Foto, storia e informazioni della località
Informazioni storiche, culturali della località. |
MontedivalliUn antico territorio tra Lunigiana e Val di VaraMontedivalli è una frazione del comune di Podenzana, in provincia di Massa-Carrara, ma la sua posizione geografica racconta una storia molto più complessa e affascinante di quanto possa suggerire il semplice confine amministrativo. Il territorio di Montedivalli si trova infatti affacciato sulla Val di Vara e costituisce una sorta di isola lunigianese protesa verso la Liguria e la provincia della Spezia. È un luogo di passaggio e di confine, nel quale per secoli si sono incontrati il mondo lunigianese, quello ligure e l'antico territorio della diocesi di Luni. Montedivalli non è costituito da un unico borgo compatto. È piuttosto un paese diffuso, formato da numerosi piccoli nuclei e località distribuiti sulle pendici e sul crinale meridionale del Monte Castellaro. Tra questi troviamo Boschetto, Casa Borsi, Chiesa, Croce, Fogana, Genicciola, Pagliadiccio, Prati, Serralta e Vaggi, oltre ad altre località minori. Boschi, antiche mulattiere, piccoli gruppi di case e panorami sulla Val di Vara caratterizzano ancora oggi questo territorio.Una terra abitata fin dall'antichitàLa storia di Montedivalli comincia molti secoli prima della nascita dei borghi medievali. Una delle testimonianze archeologiche più importanti è stata scoperta nel XIX secolo in località Genicciola, alle pendici del Monte Castellaro: una necropoli attribuita ai Liguri Apuani, l'antica popolazione che abitava una vasta area compresa tra le montagne dell'attuale Liguria orientale e della Toscana nord-occidentale. Gli scavi portarono alla luce numerose tombe a cassetta, utilizzate per raccogliere i resti dei defunti dopo il rito della cremazione. All'interno delle sepolture furono rinvenuti diversi oggetti appartenenti ai corredi funerari: armi, punte di lancia e di freccia, fibule, anelli, recipienti e altri manufatti. Questi ritrovamenti hanno permesso agli archeologi di ricostruire alcuni aspetti della vita e delle usanze funerarie delle popolazioni che abitavano questo territorio prima e durante la progressiva espansione romana. La necropoli di Genicciola rappresenta per questo una delle testimonianze archeologiche più interessanti della Lunigiana storica.I reperti di Montedivalli alla SpeziaLa storia di Montedivalli possiede anche un importante legame con la città della Spezia. Parte dei reperti provenienti dalla necropoli di Genicciola è infatti conservata nelle raccolte del Museo del Castello di San Giorgio della Spezia, mentre altri materiali sono custoditi presso il Museo di Storia Naturale Lazzaro Spallanzani di Reggio Emilia. È un collegamento particolarmente significativo: reperti provenienti da un territorio oggi amministrativamente toscano sono conservati alla Spezia perché appartengono a quella storia antica comune che precede di molti secoli gli attuali confini tra Liguria e Toscana.La Pieve di Sant'Andrea di CastelloIl monumento più importante di Montedivalli è senza dubbio la Pieve di Sant'Andrea di Castello, uno degli edifici religiosi medievali più interessanti della Lunigiana. La pieve sorge isolata in posizione panoramica e la sua storia è antichissima. Una prima testimonianza risale al 19 maggio 963, quando l'imperatore Ottone I riconobbe al vescovo di Luni Adalberto diversi possedimenti, tra i quali compare il castrum sancti Andree. Il termine fa pensare alla presenza di una precedente struttura fortificata posta in un punto strategico per il controllo del territorio e delle vie di comunicazione. Nel 1148 Sant'Andrea viene invece espressamente ricordata come pieve in un privilegio di papa Eugenio III. La sua presenza testimonia l'importanza raggiunta da questo luogo nel Medioevo.Una pieve al servizio della Val di VaraLa Pieve di Sant'Andrea non era soltanto la chiesa di una piccola comunità. Nel sistema ecclesiastico medievale le pievi costituivano importanti centri religiosi e amministrativi, dai quali dipendevano altre chiese del territorio. Sant'Andrea apparteneva alla diocesi di Luni e la sua influenza si estendeva verso la Val di