Gioviano: storia,
cultura e territorio
Adagiato su un colle che domina la
Valle del Serchio, Gioviano è
uno dei borghi storici del Comune di Borgo a Mozzano che meglio conserva
nella propria struttura urbana il ricordo delle origini medievali.
Le case si dispongono lungo strette vie che salgono
verso la parte più alta del paese, tradizionalmente chiamate
“rughe”. Seguendole si
raggiunge il nucleo del Castello,
dove anticamente sorgeva la fortificazione posta a controllo della valle
e dove oggi si trovano la chiesa parrocchiale e il campanile.
La storia di Gioviano è molto antica: il paese,
indicato nelle fonti con il nome di
Jovianum, è documentato fin dall'inizio del IX secolo.
Le origini di Gioviano
La prima testimonianza conosciuta relativa a Gioviano
risale all'801.
In quell'anno un personaggio chiamato
Sisimundo, fondò una chiesa nel
luogo, fornendoci una delle più antiche testimonianze dell'esistenza di
una comunità nell'area.
Il nome medievale
Jovianum, potrebbe avere origini ancora più antiche e viene
tradizionalmente collegato alla toponomastica di età romana.
Non è possibile ricostruire con certezza le fasi più
remote dell'insediamento, ma la documentazione altomedievale dimostra
che Gioviano esisteva già più di milleduecento anni fa.
Un paese in posizione strategica
La posizione di Gioviano contribuì in maniera decisiva
alla sua storia.
Il borgo occupa infatti parte di un colle dal quale
era possibile controllare le vie che percorrevano la Valle del Serchio
in direzione della Garfagnana.
Nel Medioevo il controllo delle strade era
fondamentale.
Attraverso la valle transitavano uomini, merci ed
eserciti e i punti elevati assumevano quindi una notevole importanza
strategica.
Non sorprende che nella parte più alta di Gioviano
sorgesse un castello,
destinato alla difesa dell'abitato e al controllo del territorio
circostante.
Il Castello di Gioviano
Dell'antico castello rimangono oggi soltanto tracce,
ma la struttura del paese conserva ancora la memoria dell'insediamento
fortificato.
Il nucleo più elevato rappresentava il cuore difensivo
di Gioviano.
Qui sorgeva anche una torre che, dopo la scomparsa
della funzione militare del castello, continuò a caratterizzare il
profilo del paese.
Nel corso del tempo la chiesa parrocchiale si ampliò e
si trasformò integrandosi con l'area precedentemente occupata dalle
strutture fortificate.
Il passaggio dal castello alla chiesa rappresenta
simbolicamente una trasformazione comune a molti borghi medievali:
venuta meno la necessità militare, il centro religioso divenne
progressivamente il principale punto di riferimento della comunità.
Le “rughe”
Uno degli elementi più caratteristici di Gioviano è
rappresentato dalle sue strette vie, chiamate tradizionalmente
“rughe”.
Questi percorsi salgono attraverso il paese seguendo
la conformazione del colle e convergendo verso la parte alta
dell'abitato.
La loro struttura permette ancora oggi di leggere
l'organizzazione medievale del borgo.
Le abitazioni sono raccolte lungo percorsi stretti e
tortuosi, nati in un'epoca nella quale era necessario adattarsi al
terreno e mantenere il paese il più possibile compatto.
Passeggiare lungo le rughe significa quindi
attraversare uno degli elementi più autentici del patrimonio storico di
Gioviano.
Gioviano e Lucca
Nel corso del Medioevo Gioviano fu coinvolto nelle
vicende politiche che interessarono l'intera Valle del Serchio.
Dal XIII secolo,
il paese risultava tra i possedimenti lucchesi.
La valle aveva infatti un'importanza strategica
fondamentale per Lucca, perché permetteva il collegamento con la
Garfagnana e con le strade che conducevano verso l'Appennino.
Nel 1355,
Gioviano entrò nella contea di Coreglia affidata a
Francesco Castracane, e
successivamente fece parte della Vicaria di Coreglia.
Dal 1562, il
paese venne invece inserito nella
Vicaria di Borgo a Mozzano, rafforzando il legame
amministrativo con il territorio al quale appartiene ancora oggi.
Gli antichi statuti
Gioviano possedeva una propria organizzazione
comunitaria e propri ordinamenti.
La sua storia amministrativa è particolarmente ben
documentata.
Sono infatti conosciuti
statuti della Comunità di Gioviano
risalenti ai secoli XIV-XVI, successivamente studiati e
pubblicati dagli storici.
Gli statuti stabilivano le regole fondamentali della
vita collettiva.
Riguardavano la gestione dei beni comuni,
l'agricoltura, i boschi, gli animali, la manutenzione delle strade, le
cariche pubbliche e i rapporti tra gli abitanti.
