Metra di Minucciano:
storia, cultura e curiosità
Un borgo sul confine tra Garfagnana e
Lunigiana
Metra è una piccola frazione del Comune di Minucciano,
situata nella parte settentrionale dell'Alta Garfagnana, non lontano dal
Passo dei Carpinelli e dal Monte Argegna.
Il paese si incontra scendendo dal Passo dei
Carpinelli in direzione della Lunigiana e di Aulla.
La sua posizione geografica è fondamentale per
comprenderne la storia.
Metra si trova infatti in quella fascia di territorio
nella quale la Garfagnana incontra la Lunigiana, tra il bacino del
Serchio e quello della Magra.
Per secoli queste montagne non rappresentarono
soltanto un confine naturale, ma furono attraversate da sentieri,
mulattiere e percorsi utilizzati da mercanti, pellegrini, pastori e
viandanti.
Metra nacque e si sviluppò proprio in questo ambiente
di frontiera.
L'origine del nome Metra
Il nome Metra è uno dei toponimi più particolari del
Comune di Minucciano.
Secondo un'ipotesi riportata anche dal Comune,
potrebbe derivare dai termini latini "Mètrum" o "Mètor".
Il significato sarebbe quello di "luogo posto al
confine" oppure di "luogo adatto all'accampamento".
Entrambe le interpretazioni risultano particolarmente
suggestive considerando la posizione geografica del paese.
Metra si trova infatti vicino allo spartiacque
appenninico e a un'importante zona di passaggio tra la valle del Serchio
e la Lunigiana.
L'etimologia non può essere considerata
definitivamente accertata, ma conserva comunque un interessante legame
con la funzione storica del territorio.
Una terra "oltre il giogo"
Durante il Medioevo questa parte del territorio di
Minucciano aveva una posizione molto particolare.
Dal punto di vista di Lucca, Metra e gli altri paesi
situati oltre lo spartiacque appenninico appartenevano alle terre poste
"ultra iugum", cioè "oltre il giogo", oltre il crinale che separava la
valle del Serchio da quella della Magra.
Questa collocazione geografica rese l'intera zona
strategicamente importante.
Controllare i paesi montani significava infatti
controllare anche i percorsi che permettevano di passare dalla
Garfagnana alla Lunigiana.
Per questo motivo il territorio fu a lungo interessato
dalle rivalità tra differenti poteri dell'Italia centro-settentrionale.
Metra e Lucca
La storia medievale di Metra è strettamente collegata
a quella di Minucciano e della Repubblica di Lucca.
Il territorio entrò progressivamente nell'orbita
lucchese e fu inserito nell'organizzazione amministrativa che Lucca
aveva creato per controllare l'Alta Garfagnana.
Nel corso dei secoli queste terre furono contese da
differenti potenze.
I Malaspina, Firenze e successivamente gli Estensi
rappresentarono alcuni dei principali protagonisti delle lotte per il
controllo di questa zona.
La posizione di confine rendeva infatti il territorio
di Minucciano particolarmente delicato.
Nel 1463 venne istituita la Vicaria di Minucciano, che
contribuì a consolidare il controllo lucchese e a garantire maggiore
sicurezza alle comunità della zona.
La strada dei viandanti
Per comprendere Metra bisogna immaginare un territorio
molto diverso da quello attraversato oggi dalle strade asfaltate.
Per secoli gli spostamenti avvenivano lungo sentieri e
mulattiere.
Questi percorsi collegavano piccoli paesi, pievi,
castelli e valichi montani.
Uno degli itinerari più importanti attraversava
proprio la zona compresa tra Metra, il Passo dei Carpinelli, l'Argegna e
Tea.
Lungo queste strade transitavano persone dirette dalla
Garfagnana verso la Lunigiana e viceversa.
Tra loro vi erano mercanti, pellegrini, pastori e
semplici viandanti.
Proprio per assistere chi percorreva queste montagne
nacquero strutture chiamate "ospitali".
L'Ospitale di San Nicolao di Tea
A poca distanza da Metra si trovano i resti di uno dei
luoghi medievali più interessanti dell'intero territorio: l'antico
Ospitale di San Nicolao di Tea.
