Migliarino Pisano - Vecchiano

Foto, storia e informazioni della località

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Migliarino Pisano

Parrocchia di S.Pietro Apostolo di Malaventre

Torre campanaria

Chiesa di San Pietro Apostolo

Parrocchia di S.Pietro Apostolo

Interno della Chiesa di S.Pietro Apostolo

Nella strada

Monumento ai caduti in guerra

Nella strada

Nella strada

Torre campanaria

Struttura socio-sanitaria

Nella località

Il prato

Attrezzatura riabilitativa

Nel parchetto

Nella località

Struttura socio-sanitaria

Struttura socio-sanitaria

Sede Pubblica Assistenza

Struttura socio-sanitaria

Nella strada

All'incrocio semaforico

All'incrocio semaforico

Nella località

Nella località

Parrocchia di San Ranieri

Parrocchia di San Ranieri

Parrocchia di San Ranieri

Torre campanaria

Parrocchia di San Ranieri

Nella località

Nella località

Nella località

Nella località

Nella località

Stemma

Nella località

Nella località

Informazioni storiche, culturali della località.

Migliarino Pisano: storia, cultura e tradizioni

Un paese tra il Serchio, la pineta e il mare

Migliarino Pisano è una frazione del Comune di Vecchiano, nella pianura costiera a nord di Pisa. La sua identità è profondamente legata al territorio che la circonda. A est si trovano la pianura del Serchio e i centri di Nodica e Vecchiano. A ovest iniziano i grandi boschi della Tenuta di Migliarino, che proseguono verso le dune e il mare. A nord il paesaggio si collega al sistema del lago e del padule di Massaciuccoli. Migliarino si trova quindi in una posizione particolare, nel punto d'incontro tra campagna, zone umide, bosco e costa. La sua storia non è quella di un castello costruito su una collina. È soprattutto la storia di un territorio conquistato alle acque, organizzato attraverso una grande tenuta agricola e forestale e progressivamente trasformato fino alla nascita del paese contemporaneo.

Prima del paese moderno

L'abitato di Migliarino, nella forma che conosciamo oggi, è relativamente recente rispetto ad altri centri medievali della Toscana. Questo non significa però che il territorio fosse privo di storia. Al contrario, la zona era frequentata e organizzata già nel Medioevo. Il riferimento religioso più importante era l'antica San Pietro in Malaventre, una chiesa documentata almeno dal XIII secolo. Intorno non esisteva ancora il paese compatto di oggi. Il paesaggio era formato soprattutto da terre agricole, boschi, zone umide e insediamenti sparsi.

San Pietro in Malaventre

L'antica chiesa di San Pietro in Malaventre è attestata dal 1240. Originariamente dipendeva dalla Pieve di Pugnano. Nel 1561 passò invece sotto la nuova Pieve di Sant'Alessandro di Vecchiano. Questa antica dedicazione è particolarmente importante perché è sopravvissuta fino al presente. La parrocchia moderna di Migliarino conserva infatti ancora il titolo di San Pietro in Malaventre. Un nome medievale continua così a vivere nel paese contemporaneo.

Una pianura difficile da abitare

Il territorio costiero era molto diverso da quello attuale. Fiumi e acque interne avevano un comportamento instabile. Esistevano zone paludose. Boschi e macchia mediterranea occupavano ampie superfici. La linea di costa stessa è cambiata nel corso dei secoli. Per vivere stabilmente in questa pianura era quindi necessario intervenire continuamente sul territorio. Canali, fossi e opere di bonifica divennero elementi fondamentali.

L'acqua

Come per Nodica, anche a Migliarino l'acqua è una delle chiavi per comprendere il paesaggio. Ma qui al Serchio si aggiunge un sistema ancora più complesso. Paludi. Fossi. Acque di bonifica. Zone retrodunali. Lago di Massaciuccoli. Mare. Migliarino appartiene a un territorio nel quale acqua dolce e acqua marina hanno contribuito per secoli a modellare la terra.

L'espansione fiorentina

Dopo la conquista di Pisa da parte di Firenze nel 1406, anche questa parte del contado pisano entrò definitivamente nell'orbita fiorentina. Nel territorio costiero iniziarono progressivamente a consolidarsi grandi proprietà agricole e forestali. Nacque così quel sistema di tenute che ancora oggi rappresenta una delle caratteristiche fondamentali del paesaggio tra Pisa, Vecchiano e Viareggio.

