Zignago

Zignago: fotografie, storia e Informazioni locali

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Foto - Fotografie - Immagini - Borgo - Località (SP = La Spezia. Regione Liguria. Italy)
Zignago è parte integrante della filiera agroalimentare del "biologico" con produzioni pregiate di carni bovine ed ovine...Zignago, il paese dove la storia è nascosta nei boschi: archeologia, antichi sentieri e leggende dell'Alta Val di Vara.Zignago è uno dei territori più interessanti dell'Alta Val di Vara per la profondità della sua storia. Dalle testimonianze dell'Età del Bronzo del Castellaro alla statua stele, dagli insediamenti medievali alle antiche vie di collegamento, fino alla memoria della Resistenza, il Comune conserva una successione di tracce che raccontano millenni di presenza umana.

Zignago

Il Comune

Pieve di Zignago

Pieve di Zignago

La Chiesa di S.Pietro

Il Campanile

Pieve di Zignago

Zignago

La Chiesa San Pietro

Pieve

Il campanile

Zignago

Il Campanile

Pieve

Zignago

La Chiesa

Pascolo

Zignago

Qui non si passa

Torre campanaria

Pieve di Zignago

Pieve di Zignago

Pieve

Pieve

Pieve

La Chiesa

Zignago

Il campanile

Il campanile

Zignago

Il campanile

Sito archeologico

Sito archeologico

Attività rupestre

Area attrezzata

Monumento ai caduti

Zignago

Zignago

Vezzanelli

Vezzanelli

Vezzanelli

Vezzanelli

Pascolo

Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia
Breve storia del Comune, borgo, località e frazioni di Zignago, nella Provincia della Spezia. Regione Liguria, Italy
Frazioni, borghi, località di Zignago sono:Valgiuncata, Sasseta, Pieve di Zignago, Torpiana, Vezzola, Debbio, Imara, Serò, Vezzanelli, Villaggio del Rastrello.

BREVE STORIA
Gli abitanti si chiamano Zignaghesi. Non esiste la località di Zignago, ma tutte le frazioni formano questa località puramente indicativa, mentre il municipio si trova alla Pieve di Zignago. Prima si chiamava "Cornia"poi dal dialetto Zignègu" ad indicare gli abitanti vicini all'acqua. Nel tardo 200 i territori furono incorporati nei domini della Repubblica di Genova sfuggendo alle rivendicazioni dei Malaspina. Ancor prima furono i Celti a dominare questo territorio e pare che gli abitanti moderni di Zignago  ne siano i discendenti. Il monte Dragnone era un luogo sacro per gli abitanti della Val di Vara ed è probabile che la statua stele di Zignago (l'iscrizione "MEZVNEMVSVS"ligure dai caratteri romani, divenne Mediolanum in latino)  indicava l'ingresso al bosco sacro del Dragnone. Il castello di Zignago e il castello di Serra Maggiore sono le due costruzioni che caratterizzavano il territorio appartenuti ai signori di Vezzano che lo cedettero al Comune di Pontremoli. Il borgo, come per tutte le frazioni, è caratterizzato come il tipico paese rurale dove il lavoro agricolo e l'allevamento risultano fondamentali per l'economia della zona.

Informazioni sul Comune

Il Santo Patrono è:
Municipio:Piazza IV Novembre, 1
19020 Zignago(SP)
Tel. 0187.865075
Fax. 0187.865267
              
Orario dei Bus / Meteo / Mappa
Meteo localeMappa/Maps
Codice ISTAT
011032
Codice catasto:
M177
Musei e Biblioteche
QUI
Cinema e Teatro
QUI
Superficie:
27,86 Kmq
Altezza comune: s.l.m.
632 m
Latitudine :
44° 16' 44"
Longitudine:
9° 44' 53"
Prefisso telefonico:
0187
C.A.P.
19020

