Gramolazzo di
Minucciano: storia, cultura e curiosità
Un borgo tra il Serchio e le
Alpi Apuane
Gramolazzo è una delle principali frazioni del
Comune di Minucciano, nell'Alta Garfagnana.
Il paese sorge a circa 625 metri di
altitudine, lungo il Serchio di Gramolazzo, uno dei rami montani
che contribuiscono alla formazione del fiume Serchio.
Alle spalle del borgo si innalzano alcune
delle montagne più spettacolari delle Alpi Apuane
settentrionali. Tra queste domina il Monte Pisanino che, con i
suoi 1.946 metri, rappresenta la vetta più alta dell'intera
catena apuana.
Oggi il nome Gramolazzo è immediatamente
associato al grande lago artificiale che si estende ai piedi del
paese.
Il borgo, però, è molto più antico del lago.
La sua storia attraversa il Medioevo, le
contese territoriali della Garfagnana, l'economia rurale, il
terremoto del 1920, lo sviluppo delle cave di marmo e infine la
grande trasformazione del paesaggio provocata dalla costruzione
dell'invaso idroelettrico nel Novecento.
L'origine del nome Gramolazzo
Una delle curiosità più interessanti riguarda
proprio il nome del paese.
Secondo la tradizione riportata anche dal
Comune di Minucciano, il toponimo Gramolazzo potrebbe derivare
dalla "gramola".
La gramola era un antico attrezzo utilizzato
nella lavorazione della canapa e del lino.
Serviva a spezzare la parte legnosa degli
steli dopo l'essiccazione, consentendo di separare le fibre che
sarebbero state successivamente lavorate e filate.
Se questa interpretazione è corretta, il nome
del paese conserverebbe quindi la memoria di un'antica attività
agricola e artigianale praticata nel territorio.
Come spesso accade con i toponimi molto
antichi, è comunque prudente considerare questa spiegazione come
un'ipotesi etimologica e non come una certezza assoluta.
Gramolazzo nel Medioevo
Le origini del paese sono antiche.
Gramolazzo compare in diversi documenti
medievali e viene ricordato come castello.
Non bisogna quindi immaginare il paese
medievale con l'aspetto che presenta oggi.
L'insediamento antico doveva essere
organizzato intorno a un sistema fortificato che permetteva di
controllare il territorio circostante e le vie di comunicazione
dell'Alta Garfagnana.
La posizione aveva infatti un notevole valore
strategico.
Gramolazzo si trovava in un'area di
collegamento tra la valle del Serchio, le Alpi Apuane e i
percorsi diretti verso la Lunigiana.
L'antico castello di
Gramolazzo
La memoria del castello non sopravvive
soltanto nei documenti.
Su un colle vicino all'abitato sono ancora
visibili resti attribuiti a un antico fortilizio.
Sono testimonianze importanti perché ricordano
il carattere fortificato che Gramolazzo ebbe durante il
Medioevo.
Castelli, torri e piccoli nuclei difensivi
erano numerosi in questa parte della Garfagnana.
Non si trattava soltanto di strutture
militari: intorno a esse si organizzavano le comunità, le terre
agricole e le vie di comunicazione.
Il castello di Gramolazzo faceva parte di
questa rete di insediamenti che controllava le vallate
settentrionali della Garfagnana.
Una terra contesa
La posizione geografica di Gramolazzo
contribuì a rendere particolarmente complessa la sua storia
politica.
Per secoli l'Alta Garfagnana fu una terra di
confine.
Il controllo di questi territori significava
dominare vie di comunicazione importanti tra Toscana, Lunigiana
e area emiliana.
Gramolazzo conobbe quindi l'influenza di
differenti poteri.
Nel corso della sua storia medievale e moderna
il territorio fu legato, in periodi differenti, a Pisa, Lucca e
Firenze e fu interessato anche dalle contese con i Malaspina.
Il borgo appartenne inoltre in epoche diverse
alle Vicarie di Camporgiano e di Castiglione.
Gramolazzo e la Vicaria di
Castiglione
Una parte importante della storia
amministrativa del paese è legata proprio alla Vicaria di
Castiglione.
