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Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia Breve storia del Comune, borgo,
località e frazioni di Castelnuovo Garfagnana. Provincia di Lucca.
Regione Toscana. Italy Frazioni, borghi, località di
Castelnuovo di garfagnana
sono: Antisciana, Capannelle,
Cerretoli, Colle, Croce-Stazzana, Gragnanella, Metello,
Monterotondo, Monteperpoli, Monticello-Casetta, Palleroso,
Rontano, Volcascio.
(garfagnana
) BREVE STORIA
Gli abitanti si chiamano Castelnuovesi. Viene riconosciuto come il capoluogo
della garfagnana
. Da ritrovamenti archeologici è emersa la presenza degli
Etruschi e dei Romani
ed è verosimile che ancor prima furono le tribù
Sengauni o Apuani a
stabilirsi in questa parte di garfagnana
, in perenne lotta con i Romani,
sino al 56 a.C. Le prime notizie documentate risalgono all'invasione
Longobarda. Nel 1234 Lucca cedette Castenuovo alla corte di Roma come pegno
e nel Trecento si affermò come centro di transito, vera e propria porta
meridionale della valle della garfagnana
. Nel 1370
Castruccio Castracani convinse i castelnuovesi ad insorgere contro
Lucca, insediandosi nella
rocca
sino al 1377 anno in cui Lucca ripristinò il proprio dominio su Castelnuovo.
Mentre i fiorentini si stavano appropriando delle terre della lucchesia ed
avevano occupato Lucca, i castelnuovesi si sottomisero volontariamente a
Niccolò d'Este di Ferrara, sottraendosi così alla dominazione lucchese.
Nel 1512 subentrò
Francesco della Rovere Duca di Urbino, ma fu subito allontanato dal
ritorno dei Lucchesi; nel 1521 furono i Fiorentini ad impadronirsi della
città, sospinti da Papa Leone X, Alla morte del Papa la popolazione insorse
cacciando il commissario pontificio, facilitando poi il ritorno del
Duca Alfonso I d'Este e il Duca nominò
Ludovico Ariosto
come governatore. Gli estensi rimasero sino all'invasione dei francesi,
aggregando Castelnuovo alla
Repubblica Cisalpina, annettendola poi al
Principato di Lucca nel 1805. Nel periodo della
Restaurazione
del 1814 ritornò sotto al dominio degli estensi sino all'Unificazione
d'Italia, sotto l'amministrazione di Massa Carrara e infine di Lucca nel
1923. Centro più popoloso della garfagnana
e da qui si diramano diverse
strade panoramiche, posta nella parte settentrionale della valle del
Fiume Serchio tra i contrafforti montuosi delle
Alpi Apuane e dell'Appennino
Tosco-Emiliano. Il turismo è prevalentemente itinerante con percorsi a
cavallo, trekking e mountain-bike. La voglia di evadere in mezzo alla natura
si fa sentire per la bellezza dei luoghi. |
Informazioni sul Comune |
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Il Santo Patrono è: |
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Municipio: Via Vallisneri, 1
55032 Castelnuvo garfagnana
(LU) Tel. 0583.64481 Fax. 0583.644133 |
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Orario dei Bus / Meteo / Mappa |
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Codice ISTAT
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046009
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Codice catasto:
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C236
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Musei e Biblioteche
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QUI
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Cinema e Teatro
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QUI
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Superficie:
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24,46 Kmq
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Altezza comune: s.l.m.
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882 m
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Latitudine :
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44° 6' 39''
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Longitudine:
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10° 24' 42''
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Prefisso telefonico:
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0583
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C.A.P.
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55032
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Castelnuovo di Garfagnana: storia, cultura, arte, tradizioni e curiositàNel cuore della Garfagnana, là dove il fiume
Serchio incontra importanti vie di comunicazione tra le
montagne, sorge Castelnuovo di Garfagnana,
storico capoluogo della valle.
La sua posizione, tra le Alpi Apuane e
l'Appennino, ne ha determinato per secoli l'importanza
strategica, politica e commerciale. Ancora oggi il paese
conserva le tracce di questa lunga storia: la Rocca
Ariostesca, il Duomo dei Santi Pietro e Paolo, il
Teatro Alfieri, le piazze del centro e gli edifici storici
raccontano epoche diverse, dal Medioevo alla stagione estense,
dal Rinascimento all'Ottocento.
Castelnuovo è soprattutto il paese di
Ludovico Ariosto, che qui visse per tre anni come
governatore della Garfagnana. La presenza del poeta costituisce
uno degli elementi più caratteristici dell'identità culturale
della città.