L'ospitale sorgeva in posizione strategica lungo un
percorso montano che collegava la Garfagnana con la Lunigiana.
La sua esistenza è documentata almeno dal XIII secolo.
La parola "ospitale" non indicava un ospedale nel
significato moderno.
Nel Medioevo queste strutture offrivano riparo,
assistenza e talvolta cibo ai viandanti e ai pellegrini che
attraversavano zone isolate o pericolose.
L'Ospitale di Tea rappresentava quindi una sorta di
rifugio lungo una delle antiche vie transappenniniche.
La Via del Volto Santo
L'area di Metra e Tea viene oggi collegata anche alla
Via del Volto Santo, itinerario storico che attraversa la Lunigiana e la
Garfagnana in direzione di Lucca.
Il nome deriva dal Volto Santo, il celebre crocifisso
ligneo conservato nella Cattedrale di San Martino a Lucca e venerato fin
dal Medioevo.
Per i pellegrini diretti verso Lucca, le montagne
settentrionali della Garfagnana costituivano uno dei possibili corridoi
di attraversamento.
L'Ospitale di Tea assume quindi un significato
particolarmente importante: testimonia concretamente il passaggio di
uomini attraverso queste montagne molti secoli prima della costruzione
delle moderne vie di comunicazione.
San Nicolao: un legame tra Tea e
Metra
Uno degli aspetti più affascinanti della storia di
Metra è il legame con l'antico ospitale.
La chiesa del paese è infatti dedicata a San Nicolao,
lo stesso santo al quale era intitolato l'Ospitale di Tea.
Secondo la tradizione locale, quando l'ospitale
medievale cadde progressivamente in disuso, il culto di San Nicolao
sarebbe stato trasferito a Metra.
Il piccolo paese avrebbe così raccolto e conservato
una parte dell'eredità religiosa dell'antico luogo di accoglienza dei
viandanti.
È un collegamento particolarmente suggestivo perché
unisce ancora oggi il borgo a una delle pagine più antiche della storia
delle comunicazioni tra Garfagnana e Lunigiana.
La Chiesa di San Nicolao
Nel cuore del paese si trova la Chiesa di San Nicolao.
L'edificio presenta all'esterno un aspetto molto
semplice, perfettamente inserito tra le abitazioni del borgo.
La chiesa possiede una sola navata e un presbiterio di
dimensioni piuttosto ampie rispetto allo spazio destinato ai fedeli.
Sul lato sinistro si apre una cappella che ospita il
fonte battesimale.
Sopra di esso si trova una raffigurazione di San
Giovanni Battista mentre battezza Gesù.
L'interno della chiesa
L'interno della Chiesa di San Nicolao presenta colori
delicati e decorazioni sulle volte.
L'altare maggiore è realizzato in marmo, con tonalità
prevalentemente rosse e bianche.
Il tabernacolo è arricchito da elementi decorativi e
da teste di cherubini alati.
Al centro dell'abside si trova invece una statua della
Madonna con il Bambino, riconducibile all'iconografia della Madonna
delle Grazie o della Madonna del Rosario.
La semplicità esterna dell'edificio contrasta quindi
con un interno più ricco e decorato.
Un richiamo al Volto Santo
Particolarmente interessante è uno degli altari
laterali della chiesa.
Dietro il tabernacolo si trova infatti una
raffigurazione di Gesù crocifisso che richiama l'iconografia del Volto
Santo di Lucca.
È un particolare suggestivo se considerato insieme
alla posizione di Metra lungo gli antichi itinerari che collegavano la
Lunigiana con Lucca.
Il Volto Santo rappresentò per secoli una delle
immagini religiose più importanti della Toscana e fu meta di
pellegrinaggi provenienti anche da territori molto lontani.
La sua presenza nell'immaginario religioso di Metra
rafforza quindi il rapporto tra il paese e le antiche vie percorse dai
pellegrini.
San Nicolao o San Nicolò?
Il nome del santo patrono presenta una particolarità.
La tradizione locale e diversi documenti ecclesiastici
utilizzano la forma "San Nicolao".