Le grandi tenute

Tra Quattrocento e Cinquecento la pianura costiera venne organizzata attraverso grandi proprietà. San Rossore sarebbe diventata una grande tenuta medicea. Migliarino si legò invece alla famiglia Salviati. Queste proprietà non erano semplicemente residenze aristocratiche. Erano enormi organismi economici. Comprendevano boschi. Pascoli. Campi. Zone umide. Canali. Edifici agricoli. Attività forestali.

I Salviati

La storia di Migliarino è strettamente legata alla famiglia Salviati. Dal Cinquecento la famiglia possedette la grande tenuta che avrebbe assunto il nome stesso della località. Per secoli i Salviati contribuirono a organizzare il territorio attraverso interventi agricoli, forestali e idraulici. La Tenuta di Migliarino divenne così una delle grandi proprietà storiche della pianura pisana.

Una carta del Seicento

Una straordinaria testimonianza di questo territorio è conservata nella cartografia storica toscana. Una pianta seicentesca della Tenuta di Migliarino dei Salviati mostra un paesaggio molto diverso da quello attuale. Boschi. Aree acquitrinose. Corsi d'acqua. Argini. Pochissimi edifici. Il documento permette di comprendere quanto il paese moderno sia nato dalla progressiva trasformazione di un territorio inizialmente dominato soprattutto dalla natura e dalle acque.

Il Casino Salviati

Nelle antiche carte compare anche il Casino Salviati. Edifici di questo tipo costituivano punti di riferimento all'interno delle grandi proprietà. Potevano essere utilizzati per la gestione della tenuta, per soggiorni dei proprietari e per attività legate alla caccia e all'amministrazione del territorio. La presenza della famiglia proprietaria contribuiva così a organizzare uno spazio altrimenti molto disperso.

La bonifica

Uno dei grandi capitoli della storia di Migliarino è quello delle bonifiche. Prosciugare o regolare le aree umide permetteva di recuperare terreni agricoli e migliorare le condizioni di vita. Ma la bonifica non significava semplicemente eliminare l'acqua. Significava controllarla. Fossi, canali, argini e opere idrauliche dovevano lavorare insieme. Il paesaggio moderno nasce in larga misura da questo lungo processo.

Un territorio costruito

Guardando oggi i campi di Migliarino è facile considerarli semplicemente parte della natura. In realtà molti sono il risultato di secoli di lavoro. Le acque sono state regolate. I terreni drenati. I boschi gestiti. Le strade tracciate. Le coltivazioni organizzate. Il paesaggio è quindi contemporaneamente naturale e artificiale. È il risultato dell'incontro tra processi ambientali e lavoro umano.

La pineta

Tra gli elementi più riconoscibili del territorio c'è la grande pineta. Eppure anche questo paesaggio, che oggi può sembrare completamente naturale, è in buona parte il risultato dell'intervento umano. Nel corso dell'Ottocento vennero piantati migliaia di pini domestici. La trasformazione fu così importante da modificare profondamente l'aspetto della Tenuta di Migliarino.

Prima dei pini

Prima della grande espansione della pineta, il paesaggio era caratterizzato soprattutto da macchia mediterranea e boschi di leccio, alternati alle aree umide. L'introduzione sistematica del pino domestico rispondeva anche a precise ragioni economiche. Il bosco doveva produrre. E uno dei prodotti più preziosi erano i pinoli.

I pinoli

La raccolta dei pinoli divenne un'attività economicamente importante. Le pigne venivano raccolte dai pini domestici e successivamente lavorate per ricavarne i semi. Era un'attività specializzata, strettamente collegata alla gestione forestale. Il pinolo è così diventato uno dei prodotti tradizionalmente associati al territorio di Migliarino.

I pinottolai

La raccolta delle pigne richiedeva esperienza. Bisognava salire sugli alberi e lavorare a notevole altezza. Era un mestiere faticoso e rischioso. La cultura della pineta comprendeva quindi conoscenze molto precise: sapere quali alberi utilizzare, quando raccogliere e come muoversi nel bosco. Accanto alla società contadina esisteva una vera società forestale.

