sorprendente. Gli studi geologici della Valdera identificano infatti i cosiddetti Conglomerati di Collemontanino , depositi risalenti al Pliocene inferiore. Queste rocce contengono fossili marini, in particolare resti di molluschi come pectinidi e ostriche. Circa cinque milioni di anni fa, quindi, l'ambiente nel quale oggi sorgono le colline aveva caratteristiche completamente differenti. I sedimenti testimoniano un antico ambiente marino costiero . Il paesaggio attuale è il risultato di milioni di anni di trasformazioni geologiche, sollevamenti ed erosione.

Poggio alla Farnia

Alle spalle del paese si estende l'area boscata di Poggio alla Farnia . Il bosco costituisce uno degli elementi paesaggistici più evidenti intorno a Collemontanino. Negli ultimi decenni la zona è diventata anche un luogo legato alla produzione di energia eolica , con l'installazione di aerogeneratori sui rilievi. Il contrasto tra il borgo medievale, il bosco e le moderne pale eoliche rappresenta una delle immagini più particolari del territorio.

Collemontanino nell'Ottocento

Durante l'Ottocento il paese continuò a essere una comunità prevalentemente agricola. La documentazione amministrativa mostra inoltre quanto fosse strettamente collegato a Casciana. Già dal 1863 , quando Casciana non era ancora un Comune autonomo, Bagni di Casciana disponeva di un ufficio distaccato dello stato civile del Comune di Lari con competenza anche sulla frazione di Collemontanino. I registri dello stato civile relativi a Casciana e Collemontanino sono conservati dal 1893 nell'archivio storico locale.

Dal Comune di Lari a Bagni di Casciana

Per lungo tempo Collemontanino appartenne al Comune di Lari . La situazione cambiò nel 1927 . Con Regio Decreto del 13 ottobre venne istituito il nuovo Comune di Bagni di Casciana , separando da Lari il capoluogo termale e i territori di Collemontanino, Parlascio e Sant'Ermo . Collemontanino entrò così nella nuova amministrazione. Nel 1956 Bagni di Casciana assunse ufficialmente il nome di Casciana Terme .

Il paese nel Novecento

Un censimento del 1936 registrava nella frazione di Collemontanino 514 residenti , dei quali 273 concentrati nel centro e 241 nelle case sparse. Il dato aiuta a comprendere la struttura della società rurale dell'epoca. Quasi metà della popolazione viveva infatti fuori dal nucleo principale, distribuita tra poderi e abitazioni della campagna. Era il tipico modello insediativo della mezzadria toscana. Nel secondo dopoguerra questa struttura cambiò rapidamente.

Lo spopolamento delle campagne

La meccanizzazione agricola e la crisi della mezzadria portarono molte famiglie a lasciare le case coloniche. Le nuove opportunità di lavoro offerte da Pontedera, Ponsacco, Pisa e dagli altri centri della Valdera accelerarono il fenomeno. Collemontanino perse così parte della popolazione che aveva caratterizzato il paese nella prima metà del Novecento. Molti poderi cambiarono funzione e alcune abitazioni rurali furono progressivamente trasformate in residenze. Il borgo mantenne però la propria struttura raccolta e un forte rapporto con la campagna.

La nascita di Casciana Terme Lari

Collemontanino rimase frazione di Casciana Terme fino al 2013 . Il 1º gennaio 2014 i Comuni di Casciana Terme e Lari vennero nuovamente uniti. Nacque così l'attuale Comune di Casciana Terme Lari . Dopo ottantasette anni Collemontanino tornò quindi a condividere la stessa amministrazione con Lari, pur mantenendo naturalmente la propria identità storica.

Il paesaggio

Uno degli elementi più belli di Collemontanino è il panorama. Salendo attraverso il borgo, le case lasciano progressivamente spazio alle vedute sulla campagna. Oliveti, vigneti, boschi e campi seguono l'andamento delle colline. La posizione che nel Medioevo rendeva strategica la Rocca di Montanino permette oggi di osservare un ampio settore della Valdera e delle Colline Pisane . Il paesaggio costituisce quindi una parte fondamentale del patrimonio del paese tanto quanto i monumenti.

Collemontanino oggi

Oggi Collemontanino conserva il carattere di un piccolo borgo rurale. La sua storia rimane leggibile nella disposizione stessa dell'abitato: la chiesa e le case nella parte inferiore, la salita verso l'antico castello e infine il bosco. La Rocca di Montanino, San Lorenzo, San Martino in Colle e il vecchio lavatoio permettono di raccontare aspetti molto differenti della vita locale: la difesa medievale, la religione, l'agricoltura e la quotidianità delle famiglie. È proprio questa dimensione raccolta a rendere Collemontanino interessante: un piccolo borgo nel quale il paesaggio conserva ancora le tracce del castello, della campagna e di quasi mille anni di storia .

Cosa vedere

Il primo luogo da scoprire è il borgo storico , con la piccola piazza, le vecchie abitazioni e la chiesa di San Lorenzo Martire . Salendo verso la parte più alta del paese si raggiunge l'area della Rocca di Montanino , dove sopravvivono la torre rettangolare e parti delle strutture fortificate medievali. Nei dintorni merita attenzione la chiesa di San Martino in Colle , antico edificio religioso nel quale sono conservati materiali di epoca precedente, tra cui un cippo funerario riutilizzato come acquasantiera e una stele romana. Particolarmente suggestivo è anche l' Antico Lavatoio di San Martino , raggiungibile attraverso un percorso nella campagna. Alimentato da una sorgente continua, conserva le vasche nelle quali per generazioni venivano lavati i panni. Infine vale la pena percorrere le strade intorno al paese e salire verso Poggio alla Farnia , per osservare il paesaggio delle Colline Pisane e comprendere la posizione strategica che determinò la nascita dell'antico castello.

Da ricordare: Collemontanino nacque come borgo legato alla Rocca di Montanino , fortificazione medievale probabilmente riconducibile all'area dei Cadolingi . Il luogo compare nelle fonti tra XI e XII secolo e fu successivamente legato alla Badia di Morrona, agli Upezzinghi e ad altri poteri signorili. Dell'antico castello rimangono la torre rettangolare e parti del cassero e delle mura. La chiesa di San Lorenzo conserva la memoria religiosa del borgo, mentre San Martino in Colle e l'antico lavatoio testimoniano una storia ancora più ampia, dalla presenza di materiali antichi fino alla civiltà contadina. Collemontanino appartenne a Lari fino al 1927 , a Casciana Terme fino al 2013 e dal 2014 fa parte del Comune di Casciana Terme Lari.

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