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Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia
Breve storia del Comune, borgo, località e frazioni di
Calice al Cornoviglio, nella Provincia della Spezia. Regione Liguria, Italy
Frazioni, borghi, località di Calice al Cornoviglio sono: Madrignano Castello, Santa Maria, Villagrossa, Valdonica, Usurana, Terrugiara, Novegina, Ferdana, Debeduse, Pegui, Borseda, Bruscarolo, Chiusa, Martinello, Molunghi, Nasso, Pantanelli, Pianaccia, Piano di Madrignano, Posticcio, Torretta, Tranci, Filettino, Campi, Capannone, Provvedasco, Pietre Bianche. (Media Val di Vara)
BREVE STORIA
Gli abitanti si chiamano Calicesi. I liguri-apuani furono i primi
abitanti della zona da tempi immemorabili, successivamente i Vescovi di Luni
ebbero il dominio sul borgo. Il potere e la vita contadina ruotava attorno a
due fortezze, quella di Calice e quella di Madrignano. Dopo la decadenza di Luni il dominio ebbe vicende alterne. Dai signori di Giovagallo, dai
Malaspina e dai Villafranca, quando infine fu affidato ai Fieschi dalla
Repubblica di Genova. La famiglia
Doria subentrò ai
Fieschi dopo il
fallimento di questa famiglia. In seguito ripresero il controllo
del borgo e tra gli anni 1709/1772 lo cedettero al
Granducato di Toscana al
quale rimase sino al 1923, quando venne annesso alla Liguria. Tipicamente
medievale in mezzo a una vegetazione di castagneti, uliveti e vigneti.
Riparata da alti monti che favoriscono l'attività rurale, prevalentemente
l'apicoltura, la coltivazione biologica e l'erboristeria, attività
fondamentali per il borgo. Luogo ideale per escursioni sia a piedi che in
mountain-bike. |
Informazioni utili |
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Il Santo Patrono: |
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Municipio:Via Nasso
19020 Calice al Cornoviglio (SP)
Tel. 0187.936309
Fax. 0187.936451
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Orario dei Bus / Meteo / Mappa |
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| Codice ISTAT | 011008 |
| Codice catasto: | B410 |
| Musei e Biblioteche | QUI |
| Cinema e Teatro | QUI |
| Superficie: | 34,14 Kmq |
| Altezza comune: s.l.m. | 405 m |
| Latitudine: | 44° 14' 36" |
| Longitudine: | 9° 50' 3" |
| Prefisso telefonico: | 0187 |
| C.A.P. | 19020 |
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Calice al Cornoviglio: storia, cultura e territorio
Calice al Cornoviglio è
un comune dell'entroterra della provincia della Spezia, situato
nel cuore della Val di Vara
e nell'area storica della
Lunigiana. Il suo territorio, prevalentemente collinare
e montuoso, conserva un patrimonio fatto di storia,
architettura, paesaggi naturali e tradizioni che testimoniano il
lungo rapporto tra le comunità locali e l'ambiente.
Il simbolo più
importante del Comune è il
Castello Doria Malaspina di Calice, antica
fortificazione che domina il centro storico e che nel corso dei
secoli ha trasformato la propria funzione, passando da struttura
difensiva a residenza signorile e successivamente a sede
amministrativa e polo culturale.
Calice al Cornoviglio è
oggi un territorio particolarmente interessante per chi desidera
conoscere una Liguria meno conosciuta, lontana dai principali
centri costieri e caratterizzata da boschi, montagne, corsi
d'acqua, antichi insediamenti e testimonianze della cultura
rurale.
La storia di Calice al Cornoviglio
La storia di Calice al
Cornoviglio è strettamente legata alla posizione geografica del
territorio, posto lungo le vie di collegamento tra la
Val di Vara, la Val di Magra e
la Lunigiana.
Le origini del castello
di Calice sono molto antiche e la data della sua prima
costruzione non è conosciuta con certezza. Durante l'alto
Medioevo il territorio entrò nell'orbita del ramo obertengo
degli Estensi e successivamente dei
Malaspina,
protagonisti per secoli della storia della Lunigiana.
Una testimonianza
documentaria particolarmente importante risale al
1206, quando un lodo
riconobbe a Guglielmo e Corrado Malaspina il possesso del
castrum calisi, dopo una controversia con il vescovo di Luni.
Nel corso del XIII e del
XIV secolo il feudo fu interessato dalle divisioni e dai
passaggi tra diversi rami della famiglia Malaspina. La posizione
strategica del territorio contribuì a renderlo oggetto delle
contese politiche e militari che caratterizzarono la Lunigiana
medievale.
Nel
1416 le truppe della
Repubblica di Genova occuparono numerosi castelli della zona,
tra cui Calice e Madrignano, che furono successivamente affidati
ai Fieschi.
Nel XVI secolo, in
seguito alla caduta della famiglia Fieschi, il feudo passò ad
Andrea Doria, al quale
il castello fu assegnato dall'imperatore Carlo V.
Fu probabilmente durante
il periodo della dominazione dei Doria che il castello subì una
delle trasformazioni più significative della sua storia,
perdendo progressivamente la propria funzione prevalentemente
militare e assumendo l'aspetto di una residenza signorile.
