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Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia
Breve storia del
Comune, borgo, località e frazioni di Castelnuovo Val di Cecina. Provincia di Pisa,
Regione Toscana. Italy Frazioni, borghi, località del Comune di Castelnuovo Val di Cecina sono: Montecastelli Pisano, Sasso Pisano, Leccia, Bagno al Morbo, Cerbaiola, Lagoni Del Sasso, Paganina |
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BREVE STORIA
Gli abitanti si chiamano: Castelnuovini.
Deriva da castrum novum per la presenza di una fortificazione o un castello
di più recente costruzione rispetto ad un altro presente in zona. Un tempo
era chiamato Castelnuovo Montagna identificando la posizione geografica.
Il primo nucleo abitativo di un certo rilievo si è sviluppato all'epoca dei
Longobardi (VII secolo d.C.). Si può presupporre che è grazie a loro che
vengono tracciate le prime strade, torrette d'avvistamento e fortificazioni,
lungo il tracciato che collega Volterra a Massa Marittima. L'interesse dei
Longobardi per l'area di Castelnuovo è dovuto principalmente all'abbondanza
di risorse minerarie.
Dal Mille agli inizi del Duecento, Castelnuovo è un feudo degli Alberti,
conti annoverati tra i massimi esponenti dell'aristocrazia rurale toscana.
Nel 1213 i "freiherren", la classe popolare di origine longobarda, rendono autonomo il borgo, aiutati dal Comune di Volterra. Le numerose risorse minerarie (argento, zolfo, allume e vetriolo) impediscono tuttavia al libero Comune di sottrarsi agli scontri tra le due potenze per il suo possesso, che
si protrarranno per altri due secoli.
Nel 1429, al termine della lotta tra gli Alberti e Volterra, subentra nel
dominio dell'area Firenze, che presto farà suo tutto il territorio pisano.
Duramente colpito dagli eserciti ostili ai Medici, Castelnuovo si riprende
grazie a questi ultimi, che scelgono spesso, per le loro vacanze, le sue
sorgenti termali, dandogli ben presto la fama di centro di villeggiatura
molto frequentato dalle famiglie facoltose del
Granducato di Toscana. La
vera e propria rinascita del territorio è però da attribuirsi ai
Lorena, in
particolar modo alle riforme del 1776 di Pietro Leopoldo I, che trasforma
l'allora feudo di Castelnuovo in un comune.
Il territorio comunale presenta una morfologia variegata
che spazia dall'ambiente appenninico alla macchia mediterranea per poi farsi
nuovamente collinare con vigneti e oliveti e fa parte della
comunità Montana dell'Alta Val di Cecina L'economia locale è data
dall'attività mineraria e da quella agricola, allo sfruttamento dei boschi e
alla pastorizia mentre il turismo è attratto dall'ambiente particolare con
fenomeni geotermici naturali delle putizze e
fumarole, che conferiscono al paesaggio un aspetto misterioso e
infernale, dai monumenti storici e da siti archeologici, oltre alle attività
enogastronomiche e culturali organizzate dalla comunità.
