Vergemoli - Fabbriche di Vergemoli

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Vergemoli

Ex Municipio

Ex Municipio

Verso il paese

Verso il paese

Il campetto

Cartelli

In paese

In paese

Palazzo Roni

Palazzo Roni

Fontana

Fontana

Passaggio

In paese

Testa in pietra

Testa in pietra

In paese

In paese

In paese

Case

Case

Verso la Chiesa

Chiesa dei SS Quirico e Giulitta

La torre campanaria

L'orologio

La torre campanaria

Nella facciata della Chiesa

Nella facciata della Chiesa

Nella facciata della Chiesa

Fontana

La Chiesa

Statua nella facciata

Antico portale

Antico portale

Passaggio

Case

Passaggio

Passaggio

Passaggio

In paese

Passaggio

Fontana

Fontana

In paese

Casa vecchia

Iscrizione

In paese

In paese

In paese

In paese

Via per i campi

La torre campanaria

Pietra di antico portale

Fregio su una casa

Casupole

Case

Fiori di un vaso

In paese

Oratorio di S.Antonio

Oratorio di S.Antonio

Interno all'Oratorio

Interno

Interno

Interno

Portale

L'Oratorio

Il chiosco

Sull'Oratorio

Torre campanaria

Vergemoli visto da Trassilico

Vista da Trassilico

Vergemoli

Grotta del Vento

Verso la Grotta del Vento

Biglietteria /Souvenir/Bar

La Gotta del Vento

Entrata alla Grotta del Vento

Case nella località

Case nella località

Informazioni storiche, culturali della località.

Vergemoli: storia, chiese e tradizioni di un antico borgo della Garfagnana

Vergemoli è un antico borgo della Garfagnana, oggi compreso nel Comune di Fabbriche di Vergemoli , in provincia di Lucca. Il paese sorge a oltre 620 metri di altitudine , in un territorio dominato dalle Alpi Apuane e in particolare dal grande gruppo delle Panie. Boschi, torrenti, grotte, antichi sentieri e montagne caratterizzano un ambiente nel quale la presenza dell'uomo ha origini molto lontane. Fino al 2013 Vergemoli fu inoltre un comune autonomo , tra i più piccoli della Toscana. La sua storia è strettamente legata alle vicende politiche della Garfagnana: dai rapporti medievali con la Chiesa di Lucca e con i nobili Porcaresi fino al lungo periodo trascorso sotto gli Este. Nel centro del paese, case in pietra, vicoli e antichi edifici religiosi conservano ancora la memoria di questa lunga storia.

Le antiche origini

Le origini dell'insediamento sono molto antiche. La tradizione storica locale ha ipotizzato frequentazioni del territorio già in epoca etrusca, anche se per ricostruire con sicurezza la storia del borgo è necessario affidarsi alla documentazione medievale. La montagna offriva infatti risorse importanti: acqua, legname, pascoli e terreni utilizzabili per piccole coltivazioni. Inoltre, attraverso sentieri e valichi, era possibile comunicare con le altre comunità della Garfagnana e con il versante delle Alpi Apuane rivolto verso la Versilia.

Vergemoli nell'anno 996

Una delle date fondamentali nella storia del paese è il 996 . Un documento relativo a un allivellamento di beni ecclesiastici permette infatti di stabilire con certezza l'esistenza di Vergemoli già alla fine del X secolo. Il territorio faceva parte di quel complesso sistema di proprietà appartenenti alla Chiesa di Lucca che venivano affidate a famiglie nobili e signorili locali. Vergemoli ha quindi una storia documentata di oltre mille anni.

L'origine del nome

L'etimologia di Vergemoli è ancora discussa. Una delle interpretazioni più suggestive propone una derivazione da Vallis Gemina , cioè “valle gemella”. L'ipotesi sarebbe legata alla particolare posizione geografica del paese, collocato sullo spartiacque tra due vallate. Un'altra interpretazione fa invece derivare il nome da virga , nel significato di piccolo piantonaio. Una terza proposta collega il toponimo alla posizione elevata e alla presenza di mulini, interpretandolo come una sorta di “molino alto”. Non esiste quindi un'etimologia definitivamente accertata. Le diverse interpretazioni testimoniano però quanto il nome del paese abbia attirato l'attenzione degli studiosi locali.

