Cune - Borgo a Mozzano

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Foto - fotografie - Immagini - Borgo - frazione - Località della Mediavalle (LU = Lucca. Regione Toscana. Italy)

Cune

Cune

Nella località

Cartelli

Cartello per camminatori

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Iscrizioni

In paese

Torre campanaria

Il Sagrato

La Chiesa di San Bartolomeo Apostolo

La Chiesa di San Bartolomeo Apostolo

La Chiesa di San Bartolomeo Apostolo

Torre campanaria

Torre campanaria

Il portale della Chiesa

Particolare

In paese

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Particolare

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Data

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Case

Antico portale

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Edicola

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Particolare

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Torre campanaria

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Casa

Casa

San Bartolomeo Apostolo

San Bartolomeo Apostolo

Case

Vecchio portale

In paese

In paese

In paese

In paese

Edicola nella strada

Cune

Cune

Vista

Locandina di San Bartolomeo

Nella località Romitorio S.Bartolomeo

Nella località Romitorio S.Bartolomeo

Nella località Romitorio S.Bartolomeo

La torre campanaria

Locandina

La torre campanaria

La torre campanaria

Antica Chiesa di S.Bartolomeo

Antica Chiesa di S.Bartolomeo

Il portone

Il portone

Antica Chiesa di S.Bartolomeo

Antica Chiesa di S.Bartolomeo

Torre campanaria

Nella località

Retro della Chiesa

Retro della Chiesa

Retro della Chiesa

Vecchia edicola sacra

Indicazioni

Edicola

Informazioni storiche, culturali della località.

Cune: storia, cultura e territorio

Adagiato sulle pendici del Monte Bargiglio, in posizione panoramica sulla Valle del Serchio, Cune è uno dei piccoli borghi storici del Comune di Borgo a Mozzano. Il paese sorge a circa 650 metri di altitudine, circondato da boschi e montagne, in un territorio che conserva testimonianze di grande interesse storico, religioso e paesaggistico. La storia di Cune è profondamente legata a tre luoghi: l'antico Romitorio di San Bartolomeo, il borgo sviluppatosi più in basso a partire dal tardo Medioevo e il Monte Bargiglio, sulla cui sommità sorgeva una torre di avvistamento tanto importante da essere conosciuta come l'“Occhio di Lucca”.

Le origini

Le origini di Cune sono molto antiche. Il toponimo è documentato almeno dal IX secolo, segno dell'esistenza di un insediamento o comunque di un territorio già chiaramente identificato durante l'alto Medioevo. L'abitato originario non coincideva però con quello attuale. Il primo nucleo si trovava più in alto, nella zona dove ancora oggi sorge l'antica Chiesa di San Bartolomeo, conosciuta come Romitorio di San Bartolomeo. Solo successivamente la popolazione iniziò a spostarsi verso una posizione più bassa e più favorevole, dando origine all'attuale paese.

La nascita del borgo attuale

Secondo la documentazione storica locale, a partire dal 1387, iniziarono a essere costruite abitazioni nella posizione occupata dall'attuale Cune. Il progressivo trasferimento dell'insediamento modificò nel corso dei secoli anche il centro della vita religiosa della comunità. L'antica San Bartolomeo rimase isolata nei boschi, mentre nel nuovo abitato acquistò sempre maggiore importanza una chiesa che inizialmente era dedicata alla Vergine e che successivamente assunse anch'essa il titolo di San Bartolomeo. Il borgo che vediamo oggi conserva soprattutto l'impronta delle trasformazioni avvenute nei secoli successivi.

Un borgo di pietra

Cune presenta ancora oggi numerosi elementi caratteristici dell'architettura tradizionale della Valle del Serchio. Particolarmente interessanti sono alcuni grandi portali in pietra risalenti al Seicento, presenti sulle facciate delle abitazioni più antiche. Questi elementi testimoniano una fase di sviluppo del paese durante la quale le case furono ampliate e trasformate, assumendo in parte l'aspetto che ancora oggi caratterizza il centro storico. Vicoli, corti, passaggi e abitazioni raccolte formano un tessuto urbano compatto, tipico dei piccoli centri montani nei quali lo spazio disponibile doveva essere utilizzato con attenzione.

Il Romitorio di San Bartolomeo

Poco distante dal paese, immersa in un antico bosco di lecci, sorge una delle testimonianze medievali più importanti di Cune: la Chiesa di San Bartolomeo, comunemente chiamata Romitorio di San Bartolomeo. La piccola chiesa risale al XII secolo, e costituiva originariamente la parrocchiale dell'antico insediamento. L'edificio presenta una struttura semplice e armoniosa, tipica delle piccole chiese romaniche sorte nel territorio della Diocesi di Lucca. È formato da una navata unica conclusa da un'abside, ed è costruito con pietre accuratamente squadrate. Davanti alla facciata sorge una massiccia torre campanaria, realizzata con una muratura più rustica rispetto a quella della chiesa.

