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Partigliano: storia, cultura e territorioImmerso nel verde delle colline della Valle del Celetra, a breve distanza da Valdottavo, Partigliano è un piccolo borgo del Comune di Borgo a Mozzano nel quale storia, arte e paesaggio rurale conservano ancora un forte legame. Il paese sorge a circa 258 metri di altitudine, in un territorio tradizionalmente caratterizzato da oliveti, vigneti, boschi e piccoli appezzamenti agricoli. La sua posizione collinare e la presenza di antichi percorsi che lo collegavano con Valdottavo, Diecimo e gli altri centri della valle hanno contribuito alla formazione di una comunità rurale dalla storia molto antica. Il cuore storico e religioso del paese è rappresentato dalla Chiesa dei Santi Giusto e Clemente, un edificio trasformato più volte nel corso dei secoli ma capace di conservare testimonianze artistiche che riportano alle origini medievali della comunità.Le origini di PartiglianoPartigliano è documentato già prima dell'anno Mille. Le fonti locali ricordano infatti il paese in un documento del 993, confermando l'esistenza dell'insediamento in pieno alto Medioevo. Testimonianze ancora più antiche relative al territorio sembrano però emergere dalla documentazione lucchese del X secolo, nella quale compaiono denominazioni riferibili all'area dell'attuale Partigliano. Il paese appartiene quindi a quel sistema di antichi insediamenti rurali che si sviluppò sulle colline della Media Valle del Serchio molti secoli prima della formazione dei moderni comuni.Un paese della Valle del CeletraLa storia di Partigliano è strettamente collegata a quella della Valle del Celetra, e, in particolare, a Valdottavo. I paesi di questa piccola valle erano uniti da una rete di rapporti economici, religiosi e familiari. Prima della costruzione delle strade moderne gli spostamenti avvenivano soprattutto attraverso sentieri e mulattiere. Queste vie collegavano le abitazioni ai campi, ai boschi, alle chiese e ai paesi vicini e costituivano la vera infrastruttura del territorio. Partigliano non era quindi una realtà isolata, ma faceva parte di una fitta rete di piccoli centri rurali.L'antica comunitàNel corso del Medioevo e dell'età moderna Partigliano sviluppò una propria identità comunitaria. Prima della nascita delle amministrazioni comunali moderne, i piccoli paesi della Lucchesia possedevano infatti proprie forme di organizzazione. Gli abitanti dovevano prendere decisioni relative alla manutenzione delle strade, alla gestione delle acque, all'utilizzo dei boschi e dei pascoli, alla tutela dei raccolti e ai beni comuni. Queste necessità portarono alla formazione di regole condivise, tramandate attraverso gli statuti delle comunità rurali.Lo Statuto di Partigliano del 1512Una testimonianza particolarmente importante è rappresentata dallo Statuto di Partigliano del 1512. Il documento appartiene alla storia delle comunità del piviere di Valdottavo e permette di comprendere come fosse organizzata la vita locale all'inizio del XVI secolo. Gli statuti non erano documenti astratti. Regolavano problemi molto concreti della vita quotidiana: l'utilizzo dei terreni, la presenza degli animali, i danni alle coltivazioni, le strade, le risorse comuni e i rapporti tra gli abitanti. Attraverso queste norme possiamo quindi immaginare Partigliano non semplicemente come un piccolo villaggio, ma come una vera comunità dotata di proprie regole e di una forte identità.La Comunità di PartiglianoL'autonomia locale continuò anche nei secoli successivi. La documentazione conservata nell'Archivio storico del Comune di Borgo a Mozzano, comprende infatti un fondo specificamente dedicato alla Comunità di Partigliano. Tra i documenti conservati figura anche un registro di statuti relativo al periodo 1762-1804. La presenza di questa documentazione rappresenta una testimonianza preziosa della continuità della comunità e della sua capacità di amministrare gli interessi locali prima delle grandi riforme amministrative dell'Ottocento.La Chiesa dei Santi Giusto e ClementeIl principale monumento del paese è la Chiesa dei Santi Giusto e Clemente. L'edificio che vediamo oggi è il risultato di numerosi interventi e rifacimenti. Dell'antica chiesa rimangono alcune tracce, mentre l'interno presenta oggi un'unica navata conclusa da un'abside rettangolare. L'aspetto complessivo è legato soprattutto alle trasformazioni avvenute nei secoli successivi al Medioevo. Nonostante questi cambiamenti, la chiesa conserva opere che testimoniano una storia religiosa molto più antica.Il grande loggiatoUno degli elementi architettonici più caratteristici della chiesa è il grande loggiato posto davanti alla facciata. La struttura poggia su ampi archi in cotto e