Marciaso - Fosdinovo

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Marciaso

Marciaso

Marciaso

Marciaso

Marciaso

Marciaso

Marciaso

Marciaso

Marciaso

Marciaso

Marciaso

Marciaso

Il paese

Il borgo

Marciaso

Maestà

Verso il centro del paese

Maestà

Stemma Spino Fiorito

Maestà

Particolare sulla Chiesa

La Chiesa di San Bartolomeo

Sulle mura

La Chiesa

In paese

Maestà

Maestà

Passaggio

Passaggio voltato

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Baracca

Vista dal paese

In paese

Case

Case

In paese

Maestà

Maestà

Le mura

Rondine comune locale

Particolare su vecchio portale

In paese

Case

In paese

Maestà

Maestà

Case

Particolare di casa

Particolare di casa

Colonne in marmo murate

In paese

La torre campanaria

La torre campanaria

Vista dallo spiazzo della torre

La torre

La torre campanaria

Vista dallo spiazzo della torre

Passaggio

Vista dalla strada

In paese

In paese

In paese

Maestà

Particolare su muro

Su un muro

La Chiesa

In paese

Maestà

Maestà

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Vista dalla località

Vista dalla località

Marciaso

Marciaso

Marciaso

Marciaso

Marciaso

Marciaso

Informazioni storiche, culturali della località.

Marciaso: un antico borgo tra le Apuane e la Lunigiana

Marciaso è una frazione del Comune di Fosdinovo situata nella parte più interna e montuosa del territorio comunale, al confine con il territorio di Fivizzano. Il paese sorge sulla sommità di un colle, a oltre 400 metri s.l.m in un ambiente caratterizzato da boschi di castagno e attraversato dal torrente Bardine e da corsi d'acqua minori. La posizione appartata, tra le propaggini delle Alpi Apuane e la Lunigiana interna, ha contribuito a conservare il carattere raccolto del borgo. La sua storia è particolarmente antica e attraversa il Medioevo, la lunga presenza dei Malaspina e i drammatici avvenimenti della Seconda guerra mondiale.

Le antiche origini

Il territorio intorno a Marciaso presenta testimonianze di frequentazione umana molto precedenti alla nascita del borgo medievale. Particolarmente importante è la vicina località di Pontevecchio, dove furono rinvenute nove statue stele, alcune delle testimonianze preistoriche più significative della Lunigiana. Queste enigmatiche figure antropomorfe in pietra costituiscono uno degli elementi più caratteristici dell'antica cultura della Lunigiana e testimoniano la presenza dell'uomo in questo territorio fin da epoche remote. Per quanto riguarda il borgo, Marciaso compare nelle fonti medievali almeno dalla seconda metà del XII secolo.

Il nome Marciaso e la battaglia dei Liguri Apuani

Una tradizione particolarmente affascinante collega Marciaso a un episodio avvenuto durante la conquista romana della Liguria Apuana. Nel 186 a.C., secondo il racconto dello storico romano Tito Livio, i Liguri Apuani inflissero una pesante sconfitta all'esercito comandato dal console Quinto Marcio Filippo, attirando i soldati romani in un territorio montuoso e difficile. Il luogo della sconfitta venne ricordato dalle fonti come Saltus Marcius. Secondo una tradizione locale, il luogo dell'antica battaglia potrebbe essere identificato proprio con la zona di Marciaso e il nome del paese deriverebbe da quell'avvenimento. Si tratta tuttavia di un'interpretazione suggestiva ma non dimostrata archeologicamente. Un'altra spiegazione riconduce invece il toponimo al latino Marcii ager, cioè a un terreno appartenente a una persona o famiglia chiamata Marcius.

Marciaso nel Medioevo

Le prime testimonianze scritte sicure del paese appartengono al Medioevo. Nel 1185, l'imperatore Federico Barbarossa confermò al vescovo di Luni alcuni possedimenti a Marciaso. In questa fase il territorio risultava diviso tra il potere vescovile e quello dei Malaspina. I vescovi di Luni affidarono parte del territorio ai signori locali conosciuti come Capitanei, successivamente Cattanei. Marciaso rappresentava quindi un piccolo centro di una zona strategica, collocata lungo i collegamenti tra la costa, Fosdinovo e la Lunigiana interna.

Il castello e il borgo fortificato

Nel Medioevo Marciaso possedeva un proprio castello, costruito nella parte più elevata del paese. L'abitato si sviluppò intorno a questa struttura assumendo una caratteristica disposizione concentrica. Ancora oggi è possibile distinguere idealmente una parte alta e una parte bassa del borgo. Dell'antico sistema di accesso rimangono alcuni archi, che costituiscono una delle testimonianze più caratteristiche dell'organizzazione storica del paese. Dell'antico maniero sopravvive invece una torre nel centro del borgo, importante testimonianza della Marciaso medievale.

