Coreglia Antelmielli

Coreglia Antelminelli: fotografie, storia e Informazioni locali

Comuni & Città
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Frazioni & Località
Foto - Fotografie - Immagini - Borgo - Località nella Mediavalle (LU = Lucca. Regione Toscana. Italy)
Con la divisione del territorio della Garfagnana e della Valle del Serchio fatta dai lucchesi, nel 1272 nacque la Vicaria di Coreglia...Il valore storico e paesaggistico del borgo è stato riconosciuto anche attraverso l'inserimento nel circuito dei Borghi più belli d'Italia, avvenuto nel 2004.Il riconoscimento valorizza soprattutto la qualità del centro storico, il patrimonio architettonico e il contesto paesaggistico.

Coreglia Antelminelli

Coreglia Antelminelli

Coreglia Antelminelli

Uno dei borghi più belli d'Italia

Il Comune

Municipio

Targa sul municipio

Targa sul municipio

Coreglia Antelminelli

Coreglia Antelminelli

Coreglia Antelminelli

Locandina

Chiesa di San Martino

Interno della Chiesa di San Martino

Interno della Chiesa di San Martino

Interno della Chiesa di San Martino

Interno della Chiesa di San Martino

Interno della Chiesa di San Martino

Esterno della Chiesa

Dal parchetto a fianco della Chiesa

Dal parchetto a fianco della Chiesa

In paese

Centro storico

Porta Piastri

Porta Piastri

Affresco sulla porta Piastri

Mosaico di qualcuno

Case

Antico portale

Locandina

La canonica

In paese

In paese

Fontana

Locandina

Chiesa di San Michele

Parrocchia di S.Michele

Parrocchia di S.Michele

Parrocchia di S.Michele

Acquasantiera

Interno di S.Michele

Interno di S.Michele

Interno di S.Michele

Interno di S.Michele

Interno di S.Michele

Interno di S.Michele

Interno di S.Michele

Interno di S.Michele

Interno di S.Michele

Interno di S.Michele

Interno di S.Michele

Dipinto

Interno di S.Michele

Interno di S.Michele

Interno di S.Michele

Interno di S.Michele

Interno alla Chiesa

Dipinto

Dipinto

Fonte battesimale

Dipinto

Entrata laterale di S.Michele

Portale della Chiesa

Il retro della Chiesa di S.Michele

Torre campanaria

Il retro della Chiesa

Il retro della Chiesa

Porta San Michele

Porta San Michele

Data

Locandina

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Vista dalla località

In paese

In paese

Casa

Vista dalla località

In paese

In paese

Violette

In paese

Porta a Ponte

Banderuola

Porta a Ponte

Porta a Ponte

Porta a Ponte

Arte di legno

Porta a Ponte

Oggetti di qualcuno

Oggetti

In paese

In paese

In paese

Vista

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Porta Piastri

Vista sul campo sportivo

Vista

Vista

In paese

La fontana

La fontana

Torre campanaria di S.Michele

Torre campanaria di S.Michele

In paese

Torre campanaria di S.Michele

Torre campanaria di S.Michele

Torre campanaria di S.Michele

Museo delle statue in gesso

Antico portale

Antico portale

In paese

In paese

In paese

Case

Case

Vista dalla località

Coreglia

Coreglia

Coreglia

Coreglia

Coreglia

Coreglia

Coreglia

Coreglia

Coreglia

Coreglia Antelminelli

Coreglia Antelminelli

Coreglia Antelminelli

Coreglia Antelminelli

Vista dalla strada

Vista dalla strada

Vista dalla strada

Vista dalla strada

Vista dalla strada

Coreglia

Coreglia

Coreglia

Le mura esterne della rocca

Le mura esterne della rocca

Le mura esterne della rocca

Le mura esterne della rocca

Coreglia Antelminelli

Coreglia Antelminelli

Coreglia Antelminelli

Coreglia Antelminelli

Coreglia Antelminelli

Coreglia Antelminelli