crea uno spazio coperto prima dell'ingresso nell'edificio religioso. I loggiati delle chiese rurali non avevano necessariamente soltanto una funzione estetica. Potevano diventare luoghi di incontro della popolazione, spazi nei quali sostare prima e dopo le celebrazioni e punti di riferimento della vita comunitaria. A Partigliano il loggiato contribuisce ancora oggi a dare alla chiesa un aspetto immediatamente riconoscibile.L'antico campanileUn altro elemento particolarmente interessante è il campanile, parzialmente inglobato nella facciata della chiesa. Questa insolita posizione testimonia l'esistenza di un edificio precedente, più piccolo rispetto a quello attuale. Il campanile era originariamente caratterizzato da elementi architettonici oggi non più completamente leggibili. Il grande terremoto del 7 settembre 1920, che provocò gravi danni in numerosi centri della Garfagnana e della Media Valle del Serchio, colpì anche Partigliano. I successivi restauri modificarono in parte la struttura della torre, che perse alcune delle proprie caratteristiche originarie.Una lastra scolpita del IX secoloTra le testimonianze più antiche conservate nella chiesa si trova una straordinaria lastra scolpita a bassorilievo, datata al IX secolo. La lastra è considerata un residuo dell'edificio religioso più antico. La decorazione presenta motivi geometrici e un particolare andamento “turbinato”, realizzato attraverso un intaglio su differenti piani. L'opera appartiene alla tradizione della scultura decorativa altomedievale. Si tratta di un elemento di grande interesse perché porta la storia artistica di Partigliano indietro di oltre mille anni.Il gruppo dell'AnnunciazioneIl capolavoro artistico più conosciuto della Chiesa dei Santi Giusto e Clemente è il gruppo ligneo dell'Annunciazione. L'opera è costituita dalle figure policrome della Vergine Annunciata e dell'Angelo Annunciante. La sua attribuzione è stata discussa dagli studiosi: nella tradizione critica è stato indicato un anonimo “Maestro di Partigliano”, mentre altre letture lo avvicinano allo scultore trecentesco Piero d'Angelo. Questa prudenza attributiva è importante, perché non diminuisce il valore dell'opera: al contrario testimonia l'interesse che il gruppo ha suscitato negli studi storico-artistici. Le figure mostrano infatti rapporti con la grande tradizione della scultura toscana del Trecento e con il linguaggio sviluppatosi nell'ambiente di Andrea Pisano.Un tesoro medievale in un piccolo borgoLa presenza dell'Annunciazione a Partigliano dimostra come importanti opere d'arte non fossero destinate soltanto alle grandi città. Anche le chiese dei piccoli centri della Valle del Serchio potevano custodire sculture, dipinti e oggetti liturgici di notevole qualità. Queste opere avevano soprattutto una funzione religiosa. Per generazioni furono osservate dagli abitanti durante le celebrazioni, le feste e le processioni e divennero parte integrante dell'identità della comunità. Il gruppo dell'Annunciazione rappresenta oggi uno dei più importanti elementi del patrimonio culturale di Partigliano.Le altre opere della chiesaL'interno conserva ulteriori testimonianze artistiche appartenenti a epoche differenti. Tra queste si trovano gli elementi della balaustra del presbiterio decorati con angeli settecenteschi, e opere pittoriche legate alla devozione dei santi titolari della chiesa. È ricordata inoltre una pala raffigurante San Giusto e San Clemente, opera del pittore diecimino Antonio Luchi. Nella canonica è conservata anche un'antica croce parrocchiale, databile tra il XV e il XVI secolo. Nel loro insieme queste opere permettono di seguire secoli di storia religiosa e artistica della comunità.Il Romitorio di San NicolaoA qualche chilometro dal paese, nella località di Guzzanello, si trova un altro luogo significativo della storia religiosa del territorio: il Romitorio di San Nicolao. La presenza di un romitorio in una zona appartata ricorda una forma di spiritualità molto diffusa nei secoli passati. Piccole chiese, cappelle ed eremi venivano costruiti lontano dai centri abitati, spesso lungo antichi percorsi e in luoghi immersi nei boschi. Erano spazi destinati alla preghiera, al raccoglimento e, in alcuni casi, alla vita eremitica. Il Romitorio di San Nicolao rappresenta quindi un'importante testimonianza del rapporto tra spiritualità e paesaggio rurale.La vita agricolaPer secoli l'economia di Partigliano fu prevalentemente agricola. Il paesaggio circostante offriva condizioni favorevoli soprattutto alla coltivazione dell'olivo e della vite, alle quali si aggiungevano orti, alberi da frutto e piccoli campi. L'agricoltura era integrata dall'allevamento e dall'utilizzo dei boschi. Le famiglie cercavano di ottenere dal