Zum Zeri - Zeri

Foto, storia e informazioni della località

Home Torna alla Lunigina Comune di Zeri Storia-Informazioni Presentazione foto Mappa

Frazioni & Località

Scegli una località dal menu.

Foto - fotografie - Immagini - Paese - Borgo - Frazione - Località (MS= Massa Carrara. Italy)

Zum Zeri

Il piazzale

Cappella Madonna della Neve

Cappella Madonna della Neve

Dall'area per pic-nic

Dall'area per pic-nic

Cartello

Macchina agricola

La pista in estate

Nella località

Nella località

Nella località

In estate

In estate

La pista da sci in estate

Mezzo cingolato

Nel piazzale

Zum Zeri

Passo dei due Santi

Passo dei due Santi

Dal piazzale

In memoria

Cappella

Madonna della Neve

Pista

Il bosco

Madonna della Neve

Madonna della Neve

Madonna della Neve

Dal piazzale

Verso le piste da sci

Verso le piste da sci

La pista da sci all'inizio di primavera

In una giornata piovosa

Punto di ristoro

Zum Zeri

La pista da sci all'inizio di primavera

Punto di ristoro

Locali di ristoro

Pista da sci

Pista da sci

Percorso

Punto di ristoro

Passo dei Due Santi

Passo dei 2 Santi

Madonna della Neve

Madonna della Neve

Iscrizioni indicative

Nella località

Cavalli

Nel bosco

Cavalli

Nella località

Informazioni storiche, culturali della località.

Zum Zeri: la montagna di confine tra neve, pascoli e panorami sul mare

Altitudine: 1.391 m s.l.m. – Passo dei Due Santi. Zum Zeri è la principale località montana e sciistica del Comune di Zeri, nell'Alta Lunigiana. Sorge al Passo dei Due Santi, a 1.391 metri di quota, lungo il crinale appenninico che separa la Toscana dall'Emilia-Romagna e a poca distanza dal territorio ligure. È un luogo profondamente diverso dagli antichi borghi della vallata. Zum Zeri non nasce infatti come paese medievale o come comunità agricola tradizionale. La località turistica è una realizzazione relativamente recente, sviluppatasi soprattutto a partire dagli anni Settanta del Novecento. La montagna sulla quale sorge, però, possiede una storia molto più antica. Prima degli sciatori e degli impianti di risalita, questi crinali erano attraversati da pastori, greggi, boscaioli e viaggiatori. Poco più in basso sorge ancora Formentara, antico villaggio d'alpeggio che testimonia la secolare utilizzazione pastorale dell'alta valle. Zum Zeri rappresenta quindi l'incontro tra due epoche: l'antica montagna del pascolo e della transumanza e la moderna montagna del turismo, dello sci e dell'escursionismo.

Il Passo dei Due Santi

Il cuore di Zum Zeri è il Passo dei Due Santi, situato a 1.391 metri sul livello del mare. Il valico mette in comunicazione il territorio di Zeri con quello di Albareto, in provincia di Parma. Siamo quindi su una vera linea di confine. A sud si aprono le vallate della Lunigiana; verso nord iniziano i rilievi che scendono verso il Parmense, mentre a occidente si trovano le montagne che conducono verso la Liguria. Questa posizione rende il Passo dei Due Santi uno dei luoghi che meglio rappresentano l'identità geografica di Zeri.

Una terra tra tre regioni

Zum Zeri viene spesso descritto come un luogo posto tra Toscana, Liguria ed Emilia-Romagna. Non è soltanto uno slogan turistico. Per secoli gli abitanti di queste montagne hanno avuto rapporti con tutti e tre i versanti dell'Appennino. Le strade seguivano vallate e valichi molto prima della definizione dei moderni confini amministrativi. Pastori, commercianti e lavoratori stagionali attraversavano continuamente i crinali. La cultura di Zeri è nata anche da questi contatti.

Prima di Zum Zeri

Prima della nascita della stazione turistica, l'alta montagna era soprattutto uno spazio di lavoro. I paesi principali si trovavano più in basso, dove le condizioni climatiche permettevano di vivere durante tutto l'anno. Le quote superiori venivano invece utilizzate soprattutto stagionalmente. Boschi, prati e pascoli costituivano una risorsa fondamentale per le famiglie. Durante la bella stagione gli animali potevano essere portati in quota, liberando i prati vicini ai paesi per la produzione del fieno necessario all'inverno.

