Mezzana:
storia, cultura e tradizioni
Un antico paese della pianura
pisana
Mezzana è una frazione del Comune di San
Giuliano Terme situata nella pianura orientale del territorio
comunale, tra Pisa, Colignola, Campo e le prime pendici del
Monte Pisano.
Il suo paesaggio è molto diverso da quello
delle frazioni del Lungomonte come Rigoli, Pugnano o Molina di
Quosa. Qui dominano la pianura, i campi, i fossi e le strade che
collegano Pisa con Calci e con i centri della valle dell’Arno.
La storia di Mezzana è quindi soprattutto la
storia di una comunità rurale cresciuta in una pianura fertile
ma delicata, che per secoli ha richiesto opere di drenaggio e
sistemazione delle acque.
Il filo conduttore può essere individuato in
quattro elementi: la chiesa
medievale di Santa Maria, l’antico paesaggio dell’Arno, la
campagna organizzata attraverso corti e poderi e la progressiva
trasformazione del paese in un centro residenziale alle porte di
Pisa.
Un nome molto antico
L’origine del nome Mezzana non è stata
chiarita con certezza.
La documentazione urbanistica del Comune di
San Giuliano Terme considera il toponimo di origine incerta e
segnala una possibile derivazione antica, forse romana.
È quindi prudente non attribuirgli
un’etimologia precisa.
Il nome, tuttavia, appartiene sicuramente a
una storia molto antica e compare nella documentazione medievale
quando questa parte della pianura era già organizzata attraverso
chiese, insediamenti rurali e proprietà agricole.
Santa Maria già nel 930
Il monumento storico fondamentale del paese è
la Chiesa di Santa Maria
Assunta.
L’Arcidiocesi di Pisa ne documenta l’esistenza
fin dal 930.
Si tratta di una data particolarmente
importante: significa che una comunità cristiana organizzata era
presente a Mezzana più di mille anni fa.
La chiesa conserva ancora ampie tracce
dell’edificio medievale, nonostante le numerose trasformazioni
avvenute nei secoli successivi.
Santa Maria rappresenta quindi il principale
elemento di continuità tra la Mezzana medievale e quella
contemporanea.
La Pieve di Caprona
Nel Medioevo Santa Maria non era una chiesa
autonoma come la intendiamo oggi.
Dipendeva dalla
Pieve di Caprona.
La pieve costituiva il centro religioso di un
territorio molto più vasto e coordinava numerose chiese minori
distribuite nella campagna.
Mezzana apparteneva quindi a una geografia
ecclesiastica che attraversava l’attuale confine tra i territori
di San Giuliano Terme, Vicopisano e Calci.
Le comunità medievali erano infatti
organizzate secondo confini molto diversi da quelli
amministrativi contemporanei.
San Giovanni di Mezzana
Santa Maria non era l’unica presenza religiosa
medievale.
Le ricerche storico-archeologiche sulla
pianura pisana attestano nel
1080 anche una chiesa di
San Giovanni di Mezzana.
Il Comune ricorda questa chiesa nella propria
ricostruzione storica del territorio, ma precisa che oggi non è
possibile localizzarla con sicurezza.
Sono state avanzate ipotesi sulla possibile
identificazione di alcuni resti murari, senza però poter
giungere a una conclusione definitiva.
Questa presenza mostra comunque che la Mezzana
medievale possedeva una struttura religiosa e insediativa più
articolata di quanto oggi sia immediatamente visibile.
Un territorio vicino all’Arno
La posizione di Mezzana deve essere letta
anche in relazione all’Arno.
Il paese si trova nella pianura a nord del
fiume, in un territorio che nel Medioevo presentava
caratteristiche differenti da quelle attuali.
Gli studi archeologici dell’Università di Pisa
utilizzano proprio la documentazione relativa a San Giovanni di
Mezzana del 1080 per ricostruire l'antica geografia della
pianura dell’Arno.