Le origini di CastelnuovoLe prime notizie documentarie relative a Castelnuovo risalgono all'VIII secolo, precisamente intorno all'anno 740. Il nucleo abitato si sviluppò in una posizione particolarmente favorevole, nei pressi della confluenza tra il Serchio e la Turrite, lungo importanti percorsi che attraversavano la Garfagnana. La posizione geografica rese Castelnuovo interessante per i diversi poteri che si contesero il controllo della valle. Nel Medioevo il borgo entrò nell'orbita di Lucca, diventando progressivamente un centro fortificato e amministrativamente importante. Nel Trecento il paese conobbe una fase di particolare sviluppo sotto il dominio lucchese. A questo periodo sono legati anche gli interventi di Castruccio Castracani degli Antelminelli, che rafforzò le difese del borgo e ne ampliò il sistema murario.Dai Lucchesi agli EstensiLa posizione di Castelnuovo lo rese per lungo tempo un territorio conteso. Nel 1430 la comunità scelse di sottrarsi al dominio lucchese e di sottomettersi agli Estensi, entrando così nella sfera politica del Ducato di Ferrara. La scelta avrebbe avuto conseguenze decisive. Castelnuovo divenne infatti il principale centro della Garfagnana Estense e sede del governatore. Nei secoli successivi la città consolidò il proprio ruolo amministrativo, politico e commerciale, diventando uno dei principali punti di riferimento dell'intera valle. Il periodo estense rappresenta probabilmente il momento più importante della storia politica di Castelnuovo: la città divenne il centro amministrativo di un territorio montano complesso, caratterizzato da difficili comunicazioni, rivalità locali e frequenti problemi di sicurezza.La Rocca AriostescaIl monumento simbolo di Castelnuovo è senza dubbio la Rocca Ariostesca. La fortificazione ha origini molto antiche. Secondo le fonti comunali, sul luogo esisteva già un presidio intorno al IX secolo; il complesso venne poi ampliato e trasformato nel corso del Medioevo. Durante la dominazione lucchese la fortificazione venne potenziata, prima con gli interventi legati a Castruccio Castracani e successivamente durante il governo di Paolo Guinigi. La Rocca assunse poi una nuova funzione quando Castelnuovo divenne capoluogo della Garfagnana Estense: non fu più soltanto una struttura difensiva, ma divenne anche sede del governo e dei rappresentanti ducali. La struttura conserva la tipica forma delle fortificazioni medievali, con torri angolari e una torre centrale quadrata che svolgeva anche la funzione di prigione. Uno degli elementi più caratteristici è la grande terrazza che si affaccia sulla piazza, realizzata nel 1675. La Rocca ha attraversato anche le vicende più drammatiche del Novecento. Durante la Seconda guerra mondiale subì danni, come gran parte del centro storico, e venne successivamente restaurata. Oggi la Rocca rappresenta il punto di partenza ideale per comprendere la storia di Castelnuovo.Ludovico Ariosto a CastelnuovoÈ impossibile parlare di Castelnuovo senza parlare di Ludovico Ariosto. Nel 1522, il duca Alfonso I d'Este affidò al poeta l'incarico di governatore della Garfagnana. Ariosto arrivò a Castelnuovo nel febbraio di quell'anno e rimase in Garfagnana fino al 1525. Il poeta si trovò a governare un territorio molto diverso dalla raffinata corte di Ferrara. La Garfagnana dell'epoca era una terra montuosa e difficile, segnata da conflitti tra fazioni, brigantaggio, problemi economici, carestie e minacce sanitarie. Ariosto dovette quindi trasformarsi, almeno temporaneamente, da poeta e uomo di corte in amministratore, diplomatico e uomo di governo. La sua esperienza garfagnina è documentata anche dalle numerose lettere scritte durante il governatorato, nelle quali emergono le difficoltà concrete della vita politica e amministrativa del territorio. La Rocca è stata intitolata proprio a lui in ricordo degli anni trascorsi a Castelnuovo.Ariosto e la Garfagnana: una curiosità letterariaC'è un aspetto particolarmente curioso nella vicenda di Ariosto. L'autore dell'Orlando Furioso, uno dei massimi poemi della letteratura italiana, si trovò a confrontarsi con problemi molto lontani dall'immaginario cavalleresco delle sue opere. In Garfagnana dovette occuparsi di criminalità, controversie locali, tasse, carestie, approvvigionamenti e ordine pubblico. Le lettere di