Foto, storia e informazioni della località
Informazioni storiche, culturali della località. |
ParlascioComune di Casciana Terme Lari – Provincia di Pisa – Toscana StoriaParlascio è una piccola frazione collinare del Comune di Casciana Terme Lari, situata poco a ovest di Casciana Terme, in una posizione dominante sulle Colline Pisane e sulla Valdera. Il borgo è raccolto lungo il pendio sottostante l'antica rocca e conserva ancora oggi una struttura semplice e fortemente legata alla conformazione del colle. La posizione panoramica costituisce uno dei suoi elementi più caratteristici. Dalle alture intorno al paese lo sguardo si apre sulla campagna pisana, sugli oliveti, sui vigneti e sui rilievi che separano la Valdera dalla costa. Ma Parlascio non è soltanto un piccolo borgo medievale. Gli scavi archeologici condotti sulla sommità del colle hanno infatti dimostrato che questo luogo era frequentato molti secoli prima della costruzione del castello. Prima del borgo medievaleL'area di Parlascio presenta testimonianze archeologiche molto antiche. Le ricerche locali segnalano frequentazioni preistoriche, mentre la documentazione archeologica diventa particolarmente significativa a partire dall' epoca etrusca . Sulla sommità della collina, proprio nell'area successivamente occupata dalla rocca medievale, gli scavi hanno restituito reperti databili almeno al VII secolo a.C. Parlascio era quindi frequentato più di duemilacinquecento anni fa. La posizione elevata, il controllo visivo sul territorio e la vicinanza alle vie naturali che collegavano la costa pisana con l'interno rendevano il colle particolarmente favorevole all'insediamento.Gli Etruschi a ParlascioI reperti rinvenuti dagli archeologi indicano una presenza etrusca non occasionale. Tra i materiali recuperati figurano frammenti di ceramica, contenitori destinati anche al trasporto del vino e ceramiche d'importazione. Questi oggetti mostrano che la comunità insediata sul colle era inserita in una rete di rapporti commerciali più ampia. Alcuni reperti provenienti dagli scavi sono stati esposti a Casciana Terme, permettendo di ricostruire una fase della storia locale molto precedente alla formazione dei paesi medievali. È uno degli aspetti che rendono Parlascio particolarmente importante per la conoscenza delle origini del territorio di Casciana.Il colle e la sua posizione strategicaLa scelta del colle non fu casuale. Da Parlascio è possibile controllare un territorio vastissimo. La posizione permetteva di osservare le vie che attraversavano le colline e la pianura sottostante e di mantenere un collegamento visivo con altri rilievi. Questa caratteristica fu importante in epoca antica e tornò a esserlo nel Medioevo, quando sulla stessa altura venne costruito un castello. La continuità nell'utilizzo della collina rappresenta quindi uno degli elementi più affascinanti della storia di Parlascio.L'origine del nomeUna spiegazione tradizionale collega il nome Parlascio al latino paralisium o a termini affini, interpretati con il significato di “anfiteatro” . L'origine sarebbe legata alla particolare conformazione del territorio e alla grande apertura panoramica che caratterizza il luogo. Questa interpretazione è riportata dalle fonti locali, ma l'etimologia dei toponimi medievali è spesso complessa e deve essere considerata con prudenza. Quel che è certo è che il nome compare nella documentazione medievale in forme antiche come Perlascio .Il castello di ParlascioDurante il Medioevo sulla sommità della collina venne costruito un vero castello fortificato . Per molto tempo le ricostruzioni divulgative hanno indicato il 1193 come prima attestazione documentaria di Parlascio. Gli studi archeologici sul sistema castellano della Valdera segnalano però una testimonianza ancora precedente, risalente al 1040 . Questo porta la storia medievale documentata del castello all'XI secolo. Nel corso dei secoli successivi la fortificazione divenne uno dei punti strategici delle colline intorno a Casciana.La Rocca di ParlascioIl castello occupava la parte più elevata del rilievo. Le indagini archeologiche hanno permesso di individuare i tratti settentrionale e occidentale della cinta muraria e i resti di almeno due torri quadrangolari . Gli archeologi hanno inoltre riconosciuto interventi di ricostruzione o restauro appartenenti al basso Medioevo. Il complesso doveva essere articolato in più settori. La parte superiore costituiva il cassero , cioè il nucleo maggiormente difeso, mentre una seconda cinta proteggeva un'area più ampia. Il borgo moderno si sviluppò senza occupare completamente lo spazio