Vallico Sopra - Fabbriche di Vergemoli

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Vallico Sopra

Vallico Sopra

Vista dala strada

Vista dalla strada

Vallico Sopra

Vallico Sopra

Vallico Sopra

Nella strada

Nella strada

Vallico Sopra

Case

Nella strada

Verso l'interno del paese

Vicolo

In paese

In paese

In paese

Passaggio

Passaggio

Case

Passaggio

In paese

In paese

La Chiesa

In paese

In paese

In paese

Antica porta

Chiesa Parrocchiale

Chiesa Parrocchiale di San Rocco

Chiesa di San Rocco

Il Sagrato della Chiesa

Maestà

Antica porta

Lunetta sul portale della Chiesa

In paese

In paese

In paese

Fontana

Maestà

In paese

Ruderi

Passaggio

Passaggio

Passaggio

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Welcome

In paese

In paese

In paese

Meridiana

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Area di svago

Area di sosta

La vasca

Area per svago

In memoria dei caduti in guerra

Vallico Sopra

San Michele

San Michele

San Michele

San Michele

S. Michele

Iscrizione

Facciata della Chiesa di S.Michele

San Michele

Antico cimitero antistante la Chiesa di S.Michele

Antico cimitero antistante la Chiesa di S.Michele

San Michele

Abside e retro della Chiesa di S. Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo

Chiesa di San Michele Arcangelo

Vallico Sopra

Vallico Sopra e Sotto

Vallico Sopra e Sotto

Informazioni storiche, culturali della località.

Vallico Sopra: storia, San Michele e tradizioni di un antico borgo della Garfagnana

Vallico Sopra , chiamato anche Vallico di Sopra , è una frazione del Comune di Fabbriche di Vergemoli , in provincia di Lucca. Il paese sorge a circa 652 metri di altitudine , su un colle rivolto verso la valle della Turrite Cava. La posizione è particolarmente felice. Le abitazioni sono esposte al sole e dalle zone più aperte lo sguardo può spaziare sulla valle e sulle montagne circostanti. Ma Vallico Sopra non è soltanto un piccolo borgo panoramico. La sua storia affonda le radici nel Medioevo e probabilmente in epoche ancora più antiche. Case di pietra, vicoli stretti, grandi arcate, resti delle antiche strutture difensive e soprattutto la straordinaria Chiesa di San Michele Arcangelo raccontano ancora oggi quasi mille anni di storia.

Un territorio abitato fin dall' antichità

Il territorio della valle della Turrite Cava fu frequentato già in epoche molto antiche. La tradizione storica locale collega questa zona alla presenza dei Liguri Apuani , popolazione che occupò per secoli le montagne dell' attuale Garfagnana e delle Alpi Apuane. Successivamente il territorio entrò nell' orbita romana. Le fonti comunali indicano una colonizzazione romana tra il II e il I secolo a.C. Non significa necessariamente che l' attuale paese esistesse già con la forma che conosciamo oggi. Dimostra però l' antichità della presenza umana in questa parte della valle.

Vallico compare nell' anno 997

Per trovare una testimonianza documentaria sicura bisogna arrivare alla fine del X secolo. Il 30 giugno 997 un documento dell' Archivio Arcivescovile di Lucca ricorda due località indicate come “Valivo et alio Valivo” . Gli studiosi identificano questi due insediamenti con gli attuali Vallico Sopra e Vallico Sotto . Entrambi appartenevano alla circoscrizione ecclesiastica della Pieve di Gallicano. È una testimonianza molto importante. Alla fine del primo millennio i due Vallico erano quindi già riconoscibili come comunità distinte.

I due Vallico

La storia di Vallico Sopra è sempre stata strettamente collegata a quella di Vallico Sotto . I due paesi sorgono a poca distanza l' uno dall' altro ma possiedono ciascuno una propria identità. Vallico Sotto si sviluppò più in basso nella valle. Vallico Sopra occupò invece una posizione più elevata e dominante. Anche dal punto di vista religioso i due centri ebbero riferimenti differenti. Vallico Sotto ebbe come principale luogo di culto San Giacomo , mentre Vallico Sopra sviluppò il proprio centro religioso intorno a San Michele Arcangelo .

