Roncato: storia,
cultura e territorio
Roncato è un piccolo nucleo del territorio di
Borgo a Mozzano, storicamente
legato alla vicina Diecimo, e
alla sua antica comunità.
La sua storia è diversa da quella dei borghi
fortificati sorti sulle alture della Media Valle del Serchio. Roncato si
sviluppò infatti in relazione alle attività agricole, alla viabilità
locale e soprattutto alla presenza di strutture indispensabili alla vita
quotidiana, come una taverna e un
mulino.
Ancora oggi il paese conserva il carattere raccolto
degli antichi nuclei rurali della valle, mentre l'Oratorio
di Santa Maria delle Grazie, rappresenta il principale punto di
riferimento religioso della località.
Roncato e Diecimo
La storia di Roncato non può essere separata da quella
di Diecimo.
Diecimo rappresentò fin dall'Alto Medioevo uno dei
centri più importanti della Media Valle del Serchio.
La presenza della Pieve di Santa Maria Assunta,
l'esistenza di un castello e soprattutto la particolare organizzazione
della Jura vescovile di Diecimo,
fecero del territorio un centro religioso, amministrativo ed economico
di notevole importanza.
Intorno al nucleo principale esistevano diverse
borgate e località.
Tra queste si trovavano Pastino, Lignana, Piazza,
Zandori, Greppo e, appunto, Roncato.
Roncato appartiene quindi a quel sistema di piccoli
insediamenti che nel corso dei secoli si svilupparono intorno al centro
maggiore di Diecimo.
L'origine del nome
Il nome Roncato,
è strettamente legato alla storia del paesaggio rurale.
Il termine richiama infatti parole come ronco,
roncare e roncatura, utilizzate per indicare l'azione
di eliminare vegetazione, sterpaglie e bosco allo scopo di rendere un
terreno utilizzabile.
In numerose zone della Toscana e dell'Italia
settentrionale toponimi di questo tipo indicano quindi terreni che
furono progressivamente sottratti al bosco e trasformati in aree
coltivabili.
Anche il nome Roncato può essere interpretato in
questo contesto.
Prima ancora di indicare un vero nucleo abitato,
potrebbe aver identificato una porzione di territorio dissodata e
destinata alle attività agricole.
Un paesaggio trasformato dall'uomo
L'origine del toponimo permette di comprendere un
elemento fondamentale della storia di Roncato.
Il paesaggio che circonda il paese non è soltanto
naturale.
Per secoli gli abitanti hanno modificato il territorio
attraverso il taglio della vegetazione, la costruzione di muri e
terrazzamenti, la sistemazione delle acque e la coltivazione dei
terreni.
Ogni appezzamento recuperato al bosco rappresentava
una risorsa preziosa.
In un'economia prevalentemente agricola, aumentare
anche di poco la superficie coltivabile poteva contribuire in maniera
significativa alla vita di una famiglia.
Roncato conserva quindi già nel proprio nome la
memoria di questo lungo lavoro.
La crescita del nucleo abitato
Le ricostruzioni storiche dedicate a Diecimo ricordano
Roncato tra le borgate sviluppatesi successivamente ai nuclei più
antichi del territorio.
La crescita della località sarebbe stata favorita
soprattutto dalla presenza di una
taverna, e del mulino della
comunità.
Sono due elementi particolarmente significativi.
Una taverna non era soltanto un luogo nel quale bere o
mangiare.
In passato poteva rappresentare un punto di sosta per
viandanti, commercianti e lavoratori, diventando naturalmente un luogo
d'incontro e di scambio.
Il mulino, invece, era una struttura indispensabile
per l'economia agricola.
Il mulino di Roncato
Per una comunità rurale il mulino rappresentava una
delle infrastrutture più importanti.
Cereali e altri prodotti coltivati nei campi dovevano
essere macinati per ottenere farine destinate all'alimentazione.
Il funzionamento dei mulini era generalmente affidato
alla forza dell'acqua.
Canali e piccoli corsi d'acqua permettevano di
azionare le ruote e, attraverso un sistema di ingranaggi, mettere in
movimento le grandi macine in pietra.
La presenza di un
mulino comunitario a Roncato, contribuì quindi a rendere la
località un punto frequentato dagli abitanti della zona.
Non si andava al mulino soltanto per macinare.
L'attesa e l'incontro tra persone provenienti da
poderi e borgate differenti trasformavano questi luoghi anche in piccoli
centri della vita sociale.
Acqua e lavoro
Il rapporto tra Roncato e l'acqua rappresenta quindi
un aspetto importante della sua storia.
Prima dell'arrivo dell'elettricità, l'acqua costituiva
una delle principali fonti di energia disponibili.
La sua forza permetteva di far funzionare mulini,
frantoi e altri piccoli impianti.
Per questo i corsi d'acqua venivano attentamente
gestiti.
Canali, gore e opere di derivazione permettevano di
controllare il flusso e indirizzarlo verso le ruote.
La presenza del mulino ricorda un mondo nel quale
ambiente naturale e lavoro umano erano strettamente collegati.
La taverna
Accanto al mulino, la tradizione storica ricorda la
presenza di una taverna.