Una chiesa romanica nel bosco

Il fascino del Romitorio deriva non soltanto dalla sua architettura, ma anche dal luogo nel quale sorge. La chiesa è rimasta isolata rispetto al paese moderno ed è circondata dalla vegetazione, conservando così un rapporto particolarmente suggestivo con il paesaggio. Nel corso dei secoli l'edificio subì alcune trasformazioni. Alla struttura medievale venne per esempio aggiunto un portico, successivamente eliminato. La sua esistenza è però documentata da un disegno ottocentesco di Giuseppe Matraia, conservato insieme al manoscritto della sua guida di Lucca e del contado presso la Biblioteca Statale di Lucca. Nonostante il trasferimento della popolazione nel nuovo paese, gli abitanti di Cune hanno continuato a mantenere un profondo legame con l'antica chiesa.

La Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo

Nel centro del paese sorge l'attuale Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo. L'edificio è documentato dalla fine del Trecento, quando risultava ancora dedicato alla Vergine. Con lo spostamento del centro abitato assunse progressivamente le funzioni della vecchia chiesa e la dedicazione a San Bartolomeo. Al suo interno si conserva un patrimonio artistico particolarmente significativo per un piccolo borgo montano. Tra le opere presenti figurano dipinti seicenteschi legati alla scuola di Giovanni Marracci, un dipinto su tavola di scuola toscana del XV secolo, un'edicola marmorea cinquecentesca e importanti oggetti di arte sacra.

Giovanni Marracci e la Crocifissione

Tra le opere più significative della parrocchiale si trova una pala raffigurante la Crocifissione, realizzata nel 1685 da Giovanni Marracci. Marracci, pittore lucchese nato a Torcigliano nel 1637, fu uno degli artisti più importanti del Seicento lucchese. La presenza di una sua opera a Cune testimonia come anche le piccole comunità della Valle del Serchio partecipassero alla cultura artistica del territorio e commissionassero opere destinate ad arricchire le proprie chiese. Nella parrocchiale sono inoltre ricordate altre tele riconducibili alla sua scuola.

La statua medievale di San Bartolomeo

Una delle opere più preziose conservate nella chiesa è la statua lignea policroma di San Bartolomeo, proveniente dall'antico Romitorio. La scultura risale alla prima metà del XIV secolo, ed è particolarmente interessante perché conserva in misura eccezionale la propria policromia originaria. Sul basamento è presente un'iscrizione, oggi in parte illeggibile, che permette comunque di conoscere il nome dell'autore della decorazione pittorica: Johannes de Petrasancta. La data mutila dell'iscrizione è stata interpretata come 1333 oppure 1343. La statua costituisce quindi una preziosa testimonianza della devozione medievale della comunità e rappresenta idealmente il collegamento tra l'antico insediamento del Romitorio e il paese moderno.

L'organo Agati

La chiesa conserva anche un organo Agati del 1848. Gli Agati furono una celebre famiglia di organari pistoiesi, attiva tra Settecento e Ottocento e responsabile della costruzione di numerosi strumenti destinati alle chiese della Toscana e di altre regioni italiane. La presenza dell'organo aggiunge un ulteriore elemento al patrimonio storico e musicale della parrocchiale di Cune.

La Comunità di Cune

Come molti altri paesi della Valle del Serchio, anche Cune possedeva anticamente una propria organizzazione amministrativa. L'Archivio storico del Comune di Borgo a Mozzano conserva infatti un fondo specificamente denominato “Comunità di Cune”. La documentazione comprende, tra l'altro, statuti e ordini dal 1735 al 1794, deliberazioni e partiti dal 1685 al 1766, documenti relativi ai beni comunali e antichi estimi, tra cui uno risalente al 1558. Questi documenti sono particolarmente preziosi perché permettono di ricostruire la vita civile ed economica del paese: la gestione dei beni comuni, delle proprietà, delle risorse del territorio e delle decisioni che riguardavano l'intera popolazione. Con il riordino amministrativo di epoca napoleonica, nel 1807 Cune venne inserita nel Comune di Borgo a Mozzano, insieme ad altre antiche comunità del territorio.

Il Monte Bargiglio

Alle spalle di Cune si innalza il Monte Bargiglio, uno dei luoghi storicamente più interessanti dell'intero territorio di Borgo a Mozzano. La montagna domina una vasta porzione della Valle del Serchio e la sua posizione permette di osservare un territorio molto esteso. Proprio questa caratteristica rese il Bargiglio strategicamente importante durante il Medioevo e nei secoli successivi. Sulla vetta venne infatti realizzata una torre destinata all'avvistamento e alla trasmissione dei segnali.

