Usigliano - Casciana Terme Lari

Foto, storia e informazioni della località

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Usigliano

Il parco giochi

Piazzale

Cartello indicatore

In paese

La fontanella

In paese

In paese

Roseto

In paese

In paese

Chiesa di San Lorenzo Martire

Chiesa di San Lorenzo

Santuarietto

Edicola

Interno della Chiesa

Acquasantiera

Confessionale

Lapide

Pulpito

Interno della Chiesa

Il Messale

Altare

Nella volta della Chiesa

Affresco

Croce

Affresco

Affresco

Affresco

Affresco

Interno

Dietro all'Altare

Statua

Statua

Organo

Interno

Fonte Battesimale

Fonte Battesimale

Il retro della Chiesa

Torre campanaria

Nel piazzale della chiesa

Palazzo Upezzinghi

Statua del palazzo

Palazzo Upezzinghi

Portone del Palazzo Upezzinghi

Fregio nobiliare

Stemmi

Statua

Palazzo Upezzinghi

Statua

Cappella di San Rocco nel lungo strada

Cappella di San Rocco

Case

Usigliano

Usigliano

Usigliano

Usigliano

Informazioni storiche, culturali della località.

Usigliano

Comune di Casciana Terme Lari – Provincia di Pisa – Toscana

Storia

Usigliano è una piccola frazione collinare del Comune di Casciana Terme Lari, in provincia di Pisa, situata nel paesaggio della Valdera e delle Colline Pisane , a poca distanza da Lari e Casciana Alta. Il paese occupa una posizione panoramica, circondato da oliveti, vigneti, campi e piccoli boschi. La sua storia è profondamente legata all'agricoltura e alle famiglie che per secoli possedettero e lavorarono queste terre. Usigliano conserva ancora oggi l'aspetto raccolto di un borgo rurale toscano. Il cuore storico si sviluppa intorno alla chiesa di San Lorenzo Martire , all'antico edificio religioso medievale e al vicino Palazzo Upezzinghi. Poco fuori dal centro, l'antica Fattoria Castelli conserva invece una straordinaria testimonianza della civiltà contadina che ha caratterizzato la vita della comunità fino al Novecento.

Le origini del nome

L'origine del toponimo Usigliano non è completamente certa. Una tradizionale interpretazione lo considera un nome di origine prediale, cioè derivato dal nome personale di un antico proprietario terriero, forse un Usilius. Se questa interpretazione fosse corretta, il nome potrebbe conservare il ricordo dell'organizzazione agricola del territorio in epoca romana. Si tratta tuttavia di un'ipotesi toponomastica e non della prova dell'esistenza di un vero insediamento romano corrispondente all'attuale paese. Anche la vicina località Sala presenta un nome molto antico, generalmente collegato alla terminologia germanico-longobarda utilizzata per indicare strutture fondiarie o amministrative.

Il Medioevo

Le origini certe del borgo appartengono al Medioevo. Usigliano compare nella documentazione storica nel 1260 , quando la chiesa di San Lorenzo viene registrata tra gli edifici religiosi della diocesi di Lucca. La presenza della chiesa dimostra che nel XIII secolo esisteva già una comunità rurale sufficientemente organizzata da possedere un proprio luogo di culto. Il territorio di Usigliano era allora più ampio rispetto al piccolo nucleo abitato attuale e comprendeva campagne e luoghi oggi collegati ad altre frazioni vicine.

Gli Upezzinghi

Una delle famiglie maggiormente legate alla storia medievale di Usigliano fu quella degli Upezzinghi . Gli Upezzinghi furono una potente casata pisana che possedette numerosi beni e diritti nel contado. Intorno al 1100 , con la scomparsa della famiglia dei Cadolingi, acquisirono una parte delle loro proprietà e consolidarono la propria presenza anche in questa zona delle Colline Pisane. Usigliano divenne così uno dei territori legati alla famiglia. La memoria degli Upezzinghi è rimasta profondamente legata al paese e ancora oggi uno degli edifici più importanti del borgo porta il loro nome.