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Informazioni utili |
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Municipio: Via Verdi,13
56041 Castelnuovo di Val di Cecina (PI)
Telefono: 0588.2351
Fax: 0588.20727
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Il Santo Patrono:
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Orario dei Bus / Meteo / Mappa |
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| C.F./P.Iva | 00165420506 |
| Codice ISTAT: | 050011 |
| Codice catasto: | C244 |
| Musei e Biblioteche | QUI |
| Cinema e Teatro | QUI |
| Superficie: | 88,79 Kmq |
| Altezza s.l.m. | 576 m |
| Latitudine: | 43°12'28,4'' |
| Longitudine: | 10°54'20,25'' |
| Prefisso telefonico: | 0588 |
| C.A.P. | 56041 |
| CI sismica | Zona 3 (sismicità medio-bassa) |
Castelnuovo di Val di Cecina: storia, cultura e natura nella terra del vaporeNel lembo meridionale della provincia di Pisa, tra la Val di Cecina e la Val di Cornia, Castelnuovo di Val di Cecina è uno dei territori più particolari della Toscana. Qui il paesaggio cambia continuamente: ai boschi di castagni che circondano il capoluogo si alternano colline coltivate a vite e olivo, vallate attraversate da torrenti, antichi borghi fortificati e zone nelle quali il calore della Terra emerge in superficie attraverso fumarole, sorgenti calde e vapori. È proprio questa combinazione tra Medioevo, archeologia, natura e geotermia a rendere Castelnuovo di Val di Cecina un luogo diverso da molti altri borghi toscani. Il capoluogo sorge a circa 576 metri di altitudine, sulle pendici del monte che porta lo stesso nome, circondato da estesi castagneti. Il territorio comunale comprende inoltre i borghi di Montecastelli Pisano, Sasso Pisano e La Leccia, piccoli centri che conservano importanti testimonianze medievali e archeologiche.Una terra abitata fin dall'antichitàLa storia del territorio è molto più antica dei borghi medievali che oggi lo caratterizzano. Ritrovamenti archeologici testimoniano infatti una presenza umana già in epoca etrusca e romana. La Val di Cecina era una delle aree più importanti dell'Etruria settentrionale e gravitava intorno alla potente città di Volterra. Le colline erano attraversate da percorsi che mettevano in comunicazione l'interno con la costa tirrenica e le risorse minerarie rendevano l'intera zona particolarmente importante. Ancora oggi, soprattutto nelle aree di Montecastelli e Sasso Pisano, è possibile trovare testimonianze di questo passato remoto.Castelnuovo e il MedioevoLa nascita del borgoIl nucleo storico di Castelnuovo ha origini medievali. Come molti centri della Val di Cecina, il paese nacque in posizione elevata per ragioni difensive. La conformazione stessa del borgo rivela ancora oggi questa origine. Visto dall'esterno, il centro storico presenta una curiosa forma che ricorda un grappolo d'uva, con gli edifici disposti lungo il pendio e raccolti intorno al nucleo più antico. All'interno, invece, si sviluppa un intreccio di strade strette, scalinate, passaggi coperti e case in pietra.Un borgo costruito sulla montagnaPasseggiare nel centro storico significa entrare in un piccolo labirinto medievale. Le strade seguono la conformazione naturale del terreno e si insinuano tra edifici costruiti molto vicini gli uni agli altri. Archi e passaggi collegano le case, mentre improvvise aperture tra gli edifici offrono panorami sulla vallata. La struttura compatta aveva una precisa funzione: ridurre lo spazio da difendere e sfruttare la posizione naturalmente protetta della montagna. Ancora oggi questa organizzazione urbanistica rappresenta uno degli elementi più caratteristici di Castelnuovo.Le antiche porteDel sistema difensivo medievale rimangono testimonianze anche negli accessi al borgo. Le antiche porte permettevano di controllare il passaggio delle persone e delle merci. Una volta chiuse, trasformavano il paese in una piccola fortezza. Sebbene molte strutture siano state modificate nel corso dei secoli, l'impianto del centro storico permette ancora di comprendere chiaramente la funzione difensiva originaria.La Chiesa del Santissimo SalvatoreNel centro storico si trova la Chiesa del Santissimo Salvatore, principale edificio religioso di Castelnuovo. La chiesa conserva opere e testimonianze appartenenti a differenti periodi storici e rappresenta da secoli uno dei punti di