
|
Frazioni & Località
|
|
Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia
Breve storia del Comune, borgo, località e frazioni di
Coreglia degli Antelminelli. Provincia di Lucca. Regione Toscana. Italy
Frazioni, borghi, località di Coreglia degli Antelminelli sono: Ghivizzano, Tereglio, Piano di
Coreglia, Vitiana, Lucignana, Gromignana, Calavorno
BREVE STORIA
Gli abitanti si chiamano coreglini. Il nome
Coreglia Antelminelli deriva dal nome proprio di persona latino tale
Corelius cui fu aggiunta, nel 1862 con decreto ministeriale, la specificazione
Antelminelli, a ricordo degli Antelminelli che in questo territorio, nel
Medioevo, furono prima vicari poi conti. I primi
insediamenti, risalgono al X secolo, epoca in cui il comune faceva già parte del
feudo dei Rolandinghi subentrati ai Romani dopo la decadenza dell'Impero. I
Longobardi presero possesso di una fortezza esistente e si stabilirono
governando per molti anni. Nel 1272 i lucchesi ne presero possesso, stabilendovi la
sede di una vicaria e fortificando ulteriormente per difenderlo dagli attacchi
nemici, i Guelfi, fino a quando non venne affidata da
Castruccio Castracani
alla famiglia degli Antelminelli. In seguito I coreglini decisero di stare con i
Lucchesi, Ghibellini, nonostante parteggiassero per i Guelfi. Alla morte di
Castruccio Castracani succedette il condottiero di ventura
Francesco
Castracani, cugino di Castruccio, dopo che fu destituito Sante Antelminelli
da parte dei Lucchesi. Era un periodo turbolento di guerre tra Guelfi e
Ghibellini ma il borgo raggiunse il suo massimo splendore. Dopo il 1369 la sede
dell'antica vicaria passò da Coreglia a Borgo a Mozzano. Nella prima metà del
secolo, durante gli attacchi condotti contro le vicine località dai Fiorentini e
dai loro alleati, rimase sempre fedele a Lucca. Con l'annessione napoleonica del
1801 decaddero tutte le nobiltà e Coreglia divenne parte della Provincia delle
Montagne mentre il Comune nasce con il Regno d'Italia nel 1861. Numerose sono le
Chiese costruite secoli prima, a significare la vocazione Cristiana
dei coreglini.
|
Informazioni sul Comune |
|
|
Il Santo Patrono è: |
San Michele |
|
Municipio: Piazza Antelminelli. 8
55025 Coreglia Antelminelli (LU)
Tel. 0583.78152
Fax. 0583.78419
|
|
|
Orario dei Bus / Meteo / Mappa |
|
| Codice ISTAT | 046011 |
| Codice catasto: | C996 |
| Musei e Biblioteche | QUI |
| Cinema e Teatro | QUI |
| Superficie: | 52,94 Kmq |
| Altezza comune: s.l.m. | 595 m |
| Latitudine: | 44° 3' 52,56" |
| Longitudine: | 10° 31' 35,40" |
| Prefisso telefonico: | 0583 |
| C.A.P. | 55025 |
Coreglia Antelminelli: il borgo dei figurinai, tra Medioevo, arte ed emigrazioneArrivando a Coreglia Antelminelli, nella Media Valle del Serchio, si ha immediatamente la sensazione di trovarsi davanti a un antico borgo di montagna. Le case in pietra, le strade strette, le chiese, i resti delle fortificazioni e la posizione panoramica raccontano una storia medievale fatta di castelli, vicari, guerre e rivalità fra Lucca e Firenze. Ma Coreglia possiede una caratteristica che la rende quasi unica. Per secoli, dalle sue strade partirono uomini che portavano con sé piccole statue di gesso, strumenti di lavoro e stampi, dirigendosi verso le città italiane ed europee alla ricerca di clienti. Erano i figurinai. Quella che nacque come un'attività artigianale legata alla necessità economica diventò una vera specializzazione artistica e commerciale e diede origine a un fenomeno migratorio di proporzioni straordinarie. Ancora oggi il Museo della Figurina di Gesso e dell'Emigrazione racconta questa vicenda, probabilmente la pagina più originale della storia di Coreglia.Un borgo nato intorno al castelloCoreglia nacque nell'Alto Medioevo intorno a un castello. La posizione era strategica: il borgo si trovava in una zona di passaggio fra la Lucchesia, la Media Valle del Serchio e le montagne. La prima fase della storia di Coreglia è legata ai Rolandinghi, signori di Loppia, e successivamente alla Repubblica di Lucca. Il castello rappresentava una vera sentinella del territorio lucchese. La posizione dominante non garantiva però tranquillità. Nel corso del Medioevo Coreglia fu coinvolta nelle lotte fra Lucca e Firenze e nelle vicende politiche che interessarono la Toscana settentrionale. La storia del paese si intrecciò in particolare con quella della potente famiglia degli Antelminelli, alla quale apparteneva Castruccio Castracani, uno dei personaggi più importanti della storia medievale lucchese.Castruccio Castracani e gli AntelminelliNel 1316 Coreglia passò sotto il controllo di Castruccio Castracani, che nello stesso anno divenne signore di Lucca. Il suo dominio rappresentò una fase importante nella storia del borgo. Dopo la morte di Castruccio, Coreglia tornò al centro delle rivalità fra le potenze della zona. Nel 1341 il paese passò ai Fiorentini, ma Francesco Castracani degli Antelminelli riuscì a riconquistarlo nel 1352. Nel 1355 Francesco ottenne dall'imperatore