Altre fonti indicano invece la parrocchia come San
Nicolò da Bari o San Nicola.
Si tratta sostanzialmente della tradizione legata a
San Nicola vescovo, celebrato il 6 dicembre.
La forma "Nicolao", rimasta legata sia a Metra sia
all'antico Ospitale di Tea, costituisce comunque una caratteristica
storica interessante della toponomastica religiosa locale.
Il borgo antico
Metra conserva ancora oggi una parte più antica
chiaramente distinguibile dalle zone sviluppatesi successivamente.
Nel nucleo storico le strade sono strette e in alcuni
punti piuttosto ripide.
Le abitazioni tradizionali sono costruite
prevalentemente in pietra e sorgono molto vicine le une alle altre.
È un'organizzazione tipica dei piccoli borghi montani.
Costruire in maniera compatta permetteva infatti di
utilizzare meglio lo spazio disponibile, proteggersi dal clima e
mantenere un forte rapporto di vicinanza tra le famiglie.
La parte più recente del paese presenta invece un
carattere maggiormente residenziale.
Agricoltura e pastorizia
Per secoli la vita degli abitanti di Metra fu
strettamente legata alla terra.
Agricoltura e pastorizia rappresentavano le principali
attività economiche.
La montagna imponeva condizioni difficili.
Le superfici coltivabili erano limitate e ogni
appezzamento doveva essere utilizzato con attenzione.
Accanto alle coltivazioni assumevano quindi grande
importanza l'allevamento, i boschi e le risorse offerte dal territorio
circostante.
La vita seguiva il ritmo delle stagioni: semina,
raccolti, fienagione, pascolo e preparazione delle scorte per l'inverno
scandivano l'anno delle famiglie.
I boschi e il castagno
Come in gran parte dell'Alta Garfagnana, anche intorno
a Metra i boschi costituivano una risorsa fondamentale.
Il castagno ebbe per secoli un'importanza particolare.
Le castagne venivano raccolte, essiccate e trasformate
in farina, diventando uno degli alimenti fondamentali delle comunità
montane.
Il bosco forniva inoltre legna da ardere e materiale
da costruzione.
Quello che oggi può apparire semplicemente come un
ambiente naturale era quindi, per gli abitanti del passato, un vero
spazio produttivo indispensabile alla sopravvivenza.
Metra e il Monte Argegna
La storia e il paesaggio di Metra sono strettamente
collegati anche al vicino Monte Argegna.
L'altopiano dell'Argegna costituisce uno dei luoghi
più suggestivi del territorio di Minucciano.
Dai suoi prati lo sguardo raggiunge le Alpi Apuane,
l'Appennino e la Lunigiana.
La vicinanza dell'Argegna rafforza ulteriormente il
carattere di Metra come paese posto tra differenti territori geografici.
Sul monte sorge inoltre il Santuario della Madonna
della Guardia, uno dei principali luoghi di devozione di questa parte
dell'Alta Garfagnana.
Metra e il Passo dei Carpinelli
Altro luogo fondamentale è il vicino Passo dei
Carpinelli.
Il valico rappresenta ancora oggi una delle principali
porte di comunicazione tra Garfagnana e Lunigiana.
Quello che oggi si percorre facilmente in automobile
ripropone, almeno in parte, una funzione molto più antica.
Per secoli attraversare questi valichi significava
superare fisicamente il confine tra due vallate, due sistemi fluviali e
territori caratterizzati da differenti influenze culturali.
Metra si trova proprio lungo questa fascia di
passaggio.
Gli "streghi" di Metra
La cultura di Metra non è fatta soltanto di chiese e
documenti storici.
Il paese possiede anche un interessante patrimonio di
racconti appartenenti alla tradizione orale.
Tra questi compaiono le storie degli "streghi", figure
caratteristiche dell'immaginario popolare della Garfagnana.
Un racconto raccolto dagli studiosi narra di un uomo
di Metra che, tornando verso casa da Pugliano, avrebbe incontrato alcuni
streghi sopra un ciliegio.
Le misteriose figure lo chiamavano per nome
chiedendogli di aiutarle a scendere.
