Borgo di Castevoli e Fontanasacqui - Mulazzo

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Borgo di Castevoli

Maestà

Ruderi di una chiesa

Interno del rudere

In paese

In paese

In paese

Borgo di Castevoli

La piazza

Nella piazza

Vista dalla piazza del paese

Il castello

Borgo a Castevoli

La piazza

Borgo di Castevoli

Il castello di Castevoli

Il castello di Castevoli

Il castello di Castevoli

Il castello di Castevoli

Il castello di Castevoli

Il castello

Il castello

Il castello

Il castello

Case

Castevoli

Castevoli

Castevoli

Castevoli

Nella località

Locandina

Antica porta del castello

Il castello

La porta

Case dentro alle mura del castello

Castello

Ruderi nella località

Ruderi di Chiesa

In paese

Nella località

Ruderi

Case entro le mura

La porta

Antica porta

Antica porta

Antica porta

La Chiesa cimiteriale

La Chiesa cimiteriale

Vista dalla Chiesa

Borgo di Castevoli

Borgo di Castevoli

Borgo di Castevoli

Borgo di Castevoli

Borgo di Castevoli

Fontanasacqui

Fontanasacqui

Fontanasacqui

Fontanasacqui

In paese

Passaggio

Targa

In paese

In paese

In paese

Case

In paese

In paese

In paese

In paese

Informazioni storiche, culturali della località.

Borgo di Castevoli a Mulazzo: storia, castello e cultura nel cuore della Lunigiana

Castevoli è uno degli antichi borghi fortificati del comune di Mulazzo, in Lunigiana. Dominato dal Castello Malaspina e racchiuso ancora oggi nella sua struttura medievale, il piccolo paese racconta quasi mille anni di storia: dagli Estensi ai Malaspina, dalle lotte feudali alle rivolte popolari, fino al recupero contemporaneo dell'antico castello. Situato su un'altura della valle del Magra, tra Lusuolo e Groppoli, il borgo di Castevoli conserva una delle immagini più suggestive della Lunigiana storica. Pietra, mura, porte fortificate e torri ricordano immediatamente il lungo periodo nel quale questo territorio era suddiviso nei numerosi feudi governati dai marchesi Malaspina.

Le origini di Castevoli

La storia documentata di Castevoli risale almeno all'XI secolo. Una delle prime attestazioni viene fatta risalire al 1077, quando il territorio compare in un'investitura imperiale a favore dei marchesi Ugo e Folco d'Este. Il nome antico del luogo viene ricondotto a Casteolo, con il significato di luogo o terra fortificata e cinta da mura. La posizione non era casuale. Castevoli sorge infatti su un'altura dalla quale era possibile controllare importanti percorsi della valle. Il primo nucleo fortificato avrebbe avuto proprio una funzione di sorveglianza delle vie di comunicazione, compreso l'antico percorso diretto verso Piacenza. Il controllo delle strade era fondamentale nella Lunigiana medievale, terra di passaggio tra la pianura padana, l'Appennino, la Toscana e la Liguria.

Castevoli e i Malaspina

La storia di Castevoli è indissolubilmente legata a quella dei Malaspina, la grande famiglia feudale che per secoli dominò buona parte della Lunigiana. Nel 1195 Castevoli passò ai Malaspina e, con la grande divisione dei possedimenti familiari del 1221, entrò nell'area dello Spino Secco, facente capo a Corrado Malaspina detto l'Antico. Questa divisione fu fondamentale per la storia della Lunigiana. I vastissimi possedimenti malaspiniani vennero progressivamente suddivisi tra diversi rami della famiglia, dando origine a numerosi piccoli marchesati. Anche Castevoli avrebbe successivamente seguito questa strada, diventando un feudo autonomo.

Il Castello Malaspina di Castevoli

Il monumento simbolo del paese è il Castello di Castevoli. La fortificazione sorse probabilmente intorno all'XI secolo come struttura destinata al controllo del territorio e delle strade. Nel corso dei secoli venne modificata, ampliata e trasformata fino a diventare una vera residenza signorile fortificata. Il complesso presenta una grande corte interna dalla forma triangolare, attorno alla quale si sviluppano il mastio e la torre. Particolarmente imponente è il torrione cilindrico in pietra, uno degli elementi che caratterizzano maggiormente l'immagine del borgo. Castello e abitato formano infatti un unico complesso fortificato, nel quale architettura militare e struttura urbana risultano strettamente collegate.