I Porcaresi

Nel Medioevo Vergemoli entrò nell'area d'influenza dei nobili Porcaresi , una delle famiglie feudali più importanti della Garfagnana e della Lucchesia. I Porcaresi possedevano castelli, terre e diritti in numerose località. Il loro potere si sviluppò in una fase nella quale l'autorità dei grandi centri urbani non riusciva ancora a controllare completamente le vallate montane. Con il rafforzamento di Lucca, però, gli equilibri iniziarono a cambiare. Progressivamente molte delle antiche signorie locali persero la propria autonomia.

Vergemoli e Lucca

Nel corso del Duecento anche Vergemoli entrò sempre più stabilmente nell'orbita politica di Lucca . Il territorio venne inserito nel sistema amministrativo lucchese insieme ad altre comunità della Garfagnana. Per gli abitanti significava appartenere a uno stato che cercava di controllare strade, boschi, risorse e comunità della valle. La distanza dalla città non impediva infatti a Lucca di considerare strategiche queste montagne. I collegamenti con la Versilia e la presenza di risorse naturali rendevano il territorio particolarmente importante.

La Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta

Il principale monumento religioso di Vergemoli è la Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta Martiri . Le sue origini sono molto antiche. L'esistenza di un edificio di culto nel paese viene fatta risalire già al X secolo. Una testimonianza sicura compare nell' Estimo della Diocesi di Lucca del 1260 , dove è ricordata la chiesa di San Quirico di Vergemoli. All'epoca l'edificio apparteneva alla circoscrizione ecclesiastica della Pieve di Gallicano.

Una chiesa romanica trasformata nei secoli

La chiesa possedeva originariamente caratteristiche romaniche . Nel corso dei secoli, però, venne più volte modificata. Questo processo è comune a molte antiche chiese della Garfagnana. L'aumento della popolazione, i cambiamenti liturgici e il mutare del gusto artistico rendevano necessari ampliamenti e restauri. L'edificio attuale è quindi il risultato di numerose fasi costruttive sovrapposte. Dietro le trasformazioni moderne rimane comunque l'origine medievale della chiesa.

La visita pastorale del Quattrocento

Verso la fine del XV secolo le condizioni dell'edificio non erano buone. Una visita pastorale segnalò la necessità di intervenire sulla chiesa. Vennero quindi effettuati lavori che interessarono la struttura e la decorazione. È una testimonianza interessante perché dimostra la continuità di utilizzo dell'edificio. San Quirico non era una piccola cappella marginale. Era già da secoli il principale centro religioso della comunità.

La Madonna del 1514

Tra le opere più preziose conservate nella chiesa si trova una Madonna con il Bambino in legno , datata 1514 . La statua costituisce una delle testimonianze artistiche più significative del patrimonio religioso di Vergemoli. La presenza di opere di questo livello dimostra che anche un piccolo paese montano poteva partecipare alla cultura artistica che interessava Lucca e la Garfagnana durante il Rinascimento. L'arte religiosa aveva infatti un'importanza centrale nella vita delle comunità.

Il grande intervento del Seicento

Uno dei momenti più importanti nella storia dell'edificio arrivò nel Seicento . La visita pastorale del vescovo di Lucca del 1638 diede indicazioni per un profondo rinnovamento della chiesa. Gli interventi modificarono sensibilmente l'edificio medievale. Anche i portali e l'organizzazione interna furono interessati dalle trasformazioni. La chiesa assunse progressivamente l'aspetto a tre navate , scandite da colonne con capitelli ionici, che ancora oggi caratterizza l'interno.

Gli ampliamenti del Settecento

I lavori proseguirono anche nel secolo successivo. All'inizio del Settecento la chiesa venne ulteriormente ampliata e trasformata. Anche il campanile fu interessato dagli interventi. La struttura medievale continuava quindi ad adattarsi alle esigenze di una comunità che aveva ormai raggiunto una propria stabilità. Le diverse fasi architettoniche rendono oggi San Quirico e Giulitta una sorta di documento costruito della storia di Vergemoli.

Santi Quirico e Giulitta

La chiesa è dedicata ai Santi Quirico e Giulitta , madre e figlio venerati come martiri dalla tradizione cristiana. Il loro culto ha origini molto antiche. Nell'Estimo del 1260 l'edificio compare soltanto con la dedicazione a San Quirico . Non è invece chiaro quando venne aggiunto ufficialmente anche il nome di Santa Giulitta. Oggi i due santi rappresentano insieme il principale riferimento religioso della comunità.

