Vallico Sopra: storia,
San Michele e tradizioni di un antico borgo della Garfagnana
Vallico Sopra
,
chiamato anche
Vallico di Sopra
,
è una frazione del Comune di
Fabbriche
di Vergemoli
, in provincia di Lucca.
Il paese sorge a circa
652 metri di altitudine
, su un
colle rivolto verso la valle della Turrite Cava.
La posizione è particolarmente felice.
Le abitazioni sono esposte al sole e dalle zone più
aperte lo sguardo può spaziare sulla valle e sulle montagne circostanti.
Ma Vallico Sopra non è soltanto un piccolo borgo
panoramico.
La sua storia affonda le radici nel Medioevo e
probabilmente in epoche ancora più antiche.
Case di pietra, vicoli stretti, grandi arcate, resti
delle antiche strutture difensive e soprattutto la straordinaria Chiesa
di San Michele Arcangelo raccontano ancora oggi quasi mille anni di
storia.
Un territorio abitato fin
dall' antichità
Il territorio della valle della Turrite Cava fu
frequentato già in epoche molto antiche.
La tradizione storica locale collega questa zona alla
presenza dei
Liguri Apuani
,
popolazione che occupò per secoli le montagne dell' attuale Garfagnana e
delle Alpi Apuane.
Successivamente il territorio entrò nell' orbita
romana.
Le fonti comunali indicano una colonizzazione romana
tra il
II e il I
secolo a.C.
Non significa necessariamente che l' attuale paese
esistesse già con la forma che conosciamo oggi.
Dimostra però l' antichità della presenza umana in
questa parte della valle.
Vallico compare nell' anno 997
Per trovare una testimonianza documentaria sicura
bisogna arrivare alla fine del X secolo.
Il
30 giugno 997
un documento dell' Archivio Arcivescovile di Lucca ricorda due località
indicate come
“Valivo et alio Valivo”
.
Gli studiosi identificano questi due insediamenti con
gli attuali
Vallico Sopra e Vallico
Sotto
.
Entrambi appartenevano alla circoscrizione
ecclesiastica della Pieve di Gallicano.
È una testimonianza molto importante.
Alla fine del primo millennio i due Vallico erano
quindi già riconoscibili come comunità distinte.
I due Vallico
La storia di Vallico Sopra è sempre stata strettamente
collegata a quella di
Vallico Sotto
.
I due paesi sorgono a poca distanza l' uno dall' altro
ma possiedono ciascuno una propria identità.
Vallico Sotto si sviluppò più in basso nella valle.
Vallico Sopra occupò invece una posizione più elevata
e dominante.
Anche dal punto di vista religioso i due centri ebbero
riferimenti differenti.
Vallico Sotto ebbe come principale luogo di culto
San Giacomo
, mentre Vallico
Sopra sviluppò il proprio centro religioso intorno a
San Michele Arcangelo
.
Un borgo medievale
Il nucleo storico conserva ancora numerosi elementi
tipici dell' architettura medievale della Garfagnana.
Le case sono costruite prevalentemente in pietra.
Portali e davanzali utilizzano spesso
arenaria lavorata
.
Le strade sono strette e seguono la conformazione del
pendio.
Tra gli edifici compaiono passaggi coperti e grandi
arcate.
Questa struttura non era soltanto pittoresca.
Rispondeva alla necessità di utilizzare al massimo lo
spazio disponibile e, allo stesso tempo, di rendere il paese più
facilmente difendibile.
Un paese fortificato
Vallico Sopra fu infatti un
borgo fortificato
.
Le testimonianze locali ricordano l' esistenza di mura
che proteggevano l' abitato.
Una parte di queste strutture sarebbe ancora
riconoscibile nei pressi della
Chiesa
di San Rocco
.
Come molti paesi medievali della Garfagnana, Vallico
doveva quindi presentare un aspetto molto più chiuso rispetto a quello
attuale.
Le abitazioni stesse potevano contribuire alla difesa
del nucleo.
Vicoli stretti e passaggi controllabili rendevano più
difficile l' ingresso nel paese.
Una comunità con una propria
organizzazione
Nel corso del Duecento Vallico possedeva già forme di
organizzazione comunitaria.
