Filettole:
storia, cultura e tradizioni
Un borgo tra Pisa e Lucca
Filettole è una frazione del Comune di
Vecchiano, situata sulla riva destra del Serchio, nella parte
settentrionale del territorio comunale.
La sua posizione è fondamentale per
comprenderne la storia.
Di fronte, sull'altra sponda del fiume, si
trova Ripafratta. Poco più a nord comincia il territorio
lucchese. Alle spalle del paese si alzano le prime pendici
collinari, mentre verso sud la valle si apre in direzione di
Vecchiano e della pianura pisana.
Filettole è quindi sempre stata un luogo di
passaggio e di confine.
Ed è proprio il confine il filo conduttore
della sua storia.
Un paese diverso dagli altri
centri vecchianesi
Tra le frazioni di Vecchiano, Filettole
conserva un carattere particolare.
Nodica è strettamente legata alla pianura e
agli argini del Serchio.
Migliarino guarda verso la bonifica, la pineta
e il mare.
Filettole presenta invece un impianto storico
che ricorda maggiormente i borghi del vicino territorio
lucchese.
La sua posizione più raccolta, tra fiume e
collina, ha contribuito a creare un'identità distinta.
Le origini
Le origini dell'insediamento sono molto
antiche, anche se non tutti gli aspetti della sua nascita
possono essere ricostruiti con certezza.
La posizione era certamente favorevole.
Qui la valle del Serchio si restringe.
Il fiume costituisce una grande via naturale.
Le colline permettono di controllare il
passaggio.
Chi dominava questo punto poteva sorvegliare
una delle principali vie di comunicazione tra la pianura pisana
e quella lucchese.
Una terra di frontiera
Per secoli Pisa e Lucca furono due potenze
vicine e spesso rivali.
Filettole si trovava esattamente nella fascia
nella quale i loro territori si incontravano.
Il paese non può quindi essere letto soltanto
come centro agricolo.
Era anche parte di un sistema strategico.
Dall'altra parte del Serchio, Ripafratta
possedeva fortificazioni importanti.
Sulle alture circostanti esistevano torri e
punti di controllo.
La valle era una vera porta naturale.
Il Serchio
Il fiume rappresentava contemporaneamente un
confine e una via di comunicazione.
Separava territori.
Ma li collegava anche.
Persone e merci dovevano attraversarlo.
Le strade seguivano la valle.
Le campagne dipendevano dalle sue acque.
Le piene, però, potevano trasformarlo
rapidamente in una minaccia.
Per questo la storia di Filettole è
inseparabile anche dalla storia idraulica del Serchio.
San Maurizio
Il monumento religioso principale del paese è
la Chiesa dei Santi Maurizio e Bibbiana.
La sua storia è eccezionalmente antica.
La chiesa di San Maurizio è attestata già
nell'886.
Una nuova testimonianza compare nel 901.
In origine apparteneva alla sfera
ecclesiastica lucchese e dipendeva dalla Pieve di Rigoli.
Questo dato dimostra quanto i rapporti tra
Filettole e il territorio lucchese siano profondi e antichi.
Dalla Chiesa di Lucca a
quella di Pisa
Con il passare dei secoli anche
l'organizzazione ecclesiastica cambiò.
Filettole entrò progressivamente nella sfera
pisana.
La parrocchia ottenne il fonte battesimale
prima del 1462.
Prima del 1537 aveva già acquisito il titolo
di pieve.
Il passaggio è importante.
Una semplice chiesa rurale era diventata un
centro religioso con maggiore autonomia e importanza per la
popolazione circostante.
I resti della chiesa romanica
L'edificio che vediamo oggi non corrisponde
interamente alla chiesa medievale.
Numerose trasformazioni ne hanno modificato
l'aspetto.
Tuttavia, lungo la parete destra sono ancora
visibili resti appartenenti alla costruzione romanica.
Sono frammenti preziosi.
Permettono di riconoscere fisicamente una fase
molto più antica della storia del paese.
Il campanile
Anche il campanile conserva una forte impronta
medievale.
La sua struttura appartiene alle
trasformazioni avvenute tra Medioevo ed età successiva ed è
diventata uno degli elementi più riconoscibili del profilo di
Filettole.
