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Rio, l’antico borgo
fortificato tra Fieschi, chiesa e vita rurale
Rio è una frazione di Sesta Godano posta a circa 427
metri di altitudine, sul versante meridionale del Monte Gottero. Il
nucleo storico si sviluppa lungo le pendici collinari ed è formato da
tre distinti agglomerati: Costa, Serra
e Suarì, separati da due piccoli compluvi del torrente Labora.
La particolare struttura dell’abitato racconta una
storia antica, nella quale l’insediamento rurale si è sovrapposto a una
funzione difensiva e residenziale. Il Comune di Sesta Godano considera
infatti le origini di Rio sicuramente medievali e individua nei resti
dell’antico palazzo fortificato uno degli elementi caratterizzanti del
paese.
Il palazzo fortificato dei FieschiIl documento materiale più importante della storia di
Rio è rappresentato dai resti del
Palazzo Fieschi, una grande costruzione residenziale
fortificata.
Secondo la documentazione comunale, il nucleo centrale
dell'edificio risale al XIV secolo
ed era caratterizzato da una pianta rettangolare sviluppata su più
livelli. Il palazzo raggiungeva originariamente sei piani ed era stato
successivamente ampliato in epoche diverse. Le strutture superstiti,
insieme alle grandi volte e ai pilastri che sorreggono alcuni degli
edifici del borgo, testimoniano ancora oggi la particolare
organizzazione edilizia medievale di Rio.
Il palazzo apparteneva alla famiglia
Fieschi, una delle grandi
casate che ebbero un ruolo importante nella storia della Liguria
orientale e della Val di Vara. La sua presenza permette di leggere Rio
non soltanto come un piccolo villaggio agricolo, ma anche come un
insediamento inserito nelle dinamiche politiche e territoriali del
Medioevo.
La costruzione fortificata aveva quindi una doppia
funzione: era luogo di residenza signorile e, allo stesso tempo,
elemento di controllo del territorio. La posizione del borgo sul
versante del Gottero contribuiva a inserirlo nella rete di insediamenti
fortificati che caratterizzava l'alta valle.
Rio e i poteri medievaliLa storia di Rio si inserisce nelle vicende dei grandi
signori che nel Medioevo controllavano numerosi centri dell'alta Val di
Vara. Il territorio conobbe infatti la presenza dei
Malaspina, dei
Fieschi e, in seguito, della
Repubblica di Genova.
Le fortificazioni di Rio facevano parte di un sistema
più ampio che comprendeva anche altri centri della valle, come Godano,
Groppo e Chiusola. Questi insediamenti non erano isolati: erano
collegati alla rete di percorsi che attraversava l'entroterra tra Val di
Vara, Lunigiana e i territori sottoposti all'influenza genovese.
Nel XVI secolo il quadro politico cambiò
profondamente. Dopo le trasformazioni che interessarono l'alta Val di
Vara, Rio entrò nell'orbita della
Repubblica di Genova e venne compreso nella podesteria di
Godano, insieme ad altri centri del territorio.
Questa nuova organizzazione amministrativa non
cancellò però la struttura delle comunità locali. I piccoli borghi
continuarono a vivere intorno alle proprie chiese, alle terre coltivate
e alle relazioni tra famiglie.
La chiesa di Santa GiustinaAccanto alla componente fortificata esisteva quella
religiosa. La chiesa di Santa Giustina
rappresenta infatti uno dei principali riferimenti storici del borgo.
La presenza della comunità cristiana di Rio è antica:
la chiesa viene ricordata nei Registri
Vaticani del XIII secolo come filiale dell'antica Pieve di
Robbiano, il centro religioso che sorgeva nell'attuale Sesta Godano. La
Pieve esercitava una funzione importante per le comunità dell'alta valle
e tra le sue dipendenze figuravano anche Rio e Groppo.
L'edificio oggi visibile è però più recente.
Sull'architrave del portale è riportata la data
1787, testimonianza di una
fase di ricostruzione o rinnovamento della chiesa.
