Borgo di Castevoli a
Mulazzo: storia, castello e cultura nel cuore della Lunigiana
Castevoli è uno degli
antichi borghi fortificati del comune di Mulazzo, in Lunigiana. Dominato
dal Castello Malaspina e racchiuso ancora oggi nella sua struttura
medievale, il piccolo paese racconta quasi mille anni di storia: dagli
Estensi ai Malaspina, dalle lotte feudali alle rivolte popolari, fino al
recupero contemporaneo dell'antico castello.
Situato su un'altura della valle del Magra, tra
Lusuolo e Groppoli, il borgo di Castevoli conserva una delle immagini
più suggestive della Lunigiana storica.
Pietra, mura, porte fortificate e torri ricordano
immediatamente il lungo periodo nel quale questo territorio era
suddiviso nei numerosi feudi governati dai marchesi Malaspina.
Le origini di Castevoli
La storia documentata di Castevoli risale almeno all'XI
secolo.
Una delle prime attestazioni viene fatta risalire al
1077, quando il territorio
compare in un'investitura imperiale a favore dei marchesi Ugo e Folco
d'Este.
Il nome antico del luogo viene ricondotto a
Casteolo, con il significato
di luogo o terra fortificata e cinta da mura.
La posizione non era casuale.
Castevoli sorge infatti su un'altura dalla quale era
possibile controllare importanti percorsi della valle. Il primo nucleo
fortificato avrebbe avuto proprio una funzione di sorveglianza delle vie
di comunicazione, compreso l'antico percorso diretto verso Piacenza.
Il controllo delle strade era fondamentale nella
Lunigiana medievale, terra di passaggio tra la pianura padana,
l'Appennino, la Toscana e la Liguria.
Castevoli e i Malaspina
La storia di Castevoli è indissolubilmente legata a
quella dei Malaspina, la
grande famiglia feudale che per secoli dominò buona parte della
Lunigiana.
Nel 1195 Castevoli
passò ai Malaspina e, con la grande divisione dei possedimenti
familiari del 1221, entrò nell'area dello
Spino Secco, facente capo a
Corrado Malaspina detto l'Antico.
Questa divisione fu fondamentale per la storia della
Lunigiana.
I vastissimi possedimenti malaspiniani vennero
progressivamente suddivisi tra diversi rami della famiglia, dando
origine a numerosi piccoli marchesati.
Anche Castevoli avrebbe successivamente seguito questa
strada, diventando un feudo autonomo.
Il Castello Malaspina di Castevoli
Il monumento simbolo del paese è il
Castello di Castevoli.
La fortificazione sorse probabilmente intorno all'XI
secolo come struttura destinata al controllo del territorio e delle
strade.
Nel corso dei secoli venne modificata, ampliata e
trasformata fino a diventare una vera residenza signorile fortificata.
Il complesso presenta una grande corte interna dalla
forma triangolare, attorno alla quale si sviluppano il mastio e la
torre.
Particolarmente imponente è il
torrione cilindrico in pietra,
uno degli elementi che caratterizzano maggiormente l'immagine del borgo.
Castello e abitato formano infatti un unico complesso
fortificato, nel quale architettura militare e struttura urbana
risultano strettamente collegate.
Il borgo fortificato
Uno degli aspetti più affascinanti di Castevoli è
proprio la struttura del paese.
L'accesso al borgo storico avviene attraverso
due porte, testimonianza
dell'antico sistema difensivo.
Su una delle porte è conservata una pregevole
maestà in marmo bianco,
composta da una raffigurazione della Madonna accompagnata da due angeli.
Superato l'ingresso, il visitatore entra in un piccolo
mondo di pietra nel quale è ancora possibile leggere la struttura
dell'antico insediamento feudale.
Le mura, le case e il castello costituivano infatti un
unico sistema destinato a proteggere gli abitanti e contemporaneamente a
garantire al signore il controllo del territorio.
Castevoli tra Genova e i Malaspina
La posizione strategica della Lunigiana rese questi
territori oggetto di frequenti contese.
Nel corso del Quattrocento anche Castevoli attraversò
un periodo di dominio genovese.