Per secoli le campane hanno scandito la vita
quotidiana.
Messe.
Feste.
Funerali.
Emergenze.
Il campanile era contemporaneamente monumento
e strumento di comunicazione.
Le antiche campane
Filettole conserva campane di notevole
antichità.
Alcune risalgono alla fine del Trecento e
all'inizio del Quattrocento.
Sono oggetti che hanno attraversato secoli di
storia.
Hanno suonato quando Pisa e Firenze
combattevano per il controllo del territorio.
Durante l'età granducale.
Nel periodo della dogana.
Durante le guerre mondiali.
Il loro suono costituisce una delle più
concrete continuità tra il borgo medievale e quello
contemporaneo.
La grande trasformazione del
1828-1829
La chiesa venne profondamente ristrutturata
tra il 1828 e il 1829.
L'edificio medievale assunse così gran parte
dell'aspetto che conserva ancora oggi.
L'interno presenta un'unica grande aula
coperta a volta.
La zona presbiterale acquistò una particolare
importanza decorativa.
Il risultato è una chiesa nella quale
strutture antiche e interventi ottocenteschi convivono.
Luigi Ademollo
Tra gli elementi artistici più importanti
figurano le decorazioni attribuite a Luigi Ademollo.
Il pittore fu uno dei protagonisti della
decorazione religiosa toscana tra Settecento e Ottocento.
A Filettole realizzò un ciclo dedicato alla
Trinità, alla gloria dei santi e alle vicende dei santi
titolari.
Questi affreschi trasformano l'interno della
chiesa in uno dei principali patrimoni artistici del paese.
Il Crocifisso
Un'altra presenza particolarmente importante è
il Crocifisso cinquecentesco venerato dalla comunità.
La tradizione religiosa locale gli attribuisce
un ruolo miracoloso durante una grave epidemia del Seicento.
Da questa devozione deriva una delle
tradizioni più radicate di Filettole.
Il Crocifisso non rappresenta quindi soltanto
un'opera d'arte sacra.
È soprattutto un elemento della memoria
collettiva.
La festa del Crocifisso
La devozione viene tradizionalmente ricordata
nel secondo venerdì di marzo.
La celebrazione religiosa e la processione
costituiscono un collegamento diretto con una memoria secolare.
Come accade in molti piccoli centri toscani,
una vicenda religiosa è diventata nel tempo anche un elemento
dell'identità comunitaria.
Generazioni differenti si ritrovano intorno
allo stesso simbolo.
Santa Bibbiana
La doppia dedicazione della parrocchia, a San
Maurizio e Santa Bibbiana, racconta un'altra parte importante
della storia di Filettole.
Il titolo di Santa Bibbiana deriva infatti da
un'antica istituzione religiosa situata sul colle sopra il
paese.
È proprio da quel complesso che avrebbe avuto
origine il monumento più caratteristico di Filettole.
Il Castellaccio.
Santa Viviana o Bibbiana
Le fonti utilizzano le forme Santa Viviana e
Santa Bibbiana per indicare l'antica istituzione religiosa.
La prioria è documentata almeno dal XII
secolo.
Dipendeva dal monastero di San Michele della
Verruca.
La posizione elevata era particolarmente
favorevole.
Dominava il paese e permetteva di controllare
la valle del Serchio.
Nel tempo la funzione religiosa si intrecciò
quindi con quella strategica.
Dal monastero alla residenza
fortificata
Nel Trecento il complesso venne trasformato.
La struttura religiosa assunse sempre più
l'aspetto di una residenza fortificata.
Nel 1388 divenne dimora dell'arcivescovo di
Pisa Lotto Gambacorti.
Il cambiamento è significativo.
Un luogo nato per finalità religiose diventava
anche una sede di potere.
Mura e torri riflettevano perfettamente la
posizione delicata di Filettole.
Il Castellaccio
Il grande edificio che domina ancora oggi il
paese è conosciuto come
Castellaccio.
Nonostante il nome, non si tratta
semplicemente di un castello medievale costruito in un'unica
fase.
È un complesso nato attraverso trasformazioni
successive.
Monastero.
Residenza fortificata.
Dimora.
Villa.
Questa stratificazione rende il Castellaccio
particolarmente interessante.