Un borgo medievale

Il nucleo storico conserva ancora numerosi elementi tipici dell' architettura medievale della Garfagnana. Le case sono costruite prevalentemente in pietra. Portali e davanzali utilizzano spesso arenaria lavorata . Le strade sono strette e seguono la conformazione del pendio. Tra gli edifici compaiono passaggi coperti e grandi arcate. Questa struttura non era soltanto pittoresca. Rispondeva alla necessità di utilizzare al massimo lo spazio disponibile e, allo stesso tempo, di rendere il paese più facilmente difendibile.

Un paese fortificato

Vallico Sopra fu infatti un borgo fortificato . Le testimonianze locali ricordano l' esistenza di mura che proteggevano l' abitato. Una parte di queste strutture sarebbe ancora riconoscibile nei pressi della Chiesa di San Rocco . Come molti paesi medievali della Garfagnana, Vallico doveva quindi presentare un aspetto molto più chiuso rispetto a quello attuale. Le abitazioni stesse potevano contribuire alla difesa del nucleo. Vicoli stretti e passaggi controllabili rendevano più difficile l' ingresso nel paese.

Una comunità con una propria organizzazione

Nel corso del Duecento Vallico possedeva già forme di organizzazione comunitaria. Le fonti ricordano infatti consoli e un consiglio locale . Nel 1279 questi rappresentanti della comunità concessero a due uomini lombardi il diritto di costruire una casa e produrre carbone. È un piccolo episodio, ma racconta molto. Dimostra che il territorio era organizzato e che boschi e risorse naturali possedevano un preciso valore economico.

Il carbone e il bosco

La produzione di carbone di legna ebbe per secoli grande importanza nelle montagne della Garfagnana. Il carbone era indispensabile per fabbri, ferriere e altre attività artigianali. Per produrlo venivano costruite carbonaie nei boschi. La legna veniva disposta con grande attenzione e sottoposta a una combustione lenta, controllata per diversi giorni. Era un lavoro che richiedeva esperienza e continua sorveglianza. Il documento del 1279 dimostra quanto antica fosse questa attività anche nel territorio di Vallico.

La Chiesa di San Michele Arcangelo

Il monumento più importante di Vallico Sopra è senza dubbio la Chiesa di San Michele Arcangelo . Si trova fuori dal nucleo principale, in posizione più elevata, immersa tra i castagni. Per raggiungerla dal paese esiste anche un' antica mulattiera delimitata in alcuni tratti da muretti realizzati con lastre di pietra. L' isolamento della chiesa contribuisce notevolmente al suo fascino. San Michele appare quasi come una presenza solitaria sulla montagna, separata dalle case e circondata dal bosco.

Una chiesa romanica

San Michele conserva un importante impianto romanico . La facciata è realizzata con blocchi di pietra calcarea squadrati. La parte inferiore presenta un originale sistema di arcate cieche , mentre la zona superiore è scandita da elementi verticali e mensole. Anche l' abside conserva caratteristiche tipicamente romaniche, con monofore e archetti pensili. Nonostante i numerosi interventi effettuati nei secoli, la chiesa mantiene quindi una forte impronta medievale.

La tradizione di Matilde di Canossa

Una tradizione molto diffusa attribuisce la fondazione di San Michele alla contessa Matilde di Canossa . Secondo la leggenda, la chiesa farebbe parte delle numerose pievi e cappelle che la potente contessa avrebbe fatto costruire nei suoi territori. La tradizione parla spesso delle celebri “novantanove chiese di Matilde” . Non esistono però elementi sufficienti per considerare questa attribuzione una certezza storica. È quindi più corretto ricordarla come una tradizione locale legata alla grande fama che Matilde mantenne per secoli nell' Italia medievale.

San Michele nel 1260

La presenza della chiesa diventa invece storicamente certa nel 1260 . In quell' anno San Michele compare nell' Estimo della Diocesi di Lucca come edificio dipendente dalla Pieve di Gallicano. La costruzione è probabilmente precedente. Le caratteristiche romaniche dell' edificio confermano infatti un' origine medievale più antica. San Michele rappresenta quindi una delle testimonianze architettoniche più importanti della lunga storia di Vallico Sopra.

Una torre prima della chiesa?