Il borgo tornò successivamente sotto il controllo dei
Malaspina e nella seconda metà del Cinquecento iniziò una nuova fase
della propria storia.
Nel 1561 Castevoli
divenne un feudo autonomo.
Il primo marchese fu
Tommaso Malaspina, che insieme alla moglie Bianca Sicchi
d'Aragona promosse importanti lavori di ampliamento del castello.
L'opera fu successivamente proseguita dal figlio
Francesco, al quale viene attribuito un ruolo fondamentale nella
sistemazione del borgo fortificato nella forma che ancora oggi lo
caratterizza.
Il marchesato di Castevoli
Con la nascita del marchesato autonomo, Castevoli
divenne uno dei numerosi piccoli Stati feudali nei quali era frammentata
la Lunigiana.
Per comprendere questa realtà bisogna dimenticare
l'idea moderna di grandi territori amministrativi.
La Lunigiana dei Malaspina era un mosaico di minuscoli
feudi, spesso costituiti da un castello, alcuni paesi, boschi, campi e
strade.
Ogni ramo della famiglia esercitava diritti sui propri
territori e questo provocò nel corso dei secoli divisioni ereditarie,
rivalità e conflitti.
Anche il territorio di Mulazzo finì così per generare
marchesati autonomi, tra i quali quello di Castevoli.
Le rivolte degli abitanti
La storia di Castevoli non è soltanto la storia dei
suoi marchesi.
È anche quella della popolazione che viveva
all'interno e attorno al borgo.
Le fonti ricordano infatti rapporti non sempre facili
tra i signori e gli abitanti, con proteste e rivolte provocate anche dal
peso delle imposizioni feudali.
Particolarmente importante fu la
sollevazione del 1794, quando
gli abitanti si ribellarono all'autorità feudale.
Per un breve periodo venne costituita una forma di
governo rivoluzionario locale.
L'episodio anticipava di pochi anni la definitiva
scomparsa del sistema feudale.
Nel 1797,
con i grandi cambiamenti politici provocati dall'arrivo delle armate
napoleoniche in Italia, terminò anche il lungo dominio feudale dei
Malaspina.
Dopo secoli di storia si chiudeva così un'epoca che
aveva profondamente segnato Castevoli e l'intera Lunigiana.
Dante e Castevoli
Il territorio dei Malaspina è strettamente legato
anche alla presenza di Dante Alighieri
in Lunigiana.
Nel 1306 Dante svolse un importante incarico
diplomatico per i Malaspina, partecipando alle trattative che portarono
alla celebre pace con il vescovo-conte di Luni.
La tradizione locale collega anche il Castello di
Castevoli al soggiorno lunigianese del poeta.
Il legame più solidamente documentato riguarda
comunque la presenza di Dante nel territorio malaspiniano e il suo
rapporto con la famiglia, ricordata con grande considerazione anche
nella Divina Commedia.
Castevoli apparteneva dunque a quello stesso mondo
politico e culturale che Dante conobbe durante gli anni del suo esilio.
La Pieve di San Martino
Castevoli non è soltanto il suo castello.
Poco distante dal borgo, nella località
significativamente chiamata Pieve,
si trova l'antica Pieve di San Martino.
L'edificio religioso rappresenta un'altra importante
testimonianza della storia locale.
La pieve conserva una caratteristica torre campanaria
a vela in pietra ed elementi architettonici che raccontano l'antichità
dell'insediamento religioso.
Nei pressi si trova inoltre una maestà dedicata a
San Martino, rappresentato
secondo la tradizionale iconografia mentre divide il proprio mantello
per donarne una parte a un povero.
Le pievi avevano un'importanza fondamentale nella
Lunigiana medievale.
Non erano soltanto edifici religiosi, ma punti di
riferimento per le comunità sparse nelle campagne e lungo le vie di
comunicazione.
San Bernardino e l'antico convento
Nell'area di Castevoli si trovano inoltre
testimonianze della presenza religiosa sviluppatasi nei secoli
successivi.
Di fronte al borgo sono ricordati l'antico
convento degli Agostiniani e l'Oratorio
di San Bernardino.
L'oratorio fu utilizzato come chiesa conventuale e
successivamente come luogo di culto al servizio degli abitanti del
borgo.
