|
Mangia: storia e
cultura di un antico borgo della l di Vara
Mangia è una piccola frazione di Sesta Godano, situata
nella parte meridionale dell'alta Val di Vara, nella stretta valle
attraversata dall'omonimo torrente. A differenza di molti altri borghi
della zona, sviluppatisi sulle alture o lungo i crinali, Mangia occupa
una posizione di fondovalle, in una conca dove il torrente Mangia
confluisce verso il Vara.
La sua storia è strettamente legata proprio a questa
posizione. Il paese si sviluppò infatti lungo un'antica direttrice che
collegava l'alta Val di Vara con Brugnato e che, per le caratteristiche
impervie delle sponde del Vara, non poteva seguire sempre il corso del
fiume. Il percorso si spostava quindi verso l'interno, raggiungeva
Cornice, ridiscendeva verso Mangia e proseguiva poi in direzione di
Bozzolo e della pianura di Brugnato.
Mangia fu dunque, prima ancora che un piccolo centro
agricolo, un luogo di passaggio e di collegamento tra diverse parti
della valle.
Le origini del borgoSecondo la tradizione riportata dal Comune, Mangia
sarebbe stata fondata dalla famiglia toscana dei
Cerchi, giunta in Lunigiana
durante le lotte tra guelfi e ghibellini.
Questa notizia appartiene alla tradizione storica
locale e va distinta dalle attestazioni documentarie che permettono di
ricostruire con maggiore certezza l'evoluzione del territorio. Il dato
pi���� significativo è infatti la posizione del paese, che spiega molto
bene la sua nascita e il suo sviluppo.
Mangia si trovava in prossimità di un punto nel quale
convergevano più percorsi. Alla strada proveniente da Cornice e diretta
verso Brugnato si aggiungeva infatti la viabilità proveniente dall'alta
valle del Vara, dal Passo del Rastrello e dalla conca di Zignago.
Questa convergenza trasformò la piccola conca del
torrente Mangia in un naturale punto di incontro tra percorsi diversi.
Un borgo nato lungo le vie della
valleLa particolare importanza di Mangia emerge soprattutto
osservando la sua collocazione rispetto alla viabilità storica.
Le sponde del Vara, in questo tratto, erano ripide e
difficili da percorrere, soprattutto in determinate stagioni. Per questo
l'antica strada non seguiva direttamente il fiume, ma saliva verso
Cornice, percorreva il crinale e ridiscendeva proprio nei pressi di
Mangia, prima di proseguire verso Bozzolo e Brugnato.
Il paese costituiva quindi un punto di passaggio
naturale tra la parte alta della valle e l'area di Brugnato. Non si
trattava necessariamente di una grande strada nel senso moderno del
termine: erano percorsi percorribili a piedi, con animali da soma e
attraverso le mulattiere che costituivano la principale rete di
comunicazione dell'entroterra.
La posizione di Mangia permette così di comprendere un
aspetto fondamentale della storia della Val di Vara: i piccoli borghi
non erano isolati gli uni dagli altri, ma erano collegati da una fitta
rete di sentieri, mulattiere e passaggi attraverso i crinali.
La struttura del borgoL'impianto di Mangia è particolarmente interessante
perché si sviluppa in relazione al torrente e ai percorsi storici.
L'abitato è organizzato sulle due sponde del
Fosso Resecco. La parte
meridionale presenta un tessuto edilizio più raccolto e comprende la
chiesa di Sant'Anna; la parte superiore è invece più estesa e conserva
una struttura compatta, nella quale si trova un antico complesso
padronale caratterizzato da una corte interna.
Questa organizzazione rende Mangia diversa dai borghi
costruiti sui crinali. Qui l'abitato si è sviluppato seguendo il corso
dell'acqua e le esigenze della viabilità, sfruttando gli spazi
disponibili nella piccola conca.
Il Comune sottolinea inoltre la presenza di
spazi voltati e di una suggestiva corte
interna, elementi che rappresentano alcune delle
caratteristiche architettoniche più importanti del paese.