Coreglia Antelminelli

Coreglia Antelminelli

Abitazione

Le mura esterne della rocca

Le mura esterne della rocca

Le mura esterne della rocca

La fontanella

Le mura esterne della rocca con porticina

Le mura esterne della rocca

Le mura esterne della rocca

Le mura esterne della rocca

Parte abitativa della Rocca

Piazzale della Rocca

Vista dalla località

Le mura esterne della rocca

Le mura esterne della rocca

Le mura esterne della rocca

Le mura esterne della rocca

Le mura esterne della rocca

Coreglia

Coreglia

Antica porta della città

Antica porta

In paese

Fregio nobiliare

In paese

La Chiesa

In paese

La Chiesa

Il comune

In paese

In paese

Museo delle Figurine di Gesso

Interno del Museo delle figurine di Gesso

Vista sui tetti

Vista sui tetti di Coreglia

Vista sui tetti di Coreglia

Vista su Coreglia

Vista su Coreglia

Vista su Coreglia

Vista sui tetti

Figurine di gesso

Figurine di gesso

Figurine di gesso

Figure di gesso

Immagine sacra

Lapide

Figure nel lungostrada

Figure di legno nel lungostrada

Figure di legno nel lungostrada

Figure di legno nel lungostrada

Figure di legno nel lungostrada

Figure di legno nel lungostrada

Figure di legno nel lungostrada

Figure di legno nel lungostrada

Figure di legno nel lungostrada

Figure di legno nel lungostrada

Figure di legno nel lungostrada

Figure di legno nel lungotrada

Figure di legno nel lungotrada

Figure nel lingostrada

Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia
Breve storia del Comune, borgo, località e frazioni di Coreglia degli Antelminelli. Provincia di Lucca. Regione Toscana. Italy
 
Frazioni, borghi, località di Coreglia degli Antelminelli sono: Ghivizzano, Tereglio, Piano di Coreglia, Vitiana, Lucignana, Gromignana, Calavorno
BREVE STORIA
Gli abitanti si chiamano coreglini. Il nome Coreglia Antelminelli deriva dal nome proprio di persona latino tale Corelius cui fu aggiunta, nel 1862 con decreto ministeriale, la specificazione Antelminelli, a ricordo degli Antelminelli che in questo territorio, nel Medioevo, furono prima vicari poi conti. I primi insediamenti, risalgono al X secolo, epoca in cui il comune faceva già parte del feudo dei Rolandinghi subentrati ai Romani dopo la decadenza dell'Impero. I Longobardi presero possesso di una fortezza esistente e si stabilirono governando per molti anni. Nel 1272 i lucchesi ne presero possesso, stabilendovi la sede di una vicaria e fortificando ulteriormente per difenderlo dagli attacchi nemici, i Guelfi, fino a quando non venne affidata da Castruccio Castracani alla famiglia degli Antelminelli. In seguito I coreglini decisero di stare con i Lucchesi, Ghibellini, nonostante parteggiassero per i Guelfi. Alla morte di Castruccio Castracani succedette il condottiero di ventura Francesco Castracani, cugino di Castruccio, dopo che fu destituito Sante Antelminelli da parte dei Lucchesi. Era un periodo turbolento di guerre tra Guelfi e Ghibellini ma il borgo raggiunse il suo massimo splendore. Dopo il 1369 la sede dell'antica vicaria passò da Coreglia a Borgo a Mozzano. Nella prima metà del secolo, durante gli attacchi condotti contro le vicine località dai Fiorentini e dai loro alleati, rimase sempre fedele a Lucca. Con l'annessione napoleonica del 1801 decaddero tutte le nobiltà e Coreglia divenne parte della Provincia delle Montagne mentre il Comune nasce con il Regno d'Italia nel 1861. Numerose sono le Chiese costruite secoli prima, a significare la vocazione Cristiana dei coreglini.