Palazzo Upezzinghi

Nella piazza della chiesa sorge il Palazzo Upezzinghi , uno degli edifici storici più significativi di Usigliano. Il palazzo testimonia la presenza e il prestigio raggiunto dalla famiglia nel territorio. L'edificio, insieme al proprio giardino, contribuisce a creare il caratteristico nucleo storico del paese intorno alla chiesa. Il legame con gli Upezzinghi è ricordato anche all'interno di San Lorenzo, dove è conservata la memoria funeraria di Giovanni Upezzinghi . Questa presenza rende Usigliano un piccolo ma interessante tassello della storia delle famiglie signorili che dominarono il contado pisano nel Medioevo.

La chiesa medievale di San Lorenzo

Il principale monumento storico del paese è la chiesa di San Lorenzo Martire . La particolarità del complesso è che accanto alla chiesa settecentesca è ancora conservato il nucleo dell'antico edificio medievale. La prima attestazione conosciuta risale, come detto, al 1260 . L'antica chiesa subì importanti lavori di restauro nel 1312 . Sull'architrave della porta è ancora ricordato quell'intervento attraverso un'iscrizione latina che invita a unire la preghiera pronunciata con le labbra a quella del cuore. La piccola costruzione medievale costituisce quindi una delle testimonianze materiali più antiche di Usigliano.

Il campanile

Nel corso dei secoli il complesso religioso venne progressivamente ampliato. Il campanile fu costruito nel 1686 , quando l'antica chiesa era ormai diventata insufficiente per le esigenze della popolazione. Pochi anni dopo si decise infatti di costruire un edificio religioso più grande accanto a quello medievale. Questa sovrapposizione di epoche è una delle caratteristiche più interessanti di San Lorenzo: osservando il complesso è possibile leggere concretamente il passaggio dal piccolo borgo medievale alla comunità rurale dell'età moderna.

La nuova chiesa di San Lorenzo

L'attuale chiesa parrocchiale venne realizzata tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento accanto all'edificio precedente. La nuova chiesa fu consacrata il 1º maggio 1707 da Francesco Maria Poggi, vescovo di San Miniato . L'antica chiesa non venne completamente demolita. Una sua parte sopravvisse trasformandosi nella cappella che ancora oggi affianca la parrocchiale. Il complesso di San Lorenzo rappresenta quindi quasi un piccolo archivio architettonico della comunità: l'edificio medievale, il campanile seicentesco e la chiesa settecentesca raccontano differenti momenti della storia del paese.

Le cave di San Frediano

Storicamente il territorio dipendente da Usigliano si estendeva fino alle cave di San Frediano , nell'area di Casciana Alta. In queste cave veniva estratta una particolare pietra locale conosciuta come lumachella . Si tratta di una roccia nella quale sono visibili numerosi resti fossili di conchiglie. La pietra venne utilizzata nell'edilizia locale e compare anche nelle costruzioni di Usigliano, soprattutto negli elementi architettonici di porte e finestre. Questo materiale rappresenta un interessante legame tra la geologia delle Colline Pisane e l'architettura tradizionale dei suoi borghi.

La campagna di Usigliano

La storia del paese è stata per secoli soprattutto una storia di agricoltura . La posizione collinare e il clima favorivano la coltivazione dell'olivo e della vite, accanto ai cereali e alle altre produzioni necessarie alla vita delle famiglie rurali. Intorno al borgo sorsero poderi, fattorie e case coloniche. Il paesaggio venne progressivamente modellato dal lavoro dell'uomo: oliveti sui versanti, vigneti, campi, filari e strade poderali crearono l'immagine della campagna che ancora oggi caratterizza Usigliano.

La mezzadria

Come in gran parte della Toscana centrale, anche a Usigliano ebbe grande importanza il sistema della mezzadria . Le famiglie contadine abitavano nei poderi e lavoravano i terreni dei proprietari, dividendo i prodotti secondo gli accordi stabiliti. La vita seguiva il calendario agricolo. La mietitura e la battitura del grano, la vendemmia, la raccolta delle olive, la potatura e la cura degli animali coinvolgevano l'intera famiglia. Queste attività non erano soltanto un lavoro: determinarono per generazioni ritmi di vita, tradizioni, alimentazione e rapporti sociali.

La Fattoria Castelli

Una delle testimonianze più importanti di questo mondo è l'antica Fattoria Castelli . Il complesso, risalente nella sua organizzazione storica almeno alla fine del Settecento, fu un'importante proprietà agricola della famiglia Castelli. La fattoria comprendeva gli spazi necessari per organizzare la produzione agricola e conservare i prodotti provenienti dai poderi. Ancora oggi sono presenti la grande cantina, il coppaio e l'antico frantoio. La cantina conserva imponenti botti di rovere ottocentesche, mentre nel coppaio si trovavano i grandi recipienti in terracotta utilizzati per conservare l'olio.