dell'antico cassero: proprio questa circostanza ha permesso la sopravvivenza di una parte del deposito archeologico.Gli scavi archeologiciL'area della rocca è stata oggetto di campagne di scavo che hanno permesso di ricostruire una storia molto più complessa di quanto lasciassero immaginare i pochi ruderi visibili. Sotto le strutture medievali sono emerse infatti le testimonianze della precedente frequentazione etrusca. Lo stesso colle conserva quindi due grandi fasi storiche sovrapposte : quella antica e quella medievale. Dopo l'abbandono e la distruzione del castello, una parte dell'area del cassero venne utilizzata anche come vigneto. La storia agricola finì così per sovrapporsi alle fortificazioni medievali.Matilde di Canossa tra storia e leggendaCome altri luoghi intorno a Casciana Terme, anche Parlascio è legato alla figura di Matilde di Canossa . Secondo la tradizione, il castello sarebbe stato fondato o utilizzato dalla celebre contessa. È però importante distinguere la leggenda dalla documentazione storica. Gli studi archeologici non permettono di attribuire con certezza la fondazione del castello a Matilde. Il collegamento appartiene soprattutto alla tradizione locale, rafforzata dal fatto che la figura della contessa è profondamente legata anche alla leggenda delle acque termali di Casciana.Parlascio e la leggenda delle termeLa tradizione racconta che Matilde di Canossa possedesse un merlo ormai vecchio e malato. L'animale avrebbe ritrovato improvvisamente vigore dopo essersi immerso ripetutamente in una sorgente di acqua calda. Seguendolo, la contessa avrebbe scoperto le proprietà benefiche delle acque di Casciana. Da questo racconto deriva il celebre merlo di Casciana , ancora oggi uno dei simboli della tradizione termale locale. Il legame con Parlascio nasce dalla tradizione che colloca Matilde proprio nel castello sulla collina. Si tratta di una leggenda, ma è una parte importante della memoria culturale del territorio.La prima testimonianza del borgoSe il castello compare secondo gli studi archeologici già nel 1040, una delle testimonianze più note relative a Parlascio come località è un contratto di vendita del 1193 . Tra XII e XIII secolo il borgo era ormai stabilmente inserito nel sistema dei castelli delle Colline Pisane. La sua posizione lo rendeva importante per il controllo del territorio. Parlascio faceva parte di una rete di fortificazioni che comprendeva altri castelli e rocche delle valli circostanti.La chiesa dei Santi Quirico e GiulittaAi piedi della rocca sorge la chiesa dei Santi Quirico e Giulitta , il principale monumento religioso di Parlascio. La chiesa compare nel Libellus extimi Lucanae Dyocesis del 1260 come Ecclesia S. Quirici de Perlascio. Dipendeva dalla pieve de Aquis , cioè dall'antica pieve di Casciana. Questo documento permette di inserire con certezza la chiesa nell'organizzazione ecclesiastica medievale del territorio. La sua posizione immediatamente sotto la rocca mostra inoltre lo stretto rapporto esistente tra il castello e la comunità religiosa.Una chiesa romanicaL'edificio conserva elementi della propria origine romanica , anche se venne profondamente modificato nel corso dei secoli. Una delle caratteristiche più interessanti della chiesa originaria era la decorazione della facciata con bacini ceramici . Si trattava di recipienti in ceramica inseriti direttamente nelle murature come elementi ornamentali. Questa tecnica fu particolarmente diffusa nell'architettura romanica pisana e testimonia anche i rapporti commerciali e culturali che Pisa intratteneva con il Mediterraneo. I bacini provenienti dalla chiesa di Parlascio sono oggi conservati presso il Museo Nazionale di San Matteo a Pisa .Gli Upezzinghi e il 1444Nel 1444 la chiesa venne ricostruita o profondamente rinnovata per volontà della famiglia pisana degli Upezzinghi . Gli Upezzinghi possedevano beni e diritti in numerose località delle Colline Pisane e la loro presenza ricorre anche nella storia di altri paesi vicini. L'intervento quattrocentesco diede alla chiesa una parte importante della configurazione successiva. La data testimonia inoltre la continuità della comunità di Parlascio anche dopo la crisi politica e militare che aveva interessato il territorio all'inizio del Quattrocento.La conquista fiorentinaPer gran parte del Medioevo Parlascio appartenne all'area politica pisana. La situazione cambiò nel 1406 , quando Firenze conquistò Pisa e numerosi castelli del contado passarono sotto il controllo fiorentino. Anche Parlascio figura tra i castelli pisani caduti in mano a Firenze. Il passaggio rappresentò un momento