Le fonti ricordano infatti
consoli e un consiglio locale
.
Nel
1279
questi rappresentanti della comunità concessero a due uomini lombardi il
diritto di costruire una casa e produrre carbone.
È un piccolo episodio, ma racconta molto.
Dimostra che il territorio era organizzato e che
boschi e risorse naturali possedevano un preciso valore economico.
Il carbone e il bosco
La produzione di
carbone di legna
ebbe per secoli grande importanza nelle
montagne della Garfagnana.
Il carbone era indispensabile per fabbri, ferriere e
altre attività artigianali.
Per produrlo venivano costruite carbonaie nei boschi.
La legna veniva disposta con grande attenzione e
sottoposta a una combustione lenta, controllata per diversi giorni.
Era un lavoro che richiedeva esperienza e continua
sorveglianza.
Il documento del 1279 dimostra quanto antica fosse
questa attività anche nel territorio di Vallico.
La Chiesa di San Michele Arcangelo
Il monumento più importante di Vallico Sopra è senza
dubbio la
Chiesa di San Michele
Arcangelo
.
Si trova fuori dal nucleo principale, in posizione più
elevata, immersa tra i castagni.
Per raggiungerla dal paese esiste anche un' antica
mulattiera delimitata in alcuni tratti da muretti realizzati con lastre
di pietra.
L' isolamento della chiesa contribuisce notevolmente al
suo fascino.
San Michele appare quasi come una presenza solitaria
sulla montagna, separata dalle case e circondata dal bosco.
Una chiesa romanica
San Michele conserva un importante
impianto romanico
.
La facciata è realizzata con blocchi di pietra
calcarea squadrati.
La parte inferiore presenta un originale sistema di
arcate cieche
, mentre la zona
superiore è scandita da elementi verticali e mensole.
Anche l' abside conserva caratteristiche tipicamente
romaniche, con monofore e archetti pensili.
Nonostante i numerosi interventi effettuati nei
secoli, la chiesa mantiene quindi una forte impronta medievale.
La tradizione di Matilde di Canossa
Una tradizione molto diffusa attribuisce la fondazione
di San Michele alla
contessa Matilde di
Canossa
.
Secondo la leggenda, la chiesa farebbe parte delle
numerose pievi e cappelle che la potente contessa avrebbe fatto
costruire nei suoi territori.
La tradizione parla spesso delle celebri
“novantanove chiese di Matilde”
.
Non esistono però elementi sufficienti per considerare
questa attribuzione una certezza storica.
È quindi più corretto ricordarla come una tradizione
locale legata alla grande fama che Matilde mantenne per secoli
nell' Italia medievale.
San Michele nel 1260
La presenza della chiesa diventa invece storicamente
certa nel
1260
.
In quell' anno San Michele compare nell'
Estimo
della Diocesi di Lucca
come edificio dipendente dalla Pieve di
Gallicano.
La costruzione è probabilmente precedente.
Le caratteristiche romaniche dell' edificio confermano
infatti un' origine medievale più antica.
San Michele rappresenta quindi una delle testimonianze
architettoniche più importanti della lunga storia di Vallico Sopra.
Una torre prima della chiesa?
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il
campanile
.
La sua posizione rispetto alla struttura della chiesa
ha fatto ipotizzare che possa derivare da una precedente
torre di avvistamento
.
Secondo questa interpretazione, l' edificio religioso
sarebbe stato costruito accanto a una struttura difensiva già esistente.
Successivamente la torre sarebbe stata inglobata nel
complesso e trasformata in campanile.
È un' ipotesi particolarmente suggestiva perché
unirebbe nello stesso edificio le due grandi funzioni della società
medievale: difesa e religione.
Una chiesa a tre navate
L' interno di San Michele presenta una struttura a
tre navate
.
Nonostante le trasformazioni avvenute nei secoli, una
parte dell' antico carattere romanico è rimasta leggibile.
La pietra e la relativa semplicità della struttura
ricordano l' origine medievale dell' edificio.
Con il passare del tempo, però, la chiesa venne
progressivamente arricchita.
Nuovi altari, decorazioni e opere d' arte modificarono
l' aspetto originario adattandolo al gusto delle diverse epoche.
