Foto, storia e informazioni della località
Informazioni storiche, culturali della località. |
Apella: il borgo dei Nardi ai piedi dell'AppenninoAltitudine: circa 672 m s.l.m.
Apella è una frazione del Comune di Licciana Nardi, situata
nella parte più settentrionale della Lunigiana, sulle pendici
dell'Appennino Tosco-Emiliano, a circa 672 metri di altezza s.l.m.
Il piccolo borgo è immerso in un ambiente montano di grande
valore naturalistico, dominato dalle cime del Monte Bragalata, del Monte
Bocco e dell'Uomo Morto. Boschi, castagneti, antiche mulattiere e
piccoli nuclei in pietra caratterizzano un territorio nel quale la
presenza dell'uomo si è adattata per secoli alla montagna.
Apella è però conosciuta soprattutto per aver dato i natali a
Biagio e Anacarsi Nardi,
protagonisti delle vicende risorgimentali dell'Ottocento e figure così
importanti per la storia locale che il Comune di Licciana, nel 1933,
aggiunse ufficialmente al proprio nome quello dei Nardi.
Apella è un borgo di origine medievale.
L'insediamento si sviluppò in un territorio montano
caratterizzato da forti pendenze. Le abitazioni furono concentrate nelle
aree meno favorevoli alla coltivazione, lasciando disponibili per
l'agricoltura i terreni circostanti più produttivi.
Questa organizzazione dello spazio è tipica di molti antichi
paesi della Lunigiana montana, dove ogni porzione di terreno coltivabile
rappresentava una risorsa preziosa.
La struttura compatta dell'abitato, le case in pietra e gli
antichi portali conservano ancora oggi il carattere rurale del paese.
Uno degli elementi più caratteristici del territorio è l'antica
Torre di Apella, situata in
posizione dominante rispetto al borgo.
La torre faceva parte del sistema di controllo della valle del
Taverone, territorio
attraversato per secoli da importanti collegamenti tra la Lunigiana e i
valichi dell'Appennino.
La sua posizione permetteva il controllo visivo del territorio
e la metteva in relazione con altri punti fortificati della vallata.
Nel corso dei secoli la struttura subì diversi interventi e
trasformazioni. La parte superiore venne modificata anche per ricavare
una cella campanaria.
La torre rimane ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili
di Apella e testimonia l'importanza strategica che questa valle ebbe nel
passato.
La storia di Apella è strettamente legata alle vie di
comunicazione.
Prima della costruzione delle strade moderne, il paese era
collegato agli altri centri della Lunigiana attraverso una fitta rete di
mulattiere e sentieri.
Da Apella era possibile raggiungere località della valle di
Bagnone come Compione, Jera e Collesino, mentre altri percorsi
conducevano verso la valle del Taverone e i passi appenninici.
Queste vie erano percorse da abitanti, pastori, mercanti e
viandanti e permettevano il trasporto di prodotti agricoli e merci tra
la Toscana e il versante emiliano.
La montagna non rappresentava quindi soltanto un confine: era
anche uno spazio attraversato da uomini, merci e culture.
Tra gli edifici religiosi legati al borgo si trova la
Chiesa di Santa Maria Assunta,
situata poco fuori dal nucleo abitato.
La chiesa costituisce uno dei principali punti di riferimento
della comunità e testimonia la lunga tradizione religiosa di Apella.
La posizione esterna rispetto al nucleo più compatto del paese
è un elemento che si incontra anche in altri borghi della Lunigiana,
dove edifici religiosi e aree cimiteriali potevano svilupparsi lungo gli
antichi percorsi di accesso agli abitati.
Nel territorio di Apella si trova anche l'Oratorio
di San Domenico e Santa Caterina.
Insieme alla Chiesa di Santa Maria Assunta, l'oratorio
testimonia il ruolo centrale della religiosità nella vita delle piccole
comunità montane.
Per secoli questi edifici non furono soltanto luoghi di culto,
ma anche importanti punti di riferimento sociale per gli abitanti delle
frazioni più isolate.
Apella è soprattutto conosciuta come terra natale della
famiglia Nardi.
Qui nacque nel
1768 Biagio Nardi,
avvocato e patriota che partecipò alle vicende politiche italiane
dell'inizio dell'Ottocento.
Dopo una prima esperienza ecclesiastica, abbandonò il ministero
religioso, studiò giurisprudenza e si stabilì a Modena.
Fu uno dei protagonisti dei
moti modenesi
del 1831, insurrezione inserita nel più ampio
movimento politico che chiedeva riforme e una nuova organizzazione degli
Stati italiani.
Durante quei drammatici avvenimenti Biagio Nardi assunse un
ruolo di primo piano nel governo provvisorio modenese.
La sua figura rappresenta uno dei primi legami tra il piccolo
paese di Apella e la storia del Risorgimento italiano.
Ancora più conosciuta è la figura di
Anacarsi Nardi, nato ad Apella nel
1800.