Vara orientale. La posizione della pieve non era casuale. Questo territorio era attraversato da antichi percorsi che mettevano in comunicazione la valle del Magra, la Val di Vara e il Levante ligure. Montedivalli era quindi inserita in una rete di collegamenti molto più ampia e rappresentava un punto strategico tra l'entroterra e le vie dirette verso la costa.L'architettura della Pieve di Sant'AndreaLa Pieve di Sant'Andrea conserva ancora oggi numerosi elementi della sua origine medievale. L'edificio presenta una struttura basilicale a tre navate, scandite internamente da colonne e archi a tutto sesto. Particolarmente interessanti sono i capitelli, differenti tra loro per forma, decorazione e probabilmente anche per epoca di realizzazione. Alcuni presentano motivi vegetali, altri figure antropomorfe caratteristiche dell'immaginario religioso medievale. All'esterno spiccano le absidi costruite con blocchi di arenaria accuratamente lavorati e decorate con archetti pensili. La struttura della chiesa ha subito numerosi interventi nel corso dei secoli. Ne rimangono testimonianza alcune date incise nell'edificio, tra cui il 1643 sull'architrave del portale e il 1930 sulla parete settentrionale. Dopo un importante intervento di restauro, la pieve è tornata fruibile nel 2011.Le misteriose sculture della pieveTra le opere più preziose legate a Sant'Andrea figurano tre sculture marmoree raffiguranti San Pietro, la Madonna con il Bambino e Cristo in Pietà. Le opere vengono generalmente attribuite a maestranze campionesi e datate alla seconda metà del XIV secolo. Per la comunità di Montedivalli queste statue hanno avuto nei secoli un valore non soltanto artistico ma anche profondamente religioso. Secondo la tradizione locale furono custodite con grande attenzione dagli abitanti e, in alcuni periodi, sarebbero state nascoste per proteggerle, tornando visibili in occasione delle principali celebrazioni religiose. Anche sulla facciata della pieve si trova una curiosa figura scolpita nell'arenaria: rappresenta un personaggio con una lunga veste e un pastorale a forma di tau. La sua identificazione non è certa; secondo alcune interpretazioni potrebbe trattarsi di un abate, mentre un'altra ipotesi lo identifica con Venanzio, antico vescovo di Luni.La leggenda degli angeliCome spesso accade per gli edifici religiosi più antichi della Lunigiana, anche la Pieve di Sant'Andrea possiede la propria leggenda. La tradizione popolare racconta che la chiesa sarebbe stata costruita dagli angeli in una sola notte. È una leggenda semplice, ma significativa: racconti di questo genere nascevano spesso intorno a luoghi percepiti dalle comunità come particolarmente antichi o sacri, la cui origine si perdeva nella memoria collettiva. Sant'Andrea non rappresentava quindi soltanto un edificio religioso, ma un vero punto di riferimento per gli abitanti sparsi nei piccoli nuclei di Montedivalli.Montedivalli, terra di confineUno degli aspetti più interessanti di Montedivalli è proprio la sua posizione geografica. Amministrativamente appartiene al comune toscano di Podenzana, ma geograficamente il suo territorio guarda direttamente verso la Val di Vara e la Liguria. La particolare conformazione del comune fa sì che Montedivalli sia separata dal territorio principale di Podenzana. Questa apparente anomalia geografica racconta però molto bene la storia della Lunigiana. Per secoli, infatti, le comunità comprese tra la valle del Magra e quella del Vara hanno condiviso vie di comunicazione, commerci, istituzioni religiose e rapporti familiari, indipendentemente dai confini amministrativi moderni. La stessa diocesi di Luni si estendeva su territori che oggi appartengono sia alla Liguria sia alla Toscana. Montedivalli rappresenta quindi uno dei luoghi nei quali è più facile comprendere quanto la storia della provincia della Spezia sia strettamente intrecciata con quella della Lunigiana.Un paese formato da tanti piccoli nucleiUn'altra caratteristica di Montedivalli è l'assenza di un vero e proprio centro urbano principale. Il territorio è formato da numerose località, piccoli gruppi di case e insediamenti sparsi. Questa