questo periodo mostrano quindi un Ariosto diverso da quello che immaginiamo normalmente: non soltanto poeta rinascimentale, ma anche funzionario impegnato quotidianamente nella gestione di un territorio difficile. È proprio questo contrasto tra il poeta dell'Orlando Furioso e il governatore alle prese con la realtà della Garfagnana a rendere la sua presenza a Castelnuovo particolarmente affascinante.Il Duomo dei Santi Pietro e PaoloAltro grande monumento del centro storico è il Duomo dei Santi Pietro e Paolo. L'attuale edificio venne costruito tra Quattrocento e Cinquecento sulle fondamenta di una precedente chiesa romanica dell'XI secolo. Nel corso del tempo la chiesa è stata più volte modificata, soprattutto durante l'epoca barocca e successivamente nell'Ottocento. Il risultato è un edificio nel quale convivono elementi appartenenti a epoche differenti. Il patrimonio artistico del Duomo è particolarmente interessante. Tra le opere più importanti si trova una terracotta invetriata raffigurante San Giuseppe, riconducibile alla bottega di Andrea della Robbia. È inoltre presente un importante Crocifisso ligneo del XV secolo, conosciuto con il nome di Cristo Nero. La chiesa conserva anche opere pittoriche di epoca rinascimentale e successiva, rendendola uno dei principali luoghi d'arte del centro di Castelnuovo.Il Cristo NeroIl Cristo Nero è una delle opere più curiose e suggestive custodite nel Duomo. Si tratta di un Crocifisso ligneo del Quattrocento, collocato nella Cappella di San Giuseppe. La denominazione popolare deriva dal colore scuro assunto dal legno nel corso dei secoli. Come spesso accade con le immagini religiose antiche, anche questo Crocifisso ha sviluppato attorno a sé una particolare dimensione devozionale, diventando parte della memoria religiosa della comunità. La sua presenza testimonia inoltre la ricchezza del patrimonio artistico medievale e rinascimentale conservato a Castelnuovo.Il Teatro AlfieriCastelnuovo non è soltanto una città medievale. Un altro capitolo importante della sua storia culturale è rappresentato dal Teatro Alfieri, uno dei principali teatri ottocenteschi della Valle del Serchio. Il teatro venne fondato nel 1860 grazie all'iniziativa di alcuni importanti cittadini locali, tra cui il conte Giovanni Carli e Antonio Vittoni. La costruzione rispondeva a un'esigenza culturale molto precisa: Castelnuovo era ormai un centro economicamente e socialmente importante e aveva bisogno di uno spazio adeguato per ospitare opere liriche, melodrammi, spettacoli teatrali e concerti. L'inaugurazione avvenne il 22 agosto 1860 con la rappresentazione de La straniera di Vincenzo Bellini. Il teatro attraversò poi diverse vicissitudini economiche e storiche. Durante la Seconda guerra mondiale il centro di Castelnuovo fu pesantemente colpito dai bombardamenti e il teatro subì la perdita di parte degli arredi, delle scenografie e del sipario dipinto. Dopo il conflitto venne nuovamente utilizzato, anche come sala cinematografica, fino alla chiusura nel 1990. Importanti restauri hanno successivamente restituito l'edificio alla sua funzione culturale e oggi il Teatro Alfieri ospita spettacoli ed eventi, mantenendo vivo il ruolo teatrale che Castelnuovo aveva conquistato nell'Ottocento.Castelnuovo e la cultura della GarfagnanaPer la sua posizione e per il ruolo amministrativo svolto per secoli, Castelnuovo è diventato uno dei principali centri culturali della Garfagnana. La città ha rappresentato per lungo tempo un luogo di scambio tra le diverse realtà della valle. Qui arrivavano persone, merci e prodotti provenienti dalle montagne e dalle vallate circostanti. Il mercato e le fiere contribuivano a trasformare Castelnuovo in un importante punto di incontro. Questa funzione commerciale è ancora percepibile nella struttura del centro e nelle tradizioni locali.La Fiera di settembreUna delle tradizioni più antiche di Castelnuovo è la Fiera di settembre. Le sue origini risalgono al periodo estense: tra i privilegi concessi alla Garfagnana dal marchese Niccolò III d'Este nel 1430 vi era anche quello relativo alla grande fiera di Castelnuovo. La tradizione si è mantenuta nel tempo e ancora oggi, all'inizio di settembre, il centro cittadino viene animato da bancarelle, prodotti, iniziative gastronomiche e attività commerciali. È un