La loro esistenza dimostra che Gioviano non era
semplicemente un gruppo di case, ma una vera comunità rurale dotata di
proprie istituzioni.
Una comunità autonoma
Per molti secoli gli abitanti di Gioviano
amministrarono quindi numerosi aspetti della vita locale attraverso
propri rappresentanti.
Le decisioni riguardavano problemi molto concreti.
Era necessario stabilire chi dovesse occuparsi delle
strade, come utilizzare i terreni comuni, quando e dove far pascolare
gli animali e come proteggere campi e raccolti.
La vita della comunità dipendeva infatti dalla
capacità di utilizzare correttamente risorse che spesso erano limitate.
Gli antichi ordinamenti di Gioviano costituiscono oggi
una fonte preziosa per conoscere la vita quotidiana delle popolazioni
della Valle del Serchio tra Medioevo ed età moderna.
La Chiesa di Santa Maria Assunta
Il principale edificio religioso del paese è la
Chiesa di Santa Maria Assunta.
L'edificio presenta origini medievali ed è
generalmente ricondotto al XIII secolo,
anche se la presenza di un luogo di culto a Gioviano è documentata, come
ricordato, fin dall'801.
La chiesa medievale subì nel corso del tempo numerosi
interventi.
La struttura originaria venne ampliata e modificata e
l'antica abside fu sostituita dalla sagrestia.
Nonostante le trasformazioni, la chiesa conserva
importanti testimonianze artistiche e rappresenta ancora oggi il cuore
religioso del paese.
Le opere d'arte della parrocchiale
All'interno della Chiesa di Santa Maria Assunta sono
conservate opere legate alla storia artistica della Valle del Serchio.
Particolarmente interessanti sono le pitture di
Pellegrino Lamberti,
conosciuto anche come “Pelle”,
pittore originario della vicina Cerreto.
Tra le opere ricordate figurano una raffigurazione
dell'Assunta, e due dipinti
ovali collocati ai lati dell'altare maggiore.
La presenza di queste opere testimonia gli stretti
rapporti culturali esistenti tra i diversi paesi del territorio.
Le chiese dei piccoli borghi erano infatti luoghi nei
quali confluivano arte, devozione e identità comunitaria.
La croce processionale medievale
Tra le testimonianze artistiche legate a Gioviano
riveste particolare importanza una preziosa
croce processionale in argento,
datata ai primi decenni del XIV secolo.
La croce, lavorata a sbalzo e cesello e arricchita da
smalti, appartiene all'ambito dell'oreficeria lucchese medievale.
Sulle due facce compaiono il Crocifisso, la Madonna,
San Giovanni Evangelista, l'Eterno benedicente, l'Agnello di Dio e i
simboli degli Evangelisti.
Si tratta di una testimonianza particolarmente
significativa perché dimostra il livello raggiunto dall'arte sacra anche
nelle comunità della Media Valle del Serchio.
L'organo Crudeli
La parrocchiale conserva inoltre un antico
organo attribuito alla famiglia Crudeli,
organari attivi in Toscana.
Per secoli l'organo ha rappresentato uno degli
strumenti più importanti della liturgia cristiana e la presenza di uno
strumento storico in una piccola comunità come Gioviano testimonia
l'attenzione dedicata alla musica sacra.
Le celebrazioni religiose costituivano infatti uno dei
principali momenti di incontro della popolazione e la musica contribuiva
a renderle particolarmente solenni.
La torre e il terremoto del 1920
La parte alta del paese era caratterizzata dall'antica
torre del castello, successivamente utilizzata come campanile.
Questa struttura rimase in piedi per secoli,
diventando uno degli elementi più riconoscibili di Gioviano.
La situazione cambiò con il grande
terremoto del 1920, che colpì
duramente numerosi centri della Garfagnana e della Media Valle del
Serchio.
L'antica torre risultò gravemente danneggiata e venne
abbattuta.
Al suo posto fu costruito il
campanile attuale, completato nel 1930.
Il campanile che oggi domina il borgo rappresenta
quindi anche la memoria della ricostruzione seguita a uno degli eventi
sismici più importanti della storia recente della valle.
L'Oratorio di San Rocco
Un altro edificio religioso significativo è l'Oratorio
di San Rocco, risalente al XVI secolo.
La devozione verso San Rocco si diffuse ampiamente in
Europa soprattutto a partire dal tardo Medioevo.
Il santo veniva invocato in particolare come
protettore contro le epidemie di peste e altre malattie contagiose.
La presenza di un oratorio a lui dedicato testimonia
quindi un aspetto molto importante della religiosità popolare.
In epoche nelle quali le epidemie potevano colpire
duramente intere comunità, la devozione religiosa rappresentava una
delle principali forme attraverso le quali la popolazione cercava
protezione e conforto.