Il bosco come luogo di lavoro

Oggi il bosco è percepito soprattutto come spazio naturale e ricreativo. In passato era anche un luogo di lavoro. Si raccoglieva legname. Si curavano i pini. Si raccoglievano le pigne. Si controllavano i sentieri. Si gestivano le aree destinate agli animali. Il bosco era quindi una parte produttiva della tenuta, non uno spazio separato dall'economia.

La caccia

Le grandi tenute costiere erano storicamente legate anche alla caccia. Boschi, macchie e zone umide ospitavano una grande quantità di fauna. Per le famiglie aristocratiche la caccia rappresentava contemporaneamente attività ricreativa, pratica sociale e forma di gestione del territorio. Anche questo aspetto contribuì a conservare vaste aree non urbanizzate.

L'agricoltura

Accanto al bosco esisteva naturalmente la campagna. Le bonifiche permettevano di ampliare i terreni coltivabili. Cereali e foraggi erano fondamentali. L'allevamento occupava un ruolo importante. La grande tenuta doveva quindi coordinare attività molto differenti. Agricoltura. Bosco. Allevamento. Gestione idraulica.

Le case rurali

I lavoratori non vivevano tutti concentrati in un paese. La tenuta era punteggiata da edifici rurali. Case. Stalle. Magazzini. Rimesse. Strutture legate alla gestione del bosco. Per molto tempo Migliarino fu quindi soprattutto un territorio abitato in maniera diffusa. Il paese compatto sarebbe cresciuto successivamente.

L'Ottocento e la nascita del centro moderno

Nel corso dell'Ottocento il territorio iniziò a cambiare più rapidamente. Le strade migliorarono. Le attività agricole e forestali aumentarono. La popolazione si concentrò progressivamente lungo le principali vie di comunicazione. La necessità di una chiesa più vicina al nuovo abitato diventò sempre più evidente.

La chiesa del 1866

Nel 1866 venne costruita una nuova chiesa a Migliarino. Qui venne trasferito il titolo dell'antica San Pietro in Malaventre. È un passaggio fondamentale. Il centro della vita religiosa si spostava dalla vecchia chiesa rurale verso il paese in formazione. La nascita della nuova chiesa è quindi anche una testimonianza della crescita dell'abitato moderno.

San Pietro rimane

Il luogo cambia. La dedicazione rimane. Questo dettaglio crea una continuità molto forte. L'antica chiesa medievale può perdere la propria funzione, ma il nome di San Pietro in Malaventre viene trasferito alla nuova comunità. Il paese moderno eredita così simbolicamente la storia del territorio precedente.

L'Aurelia

Un altro elemento fondamentale nello sviluppo di Migliarino è la grande direttrice costiera. La Via Aurelia collega Pisa con la Versilia e prosegue verso la Liguria. La posizione lungo questo asse ha progressivamente trasformato Migliarino in un luogo di passaggio. La strada favoriva gli spostamenti delle persone e delle merci. Ma contribuiva anche alla crescita di attività e abitazioni.

Tra Pisa e Viareggio

Migliarino occupa una posizione strategica proprio perché si trova tra due aree urbane importanti. Pisa a sud. Viareggio e la Versilia a nord. A questa direttrice costiera si aggiungono i collegamenti verso Vecchiano, Lucca e il mare. Il paese moderno si è sviluppato anche grazie a questa funzione di nodo stradale.

Il Novecento

All'inizio del Novecento Migliarino era ormai una comunità ben riconoscibile. Agricoltura e attività forestali rimanevano fondamentali. La tenuta continuava a esercitare un peso enorme sul territorio. Ma le infrastrutture moderne stavano progressivamente modificando la vita. Le distanze diminuivano. Il paese diventava sempre più collegato a Pisa e alla costa.

La Seconda guerra mondiale

La fase più drammatica della storia contemporanea arrivò nell'estate del 1944. Con l'avvicinamento del fronte, molte famiglie lasciarono le abitazioni cercando rifugio nelle campagne e nella bonifica. La zona tra Nodica e Migliarino si riempì di sfollati. Ma la campagna non offrì la sicurezza sperata.

Il padule come rifugio

Tra la fine di giugno e l'agosto 1944 il numero delle persone nascoste nella zona aumentò notevolmente. Gli sfollati cercavano di sottrarsi ai bombardamenti e alle operazioni militari. Il territorio offriva fossi, vegetazione e zone relativamente isolate. Con la ritirata tedesca, però, proprio queste aree furono sottoposte a continui rastrellamenti.

