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Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia Breve storia del Comune, borgo,
località e frazioni di Barga, nella Provincia di Lucca. Regione
Toscana,Italy Frazioni, borghi, località di Barga
sono:Albiano, Castelvecchio Pascoli, Filecchio, Fornaci di Barga, Loppia,
Mologno, Ponte all'Ania, Renaio, San Pietro in Campo, Sommocolonia, Tiglio.
BREVE STORIA Gli abitanti si chiamano barghigiani o bargei. L'etmologia arriva da tempi
remoti, ancora prima dei latini ad indicare un rifugio o riparo, ma diverse sono
le supposizioni, compreso anche dal nome celtico di barg=fuoco, oppure si fa
derivare da poggio, capanna o argine. Barga si trova
lungo la Strada Regionale 445 e confina con i comuni di Coreglia Antelminelli in
Mediavalle, Gallicano, Fosciandora, Molazzana in Garfagnana e Pievepelago in
provincia di Modena. I primi abitanti furono i
Liguri Apuani i quali
occuparono queste terre sin dalla preistoria, sino all'arrivo dell'Impero Romano
i quali li assoggettarono dopo decenni di conflitti cruenti, nel II Secolo a.C.
Alla decadenza dell'Impero popolazioni provenienti dal Nord occuparono queste
terre, in primis i Longobardi
già nel 900 era feudo dei
Rolandinghi ed in questo periodo Barga fu assoggettata al
Sacro Romano Impero,
mantenendo una certa autonomia grazie alla
Contessa Matilde di
Canossa. L'occupazione di Lucca da parte
dei Longobardi pare possa risalire ai primi anni del 570. L'invasione longobarda
non fu caratterizzata solo dal passaggio dell'esercito ma anche
dall'insediamento stabile di gruppi di militari e civili, nelle zone ritenute
strategiche. Anche lungo la valle del Serchio la presenza longobarda divenne
permanente ed ha caratterizzato la storia locale per i secoli successivi. Nel XI
secolo Barga fu contesa da varie signorie del tempo, sino alla sottomissione dei
lucchesi per parecchi anni, nonostante i vari tentativi di ribellione Barga
conobbe un periodo di notevole sviluppo sino a quando i lucchesi la distrussero
alla fine del XIV secolo. Quando Castruccio Castracani, capitano di ventura,
divenne signore di Lucca nel 1316, fece ricostruire la città ripopolandosi. Pur
subendo varie dominazioni Barga
difese la sua autonomia per molti secoli, sino a quando si concesse a
Firenze seguendone la sorte e diventando poi un comune fiorentino all'Unificazione
d'Italia nel 1861, perdendo ogni privilegio. Barga diventa Città dal 1933
per le sue caratteristiche civiche, artistiche, storiche e anche demografiche.
Barga fa parte dei più bei borghi d'Italia,
Ha ricevuto la bandiera arancione dal
TCI (Touring Club
Italiano), si legge: "La località si distingue per
i suoi numerosi punti di interesse storico-culturali di grande importanza (es.
il Duomo) e un centro storico ben curato. un efficiente ufficio di informazioni
turistiche offre ai visitatori numerose informazioni anche sul ricco calendario
di manifestazioni e di eventi". L'economia si basa sul turismo,
sulle attività commerciali, industriali e dei servizi e anche l'agricoltura e
l'allevamento occupando prevalentemente persone delle frazioni o delle località. |
Informazioni sul Comune |
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Il Santo Patrono è: |
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Municipio: Via di Mezzo, 45
55051 Barga (LU) Tel. 0583.724711 Fax. 0583.723745 |
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Orario dei Bus / Meteo / Mappa |
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Codice ISTAT
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046003
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Codice catasto:
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A657
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Musei e Biblioteche
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QUI
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Cinema e Teatro
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QUI
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Superficie:
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66,47 Kmq
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Altezza comune: s.l.m.
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410 m
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Latitudine :
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44° 04' 30,72"
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Longitudine:
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10° 28' 54,48"
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Prefisso telefonico:
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0583
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C.A.P.