La festa patronale

La ricorrenza liturgica dei Santi Quirico e Giulitta cade il 16 giugno , mentre la tradizione locale della parrocchia conserva anche la celebrazione del 16 luglio . Come negli altri paesi della Garfagnana, la festa patronale rappresentava un momento particolarmente importante. Era un'occasione religiosa, ma anche sociale. Le famiglie si incontravano e chi viveva lontano dal paese poteva approfittare della festa per tornare nella comunità d'origine.

Il pulpito

All'interno della parrocchiale si conserva anche un importante pulpito ligneo . L'opera proviene dalla Chiesa del Suffragio di Castelnuovo di Garfagnana. La sua presenza dimostra come arredi e opere religiose potessero essere trasferiti da una chiesa all'altra, continuando così ad avere una funzione anche dopo le trasformazioni o la dismissione degli edifici originari. Insieme alla Madonna lignea del 1514, il pulpito rappresenta uno degli elementi artistici più interessanti della chiesa.

La Fontana Bernarda

Ai piedi della parrocchiale si trova uno degli elementi più curiosi di Vergemoli: la Fontana Bernarda . È una fontana in pietra ricostruita utilizzando elementi appartenenti a una fonte più antica. Sulla struttura compare una caratteristica figura femminile scolpita. Le fontane avevano un ruolo fondamentale nella vita dei borghi. Prima dell'arrivo dell'acqua corrente nelle abitazioni erano luoghi frequentati quotidianamente. Servivano per approvvigionarsi d'acqua, ma diventavano anche punti d'incontro e di socialità.

L'Oratorio di Sant'Antonio

Nella parte occidentale e più alta dell'abitato sorge l' Oratorio di Sant'Antonio da Padova . Il luogo è circondato dal bosco e occupa una posizione particolarmente panoramica. La tradizione gli attribuisce origini molto antiche e lo collega a una precedente struttura destinata all'accoglienza dei viandanti. La documentazione più sicura sull'oratorio è però settecentesca. Una bolla vescovile dell' agosto 1724 ne regolamentava infatti l'apertura al culto e i rapporti con la parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta.

Un rifugio per i viandanti

Secondo la tradizione locale, nell'area dell'attuale Sant'Antonio sarebbe esistito un luogo utilizzato come dormitorio e rifugio per i viandanti . La notizia è particolarmente interessante perché ricorda il ruolo delle antiche strade montane. Chi attraversava la Garfagnana non disponeva di automobili, alberghi o strade moderne. Il viaggio poteva durare giorni. Strutture di accoglienza, ospitali e ricoveri rappresentavano quindi punti fondamentali lungo i percorsi.

Le mulattiere

Vergemoli era collegato agli altri paesi attraverso una rete di mulattiere e sentieri . Questi percorsi conducevano verso Calomini, Fornovolasco, Campolemisi e le altre comunità della montagna. Altri itinerari permettevano di raggiungere pascoli, boschi e valichi delle Alpi Apuane. Le mulattiere erano percorse da contadini, pastori, commercianti, carbonai e animali da soma. Per secoli furono le vere strade del territorio.

Il passaggio agli Este

Il Quattrocento rappresentò una svolta decisiva. Dopo la crisi politica della Signoria di Paolo Guinigi a Lucca, numerose comunità della Garfagnana cercarono la protezione degli Este di Ferrara . Anche Vergemoli entrò progressivamente nell'orbita estense. La sistemazione territoriale della metà del Quattrocento inserì il paese nella Garfagnana estense , all'interno della Vicaria di Trassilico. Da quel momento la storia di Vergemoli rimase legata per secoli al Ducato estense.

La Vicaria di Trassilico

La Vicaria di Trassilico costituiva uno dei principali distretti amministrativi della Garfagnana estense. Vergemoli ne faceva parte insieme ad altre comunità della zona. Trassilico ospitava funzionari e strutture amministrative incaricate di rappresentare il potere ducale. Per gli abitanti di Vergemoli il cambiamento significò quindi passare dalla sfera lucchese a quella degli Este. La vicinanza con territori appartenenti ad altri stati continuò però a rendere la zona una vera terra di confine.