Gramolazzo, insieme a Gorfigliano, Castagnola
e Agliano, rimase per un lungo periodo separato
amministrativamente da Minucciano.
Questi paesi appartenevano infatti alla
Vicaria di Castiglione.
La situazione cambiò nel 1818.
Con la soppressione della Vicaria di
Castiglione, Gramolazzo e gli altri borghi furono aggregati a
Minucciano.
Da quel momento il paese entrò stabilmente nel
territorio comunale che conosciamo oggi.
Il Paese Alto
Una caratteristica molto interessante di
Gramolazzo è la sua divisione in due nuclei principali.
Il più antico è conosciuto come Paese Alto o
Paese Vecchio.
È qui che si trova il nucleo storico.
Passeggiando nella parte alta si possono
osservare antiche abitazioni costruite in pietra, portali,
strette strade e strutture che ricordano l'origine rurale e
medievale del paese.
Alcune case sono realizzate in macigno e
conservano ancora elementi dell'architettura tradizionale.
Il Paese Alto rappresenta quindi la memoria
dell'antica Gramolazzo, quella esistente molti secoli prima
della nascita del lago e dello sviluppo industriale del
Novecento.
Il Paese Basso
Completamente diversa è la storia del Paese
Basso, conosciuto anche come Paese Nuovo.
Questa parte dell'abitato si sviluppò
soprattutto nel corso del Novecento.
La trasformazione fu strettamente collegata
all'espansione dell'industria del marmo nelle vicine Alpi
Apuane.
A partire dai primi anni del XX secolo
l'attività estrattiva assunse infatti un'importanza sempre
maggiore.
La crescita economica favorì la costruzione di
nuove abitazioni, attività commerciali e servizi nella zona
pianeggiante.
Gramolazzo iniziò così a trasformarsi da
piccolo borgo prevalentemente rurale in un centro di riferimento
per questa parte del Comune di Minucciano.
Il marmo e la trasformazione
del paese
La storia moderna di Gramolazzo è strettamente
collegata a quella delle cave apuane.
Il grande bacino marmifero dell'Acqua Bianca,
situato nella zona di Gorfigliano, richiamò lavoratori e favorì
lo sviluppo di nuove attività.
Cavatori, trasportatori, scalpellini e altre
figure professionali legate all'estrazione del marmo divennero
parte integrante della società locale.
Gramolazzo beneficiò della crescita economica
generata dalle cave e la parte bassa del paese assunse
progressivamente un ruolo commerciale e di servizio.
Ancora oggi la presenza del marmo è evidente
nel territorio e rappresenta uno degli elementi fondamentali
della storia economica dell'Alta Garfagnana.
Il terremoto del 1920
Anche Gramolazzo fu coinvolta nel grande
terremoto che colpì Garfagnana e Lunigiana il 7 settembre 1920.
Il sisma provocò devastazioni in numerosi
paesi del territorio di Minucciano e rappresentò uno degli
eventi più drammatici della storia contemporanea dell'Alta
Garfagnana.
Case, chiese e infrastrutture furono
danneggiate e la ricostruzione contribuì a modificare
progressivamente l'aspetto di molti centri abitati.
Il terremoto rappresentò anche per Gramolazzo
una cesura importante tra il paese tradizionale e quello che si
sarebbe sviluppato nel corso del Novecento.
La Chiesa dei Santi
Bartolomeo e Pietro
Il principale edificio religioso di Gramolazzo
è la Chiesa dei Santi Bartolomeo e Pietro.
La chiesa costituisce da secoli uno dei
principali punti di riferimento della comunità.
Come in tutti i piccoli paesi della
Garfagnana, la parrocchia non rappresentava soltanto il centro
della vita religiosa.
Intorno alla chiesa si svolgevano feste,
processioni, celebrazioni e numerosi momenti della vita
collettiva.
Battesimi, matrimoni e funerali scandivano la
storia delle famiglie e contribuivano a creare quella rete di
relazioni che teneva unite le piccole comunità montane.
Il paesaggio prima del lago
Oggi è quasi impossibile immaginare Gramolazzo
senza il suo lago.
Eppure, fino alla metà del Novecento, il
paesaggio era completamente diverso.
