Pugnano:
storia, cultura e tradizioni
Un antico paese sulla strada
tra Pisa e Lucca
Pugnano è una frazione del Comune di San
Giuliano Terme situata nel Lungomonte Pisano, lungo la storica
direttrice che collega Pisa con Lucca.
Il paese occupa una posizione particolare:
alle sue spalle iniziano le pendici del Monte Pisano, mentre
davanti si apre la pianura della Valdiserchio. Questa
collocazione ha determinato profondamente la sua storia.
Pugnano è stato infatti, nello stesso tempo,
un centro religioso, un paese agricolo e un luogo di passaggio.
La sua identità storica può essere letta
attraverso quattro grandi elementi:
la Pieve di Santa Maria e San
Giovanni Battista, l’antica strada Pisa–Lucca, le ville del
patriziato pisano e il paesaggio rurale del Lungomonte.
Un territorio abitato da
molto tempo
La storia del territorio precede il borgo
medievale.
Nell’area sono stati rinvenuti reperti di
epoca romana, testimonianza della frequentazione della fascia
pedemontana già nell’antichità.
La prima attestazione della località di
Pugnano risale invece al X secolo.
Siamo quindi di fronte a un insediamento con
radici molto profonde, sviluppatosi in una zona favorevole sia
all’agricoltura sia alle comunicazioni.
Il Lungomonte
Pugnano appartiene a quel particolare
paesaggio che viene comunemente definito
Lungomonte Pisano.
È la fascia che corre ai piedi del versante
occidentale del Monte Pisano.
Da una parte si trovano le colline, con
boschi, oliveti e antichi percorsi.
Dall’altra si apre la pianura.
In mezzo corre la strada.
Questa combinazione ha favorito per secoli la
presenza di chiese, nuclei rurali, poderi e, soprattutto
dall’età moderna, ville appartenenti alle famiglie
aristocratiche pisane.
La strada per Lucca
Uno degli elementi fondamentali della storia
di Pugnano è la vecchia strada che collegava Pisa con Lucca.
Prima dell’apertura di percorsi più moderni
attraverso il Monte Pisano, questa direttrice rappresentava uno
dei principali collegamenti tra le due città.
Da Pisa la strada raggiungeva San Giuliano,
quindi proseguiva lungo il piede del monte attraversando
località come Rigoli e Pugnano, prima di dirigersi verso
Ripafratta e Lucca.
Pugnano era quindi un paese costruito lungo
una via di comunicazione di grande importanza.
Pisa e Lucca
La vicinanza tra Pisa e Lucca non significò
sempre rapporti pacifici.
Nel Medioevo le due città furono spesso
rivali.
Il controllo delle strade e della Valdiserchio
possedeva quindi un evidente valore strategico.
Ripafratta costituiva il principale punto
fortificato del sistema, ma anche Pugnano apparteneva a questo
territorio di frontiera.
Le vicende militari che coinvolsero Pisa e
Lucca ebbero inevitabilmente conseguenze sulle comunità
distribuite lungo il Lungomonte.
La Pieve di Pugnano
Il monumento più importante del paese è la
Pieve di Santa Maria e San
Giovanni Battista.
L’edificio è documentato almeno dal
1069 ed è considerato
una delle più antiche testimonianze romaniche della zona.
La pieve sorge direttamente lungo l’antica
strada e di fronte a Villa Roncioni.
La sua posizione non è casuale.
Era contemporaneamente un centro religioso per
la popolazione rurale e un punto di riferimento lungo una delle
principali vie di comunicazione del territorio.
Che cos’era una pieve
Nel Medioevo una pieve non era semplicemente
una chiesa parrocchiale.
Era il centro religioso di un territorio più
ampio.
Alla pieve facevano riferimento chiese minori
e comunità distribuite nella campagna.
Qui si amministrava il battesimo e si
svolgevano alcune delle principali funzioni ecclesiastiche.
Il territorio dipendente da una pieve prendeva
il nome di piviere.