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il campanile . La sua posizione rispetto alla struttura della chiesa ha fatto ipotizzare che possa derivare da una precedente torre di avvistamento . Secondo questa interpretazione, l' edificio religioso sarebbe stato costruito accanto a una struttura difensiva già esistente. Successivamente la torre sarebbe stata inglobata nel complesso e trasformata in campanile. È un' ipotesi particolarmente suggestiva perché unirebbe nello stesso edificio le due grandi funzioni della società medievale: difesa e religione.

Una chiesa a tre navate

L' interno di San Michele presenta una struttura a tre navate . Nonostante le trasformazioni avvenute nei secoli, una parte dell' antico carattere romanico è rimasta leggibile. La pietra e la relativa semplicità della struttura ricordano l' origine medievale dell' edificio. Con il passare del tempo, però, la chiesa venne progressivamente arricchita. Nuovi altari, decorazioni e opere d' arte modificarono l' aspetto originario adattandolo al gusto delle diverse epoche.

La Vicaria Perpetua

Un passaggio importante avvenne nel 1639 , quando San Michele venne elevata a Vicaria Perpetua . Questo riconoscimento accrebbe l' importanza religiosa della chiesa. A partire da quel periodo furono realizzati diversi interventi di restauro e soprattutto di decorazione degli interni. La chiesa medievale iniziò così ad assumere un aspetto più ricco. La struttura romanica rimase, ma venne progressivamente affiancata da elementi appartenenti ai secoli successivi.

Le decorazioni del Settecento

Nel 1713 vennero realizzate decorazioni in stucco sulle volte a crociera. Questi interventi rappresentano bene la stratificazione artistica di San Michele. L' edificio non appartiene infatti a una sola epoca. Il nucleo romanico convive con trasformazioni seicentesche e settecentesche. Visitare la chiesa significa quindi attraversare secoli differenti della storia religiosa della comunità.

La pala d' altare

Tra le opere conservate nella chiesa si trova una pala raffigurante la Madonna con il Bambino tra i santi Michele, Girolamo, Francesco e Rocco . L' opera è stata attribuita dagli studi più recenti al pittore Niccolò Azzi . La presenza di San Michele richiama naturalmente il titolare della chiesa. San Rocco, invece, occupa un posto particolarmente importante nella devozione del paese e possiede anche un proprio oratorio all' interno del borgo.

La Chiesa di San Rocco

Vallico Sopra possiede infatti un secondo edificio religioso: la Chiesa di San Rocco . A differenza di San Michele, situata fuori dal paese, San Rocco si trova all' interno dell' abitato. È un edificio più piccolo, caratterizzato da una semplice pianta rettangolare conclusa da un' abside semicircolare. La sua origine viene collegata a uno dei periodi più difficili della storia delle comunità europee: quello delle grandi epidemie di peste.

Il voto contro la peste

Secondo la tradizione locale, San Rocco venne costruita nel corso del XVII secolo come ringraziamento per la protezione ricevuta durante un' epidemia. San Rocco era infatti uno dei santi maggiormente invocati contro la peste. Il suo culto si diffuse enormemente in Europa tra Medioevo ed età moderna. La costruzione dell' oratorio rappresentava quindi un vero voto collettivo . La comunità affidava al santo la propria protezione e conservava attraverso l' edificio la memoria del pericolo superato.

San Rocco nel cuore del paese

La posizione della chiesa è molto significativa. San Michele, antica parrocchiale medievale, domina il territorio dall' esterno dell' abitato. San Rocco si trova invece tra le case. I due edifici rappresentano quindi due differenti momenti della storia religiosa di Vallico Sopra. San Michele racconta il Medioevo. San Rocco racconta invece la società del Seicento, segnata dalle epidemie e dalle forme di devozione popolare.

Terra di confine

La storia di Vallico Sopra fu profondamente influenzata dalla posizione geografica. Nel Medioevo il territorio apparteneva all' area politica controllata da Lucca . Nel corso del Quattrocento, però, gran parte della Garfagnana passò sotto il dominio degli Este . La valle si trovò così vicina a una delle linee di confine più delicate della regione. Da una parte esistevano territori lucchesi. Dall' altra si estendeva la Garfagnana estense.