L'uomo avrebbe allora inserito uno "spillietto" nel
ciliegio, impedendo agli streghi di liberarsi e sperando così di poter
scoprire, la mattina seguente, chi fossero realmente.
Streghi, malocchio e cultura popolare
Il racconto del ciliegio appartiene a una tradizione
molto più ampia diffusa in Garfagnana e Lunigiana.
Gli "streghi" non corrispondono esattamente alle
streghe dell'immaginario moderno.
Nei racconti popolari potevano essere uomini o donne
ai quali venivano attribuite capacità soprannaturali, malocchio e
misteriosi poteri.
Le storie venivano raccontate soprattutto durante le
veglie serali.
Boschi, alberi, crocevia e strade isolate diventavano
così luoghi popolati da presenze misteriose.
Queste narrazioni rappresentano oggi un importante
patrimonio culturale immateriale perché permettono di conoscere paure,
credenze e modi di interpretare il mondo delle comunità rurali del
passato.
Un paese tra due mondi
Forse l'elemento che meglio descrive Metra è proprio
la sua posizione di confine.
Geograficamente si trova tra Garfagnana e Lunigiana.
Storicamente si trovava lungo antiche vie di
comunicazione.
Religiosamente conserva il legame con l'Ospitale di
San Nicolao di Tea.
Culturalmente condivide elementi appartenenti sia alla
valle del Serchio sia alle comunità dell'Appennino e della Lunigiana.
Il paese rappresenta quindi un piccolo ma
significativo esempio di come i confini montani non siano stati soltanto
elementi di separazione.
Molto spesso furono anche luoghi di incontro.
Metra oggi
Oggi Metra conserva il carattere tranquillo di un
piccolo borgo montano.
La parte antica, con le case in pietra e le strette
strade, permette ancora di leggere l'organizzazione tradizionale
dell'abitato.
La Chiesa di San Nicolao costituisce il principale
punto di riferimento storico e religioso.
Ma per comprendere veramente il paese bisogna
osservare anche ciò che lo circonda.
Il Passo dei Carpinelli, il Monte Argegna, l'antico
Ospitale di Tea e i percorsi verso la Lunigiana raccontano infatti una
storia più ampia.
Metra non era un paese isolato.
Era un piccolo insediamento collocato lungo una zona
di transito frequentata per secoli da persone che attraversavano
l'Appennino.
Ed è proprio questa posizione, sospesa tra Garfagnana
e Lunigiana, a costituire ancora oggi uno degli elementi più
affascinanti della sua identità.
Curiosità su Metra
Il nome Metra potrebbe derivare dai termini latini "Mètrum"
o "Mètor", con il significato di luogo di confine o luogo adatto a un
accampamento.
Il paese si trova lungo il versante che dal Passo dei
Carpinelli scende verso la Lunigiana e Aulla.
Per secoli la principale attività degli abitanti fu
legata all'agricoltura e alla pastorizia.
La parte più antica del paese conserva case in pietra,
vicoli stretti e ripidi.
La chiesa del borgo è dedicata a San Nicolao.
Secondo la tradizione, il culto di San Nicolao sarebbe
giunto a Metra dal vicino Ospitale medievale di Tea dopo il suo
abbandono.
L'Ospitale di San Nicolao di Tea è documentato almeno
dal XIII secolo e offriva assistenza ai viandanti che attraversavano
queste montagne.
Metra si trova nei pressi di uno degli antichi
itinerari tra Garfagnana e Lunigiana oggi collegati alla Via del Volto
Santo.
All'interno della Chiesa di San Nicolao è presente
anche una raffigurazione di Cristo crocifisso che richiama il Volto
Santo di Lucca.
San Nicolao viene identificato nelle fonti
ecclesiastiche anche come San Nicolò o San Nicola vescovo e viene
festeggiato il 6 dicembre.
Nella tradizione orale di Metra compare un curioso
racconto sugli "streghi" che sarebbero rimasti bloccati sopra un
ciliegio.
Il vicino Monte Argegna ospita il Santuario della
Madonna della Guardia ed è uno dei principali punti panoramici di questo
settore dell'Alta Garfagnana. |