Il borgo fortificato

Uno degli aspetti più affascinanti di Castevoli è proprio la struttura del paese. L'accesso al borgo storico avviene attraverso due porte, testimonianza dell'antico sistema difensivo. Su una delle porte è conservata una pregevole maestà in marmo bianco, composta da una raffigurazione della Madonna accompagnata da due angeli. Superato l'ingresso, il visitatore entra in un piccolo mondo di pietra nel quale è ancora possibile leggere la struttura dell'antico insediamento feudale. Le mura, le case e il castello costituivano infatti un unico sistema destinato a proteggere gli abitanti e contemporaneamente a garantire al signore il controllo del territorio.

Castevoli tra Genova e i Malaspina

La posizione strategica della Lunigiana rese questi territori oggetto di frequenti contese. Nel corso del Quattrocento anche Castevoli attraversò un periodo di dominio genovese. Il borgo tornò successivamente sotto il controllo dei Malaspina e nella seconda metà del Cinquecento iniziò una nuova fase della propria storia. Nel 1561 Castevoli divenne un feudo autonomo. Il primo marchese fu Tommaso Malaspina, che insieme alla moglie Bianca Sicchi d'Aragona promosse importanti lavori di ampliamento del castello. L'opera fu successivamente proseguita dal figlio Francesco, al quale viene attribuito un ruolo fondamentale nella sistemazione del borgo fortificato nella forma che ancora oggi lo caratterizza.

Il marchesato di Castevoli

Con la nascita del marchesato autonomo, Castevoli divenne uno dei numerosi piccoli Stati feudali nei quali era frammentata la Lunigiana. Per comprendere questa realtà bisogna dimenticare l'idea moderna di grandi territori amministrativi. La Lunigiana dei Malaspina era un mosaico di minuscoli feudi, spesso costituiti da un castello, alcuni paesi, boschi, campi e strade. Ogni ramo della famiglia esercitava diritti sui propri territori e questo provocò nel corso dei secoli divisioni ereditarie, rivalità e conflitti. Anche il territorio di Mulazzo finì così per generare marchesati autonomi, tra i quali quello di Castevoli.

Le rivolte degli abitanti

La storia di Castevoli non è soltanto la storia dei suoi marchesi. È anche quella della popolazione che viveva all'interno e attorno al borgo. Le fonti ricordano infatti rapporti non sempre facili tra i signori e gli abitanti, con proteste e rivolte provocate anche dal peso delle imposizioni feudali. Particolarmente importante fu la sollevazione del 1794, quando gli abitanti si ribellarono all'autorità feudale. Per un breve periodo venne costituita una forma di governo rivoluzionario locale. L'episodio anticipava di pochi anni la definitiva scomparsa del sistema feudale. Nel 1797, con i grandi cambiamenti politici provocati dall'arrivo delle armate napoleoniche in Italia, terminò anche il lungo dominio feudale dei Malaspina. Dopo secoli di storia si chiudeva così un'epoca che aveva profondamente segnato Castevoli e l'intera Lunigiana.

Dante e Castevoli

Il territorio dei Malaspina è strettamente legato anche alla presenza di Dante Alighieri in Lunigiana. Nel 1306 Dante svolse un importante incarico diplomatico per i Malaspina, partecipando alle trattative che portarono alla celebre pace con il vescovo-conte di Luni. La tradizione locale collega anche il Castello di Castevoli al soggiorno lunigianese del poeta. Il legame più solidamente documentato riguarda comunque la presenza di Dante nel territorio malaspiniano e il suo rapporto con la famiglia, ricordata con grande considerazione anche nella Divina Commedia. Castevoli apparteneva dunque a quello stesso mondo politico e culturale che Dante conobbe durante gli anni del suo esilio.

La Pieve di San Martino

Castevoli non è soltanto il suo castello. Poco distante dal borgo, nella località significativamente chiamata Pieve, si trova l'antica Pieve di San Martino. L'edificio religioso rappresenta un'altra importante testimonianza della storia locale. La pieve conserva una caratteristica torre campanaria a vela in pietra ed elementi architettonici che raccontano l'antichità dell'insediamento religioso. Nei pressi si trova inoltre una maestà dedicata a San Martino, rappresentato secondo la tradizionale iconografia mentre divide il proprio mantello per donarne una parte a un povero. Le pievi avevano un'importanza fondamentale nella Lunigiana medievale. Non erano soltanto edifici religiosi, ma punti di riferimento per le comunità sparse nelle campagne e lungo le vie di comunicazione.