Formentara

La testimonianza più importante di questa antica organizzazione è il vicino villaggio di Formentara. Situato a oltre mille metri di quota nell'alta valle del Gordana, Formentara era un vero insediamento d'alpeggio. Le sue origini vengono ricondotte almeno all'età moderna, probabilmente al periodo in cui l'aumento della popolazione spinse le comunità zerasche a sfruttare in maniera sempre più intensa le terre d'alta quota. Durante la bella stagione famiglie e animali salivano dai paesi verso la montagna.

Le cascine d'alpeggio

A Formentara vennero costruite numerose cascine destinate alla permanenza stagionale. Erano edifici semplici, realizzati utilizzando soprattutto materiali reperibili sul posto. La pietra costituiva la struttura principale, mentre le tradizionali piagne. potevano essere utilizzate per le coperture. Le cascine offrivano riparo agli uomini e agli animali e permettevano di conservare gli strumenti necessari alla vita pastorale. Il villaggio racconta quindi come veniva utilizzata la stessa montagna prima della nascita di Zum Zeri.

La transumanza

Il trasferimento stagionale verso gli alpeggi rappresentava una forma locale di transumanza. Particolarmente importante era il collegamento con Noce di Zeri, da dove un'antica mulattiera conduceva verso Formentara e le quote superiori. Il movimento degli animali seguiva il ritmo delle stagioni. In primavera e in estate si saliva verso i pascoli. Con l'arrivo del freddo si tornava verso gli abitati più bassi. Per generazioni la montagna funzionò secondo questo ciclo.

Una montagna di pastori

Questa cultura pastorale costituisce ancora oggi una parte fondamentale dell'identità di Zeri. L'esempio più conosciuto è la Pecora Zerasca, razza ovina autoctona adattata alle condizioni dell'Appennino. Pascoli, prati e boschi permettevano di allevare animali anche dove l'agricoltura risultava difficile. Latte, formaggi, carne e lana costituivano risorse essenziali per le famiglie. Prima di diventare luogo di svago, quindi, la montagna di Zum Zeri era soprattutto una montagna produttiva.

I vecchi sentieri

La zona era attraversata anche da numerosi sentieri. Alcuni collegavano semplicemente i paesi con i pascoli. Altri permettevano di superare il crinale e raggiungere il Parmense. Questa rete di percorsi era fondamentale per comunità che si muovevano prevalentemente a piedi o con animali da soma. Le moderne escursioni utilizzano ancora oggi, in alcuni casi, direttrici nate quando attraversare la montagna era una necessità quotidiana.

La nascita di Zum Zeri

La grande trasformazione arrivò nel 1971. Nell'agosto di quell'anno nacque l'Associazione Sportiva Zum-Zeri, con l'obiettivo di sviluppare la pratica degli sport invernali e creare nuove opportunità turistiche nel Comune di Zeri. L'iniziativa ebbe immediatamente un forte carattere locale. I primi soci furono quaranta e trentasette di loro erano residenti a Zeri. Tra i partecipanti figurava anche l'amministrazione comunale.

Un progetto costruito in pochi mesi

L'aspetto più sorprendente della nascita di Zum Zeri è la rapidità con cui il progetto venne realizzato. L'associazione nacque in agosto. All'inizio dell'inverno dello stesso anno erano già disponibili le prime strutture. La documentazione storica ricorda la partecipazione di numerosi lavoratori che contribuirono anche gratuitamente, lavorando durante le giornate festive. La nascita della stazione assunse così il carattere di una vera iniziativa collettiva.

Il primo inverno

Nel dicembre del 1971. risultavano già realizzati un grande rifugio alpino, un primo impianto di risalita di circa 300 metri, due piste da discesa, un punto per il noleggio degli sci e l'alloggio destinato al direttore della stazione. Per una piccola comunità montana si trattava di un investimento considerevole. Zum Zeri nasceva con l'idea di trasformare la neve, fino ad allora soprattutto una difficoltà della vita in montagna, in una nuova risorsa economica.

Dalla montagna agricola alla montagna turistica

Il cambiamento è significativo. Per secoli le quote elevate erano state utilizzate soprattutto per pascoli, boschi e transumanza. Nel secondo Novecento quelle stesse caratteristiche ambientali cominciarono a essere considerate anche in chiave turistica. La neve diventò occasione per praticare sport. I sentieri divennero percorsi escursionistici. Il panorama stesso acquistò un nuovo valore. È una trasformazione comune a molte montagne italiane, ma a Zeri assunse una dimensione fortemente comunitaria.

La stazione sciistica

Zum Zeri è oggi una piccola stazione sciistica appenninica. Il comprensorio dispone di circa 8 chilometri di piste da discesa, prevalentemente facili e di media difficoltà, servite da impianti di risalita. Sono presenti inoltre un campo scuola e spazi dedicati alle attività sulla neve. La dimensione contenuta costituisce una delle caratteristiche della località. Non siamo di fronte a un grande comprensorio alpino, ma a una stazione profondamente inserita nel paesaggio dell'Alta Lunigiana.

