Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia
Breve storia del Comune, borgo, località
e frazioni di Bientina. Provincia di Pisa, Regione Toscana.
Italy
Frazioni, borghi, località del Comune di
Bientina sono: Bosco di Piccione, Caccialupi, Case Puntone,
Case Sardina, Case Mazzantino, La Guardia, Puntone, Quattro
Strade, Santa Colomba, Corte Pacini, Il Palazzetto, Lago
Bini, La Presellina, Podere Sant'Achille, Poggio Tondo,
Ponte dell'Antico.
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BREVE STORIA
Gli abitanti si chiamano: Bientinesi. Il nome deriva da
Blintina o Blentina dal nome etrusco Plitine ma c'è chi dice che
derivi da latino bis antes, cioè due siepi. Come per tutta la
toscana, i primi abitanti stabili furono gli etruschi che
assieme ai Liguri apuani vivevano in questa parte di Toscana tra
il mare e le Alpi Apuane. Le prime notizie storiche risalgono al
793 d.C. quando un diacono cedette una parte del terreno del
Monastero di S.Andrea, in luogo di Bientina, al Vescovo di Lucca
Giovanni. Nel 1117 fu venduto, da parte del Marchese di Toscana
Robodone, il castello con il suo distretto e con la
giurisdizione signorile a favore dell'Arcivescovo di Pisa. Il 25
febbraio 1179 i consoli di Bientina con altri 120 Bientinesi
giurarono di obbedire all'Arcivescovo e di andare ad abitare nel
luogo assegnato nel 1178, cioè ad abitare in certo luogo a
oriente del ponte sul fosso denominato Cilecchio, per evitare
dispute con Lucca. Tra il XIII e il XIV secolo fu dominato
alternativamente da Lucca e Pisa, sino a 1402, quando si
sottomisero ai fiorentini. Ebbe a sostenere l'ultimo assedio nel
1505, durante la cosiddetta guerra di Pisa, quando fu assediata
dai Pisani, sostenuti dagli spagnoli, ma questi furono
ricacciati dai difensori. Il Senato fiorentino, concesse a
Bientina privilegi di natura economica e fiscale, oltre che
l'appellativo di Bientina Fiorentina, per la fedeltà
dimostrata. Nel 1737 si estinse la dinastia dei Medici e tutta
la Toscana passò sotto quella dei Lorena. Dopo la fine della
dinastia Lorense Bientina entrò a far parte del Regno d'Italia e ne seguigrave;
le sorti
sino al
1946 con
l'avvento
della
Repubblica
Italiana.
Alla
quarta
domenica
di ogni
mese,
viene
allestita
la
Mostra
Mercato
dell'Antiquariato
e nella
terza
domenica
del mese
di
Luglio
c'è il Palio nel centro
del paese. Il carnevale è un'altro appuntamento da non perdere,
con una grande mascherata notturna e con premi per le migliori
maschere. L'attività artigianale e rurale sono le
caratteristiche produttive principali di Bientina. Il turismo è
attratto dagli eventi culturali, sportivi e dalla venerazione di
San Valentino Martire le cui spoglie si trovano all'interno
della Chiesa di Santa Maria Assunta.
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Municipio: Piazza V. Emanuele, 53
56031-Bientina (PI)
Telefono: 0587.758411
Fax: 0587.758428 |
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Il Santo Patrono: |
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Orario dei Bus / Meteo / Mappa |
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C.F./P.Iva |
00188060503
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Codice ISTAT
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050001
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Codice catasto: |
B864 |
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Musei e Biblioteche |
QUI
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Cinema e Teatro
|
QUI
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Superficie: |
29,25 Kmq |
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Altezza: s.l.m. |
85 m |
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Latitudine: |
43°42'36,46'' |
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Longitudine: |
10°37'12,94'' |
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Prefisso telefonico: |
0587 |
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C.A.P. |
56031 |
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CI sismica |
Zona 3
(sismicità medio bassa) |
Bientina: storia,
cultura e tradizioni nel cuore della Toscana
Bientina è un borgo della provincia di Pisa
situato nella pianura ai piedi del Monte Pisano, in un territorio
profondamente segnato dalla presenza dell’antico Lago di Bientina e
da una storia che affonda le proprie radici nell’antichità.
Dalle origini etrusche al
MedioevoIl territorio di Bientina conserva importanti
testimonianze della presenza etrusca. Nel corso degli anni, gli
scavi archeologici hanno restituito reperti come anfore, ceramiche
in bucchero, fibule, monili e oggetti provenienti da corredi
funerari, testimonianza dell'importanza che questa zona doveva avere
già molti secoli prima della nascita del borgo medievale.
La prima testimonianza scritta relativa a Bientina
risale invece al 793 d.C.,
quando un documento cita una concessione di terreno al vescovo di
Lucca presso il monastero di Sant'Andrea.
Anche l'origine del nome rimane affascinante e non
del tutto certa: secondo alcune interpretazioni deriverebbe dal
latino Bis antes, “due siepi”, mentre un'altra ipotesi lo
collega al gentilizio etrusco Plitine.
Un momento fondamentale nella storia locale arrivò
nel XII secolo. Nel 1117 il castello di Bientina, con il suo
territorio, passò sotto la giurisdizione dell'arcivescovo di Pisa.
