Giucano: storia, arte
e memoria sulle colline di Fosdinovo
Giucano è un antico borgo del Comune di Fosdinovo,
situato a circa 300 metri sul livello del mare e a pochi chilometri dal
capoluogo. Sorge su un poggio circondato da uliveti, castagneti e
boschi, in una posizione panoramica sulle colline che separano la
Lunigiana dalla Val di Magra.
Il paese conserva ancora oggi l'aspetto raccolto di un
piccolo borgo storico, con case addossate le une alle altre, edifici
religiosi, antichi accessi e numerose testimonianze della devozione
popolare.
La sua storia attraversa molti secoli: dalle origini
medievali al dominio dei Malaspina, dalle confraternite religiose del
Seicento fino alle vicende della Resistenza.
Le origini medievali
Giucano compare nella documentazione storica almeno
dall'inizio del XIII secolo.
Una delle prime testimonianze risale al
1201, quando un documento
ricorda la fondazione del castrum di Montale, collegato al
territorio di Giucano. Il paese compare inoltre nel Codice
Pelavicino, importante raccolta di documenti medievali della
Lunigiana, nel 1278.
Anche il nome del borgo ha una storia interessante.
Nei documenti antichi compare in diverse forme, tra cui
Giucano, Giuccano e Zuccano.
Quest'ultima denominazione è rimasta anche nella parlata locale.
L'origine del toponimo non è certa: potrebbe derivare
da un antico nome personale latino, dal termine iunius oppure
da iugum, parola latina riferibile alla posizione geografica
del luogo.
Giucano e i Malaspina
Nel Medioevo Giucano seguì le vicende politiche di
Fosdinovo e della Lunigiana.
Nel 1317,
durante l'espansione di Castruccio Castracani in Lunigiana, anche
Giucano entrò nella sua sfera di influenza. Pochi anni più tardi il
territorio venne recuperato da Spinetta
Malaspina il Grande.
Un passaggio particolarmente importante avvenne nel
1340, quando Fosdinovo e le
ville di Tendola e Zuccano – antico nome di Giucano – passarono a
Spinetta Malaspina.
Con la nascita del
Marchesato di Fosdinovo, nel XIV secolo, Giucano entrò
stabilmente nei domini dei Malaspina.
Il borgo rimase legato al Marchesato di Fosdinovo per
oltre quattro secoli, fino alla fine del sistema feudale nel
1797, quando le trasformazioni
politiche determinate dall'arrivo di Napoleone modificarono
profondamente l'organizzazione della Lunigiana.
L'antica Chiesa del Monte
Una delle testimonianze più interessanti delle origini
religiose di Giucano è l'antica Chiesa
del Monte, situata nella località di Santa Burlanda,
all'interno dell'attuale area cimiteriale.
L'edificio, dedicato ai
Santi Fabiano e Sebastiano, è
considerato la primitiva chiesa parrocchiale del paese.
La cappella medievale è documentata negli antichi
registri della Diocesi di Luni-Sarzana e si trovava lungo un importante
percorso che collegava Sarzanello con Ponzanello e l'interno della
Lunigiana.
La sua posizione distante dal centro abitato rese però
necessario, con il passare del tempo, costruire nuovi luoghi di culto
più vicini alle abitazioni.
Ancora oggi l'antica cappella, con il caratteristico
campanile a vela, costituisce una delle testimonianze più suggestive
della storia medievale di Giucano.
La Chiesa dei Santi Fabiano e
Sebastiano
Nel cuore del paese si trova la
Chiesa parrocchiale dei Santi Fabiano e
Sebastiano, costruita nel 1636,
durante il marchesato di Giacomo II Malaspina.
La nuova chiesa sostituì progressivamente la più
lontana cappella di Santa Burlanda come principale luogo di culto della
comunità.
La sua costruzione testimonia una fase importante
dello sviluppo del borgo nel Seicento, quando la vita religiosa iniziò a
concentrarsi definitivamente all'interno del nucleo abitato.
I Santi Fabiano e Sebastiano sono ancora oggi i
patroni della comunità di Giucano.
Le confraternite dei Bianchi e dei
Rossi
Un elemento particolarmente interessante della storia
religiosa e sociale del paese è rappresentato dalla presenza delle
antiche confraternite.
Accanto alla chiesa parrocchiale sorge l'Oratorio
di San Fabiano e Santa Maria Assunta, conosciuto anche come
Oratorio dei Bianchi.
L'edificio venne costruito nel
1650 dalla confraternita dei
Disciplinanti, detta appunto dei Bianchi, ed è caratterizzato dalla
presenza di un campanile a vela.
Nel borgo si trova inoltre l'Oratorio
del Santissimo Sacramento, conosciuto come
Oratorio dei Rossi, anch'esso
risalente al XVII secolo.
La presenza di due confraternite testimonia quanto
queste associazioni religiose fossero importanti nella vita delle
piccole comunità: oltre alle pratiche di culto, svolgevano infatti
funzioni sociali e assistenziali.