La sua architettura racconta il cambiamento
delle funzioni nel corso dei secoli.
I Gambacorti
La storia del complesso è strettamente
collegata ai Gambacorti, una delle famiglie più importanti della
Pisa medievale.
La famiglia esercitò un ruolo politico di
primo piano durante le lotte che precedettero la conquista
fiorentina della città.
Anche Filettole venne coinvolta in quelle
vicende.
La posizione di frontiera rendeva infatti il
paese particolarmente importante.
Il 1406
Il 1406
rappresenta una delle date fondamentali della storia pisana.
Firenze conquistò Pisa.
Anche Filettole entrò così nel nuovo sistema
politico fiorentino.
Secondo la tradizione locale, il nome
dispregiativo "Castellaccio" sarebbe legato proprio alle vicende
della resa e al giudizio negativo espresso nei confronti dei
Gambacorti.
È una spiegazione tramandata dalla memoria
storica del luogo, che deve essere letta nel contesto delle
fortissime rivalità politiche dell'epoca.
Pisa da una parte, Lucca
dall'altra
La conquista fiorentina di Pisa non cancellò
il confine.
Al contrario, lo rese ancora più evidente.
Da una parte si trovava il territorio dello
Stato fiorentino.
Dall'altra quello lucchese, che mantenne per
secoli una propria autonomia.
Filettole divenne quindi un paese di frontiera
tra due Stati distinti.
Questa condizione avrebbe caratterizzato la
sua storia fino all'Ottocento.
La dogana
Durante il Granducato di Toscana, Filettole
divenne sede di dogana.
Merci e persone dirette verso Lucca o
provenienti dal territorio lucchese dovevano attraversare un
confine vero e proprio.
Controlli.
Documenti.
Dazi.
Merci dichiarate.
Il paese possedeva quindi una funzione che
oggi può sembrare sorprendente.
Per andare pochi chilometri più avanti si
entrava in un altro Stato.
Un confine quotidiano
La frontiera non era soltanto una linea
politica sulle carte.
Influenzava la vita quotidiana.
I commerci.
Le strade.
I mercati.
Gli spostamenti.
Le relazioni familiari.
Filettole viveva in una situazione
particolare: apparteneva politicamente al territorio pisano e
toscano, ma aveva rapporti continui con la vicinissima Lucca.
Questa posizione contribuì a formare anche il
carattere culturale del paese.
Un'architettura quasi
lucchese
Ancora oggi Filettole conserva un nucleo
storico che, secondo le descrizioni territoriali, presenta
caratteristiche edilizie più vicine ai borghi lucchesi rispetto
agli altri centri del Comune di Vecchiano.
Non è sorprendente.
Architettura e paesaggio non seguono
rigidamente i confini amministrativi.
Materiali, tecniche costruttive e abitudini
circolano attraverso le comunità vicine.
Filettole appartiene politicamente al Pisano,
ma geograficamente guarda anche verso Lucca.
La valle del Serchio
La posizione lungo il Serchio favoriva inoltre
il passaggio delle merci.
La valle costituiva una naturale direttrice di
collegamento.
Verso sud si raggiungevano Pisa e la pianura.
Verso nord si entrava nel territorio lucchese
e, proseguendo, nella media valle e nella Garfagnana.
Filettole si trovava quindi lungo un corridoio
utilizzato da secoli.
Ripafratta
Il rapporto con Ripafratta è inevitabile.
I due paesi si guardano dalle opposte sponde
del Serchio.
Nel Medioevo appartenevano a sistemi difensivi
che controllavano lo stesso passaggio.
Torri, castelli e fortificazioni permettevano
di sorvegliare la valle.
Osservare Filettole senza considerare
Ripafratta significa quindi perdere una parte fondamentale della
sua geografia storica.
Le colline
Alle spalle dell'abitato iniziano le alture.
Questa caratteristica distingue Filettole da
Nodica e Migliarino.
Il paese si trova nel punto in cui la pianura
incontra la collina.
Per questo il territorio offriva risorse
differenti.
Campi nelle zone pianeggianti.
Boschi e pascoli sui rilievi.
Pietra.
Legname.
Percorsi verso le alture.
Gli usi civici
Una testimonianza molto importante della
storia comunitaria sopravvive ancora oggi negli usi civici.