Il 14 agosto 1944

Il 14 agosto 1944 le forze tedesche organizzarono un vasto rastrellamento nella bonifica di Nodica e Migliarino. L'operazione coinvolse direttamente la popolazione civile. Un primo gruppo di diciassette persone venne ucciso nella zona del Fosso Reale, a Nodica. Poche ore dopo un secondo gruppo venne portato alla Fossa Nera di Migliarino.

La Fossa Nera

Alla Fossa Nera furono uccisi otto uomini. Erano in gran parte civili che avevano cercato rifugio nella zona. Il luogo è diventato uno dei principali punti della memoria della guerra nel territorio di Migliarino. Un cippo ricorda ancora oggi le vittime. Il paesaggio agricolo apparentemente tranquillo conserva così la memoria di uno degli episodi più dolorosi della storia locale.

I nomi delle vittime

Ricordare la strage significa soprattutto ricordare le persone. I nomi incisi sul monumento trasformano un numero in vite individuali. Giovani. Adulti. Padri. Figli. Persone che si trovavano nella bonifica cercando di sopravvivere alla guerra. La memoria locale ha mantenuto vivo il legame con queste vittime.

Il 23 agosto

La violenza non terminò il 14 agosto. Il 23 agosto 1944, nella zona del Fosso dell'Ugnone di Migliarino, venne ucciso anche Giuliano Magli, che aveva soltanto quindici anni. L'episodio appartiene alla stessa stagione di rastrellamenti e violenze che accompagnò la ritirata tedesca. La fine dell'occupazione fu quindi preceduta da settimane estremamente dure per la popolazione.

La memoria del 1944

Nodica e Migliarino condividono questa memoria. Fosso Reale e Fossa Nera distano poche centinaia di metri. Le due stragi appartengono allo stesso rastrellamento. Il paesaggio della bonifica deve quindi essere letto anche come un paesaggio della memoria. Campi e fossi che oggi sembrano luoghi ordinari furono teatro della violenza contro i civili.

Il dopoguerra

Dopo la guerra Migliarino entrò in una fase di rapida trasformazione. Le attività agricole si meccanizzarono. Le strade divennero più trafficate. La popolazione aumentò e il centro abitato si espanse. La vecchia chiesa ottocentesca non rispondeva più alle necessità della comunità. Si decise quindi di costruirne una nuova.

La nuova Chiesa di San Pietro

L'attuale Chiesa di San Pietro in Malaventre venne costruita nel secondo dopoguerra su progetto degli architetti Pediconi e Paniconi. Il nuovo edificio sostituì la chiesa del 1866. Ancora una volta la comunità cambiava edificio senza abbandonare l'antico titolo medievale. Dal XIII secolo al Novecento, San Pietro continuava a rappresentare il filo religioso della storia locale.

Una chiesa contemporanea

L'architettura della nuova chiesa appartiene a un'epoca completamente diversa rispetto alle pievi romaniche del territorio. Le forme rispondono alle esigenze liturgiche e architettoniche del secondo Novecento. È quindi anche un documento della crescita moderna di Migliarino. Il paese non è più soltanto un insieme di poderi e case lungo la strada. È ormai una vera comunità residenziale.

La nascita del Parco

Un altro passaggio decisivo avvenne nel 1979. La Regione Toscana istituì il Parco naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. L'obiettivo era proteggere le caratteristiche ambientali e storiche del litorale pisano e lucchese. La Tenuta di Migliarino entrò così a far parte di un grande sistema protetto.

Dal territorio produttivo al territorio protetto

È una trasformazione fondamentale. Per secoli boschi e zone umide erano stati valutati soprattutto per le risorse che potevano offrire. Legname. Pinoli. Pascolo. Caccia. Terreni bonificabili. Con la nascita del Parco acquistò sempre più importanza un'altra idea. La conservazione dell'ecosistema.

Il Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli

Oggi il Parco comprende un sistema ambientale vastissimo. Spiagge. Dune. Boschi. Pinete. Zone umide. Lago di Massaciuccoli. Foci fluviali. Tenute agricole. La Tenuta di Migliarino costituisce una delle sue grandi unità territoriali storiche. Il nome del paese è quindi diventato anche il nome di una delle componenti fondamentali dell'area protetta.