Zignago: storia, natura e memoria nell’Alta Val di Vara

Tra i territori più appartati dell’entroterra spezzino, Zignago occupa una posizione particolare nell’Alta Val di Vara, lungo la dorsale appenninica che separa la Liguria dalla Toscana. È un territorio montano, caratterizzato da boschi, crinali, piccoli nuclei abitati e antichi percorsi di collegamento, dove la presenza dell’uomo è documentata da migliaia di anni. La storia di Zignago non è infatti soltanto medievale o moderna: le ricerche archeologiche hanno restituito testimonianze che risalgono addirittura all’Età del Bronzo, mentre il territorio fu successivamente attraversato da importanti trasformazioni legate alla viabilità, all’agricoltura e alla presenza di insediamenti fortificati. È proprio questo rapporto continuo tra uomo e montagna a rappresentare una delle caratteristiche più interessanti di Zignago: un paesaggio apparentemente tranquillo che, osservato con attenzione, conserva le tracce di comunità vissute qui migliaia di anni fa. Le origini: un territorio abitato fin dalla preistoria Uno degli aspetti più sorprendenti di Zignago è la profondità della sua storia. Gli scavi archeologici condotti nel territorio hanno dimostrato la presenza dell’uomo già durante la media Età del Bronzo, tra il XVI e il XIV secolo a.C. Particolarmente importante è il Castellaro di Zignago, un antico insediamento posto in posizione elevata e successivamente abbandonato alla fine dell’Età del Bronzo. Gli abitanti di questi villaggi sfruttavano le alture non soltanto per difendersi, ma anche per organizzare le proprie attività agricole e pastorali. Gli scavi hanno infatti evidenziato antiche sistemazioni del terreno a terrazze, una caratteristica che sorprendentemente anticipa una delle forme più tipiche del paesaggio rurale ligure. Il Castellaro fu successivamente riutilizzato, a distanza di circa un millennio, tra il IV e il V secolo d.C., a testimonianza del valore strategico di queste alture.

La statua stele di Zignago

Tra le testimonianze archeologiche più curiose del territorio c'è una statua stele rinvenuta nell'Ottocento, una delle testimonianze più significative del patrimonio preistorico della zona. Si tratta di un monumento in arenaria lavorato manualmente, caratterizzato da una forma antropomorfa e da un volto appena accennato. La sua datazione è oggetto di discussione e presenta caratteristiche differenti rispetto alle più note statue stele della Lunigiana. La particolarità ancora maggiore è rappresentata da un'iscrizione incisa successivamente con caratteri riconducibili all'ambiente alfabetico etrusco, ma il cui significato non è ancora stato interpretato con certezza. La statua potrebbe quindi testimoniare il riutilizzo di un monumento molto più antico da parte delle popolazioni liguri. Oggi parte di questa storia può essere approfondita nella Mostra Archeologica Permanente “Tiziano Mannoni”, dedicata all'archeologia del territorio di Zignago. Zignago nel Medioevo: tra strade, castelli e poteri locali Durante il Medioevo la posizione geografica di Zignago acquisì una nuova importanza. Il territorio si trovava infatti lungo una direttrice di collegamento tra l'area di Pontremoli, legata alla Via Francigena, e la costa ligure e il porto di Levanto. Non si trattava quindi di una zona isolata: i crinali e le vallate costituivano vere e proprie vie di comunicazione attraverso l'Appennino. Le fonti medievali mostrano una situazione politica complessa. La zona apparteneva alla pieve di Cornia e fu interessata dalla presenza di diverse signorie e autorità locali. Secondo la documentazione raccolta da SIUSA, nel XIII secolo la comunità di Zignago entrò in rapporto diretto con la Repubblica di Genova, dopo le vicende legate ai signori locali e ai Malaspina. Nel 1273 gli uomini della comunità giurarono fedeltà a Genova. La posizione strategica del territorio fece comunque di Zignago una zona contesa, soprattutto per la presenza di strutture fortificate e per il controllo delle vie di passaggio. Nel corso dei secoli successivi il legame con Genova si consolidò e la comunità arrivò ad avere propri statuti, confermati nel 1580. Le architetture religiose e la memoria del territorio La storia di Zignago è legata anche a una rete di edifici religiosi che per secoli hanno rappresentato punti di riferimento per le comunità locali. Tra le testimonianze più antiche si distingue la Pieve di San Pietro di Cornia, documentata almeno dall'XI secolo e più volte modificata nei secoli successivi. L'edificio conserva, tra gli elementi di maggiore interesse, una fonte battesimale del 1534. Un luogo particolarmente suggestivo è invece il Santuario di Nostra Signora del Dragnone, posto sul Monte Dragnone, a circa 1.000 metri di altitudine. Le prime testimonianze documentarie del santuario risalgono al XVI secolo, anche se l'origine del luogo di culto è ritenuta più antica. L'edificio attuale fu ricostruito nella seconda metà dell'Ottocento dopo che il precedente santuario aveva subito gravi danni provocati da cedimenti del terreno. Il santuario è ancora oggi uno dei simboli religiosi del territorio. Il Monte Dragnone e il paesaggio di Zignago Il Monte Dragnone domina il paesaggio comunale e raggiunge circa 1.000 metri di altitudine. La montagna, insieme ai crinali circostanti, caratterizza profondamente l'ambiente di Zignago. Il territorio comunale si sviluppa infatti su una superficie di circa 2.785 ettari, con quote che vanno da poco meno di 300 metri fino alla vetta del Dragnone. La maggior parte del territorio è occupata da boschi e ambienti montani. È un paesaggio molto diverso da quello della costa spezzina: qui il rapporto con la montagna è predominante e le attività umane hanno lasciato segni meno spettacolari ma altrettanto importanti, come sentieri, mulattiere, terrazzamenti, piccoli insediamenti rurali e antichi manufatti legati all'acqua.