riferimento della comunità. Come accade in molti borghi medievali toscani, la vita religiosa e quella civile erano profondamente intrecciate. Le chiese non erano soltanto luoghi di culto, ma anche spazi di incontro intorno ai quali si organizzavano le principali ricorrenze della comunità.La castagna e i boschiUn paese circondato dai castagnetiUno degli elementi che più caratterizzano Castelnuovo è il castagno. Il paese è circondato da vasti boschi che per secoli hanno rappresentato una risorsa fondamentale per la popolazione. La castagna era infatti uno degli alimenti principali delle comunità montane. Veniva consumata fresca, essiccata oppure trasformata in farina, utilizzata per preparare polente, focacce e dolci. Per questo motivo il castagno veniva spesso chiamato “albero del pane”.Una risorsa per tutta la comunitàIl bosco non forniva soltanto alimenti. Il legname veniva utilizzato per costruire travi, mobili, utensili e recinzioni, mentre le foglie potevano servire come lettiera per gli animali. La raccolta delle castagne coinvolgeva intere famiglie e rappresentava uno dei momenti fondamentali dell'anno agricolo. Questa tradizione sopravvive ancora oggi nelle feste autunnali dedicate alla castagna e ai prodotti del bosco.Sasso Pisano: il paese delle terre fumantiTra le località più affascinanti del territorio comunale c'è Sasso Pisano. Il borgo sorge su uno sperone roccioso e conserva ancora l'aspetto dell'antico insediamento medievale. Ma ciò che rende Sasso davvero particolare si trova intorno al paese. Qui la geotermia è visibile direttamente nel paesaggio. Il terreno fuma, l'acqua ribolle e il vapore fuoriesce dalle fratture della roccia. È uno dei pochi luoghi della Toscana nei quali è possibile osservare in maniera così evidente l'energia naturale proveniente dalle profondità della Terra.Fumarole, putizze e sorgenti caldeLe manifestazioni geotermiche assumono forme differenti. Le fumarole sono emissioni di vapore e gas che fuoriescono direttamente dal terreno. Le putizze sono invece emanazioni caratterizzate dalla presenza di gas sulfurei e dal tipico odore di zolfo. A queste si aggiungono sorgenti di acqua calda e terreni alterati dalle elevate temperature e dai minerali. Il risultato è un paesaggio insolito, quasi lunare. Le rocce assumono colori particolari, il vapore avvolge i sentieri e in alcuni punti la vegetazione cambia completamente a causa delle condizioni estreme del terreno.Il sentiero delle fumaroleNei pressi di Sasso Pisano è possibile percorrere un itinerario attraverso le manifestazioni geotermiche naturali. Il sentiero permette di osservare da vicino vapori, sorgenti calde, cristallizzazioni minerali e rocce modificate dall'azione dei gas. In alcuni punti è possibile percepire chiaramente il calore proveniente dal sottosuolo. Il paesaggio offre un'immagine completamente diversa dalla Toscana più conosciuta delle vigne e dei cipressi. Qui il protagonista è il calore della Terra.La Valle del DiavoloL'area geotermica compresa tra Castelnuovo, Sasso Pisano, Monterotondo Marittimo e Larderello è conosciuta anche con il suggestivo nome di Valle del Diavolo. L'origine del nome è facile da comprendere. Prima che la scienza spiegasse il fenomeno geotermico, vedere colonne di vapore emergere dal terreno, sentire rumori sotterranei e percepire l'odore dello zolfo doveva apparire qualcosa di misterioso e inquietante. Nel corso del tempo nacquero racconti e leggende che associavano questi luoghi al mondo infernale. Una tradizione molto diffusa vuole persino che paesaggi di questo tipo possano aver contribuito all'immaginario dell'Inferno di Dante. Si tratta di un'ipotesi suggestiva più che di una certezza documentaria, ma rende bene l'impressione che queste terre fumanti dovevano suscitare nei viaggiatori medievali.Sasso Pisano e gli EtruschiLa storia di Sasso Pisano non riguarda però soltanto la geotermia moderna. Proprio le sorgenti calde erano conosciute e utilizzate già dagli Etruschi. La scoperta dell'area archeologica del Bagnone ha permesso di dimostrare quanto antico sia il rapporto tra l'uomo e le acque termali di questa zona.Il complesso sacro-termale del BagnoneNei pressi di Sasso Pisano si trova un importante complesso sacro-termale di epoca ellenistica, databile al III secolo a.C. Il sito dimostra che le popolazioni etrusche sfruttavano già le sorgenti