organizzazione riflette un modello di popolamento antico, legato all'agricoltura, allo sfruttamento dei boschi, all'allevamento e alla necessità di abitare vicino ai terreni coltivati. Castagneti, boschi e piccoli appezzamenti hanno rappresentato per secoli una risorsa fondamentale per la popolazione. Le strade moderne hanno modificato i collegamenti, ma osservando la distribuzione delle case e degli antichi sentieri è ancora possibile riconoscere l'organizzazione rurale tradizionale del territorio.Montedivalli oggiOggi Montedivalli conserva soprattutto il fascino di un territorio rurale rimasto lontano dai grandi centri urbani. Il paesaggio è caratterizzato dal verde, dai boschi e dalle vedute verso la Val di Vara. Le piccole località mantengono l'aspetto di insediamenti sorti seguendo la conformazione naturale del territorio. Il principale punto di interesse storico rimane la Pieve di Sant'Andrea, ma una visita a Montedivalli permette soprattutto di scoprire un territorio nel suo insieme. Qui archeologia, Medioevo, religiosità popolare e paesaggio si sovrappongono, raccontando oltre duemila anni di presenza umana.Montedivalli e La Spezia: una storia comunePer chi vive alla Spezia e nel suo entroterra, Montedivalli è particolarmente interessante perché dimostra quanto sia difficile separare nettamente la storia ligure da quella lunigianese. I Liguri Apuani della necropoli di Genicciola, la diocesi medievale di Luni, le vie tra Magra e Vara e i reperti oggi conservati nel Castello di San Giorgio sono parti differenti dello stesso racconto. I confini amministrativi attuali sono relativamente recenti. Per comprendere veramente la storia della Spezia e del suo entroterra bisogna invece guardare a un territorio più vasto, comprendente la Val di Magra, la Val di Vara e la Lunigiana. Montedivalli è uno dei luoghi che meglio conservano questa identità di confine.Cosa vedere a MontedivalliIl luogo da non perdere è naturalmente la Pieve di Sant'Andrea di Castello, per la sua architettura romanica, i capitelli scolpiti e la straordinaria posizione paesaggistica. Merita attenzione anche il territorio di Genicciola, legato alla scoperta della necropoli dei Liguri Apuani, sebbene la visita abbia soprattutto un valore storico e paesaggistico, poiché i reperti archeologici sono oggi conservati nei musei. Interessante è infine percorrere le strade che collegano le varie località di Montedivalli, osservando il paesaggio della Val di Vara e la particolare disposizione degli antichi nuclei abitati. Montedivalli non è infatti un luogo da visitare soltanto per un singolo monumento: è un piccolo territorio storico da esplorare lentamente.CuriositàUn paese tra due regioniMontedivalli appartiene amministrativamente alla Toscana, ma è geograficamente proiettata verso la Val di Vara e il territorio ligure. Una storia antichissima La necropoli di Genicciola testimonia la presenza dei Liguri Apuani molti secoli prima della nascita dei borghi medievali. I reperti sono anche alla Spezia Una parte dei materiali archeologici rinvenuti a Genicciola è conservata presso il Museo del Castello di San Giorgio della Spezia. Una pieve documentata da oltre mille anni Il castrum sancti Andree compare in un documento dell'imperatore Ottone I datato 963, mentre Sant'Andrea viene ricordata esplicitamente come pieve nel 1148. La chiesa costruita dagli angeli Secondo una leggenda popolare, la Pieve di Sant'Andrea sarebbe stata edificata dagli angeli nel corso di una sola notte. Perché visitare MontedivalliVisitare Montedivalli significa scoprire uno dei territori meno conosciuti al confine tra Lunigiana e provincia della Spezia. È una meta adatta a chi ama i piccoli borghi, la storia locale, l'archeologia e le chiese medievali, ma anche a chi vuole comprendere meglio quel legame antichissimo che unisce la Val di Magra alla Val di Vara. Dalla necropoli dei Liguri Apuani alla Pieve di Sant'Andrea, Montedivalli conserva le tracce di una storia lunga più di duemila anni. Una piccola terra di confine che, proprio per la sua posizione, racconta una parte importante della storia della Lunigiana e dell'entroterra spezzino. |