La Vicaria Perpetua
Un passaggio importante avvenne nel
1639
, quando San Michele venne
elevata a
Vicaria Perpetua
.
Questo riconoscimento accrebbe l' importanza religiosa
della chiesa.
A partire da quel periodo furono realizzati diversi
interventi di restauro e soprattutto di decorazione degli interni.
La chiesa medievale iniziò così ad assumere un aspetto
più ricco.
La struttura romanica rimase, ma venne
progressivamente affiancata da elementi appartenenti ai secoli
successivi.
Le decorazioni del Settecento
Nel
1713
vennero realizzate decorazioni in stucco sulle volte a crociera.
Questi interventi rappresentano bene la
stratificazione artistica di San Michele.
L' edificio non appartiene infatti a una sola epoca.
Il nucleo romanico convive con trasformazioni
seicentesche e settecentesche.
Visitare la chiesa significa quindi attraversare
secoli differenti della storia religiosa della comunità.
La pala d' altare
Tra le opere conservate nella chiesa si trova una pala
raffigurante la
Madonna con il Bambino
tra i santi Michele, Girolamo, Francesco e Rocco
.
L' opera è stata attribuita dagli studi più recenti al
pittore
Niccolò Azzi
.
La presenza di San Michele richiama naturalmente il
titolare della chiesa.
San Rocco, invece, occupa un posto particolarmente
importante nella devozione del paese e possiede anche un proprio
oratorio all' interno del borgo.
La Chiesa di San Rocco
Vallico Sopra possiede infatti un secondo edificio
religioso: la
Chiesa di San Rocco
.
A differenza di San Michele, situata fuori dal paese,
San Rocco si trova all' interno dell' abitato.
È un edificio più piccolo, caratterizzato da una
semplice pianta rettangolare conclusa da un' abside semicircolare.
La sua origine viene collegata a uno dei periodi più
difficili della storia delle comunità europee: quello delle grandi
epidemie di peste.
Il voto contro la peste
Secondo la tradizione locale, San Rocco venne
costruita nel corso del
XVII secolo
come ringraziamento per la protezione ricevuta durante un' epidemia.
San Rocco era infatti uno dei santi maggiormente
invocati contro la peste.
Il suo culto si diffuse enormemente in Europa tra
Medioevo ed età moderna.
La costruzione dell' oratorio rappresentava quindi un
vero
voto collettivo
.
La comunità affidava al santo la propria protezione e
conservava attraverso l' edificio la memoria del pericolo superato.
San Rocco nel cuore del paese
La posizione della chiesa è molto significativa.
San Michele, antica parrocchiale medievale, domina il
territorio dall' esterno dell' abitato.
San Rocco si trova invece tra le case.
I due edifici rappresentano quindi due differenti
momenti della storia religiosa di Vallico Sopra.
San Michele racconta il Medioevo.
San Rocco racconta invece la società del Seicento,
segnata dalle epidemie e dalle forme di devozione popolare.
Terra di confine
La storia di Vallico Sopra fu profondamente
influenzata dalla posizione geografica.
Nel Medioevo il territorio apparteneva all' area
politica controllata da
Lucca
.
Nel corso del Quattrocento, però, gran parte della
Garfagnana passò sotto il dominio degli
Este
.
La valle si trovò così vicina a una delle linee di
confine più delicate della regione.
Da una parte esistevano territori lucchesi.
Dall' altra si estendeva la Garfagnana estense.
Tra Lucca e gli Este
Nel
1451
un
accordo tra Borso d' Este e Lucca cercò di definire più chiaramente i
confini.
Le tensioni, però, non scomparvero completamente.
Per secoli la Garfagnana rimase un mosaico di
territori appartenenti a stati differenti.
Vallico Sopra e le comunità vicine furono coinvolte
nelle vicende di questa frontiera.
Le fortificazioni dei paesi non erano quindi
semplicemente un' eredità medievale.
Continuavano ad avere un significato concreto in un
territorio nel quale le tensioni politiche potevano trasformarsi
rapidamente in incursioni e scontri.
Le guerre di confine
Tra Cinquecento e Seicento la zona di Vallico fu
coinvolta ripetutamente nelle
guerre e
tensioni di confine
tra Lucca e la Garfagnana estense.