Dove oggi si estende lo specchio d'acqua si
trovava un fondovalle attraversato dal Serchio di Gramolazzo.
Vi erano terreni agricoli, prati e altre
attività legate alla vita rurale.
Il paese dominava quindi una valle e non un
lago.
La costruzione della diga trasformò
radicalmente questo scenario e diede origine al paesaggio che
conosciamo oggi.
La nascita del Lago di
Gramolazzo
Il Lago di Gramolazzo è un bacino artificiale
realizzato per la produzione di energia idroelettrica.
La diga venne costruita nei primi anni
Cinquanta del Novecento dalla SELT Valdarno nell'ambito del
sistema di sfruttamento idroelettrico del Serchio e dei suoi
affluenti.
Con lo sbarramento del corso d'acqua nacque
progressivamente il lago.
L'invaso prese il nome proprio dal vicino
paese di Gramolazzo.
Questa precisazione è importante: non è quindi
il paese a prendere il nome dal lago, ma esattamente il
contrario.
Gramolazzo esisteva infatti da molti secoli
quando venne realizzato il bacino.
Un lago di circa un
chilometro quadrato
Il Lago di Gramolazzo possiede una superficie
di circa un chilometro quadrato e una capacità di circa 3,8
milioni di metri cubi d'acqua.
Il principale corso d'acqua che lo attraversa
è il Serchio di Gramolazzo.
Nel lago confluisce anche il torrente Acqua
Bianca, che nasce nella zona del Monte Pisanino e attraversa
Gorfigliano.
Il sistema idroelettrico è più complesso di
quanto possa apparire osservando semplicemente il lago.
Il bacino riceve infatti anche acque captate
nella vallata di Sillano e, attraverso una condotta,
contribuisce ad alimentare il sistema collegato al Lago di
Vagli.
Il lago è quindi parte di una grande
infrastruttura idroelettrica che ha profondamente trasformato il
territorio della valle del Serchio nel corso del Novecento.
Il Monte Pisanino nello
specchio del lago
Uno degli elementi che hanno reso celebre
Gramolazzo è il panorama.
Nelle giornate limpide le acque del lago
riflettono le montagne delle Alpi Apuane.
A dominare lo scenario è soprattutto il Monte
Pisanino.
Con i suoi 1.946 metri è la vetta più alta
della catena apuana e una delle montagne più riconoscibili della
Toscana settentrionale.
La combinazione tra il lago e le pareti
rocciose delle Apuane crea un paesaggio molto particolare, quasi
alpino.
È anche per questo motivo che Gramolazzo è
diventata nel tempo una delle località turistiche più conosciute
dell'Alta Garfagnana.
Il Serchio di Gramolazzo
Il corso d'acqua che alimenta il lago possiede
una notevole importanza geografica.
Il Serchio di Gramolazzo nasce nel cuore delle
Alpi Apuane settentrionali e raccoglie le acque provenienti
dalla zona della Val Serenaia.
Proseguendo verso valle, il suo corso
confluisce nel sistema del Serchio.
Nei pressi di Piazza al Serchio incontra
infatti il ramo proveniente dalla zona di Sillano.
Dall'unione dei due rami nasce il corso
principale del Serchio, uno dei fiumi più importanti della
Toscana.
Gramolazzo si trova quindi in una delle aree
sorgentizie del grande sistema fluviale del Serchio.
La Val Serenaia
Da Gramolazzo si raggiunge facilmente uno
degli ambienti montani più spettacolari delle Alpi Apuane: la
Val Serenaia.
La valle si trova racchiusa tra alcune delle
più importanti montagne della catena.
Pisanino, Pizzo d'Uccello, Monte Cavallo,
Contrario e Grondilice formano un imponente anfiteatro naturale.
Per questa ragione Gramolazzo rappresenta
anche una delle principali porte di accesso alle escursioni
nelle Apuane settentrionali.
Il rapporto tra il paese e la montagna è
quindi antico ma continua ancora oggi attraverso l'escursionismo
e il turismo naturalistico.
Dal lavoro al turismo
La costruzione del lago ebbe inizialmente una
funzione esclusivamente industriale: produrre energia.
