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Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia Breve storia del Comune, borgo, località e frazioni di
Villa Colemandina. Provincia di Lucca. Regione Toscana. Italy
Frazioni, borghi, località di Villa Collemandina sono: Alpe di Massa, Campaiana, Canigiano, Collaccio, Comunale, Corfino, Fondo,
Il Piano, Lago Sassocinturino, Le Piane, Magnano, Massa, Molino di Villa, Pianacci, Sassorosso, Sulcina.(garfagnana
) BREVE STORIA Gli abitanti si chiamano
Villesi. L'estimo deriva da villa e dal nome proprio tedesco Cunimund,
anche se è sempre difficile dare un significato ai nomi, questo è il più
accreditato. Anticamente fu abitato dagli Etruschi e poi dai
Liguri-Apuani fino alla conquista dell'Impero Romano, sconfiggendo le
tribù Sengauni dopo lotte secolari. Notizie certe si hanno intorno
all'anno 1000 quando erano dominati dalla potente famiglia longobarda
Rolandinghi i quali costruirono fortini per difendersi dalle invasioni
barbariche consolidando così la loro presenza a Villa e il cui
capostipite Colimundinga diede il nome, cambiato nei secoli in
Collemandina. Nell' anno 1265, i Nobili di Villa unirono il loro feudo
al libero Comune di Castiglione di garfagnana
, sotto l'egida di Lucca e
dove esercitarono notevole influenza politica. Dopo aver subito i
saccheggi e le devastazioni sul proprio territorio operati dai signori
delle località limitrofe ostili al potere lucchese, nel 1430 il borgo
entrò a far parte del Ducato di Modena
governato dalla famiglia ferrarese degli Estensi. Durante questo lungo
periodo fu incentivata l'economia rurale e riorganizzato l'assetto
urbano. La dominazione estense venne interrotta durante l'invasione
francese nel XIX secolo, e Villa ottenne la sua autonomia comunale. Nel
1815 ripresero il dominio gli estensi sino all'
Unità d'Italia. Il borgo si trova sul versante sinistro dell' Valle del Serchio e la cui economia locale si
basa prevalentemente sulla produzione di cereali, uva, patate, castagne,
foraggi, sull'allevamento degli ovini e sulla lavorazione industriale
del marmo. Il turismo è attratto dalle bellezze naturali e dai centri
storici dei borghi. |
Informazioni sul Comune |
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Il Santo Patrono è: |
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Municipio: Via 4 Novembre, 17
55034 Villa Collemandina (LU) Tel. 0583.68046 Fax. 0583.68472 |
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Orario dei Bus / Meteo / Mappa |
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Codice ISTAT
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046035
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Codice catasto:
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L926
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Musei e Biblioteche
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QUI
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Cinema e Teatro
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QUI
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Superficie:
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34,81 Kmq
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Altezza comune: s.l.m.
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549 m
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Latitudine :
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44° 9' 36''
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Longitudine:
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10° 23' 51''
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Prefisso telefonico:
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0583
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C.A.P.