territorio quasi tutto ciò che era necessario alla vita quotidiana. Ogni appezzamento possedeva quindi un valore importante e veniva curato con attenzione.Olivi e vignetiIl paesaggio di Partigliano è storicamente caratterizzato dalla presenza di oliveti e vigneti. Queste coltivazioni raccontano una tradizione agricola comune a molte zone collinari della Lucchesia. L'olio rappresentava un prodotto prezioso sia per l'alimentazione sia per gli scambi. La vite forniva invece il vino destinato prevalentemente al consumo locale. Terrazzamenti e muri a secco permettevano di sfruttare anche terreni in pendenza e contribuivano a modellare il paesaggio. Quello che oggi appare come un ambiente naturale è quindi, in larga parte, il risultato di secoli di lavoro umano.Il castagno e i boschiSalendo verso le zone più elevate, acquistavano maggiore importanza il bosco e il castagno. Le castagne rappresentavano una delle principali risorse alimentari delle comunità rurali. Dopo la raccolta potevano essere essiccate e macinate per ottenere una farina facilmente conservabile. Il bosco forniva inoltre legna da ardere, materiali da costruzione, foglie per gli animali e pascoli. La gestione di queste risorse era così importante da essere spesso regolata dagli stessi statuti comunitari.Le antiche mulattierePartigliano era collegato agli altri paesi attraverso una rete di mulattiere e sentieri. Questi percorsi permettevano di raggiungere Valdottavo, le campagne, i boschi e gli altri nuclei della Valle del Celetra. Venivano utilizzati quotidianamente da contadini, commercianti, boscaioli e animali da soma. Prima dell'automobile, anche pochi chilometri rappresentavano un viaggio che richiedeva tempo e fatica. Le mulattiere costituivano quindi una parte fondamentale della vita economica e sociale.Il terremoto del 1920Il 7 settembre 1920, un violento terremoto colpì la Garfagnana e gran parte della Media Valle del Serchio. Anche Partigliano subì le conseguenze del sisma. Particolarmente significativi furono i danni alla chiesa e soprattutto al campanile. Gli interventi successivi permisero di mettere in sicurezza e restaurare le strutture, ma modificarono alcuni elementi architettonici della torre. Il terremoto rappresenta quindi uno spartiacque importante nella storia recente del patrimonio architettonico del paese.Il Novecento e il cambiamento della vita ruraleNel corso del Novecento anche Partigliano conobbe le profonde trasformazioni che interessarono i piccoli centri della Valle del Serchio. L'agricoltura perse progressivamente il ruolo centrale che aveva avuto per secoli. Nuove possibilità di lavoro nel fondovalle e nelle aree urbane portarono molte persone a spostarsi quotidianamente o ad abbandonare definitivamente le attività agricole. Le moderne strade sostituirono progressivamente le mulattiere e l'automobile cambiò completamente il rapporto tra il paese e il resto della valle.Una forte tradizione comunitariaPartigliano conserva però una caratteristica che affonda le proprie radici nella sua lunga storia: un forte senso di comunità. L'esistenza degli antichi statuti dimostra che già secoli fa gli abitanti erano abituati a organizzarsi per amministrare beni e problemi comuni. Nel tempo questa tradizione ha assunto forme differenti, attraverso associazioni, iniziative locali, attività religiose e momenti di incontro. È una continuità interessante: cambiano le istituzioni e il modo di vivere, ma rimane forte il legame degli abitanti con il proprio paese.Partigliano oggiOggi Partigliano conserva il fascino di un piccolo centro immerso nel verde. La Chiesa dei Santi Giusto e Clemente, con il grande loggiato e il particolare campanile inglobato nella facciata, costituisce il principale punto di riferimento monumentale. Al suo interno, la lastra altomedievale e il gruppo ligneo dell'Annunciazione raccontano una storia artistica sorprendentemente ricca per un borgo di dimensioni così contenute. Intorno, oliveti, vigneti, boschi e antichi percorsi conservano la memoria della civiltà rurale.Un piccolo paese con una grande storiaPartigliano è un esempio significativo di quanto possa essere ricco il patrimonio dei piccoli borghi della Media Valle del Serchio. Un documento del X secolo testimonia l'antichità dell'insediamento. Uno statuto del 1512 racconta l'organizzazione della comunità. La chiesa conserva una scultura altomedievale, opere del Trecento e testimonianze dei secoli successivi. Il Romitorio di San Nicolao ricorda invece il rapporto tra fede, silenzio e ambiente naturale. Visitare Partigliano significa quindi scoprire un borgo nel quale arte medievale, storia comunitaria, religiosità e paesaggio rurale, continuano a raccontare oltre mille anni di vita nella Valle del Celetra. |