Mangia - Sesta Godano

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Mangia è una località situata a circa 180 metri di altitudine nella stretta valle dell'omonimo torrente. La storia del borgo è legata alla famiglia fiorentina dei Cerchi, fazione dei guelfi neri o bianchi a seconda delle ricostruzioni locali sulle lotte tra Cerchi e Donati. Verso la fine del Trecento, a seguito delle violente lotte politiche a Firenze, parte della famiglia fuggì in Lunigiana e risalì le montagne per rifugiarsi nella isolata Val di Vara, fondando il villaggio. Progettato per essere quasi invisibile dall'esterno, con case in pietra a vista, aie, passaggi coperti, gallerie ad archi e volte caratteristiche. Il cognome Cerchi è rimasto storicamente diffuso nella zona, compresi Zignago e Airola...

Mangia

Mangia

Mangia

Il borgo

Il paese

Torrente

Inizio del paese

Mangia

Verso il vecchio mulino

Verso il vecchio mulino

Il vecchio mulino

Case

Vecchia casa

In paese

Passaggio

In paese

Passaggio

Passaggio

Passaggio

In paese

Passaggio

Un gatto del paese

Passaggio

In paese

In paese

Case

Case

Case

Particolare su casa

Il borgo

Vista del borgo

Il borgo

Il campanile

In paese

In paese

Vecchia stufa

In paese

Ricovero

In paese

Facciata di vecchia casa

La finestra

Passaggio

S.Anna

La Chiesa

Sant'Anna

Il Sagrato

Facciata della Chiesa

Particolare sulla Chiesa

In paese

In paese

In paese

In paese

Le volte

Sotto le volte

Vecchio Mulino

Vecchio Mulino

Galletto arboricoro

Pollaio

Nei campi

Vecchio mulino

Vecchio mulino

Zucche locali

Mangia

Mangia

Informazioni storiche, culturali della località.

Mangia: storia e cultura di un antico borgo della l di Vara

Mangia è una piccola frazione di Sesta Godano, situata nella parte meridionale dell'alta Val di Vara, nella stretta valle attraversata dall'omonimo torrente. A differenza di molti altri borghi della zona, sviluppatisi sulle alture o lungo i crinali, Mangia occupa una posizione di fondovalle, in una conca dove il torrente Mangia confluisce verso il Vara. La sua storia è strettamente legata proprio a questa posizione. Il paese si sviluppò infatti lungo un'antica direttrice che collegava l'alta Val di Vara con Brugnato e che, per le caratteristiche impervie delle sponde del Vara, non poteva seguire sempre il corso del fiume. Il percorso si spostava quindi verso l'interno, raggiungeva Cornice, ridiscendeva verso Mangia e proseguiva poi in direzione di Bozzolo e della pianura di Brugnato. Mangia fu dunque, prima ancora che un piccolo centro agricolo, un luogo di passaggio e di collegamento tra diverse parti della valle.

Le origini del borgo

Secondo la tradizione riportata dal Comune, Mangia sarebbe stata fondata dalla famiglia toscana dei Cerchi, giunta in Lunigiana durante le lotte tra guelfi e ghibellini. Questa notizia appartiene alla tradizione storica locale e va distinta dalle attestazioni documentarie che permettono di ricostruire con maggiore certezza l'evoluzione del territorio. Il dato pi���� significativo è infatti la posizione del paese, che spiega molto bene la sua nascita e il suo sviluppo. Mangia si trovava in prossimità di un punto nel quale convergevano più percorsi. Alla strada proveniente da Cornice e diretta verso Brugnato si aggiungeva infatti la viabilità proveniente dall'alta valle del Vara, dal Passo del Rastrello e dalla conca di Zignago. Questa convergenza trasformò la piccola conca del torrente Mangia in un naturale punto di incontro tra percorsi diversi.

Un borgo nato lungo le vie della valle

La particolare importanza di Mangia emerge soprattutto osservando la sua collocazione rispetto alla viabilità storica. Le sponde del Vara, in questo tratto, erano ripide e difficili da percorrere, soprattutto in determinate stagioni. Per questo l'antica strada non seguiva direttamente il fiume, ma saliva verso Cornice, percorreva il crinale e ridiscendeva proprio nei pressi di Mangia, prima di proseguire verso Bozzolo e Brugnato. Il paese costituiva quindi un punto di passaggio naturale tra la parte alta della valle e l'area di Brugnato. Non si trattava necessariamente di una grande strada nel senso moderno del termine: erano percorsi percorribili a piedi, con animali da soma e attraverso le mulattiere che costituivano la principale rete di comunicazione dell'entroterra. La posizione di Mangia permette così di comprendere un aspetto fondamentale della storia della Val di Vara: i piccoli borghi non erano isolati gli uni dagli altri, ma erano collegati da una fitta rete di sentieri, mulattiere e passaggi attraverso i crinali.