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55034
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Villa Collemandina: storia, cultura, arte, tradizioni e curiositàLa terra ai piedi della PaniaVilla Collemandina si trova nell'alta valle del Serchio, nel cuore della Garfagnana, ai piedi del massiccio della Pania di Corfino. È un territorio fortemente caratterizzato dalla montagna: dai terrazzamenti e dai castagneti delle quote più basse si sale progressivamente verso faggete, boschi di conifere e praterie d'alta quota. La Pania di Corfino, con i suoi 1.603 metri, domina il paesaggio e costituisce uno degli elementi geografici più riconoscibili dell'area. Villa Collemandina è quindi una terra nella quale la storia dell'uomo e quella della montagna si sono sviluppate insieme.Una storia che affonda nell'antichitàIl territorio era frequentato già in epoche molto antiche. Prima della conquista romana la zona era abitata dai Liguri Apuani, mentre l'area garfagnina fu interessata anche dalla presenza etrusca. I Romani conquistarono il territorio intorno al 180 a.C., inserendolo progressivamente nel proprio sistema politico e territoriale. La posizione dell'alta valle del Serchio era infatti tutt'altro che marginale. Le vallate costituivano naturali vie di comunicazione verso l'Appennino e mettevano in relazione la Garfagnana con i territori settentrionali.Il nome CollemandinaUna delle curiosità storiche più interessanti riguarda proprio il nome del Comune. Prima dell'anno Mille il territorio entrò nell'orbita della potente famiglia dei Rolandinghi, o Orlandinghi, di origine longobarda. La famiglia stabilì qui una propria curia, chiamata Colimundinga, dal nome del capostipite. Da questa denominazione deriverebbe l'attuale nome di Collemandina. Il nome del paese conserva quindi ancora oggi la traccia di una famiglia feudale vissuta più di mille anni fa.I feudatari e il MedioevoNel Medioevo il territorio fu interessato dalla presenza di diverse famiglie signorili. La famiglia dei Nobili di Villa esercitò il proprio potere fino al XIII secolo. Nel 1265 il loro feudo venne unito al libero Comune di Castiglione di Garfagnana, che si trovava nell'orbita della Repubblica di Lucca. La storia di Villa Collemandina si inserisce quindi nella complessa situazione politica della Garfagnana medievale, divisa tra signorie locali, Lucca e altri poteri che cercavano di controllare le vallate e i passi appenninici.L'arrivo degli EstensiNel 1430 Villa Collemandina passò sotto il dominio della Casa d'Este. La dominazione estense sarebbe durata fino all'Unità d'Italia, con le parentesi determinate dal periodo napoleonico e dal principato di Elisa Bonaparte. È una fase fondamentale per la storia locale. Per diversi secoli Villa Collemandina condivise infatti il destino della Garfagnana estense, una terra periferica ma strategicamente importante del ducato. La presenza estense contribuì a definire l'identità storica della zona e a collegarla culturalmente e politicamente all'area modenese.La nascita del Comune modernoL'attuale struttura amministrativa del Comune si formò tra il 1803 e il 1806, quando vennero soppressi diversi piccoli "comunelli" e si procedette alla loro aggregazione. Nacque così il Comune di Villa Collemandina nella forma amministrativa che, con successive modifiche, è arrivata fino ai giorni nostri. La storia amministrativa moderna è quindi il risultato di un lungo processo di accorpamento di piccole comunità montane.Il terremoto del 1920Uno degli eventi più drammatici della storia recente di Villa Collemandina è il terremoto del 7 settembre 1920. Il sisma, conosciuto come terremoto della Garfagnana e della Lunigiana, colpì duramente l'intera area. Villa Collemandina fu tra i territori maggiormente colpiti: il capoluogo venne quasi completamente distrutto e si contarono 29 vittime. La distruzione fu talmente profonda da modificare per sempre l'aspetto del paese.Un paese ricostruitoDopo il terremoto il centro abitato venne ricostruito secondo criteri urbanistici moderni e antisismici. Questa ricostruzione rappresenta una delle caratteristiche più particolari della storia contemporanea di Villa Collemandina. Il paese attuale non è quindi semplicemente il risultato di una crescita progressiva. È anche il risultato di una ricostruzione dopo una delle più grandi catastrofi naturali della storia della Garfagnana. L'antico