Il complesso religioso comprende anche il campanile,
la canonica e l'annesso oratorio, che insieme costituiscono uno dei
nuclei architettonici più importanti del centro storico. La
documentazione urbanistica comunale considera infatti il complesso di
Santa Giustina, insieme ai resti del Palazzo Fieschi, uno degli elementi
principali dell'abitato storico di Rio.
Il borgo e la sua architetturaLa particolare conformazione di Rio è ancora leggibile
nella disposizione delle case.
I nuclei di Costa e
Serra presentano una struttura più compatta, mentre Suarì
occupa una posizione distinta lungo il versante. Le abitazioni sono
inserite in un tessuto edilizio nel quale gli elementi più monumentali
convivono con le costruzioni destinate alla vita quotidiana.
Volte, grandi pilastri, murature in pietra e passaggi
interni testimoniano una cultura edilizia sviluppatasi in stretta
relazione con le caratteristiche del territorio. Non si tratta soltanto
di elementi decorativi: queste strutture rispondevano alle necessità
concrete di una comunità montana, dove gli spazi abitativi dovevano
spesso svolgere contemporaneamente funzioni domestiche, agricole e di
deposito.
Il centro storico conserva così la memoria di una
società nella quale la distinzione tra abitazione e luogo di lavoro era
molto meno netta di quella attuale.
Una comunità agricolaCome gli altri borghi dell'alta Val di Vara, Rio ha
avuto per secoli un'economia fondata prevalentemente sull'agricoltura e
sull'allevamento.
La conformazione del paese e dei suoi dintorni
riflette questa origine: le abitazioni erano collegate ai terreni
coltivati e agli spazi destinati agli animali e alla conservazione dei
prodotti della terra.
La vita comunitaria ruotava intorno alla famiglia,
alla chiesa e al lavoro agricolo. Le stagioni regolavano i ritmi delle
coltivazioni, mentre i rapporti di vicinato erano fondamentali per
affrontare i lavori più impegnativi e per mantenere le strutture comuni.
È questa dimensione rurale che permette di comprendere
il borgo oltre la sua componente medievale: il palazzo fortificato
racconta i poteri signorili, mentre le case e gli spazi del paese
raccontano la vita quotidiana delle generazioni che vi abitarono.
Dal borgo storico al comune di Sesta
GodanoLe trasformazioni amministrative dell'età moderna e
contemporanea modificarono progressivamente il ruolo di Rio.
Durante il periodo della Repubblica di Genova il borgo
rimase inserito nella struttura amministrativa della podesteria di
Godano. In età napoleonica avvennero ulteriori riorganizzazioni
territoriali e nel 1806 Rio venne
aggregato al comune di Godano, insieme ad altre comunità della
valle.
Nel corso dell'Ottocento il baricentro amministrativo
si spostò progressivamente verso Sesta. Nel 1875 il comune di Godano
assunse ufficialmente il nome di Sesta
Godano e trasferì la propria sede a Sesta, segnando una nuova
fase nella storia amministrativa del territorio.
Rio divenne così una delle frazioni del nuovo comune,
mantenendo però una propria identità storica e una struttura urbana ben
riconoscibile.
La memoria del borgoOggi Rio conserva soprattutto nelle sue architetture
la memoria delle diverse fasi della propria storia.
Il Palazzo Fieschi
ricorda il periodo medievale e la presenza delle grandi famiglie
signorili; la chiesa di Santa Giustina
testimonia invece la lunga continuità della comunità religiosa, dalle
antiche dipendenze della Pieve di Robbiano fino alla ricostruzione
settecentesca.
Le case, le volte, i pilastri e la struttura dei tre
nuclei raccontano infine una storia più quotidiana, quella delle
famiglie che per secoli hanno abitato il versante del Gottero vivendo di
agricoltura, allevamento e lavoro comunitario.
Rio è quindi un esempio particolarmente significativo
di come, nei piccoli borghi della Val di Vara,
la storia signorile, quella religiosa e
quella contadina siano rimaste leggibili nello stesso tessuto urbano.
Non sono soltanto i resti del palazzo fortificato a raccontare il
passato: è l'intero paese, nella sua struttura ancora riconoscibile, a
conservare la memoria delle comunità che lo hanno costruito e abitato.
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