Informazioni sul Comune

Il Santo Patrono è:
San Michele
Municipio: Piazza Antelminelli. 8
55025 Coreglia Antelminelli (LU)
Tel. 0583.78152
Fax. 0583.78419
Orario dei Bus / Meteo / Mappa
Orario BusMeteo localeMappa/Maps
Codice ISTAT 046011
Codice catasto: C996
Musei e Biblioteche QUI
Cinema e Teatro QUI
Superficie: 52,94 Kmq
Altezza comune: s.l.m. 595 m
Latitudine: 44° 3' 52,56"  
Longitudine: 10° 31' 35,40"
Prefisso telefonico: 0583
C.A.P. 55025

Coreglia Antelminelli: il borgo dei figurinai, tra Medioevo, arte ed emigrazione

Arrivando a Coreglia Antelminelli, nella Media Valle del Serchio, si ha immediatamente la sensazione di trovarsi davanti a un antico borgo di montagna. Le case in pietra, le strade strette, le chiese, i resti delle fortificazioni e la posizione panoramica raccontano una storia medievale fatta di castelli, vicari, guerre e rivalità fra Lucca e Firenze. Ma Coreglia possiede una caratteristica che la rende quasi unica. Per secoli, dalle sue strade partirono uomini che portavano con sé piccole statue di gesso, strumenti di lavoro e stampi, dirigendosi verso le città italiane ed europee alla ricerca di clienti. Erano i figurinai. Quella che nacque come un'attività artigianale legata alla necessità economica diventò una vera specializzazione artistica e commerciale e diede origine a un fenomeno migratorio di proporzioni straordinarie. Ancora oggi il Museo della Figurina di Gesso e dell'Emigrazione racconta questa vicenda, probabilmente la pagina più originale della storia di Coreglia.

Un borgo nato intorno al castello

Coreglia nacque nell'Alto Medioevo intorno a un castello. La posizione era strategica: il borgo si trovava in una zona di passaggio fra la Lucchesia, la Media Valle del Serchio e le montagne. La prima fase della storia di Coreglia è legata ai Rolandinghi, signori di Loppia, e successivamente alla Repubblica di Lucca. Il castello rappresentava una vera sentinella del territorio lucchese. La posizione dominante non garantiva però tranquillità. Nel corso del Medioevo Coreglia fu coinvolta nelle lotte fra Lucca e Firenze e nelle vicende politiche che interessarono la Toscana settentrionale. La storia del paese si intrecciò in particolare con quella della potente famiglia degli Antelminelli, alla quale apparteneva Castruccio Castracani, uno dei personaggi più importanti della storia medievale lucchese.

Castruccio Castracani e gli Antelminelli

Nel 1316 Coreglia passò sotto il controllo di Castruccio Castracani, che nello stesso anno divenne signore di Lucca. Il suo dominio rappresentò una fase importante nella storia del borgo. Dopo la morte di Castruccio, Coreglia tornò al centro delle rivalità fra le potenze della zona. Nel 1341 il paese passò ai Fiorentini, ma Francesco Castracani degli Antelminelli riuscì a riconquistarlo nel 1352. Nel 1355 Francesco ottenne dall'imperatore Carlo IV il titolo di Conte di Coreglia, trasformando l'antica vicaria in una contea. È proprio il legame con gli Antelminelli a spiegare la seconda parte dell'attuale nome del paese. La specificazione “Antelminelli” fu infatti aggiunta ufficialmente nel 1862, per ricordare la famiglia che aveva avuto un ruolo fondamentale nella storia medievale del territorio.

Una terra di confine

Coreglia fu per secoli un luogo nel quale si incontravano mondi diversi. Da una parte Lucca, dall'altra Firenze; da una parte la pianura e la città, dall'altra le montagne. Questa condizione di confine contribuì a formare il carattere del borgo. Coreglia non fu mai una grande città, ma ebbe un'importanza politica superiore alle proprie dimensioni. Nel 1562, come riconoscimento della fedeltà  dimostrata a Lucca, la Repubblica istituì il Commissariato di Coreglia, dando origine all'entità amministrativa dalla quale deriva l'attuale Comune. La storia politica del paese si conclude così con una particolarità: un piccolo borgo montano riuscì a conservare una propria identità amministrativa e territoriale attraverso secoli di profondi cambiamenti.