paese medievale scomparve in gran parte, lasciando spazio a una nuova struttura urbana.L'antico chiostro sopravvissutoC'è però un'importante eccezione. Tra le poche strutture che sopravvissero al terremoto c'è il magnifico chiostro della chiesa dei Santi Sisto e Margherita. Il chiostro presenta una pianta trapezoidale ed è caratterizzato da sedici colonne in pietra serena, con capitelli finemente lavorati. Questo elemento architettonico assume quindi un significato ancora maggiore. Non è soltanto un'opera d'arte. È anche una delle poche testimonianze materiali rimaste dell'antico paese.La chiesa dei Santi Sisto e MargheritaLa chiesa parrocchiale dei Santi Sisto e Margherita rappresenta uno dei principali monumenti del capoluogo. L'edificio conserva importanti opere d'arte e testimonia la ricchezza della tradizione religiosa e artistica della comunità. Particolarmente prezioso è l'altare maggiore ligneo dorato, realizzato nel 1519 e attribuito a Masseo Civitali. Si tratta di un'opera che collega direttamente Villa Collemandina alla grande tradizione artistica lucchese del Rinascimento.Masseo CivitaliMasseo Civitali apparteneva a una delle più importanti famiglie artistiche della Lucca rinascimentale. Il suo nome è legato soprattutto alla scultura e all'intaglio ligneo. La presenza di una sua opera a Villa Collemandina testimonia il livello delle commissioni artistiche che potevano arrivare anche nelle comunità montane. La montagna non era quindi culturalmente isolata. Attraverso la rete ecclesiastica e i rapporti con Lucca, anche i piccoli centri potevano entrare in contatto con artisti e maestranze di alto livello.Il trittico di Nicola CivitaliLa chiesa conserva inoltre un trittico di Nicola Civitali, altro importante esponente della famiglia Civitali. La presenza contemporanea di opere legate alla famiglia Civitali costituisce un elemento di particolare interesse per la storia dell'arte locale. Villa Collemandina conserva così, in un territorio apparentemente periferico, testimonianze dirette della cultura artistica rinascimentale lucchese.L'arte sacra come memoriaLe opere conservate nella chiesa assumono un significato ancora più importante dopo il terremoto. La chiesa e il suo patrimonio artistico rappresentano infatti il legame tra il paese contemporaneo e quello precedente al 1920. Arte e memoria si incontrano. Il patrimonio religioso diventa così anche una forma di memoria della comunità sopravvissuta al terremoto.La Pania di CorfinoSe c'è un elemento capace di definire visivamente Villa Collemandina, è la Pania di Corfino. Il massiccio domina il paesaggio con la sua caratteristica forma rocciosa. Con i suoi 1.603 metri, rappresenta uno dei principali rilievi dell'Appennino lucchese. La montagna non è soltanto un elemento panoramico. Per secoli ha fornito:
Un territorio nel Parco NazionaleVilla Collemandina fa parte del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Il territorio presenta una notevole varietà di ambienti: castagneti, faggete, boschi di conifere e praterie sommitali. Questa varietà ambientale ha favorito nel tempo una grande ricchezza di flora e fauna. L'alta montagna conserva inoltre paesaggi nei quali l'intervento umano è meno evidente rispetto alle quote inferiori.La Riserva della Pania di CorfinoIl massiccio della Pania di Corfino costituisce oggi un'importante area naturalistica. La Riserva naturale Pania di Corfino tutela uno degli ambienti più significativi del territorio comunale. Riserva naturale Pania di Corfino La montagna conserva boschi e praterie che ospitano numerose specie vegetali e animali. Per chi visita Villa Collemandina, la Pania rappresenta quindi non soltanto un panorama, ma uno dei principali luoghi nei quali comprendere il rapporto tra Garfagnana e Appennino.Il Giardino Botanico Maria AnsaldiUn'altra importante realtà naturalistica è il Giardino Botanico "Maria Ansaldi", dedicato alla flora dell'Appennino lucchese e delle Alpi Apuane. Giardino Botanico "Maria Ansaldi" Pania di Corfino Il giardino raccoglie circa 400 specie vegetali, offrendo la possibilità di osservare la varietà della flora locale attraverso diverse stagioni di fioritura. È un luogo nel quale natura e divulgazione scientifica si incontrano.Il bosco e la civiltà contadinaLa storia economica di Villa Collemandina è strettamente legata ai boschi. Castagni, faggi e altre essenze forestali