Veppo – Storia e cultura locale
Veppo è uno dei centri storici più importanti
del territorio di Rocchetta di Vara. A differenza di altri borghi della
zona, il nome non indica un unico nucleo abitato, ma un insieme di
quattro località distinte: Piazza,
Montale, Serra e Castello.
La storia di Veppo è molto antica. Le testimonianze
archeologiche riportano la presenza dell'uomo almeno all'età del Bronzo,
mentre nel Medioevo il territorio entrò nel sistema politico della
Lunigiana e della Val di Vara, passando dagli Obertenghi agli Estensi e
successivamente ai Malaspina. Nei secoli successivi Veppo fu coinvolto
nelle vicende dei Fieschi e dei Doria, fino al ritorno sotto i Malaspina
e alla successiva fine del sistema feudale.
Ancora oggi la storia del paese è leggibile nella
presenza dell'antico oratorio di Bocchignola, nella chiesa di San
Michele Arcangelo, nel nucleo fortificato del Castello e nelle
architetture signorili di Piazza.
Le origini più antiche: il castellaro
della SelvaLa presenza dell'uomo nel territorio di Veppo è
documentata fin dalla preistoria.
In località La Selva,
sulla sommità del colle oggi conosciuto anche come Castrovecchio, è
stato individuato un antico insediamento fortificato, noto come
Castellaro di Veppo.
Le indagini archeologiche hanno restituito materiali
ceramici attribuiti al Bronzo Finale.
Il sito si trova su un'altura naturalmente difendibile ed è stato messo
in relazione con gli antichi percorsi di crinale utilizzati per gli
spostamenti e per la transumanza tra la Liguria orientale, la Toscana
settentrionale e l'Emilia occidentale.
La presenza del castellaro dimostra quindi che il
territorio di Veppo era già frequentato e organizzato molto prima della
nascita dell'attuale abitato.
Il sito della Selva rappresenta una delle
testimonianze più importanti della fase protostorica dell'Alta Val di
Vara e permette di inserire la storia di Veppo in un quadro più ampio,
nel quale le comunità dell'età del Bronzo sfruttavano i crinali come vie
di comunicazione e come luoghi favorevoli all'insediamento.
La tradizione di BocchignolaAccanto alla documentazione archeologica esistono
anche tradizioni molto più tarde che raccontano le origini religiose di
Veppo.
L'antico centro di
Bocchignola è ricordato nei documenti già nel XIII secolo. Il
Comune segnala infatti prime notizie dell'oratorio nel
1261, mentre la storia
comunale lo considera di origine ancora più antica.
Secondo una tradizione locale, la chiesa sarebbe sorta
sul luogo di un precedente tempio
pagano. Questa interpretazione non può essere considerata un
dato storico accertato, ma appartiene alla memoria tradizionale del
territorio.
Anche la leggenda delle misteriose donne che si
sarebbero riunite sulle pendici della Selva per danze notturne alla luce
delle fiaccole viene collegata dal Comune alla possibile memoria di
antichi culti. Si tratta naturalmente di una tradizione folklorica, non
di una testimonianza documentaria di riti preromani.
Bocchignola, il centro religioso più
anticoPer molti secoli
Bocchignola rappresentò il principale riferimento religioso del
territorio.
L'antica chiesa era infatti la sede della pieve dalla
quale dipendeva la comunità di Veppo e alla quale facevano riferimento
anche altri insediamenti vicini.
La sua importanza era tale che nella chiesa venivano
sepolti non soltanto gli abitanti di Veppo, ma anche persone provenienti
dalle località circostanti e, secondo la ricostruzione storica del
Comune, persino da Zeri e Rossano.
Bocchignola rappresentava quindi molto più di una
semplice cappella: era un centro religioso attorno al quale si
organizzava una parte significativa della vita delle comunità della
zona.
Veppo nel MedioevoNel Medioevo Veppo era compreso nel territorio di
Calice e Madrignano.
La sovranità su queste terre apparteneva inizialmente
ai marchesi Obertenghi, dai
quali passò per successione agli
Estensi. Contemporaneamente, i vescovi di Luni possedevano
vaste proprietà nella zona.
Nel XIII secolo gli Estensi cedettero i propri diritti
ai Malaspina, che
progressivamente rafforzarono la propria presenza nel territorio.
La storia medievale di Veppo si inserisce così nella
complessa vicenda della Lunigiana storica, caratterizzata dalla
sovrapposizione di poteri signorili ed ecclesiastici e dalla presenza di
grandi famiglie feudali.