Il centro storico

Il centro storico di Coreglia conserva ancora l'impianto dell'antico borgo. La struttura urbana segue la conformazione della collina e mantiene il carattere tipico dei centri medievali della Valle del Serchio. Pietra, archi, piccole piazze e strade strette costruiscono un ambiente nel quale il passato non è confinato in un monumento, ma costituisce il tessuto stesso del paese. La parte più alta conserva le tracce della funzione difensiva originaria. Quello che oggi appare come un luogo tranquillo era un tempo un punto strategico, controllato e fortificato.

La Rocca e la memoria militare

La Rocca di Coreglia rappresenta la memoria più evidente dell'antica funzione difensiva del paese. Il castello e le fortificazioni permettevano di controllare il territorio circostante e i percorsi che attraversavano la valle. Come molti castelli della Media Valle del Serchio, la Rocca non deve essere considerata soltanto come una costruzione militare. Era il centro di una comunità. Attorno alla fortificazione si svilupparono abitazioni, attività artigianali e luoghi di culto, dando progressivamente forma al borgo che conosciamo oggi.

La Chiesa di San Martino

Fra le testimonianze religiose più antiche di Coreglia merita particolare attenzione la Chiesa di San Martino. La sua origine risale a epoca molto antica e l'edificio conserva elementi che testimoniano le diverse fasi della sua costruzione e trasformazione. La chiesa appartiene a quella rete di edifici religiosi che per secoli costituì la struttura spirituale e sociale delle comunità della Valle del Serchio. In questi luoghi non si celebrava soltanto la liturgia. Si amministravano battesimi, matrimoni e funerali, si conservavano memorie familiari e si costruiva il senso di appartenenza alla comunità.

La Chiesa di San Michele

Un'altra importante testimonianza artistica è la Chiesa di San Michele, edificio romanico che conserva opere di epoche differenti. Tra le testimonianze artistiche ricordate per la chiesa figurano un fonte battesimale quattrocentesco, un dipinto cinquecentesco della Madonna e un'Annunciazione trecentesca di gusto gotico. È proprio questa stratificazione a rendere interessanti le chiese di Coreglia. Non raccontano una sola epoca, ma mostrano come il patrimonio religioso sia stato continuamente arricchito e modificato nel corso dei secoli.

Il Museo della Figurina di Gesso: esiste un luogo capace di raccontare Coreglia meglio di qualunque altro, è il Museo della Figurina di Gesso e dell'Emigrazione “Guglielmo Lera”.

Museo della figurina di gesso e dell'emigrazione Guglielmo Lera: Il museo fu istituito nel 1975 e si trova nel centro storico, all'interno del palazzo appartenuto al barone Carlo Vanni, a sua volta figurinaio emigrato nell'Impero austro-ungarico.

La collezione comprende circa 1.300 esemplari di gesso, attraverso i quali è possibile seguire l'evoluzione tecnica e artistica di questa produzione dal Seicento fino ai giorni nostri. Ma il museo non racconta solamente l'arte. Racconta soprattutto le persone che la praticavano.

Chi erano i figurinai?

I figurinai erano artigiani specializzati nella produzione di piccole statue in gesso. Realizzavano soggetti religiosi, figure per i presepi, busti, personaggi storici, animali e rappresentazioni ispirate all'arte classica. La produzione poteva essere relativamente semplice, ma richiedeva capacità manuale, precisione e conoscenza dei materiali. Il gesso aveva inoltre un grande vantaggio: era più economico e più facilmente lavorabile del marmo. Per una popolazione povera e con poche possibilità economiche, poteva quindi rappresentare una straordinaria opportunità.

Un'arte nata dalla necessità

Le origini precise della lavorazione artistica del gesso a Coreglia non sono completamente certe. Secondo una tradizione, l'attività potrebbe essere nata dall'imitazione delle opere in marmo: il gesso permetteva di ottenere statue dall'aspetto simile alla pietra a costi molto inferiori. Un'altra tradizione attribuisce invece l'origine della produzione a piccole statue religiose realizzate da monache. Le fonti culturali collocano comunque la diffusione della produzione dei figurinai fra il tardo Medioevo e l'età moderna, con una forte specializzazione della zona fra XVI e XX secolo. È importante quindi non presentare una singola leggenda come certezza storica. Quello che è certo è che l'attività divenne progressivamente una delle specializzazioni più caratteristiche di Coreglia e della Media Valle del Serchio.