fornivano legna, frutti e materie prime. Il bosco era una risorsa fondamentale per le famiglie. Il castagno, in particolare, costituiva una delle principali fonti alimentari delle comunità montane. Le castagne potevano essere consumate fresche, essiccate o trasformate in farina.Il castagno come "albero del pane"Nella cultura tradizionale della Garfagnana il castagno è stato spesso considerato una sorta di albero del pane. Il motivo è semplice: la farina ottenuta dalle castagne permetteva di preparare alimenti durante tutto l'anno. Per una comunità di montagna questo significava avere una risorsa relativamente sicura anche nei periodi nei quali i cereali scarseggiavano. Il castagneto era quindi una parte fondamentale dell'economia familiare.Gli alpeggiIl territorio conserva numerose tracce della tradizione pastorale. Gli antichi alpeggi di Pruno, Sulcina, Salera e Campaiana raccontano il rapporto fra le comunità e le zone montane utilizzate durante la stagione estiva. La pratica consisteva nello spostamento stagionale del bestiame verso i pascoli più elevati. Questa forma di allevamento contribuiva anche alla manutenzione del paesaggio. I pascoli aperti che oggi ammiriamo sono in parte il risultato di secoli di attività pastorale.La festa del fienoLa memoria della pastorizia è ancora presente nelle manifestazioni tradizionali. Tra gli appuntamenti legati alla cultura rurale viene ricordata la festa del fieno, collegata agli antichi alpeggi del territorio. È una tradizione importante perché permette di trasformare un antico lavoro agricolo in un momento di incontro comunitario. La festa diventa così una forma di conservazione della memoria.La cultura del MaggioAnche Villa Collemandina conserva una forte tradizione legata al Maggio, una delle forme più originali del teatro popolare della Garfagnana e dell'Appennino. Il Maggio unisce:
Il Maggio nel castagnetoUna particolarità della tradizione locale è il legame delle rappresentazioni con il paesaggio. La rassegna del Maggio viene ricordata anche nel castagneto di Valligori, trasformando il bosco in un vero teatro naturale. È un'immagine perfetta per raccontare la cultura di Villa Collemandina: la natura non fa da sfondo alla tradizione, ma diventa parte dello spettacolo.La pesca e il rapporto con l'acquaIl territorio è attraversato da corsi d'acqua e comprende anche un lago artificiale. L'acqua ha avuto un ruolo importante nell'economia locale e oggi costituisce anche una risorsa per il tempo libero. Tra le manifestazioni del territorio è ricordata la Sagra della Trota, collegata proprio alla cultura della pesca e alla presenza del lago. La festa testimonia la trasformazione di una risorsa naturale in elemento della cultura gastronomica e turistica.Il Comune dell'elicrisioUna delle curiosità più originali di Villa Collemandina riguarda l'elicriso. Il Comune si definisce infatti il "comune dell'elicrisio", perché questa pianta è particolarmente diffusa sul territorio. Ma c'è un motivo ulteriore. Villa Collemandina è legata alla figura del medico e ricercatore Leonardo Santini, nato a Canigiano nel 1904, che studiò proprio l'elicriso e ne approfondì le proprietà farmacologiche. Questo crea un legame particolarmente curioso fra botanica, medicina e identità locale.Leonardo Santini e l'elicrisoLeonardo Santini è ricordato come un pioniere degli studi scientifici sull'elicriso. La sua attività contribuì a richiamare l'attenzione sulle proprietà della pianta. La tradizione locale ha quindi trasformato l'elicriso in una sorta di simbolo botanico del territorio. È una storia interessante perché dimostra come anche una pianta spontanea possa diventare parte dell'identità di un Comune.Una terra di piante e conoscenzeLa conoscenza delle piante era tradizionalmente molto importante nelle comunità montane. Erbe aromatiche, piante medicinali e specie spontanee venivano utilizzate nella vita quotidiana. Gli abitanti imparavano a riconoscerle attraverso l'esperienza e la trasmissione orale. L'interesse scientifico moderno per l'elicriso rappresenta quindi, in un certo senso, l'incontro tra un'antica conoscenza del territorio e la ricerca scientifica.Il paesaggio agricoloAlle quote più basse il territorio presenta terrazzamenti, prati e coltivazioni. I terrazzamenti sono il risultato della necessità di adattare l'agricoltura alla conformazione montuosa. Muretti, piccoli campi e