Una Garfagnana divisa

Per secoli la Garfagnana non costituì un territorio politicamente unitario. Accanto alle comunità estensi esistevano paesi appartenenti alla Repubblica di Lucca e territori collegati alla Toscana. I confini attraversavano montagne, boschi e vallate. Questa frammentazione influenzava la vita quotidiana. Merci, persone e animali potevano attraversare frontiere sottoposte a differenti regole e sistemi fiscali. Anche il contrabbando rappresentava inevitabilmente una realtà delle zone di confine.

Ludovico Ariosto e la Garfagnana

Tra il 1522 e il 1525 la Garfagnana estense ebbe come commissario ducale Ludovico Ariosto . Il celebre autore dell'Orlando Furioso dovette affrontare problemi molto concreti: rivalità tra comunità, banditismo, famiglie potenti, difficoltà delle comunicazioni e controllo di un territorio montano estremamente complesso. Vergemoli faceva parte di quella Garfagnana governata dagli Este che Ariosto cercò faticosamente di amministrare. La sua esperienza permette di comprendere quanto difficile fosse controllare queste vallate nel Cinquecento.

Le risorse della montagna

L'economia di Vergemoli dipendeva soprattutto dal territorio. Agricoltura, allevamento e sfruttamento dei boschi garantivano le principali risorse. La quantità di terreno pianeggiante era limitata. Ogni superficie coltivabile doveva quindi essere utilizzata con attenzione. Orti, piccoli campi, prati e pascoli circondavano il paese. Il bosco completava questo sistema economico.

Il castagno

Come in gran parte della Garfagnana, il castagno fu per secoli una delle risorse più importanti. Le castagne venivano raccolte in autunno e portate nei metati. Dopo una lunga essiccazione potevano essere pulite e trasformate in farina. La farina di castagne si conservava per molti mesi. Era quindi fondamentale per affrontare l'inverno. Con essa si preparavano polente, necci e numerose altre pietanze della cucina montana.

I metati

I metati erano piccoli edifici destinati all'essiccazione delle castagne. Al piano superiore venivano sistemati i frutti. Al piano inferiore ardeva lentamente un fuoco. Il procedimento richiedeva settimane e doveva essere controllato con grande attenzione. Il periodo dell'essiccazione rappresentava un momento importante della vita comunitaria. La raccolta delle castagne coinvolgeva infatti intere famiglie.

I mulini

Una delle ipotesi sull'origine stessa del nome Vergemoli richiama la presenza dei mulini . Indipendentemente dalla validità dell'interpretazione etimologica, l'abbondanza di corsi d'acqua favorì effettivamente queste strutture. I mulini permettevano di trasformare castagne e cereali in farina. Prima dell'elettricità, la forza dell'acqua era una delle principali fonti di energia disponibili. I torrenti costituivano quindi una risorsa economica di enorme importanza.

Boschi e carbone

Il bosco forniva anche il materiale necessario per produrre carbone di legna . Il carbone era utilizzato nelle forge e nelle attività metallurgiche. La vicina Fornovolasco possedeva una delle più importanti tradizioni minerarie e siderurgiche della zona. Le diverse comunità della montagna erano quindi inserite in una rete economica nella quale legname, carbone, minerali e prodotti agricoli circolavano continuamente.

Le miniere e il ferro

Il territorio di Vergemoli fu interessato anche dallo sfruttamento delle risorse minerarie . L'area di Fornovolasco divenne particolarmente importante per la presenza di miniere e ferriere. Gli Este investirono nella produzione metallurgica e favorirono l'arrivo di maestranze specializzate. La storia economica dell'antico Comune di Vergemoli non può quindi essere ridotta soltanto all'agricoltura. Accanto a pastori e contadini lavoravano minatori, carbonai e fabbri.

Palazzo Roni

Nel paese si trova anche Palazzo Roni , testimonianza di una famiglia che ebbe un ruolo importante nella storia locale. Il palazzo conserva un caratteristico loggiato e rappresenta una delle architetture civili più significative del borgo. La memoria della famiglia Roni è legata anche alle attività economiche del territorio e alla storia mineraria della zona. La presenza di un edificio signorile di questo tipo ricorda che anche nei piccoli centri montani esistevano famiglie capaci di accumulare ricchezza e prestigio.

