Paretola di Rossano:
un piccolo borgo rurale nel cuore verde di Zeri
Paretola è una piccola frazione del Comune di
Zeri, situata nella
Valle di Rossano, una delle
vallate più appartate e verdi dell'Alta Lunigiana.
Il paese si incontra poco oltre
Chiesa di Rossano, proseguendo
verso Valle e Bosco. È un nucleo raccolto, circondato da prati,
castagneti e boschi, nel quale l'organizzazione tradizionale del
territorio è ancora facilmente leggibile.
Paretola non possiede un grande castello o un palazzo
signorile.
La sua storia è quella di una
comunità rurale di montagna,
cresciuta attraverso il lavoro nei campi e nei boschi, l'allevamento e i
rapporti con gli altri piccoli paesi di Rossano.
Al centro dell'abitato, quasi a rappresentare
simbolicamente questa dimensione comunitaria, sorge il piccolo
Oratorio di San Genesio.
La Valle di Rossano
Paretola appartiene alla Valle di Rossano,
nell'alta valle del torrente Teglia.
La particolarità di Rossano è la sua struttura
insediativa.
Non esiste storicamente un unico paese con questo
nome. La popolazione è distribuita tra numerosi piccoli nuclei:
Piagna, Castoglio, Chioso, Montelama,
Chiesa, Paretola, Valle e Bosco, ai quali si aggiungono case e
insediamenti minori.
Questa frammentazione non è casuale.
È il risultato di una lunga storia rurale nella quale
le famiglie cercavano di vivere vicino ai terreni, ai pascoli, ai
castagneti e alle sorgenti necessari alla loro sopravvivenza.
Un piccolo paese tra Chiesa e Bosco
Paretola si trova poco oltre Chiesa di Rossano, lungo
il collegamento che prosegue verso
Bosco di Rossano.
La posizione inserisce il paese nel cuore della valle.
Chiesa costituiva il principale riferimento religioso
grazie alla parrocchiale di San Medardo, mentre i piccoli nuclei
circostanti possedevano spesso propri oratori.
Paretola rappresenta perfettamente questa
organizzazione.
Poche case, una piccola piazza e un edificio religioso
formavano il centro della vita comunitaria.
Le origini
Non possediamo una data certa per la fondazione di
Paretola.
La documentazione disponibile permette però di
inserirla nel sistema storico degli insediamenti rurali di Rossano,
caratterizzato da piccoli vici, loci e
gruppi di case. distribuiti nell'alta valle del Teglia.
Anche gli strumenti urbanistici contemporanei
riconoscono Paretola come insediamento di matrice storica, strettamente
collegato al paesaggio rurale circostante.
La storia del borgo deve quindi essere letta
soprattutto attraverso il rapporto tra abitato e territorio.
Il nome Paretola
Anche l'origine del toponimo non �� definitivamente
chiarita.
Gli studi storici dedicati alla regione del Gottero
ricordano Paretola tra i nomi tradizionali dei piccoli abitati di
Rossano, molti dei quali derivano dalle caratteristiche fisiche dei
luoghi.
Senza una documentazione linguistica specifica, però,
è preferibile non attribuire al nome un'etimologia certa.
Il toponimo rimane comunque una testimonianza della
lunga organizzazione territoriale della valle.
Una piazza al centro del borgo
Uno degli elementi più caratteristici di Paretola è la
disposizione delle abitazioni.
Le case si raccolgono davanti a una
piccola piazza, creando uno
spazio comune nettamente riconoscibile.
In una comunità di montagna la piazza non aveva
soltanto una funzione estetica.
Era il luogo dell'incontro quotidiano, delle
conversazioni, dei lavori condivisi e delle occasioni religiose.
Su questo piccolo spazio si affaccia il principale
monumento del paese: l'Oratorio di San Genesio.
L'Oratorio di San Genesio
L'Oratorio di San
Genesio. risale al XVII secolo.
È un edificio semplice e perfettamente inserito
nell'architettura rurale della valle.
