Foto, storia e informazioni della località
Informazioni storiche, culturali della località. |
NavacchioComune di Cascina – Provincia di Pisa – Toscana StoriaNavacchio è una delle principali località del Comune di Cascina, situata nella pianura dell'Arno tra Pisa e Cascina, lungo la storica direttrice della Tosco-Romagnola. Oggi è un centro residenziale, commerciale e produttivo perfettamente inserito nell'area urbana pisana. La stazione ferroviaria, le grandi vie di comunicazione e il Polo Tecnologico ne hanno fatto uno dei punti più dinamici del territorio comunale. La sua storia, tuttavia, comincia molti secoli prima. Il cuore dell'antico paese era costituito dalla chiesa di San Jacopo , documentata dal 1145 e appartenente nel Medioevo al piviere di San Casciano a Settimo. Navacchio rappresenta quindi un interessante esempio di trasformazione: da piccolo villaggio agricolo medievale a centro manifatturiero, ferroviario, commerciale e infine tecnologico . La pianura tra Pisa e CascinaPer comprendere la storia di Navacchio bisogna partire dal territorio. La località sorge nella grande pianura alluvionale dell'Arno, a pochi chilometri da Pisa. Per secoli questo spazio fu occupato da campi, poderi, fossi, piccoli nuclei abitati e strade che collegavano la città con Cascina e la Valdera. La fertilità dei terreni favoriva l'agricoltura, ma la presenza dell'Arno comportava anche il rischio delle alluvioni. La gestione dei fossi, degli argini e delle acque rappresentò quindi un elemento fondamentale nella vita delle comunità locali.L'origine del nomeL'origine del nome Navacchio non è completamente chiarita. Nei documenti e nella tradizione erudita compaiono forme differenti, tra cui Navaculum, Naviculum e altre varianti medievali. Sono state avanzate interpretazioni che collegano il toponimo alle acque, alla navigazione o alla conformazione del territorio, ma non esiste un'etimologia sufficientemente sicura da permettere un'affermazione definitiva. È quindi preferibile considerare il nome come un antico toponimo della pianura pisana senza attribuirgli un'origine non documentata.Il MedioevoLa storia documentata del paese emerge con chiarezza nel XII secolo . L'Arcidiocesi di Pisa attesta infatti la chiesa di San Jacopo a Navacchio dal 1145 . La chiesa apparteneva al piviere di San Casciano a Settimo , uno dei principali sistemi ecclesiastici della pianura a est di Pisa. Questo dato dimostra che a metà del XII secolo Navacchio possedeva già una comunità sufficientemente stabile da avere un proprio luogo di culto.Il piviere di San CascianoNel Medioevo la pieve non era soltanto una chiesa importante. Rappresentava il centro religioso di un territorio molto più vasto, comprendente numerosi villaggi e chiese minori. San Jacopo di Navacchio dipendeva quindi dalla grande pieve di San Casciano a Settimo . La stessa rete comprendeva diverse comunità della pianura oggi divenute frazioni del Comune di Cascina. Questa organizzazione aiuta a comprendere il paesaggio medievale: non grandi centri continui, ma piccoli nuclei separati da campagne e collegati attraverso pievi, strade e corsi d'acqua.San JacopoLa chiesa di San Jacopo , chiamata anche San Giacomo Apostolo, costituisce il principale riferimento storico del paese. L'edificio attuale non corrisponde però alla chiesa medievale originaria. La storia del luogo di culto fu infatti particolarmente travagliata. Dopo secoli di vita religiosa, tra il XV e il XVI secolo San Jacopo attraversò un grave periodo di decadenza. La situazione riflette probabilmente anche le difficoltà vissute dalla pianura pisana durante il tardo Medioevo.La crisi tra Quattrocento e CinquecentoL'Arcidiocesi di Pisa parla esplicitamente di un grave processo di degrado della chiesa durante il Quattrocento e il Cinquecento. Per un periodo la comunità non riuscì quindi a mantenere stabilmente