percorsi rurali testimoniano un lavoro continuo di trasformazione del territorio. Il paesaggio agricolo tradizionale non è quindi "naturale". È un paesaggio costruito lentamente dall'uomo.Il rapporto fra uomo e montagnaA Villa Collemandina il rapporto con la montagna può essere letto attraverso quattro grandi attività storiche: agricoltura, castanicoltura, pastorizia e sfruttamento del bosco. A queste si aggiunge oggi il turismo naturalistico. La trasformazione economica non ha cancellato il rapporto con la montagna. Lo ha semplicemente modificato.Il turismo naturalisticoLa presenza del Parco Nazionale, della Pania di Corfino e delle aree protette ha favorito lo sviluppo del turismo escursionistico. I sentieri permettono di attraversare ambienti molto diversi, dai castagneti alle faggete fino alle praterie d'alta quota. Villa Collemandina è quindi particolarmente adatta a una forma di turismo lento, basata sulla scoperta del paesaggio.Un territorio da osservare anche dall'altoLa posizione della Pania di Corfino permette di avere ampie visuali sulla Garfagnana. Dalle zone più elevate il panorama comprende sia le Alpi Apuane sia il sistema appenninico. Questa posizione panoramica spiega anche l'importanza storica dei rilievi. Le montagne non servivano soltanto per pascolare o raccogliere legna. Erano anche punti di osservazione naturali.Il terremoto e la memoriaIl terremoto del 1920 rappresenta ancora oggi uno degli elementi più importanti della memoria storica locale. Perdere il paese significò perdere case, strade, edifici e luoghi familiari. La ricostruzione fu quindi anche un processo di ricostruzione della comunità. La memoria del sisma rimane fondamentale per comprendere il volto moderno di Villa Collemandina.Villa Collemandina oggiOggi Villa Collemandina presenta una forte identità legata alla natura e alla montagna. Il Comune unisce infatti:
Una comunità tra memoria e naturaVilla Collemandina non può essere raccontata soltanto attraverso i suoi monumenti. La sua vera identità nasce dalla relazione fra il patrimonio costruito e quello naturale. Il chiostro sopravvissuto al terremoto racconta la storia. La Pania racconta la geografia. Gli alpeggi raccontano la pastorizia. Il castagneto racconta l'economia contadina. L'elicriso racconta la cultura botanica. Il Maggio racconta la memoria orale. Insieme formano il ritratto di una comunità profondamente legata alla propria montagna.CuriositàIl nome Villa Collemandina deriva probabilmente dai Rolandinghi, famiglia longobarda che nel Medioevo stabilì qui una propria curia chiamata Colimundinga. I Romani conquistarono il territorio intorno al 180 a.C., dopo la presenza dei Liguri Apuani. Nel 1430 Villa Collemandina passò agli Estensi, rimanendo nei loro domini fino all'Unità d'Italia, salvo le parentesi napoleoniche. L'attuale Comune nacque tra il 1803 e il 1806, attraverso la soppressione e l'unificazione di precedenti piccoli comunelli. Il 7 settembre 1920 un violentissimo terremoto distrusse quasi completamente il capoluogo, provocando 29 vittime. Il chiostro della chiesa dei Santi Sisto e Margherita è una delle poche strutture storiche sopravvissute al terremoto del 1920. Il chiostro presenta sedici colonne in pietra serena, con capitelli finemente scolpiti. La chiesa conserva un altare ligneo dorato del 1519 attribuito a Masseo Civitali. È conservato anche un trittico di Nicola Civitali, importante artista della tradizione lucchese. La Pania di Corfino raggiunge 1.603 metri e domina visivamente il territorio comunale. Villa Collemandina fa parte del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Il territorio comprende ambienti molto diversi, dai castagneti alle faggete, dai boschi di conifere alle praterie d'alta quota. Villa Collemandina è conosciuta come il "comune dell'elicrisio", per la presenza diffusa di questa pianta. Il medico Leonardo Santini, nato nel territorio comunale nel 1904, fu un pioniere degli studi scientifici sull'elicriso. La tradizione pastorale è ancora leggibile negli antichi alpeggi, tra cui Pruno, Sulcina, Salera e Campaiana. Nel territorio si celebra la tradizionale festa del fieno, legata alla cultura degli alpeggi. Il Maggio è ancora una delle espressioni della cultura popolare locale, con rappresentazioni anche nel castagneto di Valligori. La Sagra della Trota testimonia il rapporto del territorio con l'acqua e la pesca. |