Tra Lucca e gli Este

Nel 1451 un accordo tra Borso d' Este e Lucca cercò di definire più chiaramente i confini. Le tensioni, però, non scomparvero completamente. Per secoli la Garfagnana rimase un mosaico di territori appartenenti a stati differenti. Vallico Sopra e le comunità vicine furono coinvolte nelle vicende di questa frontiera. Le fortificazioni dei paesi non erano quindi semplicemente un' eredità medievale. Continuavano ad avere un significato concreto in un territorio nel quale le tensioni politiche potevano trasformarsi rapidamente in incursioni e scontri.

Le guerre di confine

Tra Cinquecento e Seicento la zona di Vallico fu coinvolta ripetutamente nelle guerre e tensioni di confine tra Lucca e la Garfagnana estense. Per gli abitanti dei piccoli paesi questi conflitti significavano molto più delle grandi decisioni diplomatiche. Potevano comportare requisizioni, passaggi di soldati, distruzioni e difficoltà nel coltivare i terreni. La struttura fortificata del borgo deve essere letta anche all' interno di questo contesto.

Gli statuti

L' esistenza di una comunità organizzata è confermata anche dalla documentazione archivistica. L' Archivio di Stato di Modena conserva infatti statuti di Vallico Sopra risalenti al XVII secolo . Gli statuti regolavano numerosi aspetti della vita collettiva. Stabilivano diritti e obblighi degli abitanti e potevano occuparsi dell' uso dei boschi, delle strade, delle acque, dei pascoli e dei beni comuni. Per una comunità montana erano quindi uno strumento fondamentale di autogoverno.

I castagneti

Per secoli il castagno fu una delle principali risorse di Vallico Sopra. Non è casuale che San Michele sia ancora oggi immersa in un bosco di castagni. In passato queste selve erano intensamente curate. Le castagne venivano raccolte in autunno e successivamente essiccate nei metati. Una volta secche potevano essere macinate e trasformate in farina. La farina di castagne rappresentava uno degli alimenti fondamentali della popolazione montana.

I metati

I metati erano piccoli edifici destinati all' essiccazione delle castagne. Al piano superiore venivano distribuiti i frutti. Al piano inferiore ardeva lentamente un fuoco che doveva essere mantenuto per settimane. Il procedimento richiedeva attenzione e conoscenza. Dopo l' essiccazione le castagne potevano essere pulite e portate al mulino. La produzione della farina coinvolgeva quindi l' intera comunità e scandiva una parte importante dell' autunno.

Agricoltura e allevamento

Accanto ai castagneti esistevano campi, orti, prati e pascoli. Le famiglie praticavano un' agricoltura destinata principalmente all' autoconsumo. L' allevamento forniva latte, formaggi, carne e animali da lavoro. Ogni parte del territorio veniva sfruttata. Anche i terreni più difficili potevano essere sistemati attraverso muri a secco e piccoli terrazzamenti. Il paesaggio era quindi molto più aperto rispetto a quello attuale.

La strada verso San Luigi

Da Vallico Sopra proseguiva un importante percorso montano in direzione del Valico di San Luigi . Per secoli questi collegamenti furono semplici sentieri o mulattiere. Venivano utilizzati da pastori, contadini, carbonai e commercianti. Attraverso i valichi era possibile raggiungere pascoli, boschi e comunità situate sull' altro versante. La posizione del paese permetteva quindi di controllare e utilizzare una rete di percorsi montani molto più ampia.

Le mulattiere

Le antiche mulattiere rappresentavano le vere strade della Garfagnana. Erano percorse quotidianamente a piedi e con animali da soma. Una di queste collega ancora il borgo alla Chiesa di San Michele. I muretti realizzati con lastre di pietra che accompagnano il percorso ricordano il lavoro necessario per mantenere praticabili queste vie. Oggi vengono utilizzate soprattutto dagli escursionisti. Un tempo erano infrastrutture essenziali.

Il terremoto del 1920

Il 7 settembre 1920 un violentissimo terremoto colpì Garfagnana e Lunigiana. La valle di Vallico fu interessata in maniera significativa. Le fonti storiche documentano gravi danni nella vicina Vallico Sotto, dove molte abitazioni divennero inagibili e crollarono le volte della chiesa. Anche per le altre comunità della valle furono giorni di paura. Il terremoto del 1920 rimase uno degli eventi più drammatici nella memoria della Garfagnana del Novecento.