Pugnano possedeva quindi un’importanza che
superava largamente le dimensioni dell’abitato.
Il piviere di Pugnano
L’antico territorio ecclesiastico di Pugnano
comprendeva diverse comunità della Valdiserchio.
Una testimonianza significativa è quella di
Pontasserchio.
La Chiesa di San Michele Arcangelo, attestata
nel 1014 nell’antica località di Vecchializia, dipendeva infatti
dalla Pieve di Pugnano.
Soltanto nel XVII secolo Pontasserchio ottenne
un proprio titolo plebano.
Questo rapporto permette di comprendere quanto
fosse importante Pugnano nella geografia religiosa medievale.
Un’architettura insolita
La pieve presenta una caratteristica
particolarmente interessante: possiede
due navate.
È una soluzione insolita rispetto alla più
comune organizzazione delle chiese romaniche in una oppure tre
navate.
Soltanto la navata maggiore termina con
un’abside.
L’aspetto complessivo è severo ed essenziale.
La semplicità delle forme, la muratura e
l’organizzazione dello spazio interno conferiscono all’edificio
un carattere fortemente medievale.
Santa Maria e San Giovanni
Battista
La doppia dedicazione conserva due riferimenti
fondamentali della religiosità cristiana.
Maria occupa naturalmente una posizione
centrale nella devozione medievale.
San Giovanni Battista è invece particolarmente
significativo per una pieve, proprio perché il battesimo
rappresentava una delle funzioni caratteristiche di questo tipo
di chiesa.
La dedicazione religiosa riflette quindi anche
il ruolo che l’edificio svolgeva nel territorio.
La Madonna Scapigliata
Alla pieve è legata una particolare devozione
mariana.
Qui viene ricordata la cosiddetta
Madonna Scapigliata,
un’immagine della Madonna con il Bambino.
Oggi nella chiesa è conservata una copia della
tavola medievale.
Intorno all’immagine si è sviluppata nel tempo
una tradizione popolare che collega la Madonna alla protezione
della comunità durante una grave pestilenza.
Si tratta di una tradizione devozionale, da
distinguere naturalmente dalla documentazione storica
propriamente detta.
Le bambine chierichetto
Alla Madonna Scapigliata è collegata anche una
curiosa tradizione locale relativa alle bambine con i capelli
lunghi che partecipavano alle celebrazioni.
Secondo la tradizione del paese, Pugnano
sarebbe stato uno dei primi luoghi nei quali bambine e ragazze
furono ammesse al servizio liturgico come chierichette.
Anche in questo caso è opportuno parlare di
tradizione locale e non di un primato storico dimostrato con
certezza.
Rimane comunque un elemento caratteristico
della memoria religiosa della comunità.
Il campanile
Accanto alla pieve sorge l’imponente
campanile, separato dal corpo principale della chiesa.
La torre costituisce uno degli elementi più
riconoscibili del paesaggio di Pugnano.
Quella che vediamo oggi, però, non è
completamente medievale.
Il campanile venne infatti distrutto durante
la Seconda guerra mondiale e successivamente ricostruito.
La sua storia collega così direttamente il
Medioevo alle vicende drammatiche del Novecento.
Il 1944
Durante la ritirata del
1944, le forze
tedesche distrussero il campanile della Pieve di Pugnano.
L’episodio rientra nella strategia di
distruzione di infrastrutture e punti potenzialmente utili
all’avanzata avversaria che interessò molte località toscane
durante il passaggio del fronte.
La perdita modificò profondamente l’immagine
storica del paese.
Dopo la guerra la torre venne ricostruita,
restituendo alla pieve il proprio riferimento verticale.
San Paolo Eremita
La pieve non è l’unico edificio religioso
storico di Pugnano.
Poco fuori dal paese si trova la
Chiesa di San Paolo Eremita.
L’edificio apparteneva originariamente a un
complesso monastico.
La chiesa è stata successivamente ricostruita
mantenendo un linguaggio di ispirazione romanica.