Per gli abitanti dei piccoli paesi questi conflitti
significavano molto più delle grandi decisioni diplomatiche.
Potevano comportare requisizioni, passaggi di soldati,
distruzioni e difficoltà nel coltivare i terreni.
La struttura fortificata del borgo deve essere letta
anche all' interno di questo contesto.
Gli statuti
L' esistenza di una comunità organizzata è confermata
anche dalla documentazione archivistica.
L' Archivio di Stato di Modena conserva infatti
statuti di Vallico Sopra risalenti al
XVII secolo
.
Gli statuti regolavano numerosi aspetti della vita
collettiva.
Stabilivano diritti e obblighi degli abitanti e
potevano occuparsi dell' uso dei boschi, delle strade, delle acque, dei
pascoli e dei beni comuni.
Per una comunità montana erano quindi uno strumento
fondamentale di autogoverno.
I castagneti
Per secoli il
castagno
fu una delle principali risorse di Vallico Sopra.
Non è casuale che San Michele sia ancora oggi immersa
in un bosco di castagni.
In passato queste selve erano intensamente curate.
Le castagne venivano raccolte in autunno e
successivamente essiccate nei metati.
Una volta secche potevano essere macinate e
trasformate in farina.
La farina di castagne rappresentava uno degli alimenti
fondamentali della popolazione montana.
I metati
I
metati
erano piccoli edifici destinati all' essiccazione delle castagne.
Al piano superiore venivano distribuiti i frutti.
Al piano inferiore ardeva lentamente un fuoco che
doveva essere mantenuto per settimane.
Il procedimento richiedeva attenzione e conoscenza.
Dopo l' essiccazione le castagne potevano essere pulite
e portate al mulino.
La produzione della farina coinvolgeva quindi l' intera
comunità e scandiva una parte importante dell' autunno.
Agricoltura e allevamento
Accanto ai castagneti esistevano campi, orti, prati e
pascoli.
Le famiglie praticavano un' agricoltura destinata
principalmente all' autoconsumo.
L' allevamento forniva latte, formaggi, carne e animali
da lavoro.
Ogni parte del territorio veniva sfruttata.
Anche i terreni più difficili potevano essere
sistemati attraverso muri a secco e piccoli terrazzamenti.
Il paesaggio era quindi molto più aperto rispetto a
quello attuale.
La strada verso San Luigi
Da Vallico Sopra proseguiva un importante percorso
montano in direzione del
Valico di San
Luigi
.
Per secoli questi collegamenti furono semplici
sentieri o mulattiere.
Venivano utilizzati da pastori, contadini, carbonai e
commercianti.
Attraverso i valichi era possibile raggiungere
pascoli, boschi e comunità situate sull' altro versante.
La posizione del paese permetteva quindi di
controllare e utilizzare una rete di percorsi montani molto più ampia.
Le mulattiere
Le antiche
mulattiere
rappresentavano le vere strade della Garfagnana.
Erano percorse quotidianamente a piedi e con animali
da soma.
Una di queste collega ancora il borgo alla Chiesa di
San Michele.
I muretti realizzati con lastre di pietra che
accompagnano il percorso ricordano il lavoro necessario per mantenere
praticabili queste vie.
Oggi vengono utilizzate soprattutto dagli
escursionisti.
Un tempo erano infrastrutture essenziali.
Il terremoto del 1920
Il
7 settembre 1920
un violentissimo terremoto colpì Garfagnana e Lunigiana.
La valle di Vallico fu interessata in maniera
significativa.
Le fonti storiche documentano gravi danni nella vicina
Vallico Sotto, dove molte abitazioni divennero inagibili e crollarono le
volte della chiesa.
Anche per le altre comunità della valle furono giorni
di paura.
Il terremoto del 1920 rimase uno degli eventi più
drammatici nella memoria della Garfagnana del Novecento.
La Seconda guerra mondiale
Una nuova fase difficile arrivò durante la
Seconda guerra mondiale
.
Nel 1944 la zona di Vallico si trovò coinvolta nelle
vicende del fronte della
Linea Gotica
.
Occupazione militare, bombardamenti e requisizioni
entrarono nella memoria delle comunità locali.
