Brucciano: storia,
cultura e tradizioni di un piccolo borgo della Garfagnana
Brucciano
è una frazione del
Comune di Molazzana
,
in provincia di Lucca, immersa nel verde della Garfagnana e affacciata
verso le montagne delle Alpi Apuane.
Il piccolo borgo sorge a circa
600 metri di altitudine
, in
posizione panoramica tra il torrente Petrosciana e la Turrite.
Case in pietra, strette vie lastricate, archi e
antiche fontane conservano ancora oggi l'aspetto caratteristico di un
piccolo paese della montagna garfagnina.
La posizione di Brucciano è particolarmente
interessante anche dal punto di vista geografico: il paese si trova
infatti lungo la strada che conduce verso Calomini e Vergemoli e,
proseguendo nel cuore delle Apuane, verso la Grotta del Vento.
Le antiche origini di Brucciano
Le origini del paese sono molto antiche.
Secondo una tradizionale interpretazione
toponomastica, il nome Brucciano potrebbe derivare da un antico
fondo agricolo di epoca romana
.
Il toponimo sarebbe nato dal nome del proprietario del
terreno e avrebbe subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli,
passando attraverso forme come Burtiano e Burciano fino all'attuale
Brucciano.
Come accade per molti piccoli centri della Garfagnana,
le informazioni relative ai primi secoli della sua storia sono piuttosto
scarse.
Le ridotte dimensioni del paese e la vicinanza di
centri fortificati più importanti, come Molazzana, Cascio e Trassilico,
fecero probabilmente sì che Brucciano avesse un ruolo prevalentemente
rurale.
Il borgo era comunque inserito in una zona
strategicamente importante, attraversata da antiche vie che collegavano
la valle del Serchio con le montagne e con il versante delle Alpi
Apuane.
Brucciano e gli Este
Durante il Medioevo Brucciano seguì le complesse
vicende politiche della Garfagnana.
Il paese fece parte della
Vicaria di Barga
e
successivamente, nel XV secolo, venne inserito nella Vicaria di
Gallicano.
La grande svolta avvenne durante il Quattrocento,
quando molte comunità della Garfagnana decisero di affidarsi alla
protezione della famiglia
Este
.
Brucciano entrò così nell'orbita estense e nel
1451
, con la sistemazione
politica che interessò questa parte della Garfagnana, il territorio
venne definitivamente inserito nei domini degli Este.
Da quel momento il paese condivise per diversi secoli
la storia della
Garfagnana estense
,
legata prima a Ferrara e successivamente al Ducato di Modena.
Una comunità con propri statuti
Nonostante le piccole dimensioni, Brucciano possedeva
una propria organizzazione comunitaria.
Un elemento particolarmente interessante è
rappresentato dall'esistenza di
statuti
locali risalenti al 1533
.
Gli statuti delle antiche comunità rurali regolavano
numerosi aspetti della vita quotidiana.
Stabilivano norme riguardanti l'utilizzo dei boschi e
dei pascoli, la manutenzione delle strade, i confini dei terreni, gli
animali, le coltivazioni e i rapporti tra gli abitanti.
Per una piccola comunità montana possedere propri
statuti significava disporre di una certa capacità di autogoverno nella
gestione degli affari locali.
È una testimonianza importante della vita di Brucciano
nel Cinquecento e dimostra come anche i piccoli paesi della Garfagnana
avessero sviluppato istituzioni comunitarie ben organizzate.
La guerra del 1583
La posizione di Brucciano all'interno della Garfagnana
estense espose il paese anche alle conseguenze delle frequenti tensioni
con i territori appartenenti a Lucca.
Uno degli episodi più drammatici avvenne nel
1583
.
In quell'anno alcune controversie di confine
provocarono un nuovo scontro tra le forze lucchesi e quelle estensi.
Dopo un'incursione estense nei territori controllati
da Lucca, le truppe lucchesi reagirono penetrando nelle terre
avversarie.
Durante questa rappresaglia anche
Brucciano venne devastato e incendiato
.
L'episodio ricorda quanto fossero fragili le piccole
comunità situate nelle zone di confine.
Le guerre tra Stati relativamente potenti potevano
infatti tradursi, per gli abitanti dei paesi, nella distruzione delle
case, nella perdita dei raccolti e nell'abbandono temporaneo delle
proprie terre.