Presenta una sola navata conclusa da
un’abside.
La sua posizione appartata conserva ancora
oggi un carattere profondamente diverso da quello della pieve
affacciata sulla grande strada.
Un paese di chiese e ville
Se il Medioevo ha lasciato soprattutto le
chiese, l’età moderna ha trasformato Pugnano attraverso un’altra
tipologia architettonica: la
villa.
Tra Sei e Ottocento il Lungomonte divenne
infatti uno dei luoghi privilegiati per le residenze di campagna
delle famiglie nobili e benestanti di Pisa.
La zona era vicina alla città, facilmente
raggiungibile e caratterizzata da un paesaggio particolarmente
piacevole.
Pugnano divenne uno dei punti più
rappresentativi di questa trasformazione.
Le ville del patriziato
pisano
Nel Settecento il naturalista Giovanni
Targioni Tozzetti descriveva questa zona ricordando le numerose
tenute e ville appartenenti ai nobili pisani.
A Pugnano erano presenti le residenze dei
Roncioni, Dal Borgo e Ceuli.
Il dato è importante perché dimostra come il
paese non fosse soltanto un piccolo centro agricolo.
Era inserito in un vero paesaggio
aristocratico del Lungomonte.
Le ville dominavano grandi proprietà e allo
stesso tempo offrivano alle famiglie cittadine luoghi di
villeggiatura.
Villa Roncioni
La più celebre è
Villa Roncioni.
Il nucleo principale venne costruito nel
Seicento da Antonio Roncioni come residenza di campagna.
La villa sorge proprio di fronte alla pieve.
La vicinanza tra i due edifici crea ancora
oggi uno dei paesaggi architettonici più caratteristici di
Pugnano.
Da una parte la chiesa romanica.
Dall’altra la residenza aristocratica.
Sono due epoche differenti che si osservano
quasi faccia a faccia.
Dalla fattoria alla
villeggiatura
Le ville di campagna avevano inizialmente
anche una forte funzione economica.
Erano il centro delle proprietà agricole.
Da qui venivano amministrati poderi, raccolti
e attività produttive.
Tra Settecento e Ottocento, però, il loro
ruolo cambiò.
Le famiglie nobili iniziarono a utilizzarle
sempre più come luoghi di villeggiatura.
Il Lungomonte diventò così un paesaggio nel
quale agricoltura, rappresentanza sociale e piacere della
campagna convivevano.
Il grande parco di Villa
Roncioni
Intorno a Villa Roncioni venne realizzato un
vasto parco.
Nel corso dell’Ottocento il giardino assunse
forme romantiche, secondo il gusto dell’epoca.
Il parco non era concepito come un semplice
spazio geometrico.
Doveva sorprendere il visitatore.
Vegetazione, percorsi, edifici pittoreschi e
finte rovine contribuivano a creare differenti scenari.
Era un paesaggio progettato per suscitare
emozioni.
La Bigattiera
Nel parco di Villa Roncioni si trova una delle
costruzioni più singolari di Pugnano: la
Bigattiera.
Era un edificio destinato all’allevamento dei
bachi da seta.
Il termine deriva proprio da “bigatto”, nome
tradizionalmente utilizzato per il baco da seta.
La struttura non aveva quindi soltanto una
funzione decorativa.
Faceva parte di un vero esperimento
produttivo.
Francesco Roncioni e la seta
Nell’Ottocento
Francesco Roncioni
promosse a Pugnano un’attività dedicata all’allevamento dei
bachi da seta.
La Bigattiera viene descritta dagli studi
universitari come una “dandoliera”, cioè una struttura
specificamente destinata alla bachicoltura.
È un elemento di grande interesse perché
permette di collegare il mondo delle ville aristocratiche con
quello della sperimentazione agricola e produttiva.
Il proprietario non si limitava quindi ad
abitare la campagna.
Cercava anche nuove forme per renderla
economicamente produttiva.
Una “badia gotica”
L’aspetto più curioso della Bigattiera è la
sua architettura.