Gli abitanti di Filettole condividono con
quelli di Vecchiano, Avane e Nodica antichi diritti collettivi
su determinate aree del territorio.
Le origini documentarie di questi diritti
vengono ricondotte fino all'età di Matilde di Canossa.
È un patrimonio storico particolarmente
significativo.
Dimostra che la comunità non utilizzava il
territorio soltanto attraverso proprietà private.
Esistevano anche risorse condivise.
Il diritto di utilizzare il
territorio
Gli usi civici permettevano alle comunità di
esercitare determinate attività su beni comuni.
Pascolo.
Raccolta.
Pesca.
Legna.
In alcune zone anche estrazione di pietra.
Questi diritti avevano un'importanza enorme
nelle società rurali.
Per una famiglia povera poter utilizzare una
risorsa collettiva poteva fare una differenza concreta
nell'economia domestica.
Il padule
Tra i beni collegati agli usi civici del
territorio vecchianese esistono anche aree del padule di
Massaciuccoli.
Qui gli abitanti potevano tradizionalmente
esercitare diritti di pesca, caccia e raccolta del falasco.
Il falasco era una pianta preziosa.
Veniva utilizzata per impagliare sedie,
fiaschi e damigiane, per le lettiere delle stalle e anche per
coprire capanne.
Una pianta palustre diventava così parte
dell'economia quotidiana.
Tra monte e padule
È interessante osservare quanto fosse vasto il
territorio utilizzato dalle comunità.
Gli abitanti non dipendevano soltanto dai
campi vicini alle case.
Potevano sfruttare risorse della collina.
Del bosco.
Del fiume.
Del padule.
Questa varietà permetteva di integrare
l'agricoltura con numerose altre attività.
Il paesaggio era un sistema economico
complesso.
L'agricoltura
Naturalmente la terra rimaneva fondamentale.
La pianura del Serchio offriva terreni
fertili.
Si coltivavano cereali, foraggi e ortaggi.
La vite e l'olivo trovavano condizioni
favorevoli soprattutto nelle zone più elevate e meglio drenate.
L'allevamento completava l'economia familiare.
Per secoli la maggior parte degli abitanti
ebbe un rapporto diretto con la campagna.
Le piene
La fertilità della pianura aveva però un
prezzo.
Il Serchio poteva diventare pericoloso.
Le piene minacciavano campi, strade e
abitazioni.
La manutenzione degli argini e dei fossi era
quindi indispensabile.
Vivere accanto al fiume significava conoscerne
il comportamento.
Il Serchio dava forma alla valle ma poteva
anche modificarla improvvisamente.
Il Castellaccio diventa villa
Con la fine della funzione militare, anche il
Castellaccio cambiò.
Dopo secoli di trasformazioni e passaggi di
proprietà, il complesso venne progressivamente adattato a
residenza.
Soprattutto tra età moderna e Ottocento perse
definitivamente il carattere di presidio strategico.
Il castello di frontiera diventava una villa.
È una trasformazione che racconta la fine di
un'intera epoca.
L'Ottocento
Il XIX secolo cambiò profondamente Filettole.
La chiesa venne ristrutturata nel 1828-1829.
Il vecchio confine politico con Lucca perse
progressivamente significato con l'unificazione amministrativa
della Toscana.
La dogana cessò di avere la funzione che aveva
svolto per secoli.
Il paese rimase luogo di passaggio, ma non più
frontiera tra due Stati.
Un confine che scompare
Quello che per generazioni era stato un limite
politico divenne semplicemente un confine amministrativo.
Le persone potevano spostarsi verso Lucca
senza attraversare una frontiera internazionale.
La strada rimase.
Il Serchio rimase.
Ripafratta rimase di fronte.
Ma il significato politico del territorio era
completamente cambiato.
Il Novecento
All'inizio del Novecento Filettole era ancora
profondamente legata all'agricoltura.
Il paese conservava però una struttura più
compatta rispetto alle comunità della pianura.
Chiesa, Castellaccio, strade e case definivano
un centro chiaramente riconoscibile.
La vicinanza con Lucca e Pisa favoriva inoltre
scambi e spostamenti.
Poi arrivò la guerra.
