Marti: storia, cultura
e tradizioni
Un antico borgo sulle colline del
Valdarno
Marti è una frazione del Comune di Montopoli in Val
d'Arno, in provincia di Pisa, situata in posizione collinare tra i
torrenti Chiecina e Ricavo.
Il borgo conserva ancora oggi l'impronta delle sue
origini medievali, con strade, edifici e testimonianze archeologiche che
raccontano una storia molto più antica di quanto possa apparire.
Per la sua posizione strategica, Marti fu per secoli
un importante castello e un punto di controllo del territorio, coinvolto
nelle lunghe contese che opposero Pisa, Firenze e Lucca per il dominio
del Valdarno.
Ma la storia di Marti comincia ancora prima del
Medioevo.
Le antiche origini
Il territorio di Marti presenta testimonianze di
frequentazione molto antiche.
I ritrovamenti archeologici effettuati nella zona
hanno infatti documentato la presenza di materiali di epoca etrusca.
I reperti rinvenuti nel territorio testimoniano quindi
che il colle sul quale si sviluppò successivamente il borgo medievale
era frequentato già molti secoli prima della nascita del castello.
Questa antica origine rappresenta uno degli aspetti
più affascinanti della storia di Marti: sotto il borgo medievale si
nascondono infatti tracce di una storia che risale all'epoca preromana.
La nascita del castello di Marti
L'abitato vero e proprio si sviluppò durante l'Alto
Medioevo.
Intorno all'anno Mille sorse a Marti un importante
castello legato alla potente famiglia pisana degli Upezzinghi.
La fortificazione occupava una posizione
particolarmente favorevole, dalla quale era possibile controllare il
territorio circostante e le vie di comunicazione.
Proprio questa posizione fece di Marti uno dei punti
strategici del sistema difensivo pisano.
Il castello divenne così un vero e proprio baluardo
contro l'espansione di Firenze verso il territorio pisano.
Gli Upezzinghi e Pisa
La storia medievale di Marti è strettamente legata
alla famiglia degli Upezzinghi, una delle importanti famiglie
aristocratiche dell'area pisana.
Il loro rapporto con il Comune di Pisa non fu però
sempre pacifico.
Nel corso del XII e XIII secolo il controllo del
castello provocò tensioni e scontri. Gli Upezzinghi cercarono infatti in
più occasioni di difendere la propria autonomia rispetto alla città di
Pisa.
Marti divenne così protagonista delle complesse
vicende politiche e militari che caratterizzarono il Medioevo toscano.
Il possesso di un castello come quello di Marti
significava infatti controllare non soltanto un borgo, ma anche strade,
campagne e vie di accesso verso la pianura dell'Arno.
Le guerre medievali
Tra il XIII e il XV secolo Marti fu ripetutamente
coinvolta nelle guerre che interessarono il Valdarno.
Nel 1322 il castello venne conquistato da Montopoli.
Successivamente intervennero le truppe del celebre
condottiero lucchese Castruccio Castracani, che riuscirono a liberarlo.
Gli scontri continuarono anche nei decenni successivi.
Marti si trovava infatti in una zona estremamente
delicata, contesa soprattutto tra Pisa e Firenze.
Quando Firenze riuscì a conquistare Pisa nel 1406,
anche il destino di Marti cambiò definitivamente.
La distruzione del castello
Nel XV secolo terminò la funzione militare dell'antico
castello.
Nel 1435 Firenze ordinò lo smantellamento e la
distruzione delle fortificazioni di Marti.
La decisione pose fine alla storia del castello come
importante presidio militare.
Le strutture fortificate vennero progressivamente
demolite e nel corso dei secoli molte delle loro tracce scomparvero o
furono inglobate nelle costruzioni successive.
Il borgo, tuttavia, sopravvisse.
Marti perse la propria funzione militare ma continuò a
vivere come centro agricolo, religioso e artigianale.
Il Bastione di Marti
Una delle testimonianze più importanti dell'antico
passato medievale del paese è rappresentata dal Bastione.
Gli scavi archeologici hanno permesso di riportare
alla luce porzioni delle antiche strutture fortificate, tra cui tratti
delle murature del cassero trecentesco.
L'area archeologica consente oggi di comprendere
meglio come doveva presentarsi l'antico castello.
Sono stati individuati anche edifici lungo le pendici
e ambienti scavati nel terreno.
Il Bastione rappresenta quindi un luogo fondamentale
per conoscere la storia di Marti, perché permette di leggere
direttamente nel terreno le diverse fasi di occupazione del colle.
L'antica fornace medievale
Gli scavi del Bastione hanno restituito anche un'altra
testimonianza particolarmente interessante: una fornace medievale
destinata alla produzione di laterizi.
La scoperta è importante perché dimostra quanto fosse
antica, nel territorio di Marti, la lavorazione dell'argilla.
Mattoni, tegole e altri materiali in cotto erano
indispensabili per la costruzione delle case, delle mura, delle
fortificazioni e degli edifici religiosi.
Nel territorio montopolese la produzione di laterizi è
documentata già nel XIII secolo e conobbe un'importante crescita nel
corso del Trecento.
Marti partecipò pienamente a questa tradizione
artigianale.
Ancora oggi il mattone è uno degli elementi che
maggiormente caratterizzano l'architettura storica del borgo.
La Pieve di Santa Maria Novella
Il principale monumento religioso di Marti è la Pieve
di Santa Maria Novella.