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55051
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Barga: la città medievale tra Firenze, Pascoli e il mondoArrivando a Barga, la prima impressione è quella di una città raccolta, arroccata sulla collina e circondata dalle montagne della Valle del Serchio. Ma dietro le mura, le porte e le strade del centro storico si nasconde una storia molto più ampia. Barga è stata per secoli una terra di confine, un piccolo territorio fiorentino incastonato nella Garfagnana e nella Valle del Serchio, capace di mantenere una propria identità politica e culturale. È stata città medievale, comunità rurale, centro commerciale, terra di emigranti e, soprattutto tra Ottocento e Novecento, luogo di straordinaria vitalità culturale. Il suo nome è oggi legato soprattutto a Giovanni Pascoli, ma la storia di Barga non comincia con il poeta. Prima di Pascoli ci sono il castello, la presenza lucchese, Firenze, il Rinascimento, le arti, le antiche famiglie cittadine e una comunità abituata a vivere in una posizione strategica fra Appennino e Apuane.Una città di confineLe origini di Barga sono molto antiche e in parte avvolte dall'incertezza. La documentazione medievale diventa significativa a partire dal X secolo. Nel 983 il vescovo di Lucca concesse alla potente famiglia dei Rolandinghi diritti e rendite legati al territorio. Nei secoli successivi Barga sviluppò una propria autonomia e una particolare posizione politica. Nel Medioevo la sua collocazione geografica era strategica. Barga si trovava infatti in una posizione dominante rispetto alla valle e lungo importanti vie di comunicazione fra la Lucchesia, la Garfagnana e l'Appennino. Questa posizione la rese anche un territorio conteso. Dopo il progressivo indebolimento dell'influenza lucchese, Barga passò sotto il controllo fiorentino nel 1341. Da quel momento divenne una delle più importanti presenze di Firenze nella Toscana settentrionale. La città rimase legata a Firenze fino al 1847, quando entrò a far parte del Ducato di Lucca. È una delle particolarità più interessanti della storia barghigiana: per secoli Barga fu fiorentina pur trovandosi geograficamente inserita nel sistema territoriale lucchese e appenninico. Questa posizione contribuì a creare una cultura locale originale, nella quale influenze lucchesi, fiorentine e montane si incontrarono.Il centro storico e il castelloIl cuore di Barga è il centro storico, sviluppato attorno all'antico castello. Le strade strette, le case in pietra, gli archi, le scalinate e le piazze conservano ancora l'impianto di una città medievale costruita per essere difesa. La parte alta culmina nel Duomo di San Cristoforo, affiancato dall'Arringo e dal Palazzo Pretorio. È qui che si comprende meglio l'antica struttura politica della comunità. L'Arringo era infatti il luogo nel quale il popolo si riuniva a parlamento. Accanto si trova il Palazzo Pretorio, edificio trecentesco che fu sede delle magistrature cittadine e che oggi ospita il Museo Civico. Barga non era dunque soltanto un borgo fortificato: era una vera comunità politica, dotata di proprie istituzioni e di una lunga tradizione amministrativa.Il Duomo di San CristoforoIl monumento simbolo di Barga è il Duomo di San Cristoforo. La sua posizione è spettacolare: dal sagrato lo sguardo abbraccia la Valle del Serchio, le Alpi Apuane e l'Appennino. La chiesa è il risultato di diverse fasi costruttive, sviluppatesi secondo la tradizione ufficiale fra il X e il XVI secolo. La facciata, realizzata in pietra alberese locale, presenta numerose sculture e decorazioni, alcune delle quali hanno un forte valore simbolico. L'interno conserva un patrimonio artistico di notevole importanza. Tra le opere più interessanti figurano il pulpito marmoreo di scuola comacina del XIII secolo, la statua lignea di San Cristoforo, le terrecotte attribuite ad Andrea della Robbia e un'opera attribuita a Benedetto