Veppo tra Fieschi, Doria e MalaspinaNel corso del Quattrocento il territorio di Calice e
Veppo attraversò una nuova fase politica.
Nel 1416
Veppo passò ai Fieschi, una
delle più importanti famiglie aristocratiche genovesi. Successivamente,
dopo la caduta dei Fieschi, il territorio passò ai
Doria nel
1547.
Questa fase riflette i profondi cambiamenti politici
che interessarono la Liguria e la Lunigiana nel corso del Rinascimento,
quando la crescente influenza della Repubblica di Genova entrò in
rapporto con i possedimenti delle antiche famiglie feudali.
Nel 1710
Calice e Veppo tornarono ai Malaspina.
La loro signoria ebbe però breve durata. Nel
1771 Carlo Moroello Malaspina,
per necessità economiche, fu costretto a vendere i propri possedimenti
al granduca di Toscana Pietro Leopoldo.
Il CastelloUno dei quattro nuclei di Veppo è quello chiamato
Castello.
Il Comune lo definisce un luogo
anticamente fortificato, a
testimonianza dell'esistenza di una struttura difensiva legata alla
storia del territorio.
Non disponiamo però di una documentazione
sufficientemente ampia per ricostruire con precisione la forma
originaria della fortificazione, la sua data esatta di costruzione o
tutte le fasi della sua trasformazione.
È quindi più corretto considerare il Castello come una
testimonianza della funzione strategica assunta dal territorio di Veppo,
senza attribuirgli caratteristiche architettoniche non documentate.
La stessa suddivisione dell'abitato in quattro nuclei: Piazza, Montale, Serra e Castello, testimonia una storia insediativa diversa da quella dei borghi
costruiti attorno a un unico centro compatto.
La nascita della parrocchia di VeppoLa storia religiosa di Veppo cambiò profondamente nel
Seicento.
Nel 1618 la
parrocchia di Bocchignola venne divisa in due nuove parrocchie:
Borseda e Veppo.
Dopo lo smembramento del territorio di Borseda, gli
abitanti di Veppo decisero di trasferire la sede parrocchiale
direttamente nel centro del paese.
La nuova sede venne individuata nella chiesa di
San Michele Arcangelo. Il
trasferimento non fu quindi la semplice costruzione di una nuova
parrocchia, ma il risultato di una trasformazione dell'antica
organizzazione ecclesiastica.
Il primo rettore,
Niccolò Andreoni di Terruggiara di Calice, giunse a Veppo il
19 maggio 1643. Da quel
momento San Michele divenne il principale edificio religioso della
comunità.
La chiesa di San Michele ArcangeloLa chiesa parrocchiale di
San Michele Arcangelo
appartiene alla fase storica nella quale il centro religioso di Veppo si
spostò da Bocchignola all'abitato.
La costruzione e le successive trasformazioni
dell'edificio devono quindi essere considerate nel quadro della
riorganizzazione ecclesiastica del Seicento e del Settecento.
La chiesa conserva nella sua stessa storia il
passaggio da una struttura religiosa di carattere territoriale,
concentrata nell'antica pieve di Bocchignola, a una parrocchia
maggiormente legata al centro abitato di Veppo.
È un cambiamento che riflette anche l'evoluzione della
comunità: il paese aveva ormai assunto una propria identità civile e
religiosa distinta.
La Via dei MortiTra le testimonianze della storia culturale di Veppo
merita attenzione anche la cosiddetta
Via dei Morti, antico percorso che parte da Bocchignola e
conduce verso lo Zerasco.
Il nome stesso conserva la memoria della sua funzione
legata agli spostamenti delle comunità e alle pratiche funerarie.
Il percorso testimonia inoltre gli antichi rapporti
tra Veppo e la Lunigiana orientale. Prima della costruzione delle
moderne strade, i collegamenti tra i paesi avvenivano attraverso una
rete di sentieri e mulattiere che permetteva di raggiungere anche
località appartenenti ad altri territori amministrativi.
Bocchignola rappresentava quindi un punto di
riferimento non soltanto religioso, ma anche nella rete degli antichi
collegamenti tra Val di Vara e Lunigiana.
Palazzo Zanelli-ZucchiniAlla storia più recente di Veppo appartiene il
Palazzo dei conti Zanelli-Zucchini,
uno degli edifici signorili più importanti del territorio comunale.