Questi edifici permettono di comprendere come attorno
al castello non esistesse soltanto una comunità militare e agricola, ma
una società organizzata nella quale la vita religiosa occupava un ruolo
fondamentale.
La vita quotidiana nel borgo
Per secoli la vita di Castevoli fu legata alla terra.
Come in molti altri paesi della Lunigiana,
agricoltura, allevamento, bosco e castagneto rappresentavano le
principali risorse delle famiglie.
Il castagno aveva un'importanza particolare.
La castagna, fresca oppure trasformata in farina,
costituiva infatti uno degli alimenti fondamentali delle popolazioni
appenniniche.
Attorno al borgo si sviluppava quindi una società
rurale nella quale castello, abitazioni, campi, boschi e luoghi di culto
facevano parte di un unico sistema.
Le case in pietra, le cantine, i piccoli passaggi e le
strade conservano ancora oggi qualcosa di quella cultura materiale.
Il declino del castello
Con la fine del feudalesimo il Castello di Castevoli
perse definitivamente la funzione politica e militare che aveva avuto
per secoli.
Seguì un lungo periodo di progressivo abbandono e
degrado.
Come accadde a numerosi castelli della Lunigiana, il
venir meno delle antiche funzioni amministrative e difensive rese
difficile mantenere strutture di dimensioni tanto importanti.
Per quasi due secoli il complesso attraversò quindi
una lunga fase di decadenza.
La rinascita del Castello di
Castevoli
Una nuova pagina della storia del castello iniziò alla
fine del Novecento.
Nel 1990 il
complesso venne acquistato dall'artista
Loris Nelson Ricci e dalla moglie
Erika H. End.
Cominciò così un lungo e impegnativo lavoro di
recupero dell'antica struttura.
Dopo circa otto anni di restauri, il castello rinato
venne inaugurato nel 1998.
Il recupero ha permesso di restituire identità a uno
dei complessi fortificati più caratteristici del territorio di Mulazzo.
Il castello è oggi
proprietà privata e non è normalmente visitabile all'interno,
ma rimane l'elemento dominante del borgo e uno straordinario esempio del
patrimonio fortificato della Lunigiana.
Castevoli oggi
Oggi Castevoli conserva il fascino di un piccolo borgo
appartato.
La sua bellezza nasce soprattutto dall'insieme: il
castello, il torrione, le porte, le mura, le case e il paesaggio
circostante.
Qui è ancora possibile percepire chiaramente il
rapporto che nel Medioevo esisteva tra un castello e il territorio che
doveva controllare.
Castevoli rappresenta quindi una meta
particolarmente interessante per chi vuole scoprire la
Lunigiana dei piccoli borghi,
lontana dai grandi centri turistici.
Un borgo da scoprire lentamente
Castevoli non è un luogo da visitare di fretta.
È un paese da osservare nei particolari.
Una porta, una pietra scolpita, una maestà, una torre
o il profilo delle mura possono raccontare molto più di quanto le
dimensioni ridotte del borgo lascino immaginare.
Dal Medioevo dei Malaspina alle rivolte della fine del
Settecento, dall'abbandono del castello al suo recupero contemporaneo,
Castevoli racchiude quasi mille anni di trasformazioni.
Ed è proprio questa stratificazione a renderlo uno dei
piccoli gioielli del comune di Mulazzo.
Castevoli, una pagina di storia della
Lunigiana
Visitare Castevoli significa entrare nel cuore della
Lunigiana malaspiniana.
Il borgo permette di comprendere concretamente come
fosse organizzato questo territorio: piccoli castelli posti sulle
alture, strade da controllare, comunità rurali, pievi, signori feudali e
una popolazione profondamente legata alla terra.
La sua storia racconta il potere dei Malaspina, ma
anche le difficoltà della vita quotidiana, le rivolte degli abitanti e
la fine di un sistema feudale durato per secoli.
Castevoli è quindi molto più di un castello.
È un piccolo borgo nel quale architettura, paesaggio e
memoria continuano a raccontare una delle pagine più affascinanti della
storia di Mulazzo e della Lunigiana.
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