Il frantoio

Particolarmente interessante è l'antico frantoio della Fattoria Castelli . Qui le olive raccolte nelle campagne circostanti venivano trasformate in olio. Si conserva ancora la grande ruota in pietra utilizzata per la frangitura. Il frantoio rimase operativo fino al 1975 , diventando così una testimonianza diretta di tecniche agricole utilizzate fino a pochi decenni fa. La sua conservazione permette oggi di comprendere concretamente quanto la produzione dell'olio fosse importante per l'economia di Usigliano.

Aristide Castelli

Alla storia della fattoria è particolarmente legata la figura di Aristide Castelli , grande proprietario terriero vissuto tra il 1818 e il 1879 . La documentazione conservata nella fattoria permette di ricostruire aspetti della sua vita e dell'organizzazione dell'azienda agricola ottocentesca. Attraverso fotografie, testi, attrezzi e ambienti di lavoro è quindi possibile osservare non soltanto la vita dei proprietari, ma anche quella delle numerose persone che lavoravano nei campi, nelle cantine e nel frantoio.

Il Museo delle Attività Agricole

Proprio per evitare che questa memoria andasse perduta, nel 2003 venne fondato a Usigliano il Museo delle Attività Agricole per iniziativa della locale Associazione Battitori di Grano. La raccolta aveva avuto una prima fase già negli anni Novanta e venne successivamente trasferita negli ambienti della Fattoria Castelli. Il museo conserva attrezzi e macchinari utilizzati nei lavori agricoli e documenta le principali attività della campagna. Il percorso comprende una sezione all'aperto, la cantina, il coppaio e il frantoio.

I Battitori di Grano

La nascita del museo è strettamente collegata all' Associazione Battitori di Grano di Usigliano . Il nome richiama una delle attività più importanti dell'antica vita contadina: la battitura e trebbiatura del grano . Prima della completa meccanizzazione agricola, il periodo della trebbiatura rappresentava uno dei momenti di maggiore lavoro e socialità nelle campagne. Più famiglie collaboravano e il lavoro si trasformava spesso anche in un'occasione di incontro. L'attività dell'associazione ha permesso di conservare strumenti, testimonianze e ricordi di questo mondo ormai scomparso.

Il Museo del Presepe

Negli stessi ambienti della Fattoria Castelli è stata progressivamente sviluppata anche una particolare collezione di presepi . Oggi il complesso è conosciuto come Museo del Presepe e delle Attività Agricole . La raccolta comprende oltre quaranta rappresentazioni, molte delle quali ambientate nel paesaggio rurale toscano. Alcuni presepi sono stati realizzati addirittura all'interno di botti e tini , creando un legame originale tra la tradizione natalizia e gli strumenti dell'antica vita agricola. Il museo unisce così due aspetti importanti della cultura popolare: la civiltà contadina e la tradizione del presepe.

La Cappella di San Rocco

Nella località Sala di Usigliano , lungo via della Montanina, si trova la piccola Cappella di San Rocco . L'edificio è di origine ottocentesca. Dopo la Prima guerra mondiale assunse anche una funzione commemorativa e venne trasformato in sacrario dedicato ai contadini di Usigliano caduti durante il conflitto . La cappella rappresenta quindi un luogo nel quale la devozione religiosa si intreccia con la memoria civile della comunità.

Le ville e le residenze rurali

La presenza di famiglie proprietarie e di grandi aziende agricole portò alla costruzione di alcune residenze signorili. Oltre a Palazzo Upezzinghi e alla Fattoria Castelli, nel territorio viene ricordata Villa Papadoff , risalente alla fine del Settecento. Queste dimore testimoniano la trasformazione delle campagne durante l'età moderna. Accanto alle semplici case coloniche comparvero infatti ville e fattorie destinate a controllare e amministrare grandi proprietà agricole.