Le case in pietra e gli archiL'architettura di Mangia conserva molti caratteri
tipici dell'edilizia rurale dell'alta Val di Vara.
Le abitazioni sono costruite prevalentemente in pietra
e presentano archi, volte e passaggi che contribuiscono a creare una
struttura urbana compatta. La pietra utilizzata nel borgo è spesso
costituita da ciottoli e materiali raccolti nel territorio circostante e
lungo il corso dei torrenti.
Gli archi e gli spazi coperti non avevano soltanto un
valore estetico. Servivano a collegare gli edifici, a proteggere i
percorsi dalle intemperie e a sfruttare nel modo più razionale possibile
gli spazi disponibili.
In un paese costruito in una conca stretta, ogni
spazio aveva infatti una funzione. Le abitazioni, i cortili, le cantine,
i percorsi e le strutture produttive erano strettamente collegati tra
loro.
La corte interna del complesso padronale rappresenta
uno degli esempi più significativi di questa organizzazione. La sua
conservazione permette ancora oggi di leggere la struttura sociale ed
economica di una comunità nella quale l'abitazione e gli spazi di lavoro
erano parte dello stesso sistema.
La chiesa di Sant'AnnaNel settore meridionale dell'abitato si trova la
chiesa di Sant'Anna, edificio
religioso attorno al quale si è sviluppata una parte importante della
vita comunitaria.
La chiesa appartiene alla storia religiosa di Mangia e
testimonia il consolidarsi di una comunità stabile nel corso dell'età
moderna. La sua presenza è inoltre collegata ai rapporti amministrativi
ed ecclesiastici con il vicino borgo di Cornice.
Mangia, infatti, fu storicamente legata alla
parrocchia di San Colombano di Cornice.
Questo rapporto è significativo perché mostra come le piccole comunità
della valle fossero organizzate in una rete di parrocchie e dipendenze
religiose che superava i confini dei singoli abitati.
La chiesa rappresentava quindi non soltanto il luogo
della preghiera, ma uno dei principali punti di riferimento della
comunità, nel quale si concentravano le celebrazioni religiose e le
ricorrenze che scandivano l'anno.
Il mulino ad acquaUno degli elementi più interessanti della cultura
materiale di Mangia è il vecchio mulino
ad acqua conservato a lato del torrente.
La costruzione in pietra conserva ancora la grande
ruota e testimonia un'attività che per secoli ebbe un ruolo fondamentale
nelle comunità rurali: la trasformazione dei cereali attraverso la forza
dell'acqua.
Il mulino non serviva soltanto alle famiglie del
paese. Secondo la descrizione del Comune, veniva utilizzato dagli
abitanti della valle, diventando quindi una struttura produttiva al
servizio di una comunità più ampia rispetto al solo abitato.
La presenza del mulino permette di comprendere quanto
fosse importante il rapporto tra gli insediamenti e i corsi d'acqua. Il
torrente non rappresentava soltanto un elemento geografico: forniva
energia, permetteva di alimentare attività produttive e contribuiva alla
localizzazione stessa del borgo.
Il mulino appartiene quindi alla storia economica di
Mangia tanto quanto la chiesa appartiene alla sua storia religiosa.
Una comunità ruralePer secoli la vita di Mangia fu legata all'agricoltura
e alle risorse della valle.
La posizione di fondovalle consentiva di sfruttare i
terreni prossimi al torrente, mentre le pendici circostanti offrivano
boschi e superfici adatte alle coltivazioni. Come in gran parte
dell'entroterra ligure, l'economia familiare si basava sulla
combinazione di diverse attività: coltivazione della terra, allevamento,
raccolta di legna e prodotti del bosco e trasformazione dei cereali.
Il mulino costituiva uno degli elementi di questa
economia integrata. La produzione agricola non terminava infatti con la
raccolta: doveva essere trasformata e conservata, e strutture come i
mulini rendevano possibile questa fase del lavoro.
Anche la casa rurale era organizzata secondo queste
esigenze. Gli spazi abitativi convivevano con cantine, depositi e locali
destinati alle attività agricole, mentre cortili, aie e passaggi comuni
costituivano luoghi di lavoro e di relazione.