Gli antichi sentieri della montagna tornarono ad
assumere un' importanza particolare.
Permettevano di spostarsi lontano dalle strade
principali e collegavano paesi, boschi e valichi.
Dal Comune di Trassilico a Fabbriche
di Vallico
Per lungo tempo Vallico Sopra appartenne
amministrativamente al
Comune di
Trassilico
.
Questo comune comprendeva anche Vallico Sotto,
Gragliana e Fabbriche di Vallico.
La situazione cambiò nel secondo dopoguerra.
Nel
1947
il
Comune di Trassilico venne soppresso.
Vallico Sopra, Vallico Sotto, Gragliana e Fabbriche
formarono il nuovo Comune di
Fabbriche
di Vallico
, mentre Trassilico passò successivamente nel
territorio di Gallicano.
Fabbriche di Vergemoli
Un' altra importante trasformazione amministrativa è
molto più recente.
Il
1º gennaio 2014
gli ex comuni di Fabbriche di Vallico e Vergemoli vennero uniti.
Nacque così l' attuale
Comune di Fabbriche di Vergemoli
.
Vallico Sopra divenne una delle frazioni del nuovo
comune.
È l' ultimo capitolo di una storia amministrativa
complessa, caratteristica di un territorio che per secoli è stato diviso
tra comunità, vicarie e stati differenti.
Lo spopolamento della montagna
Nel corso del Novecento Vallico Sopra fu interessato
dal progressivo
spopolamento
comune a gran parte dei borghi montani della Garfagnana.
Fino alla metà del secolo il paese contava ancora
alcune centinaia di abitanti.
Agricoltura, castagneti, allevamento e lavoro nei
boschi occupavano una parte consistente della popolazione.
Con il secondo dopoguerra le condizioni economiche
cambiarono rapidamente.
Molte persone si trasferirono verso il fondovalle,
Lucca e le città industriali.
Il ritorno del bosco
La diminuzione della popolazione modificò
profondamente anche il paesaggio.
Molti campi non furono più coltivati.
I prati non vennero più falciati con la stessa
regolarità.
Alcuni castagneti furono progressivamente abbandonati.
Il bosco riconquistò così superfici che per secoli
erano state mantenute aperte dall' attività dell' uomo.
Il paesaggio verde che oggi circonda Vallico Sopra è
quindi anche il risultato delle trasformazioni economiche avvenute nel
Novecento.
Vallico Sopra oggi
Oggi
Vallico Sopra
conserva ancora gran parte del fascino del piccolo borgo medievale.
Le abitazioni in pietra seguono il pendio.
Portali e davanzali in arenaria ricordano l' antica
abilità degli scalpellini.
Vicoli, arcate e passaggi coperti conservano la
struttura del paese storico.
Poco fuori dall' abitato, San Michele continua a
dominare la valle dal suo bosco di castagni.
Nel centro del paese San Rocco conserva invece la
memoria della devozione popolare del Seicento.
Due chiese, due anime del paese
Per comprendere Vallico Sopra basta forse osservare le
sue
due chiese
.
San Michele è antica, romanica, isolata sulla
montagna.
Ricorda il Medioevo, la Pieve di Gallicano, le torri
di avvistamento e le prime comunità della valle.
San Rocco è più piccola e si trova tra le case.
Ricorda invece la paura delle epidemie, i voti
collettivi e la religiosità popolare dell' età moderna.
Insieme raccontano quasi mille anni di storia.
Un borgo da riscoprire
Visitare Vallico Sopra significa entrare in una
Garfagnana fatta soprattutto di pietra, castagni e antiche strade.
La storia non è concentrata in un unico monumento.
È distribuita nell' intero paese.
È nelle arcate che attraversano i vicoli.
Nei resti delle fortificazioni.
Nella mulattiera che sale verso San Michele.
Nei castagneti.
Nelle chiese.
E nella posizione stessa del borgo, sospeso sopra la
valle della Turrite Cava.
Vallico Sopra conserva così l' identità di una
piccola comunità medievale di montagna
,
cresciuta tra confini contesi, boschi e antichi percorsi e capace di
tramandare fino a oggi alcune delle testimonianze più suggestive della
storia della Garfagnana. |