Il Lago Puro

Tra gli angoli naturali più curiosi del territorio c'è il Lago Puro, un piccolo ambiente caratterizzato da sorgenti, cascate e pozze d'acqua raccolte in un catino roccioso. Il luogo presenta anche fenomeni naturali particolari: il Comune segnala infatti la presenza di emanazioni sulfuree tra le rocce e la possibilità di osservare le trote nelle acque. Nelle vicinanze si trovano inoltre i resti dell'antico mulino Acerbi, collegato al percorso da un ponte medievale a un'unica arcata. È un esempio molto interessante del modo in cui l'acqua veniva sfruttata dalle comunità locali per le attività produttive. Il territorio come museo a cielo aperto Zignago possiede una caratteristica che lo rende particolarmente interessante dal punto di vista culturale: la storia non è concentrata in un solo monumento, ma è distribuita nel paesaggio. Castellari, antichi percorsi, edifici religiosi, resti di insediamenti medievali, mulini e sistemazioni agricole raccontano infatti momenti differenti della storia del territorio. Questa peculiarità è stata valorizzata dalla Mostra Archeologica Permanente “Tiziano Mannoni”, inaugurata nel 2003 e dedicata alle testimonianze archeologiche locali. L'esposizione raccoglie reperti riferibili soprattutto all'Età del Bronzo e al Medioevo, tra cui ceramiche, utensili, strumenti agricoli e oggetti legati alla vita quotidiana. Attraverso plastici e pannelli didattici vengono ricostruite le probabili caratteristiche degli antichi insediamenti. È un aspetto importante anche dal punto di vista turistico: visitare Zignago significa poter leggere il paesaggio attraverso le tracce lasciate dalle persone che lo hanno abitato. La Seconda guerra mondiale e la Resistenza Un altro capitolo fondamentale della storia di Zignago riguarda la Resistenza. Durante l'occupazione nazifascista la popolazione locale diede un contributo significativo alla lotta di Liberazione. La posizione montana del territorio e la sua rete di sentieri e collegamenti resero l'area particolarmente importante nel contesto della guerra partigiana nell'entroterra spezzino. Il ruolo della popolazione è stato ufficialmente riconosciuto con il conferimento al Comune, nel 1984, della Croce al Valore Militare. L'onorificenza rappresenta ancora oggi uno degli elementi più importanti della memoria collettiva di Zignago. Tradizioni e devozione popolare La tradizione religiosa più significativa del territorio è legata al Santuario di Nostra Signora del Dragnone. Ogni anno, l'8 settembre, in occasione della Natività di Maria, fedeli e pellegrini raggiungono il santuario sulla montagna. La festa rappresenta un momento di incontro tra le comunità delle vallate circostanti e conserva un forte carattere popolare. Dopo le celebrazioni religiose è tradizionale il pranzo all'aperto sui prati intorno al santuario, mentre nei giorni successivi può essere organizzata la Via Crucis lungo il sentiero che sale verso la vetta. Questa tradizione dimostra come, a Zignago, la montagna non sia soltanto uno spazio naturale, ma anche un luogo della memoria e della spiritualità. Curiosità su Zignago