L’edificio produttivo venne realizzato in
forme neogotiche, tanto da essere definito una sorta di
“badia gotica”.
È un perfetto esempio del gusto romantico
ottocentesco.
Una costruzione destinata ai bachi da seta
poteva essere trasformata visivamente in qualcosa che ricordava
un antico edificio medievale.
Utilità e scenografia si univano nello stesso
oggetto.
Rovine e architetture
romantiche
Nel parco vennero realizzate anche altre
strutture pittoresche.
Tra la vegetazione comparivano rovine
artificiali, costruzioni neogotiche e una cappella.
Il visitatore doveva avere l’impressione di
attraversare un paesaggio antico.
Questa moda era diffusa nei grandi giardini
romantici europei.
Pugnano conserva quindi una testimonianza
particolarmente interessante della cultura del paesaggio
ottocentesca.
Villa Dal Borgo
Un’altra importante residenza è
Villa Dal Borgo.
La villa venne costruita all’inizio del
Settecento per Giovanni Saladino Dal Borgo.
Il complesso originario aveva una forma più
semplice e regolare.
All’inizio del Novecento venne però
trasformato secondo un gusto neorinascimentale, assumendo
l’attuale struttura a U.
La villa conserva inoltre giardino, limonaia,
cappella e altri edifici di servizio.
Villa Poschi
Nel territorio di Pugnano si trova anche
Villa Poschi.
L’edificio settecentesco nacque trasformando
una struttura precedente.
La facciata conserva elementi in pietra serena
e un grande fregio superiore.
Un tempo vi era collocata una meridiana,
successivamente sostituita da un orologio.
Anche Villa Poschi testimonia quanto fosse
diffusa lungo il Lungomonte la presenza delle residenze di
campagna.
Ville e agricoltura
Dietro la bellezza delle ville esisteva un
sistema economico.
Le residenze erano circondate da terreni
agricoli.
Poderi e case coloniche facevano parte delle
proprietà.
Le famiglie contadine lavoravano campi, vigne
e oliveti.
La villa rappresentava quindi il vertice di
una struttura che coinvolgeva un territorio molto più ampio.
Il paesaggio elegante dei giardini conviveva
con quello produttivo della campagna.
Gli oliveti del Lungomonte
Uno degli elementi più caratteristici delle
pendici del Monte Pisano è l’olivo.
Il Comune considera gli oliveti della fascia
pedemontana un elemento di particolare valore storico e
paesaggistico.
Le coltivazioni tradizionali seguono
l’andamento dei versanti e sono spesso sostenute da sistemazioni
idraulico-agrarie.
Anche il territorio intorno a Pugnano
appartiene a questo paesaggio.
L’olivo rappresenta quindi una continuità tra
storia agricola e ambiente contemporaneo.
La pianura
Scendendo verso ovest il paesaggio cambia.
Le pendici lasciano spazio alla pianura della
Valdiserchio.
Qui dominavano campi e coltivazioni più
estese.
Il contrasto tra collina e pianura permetteva
alla comunità di utilizzare risorse differenti in uno spazio
relativamente ristretto.
Questa varietà ambientale è una delle ragioni
della ricchezza storica del Lungomonte.
L’Ottocento e la strada
Durante l’Ottocento la vecchia direttrice
Pisa-Lucca continuò a essere fondamentale.
La strada del Lungomonte venne modernizzata e
integrata nel sistema viario contemporaneo.
Il paese rimase quindi strettamente legato ai
movimenti tra le due città.
Alle carrozze e ai carri si sarebbero
progressivamente aggiunti nuovi mezzi di trasporto.
La funzione di Pugnano come paese di strada
non venne mai completamente meno.
La ferrovia Pisa-Lucca
Anche la ferrovia Pisa-Lucca seguì la naturale
direttrice della Valdiserchio.
L’arrivo del treno cambiò profondamente il
rapporto con le distanze.
Pisa e Lucca diventarono molto più facilmente
raggiungibili.