La facciata a capanna è realizzata in pietra a vista e
presenta, ai lati dell'ingresso, le caratteristiche piccole aperture che
ricorrono in numerosi oratori della Lunigiana.
L'interno è costituito da un'unica aula.
Non è quindi un edificio monumentale, ma proprio
questa semplicità ne rappresenta il valore.
Gli oratori della montagna
Per comprendere l'importanza di San Genesio bisogna
ricordare la geografia di Rossano.
La chiesa parrocchiale di
San Medardo. si trova a Chiesa
di Rossano, ma gli abitanti degli altri nuclei dovevano raggiungerla
percorrendo sentieri e mulattiere.
Disporre di un piccolo oratorio all'interno del
proprio paese era quindi molto importante.
Permetteva di svolgere alcune pratiche religiose senza
affrontare ogni volta lunghi spostamenti.
L'oratorio diventava così anche un simbolo
dell'identità della singola comunità.
San Genesio
La dedicazione a San
Genesio. appartiene a una devozione molto antica e diffusa in
diverse zone d'Italia.
Nel caso di Paretola, ciò che conta soprattutto è la
continuità della presenza dell'oratorio nel cuore dell'abitato.
Per generazioni l'edificio ha accompagnato la vita
della comunità: preghiere, ricorrenze e momenti collettivi si svolgevano
in uno spazio costruito direttamente dagli abitanti e per gli abitanti.
Le case in pietra
Il carattere rurale di Paretola è evidente anche
nell'architettura.
La pietra locale.
costituisce il materiale tradizionale delle abitazioni, dei muri e delle
strutture agricole.
Le case erano costruite soprattutto per rispondere
alle necessità della famiglia contadina.
Gli spazi inferiori potevano essere destinati a
deposito, cantina o ricovero degli animali, mentre ai livelli superiori
si trovavano gli ambienti abitativi.
Casa e azienda agricola coincidevano quasi
completamente.
Una campagna circondata dai boschi
Una fonte della Regione Toscana descrive
Paretola, Bosco e Valle. come
centri di campagna circondati da fitti
boschi di castagno.
È una definizione particolarmente efficace.
Rispetto ai nuclei più arroccati della vallata,
Paretola presenta infatti un rapporto molto evidente con gli spazi
agricoli circostanti.
Prati e piccoli appezzamenti interrompono la
continuità del bosco e testimoniano il lavoro svolto per generazioni
dagli abitanti.
Il castagno
Il castagno.
rappresentò una delle principali risorse economiche.
In montagna non era semplicemente un albero spontaneo.
I castagneti erano curati, ripuliti e utilizzati
sistematicamente.
Le castagne potevano essere consumate direttamente
oppure essiccate e trasformate in farina.
Il legno serviva per costruzioni, recinzioni, utensili
e riscaldamento.
Per questo il castagno è stato spesso definito
l'“albero del pane” delle comunità appenniniche.
Una riserva per l'inverno
La possibilità di conservare la farina di castagne per
lunghi periodi era fondamentale.
Durante l'inverno le comunicazioni diventavano più
difficili e la produzione agricola si arrestava quasi completamente.
Disporre di scorte significava poter superare i mesi
più duri.
La castagna entrava quindi in numerose preparazioni
della cucina zerasca insieme a patate, cereali, legumi e prodotti
dell'allevamento.
L'agricoltura
Intorno a Paretola venivano coltivati i piccoli
appezzamenti disponibili.
La morfologia montana impediva la presenza di grandi
campi, ma la popolazione utilizzava intensamente ogni superficie
favorevole.
Orti, prati e terreni seminativi si alternavano ai
boschi.
Quello che oggi appare come un paesaggio
prevalentemente naturale era in passato un ambiente molto più aperto e
profondamente modellato dall'attività umana.
L'allevamento
Accanto all'agricoltura aveva grande importanza l'allevamento.
Pecore e bovini permettevano di sfruttare prati e
pascoli non adatti alla coltivazione.