Anche questa struttura può aver avuto un ruolo
importante nella formazione del piccolo nucleo abitato.
Le taverne sorgevano frequentemente lungo le strade e
nei punti di passaggio.
Offrivano ristoro e, in alcuni casi, ospitalità.
Attorno a luoghi di questo tipo potevano
progressivamente stabilirsi altre attività e nuove abitazioni.
La nascita di Roncato può quindi essere letta anche
attraverso il rapporto tra strada,
acqua e lavoro.
Sono questi tre elementi ad aver favorito per secoli
la formazione di molti piccoli insediamenti rurali.
Le strade verso Diecimo
Roncato era strettamente collegato a Diecimo
attraverso la viabilità locale.
Prima delle moderne strade asfaltate, gli spostamenti
avvenivano soprattutto attraverso percorsi poderali, sentieri e
mulattiere.
Queste vie venivano percorse quotidianamente a piedi o
con animali da soma.
Servivano per raggiungere i campi, portare prodotti al
mulino, partecipare alle funzioni religiose, recarsi ai mercati o
incontrare altre comunità.
La vicinanza con Diecimo garantiva inoltre agli
abitanti di Roncato l'accesso a uno dei principali centri della valle.
La Pieve di Santa Maria Assunta
Il grande riferimento religioso del territorio era la
Pieve di Santa Maria Assunta di Diecimo.
Le pievi medievali non erano semplicemente chiese di
grandi dimensioni.
Costituivano veri centri di organizzazione
ecclesiastica del territorio e disponevano del fonte battesimale.
Numerose chiese e comunità minori facevano riferimento
alla pieve.
Per gli abitanti delle borgate circostanti, Diecimo
rappresentò quindi per secoli un punto fondamentale della vita
religiosa.
Anche la storia religiosa di Roncato deve essere letta
all'interno di questo sistema.
L'Oratorio di Santa Maria delle
Grazie
Roncato possiede però anche un proprio luogo di culto:
l'Oratorio di Santa Maria delle Grazie.
L'edificio rappresenta ancora oggi il principale
riferimento religioso della località.
L'oratorio appartiene al territorio della
Parrocchia di Santa Maria Assunta di
Diecimo, ed è classificato come luogo di culto sussidiario della
parrocchia.
La sua presenza testimonia l'esigenza degli abitanti
di disporre di uno spazio religioso più vicino alle proprie abitazioni.
Nei piccoli nuclei rurali, infatti, raggiungere
quotidianamente o frequentemente la chiesa principale poteva risultare
difficile, soprattutto per anziani e bambini e durante i mesi invernali.
La Madonna delle Grazie
La dedicazione alla
Madonna delle Grazie, appartiene a una delle forme di devozione
mariana più diffuse nella tradizione cristiana.
Con questo titolo la Vergine viene invocata come
protettrice e mediatrice.
Nei paesi rurali il culto mariano assumeva spesso un
carattere particolarmente familiare.
La Madonna veniva invocata nei momenti di difficoltà,
durante le malattie, per la protezione dei raccolti e in occasione di
eventi che coinvolgevano l'intera comunità.
L'oratorio di Roncato rappresenta quindi non soltanto
un edificio religioso, ma anche la testimonianza di una devozione
profondamente legata alla vita quotidiana degli abitanti.
Oratori e piccoli nuclei rurali
La presenza di un oratorio in un piccolo centro come
Roncato permette di comprendere meglio l'organizzazione del territorio
nei secoli passati.
Le grandi chiese parrocchiali erano spesso distanti
dalle abitazioni sparse.
Per questo venivano costruite cappelle e piccoli
oratori.
Qui gli abitanti potevano riunirsi per pregare e,
quando previsto, partecipare alle celebrazioni.
Questi edifici assumevano così anche una funzione
sociale.
In comunità formate da poche famiglie, l'oratorio
diventava uno dei principali luoghi di incontro.
Roncato e la comunità di Diecimo
Dal punto di vista amministrativo e religioso, Roncato
rimase strettamente inserito nella realtà di Diecimo.
Questa appartenenza è leggibile anche nella
documentazione storica e archivistica, nella quale Roncato compare tra
le località della frazione di Diecimo.
Il paese non sviluppò quindi la stessa autonomia
comunitaria documentata per altri centri del territorio di Borgo a
Mozzano.
La sua identità si formò piuttosto come
piccolo nucleo rurale,
all'interno di una comunità più grande.
Proprio questa caratteristica costituisce uno degli
aspetti più interessanti della sua storia.
La vita agricola
Per secoli la vita degli abitanti fu scandita
soprattutto dal lavoro nei campi.
L'agricoltura richiedeva una presenza continua sul
territorio.
Bisognava preparare i terreni, seminare, raccogliere,
curare gli alberi e mantenere efficienti sentieri e opere di regimazione
delle acque.
A queste attività si aggiungevano l'allevamento e il
lavoro nei boschi.
Il ritmo della vita seguiva inevitabilmente quello
delle stagioni.
Primavera ed estate erano dedicate soprattutto ai
lavori agricoli, mentre autunno e inverno assumevano grande importanza
per la raccolta delle castagne e le attività boschive.