Il fiume, i suoi paleoalvei, le aree umide e i
terreni alluvionali influenzavano profondamente la distribuzione
degli insediamenti e delle coltivazioni.
Una pianura costruita
dall’acqua
La pianura intorno a Mezzana non deve quindi
essere considerata un paesaggio immobile.
È il risultato di una lunga trasformazione.
Le acque dell’Arno e dei corsi minori
depositavano sedimenti.
Le zone più basse potevano ristagnare.
Le piogge rendevano necessario un sistema
efficiente di fossi.
Per rendere stabile l’agricoltura era
indispensabile controllare e allontanare l’acqua in eccesso.
La storia di Mezzana è per questo anche una
storia di bonifica.
La palude di Asciano e Agnano
La documentazione comunale ricorda
espressamente le fosse di
bonifica della Palude di Asciano-Agnano.
Di questo antico sistema idraulico rimangono
nel territorio anche piccoli ponti databili tra Sei e
Settecento.
Sono testimonianze apparentemente modeste, ma
estremamente importanti per comprendere il paesaggio.
Un ponte sopra un fosso racconta infatti un
intero sistema.
Il fosso drenava l’acqua.
La strada permetteva di attraversarlo.
I campi potevano essere coltivati.
Il territorio rurale nasceva dall'interazione
di tutte queste opere.
Il paese della campagna
Per gran parte della propria storia Mezzana fu
una comunità essenzialmente agricola.
Le abitazioni erano circondate da campi e
collegate attraverso strade poderali.
La vita quotidiana seguiva il ritmo delle
stagioni.
Semina e raccolto.
Allevamento.
Manutenzione dei fossi.
Potatura.
Vendemmia.
Trasporto dei prodotti verso Pisa e i mercati
circostanti.
Il paesaggio era allo stesso tempo casa e
luogo di lavoro.
Corti, poderi e cascinai
La pianura era organizzata attraverso poderi e
complessi rurali.
La documentazione urbanistica comunale segnala
ancora la presenza di cascinai
sette-ottocenteschi, oltre ad altri edifici legati alla
tradizionale organizzazione agricola.
Queste architetture non erano monumentali nel
senso tradizionale.
Il loro valore deriva soprattutto dalla
capacità di raccontare la vita quotidiana della campagna.
Stalle, fienili, depositi e abitazioni
formavano un sistema nel quale quasi ogni edificio aveva una
funzione produttiva.
Il Quattrocento
Nel 1434
la situazione ecclesiastica di Mezzana cambiò.
Santa Maria venne unita alla Pieve di San
Giovanni Battista di Asciano insieme alla chiesa di San Frediano
di Agnano.
Il provvedimento testimonia le continue
riorganizzazioni della rete religiosa della pianura.
Una chiesa poteva perdere autonomia, essere
aggregata a una pieve vicina e successivamente recuperare una
propria funzione.
La storia religiosa di Mezzana non procede
quindi in modo lineare.
È fatta di unioni, abbandoni e ricostruzioni.
Il Cinquecento e l’abbandono
della chiesa
Nel corso del XVI secolo Santa Maria
attraversò una fase particolarmente difficile.
L’Arcidiocesi di Pisa la descrive come
trascurata e quasi abbandonata.
Per un periodo la cura religiosa della
comunità venne collegata alla vicina Colignola.
Nel 1571
la cura di Colignola fu infatti unita a quella di Mezzana.
Era un momento nel quale l’organizzazione
ecclesiastica locale stava cambiando profondamente.
La rinascita tra Cinquecento
e Seicento
La crisi non determinò però la scomparsa
definitiva della chiesa.
Sul finire del Cinquecento o nei primi anni
del Seicento Santa Maria venne restaurata e riaperta al culto.
La comunità recuperò così il proprio antico
punto di riferimento.
È una vicenda significativa.
Un edificio nato nel Medioevo, quasi
abbandonato dopo oltre sei secoli di storia, riuscì a tornare al
centro della vita religiosa del paese.