L'estate del 1944
Nel 1944 il territorio tra Pisa e Lucca
divenne direttamente coinvolto nelle operazioni militari.
Le forze tedesche erano in ritirata verso
nord.
Il vicino paese di Nozzano ospitava un comando
e un luogo di detenzione.
Civili, sacerdoti e persone sospettate di
attività antifascista furono arrestate.
Filettole entrò così in uno dei capitoli più
tragici della storia della Val di Serchio.
Laiano
L'11 agosto 1944 quattro giovani vennero
uccisi in località Laiano.
Un cippo ricorda ancora oggi Dante Roventini,
Fulvio Paoleschi, Giovanni Gambini e Vito Pifferi.
La memoria di questi giovani costituisce uno
dei primi episodi della tragica estate di Filettole.
Pochi giorni dopo la violenza avrebbe assunto
dimensioni ancora maggiori.
Il 29 agosto 1944
Il 29 agosto
1944 è la data più dolorosa nella storia contemporanea
di Filettole.
Circa quaranta prigionieri erano ancora
detenuti presso la scuola di Nozzano mentre le forze tedesche si
preparavano a lasciare la zona.
I prigionieri furono condotti verso Filettole.
Nel canneto vennero uccisi.
La strage del Canneto
L'episodio è ricordato come
strage del Canneto di Filettole.
La documentazione regionale registra
37 vittime.
Tra loro c'erano uomini e donne.
Civili.
Sacerdoti.
Persone provenienti da località differenti.
Un soldato tedesco.
Un uomo rimasto non identificato.
Il canneto, elemento apparentemente ordinario
del paesaggio fluviale, diventò così un luogo della memoria.
I sacerdoti
Tra le vittime figuravano anche sacerdoti.
La loro presenza ricorda quanto la violenza
dell'estate 1944 colpisse persone appartenenti a realtà molto
differenti.
La strage non fu un episodio di combattimento
tra eserciti.
Le vittime erano prigionieri condotti sul
luogo dell'esecuzione.
Per questo il 29 agosto occupa un posto
centrale nella memoria civile del territorio.
La memoria
Dopo la guerra Filettole ha conservato il
ricordo delle vittime attraverso monumenti e commemorazioni.
La memoria non riguarda soltanto il paese.
La strage appartiene alla storia dell'intera
area tra Pisa e Lucca.
Nozzano e Filettole sono uniti dalla stessa
vicenda.
Il luogo della prigionia e quello
dell'uccisione diventano parti di un unico itinerario della
memoria.
Il dopoguerra
La fine della guerra aprì un periodo di
profonde trasformazioni.
L'agricoltura si meccanizzò.
Molti abitanti trovarono lavoro a Pisa, Lucca
e nei centri industriali vicini.
L'automobile modificò gli spostamenti.
La distanza tra paese e città diminuì.
Filettole smise progressivamente di essere una
comunità quasi esclusivamente agricola.
Tra Pisa e Lucca anche nel
lavoro
La posizione geografica tornò a essere un
vantaggio.
Il vecchio paese di frontiera si trovava ora
tra due città facilmente raggiungibili.
Molti abitanti potevano lavorare fuori e
continuare a vivere nel paese.
Il confine che nel passato divideva diventava
una posizione favorevole per collegarsi a territori diversi.
Il restauro del campanile
Nel XXI secolo il campanile della chiesa ha
richiesto un importante intervento di consolidamento.
Le profonde lesioni avevano reso necessario un
restauro strutturale.
I lavori hanno coinvolto fortemente anche la
comunità locale.
Nel gennaio 2012 le campane tornarono a
suonare dopo diversi anni di silenzio.
L'episodio mostra quanto un monumento storico
possa ancora essere percepito come parte della vita quotidiana.
Il patrimonio religioso
Oggi la Chiesa dei Santi Maurizio e Bibbiana
rimane uno dei principali punti di riferimento di Filettole.
Le tracce romaniche.
Il campanile.
Gli affreschi ottocenteschi.
Il Crocifisso.
La Madonna del Rosario.
Ogni elemento appartiene a un periodo
differente.
La chiesa è quindi una sintesi della storia
del paese.
Il Castellaccio oggi
Anche il Castellaccio continua a dominare il
paesaggio.