L'età napoleonica

La lunga appartenenza agli Este venne interrotta alla fine del Settecento dalle trasformazioni provocate dalla Rivoluzione francese e dall'espansione napoleonica . Nel 1797 la Garfagnana estense venne coinvolta nella nuova organizzazione politica imposta dalle armate francesi. Anche Vergemoli attraversò quindi una fase di profondi cambiamenti amministrativi. Le antiche istituzioni vennero modificate e le leggi napoleoniche interessarono anche le proprietà e le organizzazioni religiose.

La soppressione delle istituzioni religiose

Tra il 1797 e gli anni successivi, le politiche napoleoniche portarono alla soppressione di numerose istituzioni religiose. Anche la Garfagnana fu coinvolta. Per comunità nelle quali confraternite, oratori e proprietà ecclesiastiche avevano avuto per secoli un ruolo centrale, questi provvedimenti rappresentarono un cambiamento significativo. Dopo la caduta di Napoleone il territorio tornò nuovamente nell'orbita estense.

Il ritorno degli Este

Con la Restaurazione del 1815 , Vergemoli tornò sotto il governo degli Este. Questa situazione durò fino alle trasformazioni politiche che portarono all'Unità d'Italia. Per gran parte dell'Ottocento il paese mantenne quindi il proprio carattere di piccola comunità montana. L'agricoltura e il castagno continuarono a essere fondamentali. Le strade erano ancora difficili e gran parte degli spostamenti avveniva lungo gli antichi percorsi.

Il terremoto del 1920

Il 7 settembre 1920 un violentissimo terremoto colpì Garfagnana e Lunigiana. Il sisma interessò anche Vergemoli e le sue frazioni. Gli edifici tradizionali in muratura di pietra erano particolarmente vulnerabili a scosse di questa intensità. Il terremoto rimase uno degli eventi più drammatici nella memoria delle popolazioni della Garfagnana. Negli anni successivi numerosi edifici del territorio dovettero essere riparati o consolidati.

La Seconda guerra mondiale

Una nuova fase difficile arrivò durante la Seconda guerra mondiale . Tra il 1944 e il 1945 le Alpi Apuane e la Garfagnana meridionale si trovarono vicine al fronte della Linea Gotica. Per la popolazione civile significò vivere tra presenza militare, requisizioni, difficoltà negli approvvigionamenti e pericoli legati al conflitto. Gli antichi sentieri di montagna tornarono ad assumere un'importanza fondamentale per gli spostamenti.

Il dopoguerra

Dopo la guerra la vita della montagna iniziò a cambiare rapidamente. Le strade migliorarono. Arrivarono nuovi servizi. I collegamenti con il fondovalle divennero più semplici. Allo stesso tempo, però, le tradizionali attività agricole persero progressivamente importanza. Molti abitanti iniziarono a cercare lavoro lontano dal paese.

Lo spopolamento

Come gran parte della montagna garfagnina, anche Vergemoli fu interessato da un forte spopolamento . Le famiglie si trasferirono verso Castelnuovo di Garfagnana, Lucca, la costa e le aree industriali. Campi e prati vennero progressivamente abbandonati. I castagneti furono curati meno intensamente. Il bosco tornò a occupare superfici che per secoli erano state coltivate. Il paesaggio cambiò insieme alla società.

Il Comune di Vergemoli

Nonostante le piccole dimensioni, Vergemoli mantenne per lungo tempo la propria autonomia comunale . Era uno dei comuni meno popolosi della Toscana. Il territorio comprendeva numerosi piccoli borghi e località, ciascuno con una propria storia: Calomini, Campolemisi, Fornovolasco e San Pellegrinetto , oltre ad altri nuclei sparsi sulla montagna. Questa frammentazione rifletteva l'antico sistema di insediamento della Garfagnana, dove le comunità si sviluppavano vicino a sorgenti, campi, pascoli e vie di comunicazione.

La nascita di Fabbriche di Vergemoli

L'autonomia comunale terminò alla fine del 2013 . Dal 1º gennaio 2014 gli antichi comuni di Vergemoli e Fabbriche di Vallico furono uniti. Nacque così il nuovo Comune di Fabbriche di Vergemoli . Vergemoli perse formalmente il ruolo di comune autonomo ma mantenne naturalmente la propria identità storica. Oggi rappresenta uno dei principali borghi del nuovo territorio comunale.