Mangia e CorniceLa storia di Mangia è particolarmente legata a quella
di Cornice.
La posizione dei due borghi lungo lo stesso sistema di
percorrenza rendeva infatti Cornice e Mangia due punti complementari
della viabilità storica. Cornice occupava la sommità del crinale, mentre
Mangia si trovava più in basso, nel punto in cui il percorso
ridiscendeva verso il fondovalle.
Anche dal punto di vista religioso esisteva un legame
diretto: la chiesa di Sant'Anna di Mangia apparteneva alla parrocchia di
San Colombano di Cornice.
Questa relazione mostra come i piccoli centri della
Val di Vara fossero organizzati secondo una rete di rapporti molto
stretti. Un paese poteva svolgere una funzione agricola, un altro
trovarsi in posizione strategica sul crinale, un altro ancora ospitare
una chiesa o un'attività produttiva al servizio di più comunità.
La valle funzionava quindi come un sistema nel quale
ogni insediamento aveva una propria funzione e contemporaneamente
dipendeva dagli altri.
Le trasformazioni amministrativeAnche Mangia fu coinvolta nelle trasformazioni
politiche che interessarono l'alta Val di Vara.
Il territorio circostante passò nel corso dei secoli
attraverso diverse forme di organizzazione politica, fino
all'inserimento nell'orbita della Repubblica di Genova. Nel 1525 Godano
divenne sede di podesteria genovese, con giurisdizione su numerosi
centri dell'alta valle.
Successivamente, le riforme della fine del Settecento
e dell'età napoleonica modificarono profondamente l'antica
organizzazione territoriale.
Nel corso dell'Ottocento il Comune di Godano assunse
infine il nome di Sesta Godano,
e Mangia rimase inserita nella nuova organizzazione amministrativa
comunale.
Questi cambiamenti amministrativi non cancellarono
però l'identità del paese, che continuò a essere riconoscibile come
piccola comunità legata alla propria valle e alle proprie tradizioni.
La memoria del lavoro e dell'acquaLa storia di Mangia è soprattutto una storia di
lavoro.
A differenza dei centri nei quali dominano le
testimonianze militari, qui il patrimonio storico è costituito
soprattutto dall'architettura rurale, dalla chiesa, dagli spazi voltati,
dalla corte padronale e dal vecchio mulino.
Sono elementi apparentemente semplici, ma attraverso
di essi è possibile ricostruire la vita quotidiana di molte generazioni.
Il torrente forniva l'acqua e l'energia necessarie al
mulino; i campi fornivano i cereali; le case conservavano gli strumenti
e i prodotti; la chiesa rappresentava il punto di riferimento religioso;
le strade collegavano il paese con Cornice, Bozzolo, Brugnato e l'alta
valle.
L'intero borgo può quindi essere letto come un sistema
costruito intorno alle necessità della comunità.
Mangia oggiMangia conserva ancora una parte significativa di
questa struttura storica.
Le case in pietra, gli archi, le volte, la corte
interna del complesso padronale e il vecchio mulino permettono di
riconoscere la forma di un antico borgo rurale della Val di Vara. La
chiesa di Sant'Anna mantiene invece la memoria della vita religiosa
della comunità e del suo rapporto storico con Cornice.
La sua storia non è quella di un grande centro
fortificato, ma di un paese nato e cresciuto grazie alla posizione lungo
una delle antiche vie della valle.
È proprio questo l'aspetto più interessante di Mangia:
la sua identità si è formata dall'incontro tra
strada, acqua e lavoro. La
strada collegava l'alta Val di Vara con Brugnato, il torrente alimentava
il mulino e forniva una risorsa essenziale, mentre il lavoro agricolo e
artigianale permetteva alla comunità di vivere del territorio.
Nel piccolo borgo rimangono così le tracce di una
cultura materiale profondamente legata all'ambiente: una cultura fatta
di pietra, acqua, percorsi, lavoro agricolo e vita comunitaria, che
rappresenta una parte importante della storia dell'entroterra ligure.
|