Pochi decenni più tardi, nel 1178-1179, gli abitanti della zona
furono riuniti in un unico insediamento fortificato. A questo
periodo viene tradizionalmente fatta risalire la formazione del
castello medievale, del quale rimangono ancora oggi torri e tratti
delle antiche strutture difensive.
Tra Pisa, Lucca e FirenzeLa posizione geografica di Bientina rese il borgo
un luogo strategico e conteso. Tra il XIII e il XIV secolo passò
alternativamente sotto il controllo di Pisa e Lucca, fino alla
sottomissione a Firenze nel 1402.
Uno degli episodi più significativi avvenne nel
1505, durante la guerra di Pisa, quando Bientina fu assediata dalle
forze pisane sostenute da fanti spagnoli. La resistenza del borgo
venne premiata da Firenze con privilegi economici e fiscali e con
l'appellativo di “Bientina
Fiorentina”.
Le torri e il borgo fortificatoPasseggiando per Bientina si possono ancora
riconoscere tracce dell'antico sistema difensivo medievale.
Sopravvivono parti delle mura e alcune torri che conservano nomi
tramandati nei secoli, come la
Torre della Mora, la Torre del Giglio e la Torre del Belvedere.
Particolarmente interessante è il
Mastio della Torre Civica,
struttura medievale a pianta pentagonale presso la quale è ancora
visibile un arco appartenente all'antica porta di accesso al paese.
Il centro storico ha tuttavia conosciuto profonde
trasformazioni: una parte consistente dell'antico tessuto urbano
venne demolita negli anni 1965-1966. Nonostante ciò, Bientina
conserva ancora monumenti capaci di raccontare le diverse epoche
della sua storia.
La Pieve di Santa Maria AssuntaTra gli edifici religiosi più importanti spicca la
Pieve di Santa Maria Assunta,
nel cuore del paese.
Ampliata tra il 1627 e il 1640, presenta un ricco
interno caratterizzato da decorazioni in stucco, nove altari e opere
pittoriche legate alla cultura artistica toscana del Sei e
Settecento.
Di particolare pregio è l'organo seicentesco
realizzato da Bartolomeo Ravani di
Lucca, datato 1640, con una cassa intagliata e dorata.
Alla Pieve è legata anche una delle tradizioni
religiose più caratteristiche di Bientina: il culto di
San Valentino Martire,
patrono del paese.
San Valentino Martire e la
tradizione popolareIl culto bientinese di San Valentino ha una storia
particolare. Le spoglie del martire, provenienti dalle catacombe di
San Callisto a Roma, arrivarono a Bientina e nel
1699 ebbe ufficialmente
inizio la loro venerazione.
La fama del santo crebbe rapidamente e superò i
confini locali. Nel 1717 anche Gian Gastone de' Medici si recò a
Bientina per venerarne le reliquie, seguito nel XVIII secolo dal
granduca Pietro Leopoldo di Lorena.
Ancora oggi la tradizione religiosa legata al
patrono rappresenta un elemento importante dell'identità culturale
della comunità bientinese.
Il Lago di Bientina e la grande
bonificaPer comprendere la storia del paese bisogna
immaginare un paesaggio molto diverso da quello attuale.
Per secoli il territorio fu infatti caratterizzato
dal Lago di Bientina,
conosciuto anche come Lago di Sesto, e dalle vaste zone umide
circostanti. Acqua, pesca, agricoltura e vie di comunicazione
contribuirono a plasmare la vita delle popolazioni locali.
Durante il governo dei Lorena iniziarono
importanti interventi di bonifica e regolazione delle acque.
Nell'Ottocento, sotto Leopoldo II, il lago venne prosciugato
attraverso un'imponente opera di ingegneria idraulica che permise
alle acque di attraversare l'area dell'Arno mediante il Canale
Emissario.
La bonifica trasformò radicalmente il paesaggio e
contribuì alla nascita della pianura agricola che caratterizza
ancora oggi il territorio.
Il patrimonio archeologicoLa storia più antica di Bientina è raccontata dal
Museo della Storia Antica del
Territorio “Vittorio Bernardi”, nato alla fine degli anni
Novanta per valorizzare i numerosi ritrovamenti archeologici della
zona.
Le scoperte effettuate soprattutto nell'area
dell'antico lago hanno restituito reperti etruschi di notevole
interesse, tra cui ceramiche, anfore, fibule, spilloni, orecchini e
altri elementi di corredi funerari.
Il museo rappresenta quindi una chiave di lettura
preziosa per comprendere come la pianura di Bientina fosse
frequentata e abitata ben prima della formazione del borgo
medievale.
Bientina oggi: un museo diffuso
Oggi Bientina punta a raccontare la propria storia
anche fuori dagli spazi museali attraverso il progetto del
Museo Diffuso.
Pannelli e percorsi distribuiti nel territorio
permettono di approfondire la storia del castello, degli edifici
storici, dell'antico Lago di Sesto e dell'ambiente naturale. Il
paese diventa così una sorta di museo all'aperto, nel quale
monumenti, paesaggio e memoria locale dialogano tra loro.
Visitare Bientina significa quindi scoprire una
Toscana meno conosciuta, fatta di
archeologia etrusca, fortificazioni medievali, arte sacra, antiche
devozioni e paesaggi trasformati nei secoli dall'acqua e
dall'intervento dell'uomo.
Un piccolo centro nel quale la storia della
Toscana si può leggere ancora oggi nelle torri, nelle chiese, nei
reperti archeologici e nella memoria dell'antico lago. |
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