decisivo nella storia di tutte le Colline Pisane. Molte piccole fortificazioni persero gradualmente la loro importanza militare e l'amministrazione del territorio venne riorganizzata intorno a centri maggiori. Lari sarebbe diventato uno dei principali punti di riferimento del sistema fiorentino grazie al suo Vicariato.Il declino della roccaCon la fine delle grandi guerre territoriali e il consolidamento dello Stato fiorentino, la Rocca di Parlascio perse progressivamente la propria funzione. Le strutture fortificate vennero abbandonate e in parte distrutte. Pietre e materiali potevano essere recuperati per nuove costruzioni, mentre alcuni spazi furono trasformati in terreni agricoli. Il paese continuò invece a vivere nella parte inferiore del colle. Questa trasformazione spiega perché oggi Parlascio appaia come un piccolo borgo rurale dominato dai ruderi di un castello quasi scomparso.Gli affreschi della chiesaAll'interno della chiesa dei Santi Quirico e Giulitta sono conservate testimonianze pittoriche di notevole interesse. Tra queste spicca il Volto Santo , attribuito a Bartolomeo da Ceppato . L'immagine raffigura Cristo secondo una tradizione iconografica particolarmente legata a Lucca, città nella quale il celebre Volto Santo conservato nella cattedrale ebbe una straordinaria importanza religiosa durante il Medioevo. La presenza di questa raffigurazione a Parlascio ricorda quindi anche l'antico legame ecclesiastico della zona con la diocesi lucchese.Quirico e GiulittaNella chiesa sono presenti anche raffigurazioni dei santi titolari Quirico e Giulitta . Secondo la tradizione cristiana, Giulitta e il piccolo Quirico furono martirizzati durante le persecuzioni dell'età romana. Il loro culto ebbe grande diffusione durante il Medioevo. La dedicazione della chiesa di Parlascio è quindi un ulteriore elemento che testimonia l'antichità del luogo di culto. Tra le opere ricordate dalle fonti locali figura inoltre una Madonna del Latte , soggetto devozionale particolarmente diffuso nella Toscana medievale e rinascimentale.Il restauro del 1710Nel 1710 la chiesa fu nuovamente restaurata. Dopo questi interventi venne riconsacrata dal vescovo di San Miniato, diocesi alla quale il territorio era ormai passato. L'edificio attraversò così un'altra importante fase della propria storia. Le modifiche realizzate tra Quattrocento e Settecento cambiarono in parte l'aspetto romanico originario, ma permisero alla chiesa di continuare a essere utilizzata dalla comunità.Il terremoto del 1846Il 14 agosto 1846 un forte terremoto colpì le Colline Pisane. Il sisma causò danni in numerosi paesi del territorio e interessò anche la chiesa dei Santi Quirico e Giulitta. L'edificio dovette quindi essere nuovamente restaurato. Il terremoto del 1846 rappresenta uno degli eventi più importanti nella storia ottocentesca di queste colline: chiese, abitazioni e ville furono danneggiate in un'area molto vasta. Anche a Parlascio il sisma lasciò quindi una traccia concreta nella storia architettonica del paese.Un paese agricoloCon la scomparsa della funzione militare della rocca, Parlascio divenne soprattutto una comunità agricola . Le colline erano adatte alla coltivazione dell'olivo e della vite, mentre campi, orti, boschi e allevamento integravano l'economia delle famiglie. Il paese era circondato da poderi e case coloniche. Per secoli il lavoro agricolo scandì la vita quotidiana attraverso la vendemmia, la raccolta delle olive, la semina, la mietitura e la cura degli animali.Olio, vino e boschiIl paesaggio che circonda Parlascio conserva ancora oggi questa antica vocazione. Gli oliveti seguono i pendii meglio esposti, alternandosi a vigneti, campi e piccoli boschi. La coltivazione della vite ha radici molto antiche nel territorio. È significativo che tra i reperti archeologici etruschi rinvenuti sulla rocca siano presenti anche materiali collegati a contenitori per il vino. Naturalmente non esiste una continuità economica diretta dimostrabile tra la viticoltura etrusca e quella moderna, ma il dato mostra quanto antica sia la relazione tra questo paesaggio e la produzione agricola mediterranea.Parlascio nell'OttocentoDurante la prima metà dell'Ottocento Parlascio era un centro rurale più popoloso di quanto appaia oggi. Le fonti riportano per il 1833 circa 435 abitanti . La popolazione non viveva soltanto nel nucleo del paese. Numerose famiglie erano distribuite nelle case coloniche e nei poderi della campagna circostante. Questo modello insediativo rimase caratteristico delle Colline Pisane fino alla crisi della mezzadria nel Novecento.Il panoramaUno degli elementi