naturali calde. L'acqua non aveva soltanto una funzione pratica. Nel mondo antico le sorgenti termali erano spesso considerate luoghi sacri, legati a divinità capaci di guarire e proteggere. Il Bagnone rappresenta quindi un luogo nel quale religione, salute e natura si incontravano.Le Aquae VolaterraeL'area termale viene collegata alle antiche Aquae Volaterrae, le acque del territorio volterrano ricordate dalle fonti antiche. Gli scavi hanno restituito strutture e reperti che permettono di ricostruire almeno in parte la frequentazione del complesso. Ancora oggi nell'area sgorgano sorgenti calde che possono raggiungere temperature molto elevate. È sorprendente pensare che nello stesso luogo nel quale oggi osserviamo il vapore della geotermia, più di duemila anni fa gli Etruschi utilizzassero già il calore naturale del sottosuolo.L'Antiquarium di Sasso PisanoI reperti provenienti dagli scavi archeologici possono essere conosciuti anche attraverso il piccolo Antiquarium di Sasso Pisano. La raccolta conserva materiali etruschi e romani rinvenuti soprattutto nell'area del Bagnone. Tra i reperti figurano monete, ceramiche, elementi architettonici e oggetti collegati alle pratiche religiose e alla frequentazione delle sorgenti. Il museo permette quindi di completare la visita alle terre fumanti con una prospettiva archeologica.Il lavatoio termaleUna curiosità di Sasso Pisano è rappresentata dall'antico lavatoio alimentato da acqua termale. La vasca sfrutta una sorgente naturalmente calda. Luoghi come questo ricordano che la geotermia non è stata utilizzata soltanto per produrre energia elettrica. Per secoli gli abitanti hanno sfruttato direttamente il calore naturale per le necessità quotidiane. Il lavatoio rappresenta quindi un piccolo ma significativo esempio del rapporto tra comunità e risorse geotermiche.Il BiolagoLa moderna valorizzazione delle acque calde ha portato anche alla realizzazione del Biolago di Sasso Pisano. Il complesso utilizza le risorse termiche dell'area e rappresenta un esempio contemporaneo di integrazione tra geotermia, benessere e turismo. È un ulteriore capitolo di una storia iniziata oltre duemila anni fa con gli Etruschi del Bagnone.Geotermia ed energiaNel corso dell'età moderna e soprattutto contemporanea l'uomo ha imparato a utilizzare il calore sotterraneo in maniera sempre più sofisticata. La vicina area di Larderello è diventata famosa in tutto il mondo per lo sfruttamento industriale della geotermia per la produzione di energia elettrica. Anche il territorio di Castelnuovo di Val di Cecina è profondamente coinvolto in questa storia. Centrali, tubazioni e infrastrutture geotermiche fanno ormai parte del paesaggio. Quello che per gli Etruschi era un fenomeno sacro e termale è diventato, nel mondo contemporaneo, anche una fonte di energia.Montecastelli PisanoUn altro piccolo gioiello del territorio è Montecastelli Pisano. Il borgo sorge su una collina dalla quale è possibile dominare le vallate del Cecina e del Pavone. La struttura del paese conserva chiaramente la propria origine medievale. Stretti vicoli, passaggi coperti e case in pietra conducono verso la parte più alta dell'abitato, dove si trovano i principali monumenti.La Torre dei PannocchieschiSulla sommità del paese si innalza la Torre dei Pannocchieschi, risalente al XII secolo. I Pannocchieschi furono una delle più importanti famiglie feudali della Toscana meridionale e possedevano numerosi castelli e territori tra le Colline Metallifere e la Maremma. La torre rappresentava il centro del sistema difensivo di Montecastelli. Ancora oggi domina il profilo del borgo ed è uno dei simboli più riconoscibili della sua origine medievale.La Pieve dei Santi Jacopo e FilippoAccanto alla torre si trova la Pieve romanica dei Santi Jacopo e Filippo, uno degli edifici religiosi più interessanti dell'intera zona. La presenza, sulla sommità della collina, della torre e della pieve riassume perfettamente l'organizzazione del borgo medievale: da una parte il potere militare e feudale, dall'altra quello religioso. La chiesa rappresenta un'importante testimonianza dell'architettura romanica della Val di Cecina.La Buca delle FateNei pressi di Montecastelli si trova anche un'importante testimonianza etrusca: la Buca delle Fate. Si tratta di una tomba gentilizia etrusca databile al VI secolo a.C. Il sepolcro testimonia