Dalla bottega al mondo

La storia dei figurinai diventa davvero straordinaria quando si parla di emigrazione. A partire dall'età moderna, gli artigiani iniziarono a spostarsi per vendere direttamente le proprie opere. Non partivano necessariamente con grandi capitali. Spesso viaggiavano in piccoli gruppi, portando con sé gli strumenti necessari per lavorare e vendere le statuine. Nel corso dei secoli questi artigiani raggiunsero numerose città italiane e poi gran parte dell'Europa. Le fonti ricordano presenze in Francia, Germania, Svizzera, Austria, Inghilterra e Svezia, oltre a destinazioni oltreoceano. Il fenomeno raggiunse dimensioni tali da diventare una delle principali forme di emigrazione economica della Valle del Serchio.

Le “compagnie” dei figurinai

I viaggi dei figurinai non erano improvvisati. Gli artigiani potevano organizzarsi in vere e proprie compagnie, nelle quali ogni persona aveva un compito. C'erano gli scultori, i formatori, i lavoratori che preparavano il gesso, gli addetti alla rifinitura e coloro che si occupavano della vendita. Era un sistema di lavoro organizzato e tramandato spesso all'interno delle famiglie. In questo modo il mestiere diventava contemporaneamente arte, professione e patrimonio familiare.

Una piccola industria internazionale

La cosa più sorprendente è che Coreglia, un piccolo borgo di montagna, riuscì a costruire attraverso i suoi artigiani una vera rete economica internazionale. I figurinai non erano semplicemente emigranti che lasciavano il paese. Erano artigiani-imprenditori. Produce­vano, trasportavano e vendevano. Cercavano nuovi mercati, seguivano le comunità italiane all'estero e si spostavano quando una determinata città non offriva più sufficienti possibilità. Il loro lavoro trasformò così la necessità di emigrare in una forma di specializzazione economica.

L'arte del gesso arriva nelle grandi città

Le statuine di Coreglia trovarono un mercato particolarmente favorevole nelle città europee. Soggetti religiosi, presepi, busti e piccoli oggetti decorativi potevano essere acquistati da famiglie appartenenti a diverse classi sociali. In alcuni casi gli artigiani riuscirono a raggiungere livelli economici e sociali molto superiori a quelli da cui erano partiti. È un esempio particolarmente interessante di mobilità sociale attraverso l'artigianato.

Carlo Vanni e la scuola dei figurinai

Una figura importante nella storia della tradizione è Carlo Vanni. Figurinaio di successo, Vanni istituì nel 1883 una scuola destinata alla formazione dei giovani nel mestiere. La sua iniziativa mostra quanto la produzione di figurine fosse ormai considerata una vera professione che meritava di essere trasmessa attraverso un insegnamento organizzato. Quando Vanni si trasferì a Vienna nel 1915, lasciò il proprio palazzo al Comune. Quel palazzo sarebbe diventato in seguito la sede del museo dedicato alla tradizione dei figurinai. La vicenda di Carlo Vanni riassume perfettamente la storia di Coreglia: partire, avere successo all'estero e mantenere comunque un legame con il paese d'origine.

Il Museo e la memoria dell'emigrazione

Il valore del museo non sta quindi soltanto nelle statuette. Accanto ai manufatti sono conservate fotografie, lettere, documenti e testimonianze legate agli emigranti. Il museo permette di ricostruire una storia che altrimenti rischierebbe di essere dimenticata. Dietro ogni figurina c'era infatti un viaggio. E dietro ogni viaggio c'era una famiglia.