un proprio rettore. Soltanto verso la fine del XVI secolo la situazione migliorò. A San Jacopo vennero uniti i benefici di alcune chiese rurali ormai scomparse: San Martino a Vignole, San Frediano di Gonfo e San Ilario di Selvalonga . Questi nomi sono particolarmente interessanti perché conservano la memoria di piccoli centri religiosi medievali successivamente scomparsi dal paesaggio.Le chiese scomparseLa vicenda permette di comprendere quanto il territorio medievale fosse più frammentato rispetto a quello moderno. Oltre a Navacchio esistevano piccoli nuclei e chiese rurali che nel corso dei secoli persero importanza o scomparvero. I loro benefici e territori ecclesiastici furono progressivamente riuniti alle comunità sopravvissute. Navacchio divenne così il punto di riferimento religioso di una zona più ampia. La ripresa della parrocchia alla fine del Cinquecento segnò l'inizio di una nuova fase della storia del paese.Una comunità agricolaPer molti secoli Navacchio rimase soprattutto un centro agricolo . La campagna circostante produceva cereali, ortaggi, vino, foraggi e altre colture tipiche della pianura pisana. Case coloniche e poderi occupavano gran parte del territorio. L'abitato vero e proprio rimaneva di dimensioni contenute e si sviluppava soprattutto intorno alla chiesa e alle principali vie di comunicazione. La vicinanza a Pisa rappresentava però un vantaggio importante: i prodotti agricoli potevano raggiungere rapidamente il grande mercato cittadino.La strada tra Pisa e CascinaUno dei fattori decisivi per lo sviluppo di Navacchio fu la posizione lungo la strada che collegava Pisa, Cascina e Pontedera . L'asse sarebbe poi diventato la moderna Via Tosco-Romagnola . Durante l'età granducale la strada venne progressivamente migliorata. Il movimento di persone e merci aumentò e le località attraversate dal percorso acquistarono crescente importanza. Navacchio si trovava in una posizione particolarmente favorevole, a metà strada tra la città di Pisa e il centro di Cascina.Il Settecento e l'OttocentoTra XVIII e XIX secolo il paese iniziò lentamente a cambiare. L'agricoltura rimase fondamentale, ma la vicinanza alla grande strada favorì la nascita di attività artigianali e manifatturiere. L'abitato si estese e la sua posizione divenne ancora più importante con l'arrivo della ferrovia. Da questo momento Navacchio cominciò a distinguersi dalle piccole comunità agricole circostanti. La combinazione tra strada e ferrovia avrebbe infatti determinato gran parte della sua storia contemporanea.La Ferrovia LeopoldaNel corso dell'Ottocento la Toscana granducale avviò la costruzione della Ferrovia Leopolda , destinata a collegare Firenze con Livorno passando attraverso Empoli, Pontedera e Pisa. La linea attraversò il territorio di Cascina quasi parallelamente alla Tosco-Romagnola. Navacchio ebbe una propria stazione ferroviaria . Fu una trasformazione fondamentale. Il paese poteva ora comunicare rapidamente con Pisa, Pontedera, Empoli, Firenze e Livorno. Merci, lavoratori e materie prime potevano essere trasportati con una velocità impensabile soltanto pochi decenni prima.Un paese tra strada e ferroviaLa presenza contemporanea della Tosco-Romagnola e della ferrovia rese Navacchio particolarmente interessante per le attività produttive. Le industrie avevano infatti bisogno di collegamenti efficienti per ricevere materie prime e spedire i prodotti. Il paese disponeva inoltre di manodopera proveniente dalla vasta campagna circostante. Fu così che tra la seconda metà dell'Ottocento e l'inizio del Novecento Navacchio iniziò ad assumere una vera fisionomia industriale e manifatturiera .Le manifattureAlla tradizionale agricoltura si affiancarono attività legate alla produzione tessile e ad altre lavorazioni. Le descrizioni geografiche tra Otto e Novecento ricordano Navacchio come località dotata di stazione