Maestà e devozione popolare
Passeggiando per Giucano si possono osservare numerose
maestà, piccole immagini sacre
inserite sulle facciate e sui muri delle abitazioni.
Questi elementi rappresentano una delle espressioni
più caratteristiche della religiosità popolare della Lunigiana.
Le maestà proteggevano simbolicamente le case, le
famiglie, gli incroci e gli antichi percorsi. La loro presenza permette
ancora oggi di leggere il borgo non soltanto come insieme di edifici, ma
come spazio profondamente legato alle tradizioni e alla devozione della
comunità.
L'antico ingresso del borgo
Tra gli elementi architettonici caratteristici di
Giucano si conserva anche un antico
arco d'ingresso.
La sua presenza ricorda l'organizzazione compatta
dell'antico nucleo abitato. Oggi sull'arco è presente anche un'epigrafe
dedicata ai Caduti delle guerre mondiali, creando un legame tra la
storia più antica del paese e la memoria degli avvenimenti del
Novecento.
Interessante è inoltre
Palazzo Cargiolli, che si
affaccia sulla piazza dedicata al partigiano Modesto Lichene e conserva
una pregevole facciata con elementi decorativi in marmo attorno alle
finestre e al portone.
Giucano e la Resistenza
Una delle pagine più importanti della storia
contemporanea di Giucano riguarda la
Resistenza.
Nel settembre del
1944, la formazione partigiana guidata da
Lido Galletto, conosciuto con
il nome di battaglia “Orti”, trasferì il proprio comando nella zona di
Giucano.
La formazione assunse successivamente il nome di
Distaccamento “Ubaldo Cheirasco”.
I boschi, i sentieri e la posizione geografica delle
colline fosdinovesi ebbero un ruolo fondamentale nelle attività delle
formazioni partigiane che operavano tra la Val di Magra, Fosdinovo e
l'entroterra.
Ancora oggi diversi luoghi del territorio ricordano
quelle vicende.
La piazza del paese è dedicata al partigiano
Modesto Lichene, mentre altre
lapidi e cippi conservano la memoria dei combattenti che persero la vita
durante la Guerra di Liberazione.
Le Prade e il Museo Audiovisivo della
Resistenza
Poco distante dal borgo si trova la località
Le Prade, uno dei luoghi
culturalmente più importanti del territorio fosdinovese.
Qui ha sede il Museo
Audiovisivo della Resistenza delle Province di Massa Carrara e La Spezia,
inaugurato nel 2000.
Il museo racconta la Resistenza attraverso un percorso
multimediale costruito utilizzando testimonianze, interviste, filmati,
fotografie
e documenti.
La scelta di realizzare il museo proprio in questo
territorio non è casuale: le colline tra Fosdinovo, Sarzana e la
Lunigiana furono infatti uno dei luoghi centrali dell'attività
partigiana durante gli ultimi anni della Seconda guerra mondiale.
Alle Prade si svolge inoltre
“Fino al cuore della rivolta”,
manifestazione dedicata alla memoria della Resistenza, con incontri,
approfondimenti culturali, letture, concerti e spettacoli.
Personaggi della cultura
Giucano ha dato i natali anche ad alcuni personaggi
che raggiunsero notorietà al di fuori del piccolo borgo.
Tra questi viene ricordato
Domenico Leoni, che svolse
un'importante attività accademica a Bologna e fece parte del Senato
cittadino a partire dal XVI secolo.
Un altro personaggio legato al paese fu
Giacomo Leoni, giurista e
autore di opere dedicate anche alla Lunigiana.
Queste figure testimoniano come anche dalle piccole
comunità dell'entroterra lunigianese potessero emergere uomini inseriti
nei principali ambienti culturali e universitari italiani.
Il paesaggio di Giucano
Il patrimonio di Giucano non è costituito soltanto
dagli edifici storici.
Il borgo è circondato da un paesaggio di
uliveti, castagneti, boschi e antichi
percorsi, risultato di secoli di lavoro dell'uomo.
La coltivazione dell'olivo ha avuto un ruolo
particolarmente importante nella vita agricola della zona, mentre il
castagno costituiva in passato una risorsa fondamentale per le
popolazioni delle colline.
Dal paese e soprattutto dalla zona delle Prade si
aprono ampie vedute sulla Val di Magra,
fino alla costa e, nelle giornate limpide, alle isole Palmaria e Tino.
Un borgo da scoprire a piedi
Giucano è particolarmente adatto a una visita lenta,
percorrendo le piccole strade del centro e gli itinerari che
attraversano le colline circostanti.
La Chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano, gli Oratori
dei Bianchi e dei Rossi, l'antica Chiesa del Monte, le maestà, Palazzo
Cargiolli e l'antico ingresso del paese costituiscono un patrimonio
storico diffuso.
A questo si aggiungono i sentieri, gli uliveti, i
castagneti e i luoghi della Resistenza.
Giucano rappresenta così uno dei borghi nei
quali è possibile leggere con particolare chiarezza le diverse anime del
territorio di Fosdinovo: il Medioevo e
i Malaspina, la religiosità popolare, la civiltà rurale e la memoria
della Resistenza. |