La struttura del borgo

L'impianto di Mangia è particolarmente interessante perché si sviluppa in relazione al torrente e ai percorsi storici. L'abitato è organizzato sulle due sponde del Fosso Resecco. La parte meridionale presenta un tessuto edilizio più raccolto e comprende la chiesa di Sant'Anna; la parte superiore è invece più estesa e conserva una struttura compatta, nella quale si trova un antico complesso padronale caratterizzato da una corte interna. Questa organizzazione rende Mangia diversa dai borghi costruiti sui crinali. Qui l'abitato si è sviluppato seguendo il corso dell'acqua e le esigenze della viabilità, sfruttando gli spazi disponibili nella piccola conca. Il Comune sottolinea inoltre la presenza di spazi voltati e di una suggestiva corte interna, elementi che rappresentano alcune delle caratteristiche architettoniche più importanti del paese.

Le case in pietra e gli archi

L'architettura di Mangia conserva molti caratteri tipici dell'edilizia rurale dell'alta Val di Vara. Le abitazioni sono costruite prevalentemente in pietra e presentano archi, volte e passaggi che contribuiscono a creare una struttura urbana compatta. La pietra utilizzata nel borgo è spesso costituita da ciottoli e materiali raccolti nel territorio circostante e lungo il corso dei torrenti. Gli archi e gli spazi coperti non avevano soltanto un valore estetico. Servivano a collegare gli edifici, a proteggere i percorsi dalle intemperie e a sfruttare nel modo più razionale possibile gli spazi disponibili. In un paese costruito in una conca stretta, ogni spazio aveva infatti una funzione. Le abitazioni, i cortili, le cantine, i percorsi e le strutture produttive erano strettamente collegati tra loro. La corte interna del complesso padronale rappresenta uno degli esempi più significativi di questa organizzazione. La sua conservazione permette ancora oggi di leggere la struttura sociale ed economica di una comunità nella quale l'abitazione e gli spazi di lavoro erano parte dello stesso sistema.

La chiesa di Sant'Anna

Nel settore meridionale dell'abitato si trova la chiesa di Sant'Anna, edificio religioso attorno al quale si è sviluppata una parte importante della vita comunitaria. La chiesa appartiene alla storia religiosa di Mangia e testimonia il consolidarsi di una comunità stabile nel corso dell'età moderna. La sua presenza è inoltre collegata ai rapporti amministrativi ed ecclesiastici con il vicino borgo di Cornice. Mangia, infatti, fu storicamente legata alla parrocchia di San Colombano di Cornice. Questo rapporto è significativo perché mostra come le piccole comunità della valle fossero organizzate in una rete di parrocchie e dipendenze religiose che superava i confini dei singoli abitati. La chiesa rappresentava quindi non soltanto il luogo della preghiera, ma uno dei principali punti di riferimento della comunità, nel quale si concentravano le celebrazioni religiose e le ricorrenze che scandivano l'anno.

Il mulino ad acqua

Uno degli elementi più interessanti della cultura materiale di Mangia è il vecchio mulino ad acqua conservato a lato del torrente. La costruzione in pietra conserva ancora la grande ruota e testimonia un'attività che per secoli ebbe un ruolo fondamentale nelle comunità rurali: la trasformazione dei cereali attraverso la forza dell'acqua. Il mulino non serviva soltanto alle famiglie del paese. Secondo la descrizione del Comune, veniva utilizzato dagli abitanti della valle, diventando quindi una struttura produttiva al servizio di una comunità più ampia rispetto al solo abitato. La presenza del mulino permette di comprendere quanto fosse importante il rapporto tra gli insediamenti e i corsi d'acqua. Il torrente non rappresentava soltanto un elemento geografico: forniva energia, permetteva di alimentare attività produttive e contribuiva alla localizzazione stessa del borgo. Il mulino appartiene quindi alla storia economica di Mangia tanto quanto la chiesa appartiene alla sua storia religiosa.