Il complesso si sviluppò tra il
Settecento e l'Ottocento e
testimonia l'affermazione di una famiglia di notabili all'interno della
comunità.
L'edificio presenta due corpi principali: quello più
basso e antico, risalente al Settecento, e quello più alto, aggiunto
nella prima metà dell'Ottocento su progetto dell'architetto
Tommaso Malaspina.
Particolarmente significativo è il monumentale scalone
neoclassico, realizzato nel punto di collegamento tra i due corpi
dell'edificio e caratterizzato da colonne in pietra dal fusto
monolitico.
Anche il giardino, realizzato a partire dal
Settecento, fa parte della storia della residenza.
Il palazzo rappresenta quindi una fase diversa da
quella medievale e feudale: quella di una società nella quale le
famiglie locali più importanti costruivano residenze signorili capaci di
esprimere il proprio prestigio sociale e culturale.
I quattro nuclei di VeppoUna caratteristica fondamentale della storia locale è
la struttura stessa dell'abitato.
Veppo non è infatti un borgo unico, ma comprende
quattro nuclei distinti:
Piazza,
legata al centro della comunità;
Montale;
Serra,
nei pressi dell'antico insediamento della Selva;
Castello,
il nucleo più appartato e legato alla memoria della fortificazione.
Questa articolazione testimonia una storia insediativa
complessa, sviluppatasi in relazione alla morfologia del territorio,
alle esigenze difensive e alla presenza delle principali strutture
religiose e civili.
Le architetture tradizionali, con case in pietra,
archi, volte, cantine e stretti passaggi, costituiscono la parte
materiale di questa storia.
Veppo e la fine dell'età feudaleLa vendita dei territori di Calice e Veppo al granduca
di Toscana nel 1771 segnò
l'ultima fase della loro storia feudale.
Le trasformazioni politiche seguite alla Rivoluzione
francese portarono alla soppressione degli antichi feudi e alla
riorganizzazione amministrativa della Lunigiana.
Dopo la parentesi napoleonica e il Congresso di
Vienna, il territorio entrò negli assetti territoriali degli Stati
restaurati e, con l'Unità d'Italia, nella
provincia di Massa Carrara.
Veppo rimase legato amministrativamente a
Calice al Cornoviglio fino al
Novecento.
Il cambiamento decisivo arrivò il
2 febbraio 1923, quando venne
istituita la provincia della Spezia. In quella occasione Veppo fu
aggregato al Comune di Rocchetta di
Vara, entrando così definitivamente nell'attuale assetto
amministrativo.
La memoria del NovecentoAnche la storia contemporanea ha lasciato tracce nella
memoria di Veppo.
Il monumento ai
caduti della Prima guerra mondiale, collocato in via della
Chiesa, conserva i nomi degli abitanti del paese morti nella guerra del
1915-1918.
L'opera, realizzata nei primi decenni del Novecento, è
un monumento a obelisco sormontato dalla figura della Vittoria alata. La
lapide ricorda numerosi uomini di Veppo e porta la data
1924.
Il monumento rappresenta una testimonianza della
memoria collettiva della comunità nel periodo successivo alla Grande
Guerra e completa, con una traccia del Novecento, la lunga successione
di testimonianze storiche che caratterizza il paese.
Veppo nella memoria della Val di VaraLa storia di Veppo è particolarmente ricca perché
conserva testimonianze appartenenti a epoche molto diverse.
Il Castellaro della
Selva riporta alla protostoria e alle comunità dell'età del
Bronzo; Bocchignola racconta la lunga storia religiosa medievale; il
Castello conserva la memoria dell'antica funzione difensiva; San Michele
testimonia la riorganizzazione della comunità nel Seicento; Palazzo
Zanelli-Zucchini rappresenta invece la cultura delle famiglie notabili
tra Settecento e Ottocento.
A tutto questo si aggiunge la complessa vicenda
politica che ha portato Veppo sotto Obertenghi, Estensi, Malaspina,
Fieschi e Doria, fino alla definitiva trasformazione amministrativa del
Novecento.
Veppo è quindi un luogo nel quale la storia non
è concentrata in un solo monumento. È distribuita tra
archeologia, edifici religiosi,
fortificazioni, palazzi signorili, antichi percorsi e memoria della
comunità.
Proprio questa stratificazione rende Veppo una delle
località più significative per comprendere la storia di Rocchetta di
Vara e, più in generale, quella della Val di Vara e della Lunigiana
storica.
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