che la collina era frequentata molti secoli prima della costruzione del borgo medievale. La Buca delle Fate permette quindi di aggiungere un ulteriore tassello alla lunghissima storia del territorio.Le miniere di rameLa zona di Montecastelli è legata anche alla storia mineraria. Nei dintorni si trovano infatti i resti di antiche miniere di rame. L'attività mineraria ha caratterizzato per lungo tempo le Colline Metallifere e numerose comunità della zona hanno vissuto direttamente o indirettamente grazie all'estrazione e alla lavorazione dei minerali. Le miniere di Montecastelli rimasero attive fino al Novecento e vennero definitivamente abbandonate nel 1941. Oggi i loro resti fanno parte degli itinerari naturalistici e storici lungo la valle del Pavone.Il Museo della Civiltà ContadinaA Montecastelli si trova anche il Museo della Civiltà Contadina. Il museo nasce dalla volontà di conservare gli strumenti e gli oggetti appartenuti alle famiglie del territorio. Vi sono raccolti attrezzi utilizzati nei campi, nei boschi e nelle botteghe artigiane tra Ottocento e Novecento. Falegnami, fabbri, calzolai, maniscalchi, contadini e boscaioli utilizzavano strumenti semplici ma indispensabili per la vita quotidiana. Il museo racconta quindi la storia delle persone comuni, completando quella dei castelli, delle famiglie feudali e delle miniere.La Rocca Sillana e la Valle del PavoneIl territorio attraversato dal torrente Pavone conserva alcuni degli ambienti naturali più suggestivi della Val di Cecina. Sentieri e antichi percorsi conducono verso boschi, corsi d'acqua, miniere abbandonate e punti panoramici. Da questa zona è possibile raggiungere anche l'area della Rocca Sillana, una delle grandi fortificazioni storiche della Val di Cecina. La rocca domina dall'alto un territorio vastissimo e testimonia l'importanza strategica che queste vallate possedevano durante il Medioevo.La LecciaTra Sasso Pisano e Larderello si incontra il piccolo borgo di La Leccia. L'insediamento sorge su uno sperone collinare tra la valle del Cecina e quella del Cornia. Il nome richiama i boschi di lecci che caratterizzano il territorio. La presenza di un castello è documentata già nell'XI secolo. La sua storia fu a lungo legata a Volterra e alle dispute tra il Comune e i vescovi volterrani per il controllo del territorio. Ancora oggi La Leccia conserva parte della propria struttura medievale e resti delle antiche fortificazioni.La Madonna del LibroNei pressi di La Leccia si trova il Santuario della Madonna del Libro, edificio religioso costruito agli inizi del Seicento. Il nome deriva da un'immagine della Vergine rappresentata mentre legge un libro. Il santuario costituisce uno dei piccoli luoghi di culto che punteggiano le campagne della Val di Cecina e testimonia la profonda religiosità delle comunità rurali.La Madonna del LatteUn'altra tradizione religiosa del territorio è legata alla Madonna del Latte. La devozione popolare verso la Vergine era particolarmente diffusa nelle campagne e si collegava alla protezione delle madri, dei bambini e della vita agricola. A La Leccia la festa tradizionale viene celebrata nel mese di giugno ed era associata anche alla richiesta di protezione dei raccolti dalla grandine. Questi riti permettono di comprendere quanto la religione popolare fosse strettamente legata ai ritmi della campagna.Vite e olivoSe il capoluogo è circondato soprattutto dai castagneti, scendendo verso Montecastelli e La Leccia il paesaggio cambia. Il clima diventa più mite e compaiono vigneti e oliveti. L'agricoltura ha rappresentato per secoli una delle principali attività economiche delle comunità locali. Vino e olio erano destinati sia al consumo familiare sia agli scambi commerciali. Ancora oggi queste produzioni contribuiscono all'identità gastronomica del territorio.Il vino di MontecastelliMontecastelli conserva una particolare tradizione vitivinicola. Le colline che circondano il paese sono particolarmente adatte alla coltivazione della vite e piccoli produttori continuano a realizzare vini legati al territorio. Il vino rappresenta quindi un altro elemento del paesaggio culturale di Castelnuovo: accanto ai vapori geotermici, alle miniere e ai boschi troviamo una Toscana agricola fatta di filari, poderi e cantine.L'olio di Sasso PisanoAnche Sasso Pisano conserva una tradizione legata alla produzione