La Tenuta di Migliarino

La tenuta conserva ancora oggi una forte identità agricola e forestale. Una parte importante dei boschi rimane in proprietà privata, legata alle discendenze della famiglia Salviati. Le attività sono sottoposte alle norme di tutela del Parco. Il paesaggio contemporaneo deriva quindi dall'incontro tra proprietà storica, attività economica e protezione ambientale.

La pineta oggi

La pineta rimane uno degli ambienti più riconoscibili. Il pino domestico disegna un paesaggio immediatamente associato alla costa toscana. Ma conoscere la sua storia permette di guardarlo diversamente. Non è semplicemente una foresta spontanea. È anche il risultato di una precisa scelta economica e forestale compiuta soprattutto nell'Ottocento.

Il bosco mediterraneo

Accanto ai pini sopravvivono altre formazioni vegetali. Lecci. Macchia mediterranea. Vegetazione delle aree umide. Specie legate agli ambienti dunali. Questa varietà è una delle principali ricchezze del territorio. In pochi chilometri il paesaggio cambia completamente. Dalla campagna al bosco. Dal bosco alla duna. Dalla duna al mare.

Marina di Vecchiano

Proseguendo attraverso la Tenuta di Migliarino si raggiunge il litorale di Marina di Vecchiano. La spiaggia rappresenta uno dei tratti costieri più naturali del territorio pisano. Alle spalle si sviluppano dune e vegetazione. Più internamente iniziano boschi e zone umide. Migliarino è quindi il paese attraverso il quale la pianura vecchianese si apre verso il mare.

Le dune

Le dune costiere sono ambienti estremamente delicati. Il vento sposta continuamente la sabbia. Le piante devono resistere alla salsedine, alla siccità e all'instabilità del terreno. Questo ambiente rappresenta la prima barriera naturale tra mare e territorio interno. La sua conservazione è fondamentale anche per comprendere il paesaggio storico della costa.

Dalla palude alla pineta

Pochi territori mostrano con altrettanta chiarezza la capacità dell'uomo di modificare l'ambiente. Antiche lagune e paludi. Bonifiche. Campi. Boschi gestiti. Pinete ottocentesche. Strade moderne. Parco naturale. Ogni epoca ha dato al territorio una funzione differente. Il paesaggio contemporaneo contiene ancora le tracce di tutte queste trasformazioni.

Una comunità tra natura e infrastrutture

Migliarino possiede oggi anche un'altra caratteristica. È contemporaneamente vicino a un'area naturale di enorme valore e attraversato o circondato da importanti infrastrutture. L'Aurelia. L'autostrada. La ferrovia. Le strade verso Pisa e Viareggio. Il paese vive quindi tra due dimensioni. La mobilità moderna e il paesaggio protetto.

Un nodo della pianura pisana

Questa posizione ha favorito la crescita residenziale. Da Migliarino è possibile raggiungere rapidamente Pisa, Vecchiano, Viareggio e la costa. Il paese ha quindi assunto nel secondo Novecento una funzione sempre meno esclusivamente agricola. Molti abitanti lavorano altrove e utilizzano Migliarino soprattutto come luogo di residenza e comunità.

Le tradizioni legate alla terra

Nonostante le trasformazioni, la memoria agricola rimane importante. La cura dei campi. L'allevamento. La gestione dei boschi. La raccolta delle pigne. La manutenzione dei fossi. Sono tutte attività che hanno contribuito a costruire l'identità del territorio. La cultura locale non nasce soltanto dal paese. Nasce soprattutto dal rapporto con lo spazio che lo circonda.

Il pinolo come prodotto del territorio

Tra i prodotti più caratteristici rimane il pinolo. Il Parco stesso continua a valorizzare la produzione proveniente dalle pinete. È un prodotto apparentemente semplice, ma racconta una lunga storia. La trasformazione ottocentesca della tenuta. Il lavoro forestale. La raccolta delle pigne. La gestione del pino domestico. Un alimento diventa così anche un frammento di storia locale.

Migliarino e Nodica

Migliarino e Nodica sono molto vicini ma possiedono identità differenti. Nodica è soprattutto il paese del Serchio e dell'argine. Migliarino è il paese della tenuta, della bonifica e della pineta. Nel 1944, però, le loro storie si unirono tragicamente. Fosso Reale e Fossa Nera appartengono allo stesso episodio di violenza. La memoria supera i confini tra le frazioni.