La chiesa di San Sisto
Il principale edificio religioso di Brucciano è la
chiesa parrocchiale dedicata a San
Sisto II Papa e Martire
.
L'esistenza dell'antica chiesa è documentata almeno a
partire dal Seicento, anche se il luogo di culto potrebbe avere origini
precedenti.
Per le ridotte dimensioni della comunità, per un lungo
periodo la parrocchia di Brucciano rimase collegata a quella di
Molazzana.
La chiesa rappresentava comunque il principale punto
di riferimento della popolazione.
Come in tutti i piccoli paesi della Garfagnana,
intorno alla parrocchia si concentravano non soltanto le celebrazioni
religiose, ma anche molti momenti fondamentali della vita comunitaria.
Battesimi, matrimoni, funerali, processioni e festa
patronale scandivano l'anno e accompagnavano le diverse generazioni
degli abitanti.
San Sisto, patrono del paese
Il patrono di Brucciano è
San Sisto II Papa e Martire
.
San Sisto II fu papa nel III secolo e morì martire
durante le persecuzioni dell'imperatore Valeriano.
La tradizione religiosa dedicata al santo è rimasta
strettamente legata all'identità della comunità.
La festa patronale costituiva uno degli appuntamenti
principali dell'anno, occasione non soltanto di devozione religiosa ma
anche di incontro tra le famiglie e gli abitanti dei paesi vicini.
Ancora oggi la dedicazione della chiesa a San Sisto
distingue Brucciano dalle altre comunità del territorio di Molazzana.
L'Oratorio del Santo Nome di Maria
Accanto alla chiesa parrocchiale, Brucciano conserva
un altro piccolo luogo di culto: l'
Oratorio
del Santo Nome di Maria
, conosciuto anche come chiesa
invernale.
L'edificio testimonia la forte religiosità che per
secoli ha caratterizzato la comunità.
Al suo interno sono conservati diversi oggetti legati
alla devozione popolare e alle antiche processioni.
Particolarmente interessante è la presenza di elementi
provenienti dalla vecchia chiesa parrocchiale, distrutta durante la
Seconda guerra mondiale.
Tra questi si trova una
balaustra lignea
, oggi
utilizzata come elemento del soppalco dell'oratorio.
Sono piccoli frammenti che permettono di mantenere
vivo il ricordo dell'edificio religioso scomparso.
Brucciano durante la Seconda guerra
mondiale
Una delle pagine più dolorose della storia del paese è
legata alla
Seconda guerra mondiale
.
Tra il 1944 e il 1945 il territorio di Molazzana si
trovò direttamente coinvolto nelle operazioni militari della
Linea Gotica
.
Le montagne circostanti divennero luogo di scontri,
postazioni militari e attività partigiane.
La popolazione civile visse mesi estremamente
difficili, segnati dai bombardamenti, dalla presenza delle truppe e dal
pericolo costante.
Brucciano pagò un prezzo particolarmente alto.
Durante il conflitto la
vecchia chiesa di San Sisto venne
gravemente danneggiata da un bombardamento
.
I danni furono tali da rendere impossibile il recupero
dell'edificio.
Dopo la guerra fu quindi necessario costruire una
nuova chiesa.
La ricostruzione della chiesa
L'attuale chiesa di San Sisto risale dunque al
secondo dopoguerra
.
Il nuovo edificio venne costruito utilizzando una
struttura moderna in cemento armato, rivestita in parte con pietra in
modo da inserirsi nel paesaggio del paese.
Della precedente chiesa rimase invece la
torre campanaria
, che era già
stata restaurata e consolidata dopo il grande terremoto del 1920.
Il campanile rappresenta quindi uno dei pochi elementi
che collegano direttamente l'attuale complesso religioso con quello
esistente prima della guerra.
La nuova chiesa divenne il simbolo della ricostruzione
della comunità dopo gli anni drammatici del conflitto.
Il terremoto del 2013
La storia recente della chiesa è stata segnata anche
da un altro evento naturale.
Nel
2013
un
forte terremoto interessò la Garfagnana e provocò danni anche
all'edificio religioso di Brucciano.