dell'olio extravergine di oliva. Gli oliveti crescono in un ambiente particolare, caratterizzato dalle condizioni climatiche e geologiche dell'area geotermica. La produzione dell'olio è celebrata anche attraverso feste e manifestazioni locali.Una birra prodotta con la geotermiaTra le curiosità contemporanee del territorio figura anche la produzione di birra artigianale utilizzando energia geotermica. È un esempio particolarmente interessante di come una risorsa naturale che caratterizza il territorio da millenni possa essere impiegata anche nelle moderne produzioni alimentari. Tradizione e innovazione finiscono così per incontrarsi ancora una volta.I torrenti e le vallateL'acqua rappresenta un altro elemento fondamentale del paesaggio. Il torrente Pavone, affluente del Cecina, attraversa una delle vallate più suggestive della zona. Altri corsi d'acqua scendono invece verso la Val di Cornia. Ponti, mulattiere e antichi percorsi testimoniano la necessità delle comunità di attraversare queste vallate per raggiungere campi, boschi, miniere e paesi vicini.Una natura tra montagna e MediterraneoIl territorio di Castelnuovo di Val di Cecina presenta una varietà vegetale sorprendente. Alle quote più elevate si incontrano castagni, cerri e occasionalmente faggi. Scendendo di quota compare invece la macchia mediterranea. Nelle zone più favorevoli all'agricoltura dominano olivo e vite. In pochi chilometri il visitatore può quindi passare da un ambiente quasi montano a un paesaggio tipicamente mediterraneo.Passeggiate e trekkingQuesta varietà rende Castelnuovo particolarmente interessante per il turismo lento. Dal capoluogo e dalle frazioni partono numerosi sentieri. È possibile attraversare i castagneti, raggiungere il torrente Pavone, percorrere le aree geotermiche di Sasso Pisano o camminare verso le antiche miniere. Alcuni percorsi offrono ampi panorami sulla Val di Cornia e, nelle giornate limpide, verso il Golfo di Piombino.Le feste della castagnaL'autunno è uno dei periodi più caratteristici per visitare Castelnuovo. La raccolta delle castagne viene celebrata con manifestazioni che mantengono vivo il rapporto tra il paese e i boschi. Dolci, farina di castagne e altri prodotti tradizionali ricordano un alimento che per secoli è stato fondamentale per la sopravvivenza delle comunità montane. La festa diventa così anche un'occasione per tramandare ricette e tradizioni.Un territorio tra tre provinceLa posizione geografica di Castelnuovo di Val di Cecina è particolare. Il Comune occupa l'estremità meridionale della provincia di Pisa, vicino ai territori delle province di Siena e Grosseto. Questa posizione di confine ha contribuito alla varietà culturale della zona. Qui si incontrano infatti caratteristiche della Val di Cecina, delle Colline Metallifere e della Maremma settentrionale. Anche l'architettura, l'agricoltura e le tradizioni locali riflettono questa condizione di territorio di passaggio.Una Toscana diversaCastelnuovo di Val di Cecina mostra un volto della Toscana molto diverso da quello delle grandi città d'arte. Qui il patrimonio culturale non è concentrato in grandi musei o palazzi monumentali. È distribuito nel territorio. Si trova nei vicoli medievali di Castelnuovo, nella Torre dei Pannocchieschi di Montecastelli, nelle tombe etrusche, nelle sorgenti calde di Sasso Pisano, nelle miniere abbandonate, nei castagneti e nelle piccole chiese di campagna. Ma soprattutto si trova nel paesaggio geotermico.Dove la Terra respiraPochi luoghi permettono di osservare in maniera così evidente la forza naturale che si trova sotto i nostri piedi. A Sasso Pisano il terreno emette vapore, le acque sono naturalmente calde e i minerali modificano il colore delle rocce. Gli Etruschi utilizzavano queste sorgenti oltre duemila anni fa. Le comunità medievali costruirono i loro borghi poco lontano. Nel Novecento il calore del sottosuolo divenne una fonte di energia. Oggi la stessa risorsa viene utilizzata per riscaldamento, attività produttive, turismo e benessere. È questa continuità a rendere Castelnuovo di Val di Cecina particolarmente affascinante. La storia del territorio è, in fondo, la storia del rapporto tra l'uomo e una terra viva: una terra che produce boschi e raccolti, custodisce minerali e sorgenti e, in alcuni luoghi, continua letteralmente a fumare sotto gli occhi del visitatore. |