Latte, formaggi, carne e lana entravano nell'economia
familiare.
La tradizione pastorale appartiene all'identità
dell'intero territorio di Zeri e trova ancora oggi la propria
espressione più conosciuta nella Pecora
Zerasca, razza autoctona perfettamente adattata all'ambiente
montano.
Una cultura autosufficiente
Le famiglie cercavano di produrre localmente gran
parte di ciò che serviva.
Il bosco forniva legna.
Il castagneto garantiva alimento e materiale da
costruzione.
Gli animali fornivano carne, latte e lana.
Gli orti producevano verdure e legumi.
I prati garantivano il fieno.
Questa economia non produceva necessariamente grandi
quantità di denaro, ma permetteva alla comunità di sopravvivere
utilizzando in maniera estremamente efficiente le risorse della valle.
Le mulattiere
Prima delle strade moderne, Paretola era collegata
agli altri paesi attraverso una rete di
mulattiere.
Verso Chiesa si raggiungeva il principale centro
religioso della valle.
Nella direzione opposta si proseguiva verso Valle e
Bosco.
Altri percorsi salivano invece verso i crinali che
separano Rossano dalla Val di Vara.
La montagna era quindi attraversata da una rete molto
più fitta di quanto possa apparire oggi.
La Via dei Monti
La Valle di Rossano era inserita anche nel sistema
della Via dei Monti, antico
itinerario che metteva in comunicazione Pontremoli e l'Alta Lunigiana
con il versante ligure.
Uno degli itinerari escursionistici odierni parte
proprio da Paretola e raggiunge i crinali passando per
Foce di Croce, Monte Fiorito e Foce del
Termine, prima di ridiscendere verso Bosco.
Nel primo tratto il percorso coincide con l'antica Via
dei Monti.
È una testimonianza importante della funzione storica
di questi sentieri.
Verso la Liguria
Attraversando i crinali si poteva raggiungere il
territorio ligure.
Questi percorsi erano utilizzati da pastori,
lavoratori e piccoli commercianti.
La posizione appartata di Rossano non significava
quindi isolamento assoluto.
Le comunità erano inserite in relazioni che superavano
continuamente i confini amministrativi.
Questi contatti spiegano anche le forti influenze
liguri presenti nella cultura e nelle parlate della valle.
Il torrente Teglia
L'intera Valle di Rossano appartiene al bacino del
Teglia, affluente della Magra.
L'acqua ha modellato profondamente il territorio
creando valloni, fossi e pendii.
Nelle economie tradizionali i corsi d'acqua avevano
inoltre una funzione pratica.
Alimentavano mulini, fornivano acqua agli animali e
rappresentavano punti di riferimento nella definizione dei confini tra
terreni e comunità.
Il fosso Ferdano
La documentazione naturalistica contemporanea cita
espressamente l'area tra Paretola e il
fosso Ferdano.
È un piccolo dettaglio, ma significativo perché
restituisce il carattere del paesaggio circostante: un mosaico di corsi
d'acqua minori, boschi e pendii che dalla zona abitata scendono verso il
sistema idrografico del Teglia.
La ricchezza vegetale della valle è legata anche a
questa abbondanza di ambienti differenti.
Un paesaggio fragile
La montagna offre risorse, ma presenta anche rischi.
Le forti pendenze, i terreni instabili e le
precipitazioni intense possono provocare frane e interruzioni della
viabilità.
Un esempio recente si verificò dopo le eccezionali
piogge del 25 ottobre 2011,
che colpirono duramente la Lunigiana.
La strada comunale
Paretola-Bosco di Rossano. richiese importanti interventi di
messa in sicurezza e ripristino.
Il Novecento
Il XX secolo trasformò profondamente Paretola.
Le nuove strade migliorarono i collegamenti, mentre
l'economia tradizionale cominciò progressivamente a perdere importanza.
Agricoltura e allevamento di sussistenza non potevano
competere con le opportunità di lavoro offerte dalle città e dalle aree
industriali.