Migliarino e Vecchiano

Anche il rapporto con Vecchiano è stretto. Il capoluogo rappresenta il principale riferimento amministrativo. La storia ecclesiastica stessa testimonia questi legami: dal 1561 l'antica San Pietro in Malaventre dipese dalla Pieve di Sant'Alessandro di Vecchiano. Oggi i due centri fanno parte di un sistema urbano e territoriale sempre più integrato.

Migliarino e il mare

Il rapporto con il mare distingue profondamente Migliarino dagli altri centri del Comune. Il paese non è costruito direttamente sulla spiaggia. Ma la tenuta crea una lunga continuità tra abitato e costa. Boschi e dune separano fisicamente il centro dal mare. È proprio questa distanza verde ad aver contribuito a conservare il litorale.

Il valore della Tenuta

La Tenuta di Migliarino può quindi essere letta in due modi. È un grande patrimonio ambientale. Ma è anche un documento storico. La proprietà Salviati. Le bonifiche. Le pinete. Le attività agricole. La raccolta dei pinoli. La caccia. Le case rurali. Tutto questo appartiene alla storia del paesaggio. Proteggere la tenuta significa anche proteggere la memoria di come è stata costruita.

Migliarino oggi

Oggi Migliarino Pisano è un centro residenziale vivo, ben collegato con Pisa e la Versilia. Il paese moderno è molto diverso dal territorio rurale e disperso dei secoli passati. Eppure la sua identità continua a essere determinata da ciò che lo circonda. La Tenuta. La pineta. La bonifica. Il Serchio. Il Parco. Il mare.

Da Malaventre al paese moderno

La storia può essere letta attraverso il movimento della chiesa. Nel Medioevo il riferimento è San Pietro in Malaventre, documentata dal 1240. Nell'Ottocento, con la crescita del nuovo abitato, il titolo viene trasferito alla chiesa costruita nel 1866. Nel secondo dopoguerra nasce l'attuale edificio. Tre chiese. Tre fasi differenti. Un'unica comunità religiosa.

Dalla palude al Parco

Anche il territorio segue una trasformazione simile. All'inizio troviamo boschi, macchie, paludi e acque instabili. Poi arrivano le grandi tenute. Le bonifiche. La gestione agricola. La pineta. Nel Novecento aumenta la pressione delle infrastrutture e dell'urbanizzazione. Infine nasce il Parco. Un territorio prima trasformato per produrre viene anche protetto per conservarne il valore ambientale.

La memoria della Fossa Nera

In questo racconto di natura e trasformazioni esiste però un luogo che obbliga a fermarsi. La Fossa Nera. Qui il paesaggio assume un significato completamente diverso. Il fosso e la campagna non raccontano il lavoro agricolo o la bonifica. Raccontano la guerra. Il 14 agosto 1944 otto uomini furono uccisi in questo luogo durante il rastrellamento che coinvolse la bonifica di Nodica e Migliarino. Conservare questa memoria significa riconoscere che anche un paesaggio apparentemente tranquillo può custodire una storia dolorosa.

Migliarino Pisano: tra bosco e memoria

Migliarino può quindi essere raccontato attraverso alcuni grandi passaggi. L'antica San Pietro in Malaventre. La Tenuta Salviati. Le bonifiche. La grande espansione ottocentesca della pineta. La nascita della chiesa del 1866 e del paese moderno. La tragedia del 1944. La ricostruzione del dopoguerra. La nuova chiesa. La nascita del Parco nel 1979. Sono capitoli molto diversi, ma appartengono allo stesso territorio.

Tra la pineta e il mare

Forse l'immagine più rappresentativa di Migliarino rimane quella del percorso verso occidente. Si lascia il paese. Si attraversa la tenuta. La campagna lascia spazio al bosco. Il bosco diventa pineta. Poi compaiono le dune. Infine il mare. In pochi chilometri si attraversano secoli di storia e ambienti completamente differenti. È questa la particolarità di Migliarino Pisano: un paese nato nella pianura, cresciuto con la grande tenuta e le bonifiche, segnato dalla guerra e oggi posto all'ingresso di uno dei più importanti paesaggi naturali della costa toscana.
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