Buglioni. Il Duomo è quindi molto più di una chiesa panoramica: è il luogo nel quale si concentra gran parte della storia artistica e religiosa della città.Il mistero del Duomo e il paesaggioAttorno al Duomo sono nate anche alcune interpretazioni affascinanti. La sua posizione e l'orientamento rispetto alle montagne e al paesaggio hanno alimentato ipotesi secondo le quali il luogo avrebbe potuto avere una particolare funzione astronomica già in epoca antica. Si tratta di interpretazioni che non devono essere confuse con fatti storicamente dimostrati, ma che fanno parte del fascino del luogo. Una delle curiosità più note è invece un fenomeno naturale realmente osservabile: il Doppio Tramonto. In determinati periodi dell'anno il sole, tramontando dietro il Monte Forato, scompare temporaneamente alla vista e ricompare attraverso il grande arco naturale della montagna prima di tramontare definitivamente. Il fenomeno è visibile dal territorio di Barga e ha contribuito alla fama paesaggistica del luogo. È uno di quei casi nei quali geografia, astronomia e cultura popolare finiscono per sovrapporsi.Il Palazzo Pretorio e la memoria della cittàAccanto al Duomo si trova il Palazzo Pretorio, edificio del XIV secolo che per secoli fu sede dei rappresentanti del potere e della giustizia. L'edificio conserva anche le antiche prigioni. Oggi il palazzo è sede del Museo Civico, dove sono raccolte testimonianze archeologiche e storiche che permettono di seguire l'evoluzione del territorio dalla preistoria al Rinascimento. Particolarmente interessante è la presenza delle antiche unità di misura legate alla vita economica della comunità: testimonianze concrete di un mondo nel quale commercio, agricoltura e amministrazione erano strettamente legati alla vita quotidiana.Barga e FirenzeIl rapporto con Firenze ha lasciato un'impronta profonda. Quando Barga entrò stabilmente nell'orbita fiorentina, la città divenne un avamposto della potenza medicea in un territorio altrimenti dominato da Lucca, dagli Estensi e dalle realtà montane. Questa appartenenza politica ebbe conseguenze anche sull'architettura, sulle istituzioni e sulla cultura. Barga sviluppò una particolare identità: fiorentina nelle istituzioni, lucchese per vicinanza geografica e montana nelle tradizioni. È proprio questa posizione intermedia a rendere la sua storia così interessante.L'arte del territorioLa ricchezza artistica di Barga non è concentrata in un solo monumento. Il centro storico è un insieme di architetture medievali, rinascimentali e moderne che testimoniano la progressiva trasformazione della città. Il materiale dominante è la pietra locale, utilizzata per chiese, abitazioni, portali e strutture difensive. All'interno degli edifici religiosi, invece, si incontra un patrimonio nel quale convivono scultura medievale, arte rinascimentale e produzione devozionale. Il Duomo rappresenta il punto più alto di questo percorso, ma è l'intero tessuto urbano a costituire il vero patrimonio artistico di Barga.Il Teatro dei Differenti: una tradizione culturale anticaUno degli aspetti più sorprendenti di Barga è la sua antichissima passione per il teatro. Nel 1668 venne costituita l'Accademia degli Indifferenti, poi diventata Accademia dei Differenti, con l'obiettivo di promuovere la cultura teatrale e la pratica della recitazione. Pochi anni dopo nacque il primo teatro. Quello che vediamo oggi è il risultato della grande ricostruzione settecentesca: il vecchio edificio venne demolito e il teatro fu ricostruito negli anni Novanta del Settecento.L'inaugurazione del nuovo Teatro dei Differenti avvenne nel 1795 con opere di Domenico Cimarosa, tra cui Il matrimonio segreto. Il teatro presenta tre ordini di palchi ed è un tipico esempio di teatro all'italiana. Ma la sua importanza non è soltanto architettonica. Per secoli è stato uno dei centri della vita sociale e culturale della città. Giovanni Pascoli e BargaSe esiste un nome