Le Alpi Apuane

Una parte fondamentale dell'identità di Vergemoli è rappresentata dalle Alpi Apuane . Il paese si trova infatti ai piedi di uno dei settori più spettacolari della catena. Le Panie dominano il paesaggio. Il Monte Forato, con il suo enorme arco naturale, rappresenta una delle forme più riconoscibili della montagna apuana. Per gli abitanti del passato queste montagne erano soprattutto luoghi di lavoro. Oggi sono diventate anche un'importante risorsa escursionistica e naturalistica.

La Grotta del Vento

Nel territorio dell'antico Comune di Vergemoli si trova anche la celebre Grotta del Vento , vicino a Fornovolasco. È una delle cavità carsiche più conosciute delle Alpi Apuane. La sua presenza racconta un altro aspetto fondamentale di queste montagne: il carsismo. L'acqua penetra nel calcare e nel corso di tempi lunghissimi crea gallerie, pozzi, concrezioni e corsi d'acqua sotterranei. Il mondo sotterraneo rappresenta quindi il complemento invisibile del paesaggio osservabile dalla superficie.

L'Eremo di Calomini

Un altro luogo simbolico del territorio è l' Eremo di Calomini , dedicato a Santa Maria ad Martyres. Il santuario è costruito direttamente contro una grande parete rocciosa e alcuni ambienti sfruttano la cavità naturale della montagna. Per secoli fu custodito da eremiti e divenne un importante luogo di devozione mariana. La presenza dell'eremo dimostra ancora una volta il profondo rapporto esistente in questa zona tra spiritualità e paesaggio.

Il Boccabugia

Vergemoli possiede anche una tradizione culturale molto particolare legata alla poesia estemporanea . Il paese è conosciuto per il Boccabugia , manifestazione dedicata alla poesia improvvisata. I partecipanti si confrontano attraverso versi creati sul momento, mantenendo viva una forma di cultura popolare un tempo molto diffusa nelle campagne e nelle montagne della Toscana. La poesia non apparteneva soltanto ai libri. Poteva essere recitata nelle piazze, nelle osterie e durante le feste.

La poesia popolare

La tradizione dei poeti estemporanei era particolarmente radicata nelle comunità rurali. I versi potevano raccontare avvenimenti locali, prendere in giro personaggi del paese, discutere temi politici oppure affrontare argomenti seri con ironia. Il pubblico partecipava direttamente. Il valore della poesia dipendeva anche dalla rapidità con la quale il poeta riusciva a rispondere all'avversario. Il Boccabugia conserva quindi una parte importante della cultura orale della Garfagnana.

Vergemoli oggi

Oggi Vergemoli conserva l'aspetto di un piccolo borgo di montagna. Le case seguono il pendio. I vicoli attraversano l'abitato. La Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta domina il centro storico. Poco distante si trovano la Fontana Bernarda e l'Oratorio di Sant'Antonio. Intorno si estendono boschi, torrenti e montagne. Il silenzio attuale è molto diverso dalla vita che doveva animare il paese quando agricoltori, pastori, carbonai e mulattieri percorrevano quotidianamente queste strade.

Mille anni di storia

Il fascino di Vergemoli deriva soprattutto dalla continuità della sua storia. Un documento del 996 testimonia l'esistenza del paese. Nel 1260 compare la sua chiesa. Nel Medioevo il borgo attraversò le vicende dei Porcaresi e di Lucca. Nel Quattrocento entrò nella Garfagnana degli Este. Attraversò l'età napoleonica, la Restaurazione, l'Unità d'Italia, il terremoto del 1920 e le guerre del Novecento. Infine, nel 2014, la sua lunga storia comunale confluisce nel nuovo Comune di Fabbriche di Vergemoli.

Un borgo da riscoprire

Visitare Vergemoli significa quindi scoprire molto più di un piccolo paese della Garfagnana. Significa attraversare oltre mille anni di storia. La memoria del borgo è conservata nella pietra della Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta. Nella Fontana Bernarda. Nell'Oratorio di Sant'Antonio. Nei castagneti e nelle vecchie mulattiere. Ma è conservata anche nel paesaggio delle Panie, nelle grotte, nei torrenti e nella poesia popolare. Vergemoli racconta così una Garfagnana antica e montanara , cresciuta tra Lucca e gli Este, tra boschi e miniere, tra fede e lavoro quotidiano. Un piccolo paese capace di conservare, ancora oggi, una delle identità più caratteristiche delle montagne ai piedi delle Alpi Apuane.
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