Una curiosità: i gatti di gesso

Tra gli oggetti più curiosi ricordati dalle collezioni del museo ci sono alcuni gatti del XVIII secolo, colorati utilizzando il fumo di candela. È un piccolo dettaglio, apparentemente marginale, ma molto significativo. Dimostra quanto i figurinai sapessero utilizzare materiali semplici per ottenere effetti decorativi e quanto la produzione non fosse limitata ai soli soggetti religiosi.

Il presepe di gesso

La tradizione del presepe ebbe un ruolo importante nella produzione dei figurinai. Le statuine di piccole dimensioni potevano essere facilmente trasportate e vendute e il mercato natalizio offriva opportunità in numerose città europee. Il museo conserva anche un grande presepe di fine Ottocento, che permette di osservare la qualità raggiunta da questa produzione.

Coreglia e il Risorgimento

La storia del paese non si limita al Medioevo e ai figurinai. Nell'Ottocento alcuni cittadini di Coreglia parteciparono alle vicende del Risorgimento italiano. La stessa amministrazione comunale ricorda figure locali che si distinsero nelle campagne risorgimentali e, più in generale, personaggi che acquisirono notorietà nel campo delle arti e delle scienze. È una pagina meno conosciuta, ma importante perché dimostra come anche una comunità montana fosse inserita nei grandi processi politici e culturali che portarono alla nascita dell'Italia unita.

La cultura del castagno

Prima dell'emigrazione e dell'artigianato, la vita della popolazione era profondamente legata alla montagna. Come in gran parte della Valle del Serchio, il castagno rappresentava una risorsa essenziale. Dal castagno si ricavavano legna, frutti e farina. La castagna era un alimento fondamentale per le popolazioni montane e contribuiva alla sopravvivenza delle famiglie soprattutto durante l'inverno. Da questa tradizione derivano alimenti ancora oggi presenti nella cucina locale, come i necci, preparati con farina di castagne. La cultura gastronomica diventa così una forma di memoria della vita contadina.

Le feste della tradizione

La memoria storica viene mantenuta viva anche attraverso manifestazioni popolari. Fra gli appuntamenti tradizionali figurano rievocazioni storiche legate al passato medievale di Coreglia. Durante la Festa Medievale, il borgo recupera per alcuni giorni atmosfere dell'antica vicaria, con costumi, musiche, figuranti, balestrieri e sbandieratori. Sono manifestazioni moderne, naturalmente, ma svolgono una funzione importante: trasformano la storia locale in esperienza condivisa.

La fisarmonica e la musica popolare

Un altro aspetto curioso della cultura locale è la tradizione musicale legata alla fisarmonica. A Coreglia viene organizzata una rassegna dedicata allo strumento, nata negli anni Novanta e capace di richiamare musicisti da diverse parti d'Italia. La fisarmonica appartiene a quella cultura musicale popolare che ha accompagnato per generazioni feste, sagre, balli e incontri comunitari. È un altro esempio di come la cultura di Coreglia non sia soltanto conservata nei musei, ma continui a vivere nelle manifestazioni pubbliche.

Coreglia e l'emigrazione: partire per tornare

La storia dei figurinai offre anche una riflessione più ampia sull'emigrazione. Molti partirono perché la montagna non offriva sufficienti opportunità economiche. Alcuni non tornarono mai. Altri invece rientrarono dopo anni trascorsi all'estero, portando con sé denaro, nuove idee e una visione diversa del mondo. Le case, i palazzi e le attività nate grazie ai guadagni degli emigranti divennero così parte della trasformazione sociale del paese. L'emigrazione non significò quindi soltanto perdita di popolazione. In molti casi fu anche un ponte fra Coreglia e il mondo.

Un borgo che ha viaggiato

Questa è forse la caratteristica più affascinante di Coreglia. Il borgo è rimasto fisicamente sulla sua collina, ma attraverso i suoi abitanti ha viaggiato in tutta Europa. Le figurine di gesso sono arrivate in città lontane. I figurinai hanno aperto laboratori e negozi. Le loro famiglie hanno mantenuto rapporti con il paese. Coreglia è diventata così una piccola comunità locale con una storia internazionale.