Il bosco come risorsa
Oggi il bosco viene spesso considerato soprattutto
come ambiente naturale.
Per le comunità del passato rappresentava invece una
vera risorsa economica.
Dal bosco provenivano legna da ardere e da
costruzione, foglie utilizzate nelle stalle, frutti e materiali
necessari alle attività quotidiane.
Particolare importanza aveva il
castagno.
Le castagne potevano essere essiccate e trasformate in
farina, ottenendo un alimento facilmente conservabile durante l'inverno.
La castanicoltura costituì per secoli una delle basi
dell'economia montana e collinare della Media Valle del Serchio.
Una comunità fatta di piccoli nuclei
La storia di Roncato aiuta a comprendere una
caratteristica fondamentale del territorio di Borgo a Mozzano.
La popolazione non viveva soltanto nei paesi
principali.
Esisteva una fitta rete di
borgate, corti, case sparse e piccoli
nuclei.
Ognuno aveva una propria funzione.
Alcuni si sviluppavano intorno a una chiesa, altri
vicino a un castello, altri ancora presso un mulino, un attraversamento
o una strada.
Roncato appartiene proprio a quest'ultima tipologia.
La sua storia è legata più alla vita quotidiana e al
lavoro che alle grandi vicende militari.
Il paesaggio rurale
Il territorio conserva ancora elementi che permettono
di immaginare l'antica organizzazione agricola.
Case rurali, muri in pietra, vecchi percorsi e terreni
un tempo coltivati raccontano un paesaggio costruito lentamente da
generazioni di abitanti.
Questa dimensione è importante perché il patrimonio
storico non è formato soltanto da grandi monumenti.
Anche una strada, un muro a secco, un vecchio mulino o
un piccolo oratorio possono raccontare la storia di una comunità.
A Roncato questo patrimonio diffuso rappresenta forse
l'elemento più autentico.
Il Novecento
Nel corso del Novecento anche Roncato conobbe le
profonde trasformazioni che interessarono l'intera Media Valle del
Serchio.
L'agricoltura perse progressivamente il ruolo centrale
che aveva avuto nei secoli precedenti.
Le attività industriali e artigianali del fondovalle
offrirono nuove possibilità di lavoro.
Le strade migliorarono e l'automobile modificò
radicalmente le distanze tra le diverse località.
Molti terreni un tempo coltivati furono
progressivamente abbandonati e il bosco tornò a occupare spazi che per
generazioni erano stati utilizzati dall'uomo.
Dalle mulattiere alla strada moderna
Anche il sistema della viabilità cambiò.
Sentieri e mulattiere, un tempo indispensabili,
persero progressivamente la propria funzione quotidiana.
Al loro posto si sviluppò una rete stradale adatta ai
veicoli.
Il cambiamento non modificò soltanto il modo di
spostarsi.
Trasformò anche il rapporto tra le piccole località e
i centri principali.
Luoghi che un tempo potevano sembrare relativamente
isolati divennero facilmente raggiungibili in pochi minuti.
Roncato entrò così sempre più direttamente nel sistema
del fondovalle.
Roncato oggi
Oggi Roncato rimane un piccolo nucleo residenziale
legato a Diecimo.
La documentazione amministrativa continua infatti a
identificarlo come località Roncato di
Diecimo.
L'antico rapporto con il territorio rimane però
leggibile.
Il nome ricorda il lavoro di dissodamento dei terreni.
La memoria del mulino richiama l'antica economia
agricola.
Le vecchie vie raccontano gli spostamenti quotidiani
tra le borgate.
L'Oratorio di Santa
Maria delle Grazie, conserva invece il ruolo di riferimento
religioso della località.
La storia delle piccole cose
Roncato non possiede una grande fortezza come Rocca,
una pieve monumentale come Diecimo o un'opera celebre come il Ponte
della Maddalena.
La sua storia è diversa.
È la storia di una
piccola comunità rurale.
È fatta di campi strappati al bosco, acqua utilizzata
per muovere le macine, persone che percorrevano a piedi le strade verso
Diecimo, famiglie riunite intorno a un piccolo oratorio e generazioni
che hanno trasformato lentamente il paesaggio.
Proprio per questo Roncato rappresenta una
testimonianza importante.
Permette di raccontare quella parte della storia della
Valle del Serchio che raramente compare nei grandi avvenimenti: la vita
quotidiana delle persone.
Tra il mulino e l'oratorio
Due luoghi possono quindi riassumere simbolicamente la
storia di Roncato.
Il primo è il mulino,
espressione del lavoro e dell'economia rurale.
Il secondo è l'Oratorio
di Santa Maria delle Grazie, espressione della fede e della
vita comunitaria.
Intorno a questi elementi si sviluppò un piccolo
nucleo inserito nella più vasta realtà di Diecimo.
Roncato racconta così un volto meno monumentale ma
altrettanto significativo di Borgo a Mozzano: quello delle piccole
borgate nate lungo le strade e vicino ai luoghi di lavoro, dove
territorio, agricoltura, acqua e
comunità, hanno costruito nel corso dei secoli una propria
identità. |