L'“Occhio di Lucca”

L'antica torre del Bargiglio faceva parte del sistema di controllo e comunicazione della Repubblica di Lucca. Grazie alla posizione eccezionalmente panoramica, dalla vetta era possibile sorvegliare un vastissimo territorio e trasmettere rapidamente segnali verso altri punti di osservazione. Per questa ragione il Bargiglio divenne conosciuto con il suggestivo nome di “Occhio di Lucca”. La fortificazione esistente sul monte venne abbattuta nel 1373, ma sulla sommità sono ancora visibili i ruderi dell'antica struttura. Il luogo costituisce oggi una delle mete escursionistiche più interessanti della zona e permette di unire la scoperta del paesaggio alla conoscenza della storia militare e politica lucchese.

Una montagna strategica

Il Bargiglio aiuta a comprendere quanto le montagne fossero importanti nel sistema difensivo medievale. Prima dell'esistenza dei moderni mezzi di comunicazione, una rete di torri collocate sulle alture permetteva di controllare strade, vallate e confini. Attraverso segnali visibili a distanza era possibile trasmettere rapidamente un allarme. Cune si trovava quindi ai piedi di un punto strategico fondamentale per il controllo del territorio lucchese. La montagna che per gli abitanti rappresentava una fonte di legname, pascoli e altre risorse era contemporaneamente parte del sistema di sicurezza della Repubblica di Lucca.

Il rapporto con il bosco e la montagna

Per secoli la vita degli abitanti di Cune è stata strettamente legata all'ambiente montano. Boschi, piccoli appezzamenti agricoli e pascoli costituivano risorse indispensabili per la sopravvivenza delle famiglie. La legna serviva per riscaldare le abitazioni e alimentare i focolari; i boschi fornivano materiali e prodotti alimentari; i terreni intorno al paese venivano utilizzati per coltivazioni e allevamento. Antichi sentieri e mulattiere collegavano il paese con il Romitorio, il Bargiglio, i campi e le località circostanti. Questa rete di percorsi rappresentava un vero sistema di comunicazione prima della costruzione delle strade moderne.

Monte Agliale e l'osservazione del cielo

Il territorio di Cune conserva anche una curiosa continuità tra passato e presente. Se anticamente dalla cima del Bargiglio si osservava il territorio per ragioni militari e strategiche, oggi sulle montagne vicine lo sguardo si rivolge molto più lontano. Sul vicino Monte Agliale, è stato infatti realizzato negli anni Novanta un osservatorio astronomico. La ridotta presenza di illuminazione artificiale e la posizione montana rendono questa zona particolarmente favorevole all'osservazione del cielo. Il territorio di Cune lega così idealmente due forme molto diverse di osservazione: quella degli uomini che dalla torre del Bargiglio controllavano la valle e quella moderna rivolta alle stelle e ai pianeti.

Catureglio e Villa Mansi

Nel territorio sottostante Cune, in località Catureglio, si trova inoltre un'importante testimonianza dell'architettura signorile lucchese: Villa Mansi. La villa fu utilizzata in passato come residenza di villeggiatura dalla famiglia Mansi, una delle più importanti famiglie patrizie lucchesi. La presenza di una residenza signorile in questo territorio testimonia anche il rapporto che nei secoli si sviluppò tra le campagne e le montagne della Valle del Serchio e le grandi famiglie della città di Lucca.

Cune oggi

Cune conserva ancora oggi il carattere raccolto di un piccolo borgo di montagna. Le abitazioni storiche, i portali seicenteschi, la Chiesa di San Bartolomeo e le strade del paese raccontano la storia della comunità, mentre appena fuori dall'abitato il paesaggio diventa protagonista. Il Romitorio permette di riscoprire le origini medievali del paese; il Monte Bargiglio conduce invece verso uno dei punti panoramici e storici più importanti della zona. Sono luoghi differenti ma profondamente collegati tra loro.

Un borgo tra storia e paesaggio

La storia di Cune può essere letta attraverso il suo territorio. In alto si trova il Romitorio di San Bartolomeo, memoria dell'antico insediamento medievale. Più in basso sorge il paese sviluppatosi a partire dalla fine del Trecento. Ancora più in alto, sulla vetta del Bargiglio, i resti dell'�����Occhio di Lucca” ricordano l'importanza strategica che queste montagne ebbero per la Repubblica lucchese. A questi elementi si aggiungono le opere d'arte della chiesa parrocchiale, gli antichi documenti della Comunità di Cune, i boschi e i sentieri. Visitare Cune significa quindi scoprire un piccolo paese nel quale storia medievale, arte, architettura rurale, montagna e paesaggio, sono ancora profondamente intrecciati.
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