Usigliano nell'Ottocento

Durante l'Ottocento Usigliano era ancora una comunità fortemente rurale. Le fonti demografiche ottocentesche registrano nel 1833 circa 455 abitanti . Si trattava quindi di una popolazione significativa rispetto alle dimensioni attuali del piccolo borgo. Gran parte degli abitanti viveva direttamente o indirettamente dell'agricoltura. Poderi, fattorie e attività legate alla trasformazione di vino e olio costituivano il cuore dell'economia locale.

Le trasformazioni del Novecento

Il Novecento modificò profondamente anche Usigliano. La meccanizzazione rese progressivamente meno necessario il lavoro manuale nei campi, mentre il sistema mezzadrile entrò definitivamente in crisi nel secondo dopoguerra. Molte famiglie lasciarono i poderi e trovarono occupazione nei centri maggiori della Valdera. Le vecchie case coloniche cambiarono funzione e alcune grandi proprietà agricole vennero trasformate. Il borgo mantenne però il proprio carattere rurale, anche grazie alla limitata espansione edilizia.

Dal Comune di Lari a Casciana Terme Lari

Per gran parte della propria storia amministrativa moderna Usigliano fu una frazione del Comune di Lari . Questa situazione rimase invariata fino al XXI secolo. Il 1º gennaio 2014 i Comuni di Lari e Casciana Terme furono uniti nel nuovo Comune di Casciana Terme Lari . Usigliano entrò quindi a far parte della nuova amministrazione comunale insieme alle altre frazioni dell'antico territorio larigiano e di Casciana Terme.

Il paesaggio

Uno degli aspetti più affascinanti di Usigliano è il rapporto tra il borgo e il paesaggio. Dalle strade e dalle campagne circostanti si aprono ampie vedute sulle colline della Valdera . Oliveti, vigneti e campi seguono ancora le forme naturali del terreno. Le fattorie, i poderi e le strade rurali costituiscono testimonianze di un paesaggio costruito attraverso secoli di lavoro agricolo. È proprio questa integrazione tra abitato e campagna a rappresentare uno dei principali elementi di interesse della frazione.

Usigliano oggi

Oggi Usigliano è un piccolo borgo residenziale che conserva una forte identità storica. La dimensione raccolta dell'abitato, la chiesa di San Lorenzo, Palazzo Upezzinghi e le antiche fattorie ricordano le diverse fasi della sua storia. Ma l'elemento forse più caratteristico è la conservazione della memoria contadina . Il Museo del Presepe e delle Attività Agricole, il frantoio, la cantina, gli attrezzi e l'attività dei Battitori di Grano permettono di raccontare non soltanto la storia dei grandi proprietari, ma anche quella delle generazioni di contadini che hanno modellato le colline. Usigliano rappresenta quindi un piccolo ma significativo esempio della Toscana rurale: un borgo medievale diventato nei secoli centro di un territorio agricolo e capace oggi di conservare la memoria del proprio passato .

Cosa vedere

Il punto di partenza è la chiesa di San Lorenzo Martire , dove è possibile osservare la particolare sovrapposizione tra l'antico edificio medievale, documentato dal 1260, e la chiesa settecentesca consacrata nel 1707. Nella stessa area si trova Palazzo Upezzinghi , testimonianza del legame tra il paese e l'antica famiglia signorile. Da non perdere è il Museo del Presepe e delle Attività Agricole , ospitato nell'antica Fattoria Castelli. La visita permette di scoprire la cantina con le grandi botti, il coppaio, il frantoio storico e numerosi strumenti della civiltà contadina, oltre alla particolare raccolta di presepi. Nella località Sala si trova invece la Cappella di San Rocco , divenuta dopo la Prima guerra mondiale luogo di memoria dei caduti usiglianesi. Merita infine una passeggiata la campagna circostante, soprattutto per osservare il tradizionale paesaggio di oliveti, vigneti, poderi e colline che costituisce ancora oggi una parte fondamentale dell'identità di Usigliano.

Da ricordare: Usigliano è un borgo collinare documentato almeno dal 1260 , quando compare nelle fonti la chiesa di San Lorenzo. Il territorio fu storicamente legato alla potente famiglia degli Upezzinghi . L'antica chiesa medievale sopravvive accanto alla parrocchiale consacrata nel 1707 , mentre la Fattoria Castelli conserva cantina, coppaio e frantoio dell'antica economia agricola. Oggi il Museo del Presepe e delle Attività Agricole mantiene viva la memoria della civiltà contadina che per secoli ha caratterizzato il paese.

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