Militare e patriota, aderì agli ideali risorgimentali e
partecipò nel
1844 alla
celebre spedizione organizzata dai fratelli Attilio ed Emilio Bandiera.
L'obiettivo della spedizione era favorire un'insurrezione nel
Regno delle Due Sicilie.
L'impresa fallì e Anacarsi Nardi venne catturato insieme ai
compagni.
Il
25 luglio 1844 fu
fucilato nel Vallone di Rovito, presso Cosenza, insieme ai fratelli
Bandiera e ad altri partecipanti alla spedizione.
La loro morte divenne negli anni successivi uno degli episodi
simbolici del Risorgimento italiano.
Il legame tra Apella e i suoi patrioti è così importante da
aver lasciato un segno persino nel nome del Comune.
Nel
1933, infatti,
il Comune di Licciana decise di assumere ufficialmente il nome di
Licciana Nardi, in memoria di
Anacarsi e Biagio Nardi.
Il piccolo borgo di Apella entrò così simbolicamente
nell'identità dell'intero territorio comunale.
Ancora oggi il nome “Nardi” ricorda il contributo di questa
famiglia alle vicende politiche e risorgimentali dell'Ottocento.
Nel centro storico si trova la
Casa Nardi,
edificio legato alla nascita dei due patrioti.
Dopo un lungo periodo di abbandono, la struttura fu recuperata
e valorizzata.
Oggi Casa Nardi svolge la funzione di
Centro Visita del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano
ed è un luogo dedicato alla conoscenza di Apella, della Lunigiana, della
valle del Taverone e dell'ambiente appenninico.
Il recupero dell'edificio ha permesso di conservare un luogo
simbolico della storia locale trasformandolo contemporaneamente in uno
spazio dedicato alla valorizzazione del territorio.
Il borgo conserva numerose abitazioni costruite secondo i
caratteri tradizionali dell'architettura della Lunigiana montana.
La
pietra è
l'elemento dominante.
Muri, portali, passaggi e piccole strade raccontano una tecnica
costruttiva sviluppata utilizzando principalmente i materiali
disponibili sul territorio.
L'organizzazione compatta delle abitazioni rispondeva anche
alle esigenze della vita in montagna: protezione dalle condizioni
climatiche, utilizzo razionale degli spazi e necessità di lasciare
liberi i terreni migliori per le coltivazioni.
Passeggiando nel paese è ancora possibile leggere questa antica
relazione tra architettura e ambiente.
Per comprendere Apella è necessario considerare il ruolo
fondamentale del
castagno.
Per secoli i castagneti hanno rappresentato una delle
principali risorse economiche e alimentari delle comunità
dell'Appennino.
Le castagne potevano essere consumate direttamente oppure
essiccate e trasformate in farina, garantendo una riserva alimentare
preziosa durante l'inverno.
Accanto al castagno erano praticati l'allevamento, la
coltivazione dei piccoli appezzamenti disponibili e lo sfruttamento
delle risorse del bosco.
Il paesaggio che circonda Apella è quindi anche il risultato di
secoli di attività umana.
Oggi Apella si trova all'interno del
Parco
Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano.
Il borgo è dominato da alcune delle montagne più importanti di
questa parte dell'Appennino: il complesso del
Monte
Bragalata, che raggiunge i 1.835 metri, il Monte
Bocco e la cima dell'Uomo Morto.
Sul crinale si aprono inoltre antichi valichi che permettono di
raggiungere il versante emiliano.
Sentieri ed escursioni consentono ancora oggi di ripercorrere,
almeno in parte, le vie utilizzate per secoli dagli abitanti della
montagna.
Uno degli aspetti più interessanti della storia recente di
Apella è il recupero del patrimonio edilizio.
Come molti piccoli centri montani della Lunigiana, nel corso
del Novecento il paese conobbe un forte spopolamento.
Negli ultimi decenni diverse abitazioni e strutture storiche
sono state però recuperate attraverso progetti legati al turismo rurale
e alla valorizzazione del territorio.
Una parte delle antiche case è entrata a far parte di un
sistema di
ospitalità diffusa,
permettendo di conservare gli edifici storici e allo stesso tempo di far
conoscere il borgo ai visitatori.
Apella rappresenta uno dei volti più autenticamente montani del
Comune di Licciana Nardi.
Il borgo medievale, la torre, Casa Nardi, gli edifici
religiosi, le case in pietra e le antiche mulattiere raccontano una
comunità che per secoli ha vissuto in stretto rapporto con l'Appennino.
A questa storia rurale si aggiunge una vicenda di portata
nazionale: quella di
Biagio e Anacarsi Nardi,
che lega un piccolo paese della Lunigiana alla storia del Risorgimento
italiano.
Visitare Apella significa quindi incontrare
storia, natura e memoria nello stesso luogo:
un borgo di pietra circondato dai boschi, ai piedi delle montagne che
separano e allo stesso tempo uniscono Toscana ed Emilia.
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