La chiesa venne edificata nel 1332, come testimonia
un'antica iscrizione conservata nell'edificio.
La Pieve rappresenta uno degli esempi più interessanti
dell'architettura religiosa medievale del territorio.
L'edificio è realizzato prevalentemente in mattoni e
presenta una facciata articolata su due livelli.
Particolarmente interessanti sono le decorazioni in
laterizio e i bacini ceramici inseriti nell'architettura, alcuni dei
quali riconducibili a produzioni medievali pisane e fiorentine.
Questi elementi testimoniano ancora una volta il forte
legame tra Marti, l'argilla e la lavorazione della ceramica.
L'arte custodita nella Pieve
La Pieve di Santa Maria Novella non è importante
soltanto per la sua architettura.
Nel corso dei secoli l'edificio è stato arricchito da
dipinti, decorazioni e opere d'arte.
L'interno conserva testimonianze appartenenti a epoche
differenti, risultato dei numerosi interventi effettuati sulla chiesa.
Tra gli elementi più significativi si trovano opere
pittoriche e decorazioni realizzate tra il Cinquecento e il Settecento.
Particolarmente importante è il ciclo pittorico
settecentesco attribuito ad Anton Domenico Bamberini.
La chiesa conserva inoltre opere legate ad artisti
come Matteo Rosselli e Taddeo Naldini.
Una Pieve rinata dopo le guerre
Anche la storia della Pieve riflette le difficili
vicende attraversate dal paese.
Dopo le distruzioni che interessarono Marti nel XV
secolo, la chiesa rimase per alcuni decenni senza essere regolarmente
officiata.
Intorno al 1470 iniziarono importanti lavori di
recupero.
Secondo la tradizione documentaria locale, al restauro
contribuirono anche le offerte dei pellegrini, attratti dalla
possibilità di ottenere un'indulgenza concessa attraverso un'apposita
bolla.
La Pieve riuscì così a tornare progressivamente al
centro della vita religiosa del paese.
Il borgo medievale
Uno degli aspetti più caratteristici di Marti è la
struttura del centro storico.
Nonostante le trasformazioni avvenute nel corso dei
secoli, il paese conserva ancora chiaramente l'impronta del borgo
medievale.
Le abitazioni seguono l'andamento del colle e delle
antiche strade, creando scorci caratteristici.
Il mattone domina molti edifici e ricorda una
tradizione costruttiva profondamente legata al territorio.
Il borgo si articola inoltre attraverso nuclei e
località storicamente riconoscibili, tra cui San Bartolomeo, Borghetto e
Borgo Arena.
Passeggiare per Marti significa quindi attraversare un
paese nel quale la struttura medievale è ancora leggibile nel paesaggio
urbano.
Una comunità legata alla terra
Con la fine delle guerre medievali e la scomparsa
della funzione militare del castello, la vita di Marti divenne sempre
più legata all'agricoltura.
Per secoli le campagne circostanti hanno rappresentato
una delle principali risorse della popolazione.
Il paesaggio collinare favoriva coltivazioni tipiche
della Toscana e la presenza di poderi e case coloniche.
La vita quotidiana seguiva i ritmi delle stagioni,
della semina, della vendemmia e della raccolta.
Questa cultura contadina ha avuto un ruolo
fondamentale nella formazione dell'identità della comunità martigiana.
Marti e il Comune di Montopoli
Marti non ha sempre fatto parte del Comune di
Montopoli in Val d'Arno.
Per lungo tempo appartenne infatti al territorio
comunale di Palaia.
La situazione cambiò nel 1927.
In quell'anno Marti venne distaccata dal Comune di
Palaia e aggregata amministrativamente al Comune di Montopoli in Val
d'Arno.
Da allora rappresenta una delle frazioni storiche del
territorio montopolese.
Un paese tra archeologia, storia e
tradizione
Marti possiede un'identità particolare perché conserva
testimonianze appartenenti a epoche molto diverse.
I ritrovamenti archeologici raccontano una
frequentazione del territorio precedente al Medioevo.
Il Bastione conserva la memoria dell'antico castello e
delle sue fortificazioni.
La fornace testimonia l'importanza della produzione
dei laterizi.
La Pieve di Santa Maria Novella racconta secoli di
fede, arte e vita comunitaria.
Il centro storico, infine, mantiene ancora oggi
l'aspetto e l'atmosfera di un antico borgo toscano.
Marti oggi
Oggi Marti è una tranquilla frazione collinare di
Montopoli in Val d'Arno, ma il suo passato continua a essere chiaramente
visibile.
Dietro le case e le strade del paese si nasconde
infatti una storia che attraversa molti secoli: dagli antichi
insediamenti fino alla nascita del borgo medievale, dal castello degli
Upezzinghi alle guerre tra Pisa e Firenze, dalla distruzione delle
fortificazioni alla successiva vita agricola e artigianale.
Il Bastione, la Pieve di Santa Maria Novella, le
testimonianze archeologiche e l'antica tradizione della lavorazione
dell'argilla rappresentano ancora oggi i segni più evidenti di questa
lunga storia.
Conoscere Marti significa quindi riscoprire uno dei
borghi storicamente più interessanti del territorio di Montopoli in Val
d'Arno: un luogo nel quale archeologia, Medioevo, arte, agricoltura e
tradizioni locali continuano a convivere e a raccontare l'identità della
comunità. |