ferroviaria, servizi postali e diverse fabbriche di tessuti . Il paese era quindi ormai molto diverso dal piccolo centro rurale medievale. La modernizzazione aveva portato nuovi mestieri e una nuova organizzazione sociale. Operai, ferrovieri e artigiani si affiancarono progressivamente ai contadini.La distilleria BizzettiUno dei complessi produttivi più importanti sorse vicino alla ferrovia. Alla fine dell'Ottocento è documentata una distilleria intestata a Luigi Bizzetti , destinata alla produzione di vermouth, liquori e alcool. La sua presenza è attestata almeno dal 1898 . La scelta del luogo non era casuale. La vicinanza alla ferrovia facilitava il trasporto delle materie prime e dei prodotti finiti, mentre la strada garantiva collegamenti locali efficienti. Quell'area industriale avrebbe avuto, un secolo più tardi, un destino completamente nuovo.La ricostruzione di San JacopoAnche la chiesa seguì la trasformazione del paese. Nel 1891 San Jacopo venne ricostruita . A sud dell'edificio attuale si trova una costruzione oggi utilizzata come canonica che presenta caratteristiche architettoniche e un piccolo campanile tali da far ritenere che possa corrispondere alla precedente chiesa. La ricostruzione di fine Ottocento testimonia la crescita della comunità. Il vecchio edificio non era più adeguato alle esigenze di un paese che stava aumentando di popolazione e importanza.La stazione come nuovo centroTra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento la stazione di Navacchio divenne uno dei principali punti di riferimento della località. Intorno alla ferrovia si concentrarono abitazioni, attività e stabilimenti. Il paese sviluppò così una struttura particolare. Accanto al nucleo religioso della chiesa comparve un secondo polo legato alla mobilità e all'industria. Questa doppia anima – antico paese e moderno nodo ferroviario – è ancora riconoscibile nella struttura urbana.Il Novecento industrialeAll'inizio del Novecento Navacchio era ormai una delle località più dinamiche del Comune di Cascina. La campagna continuava a produrre cereali, ortaggi, vino e foraggi, ma industria e artigianato avevano assunto un'importanza crescente. Nel territorio cascinese si sviluppava inoltre il settore del legno e del mobile , destinato a diventare uno dei simboli economici della zona. Navacchio beneficiava della posizione strategica tra Pisa e Cascina e della presenza della ferrovia.Piero BigongiariIl 15 ottobre 1914 nacque a Navacchio Piero Bigongiari , destinato a diventare uno dei più importanti poeti e critici letterari italiani del Novecento. La sua famiglia abitava vicino alla piazzetta della chiesa di San Jacopo. Il padre Alfredo era ferroviere, circostanza che spiega anche il successivo trasferimento della famiglia in diverse città toscane. Bigongiari trascorse a Navacchio soltanto i primi anni dell'infanzia, ma il paese rimase presente nella sua memoria.Navacchio nei ricordi di BigongiariTra i ricordi infantili del poeta compare anche l'incendio della distilleria Bizzetti , avvenuto intorno al 1918-1919 davanti alla casa della famiglia. È un particolare straordinariamente significativo. Collega infatti tre epoche differenti della storia di Navacchio. Il bambino che osservava la vecchia fabbrica sarebbe diventato uno dei protagonisti dell'Ermetismo italiano; la stessa area industriale, molti decenni più tardi, sarebbe stata recuperata per ospitare il Polo Tecnologico. In uno stesso luogo si sovrappongono quindi storia industriale, memoria letteraria e innovazione contemporanea.Bigongiari e l'ErmetismoDopo aver lasciato Navacchio, Bigongiari visse a Pescia e Pistoia e studiò all'Università di Firenze. Entrò nel grande ambiente culturale fiorentino degli anni Trenta, entrando in contatto con figure come Mario Luzi, Carlo Bo, Alessandro Parronchi, Vasco Pratolini, Eugenio Montale e Carlo Emilio Gadda . Divenne uno dei protagonisti della stagione dell' Ermetismo . Fu poeta, critico letterario e d'arte, traduttore e docente universitario. Morì a Firenze nel 1997. Navacchio può quindi annoverare tra i propri cittadini più illustri una delle figure centrali della poesia italiana del Novecento.La Seconda guerra mondialeLa posizione lungo ferrovia e strade principali rese l'intera pianura tra Pisa e Cascina particolarmente delicata durante la Seconda guerra mondiale . Nel 1944 ponti, linee ferroviarie, stabilimenti e vie di comunicazione costituivano obiettivi strategici. Il territorio subì bombardamenti, distruzioni e le conseguenze del passaggio del fronte. Nel dopoguerra iniziò rapidamente la ricostruzione. La modernizzazione economica avrebbe trasformato Navacchio ancora più profondamente di quanto fosse avvenuto durante l'Ottocento.Il dopoguerraDagli anni Cinquanta la società rurale iniziò a cambiare rapidamente. La mezzadria entrò in crisi e numerosi abitanti lasciarono il lavoro agricolo per trovare occupazione nell'industria, nell'artigianato e nei servizi. Cascina divenne uno dei principali centri italiani della produzione di mobili. La vicinanza a Pisa favorì contemporaneamente la crescita residenziale. Navacchio si trovò esattamente nel punto d'incontro tra questi due sistemi economici.La crescita urbanaNuove abitazioni occuparono progressivamente gli antichi campi. La fascia costruita lungo la Tosco-Romagnola si estese fino a rendere sempre meno percepibili i confini tra Navacchio, Casciavola, San Prospero e le altre località vicine. Il paese divenne parte della cosiddetta città diffusa della pianura pisana. La stazione ferroviaria continuò però a garantire a Navacchio una propria centralità. Ancora oggi costituisce uno dei principali punti di accesso al trasporto pubblico ferroviario del Comune di Cascina.Il commercioTra la fine del Novecento e l'inizio del XXI secolo Navacchio ha assunto anche una forte funzione commerciale . La posizione vicino alla Tosco-Romagnola, alla ferrovia e alla superstrada Firenze-Pisa-Livorno ha favorito l'insediamento di attività di grande distribuzione e servizi. Il paesaggio è così cambiato ancora una volta. Alla campagna medievale e moderna, alla ferrovia ottocentesca e agli stabilimenti industriali si sono sovrapposti quartieri residenziali e aree commerciali.Dalla fabbrica al Polo TecnologicoLa trasformazione più simbolica riguarda l'antica area industriale della distilleria. Negli anni Novanta il complesso, ormai in parte dismesso e degradato, venne scelto per un importante progetto di recupero. Comune di Cascina e Provincia di Pisa, con il sostegno della Regione Toscana, avviarono un programma finalizzato a trasformare l'ex area produttiva in un centro destinato alle imprese innovative. Nel 1996 venne sottoscritto un accordo di programma. I lavori del primo lotto iniziarono nel 1998 .Il Polo TecnologicoNel gennaio 2000 si insediarono nel nuovo complesso le prime undici imprese. Nacque così il Polo Tecnologico di Navacchio . L'obiettivo era favorire imprese ad alto contenuto tecnologico, laboratori di ricerca e nuove aziende innovative. La scelta di recuperare una vecchia area industriale possiede anche un forte valore simbolico. Lo stesso luogo che nell'Ottocento aveva ospitato attività produttive tradizionali è diventato, un secolo dopo, uno spazio dedicato all'economia della conoscenza.Una continuità industrialeLa trasformazione non ha quindi cancellato completamente il passato. Ha reinterpretato la vocazione produttiva di Navacchio. Alla distilleria e alle manifatture si sono sostituite imprese tecnologiche, servizi avanzati e start-up. Il paese ha mantenuto la propria funzione di luogo del lavoro, modificandone però radicalmente la natura. È uno degli esempi più interessanti nel territorio pisano di rigenerazione di un'area industriale dismessa .La stazione oggiLa Stazione di Navacchio continua a rappresentare uno degli elementi fondamentali della località. La linea ferroviaria collega il paese direttamente con Pisa, Cascina, Pontedera, Empoli e Firenze. La presenza della stazione è particolarmente importante anche per chi lavora o studia nell'area. Navacchio mantiene così una caratteristica acquisita nell'Ottocento: essere contemporaneamente un paese e un nodo di collegamento della pianura pisana.San Jacopo oggiLa chiesa di San Jacopo continua a rappresentare il cuore storico e religioso del paese. Il contrasto con il moderno paesaggio circostante è particolarmente significativo. A pochi minuti dalla chiesa si trovano ferrovia, grandi strade, attività commerciali e il Polo Tecnologico. San Jacopo ricorda invece l'epoca in cui Navacchio era una piccola comunità agricola dipendente dalla pieve di San Casciano. È proprio questa sovrapposizione di epoche a rendere interessante la storia della località.Navacchio oggiOggi Navacchio è uno dei centri più dinamici del Comune di Cascina. La località combina funzioni residenziali, commerciali, produttive e tecnologiche . La vicinanza a Pisa, la stazione ferroviaria, la Tosco-Romagnola e l'accessibilità alla rete stradale ne fanno un luogo particolarmente ben collegato. L'identità storica del paese non è però scomparsa. La chiesa di San Jacopo, il vecchio nucleo, la memoria industriale e la figura di Piero Bigongiari permettono ancora di ricostruire una storia lunga quasi nove secoli.Cosa vedereIl principale monumento storico è la chiesa di San Jacopo , documentata dal 1145 e originariamente appartenente al piviere di San Casciano a Settimo. L'edificio attuale risale in gran parte alla ricostruzione del 1891 , mentre la vicina canonica conserva caratteristiche che hanno fatto ipotizzare la presenza di parti della chiesa precedente. Interessante è poi la zona della stazione ferroviaria , fondamentale per comprendere la trasformazione ottocentesca di Navacchio da paese agricolo a centro manifatturiero e di comunicazione. Merita attenzione anche l'area dell'antica distilleria Bizzetti , oggi trasformata nel Polo Tecnologico. È uno dei luoghi più significativi della storia contemporanea della località: una fabbrica ottocentesca recuperata e convertita, alla fine del Novecento, in spazio per imprese innovative. Navacchio è inoltre il luogo natale di Piero Bigongiari , nato qui il 15 ottobre 1914. La zona intorno a San Jacopo e alla ferrovia permette quindi di seguire anche le tracce dei primi ricordi del grande poeta. Più che un borgo rimasto immutato, Navacchio va osservato come un luogo di continue trasformazioni , nel quale il Medioevo, l'agricoltura, la ferrovia, l'industria e la tecnologia hanno lasciato strati differenti ma ancora leggibili.Da ricordare: Navacchio è un antico centro della pianura pisana sviluppatosi lungo la strada tra Pisa e Cascina. La chiesa di San Jacopo è documentata dal 1145 e apparteneva al piviere di San Casciano a Settimo. Dopo una grave crisi tra Quattrocento e Cinquecento, la comunità religiosa tornò stabilmente attiva alla fine del XVI secolo. Nell'Ottocento l'arrivo della ferrovia trasformò il paese in un importante nodo di comunicazione e favorì lo sviluppo delle manifatture. Alla fine del secolo era attiva anche la distilleria Bizzetti , nell'area dove nel 1914 nacque e trascorse i primi anni il poeta Piero Bigongiari . Nel secondo Novecento Navacchio conobbe una forte espansione residenziale e commerciale. A partire dagli anni Novanta l'ex area industriale fu recuperata e trasformata nel Polo Tecnologico di Navacchio , dove le prime imprese si insediarono nel 2000. La storia del paese racconta quindi in modo particolarmente efficace l'evoluzione della pianura cascinese: dalla comunità agricola medievale all'industria, fino all'economia tecnologica contemporanea. |