La chiesa venne dichiarata temporaneamente inagibile e
furono necessari lavori di consolidamento e recupero.
Gli interventi terminarono nel
2017
, permettendo la
riapertura dell'edificio al culto.
La vicenda ricorda ancora una volta il difficile
rapporto che i paesi della Garfagnana hanno avuto nel corso della storia
con i terremoti.
La vita contadina
Per secoli Brucciano fu soprattutto una comunità
agricola e rurale
.
La conformazione montuosa del territorio non
consentiva grandi coltivazioni, ma gli abitanti sfruttavano attentamente
ogni terreno disponibile.
Campi, piccoli vigneti, boschi e pascoli costituivano
le principali risorse.
Una descrizione ottocentesca del paese ricordava
proprio la scarsità di terreni adatti alla produzione dei cereali,
contrapponendola alla presenza di
viti
e gelsi
.
La vite aveva quindi un ruolo importante nell'economia
locale, mentre il gelso era strettamente collegato all'allevamento dei
bachi da seta, attività un tempo diffusa anche in numerose zone della
Garfagnana.
I castagneti e il bosco
Un'altra risorsa fondamentale era rappresentata dal
castagno
.
Come in gran parte della Garfagnana, i castagneti
fornivano alle famiglie un alimento prezioso durante i lunghi mesi
invernali.
Le castagne venivano raccolte in autunno, essiccate
nei metati e successivamente macinate.
La farina ottenuta permetteva di preparare numerosi
alimenti della cucina tradizionale.
Il bosco forniva inoltre legna da ardere, materiale da
costruzione e spazi utilizzati per il pascolo.
Il paesaggio che circonda Brucciano è quindi il
risultato di secoli di lavoro dell'uomo e del suo continuo rapporto con
le risorse della montagna.
Sentieri e antiche vie
Brucciano occupa una posizione interessante anche per
quanto riguarda gli antichi collegamenti.
Prima della costruzione delle strade moderne, gli
abitanti si spostavano attraverso una rete di
mulattiere e sentieri
che
collegavano il paese alle altre comunità della Garfagnana e delle
Apuane.
Ancora oggi Brucciano rappresenta un punto di partenza
per escursioni nel territorio.
Dal paese è possibile seguire percorsi che
attraversano boschi e zone panoramiche in direzione del
Bivio del Forcone
e di
Grottorotondo
.
Queste montagne conservano inoltre importanti
testimonianze della Seconda guerra mondiale, comprese postazioni legate
alla Linea Gotica.
Tra Brucciano e la Grotta del Vento
La posizione geografica del paese lo colloca inoltre
lungo uno degli itinerari che penetrano nel cuore delle Alpi Apuane.
La strada prosegue infatti attraverso
Calomini e Vergemoli
verso la
celebre
Grotta del Vento
.
Il percorso attraversa un territorio spettacolare, nel
quale il paesaggio più dolce della Garfagnana lascia progressivamente
spazio alle pareti rocciose e alle profonde vallate delle Apuane.
Brucciano può quindi rappresentare una piccola tappa
lungo un itinerario dedicato alla scoperta di questa parte meno
conosciuta della montagna toscana.
Brucciano oggi
Oggi
Brucciano
conserva il carattere tranquillo e raccolto di un piccolo borgo della
Garfagnana.
Le case in pietra, gli archi, le vie lastricate e le
antiche fontane raccontano una dimensione rurale che in molti altri
luoghi è progressivamente scomparsa.
La chiesa di San Sisto testimonia invece la capacità
della comunità di rinascere dopo le distruzioni della guerra, mentre il
vecchio campanile continua a mantenere un legame con il paese precedente
al conflitto.
I boschi e i sentieri che circondano l'abitato
completano un paesaggio nel quale natura e storia rimangono
profondamente intrecciate.
Visitare Brucciano significa quindi scoprire uno dei
piccoli borghi meno conosciuti del Comune di Molazzana:
un'antica comunità della Garfagnana
estense, sopravvissuta a guerre, terremoti e trasformazioni sociali, che
conserva ancora oggi una forte identità montanara
.
Un piccolo paese affacciato sulle vallate delle
Apuane, dove le pietre delle case, il campanile e le vecchie vie
continuano a raccontare secoli di storia. |