Santa Maria Assunta
La chiesa è oggi dedicata a
Santa Maria Assunta.
Nonostante i restauri e le trasformazioni,
conserva testimonianze dell'edificio medievale.
La sua importanza non deriva quindi soltanto
dall'architettura.
Santa Maria permette di seguire quasi l’intera
storia documentata di Mezzana.
Dal X secolo.
Attraverso il Medioevo.
La crisi cinquecentesca.
La riapertura in età moderna.
Fino alla parrocchia contemporanea.
Arte e devozione
Il patrimonio religioso di Mezzana comprende
anche testimonianze artistiche legate alla vita liturgica della
comunità.
Particolarmente interessante è una
croce processionale in metallo
proveniente dalla chiesa di Mezzana, inserita dall’Arcidiocesi
di Pisa in una mostra dedicata alle antiche croci metalliche del
territorio diocesano.
L’opera ricorda un aspetto spesso trascurato
delle piccole chiese rurali.
Anche comunità apparentemente periferiche
potevano conservare manufatti di notevole interesse storico e
artistico.
Le ville della pianura
Accanto alle chiese e agli edifici rurali,
l’età moderna lasciò un’altra importante tipologia
architettonica: la villa.
La vicinanza a Pisa rendeva la campagna di
Mezzana particolarmente adatta alle proprietà delle famiglie
cittadine.
La villa era contemporaneamente luogo di
soggiorno e centro di gestione di una proprietà agricola.
Il paesaggio rurale era quindi formato da
realtà sociali differenti.
Contadini e lavoratori della terra.
Proprietari cittadini.
Fattorie.
Poderi.
Residenze signorili.
Villa Rindi
Tra le principali emergenze monumentali
indicate dal Comune figura
Villa Rindi.
La sua presenza testimonia la stagione delle
residenze di campagna della pianura pisana.
Queste ville non devono essere interpretate
separatamente dal territorio agricolo.
La loro stessa esistenza dipendeva spesso
dalle proprietà che le circondavano.
Dietro il giardino e la facciata signorile
esisteva un sistema economico composto da campi, case coloniche
e lavoratori.
Una quinta neogotica
Il Comune segnala inoltre, presso il bivio tra
la Via Vicarese e la strada per Mezzana, un’altra villa storica
e una particolare quinta
architettonica neogotica che caratterizza una piccola
piazza.
È una testimonianza interessante delle
trasformazioni ottocentesche del paesaggio.
Il Medioevo non veniva più soltanto
conservato.
Poteva anche essere reinterpretato attraverso
il gusto neogotico.
Architetture relativamente recenti assumevano
così forme ispirate a un passato idealizzato.
La Via Vicarese
Una parte fondamentale dello sviluppo moderno
di Mezzana è legata alla viabilità.
Il paese si trova lungo la direttrice che
collega Pisa con Calci e prosegue verso l’area vicarese.
La strada favorì il movimento delle merci
agricole e successivamente gli spostamenti quotidiani verso
Pisa.
Con il passare del tempo l’abitato si sviluppò
sempre più in rapporto agli assi stradali.
La strada che un tempo collegava nuclei rurali
divenne progressivamente un elemento intorno al quale costruire
il paese moderno.
Mezzana e Colignola
Uno degli aspetti più evidenti della
situazione contemporanea è la vicinanza tra Mezzana e
Colignola.
I due nuclei storici avevano identità distinte
e ciascuno possedeva una propria chiesa e una propria storia.
La crescita edilizia del Novecento ha però
ridotto progressivamente gli spazi che li separavano.
Oggi Mezzana e Colignola formano in larga
parte un unico sistema urbano.
La pianificazione comunale le considera
infatti insieme nell’unità territoriale
Colignola-Mezzana.
Il Novecento
Durante il Novecento la struttura sociale del
paese cambiò profondamente.
L’agricoltura continuò a essere importante, ma
perse gradualmente la capacità di organizzare quasi tutta la
vita economica locale.