esempio particolarmente interessante di tradizione che collega direttamente la Castelnuovo contemporanea alla città estense del Quattrocento.La gastronomia e la cultura contadinaLa cultura di Castelnuovo è inseparabile da quella della Garfagnana. Per secoli l'economia locale si è basata sull'agricoltura, sull'allevamento e sullo sfruttamento dei boschi. Il castagno ha avuto un ruolo fondamentale nell'alimentazione delle popolazioni montane. La farina di castagne, conosciuta come farina di neccio, permetteva di ottenere alimenti nutrienti in un territorio dove l'agricoltura era spesso difficile. Necci, polenta di neccio, castagnaccio e altre preparazioni a base di castagne fanno parte della tradizione gastronomica garfagnina. Un altro prodotto simbolo è il farro della Garfagnana, legato alla tradizione agricola della valle. La cucina tradizionale racconta quindi una cultura basata sulla capacità di sfruttare con intelligenza le risorse del territorio.Il terremoto del 1920Il 7 settembre 1920 la Garfagnana fu colpita da uno dei terremoti più devastanti della storia italiana del Novecento. Il sisma interessò un'area molto vasta e provocò gravissimi danni anche a Castelnuovo. L'evento modificò profondamente l'aspetto di numerosi centri della Garfagnana e lasciò una traccia duratura nella memoria collettiva. Ancora oggi il terremoto del 1920 rappresenta uno degli episodi fondamentali della storia contemporanea della valle. La documentazione conservata e gli studi realizzati dalla Pro Loco di Castelnuovo hanno permesso di ricostruire non soltanto l'entità delle distruzioni, ma anche le vicende personali delle popolazioni colpite.La Seconda guerra mondialeUn'altra profonda ferita nella storia recente di Castelnuovo è rappresentata dalla Seconda guerra mondiale. Nel 1944 il centro storico venne pesantemente colpito dai bombardamenti. Gli edifici subirono gravi distruzioni e una parte significativa dell'antico tessuto urbano venne perduta. Anche la Rocca riportò danni. La ricostruzione del dopoguerra modificò in parte l'aspetto della città, lasciando però riconoscibili alcuni dei suoi monumenti principali. Per questo Castelnuovo è oggi il risultato di diverse stratificazioni: il borgo medievale, la città estense, gli interventi ottocenteschi e la ricostruzione del Novecento convivono all'interno dello stesso centro urbano.Castelnuovo e i cammini storiciLa posizione geografica di Castelnuovo ha favorito nei secoli il passaggio di viaggiatori e pellegrini. La città si trova lungo itinerari storici legati alla Via del Volto Santo e alla Via Matildica del Volto Santo, percorsi che collegano la Garfagnana con Lucca e con altri territori dell'Italia settentrionale. Questa dimensione di luogo di passaggio aiuta a comprendere anche la particolare apertura culturale di Castelnuovo: una città di montagna, ma allo stesso tempo centro di scambi, commerci e relazioni.Curiosità su Castelnuovo di GarfagnanaCastelnuovo è la città di Ariosto in Garfagnana.Ludovico Ariosto vi fu governatore dal 1522 al 1525. La Rocca conserva ancora oggi il suo nome e la sua memoria. Ariosto arrivò a Castelnuovo con un incarico tutt'altro che letterario. Il poeta dovette occuparsi concretamente di ordine pubblico, brigantaggio, carestie e amministrazione. La Rocca è molto più antica di Ariosto. La fortificazione esisteva già molti secoli prima dell'arrivo del poeta e fu progressivamente trasformata da presidio medievale a sede del governo estense. Il Teatro Alfieri fu inaugurato con Bellini. La prima rappresentazione del nuovo teatro, nel 1860, fu La straniera di Vincenzo Bellini. La Fiera di settembre ha quasi sei secoli di storia. Le sue origini sono legate ai privilegi concessi dagli Estensi nel 1430. La manifestazione continua ancora oggi. Nel Duomo c'è un "Cristo Nero". Il Crocifisso ligneo quattrocentesco è una delle opere più singolari del patrimonio artistico cittadino. Castelnuovo fu il centro politico della Garfagnana Estense. Per secoli fu sede del governatore estense e rappresentò il principale centro amministrativo della parte della Garfagnana sottoposta agli Estensi. La città porta ancora le cicatrici del Novecento. Il terremoto del 1920 e i bombardamenti della Seconda guerra mondiale hanno modificato profondamente il tessuto urbano e il patrimonio edilizio del centro. |