San Bernardino e l'antico convento

Nell'area di Castevoli si trovano inoltre testimonianze della presenza religiosa sviluppatasi nei secoli successivi. Di fronte al borgo sono ricordati l'antico convento degli Agostiniani e l'Oratorio di San Bernardino. L'oratorio fu utilizzato come chiesa conventuale e successivamente come luogo di culto al servizio degli abitanti del borgo. Questi edifici permettono di comprendere come attorno al castello non esistesse soltanto una comunità militare e agricola, ma una società organizzata nella quale la vita religiosa occupava un ruolo fondamentale.

La vita quotidiana nel borgo

Per secoli la vita di Castevoli fu legata alla terra. Come in molti altri paesi della Lunigiana, agricoltura, allevamento, bosco e castagneto rappresentavano le principali risorse delle famiglie. Il castagno aveva un'importanza particolare. La castagna, fresca oppure trasformata in farina, costituiva infatti uno degli alimenti fondamentali delle popolazioni appenniniche. Attorno al borgo si sviluppava quindi una società rurale nella quale castello, abitazioni, campi, boschi e luoghi di culto facevano parte di un unico sistema. Le case in pietra, le cantine, i piccoli passaggi e le strade conservano ancora oggi qualcosa di quella cultura materiale.

Il declino del castello

Con la fine del feudalesimo il Castello di Castevoli perse definitivamente la funzione politica e militare che aveva avuto per secoli. Seguì un lungo periodo di progressivo abbandono e degrado. Come accadde a numerosi castelli della Lunigiana, il venir meno delle antiche funzioni amministrative e difensive rese difficile mantenere strutture di dimensioni tanto importanti. Per quasi due secoli il complesso attraversò quindi una lunga fase di decadenza.

La rinascita del Castello di Castevoli

Una nuova pagina della storia del castello iniziò alla fine del Novecento. Nel 1990 il complesso venne acquistato dall'artista Loris Nelson Ricci e dalla moglie Erika H. End. Cominciò così un lungo e impegnativo lavoro di recupero dell'antica struttura. Dopo circa otto anni di restauri, il castello rinato venne inaugurato nel 1998. Il recupero ha permesso di restituire identità a uno dei complessi fortificati più caratteristici del territorio di Mulazzo. Il castello è oggi proprietà privata e non è normalmente visitabile all'interno, ma rimane l'elemento dominante del borgo e uno straordinario esempio del patrimonio fortificato della Lunigiana.

Castevoli oggi

Oggi Castevoli conserva il fascino di un piccolo borgo appartato. La sua bellezza nasce soprattutto dall'insieme: il castello, il torrione, le porte, le mura, le case e il paesaggio circostante. Qui è ancora possibile percepire chiaramente il rapporto che nel Medioevo esisteva tra un castello e il territorio che doveva controllare. Castevoli rappresenta quindi una meta particolarmente interessante per chi vuole scoprire la Lunigiana dei piccoli borghi, lontana dai grandi centri turistici.

Un borgo da scoprire lentamente

Castevoli non è un luogo da visitare di fretta. È un paese da osservare nei particolari. Una porta, una pietra scolpita, una maestà, una torre o il profilo delle mura possono raccontare molto più di quanto le dimensioni ridotte del borgo lascino immaginare. Dal Medioevo dei Malaspina alle rivolte della fine del Settecento, dall'abbandono del castello al suo recupero contemporaneo, Castevoli racchiude quasi mille anni di trasformazioni. Ed è proprio questa stratificazione a renderlo uno dei piccoli gioielli del comune di Mulazzo.

Castevoli, una pagina di storia della Lunigiana

Visitare Castevoli significa entrare nel cuore della Lunigiana malaspiniana. Il borgo permette di comprendere concretamente come fosse organizzato questo territorio: piccoli castelli posti sulle alture, strade da controllare, comunità rurali, pievi, signori feudali e una popolazione profondamente legata alla terra. La sua storia racconta il potere dei Malaspina, ma anche le difficoltà della vita quotidiana, le rivolte degli abitanti e la fine di un sistema feudale durato per secoli. Castevoli è quindi molto più di un castello. È un piccolo borgo nel quale architettura, paesaggio e memoria continuano a raccontare una delle pagine più affascinanti della storia di Mulazzo e della Lunigiana.
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