Marciaso e i Malaspina

Nel corso del XIV secolo Marciaso entrò stabilmente nell'orbita politica dei Malaspina di Fosdinovo. Dopo la morte di Spinetta Malaspina il Grande, i suoi domini passarono ai nipoti Gabriele, Galeotto e Guglielmo. Con l'investitura imperiale del 1355 nacque il Marchesato di Fosdinovo, nel quale Marciaso ebbe un ruolo ben definito. Nella successiva divisione dei possedimenti, il paese rimase tra i territori assegnati alla linea dei Malaspina di Fosdinovo. Da quel momento Marciaso condivise per secoli le vicende politiche del Marchesato, fino alla fine dell'antico sistema feudale.

La Chiesa di San Bartolomeo

La presenza di un edificio religioso a Marciaso è documentata almeno dal XIII secolo. La chiesa del paese era dedicata a San Bartolomeo Apostolo, ancora oggi patrono della comunità, celebrato tradizionalmente il 24 agosto. Nel corso dei secoli l'edificio religioso subì trasformazioni e ricostruzioni. La chiesa che sorgeva nella parte alta del borgo venne però distrutta insieme a una parte consistente del paese durante la Seconda guerra mondiale. Dell'antico complesso rimangono alcune testimonianze, tra cui la torre campanaria.

L'Oratorio dell'Opera

Uno degli edifici più importanti conservati a Marciaso è l'Oratorio dell'Opera, costruito nel 1748, durante il marchesato di Gabriele III Malaspina. L'edificio, impreziosito dall'uso del marmo, assunse successivamente la funzione di chiesa parrocchiale dopo la distruzione della precedente Chiesa di San Bartolomeo durante la guerra. Nella piazza antistante si conservano inoltre testimonianze più antiche, tra cui una Madonna di Loreto del 1622 e uno stemma dei Malaspina datato 1627. Sono piccoli ma significativi elementi che raccontano il rapporto secolare tra il paese, la devozione religiosa e la famiglia che governò Fosdinovo.

Il 3 agosto 1944: la distruzione di Marciaso

La pagina più drammatica della storia del paese risale alla Seconda guerra mondiale. Il 3 agosto 1944, durante le operazioni militari tedesche nella zona, Marciaso venne gravemente colpito. Le truppe naziste fecero esplodere una parte dell'abitato, distruggendo numerosi edifici, il castello e la chiesa. Nell'esplosione persero la vita anche sei civili anziani. La distruzione modificò profondamente l'aspetto storico del paese e cancellò una parte importante delle sue architetture medievali e moderne. Per questo il borgo che osserviamo oggi è il risultato dell'incontro tra le strutture sopravvissute dell'antico abitato e la ricostruzione avvenuta nel dopoguerra.

La ricostruzione e gli aiuti americani

Dopo la fine della guerra iniziò una difficile opera di ricostruzione. Marciaso ricevette anche l'aiuto di volontari provenienti dagli Stati Uniti, ricordati ancora nella memoria locale per il contributo dato alla rinascita del paese. Questo episodio rappresenta una pagina particolare della storia contemporanea di Marciaso: dopo la distruzione del 1944, una comunità profondamente ferita riuscì gradualmente a ricostruire abitazioni e spazi della vita collettiva. La ricostruzione del borgo è quindi parte integrante della sua identità contemporanea.

Pontevecchio e le statue stele

Nei pressi di Marciaso si trova Pontevecchio, località di straordinario interesse archeologico per il ritrovamento di nove statue stele. Le statue stele sono figure umane scolpite nella pietra, realizzate dalle antiche popolazioni della Lunigiana tra la preistoria e la protostoria. Il ritrovamento di Pontevecchio è particolarmente significativo perché le nove statue furono rinvenute insieme e allineate, offrendo agli archeologi una testimonianza eccezionale sull'utilizzo e sulla disposizione originaria di questi misteriosi monumenti. La presenza delle statue stele collega così il territorio di Marciaso alle più remote origini della cultura lunigianese.

Castagni, torrenti e cultura rurale

Marciaso è circondato da un ambiente molto diverso da quello delle frazioni più vicine alla piana di Luni. Qui domina soprattutto il castagno, che per secoli ha rappresentato una delle principali risorse alimentari ed economiche delle popolazioni della Lunigiana montana. Castagneti, boschi e corsi d'acqua hanno condizionato profondamente la vita della comunità. Il torrente Bardine costituisce uno degli elementi naturali più importanti della zona e accompagna il paesaggio verso la Lunigiana interna. La cultura locale è quindi strettamente legata alla montagna, al bosco e alle attività agricole tradizionali.

Un borgo che racconta molti secoli di storia

Visitare Marciaso significa attraversare diverse epoche della storia della Lunigiana. Le statue stele di Pontevecchio rimandano alla preistoria; la possibile memoria del Saltus Marcius richiama lo scontro tra Romani e Liguri Apuani; il castello e gli archi raccontano il Medioevo; lo stemma dei Malaspina e l'Oratorio dell'Opera testimoniano i secoli del Marchesato. A tutto questo si aggiunge la memoria dolorosa della distruzione del 1944 e della successiva ricostruzione. Marciaso è quindi molto più di un piccolo borgo montano: è un luogo nel quale archeologia, storia medievale, cultura religiosa, paesaggio e memoria del Novecento convivono ancora oggi, raccontando uno dei volti più autentici e meno conosciuti del territorio di Fosdinovo.
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