La meccanizzazione ridusse il bisogno di
manodopera.
Pisa offriva lavoro, scuole e servizi.
La mobilità quotidiana aumentò.
La campagna cominciò così a trasformarsi in
una zona sempre più strettamente collegata alla città.
Dalla campagna alla residenza
Questa trasformazione è uno dei temi
principali della Mezzana contemporanea.
Molti edifici nati per funzioni agricole hanno
cambiato destinazione.
Nuove abitazioni sono sorte lungo le strade.
Gli antichi nuclei si sono ampliati.
La distanza fisica e funzionale da Pisa si è
ridotta.
Mezzana è passata progressivamente dall’essere
un paese agricolo autonomamente riconoscibile nella campagna a
diventare parte della più ampia area residenziale della pianura
pisana.
La Seconda guerra mondiale
Anche la pianura di Mezzana fu coinvolta nelle
difficili vicende del 1944, quando il fronte attraversò il
territorio pisano.
La popolazione visse le conseguenze
dell’occupazione, degli sfollamenti e della crisi dei
collegamenti.
Per Mezzana, tuttavia, è opportuno non
attribuire episodi bellici specifici senza una documentazione
locale puntuale.
Il vero cambiamento decisivo per il paese
arrivò soprattutto nel dopoguerra, quando la tradizionale
società agricola iniziò a trasformarsi rapidamente.
Mezzana oggi
Oggi Mezzana è una frazione residenziale
strettamente collegata a Pisa e fisicamente quasi continua con
Colignola.
La campagna non è però scomparsa
completamente.
Ai margini dell’abitato rimangono terreni
agricoli, fossi e percorsi che consentono ancora di leggere la
struttura storica della pianura.
La Chiesa di Santa Maria Assunta conserva il
principale legame con il Medioevo.
Le ville raccontano l’età moderna.
Cascinai, corti e sistemazioni idrauliche
ricordano invece il lungo passato agricolo.
Mille anni intorno a Santa
Maria
La storia di Mezzana può essere riassunta
partendo dalla sua chiesa.
Nel 930
Santa Maria esiste già.
Nel Medioevo dipende dalla Pieve di Caprona.
Nel 1080 è documentata nel territorio anche
San Giovanni di Mezzana.
Intorno alle chiese si estende una pianura
modellata dall’Arno, dai fossi e dalle zone da bonificare.
Nel Quattrocento Santa Maria viene unita alla
Pieve di Asciano.
Nel Cinquecento attraversa una grave crisi e
viene quasi abbandonata.
Tra la fine del secolo e l’inizio del
successivo rinasce.
Intanto la campagna si struttura attraverso
poderi, cascinai e proprietà signorili.
Compaiono ville e giardini.
Le strade diventano sempre più importanti.
Nel Novecento la società agricola arretra e
l’abitato cresce fino quasi a fondersi con Colignola.
Eppure Santa Maria rimane.
La chiesa documentata più di mille anni fa
continua a indicare il cuore storico della frazione.
Mezzana: dalla pianura
medievale al paese contemporaneo
Mezzana non possiede una grande rocca e la sua
storia non è dominata da battaglie celebri.
Il suo patrimonio è più discreto.
Una chiesa attestata dal 930.
La memoria di San Giovanni nel 1080.
Gli antichi rapporti con Caprona e Asciano.
Le fosse di bonifica.
I piccoli ponti.
I cascinai.
Le corti agricole.
Villa Rindi e le altre residenze della
campagna.
La strada verso Pisa e Calci.
La progressiva unione con Colignola.
Sono tutti frammenti dello stesso racconto.
Per questo Mezzana può essere descritta come
un antico paese della pianura
pisana che, nato tra chiese medievali, acque e campi, ha
attraversato oltre mille anni di trasformazioni fino a diventare
una frazione residenziale alle porte di Pisa, conservando nella
Chiesa di Santa Maria e nel paesaggio rurale le tracce della
propria origine. |