Nel
1772 il castello fu
ceduto a Pietro Leopoldo, granduca di Toscana, e venne
utilizzato anche per funzioni amministrative.
Dopo l'Unità d'Italia il
castello continuò a svolgere un importante ruolo nella vita
della comunità, diventando sede municipale fino al
1993. Successivamente
è stato valorizzato come centro culturale e museale.
Il Castello Doria Malaspina Il
Castello Doria Malaspina
è il principale monumento storico di Calice al Cornoviglio e
rappresenta il punto di riferimento del centro storico.
La sua posizione
dominante riflette l'antica funzione strategica della
fortificazione, inserita in un sistema territoriale nel quale
castelli e insediamenti controllavano le vie di comunicazione
tra le valli interne.
Nel corso dei secoli il
complesso è stato modificato più volte. La trasformazione da
struttura fortificata a residenza signorile ne ha cambiato
profondamente l'aspetto e la funzione, ma ha lasciato
riconoscibili le diverse fasi della sua storia.
Oggi il castello
rappresenta soprattutto un luogo di cultura e memoria.
Il complesso ospita
infatti diverse raccolte museali, tra cui il
Museo della Brigata "Val di
Vara", il Museo delle
Risorse Faunistiche, la
Pinacoteca David Beghè,
il Piccolo Museo Pietro Rosa,
il Museo della Tradizione
Contadina, il Museo
della Statua Stele e il
Museo dell'Apicoltura.
Questa concentrazione di
collezioni rende il castello particolarmente importante per
conoscere non soltanto la storia politica del territorio, ma
anche la sua arte, le attività tradizionali, l'ambiente e la
memoria delle comunità locali.
La Pinacoteca David Beghè
Tra le realtà culturali
ospitate nel castello si trova la
Pinacoteca David Beghè,
dedicata al pittore e affrescatore nato a Calice nel 1854 e
morto a Milano nel 1933.
La sua presenza
all'interno del complesso collega la storia del paese alla
produzione artistica di un autore originario del territorio,
contribuendo a conservare la memoria della cultura artistica
locale.
Il Piccolo Museo Pietro Rosa Il
Piccolo Museo Pietro Rosa
conserva una selezione delle opere del pittore spezzino Pietro
Rosa, nato nel 1923 e morto nel 1995.
Il museo nacque negli
anni Novanta grazie alla collezione di Carlo Dallari e alla
collaborazione con l'amministrazione comunale. Successivamente
la raccolta venne trasferita negli ambienti che in passato
ospitavano le carceri mandamentali del castello.
La collezione comprende
ritratti e paesaggi e rappresenta una testimonianza dell'arte
figurativa del Novecento spezzino.
La memoria della cultura contadina
La storia di Calice al
Cornoviglio non è soltanto quella dei castelli e delle famiglie
feudali.
Per generazioni la vita
della comunità è stata legata all'agricoltura, alla gestione dei
boschi, all'allevamento e alla raccolta dei prodotti della
terra.
Il Museo della
Tradizione Contadina, ospitato nel castello, conserva
la memoria di questo mondo rurale e delle attività che per lungo
tempo hanno costituito la base dell'economia locale.
Questa dimensione è
particolarmente importante per comprendere il paesaggio attuale:
boschi, coltivi, antichi percorsi e nuclei abitati sono infatti
il risultato di un rapporto secolare tra uomo e ambiente.
Le statue stele e la memoria più antica La presenza del
Museo della Statua Stele
collega Calice al Cornoviglio alla più antica storia della
Lunigiana.
Le statue stele
costituiscono una delle testimonianze archeologiche più
caratteristiche di questo territorio e rappresentano un
patrimonio che precede di molti secoli la nascita dei castelli
medievali.
La loro presenza
all'interno del patrimonio culturale di Calice permette quindi
di leggere la storia del territorio su una scala temporale molto
più ampia, dalle civiltà preistoriche fino all'età medievale e
moderna.
Il Museo dell'Apicoltura Un'altra raccolta
particolare è il Museo
dell'Apicoltura, dedicato alla tradizione
dell'allevamento delle api e alla produzione del miele.
È un esempio di come il
patrimonio culturale di Calice comprenda anche i mestieri e le
attività legate alle risorse naturali del territorio.
L'apicoltura, insieme
all'agricoltura e alla gestione dei boschi, racconta una parte
della vita quotidiana delle comunità dell'entroterra.
Il territorio di Calice al Cornoviglio Il Comune si estende per
circa 34 chilometri quadrati
in un ambiente prevalentemente collinare e montuoso.
Il territorio si trova
lungo lo spartiacque tra i bacini del
Magra e del
Vara. Le principali
elevazioni sono il Monte
Cornoviglio, che raggiunge i 1.162 metri, e il
Monte Coppigliolo,
alto 1.139 metri.
La conformazione del
territorio ha favorito storicamente i collegamenti tra le due
valli attraverso passi e percorsi lungo i crinali.
È proprio questa
posizione tra valli diverse ad aver contribuito alla particolare
identità di Calice, territorio di confine tra Liguria e
Lunigiana.