1. Una storia lunga più di tremila anni

Il Castellaro documenta la presenza umana nell'area già durante l'Età del Bronzo. Zignago può quindi essere considerato uno dei territori archeologicamente più interessanti dell'entroterra spezzino.

2. Una statua stele davvero particolare

La statua stele rinvenuta nel territorio presenta caratteristiche insolite e conserva anche un'iscrizione successiva, probabilmente legata alla frequentazione del territorio in epoca preromana. È una delle testimonianze che collegano Zignago alla più ampia cultura delle statue stele della Lunigiana.

3. Il nome potrebbe avere un legame con l'acqua

Una delle ipotesi riportate dal Comune collega il toponimo Zignago al termine dialettale Zignègu, interpretato come “abitante vicino all'acqua”. Si tratta però di un'ipotesi etimologica e non di un'origine unanimemente accertata.

4. Un territorio attraversato da antiche vie

Nel Medioevo Zignago costituiva un importante collegamento tra l'area di Pontremoli e la costa ligure. Le montagne non erano quindi soltanto una barriera, ma una rete di percorsi utilizzati per spostamenti, commerci e comunicazioni.

Zignago è uno dei territori più interessanti dell'Alta Val di Vara per la profondità della sua storia. Dalle testimonianze dell'Età del Bronzo del Castellaro alla statua stele, dagli insediamenti medievali alle antiche vie di collegamento, fino alla memoria della Resistenza, il Comune conserva una successione di tracce che raccontano millenni di presenza umana.

Il Santuario del Dragnone si trova a circa 1.000 metri di quota e rappresenta uno dei luoghi più panoramici e simbolici del territorio. La festa dell'8 settembre continua a richiamare fedeli e visitatori.

6. La “Zampa du Diavu”

Una curiosa leggenda popolare è legata a una roccia nei pressi del Monte Dragnone. Secondo la tradizione, il diavolo, contrariato dalla costruzione del santuario sulla montagna, avrebbe colpito la roccia con una zampata, lasciandovi la propria impronta. Da qui il nome popolare “Zampa du Diavu”.

7. Un piccolo comune con un patrimonio enorme

Zignago non possiede il classico centro storico compatto tipico di molti borghi liguri. Il territorio è invece articolato in numerosi piccoli nuclei distribuiti nella vallata. Questa particolare struttura rende il paesaggio stesso parte integrante del patrimonio storico e culturale del Comune. Zignago oggi: agricoltura, boschi e turismo lento La vocazione di Zignago rimane profondamente legata al territorio. L'agricoltura e l'allevamento rappresentano ancora componenti importanti dell'economia locale, inserite nella più ampia realtà agroalimentare della Val di Vara. Il territorio è inoltre interessato da itinerari escursionistici e percorsi che raggiungono i crinali dell'Appennino e l'Alta Via dei Monti Liguri. La valorizzazione dell'entroterra passa quindi attraverso un turismo diverso da quello delle località costiere: meno concentrato sui grandi monumenti e più attento al paesaggio, alla storia, all'archeologia, ai sentieri e alle tradizioni. Zignago è particolarmente adatto a questo tipo di scoperta perché permette di mettere insieme natura e cultura: un sentiero può condurre a un antico insediamento, un corso d'acqua a un vecchio mulino, una montagna a un santuario e un piccolo museo alle tracce di una comunità vissuta qui migliaia di anni fa.