L'Oratorio di San Bartolomeo
Nel territorio di Gioviano si trova anche l'antico
Oratorio di San Bartolomeo,
nella zona tradizionalmente indicata come
Sartana o Sarita.
Le origini del luogo di culto vengono fatte risalire a
prima dell'anno Mille.
La sua posizione esterna rispetto al nucleo principale
del paese ricorda come il territorio medievale fosse costituito non
soltanto dal borgo compatto, ma anche da piccoli insediamenti, corti,
poderi e luoghi religiosi distribuiti nelle campagne.
San Bartolomeo rappresenta quindi una testimonianza
importante dell'organizzazione più antica del territorio di Gioviano.
La vita agricola
Per secoli la maggior parte degli abitanti di Gioviano
visse grazie all'agricoltura e alle risorse offerte dal territorio.
Intorno al paese si trovavano campi, orti, vigneti e
alberi da frutto.
Sui terreni più elevati e meno favorevoli alle
coltivazioni acquistavano invece maggiore importanza i boschi e i
castagneti.
Il castagno,
rappresentava una risorsa fondamentale.
Le castagne potevano essere consumate direttamente
oppure essiccate e trasformate in farina, garantendo alle famiglie un
alimento conservabile durante i mesi invernali.
Boschi, animali e beni comuni
Gli antichi statuti di comunità permettono di
comprendere quanto fossero importanti i beni collettivi.
Boschi e pascoli dovevano essere utilizzati secondo
regole precise per evitare conflitti e garantire a tutti gli abitanti
l'accesso alle risorse.
Anche gli animali avevano un ruolo fondamentale
nell'economia domestica.
Ovini, caprini, bovini e animali da cortile fornivano
alimenti, materiali e forza lavoro.
Il territorio veniva quindi utilizzato in maniera
estremamente capillare e quasi ogni spazio possedeva una propria
funzione.
Le antiche vie
Prima della costruzione della moderna viabilità,
Gioviano era collegato ai paesi vicini e al fondovalle attraverso una
rete di mulattiere e sentieri.
Questi percorsi erano utilizzati quotidianamente da
contadini, mercanti, viandanti e animali da soma.
La posizione del castello permetteva di controllare
proprio alcune delle vie che conducevano verso la Garfagnana.
Strade e fortificazioni erano quindi strettamente
collegate: controllare una valle significava innanzitutto controllarne i
percorsi.
Gioviano nell'Ottocento
La continuità dell'identità territoriale di Gioviano è
ben documentata anche nell'Ottocento.
Il Catasto storico
toscano, conserva la documentazione relativa alla specifica
sezione di Gioviano all'interno della Comunità di Borgo a Mozzano.
Anche il censimento
del 1871, considerava Gioviano una frazione distinta e
registrava le case, le famiglie e gli abitanti del paese.
Questi documenti permettono oggi di ricostruire con
grande precisione il territorio, la proprietà delle terre e
l'organizzazione dell'abitato prima delle trasformazioni del Novecento.
L'ingresso nel Comune di Borgo a
Mozzano
Un passaggio fondamentale avvenne durante il periodo
napoleonico.
Con il riordino amministrativo del
1807, le antiche comunità del
territorio furono riorganizzate e Gioviano venne compreso nel nuovo
Comune di Borgo a Mozzano.
Terminava così progressivamente quel sistema di
autonomie locali che aveva caratterizzato per secoli la vita dei piccoli
paesi.
L'identità della comunità, tuttavia, continuò a
sopravvivere attraverso la parrocchia, le tradizioni, le feste e il
forte senso di appartenenza degli abitanti.
Gioviano oggi
Gioviano conserva ancora oggi numerosi elementi che
permettono di leggere la sua lunga storia.
Le rughe,
raccontano l'organizzazione medievale dell'abitato.
La parte alta conserva la memoria dell'antico
castello.
La Chiesa di Santa Maria Assunta e gli oratori
testimoniano secoli di fede e di vita comunitaria.
Il campanile ricorda invece il terremoto del 1920 e la
successiva ricostruzione.
Sono testimonianze appartenenti a epoche diverse, ma
tutte contribuiscono a formare l'identità del paese.
Un borgo che conserva la sua forma
medievale
Uno degli aspetti più affascinanti di Gioviano è
proprio la possibilità di riconoscere ancora oggi la struttura
dell'antico borgo.
Salendo attraverso le strette vie verso il Castello si
ripete idealmente il percorso compiuto per secoli dagli abitanti.
Le case, le rughe, la chiesa e la posizione dominante
sulla valle permettono di comprendere perché proprio qui nacque e si
sviluppò la comunità.
Visitare Gioviano significa quindi scoprire un borgo
nel quale storia medievale, arte sacra,
antichi statuti, architettura rurale e paesaggio della Valle del Serchio,
continuano ancora oggi a raccontare più di mille anni di storia. |