Lo sci di fondo

La montagna offre possibilità anche per lo sci di fondo. L'area dispone di un anello che permette di attraversare gli ambienti boschivi e aperti del crinale. Lo sci nordico si adatta particolarmente bene a questo territorio. Più che la forte pendenza, qui conta il rapporto con il paesaggio: boschi, radure e panorami accompagnano il percorso.

Ciaspole e neve

Durante l'inverno Zum Zeri è frequentato anche per le ciaspolate. Camminare sulla neve permette di raggiungere luoghi lontani dagli impianti e osservare il paesaggio appenninico in una veste completamente diversa. I boschi diventano silenziosi e i crinali si aprono verso panorami molto vasti. È una forma di turismo più lento, particolarmente adatta alla dimensione naturale della località.

Il Monte Spiaggi

Uno degli itinerari più conosciuti conduce al Monte Spiaggi, che raggiunge i 1.558 metri. Il monte appartiene alla catena che separa Toscana, Emilia e Liguria. Dal Passo dei Due Santi è raggiungibile attraverso un percorso escursionistico relativamente breve. La sua posizione offre un panorama eccezionalmente ampio sull'Appennino e sulle montagne della Lunigiana.

La montagna e il mare

La caratteristica più famosa di Zum Zeri è proprio il panorama. Nelle giornate particolarmente limpide, dalle quote più elevate lo sguardo supera le montagne e raggiunge il Mar Ligure. Il Golfo della Spezia e il tratto costiero delle Cinque Terre possono entrare nello stesso panorama dei crinali innevati. È uno dei contrasti geografici più spettacolari della Lunigiana: trovarsi sulla neve e vedere il mare all'orizzonte.

Un paesaggio di confine

Dal crinale lo sguardo cambia completamente a seconda della direzione. Verso nord si osservano le montagne dell'Appennino parmense. Verso sud si aprono le vallate della Lunigiana. A occidente il paesaggio conduce verso la Liguria e il mare. Zum Zeri è quindi un punto privilegiato per comprendere la geografia di questo territorio. Le tre regioni non sono mondi separati: appartengono allo stesso sistema montuoso.

L'estate

Zum Zeri non vive soltanto durante la stagione sciistica. In estate prati e boschi diventano il punto di partenza per escursioni e passeggiate. La rete locale comprende oltre venti chilometri di sentieri segnalati. Alcuni seguono i percorsi delle piste, altri entrano nei boschi e altri ancora raggiungono gli antichi collegamenti verso la provincia di Parma. La montagna torna così a essere attraversata a piedi, come avveniva per secoli prima dell'arrivo delle automobili.

Camminare sulle antiche vie

L'escursionismo permette di riscoprire anche il significato storico del paesaggio. Un sentiero che oggi viene percorso per piacere poteva essere un'antica via utilizzata dai pastori. Un prato poteva essere un pascolo stagionale. Una radura nel bosco poteva appartenere a un sistema di sfruttamento molto più complesso. Zum Zeri diventa quindi interessante non soltanto come località sportiva, ma come punto di accesso alla storia della montagna.

I boschi

Alle quote inferiori dominano i boschi. Faggio e altre specie appenniniche accompagnano numerosi percorsi. Per le comunità tradizionali il bosco aveva un'importanza economica enorme. Forniva legname da costruzione, combustibile e spazi per il pascolo. Oggi la funzione produttiva è molto diminuita, mentre è cresciuto il valore ambientale e ricreativo. Ancora una volta, lo stesso territorio viene utilizzato in maniera differente rispetto al passato.

I prati d'alta quota

Salendo verso il crinale il bosco lascia progressivamente spazio a prati e pascoli. Sono ambienti fondamentali per comprendere la storia pastorale di Zeri. La loro esistenza è stata a lungo favorita proprio dall'attività degli animali e dal lavoro dell'uomo. Senza pascolo e manutenzione, molte superfici tenderebbero lentamente a essere riconquistate dalla vegetazione arbustiva e forestale. Anche il panorama aperto è quindi, almeno in parte, un paesaggio culturale.

Funghi e castagne

I boschi di Zeri sono legati anche a prodotti tradizionali come funghi e castagne. Il fungo porcino costituisce una delle risorse gastronomiche più apprezzate. Il castagno ha invece avuto per secoli una funzione ancora più importante. La farina di castagne permetteva alle famiglie montane di affrontare l'inverno e costituiva uno degli alimenti fondamentali dell'Appennino. La gastronomia proposta oggi nei rifugi richiama spesso proprio queste produzioni.