Carlo IV il titolo di Conte di Coreglia, trasformando l'antica vicaria in una contea. È proprio il legame con gli Antelminelli a spiegare la seconda parte dell'attuale nome del paese. La specificazione “Antelminelli” fu infatti aggiunta ufficialmente nel 1862, per ricordare la famiglia che aveva avuto un ruolo fondamentale nella storia medievale del territorio.Una terra di confineCoreglia fu per secoli un luogo nel quale si incontravano mondi diversi. Da una parte Lucca, dall'altra Firenze; da una parte la pianura e la città, dall'altra le montagne. Questa condizione di confine contribuì a formare il carattere del borgo. Coreglia non fu mai una grande città, ma ebbe un'importanza politica superiore alle proprie dimensioni. Nel 1562, come riconoscimento della fedeltà dimostrata a Lucca, la Repubblica istituì il Commissariato di Coreglia, dando origine all'entità amministrativa dalla quale deriva l'attuale Comune. La storia politica del paese si conclude così con una particolarità: un piccolo borgo montano riuscì a conservare una propria identità amministrativa e territoriale attraverso secoli di profondi cambiamenti.Il centro storicoIl centro storico di Coreglia conserva ancora l'impianto dell'antico borgo. La struttura urbana segue la conformazione della collina e mantiene il carattere tipico dei centri medievali della Valle del Serchio. Pietra, archi, piccole piazze e strade strette costruiscono un ambiente nel quale il passato non è confinato in un monumento, ma costituisce il tessuto stesso del paese. La parte più alta conserva le tracce della funzione difensiva originaria. Quello che oggi appare come un luogo tranquillo era un tempo un punto strategico, controllato e fortificato.La Rocca e la memoria militareLa Rocca di Coreglia rappresenta la memoria più evidente dell'antica funzione difensiva del paese. Il castello e le fortificazioni permettevano di controllare il territorio circostante e i percorsi che attraversavano la valle. Come molti castelli della Media Valle del Serchio, la Rocca non deve essere considerata soltanto come una costruzione militare. Era il centro di una comunità. Attorno alla fortificazione si svilupparono abitazioni, attività artigianali e luoghi di culto, dando progressivamente forma al borgo che conosciamo oggi.La Chiesa di San MartinoFra le testimonianze religiose più antiche di Coreglia merita particolare attenzione la Chiesa di San Martino. La sua origine risale a epoca molto antica e l'edificio conserva elementi che testimoniano le diverse fasi della sua costruzione e trasformazione. La chiesa appartiene a quella rete di edifici religiosi che per secoli costituì la struttura spirituale e sociale delle comunità della Valle del Serchio. In questi luoghi non si celebrava soltanto la liturgia. Si amministravano battesimi, matrimoni e funerali, si conservavano memorie familiari e si costruiva il senso di appartenenza alla comunità.La Chiesa di San MicheleUn'altra importante testimonianza artistica è la Chiesa di San Michele, edificio romanico che conserva opere di epoche differenti. Tra le testimonianze artistiche ricordate per la chiesa figurano un fonte battesimale quattrocentesco, un dipinto cinquecentesco della Madonna e un'Annunciazione trecentesca di gusto gotico. È proprio questa stratificazione a rendere interessanti le chiese di Coreglia. Non raccontano una sola epoca, ma mostrano come il patrimonio religioso sia stato continuamente arricchito e modificato nel corso dei secoli.Il Museo della Figurina di Gesso: esiste un luogo capace di raccontare Coreglia meglio di qualunque altro, è il Museo della Figurina di Gesso e dell'Emigrazione “Guglielmo Lera”.Museo della figurina di gesso e
dell'emigrazione Guglielmo Lera: Il museo fu istituito nel
1975 e si trova nel centro storico, all'interno
del palazzo appartenuto al barone Carlo Vanni,
a sua volta figurinaio emigrato nell'Impero austro-ungarico. La collezione comprende circa 1.300
esemplari di gesso, attraverso i quali è possibile
seguire l'evoluzione tecnica e artistica di questa produzione
dal Seicento fino ai giorni nostri.
Ma il museo non racconta solamente l'arte.
Racconta soprattutto le persone che la
praticavano.
I figurinai arrivarono in molti PaesiGli artigiani di Coreglia raggiunsero numerose città europee e, successivamente, anche destinazioni oltreoceano.A Coreglia esiste un museo unico nel suo
genere Il Museo della Figurina di Gesso e
dell'Emigrazione è dedicato contemporaneamente alla produzione
artistica e alla storia migratoria dei suoi protagonisti.
Anche i gatti diventavano opere d'arte Tra gli oggetti più curiosi della tradizione
figurinaia sono ricordati gatti settecenteschi colorati con il
fumo di candela.
Coreglia è stata una terra di
emigranti-artisti La sua emigrazione è particolare perché non si
trattava semplicemente di lavoratori agricoli o manovali: molti
emigranti erano artigiani specializzati, capaci
di portare con sé un mestiere e trasformarlo in un'attività
commerciale.
|