Il paesaggio

Il rapporto con il paesaggio è un altro elemento fondamentale. Coreglia si trova in posizione panoramica sulla Media Valle del Serchio, con le montagne dell'Appennino a fare da sfondo. Il paesaggio non è soltanto bello. È la spiegazione di molte pagine della storia locale. Le montagne hanno protetto il borgo, ma hanno anche limitato le possibilità agricole. La necessità di cercare nuove fonti di reddito contribuì alla diffusione dell'artigianato e, successivamente, dell'emigrazione. In questo senso anche il paesaggio può essere letto come una parte della storia economica di Coreglia.

Coreglia, uno dei Borghi più belli d'Italia

Il valore storico e paesaggistico del borgo è stato riconosciuto anche attraverso l'inserimento nel circuito dei Borghi più belli d'Italia, avvenuto nel 2004. Il riconoscimento valorizza soprattutto la qualità del centro storico, il patrimonio architettonico e il contesto paesaggistico. Ma il vero elemento distintivo rimane la storia dei figurinai. È difficile trovare un altro piccolo borgo italiano la cui identità sia così fortemente legata a un mestiere capace di generare un fenomeno migratorio internazionale.

Alcune curiosità su Coreglia Antelminelli

Il nome “Antelminelli” è un'aggiunta relativamente recente

La denominazione completa fu ufficializzata nel 1862, in ricordo della potente famiglia degli Antelminelli.

Il mestiere dei figurinai ha diversi secoli

La tradizione della lavorazione del gesso si sviluppò nella Media Valle del Serchio almeno dall'età moderna e raggiunse la massima diffusione fra XVIII e XX secolo.

I figurinai arrivarono in molti Paesi

Gli artigiani di Coreglia raggiunsero numerose città europee e, successivamente, anche destinazioni oltreoceano.

A Coreglia esiste un museo unico nel suo genere

Il Museo della Figurina di Gesso e dell'Emigrazione è dedicato contemporaneamente alla produzione artistica e alla storia migratoria dei suoi protagonisti.

Il museo conserva circa 1.300 figurine

La collezione permette di seguire l'evoluzione delle tecniche e dei soggetti dal XVII secolo ai giorni nostri.

Anche i gatti diventavano opere d'arte

Tra gli oggetti più curiosi della tradizione figurinaia sono ricordati gatti settecenteschi colorati con il fumo di candela.

Il gesso poteva essere una forma di riscatto sociale

Un materiale povero e poco costoso consentì ad alcuni artigiani di costruire vere attività commerciali e, in alcuni casi, fortune personali lontano dal paese.

Coreglia è stata una terra di emigranti-artisti

La sua emigrazione è particolare perché non si trattava semplicemente di lavoratori agricoli o manovali: molti emigranti erano artigiani specializzati, capaci di portare con sé un mestiere e trasformarlo in un'attività commerciale.

Coreglia oggi

Oggi Coreglia Antelminelli appare tranquilla, quasi appartata. Ma dietro la quiete delle sue strade si nasconde una storia sorprendentemente dinamica. È stata una sentinella medievale di Lucca, una terra contesa fra poteri diversi, una contea degli Antelminelli, una comunità agricola e montana. Poi è diventata la patria dei figurinai, uomini capaci di trasformare il gesso in arte e la necessità di emigrare in un mestiere internazionale. Le loro piccole statue hanno viaggiato molto più lontano di quanto avrebbero mai potuto immaginare i loro creatori. E forse è proprio questa la metafora più bella per raccontare Coreglia. Un piccolo borgo che ha conquistato il mondo attraverso le mani dei suoi abitanti. Il castello racconta il passato medievale. Le chiese raccontano la fede e l'arte. Le montagne raccontano la fatica della vita rurale. Il museo racconta l'ingegno. Le figurine raccontano il lavoro. I documenti degli emigranti raccontano la partenza. E il borgo, ancora oggi, racconta il ritorno della memoria. Coreglia Antelminelli non è quindi soltanto un antico paese della Valle del Serchio. È la storia di una comunità che, pur partendo da un territorio piccolo e montano, ha saputo trasformare artigianato, arte e necessità in una straordinaria esperienza internazionale.