Per i piccoli paesi del Lungomonte significava
poter entrare in un sistema economico e sociale più ampio.
Nel Novecento questo processo sarebbe
diventato ancora più evidente.
La guerra
Il 1944 rappresentò una cesura drammatica.
La zona fu coinvolta nel passaggio del fronte
e nella ritirata delle forze tedesche.
La distruzione del campanile della pieve
rimane uno dei segni materiali più evidenti lasciati dalla
guerra a Pugnano.
Un edificio che per secoli aveva rappresentato
il centro visivo della comunità divenne improvvisamente una
vittima del conflitto.
La ricostruzione del dopoguerra restituì al
paese la propria torre.
Il dopoguerra
Dopo la guerra anche Pugnano attraversò le
trasformazioni che interessarono l’intera campagna pisana.
L’agricoltura perse progressivamente la
propria centralità.
La meccanizzazione cambiò il lavoro nei campi.
Le famiglie rurali diminuirono.
Pisa e Lucca divennero poli sempre più
importanti per il lavoro, lo studio e i servizi.
Il paese assunse progressivamente anche una
funzione residenziale.
Un piccolo paese rimasto
riconoscibile
Pugnano non ha però conosciuto un’espansione
paragonabile a quella delle grandi frazioni della pianura.
Il suo nucleo rimane relativamente piccolo.
Questo ha permesso di conservare un rapporto
ancora leggibile tra edifici storici e paesaggio.
La pieve.
Villa Roncioni.
Le altre ville.
La strada.
Gli oliveti.
La pianura.
Sono ancora gli elementi fondamentali con cui
leggere il paese.
Pugnano oggi
Oggi Pugnano è una piccola comunità del
Lungomonte Pisano, inserita nel sistema territoriale della
Valdiserchio.
La strada continua a collegare Pisa e Lucca.
La pieve continua a essere utilizzata per il
culto.
Le ville testimoniano la stagione della
villeggiatura aristocratica.
Gli oliveti e la campagna conservano il
carattere rurale del territorio.
Il paese moderno vive quindi accanto a un
patrimonio storico sorprendentemente ricco rispetto alle proprie
dimensioni.
Dalla pieve alla villa
La storia di Pugnano può essere letta
attraverso due edifici che si guardano da lati opposti della
strada.
Da una parte c’è la
pieve.
Documentata dal 1069, racconta il Medioevo,
l’organizzazione religiosa della campagna e il ruolo del paese
lungo la strada tra Pisa e Lucca.
Dall’altra c’è
Villa Roncioni.
Racconta invece l’età moderna e l’Ottocento:
il patriziato pisano, la grande proprietà agricola, la
villeggiatura, i giardini romantici e perfino gli esperimenti
legati alla produzione della seta.
Tra i due edifici passa la strada.
Ed è forse proprio la strada il vero filo
conduttore della storia di Pugnano.
Pugnano: la pieve e le ville
sulla strada di Lucca
Pugnano è un piccolo paese nel quale quasi
mille anni di storia sono concentrati in uno spazio molto
ristretto.
La pieve romanica racconta il Medioevo.
Il campanile ricostruito racconta la guerra.
San Paolo Eremita ricorda il mondo monastico.
Villa Roncioni racconta il Seicento.
Il suo parco racconta il Romanticismo.
La Bigattiera racconta la bachicoltura e la
sperimentazione produttiva dell’Ottocento.
Villa Dal Borgo e Villa Poschi raccontano il
paesaggio delle residenze signorili.
Gli oliveti raccontano il lavoro agricolo.
La strada racconta infine il rapporto continuo
tra Pisa e Lucca.
Per questo Pugnano può essere raccontato come
il paese della pieve e delle
ville sulla strada di Lucca: un piccolo centro del Lungomonte
nel quale il Romanico, la campagna, le dimore aristocratiche e
il paesaggio ottocentesco convivono ancora lungo una delle più
antiche direttrici della Valdiserchio. |