Molti abitanti lasciarono quindi il paese.
Quando a Paretola si ballava
La memoria del secondo Novecento conserva però anche
immagini di una valle molto più viva di oggi.
Testimonianze raccolte recentemente ricordano che
ancora negli anni Ottanta a Paretola
esisteva un locale dove si andava a ballare.
È un dettaglio apparentemente piccolo, ma
significativo.
Ricorda che questi paesi non erano soltanto comunità
agricole: possedevano luoghi di incontro e una vita sociale che
coinvolgeva giovani provenienti dai diversi nuclei di Rossano.
Lo spopolamento
Come molti piccoli paesi dell'Appennino, anche
Paretola ha conosciuto un forte
spopolamento.
Con la diminuzione degli abitanti si sono ridotte le
attività agricole e commerciali.
Molti prati non vengono più falciati.
Alcuni castagneti non sono più curati con la stessa
intensità.
Il bosco ha progressivamente riconquistato terreni che
un tempo erano utilizzati quotidianamente.
Il ritorno del bosco
Questo fenomeno ha modificato profondamente il
paesaggio.
Quello che oggi può apparire come un ambiente
completamente naturale è in realtà il risultato di una trasformazione
relativamente recente.
Per secoli gli abitanti avevano mantenuto aperti
prati, pascoli e terreni coltivati.
Quando il lavoro umano è diminuito, la vegetazione
forestale ha ripreso spazio.
Leggere il paesaggio di Paretola significa quindi
riconoscere anche le tracce di campi ormai scomparsi.
Paretola oggi
Nonostante le trasformazioni, Paretola conserva bene
la propria identità di piccolo borgo
rurale.
La piazza, l'Oratorio di San Genesio e le case
raccolte attorno costituiscono ancora il cuore del paese.
Il rapporto con i boschi e con gli spazi agricoli
rimane immediatamente percepibile.
È proprio questa semplicità a rendere Paretola
interessante.
Non è un luogo costruito per rappresentare il potere
di una famiglia feudale.
È un paese nato per permettere a una piccola comunit��
di vivere e lavorare nella montagna.
Sentieri e natura
Paretola rappresenta anche un buon punto di partenza
per comprendere il paesaggio della Valle di Rossano.
Da qui è possibile salire verso i crinali del
Monte Fiorito. e della
Foce del Termine, seguendo in
parte le antiche direttrici della Via dei Monti.
Il percorso permette di passare progressivamente dal
paesaggio agricolo vicino alle case ai castagneti e infine agli ambienti
montani più aperti.
È quasi un viaggio attraverso i diversi spazi
utilizzati storicamente dalla comunità.
Un borgo da scoprire
Paretola non possiede grandi monumenti.
Ed è proprio questa caratteristica a raccontarne
meglio la storia.
Il paese conserva la dimensione di una
piccola comunità rurale della Valle di
Rossano, cresciuta attorno a una piazza e al proprio luogo di
culto.
L'Oratorio di San
Genesio, risalente al XVII secolo, è il principale segno
monumentale di questa identità.
Le case in pietra raccontano invece una vita nella
quale abitazione, stalla, deposito e lavoro agricolo erano strettamente
collegati.
I castagneti ricordano un'epoca in cui la castagna
costituiva una delle principali riserve alimentari.
Prati e pascoli rimandano all'allevamento e alla
cultura pastorale zerasca.
Le vecchie mulattiere mostrano infine che Paretola,
pur trovandosi in una delle vallate più appartate della Lunigiana,
apparteneva a una rete di collegamenti che attraverso i crinali
raggiungeva la Liguria.
Visitare Paretola significa quindi scoprire una storia
fatta non di grandi battaglie o castelli, ma di
pietra, boschi, agricoltura, sentieri e
vita comunitaria.
È proprio questa dimensione quotidiana, ancora
leggibile nella piccola piazza dominata dall'Oratorio di San Genesio, a
rendere il borgo una testimonianza preziosa della civiltà montana di
Rossano e delle Valli di Zeri. |