L'Agnello di Zeri

Un altro simbolo gastronomico è l'Agnello di Zeri. La sua storia deriva direttamente dalla tradizione pastorale delle vallate. La Pecora Zerasca si è adattata nel corso del tempo a un ambiente fatto di pascoli montani e forti escursioni stagionali. Mangiare un piatto legato all'agnello in questa zona significa quindi incontrare una tradizione che precede di secoli la nascita della stazione sciistica.

Il rifugio

Il rifugio del Passo dei Due Santi costituisce uno dei principali punti di riferimento della località. La presenza di un rifugio appartiene alla storia stessa di Zum Zeri: una struttura di accoglienza era già parte del primo complesso realizzato nel 1971. Oggi questi spazi permettono di vivere la montagna senza limitarsi all'attività sportiva. Sono luoghi di sosta, incontro e ristoro, inseriti direttamente nel paesaggio del passo.

Una montagna per tutte le stagioni

L'identità di Zum Zeri è progressivamente cambiata. Nata soprattutto come stazione per gli sport invernali, oggi la località punta anche sulle attività estive. Trekking, passeggiate, natura e gastronomia permettono di frequentare il passo anche quando non c'è neve. È un'evoluzione importante per le piccole stazioni appenniniche, dove l'andamento delle precipitazioni nevose può variare molto da un inverno all'altro.

Zum Zeri e lo spopolamento

La nascita della stazione turistica va letta anche nel contesto della montagna italiana del secondo dopoguerra. Zeri, come molti territori appenninici, stava affrontando un forte spopolamento. Agricoltura e pastorizia tradizionali offrivano sempre meno possibilità economiche. Creare una località turistica significava tentare di costruire nuove opportunità di lavoro senza abbandonare il territorio. Da questo punto di vista Zum Zeri rappresenta un importante capitolo della storia sociale recente del Comune.

Una realizzazione comunitaria

Proprio questo spiega la partecipazione degli abitanti alla costruzione iniziale degli impianti. La stazione non nacque semplicemente come investimento esterno. Fu percepita anche come un progetto capace di offrire un futuro alla comunità. Il lavoro volontario ricordato dalle fonti del 1971 è forse l'elemento che meglio rappresenta questa fase. Zum Zeri nacque non soltanto dalla neve, ma dalla volontà di un piccolo territorio di reinventare la propria economia.

Tra passato e presente

A poca distanza dagli impianti moderni si trovano i resti di Formentara. Il contrasto è particolarmente significativo. Da una parte abbiamo un villaggio pastorale nato per sfruttare stagionalmente la montagna. Dall'altra una stazione turistica costruita nel Novecento per trasformare la stessa montagna in luogo di sport e soggiorno. Sono due risposte differenti alla stessa domanda: come vivere e utilizzare un territorio d'alta quota.

Il paesaggio

Zum Zeri è soprattutto un grande punto panoramico sull'Appennino. Boschi, prati e crinali si susseguono senza la presenza di grandi centri urbani. Nelle giornate limpide lo sguardo può raggiungere il mare, mentre voltandosi verso nord si entra visivamente nel mondo appenninico emiliano. Questa combinazione tra montagna e orizzonte marino costituisce uno degli elementi più caratteristici del luogo.

Un luogo da scoprire

Zum Zeri racconta una storia diversa rispetto ai borghi medievali della Lunigiana. Qui non troviamo un castello malaspiniano o una pieve romanica a definire l'identità del luogo. Il vero protagonista è il crinale. Per secoli queste montagne furono percorse da pastori e animali diretti agli alpeggi. Il vicino villaggio di Formentara conserva ancora la memoria di quella civiltà. Nel 1971. la comunità zerasca immaginò per la stessa montagna un futuro nuovo e nacque Zum Zeri. In pochi mesi furono costruiti il primo rifugio, le piste e l'impianto di risalita, anche grazie al contributo volontario degli abitanti. Da allora il Passo dei Due Santi è diventato il principale punto di riferimento per il turismo montano di Zeri. In inverno offre sci, ciaspolate e paesaggi innevati. In estate diventa punto di partenza per sentieri ed escursioni verso il Monte Spiaggi e i crinali dell'Appennino. E nelle giornate più limpide regala la sua immagine più sorprendente: la neve della montagna con il Mar Ligure all'orizzonte. Visitare Zum Zeri significa quindi osservare come la montagna abbia cambiato funzione senza perdere la propria identità: prima luogo di pascoli e transumanza, poi stazione sciistica e oggi spazio dedicato alla natura, allo sport e alla scoperta lenta del territorio.
↑