indissolubilmente legato a Barga, è quello di Giovanni Pascoli. Il poeta arrivò a vivere nel territorio barghigiano alla fine dell'Ottocento e qui trovò uno dei luoghi fondamentali della propria vita e della propria poesia. Il paesaggio di Barga e della Valle del Serchio entrò profondamente nella sua opera. Il mondo rurale, i campi, gli alberi, gli animali, i rumori della natura, il lavoro contadino e le piccole cose quotidiane divennero materia poetica. Barga e il territorio circostante rappresentarono per Pascoli non soltanto un luogo fisico, ma una vera patria dell'anima. La sua presenza trasformò inoltre Barga in uno dei luoghi più importanti della memoria letteraria italiana.La Casa di Giovanni PascoliLa casa nella quale Pascoli visse e lavorò conserva ancora oggi la memoria della sua presenza. Gli ambienti, gli arredi, i libri e i manoscritti permettono di entrare nel mondo privato del poeta. Per chi visita Barga, il percorso pascoliano consente di comprendere qualcosa che difficilmente emerge dalla semplice lettura delle poesie: quanto il paesaggio reale della Valle del Serchio sia entrato nella costruzione della sua immaginazione. La figura di Pascoli ha così finito per diventare parte integrante dell'identità culturale di Barga.Il discorso al Teatro dei DifferentiUn episodio particolarmente importante nella storia di Barga avvenne il 26 novembre 1911. Al Teatro dei Differenti Giovanni Pascoli pronunciò il celebre discorso “La grande proletaria si è mossa”, dedicato alla guerra italo-turca e alla questione dell'emigrazione italiana. Il luogo scelto non fu casuale. Il teatro rappresentava uno degli spazi più importanti della vita pubblica cittadina e l'intervento di Pascoli trasformò per un momento Barga in un luogo di discussione nazionale. Ancora oggi una lapide ricorda quell'episodio sulla facciata del teatro.Barga e l'emigrazioneUn'altra pagina fondamentale della storia di Barga è quella dell'emigrazione. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento molti abitanti lasciarono il territorio alla ricerca di lavoro e di migliori condizioni economiche. La destinazione più importante fu il Regno Unito, in particolare la Scozia. Questa emigrazione ebbe conseguenze profonde. I barghigiani emigrati mantennero infatti un forte legame con la terra d'origine e, in molti casi, tornarono in seguito portando con sé nuove risorse economiche, nuove abitudini e nuovi modelli culturali. È una delle ragioni per cui il rapporto fra Barga e la Scozia è ancora oggi così particolare.La Barga scozzeseÈ difficile comprendere pienamente la Barga moderna senza considerare il legame con la Scozia. L'emigrazione economica trasformò infatti una vicenda individuale in una vera rete internazionale. Intere famiglie partirono dalla Valle del Serchio e molti emigranti entrarono nel settore della ristorazione, della vendita di prodotti alimentari e del commercio. Da qui nacque una presenza italiana particolarmente forte in Scozia. Nel tempo, però, il movimento divenne circolare: alcuni emigrati tornarono a Barga e investirono i guadagni ottenuti all'estero nella costruzione di case e ville. Ancora oggi questa storia è visibile nell'architettura e soprattutto nei rapporti culturali fra Barga e la comunità italiana in Scozia. È una delle caratteristiche che rendono Barga diversa da molti altri centri della Toscana.La tradizione musicaleLa vocazione culturale di Barga non si è fermata al teatro. Nel Novecento la musica è diventata una componente fondamentale della vita cittadina. Un ruolo decisivo è stato svolto da Opera Barga, nata nel 1967 grazie all'iniziativa dei britannici Peter Hunt e Gillian Armitage. Il festival trasformò Barga in un centro internazionale per la lirica, portando nella città musicisti, cantanti e giovani artisti provenienti da diversi Paesi. È un episodio significativo perché ripropone, in forma moderna, una caratteristica già presente nell'Ottocento: la capacità