più caratteristici di Parlascio è sempre stato il panorama . Dalla terrazza presso la chiesa e dalle zone più elevate del borgo lo sguardo si apre verso le Colline Pisane e, nelle giornate limpide, in direzione di Volterra. Salendo verso la rocca la visuale diventa ancora più ampia. Ciò che oggi rappresenta soprattutto un valore paesaggistico aveva in passato una funzione strategica. La possibilità di controllare visivamente il territorio fu infatti una delle ragioni principali della nascita della fortificazione medievale sulla sommità del colle.Da Lari a Casciana TermePer lungo tempo Parlascio appartenne amministrativamente al Comune di Lari . La situazione cambiò nel 1927 . Con l'istituzione del nuovo Comune di Bagni di Casciana, Parlascio venne separato da Lari insieme a Ceppato, Collemontanino e Sant'Ermo . Da quel momento il paese condivise la propria storia amministrativa con Casciana. Nel 1956 il Comune di Bagni di Casciana assunse il nome di Casciana Terme .Il NovecentoDurante il Novecento Parlascio attraversò le stesse trasformazioni che interessarono molti piccoli borghi agricoli della Toscana. La crisi della mezzadria, la meccanizzazione delle campagne e le nuove opportunità di lavoro nei centri della Valdera provocarono una progressiva diminuzione della popolazione rurale. Molte famiglie lasciarono i poderi. Il piccolo borgo perse quindi una parte della popolazione che lo aveva animato durante l'Ottocento e la prima metà del Novecento. Allo stesso tempo, proprio la ridotta espansione edilizia ha contribuito a conservare il carattere paesaggistico della località.Il ritorno con LariIl 1º gennaio 2014 i Comuni di Casciana Terme e Lari vennero riuniti nel nuovo Comune di Casciana Terme Lari . Parlascio tornò così a condividere la stessa amministrazione con Lari dopo ottantasette anni. La storia amministrativa del paese riassume quindi bene le trasformazioni dell'intero territorio: prima la lunga appartenenza a Lari, poi il passaggio a Casciana Terme nel 1927 e infine la riunificazione del 2014.Parlascio oggiOggi Parlascio è un piccolo borgo immerso nel paesaggio delle Colline Pisane. La dimensione ridotta non deve però trarre in inganno. Pochi luoghi del territorio concentrano in uno spazio così limitato testimonianze appartenenti a epoche tanto differenti. Sulla sommità del colle troviamo le tracce dell'insediamento etrusco e del castello medievale; immediatamente sotto sorge la chiesa romanica dei Santi Quirico e Giulitta; intorno si estende il paesaggio agricolo modellato nei secoli da oliveti, vigneti e poderi. Parlascio può quindi essere considerato uno dei luoghi nei quali la storia più antica di Casciana Terme è ancora leggibile direttamente nel paesaggio .Cosa vedereIl luogo più importante è l'area della Rocca di Parlascio , sulla sommità del colle. Dell'antico castello rimangono tratti delle mura e testimonianze delle torri quadrangolari individuate dagli scavi archeologici. La stessa area ha restituito reperti etruschi databili almeno dal VII secolo a.C., rendendo il sito interessante sia per la storia antica sia per quella medievale. Subito sotto la rocca si trova la chiesa dei Santi Quirico e Giulitta , documentata nel 1260 ma di origine medievale. L'edificio conserva affreschi di notevole interesse, tra cui il Volto Santo attribuito a Bartolomeo da Ceppato, oltre alle immagini dei santi titolari e alla Madonna del Latte. Da ricordare anche gli antichi bacini ceramici che decoravano la facciata romanica della chiesa, oggi conservati al Museo Nazionale di San Matteo a Pisa. Merita infine una sosta il terrazzamento panoramico presso la chiesa. Da qui la vista si apre sulle Colline Pisane e verso Volterra, permettendo di comprendere immediatamente perché questo colle sia stato scelto prima dagli Etruschi e poi dagli uomini del Medioevo come luogo d'insediamento e di controllo del territorio.Da ricordare: Parlascio è uno dei luoghi archeologicamente più interessanti del territorio di Casciana Terme Lari. Sulla collina sono state rinvenute testimonianze etrusche risalenti almeno al VII secolo a.C. ; nello stesso luogo sorse successivamente un castello medievale, la cui prima attestazione nota viene indicata dagli studi archeologici nel 1040 . Ai piedi della rocca sorge la chiesa romanica dei Santi Quirico e Giulitta , documentata nel 1260 e rinnovata dagli Upezzinghi nel Quattrocento. Castello pisano passato sotto Firenze nel 1406 , Parlascio divenne nei secoli successivi una piccola comunità agricola. Appartenne a Lari fino al 1927 , quindi a Casciana Terme e, dal 2014 , al Comune di Casciana Terme Lari. |