Con il passare dei decenni, però, lo specchio
d'acqua acquistò un valore completamente diverso.
Il paesaggio creato dall'invaso iniziò ad
attirare visitatori, pescatori, escursionisti e famiglie.
Gramolazzo si trasformò così progressivamente
anche in una località turistica.
È un interessante esempio di come un'opera
realizzata per ragioni industriali possa diventare, nel corso
del tempo, parte integrante dell'identità paesaggistica di un
territorio.
Il Parco del Lago
Negli ultimi anni le rive del lago sono state
oggetto di importanti interventi di valorizzazione.
Nel 2016 è stato inaugurato il Parco del Lago
sulla sponda sinistra.
L'area comprende una passeggiata
ciclopedonale, spazi attrezzati per picnic e barbecue, una zona
fitness, una spiaggia e un piccolo molo.
Il lungolago è diventato così uno dei
principali luoghi di incontro e di svago dell'intero Comune di
Minucciano.
Oggi è difficile separare l'immagine di
Gramolazzo da quella delle sue rive, frequentate soprattutto
durante la stagione estiva.
Gramolazzo tra passato e
presente
Pochi paesi dell'Alta Garfagnana mostrano in
maniera così evidente le trasformazioni avvenute nel corso del
Novecento.
Da una parte esiste il Paese Alto, con le
antiche case in pietra e la memoria del castello medievale.
Dall'altra si trova il Paese Basso,
sviluppatosi insieme all'industria del marmo e alle nuove
attività economiche.
Ai piedi dei due nuclei si estende infine il
lago artificiale, nato dalla grande stagione dell'energia
idroelettrica.
Gramolazzo riunisce quindi nello stesso
paesaggio tre epoche differenti: il borgo medievale, il paese
industriale e la moderna località turistica.
Un paese profondamente
trasformato dal Novecento
La caratteristica forse più interessante di
Gramolazzo è proprio questa continua trasformazione.
Per secoli fu un piccolo centro montano legato
all'agricoltura, ai boschi e alle attività tradizionali.
L'arrivo dell'industria del marmo modificò
l'economia.
Il terremoto del 1920 segnò drammaticamente il
territorio.
La costruzione della diga negli anni Cinquanta
cambiò il paesaggio.
Infine il turismo ha attribuito al lago una
funzione completamente nuova.
La storia di Gramolazzo permette quindi di
leggere, in un unico paese, molte delle grandi trasformazioni
vissute dall'Alta Garfagnana negli ultimi secoli.
Curiosità su Gramolazzo
Il nome Gramolazzo potrebbe derivare dalla
"gramola", antico strumento utilizzato per lavorare la canapa e
il lino.
Il paese è ricordato nei documenti medievali
come castello.
Su un colle vicino all'abitato sono ancora
visibili resti attribuiti a un antico fortilizio.
Gramolazzo appartenne in differenti periodi
alle Vicarie di Camporgiano e Castiglione.
Nel 1818 entrò nell'organizzazione
amministrativa del Comune di Minucciano insieme ad Agliano,
Castagnola e Gorfigliano.
Il paese è formato da due nuclei principali:
il Paese Alto o Vecchio e il Paese Basso o Nuovo.
Nel Paese Alto si conservano antiche
abitazioni in pietra e macigno.
Lo sviluppo del Paese Basso fu favorito
soprattutto dalla crescita dell'industria del marmo a partire
dai primi anni del Novecento.
Il Lago di Gramolazzo non è naturale: è un
bacino artificiale realizzato nel Novecento per la produzione di
energia idroelettrica.
È il lago a prendere il nome dal paese e non
il contrario.
Il bacino ha una superficie di circa un
chilometro quadrato e contiene circa 3,8 milioni di metri cubi
d'acqua.
Nel lago confluiscono il Serchio di Gramolazzo
e il torrente Acqua Bianca.
Il Monte Pisanino, che domina il paesaggio del
lago, con 1.946 metri è la montagna più alta delle Alpi Apuane.
Nel 2016 è stato inaugurato il Parco del Lago,
che ha contribuito a trasformare ulteriormente Gramolazzo in una
delle principali località turistiche dell'Alta Garfagnana. |