La sua funzione è completamente cambiata
rispetto al Medioevo.
Non deve più difendere il confine.
Non ospita una corte arcivescovile.
Non controlla militarmente la valle.
Ma la sua mole continua a ricordare
l'importanza strategica che Filettole ebbe per secoli.
Un paese tra fiume e monte
Il paesaggio rimane uno degli elementi più
caratteristici.
Da una parte il Serchio.
Dall'altra le pendici collinari.
Di fronte Ripafratta.
Poco oltre Lucca.
Verso sud Vecchiano e Pisa.
Filettole si trova realmente in un punto
d'incontro.
Questa posizione ha determinato quasi ogni
fase della sua storia.
Da frontiera a collegamento
Per secoli Filettole fu un luogo nel quale i
territori si dividevano.
Pisa da una parte.
Lucca dall'altra.
Dogana.
Fortificazioni.
Controlli.
Oggi la stessa posizione svolge una funzione
opposta.
Le strade collegano.
Le persone si spostano quotidianamente.
Pisa e Lucca non sono più potenze rivali, ma
due poli vicini tra i quali si muove la vita della comunità.
Filettole oggi
Oggi Filettole conserva una forte identità di
paese.
Il nucleo storico rimane riconoscibile.
La chiesa continua a essere un riferimento.
Il Castellaccio domina ancora dall'alto.
Il Serchio accompagna il margine della valle.
Le campagne e le colline ricordano la lunga
economia rurale.
E i monumenti del 1944 mantengono viva la
memoria della guerra.
Un borgo di confine
La parola che meglio descrive Filettole è
forse confine.
Confine geografico tra pianura e collina.
Confine naturale segnato dal Serchio.
Confine medievale tra Pisa e Lucca.
Confine politico tra Granducato di Toscana e
Stato lucchese.
Confine tra la memoria della guerra e il
presente.
Ma il confine non significa soltanto
separazione.
Significa anche incontro.
Dalla fortezza alla dogana
La storia del paese può essere letta
attraverso una prima grande trasformazione.
Nel Medioevo il controllo avviene attraverso
castelli e torri.
Con la stabilizzazione politica dell'età
moderna la funzione militare diminuisce.
Al suo posto arriva la dogana.
Non bisogna più fermare un esercito.
Bisogna controllare persone e merci.
La frontiera rimane, ma cambia il modo di
amministrarla.
Dalla dogana al paese moderno
Nell'Ottocento anche quella frontiera
scompare.
Filettole perde la propria funzione doganale.
Il paese torna a essere soprattutto una
comunità agricola e residenziale.
Nel Novecento le strade e i mezzi moderni lo
avvicinano sempre di più a Pisa e Lucca.
Il luogo che un tempo divideva due Stati
diventa un punto di collegamento.
La memoria come patrimonio
Esiste infine un altro patrimonio che non può
essere osservato soltanto attraverso l'architettura.
È la memoria.
Laiano.
Il Canneto.
Il 1944.
I nomi delle vittime.
Questi luoghi appartengono alla storia del
paese quanto San Maurizio e il Castellaccio.
Ricordarli significa comprendere che il
paesaggio conserva anche tracce invisibili.
Filettole: tra il Serchio e
la frontiera
Filettole racconta quasi millecinquecento anni
di storia attraverso un territorio sorprendentemente piccolo.
La Chiesa di San Maurizio è documentata già
nell'886.
Santa Viviana diventa una residenza
fortificata.
Il Castellaccio domina la valle.
Pisa e Lucca si contendono il territorio.
Firenze conquista Pisa.
Filettole diventa dogana del Granducato.
L'Ottocento cancella la frontiera politica.
Il Novecento trasforma l'agricoltura e le
comunicazioni.
Nel 1944 il paese vive uno dei momenti più
dolorosi della propria storia.
Eppure il filo conduttore rimane sempre lo
stesso.
La posizione.
Filettole esiste dove il Serchio passa tra le
colline, di fronte a Ripafratta, sulla strada naturale tra Pisa
e Lucca.
È stata fortezza, frontiera, dogana e infine
collegamento.
Ed è proprio questa continua trasformazione
del confine a rendere Filettole uno dei centri storicamente più
particolari del Comune di Vecchiano. |