Una comunità rurale

Per secoli la vita di Mangia fu legata all'agricoltura e alle risorse della valle. La posizione di fondovalle consentiva di sfruttare i terreni prossimi al torrente, mentre le pendici circostanti offrivano boschi e superfici adatte alle coltivazioni. Come in gran parte dell'entroterra ligure, l'economia familiare si basava sulla combinazione di diverse attività: coltivazione della terra, allevamento, raccolta di legna e prodotti del bosco e trasformazione dei cereali. Il mulino costituiva uno degli elementi di questa economia integrata. La produzione agricola non terminava infatti con la raccolta: doveva essere trasformata e conservata, e strutture come i mulini rendevano possibile questa fase del lavoro. Anche la casa rurale era organizzata secondo queste esigenze. Gli spazi abitativi convivevano con cantine, depositi e locali destinati alle attività agricole, mentre cortili, aie e passaggi comuni costituivano luoghi di lavoro e di relazione.

Mangia e Cornice

La storia di Mangia è particolarmente legata a quella di Cornice. La posizione dei due borghi lungo lo stesso sistema di percorrenza rendeva infatti Cornice e Mangia due punti complementari della viabilità storica. Cornice occupava la sommità del crinale, mentre Mangia si trovava più in basso, nel punto in cui il percorso ridiscendeva verso il fondovalle. Anche dal punto di vista religioso esisteva un legame diretto: la chiesa di Sant'Anna di Mangia apparteneva alla parrocchia di San Colombano di Cornice. Questa relazione mostra come i piccoli centri della Val di Vara fossero organizzati secondo una rete di rapporti molto stretti. Un paese poteva svolgere una funzione agricola, un altro trovarsi in posizione strategica sul crinale, un altro ancora ospitare una chiesa o un'attività produttiva al servizio di più comunità. La valle funzionava quindi come un sistema nel quale ogni insediamento aveva una propria funzione e contemporaneamente dipendeva dagli altri.

Le trasformazioni amministrative

Anche Mangia fu coinvolta nelle trasformazioni politiche che interessarono l'alta Val di Vara. Il territorio circostante passò nel corso dei secoli attraverso diverse forme di organizzazione politica, fino all'inserimento nell'orbita della Repubblica di Genova. Nel 1525 Godano divenne sede di podesteria genovese, con giurisdizione su numerosi centri dell'alta valle. Successivamente, le riforme della fine del Settecento e dell'età napoleonica modificarono profondamente l'antica organizzazione territoriale. Nel corso dell'Ottocento il Comune di Godano assunse infine il nome di Sesta Godano, e Mangia rimase inserita nella nuova organizzazione amministrativa comunale. Questi cambiamenti amministrativi non cancellarono però l'identità del paese, che continuò a essere riconoscibile come piccola comunità legata alla propria valle e alle proprie tradizioni.

La memoria del lavoro e dell'acqua

La storia di Mangia è soprattutto una storia di lavoro. A differenza dei centri nei quali dominano le testimonianze militari, qui il patrimonio storico è costituito soprattutto dall'architettura rurale, dalla chiesa, dagli spazi voltati, dalla corte padronale e dal vecchio mulino. Sono elementi apparentemente semplici, ma attraverso di essi è possibile ricostruire la vita quotidiana di molte generazioni. Il torrente forniva l'acqua e l'energia necessarie al mulino; i campi fornivano i cereali; le case conservavano gli strumenti e i prodotti; la chiesa rappresentava il punto di riferimento religioso; le strade collegavano il paese con Cornice, Bozzolo, Brugnato e l'alta valle. L'intero borgo può quindi essere letto come un sistema costruito intorno alle necessità della comunità.

Mangia oggi

Mangia conserva ancora una parte significativa di questa struttura storica. Le case in pietra, gli archi, le volte, la corte interna del complesso padronale e il vecchio mulino permettono di riconoscere la forma di un antico borgo rurale della Val di Vara. La chiesa di Sant'Anna mantiene invece la memoria della vita religiosa della comunità e del suo rapporto storico con Cornice. La sua storia non è quella di un grande centro fortificato, ma di un paese nato e cresciuto grazie alla posizione lungo una delle antiche vie della valle. È proprio questo l'aspetto più interessante di Mangia: la sua identità si è formata dall'incontro tra strada, acqua e lavoro. La strada collegava l'alta Val di Vara con Brugnato, il torrente alimentava il mulino e forniva una risorsa essenziale, mentre il lavoro agricolo e artigianale permetteva alla comunità di vivere del territorio. Nel piccolo borgo rimangono così le tracce di una cultura materiale profondamente legata all'ambiente: una cultura fatta di pietra, acqua, percorsi, lavoro agricolo e vita comunitaria, che rappresenta una parte importante della storia dell'entroterra ligure.
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