di Barga di attirare persone e culture dall'esterno. La città medievale diventa così anche una città internazionale della musica.Un paese toscano con un'anima britannicaIl rapporto con il mondo britannico non è quindi soltanto una conseguenza dell'emigrazione. Nel corso del Novecento artisti, musicisti e viaggiatori inglesi contribuirono a rafforzare la vocazione internazionale della città. Questa doppia relazione — italiani emigrati in Gran Bretagna e britannici arrivati a Barga per cultura, turismo e musica — ha creato un legame singolare. Barga è italiana fino in fondo, ma possiede una piccola dimensione europea che la rende immediatamente riconoscibile.Tradizioni popolari e gastronomiaAccanto alla cultura alta del teatro e della poesia esiste una Barga legata alle tradizioni rurali. Per secoli la vita della comunità è stata fondata sull'agricoltura, sulla gestione dei boschi e sull'allevamento. Come in molte zone della Valle del Serchio, anche qui il castagno ha avuto un ruolo fondamentale. La farina di castagne, le castagne secche, il pane e i dolci della tradizione appartengono alla cultura alimentare della montagna. La cucina locale conserva inoltre il carattere tipico delle aree appenniniche: piatti semplici, sostanziosi, legati alla stagionalità e alla disponibilità delle risorse locali. La gastronomia racconta dunque una Barga diversa da quella del teatro e dei festival: una Barga contadina, fatta di boschi, raccolti e lavoro.Barga e il paesaggioUno degli elementi più importanti dell'identità barghigiana è il rapporto con il paesaggio. Dal centro storico il panorama apre contemporaneamente verso le Alpi Apuane e l'Appennino. Questa posizione ha influenzato la storia della città, ma anche la sua letteratura. Per Pascoli il paesaggio non è semplice decorazione: è una presenza viva. Per il visitatore moderno, invece, è uno degli aspetti che rendono Barga immediatamente riconoscibile. La città medievale appare quasi sospesa fra due sistemi montuosi, in una posizione che per secoli ne ha determinato il carattere strategico.Una città che ha saputo reinventarsiLa storia recente di Barga è anche la storia della capacità di reinventarsi. Dopo le trasformazioni economiche dell'Ottocento e del Novecento, la città ha progressivamente valorizzato il proprio patrimonio culturale. Il recupero del Teatro dei Differenti, la valorizzazione della memoria di Pascoli, i musei, le iniziative musicali e le manifestazioni culturali hanno permesso di trasformare il patrimonio storico in una risorsa contemporanea. La riapertura del Teatro dei Differenti dopo i lavori di ristrutturazione, completati nel 1998, ha restituito alla città uno dei suoi luoghi simbolo.Curiosità su BargaIl Doppio TramontoÈ probabilmente la curiosità naturalistica più famosa. In particolari periodi dell'anno, il sole tramonta dietro il Monte Forato, ricompare attraverso il grande arco naturale e scompare nuovamente.Barga fu fiorentina per secoli. Nonostante la sua posizione nella Valle del Serchio, Barga appartenne alla sfera fiorentina dal 1341 fino al 1847.Un teatro nato nel SeicentoLa tradizione teatrale cittadina ha origini nel 1668, quando nacque l'Accademia degli Indifferenti, poi Accademia dei Differenti. Pascoli pronunciò qui uno dei suoi discorsi più celebri.Nel 1911, al Teatro dei Differenti, Giovanni Pascoli pronunciò “La grande proletaria si è mossa”.Barga e la ScoziaL'emigrazione verso la Scozia ha creato un rapporto talmente forte che Barga è ancora oggi una delle località italiane maggiormente associate alla memoria della comunità italiana in Scozia.Il Duomo conserva opere di grande valoreFra le opere conservate nella chiesa figurano il pulpito di scuola comacina, una statua lignea duecentesca di San Cristoforo e importanti terrecotte rinascimentali.Una città musicaleDal 1967 Opera Barga ha contribuito a fare della cittadina un centro internazionale della lirica e della formazione musicale. |