La Seconda guerra mondiale

Una nuova fase difficile arrivò durante la Seconda guerra mondiale . Nel 1944 la zona di Vallico si trovò coinvolta nelle vicende del fronte della Linea Gotica . Occupazione militare, bombardamenti e requisizioni entrarono nella memoria delle comunità locali. Gli antichi sentieri della montagna tornarono ad assumere un' importanza particolare. Permettevano di spostarsi lontano dalle strade principali e collegavano paesi, boschi e valichi.

Dal Comune di Trassilico a Fabbriche di Vallico

Per lungo tempo Vallico Sopra appartenne amministrativamente al Comune di Trassilico . Questo comune comprendeva anche Vallico Sotto, Gragliana e Fabbriche di Vallico. La situazione cambiò nel secondo dopoguerra. Nel 1947 il Comune di Trassilico venne soppresso. Vallico Sopra, Vallico Sotto, Gragliana e Fabbriche formarono il nuovo Comune di Fabbriche di Vallico , mentre Trassilico passò successivamente nel territorio di Gallicano.

Fabbriche di Vergemoli

Un' altra importante trasformazione amministrativa è molto più recente. Il 1º gennaio 2014 gli ex comuni di Fabbriche di Vallico e Vergemoli vennero uniti. Nacque così l' attuale Comune di Fabbriche di Vergemoli . Vallico Sopra divenne una delle frazioni del nuovo comune. È l' ultimo capitolo di una storia amministrativa complessa, caratteristica di un territorio che per secoli è stato diviso tra comunità, vicarie e stati differenti.

Lo spopolamento della montagna

Nel corso del Novecento Vallico Sopra fu interessato dal progressivo spopolamento comune a gran parte dei borghi montani della Garfagnana. Fino alla metà del secolo il paese contava ancora alcune centinaia di abitanti. Agricoltura, castagneti, allevamento e lavoro nei boschi occupavano una parte consistente della popolazione. Con il secondo dopoguerra le condizioni economiche cambiarono rapidamente. Molte persone si trasferirono verso il fondovalle, Lucca e le città industriali.

Il ritorno del bosco

La diminuzione della popolazione modificò profondamente anche il paesaggio. Molti campi non furono più coltivati. I prati non vennero più falciati con la stessa regolarità. Alcuni castagneti furono progressivamente abbandonati. Il bosco riconquistò così superfici che per secoli erano state mantenute aperte dall' attività dell' uomo. Il paesaggio verde che oggi circonda Vallico Sopra è quindi anche il risultato delle trasformazioni economiche avvenute nel Novecento.

Vallico Sopra oggi

Oggi Vallico Sopra conserva ancora gran parte del fascino del piccolo borgo medievale. Le abitazioni in pietra seguono il pendio. Portali e davanzali in arenaria ricordano l' antica abilità degli scalpellini. Vicoli, arcate e passaggi coperti conservano la struttura del paese storico. Poco fuori dall' abitato, San Michele continua a dominare la valle dal suo bosco di castagni. Nel centro del paese San Rocco conserva invece la memoria della devozione popolare del Seicento.

Due chiese, due anime del paese

Per comprendere Vallico Sopra basta forse osservare le sue due chiese . San Michele è antica, romanica, isolata sulla montagna. Ricorda il Medioevo, la Pieve di Gallicano, le torri di avvistamento e le prime comunità della valle. San Rocco è più piccola e si trova tra le case. Ricorda invece la paura delle epidemie, i voti collettivi e la religiosità popolare dell' età moderna. Insieme raccontano quasi mille anni di storia.

Un borgo da riscoprire

Visitare Vallico Sopra significa entrare in una Garfagnana fatta soprattutto di pietra, castagni e antiche strade. La storia non è concentrata in un unico monumento. È distribuita nell' intero paese. È nelle arcate che attraversano i vicoli. Nei resti delle fortificazioni. Nella mulattiera che sale verso San Michele. Nei castagneti. Nelle chiese. E nella posizione stessa del borgo, sospeso sopra la valle della Turrite Cava. Vallico Sopra conserva così l' identità di una piccola comunità medievale di montagna , cresciuta tra confini contesi, boschi e antichi percorsi e capace di tramandare fino a oggi alcune delle testimonianze più suggestive della storia della Garfagnana.
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