Il torrente Usurana
Uno degli elementi
naturali più significativi del territorio è il
torrente Usurana.
Il corso d'acqua nasce
dalle pendici del Monte Coppigliolo e percorre circa dieci
chilometri prima di confluire nel fiume Vara nei pressi di
Martinello. Il suo bacino interessa anche i territori dei comuni
di Rocchetta di Vara e Beverino.
Il sistema dei torrenti
e dei piccoli corsi d'acqua contribuisce alla ricchezza del
paesaggio, caratterizzato da boschi, vallate e versanti verdi.
Natura e paesaggio
Il paesaggio di Calice
al Cornoviglio è molto diverso dall'immagine più conosciuta
della Liguria costiera.
Qui predominano
boschi, montagne, vallate e
crinali, con piccoli insediamenti distribuiti nel
territorio.
Questa conformazione
rende il Comune interessante per il turismo naturalistico, le
passeggiate, l'escursionismo e soprattutto per la fotografia del
paesaggio.
Le diverse stagioni
modificano profondamente l'aspetto del territorio: i boschi e i
versanti assumono colori particolarmente intensi in autunno,
mentre la primavera valorizza la vegetazione e i corsi d'acqua.
Il Parco di Montemarcello-Magra-Vara
Il territorio di Calice
al Cornoviglio è inserito nel più ampio sistema naturalistico
del Parco di
Montemarcello-Magra-Vara.
Il parco comprende un
territorio molto diversificato, nel quale gli ambienti fluviali
e collinari della Val di Vara e della Val di Magra si collegano
ai paesaggi della costa e del Golfo dei Poeti.
Per Calice questo
significa essere parte di un sistema paesaggistico nel quale
natura, storia e cultura sono strettamente connesse.
La tradizione del castagno
Il castagno ha avuto per
lungo tempo un ruolo importante nella vita economica e sociale
del territorio.
La
Festa del Castagno,
nata nel 1964 per iniziativa della Pro Loco, testimonia il
valore che questo prodotto ha avuto nella cultura locale. Le
prime edizioni si svolsero in un'area oggi destinata a parco
comunale; dal 1968 la manifestazione viene organizzata nel
territorio di Calice Castello.
Fino agli anni Sessanta
la raccolta delle castagne rappresentava per molte famiglie una
risorsa importante, accanto all'agricoltura e all'allevamento.
La tradizione del
castagno rappresenta quindi non soltanto un evento
folkloristico, ma una parte della memoria economica e sociale
della comunità.
L'Archivio Storico Comunale Un patrimonio
particolarmente prezioso e meno conosciuto è l'Archivio
Storico del Comune di Calice al Cornoviglio.
La documentazione
conserva testimonianze della vita amministrativa e sociale della
comunità dagli inizi del Settecento fino al Novecento.
Il documento più antico
indicato dal Comune risale al
1713 ed è un libro di deliberazioni della comunità
utilizzato fino al 1860. L'archivio comprende oltre cinquecento
cartolari con documenti relativi all'amministrazione, alla
fiscalità, all'anagrafe, allo stato civile, ai lavori pubblici,
alle elezioni e alla vita quotidiana del territorio.
Particolarmente
interessanti sono anche i registri scolastici, che documentano
la storia dell'istruzione locale dalla seconda metà
dell'Ottocento fino agli anni Cinquanta del Novecento.
L'archivio costituisce
quindi una fonte preziosa per ricostruire la storia di Calice
attraverso i documenti e le testimonianze della vita quotidiana.
Cosa vedere a Calice al Cornoviglio Per chi visita il
Comune, il principale punto di interesse è il
Castello Doria Malaspina,
con il suo patrimonio storico e museale.
Meritano attenzione
anche il centro storico, il paesaggio collinare e montano, i
percorsi lungo i crinali e gli elementi del patrimonio religioso
e rurale presenti nel territorio comunale.
Il rapporto tra
castello, natura e paesaggio è probabilmente l'aspetto più
caratteristico di una visita a Calice.
Calice al Cornoviglio per gli appassionati di fotografia
Calice al Cornoviglio
offre numerosi soggetti fotografici, soprattutto a chi desidera
raccontare l'entroterra spezzino attraverso immagini di
paesaggio e memoria.
Il castello costituisce
il principale elemento architettonico, mentre il territorio
offre panorami montani, boschi, torrenti, antichi percorsi e
scorci del paesaggio rurale.
Calice al Cornoviglio, tra storia e natura Calice al Cornoviglio
rappresenta una delle realtà dell'entroterra spezzino dove
storia e paesaggio sono particolarmente legati.
Il castello racconta le
vicende dei Malaspina, dei Fieschi e dei Doria; i musei
conservano testimonianze artistiche, archeologiche e della
cultura contadina; l'archivio storico documenta la vita della
comunità; le montagne e i boschi raccontano invece il rapporto
secolare tra l'uomo e l'ambiente.
È un territorio da conoscere con calma,
osservando non soltanto i monumenti più importanti ma anche il
paesaggio e le tracce della vita quotidiana che ancora oggi
caratterizzano questa parte della Val di Vara. |