Molazzana

Molazzana: fotografie, storia e Informazioni locali

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Frazioni & Località
Foto - Fotografie - Immagini - Borgo - Località (LU = Lucca. Regione Toscana. Italy)
Molazzana fu assegnata alla provincia di Massa nel 1860 ed entrò a far parte della Provincia di Lucca nel 1923...Molazzana è una terra sospesa tra la valle del Serchio e le grandi montagne delle Apuane. Qui castelli e rocche raccontano secoli di confini e contese, i sentieri ricordano antichi pellegrini e viandanti, i castagneti custodiscono la memoria della civiltà contadina e le montagne conservano le tracce della guerra. Ma Molazzana è anche un territorio vivo: nelle feste, nella gastronomia, nella poesia, nell'arte e nella memoria di figure come Fosco Maraini, il passato continua a dialogare con il presente.

Molazzana

Il Comune

In memoria dei caduti in guerra

Molazzana

Vista dal paese

In paese

Casa

La piazza

Case nella piazza

Dalla piazza

Locandina

Chiesa Parrocchiale

La Chiesa

Chiesa di San Bartolomeo

Interno

Interno

Acquasantiera

Interno

Organo

Interno

Confessionale

Altare

Interno

Interno

Lapide a ricordo

In paese

In paese

Fontana

Le mura del castello

Edicola

Fregio su portale

Vista

In paese

In paese

La torre

La torre

Case nel castello

La torre

Lapide a ricordo dei caduti in guerra 1915/18

Vista dal castello

Vista dal castello

Sul castello

Parco della Rimenbranza

Le mura

Vista dal castello

Dalle mura del castello

Le mura

Vecchio torchio

In paese

Passaggio voltato

Passaggio voltato

Passaggio voltato

Santuario fuori dal paese

Santuario fuori dal paese

Santuario fuori dal paese

Santuario fuori dal paese

Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia
Breve storia del Comune, borgo, località e frazioni di Molazzana. Provincia di Lucca. Regione Toscana. Italy
 
Frazioni, borghi, località di Molazzana sono: Alpe di Sant'Antonio, Brucciano, Cascio, Eglio, Montaltissimo, Ca' Matteo, Ca' Serafino, Cantombacci, Casella, Cornola, Promiana, Rio, Sassi, Via per Monteperpoli.
 
BREVE STORIA
Gli abitanti si chiamano Molazzanesi. Il toponimo deriverebbe da un nome proprio di persona, tale Munatius, di origini romane. Dai reperti archeologici fanno risalire la prima presenza umana a Molazzana fin dall'Età del Rame e prima dell'insediamento romano i Liguri-Apuani risiedevano stabilmente in questa terra. Guerre e deportazioni spopolarono la garfagnana   sino alla completa dominazione romana. altro significato del nome potrebbe derivare da Mola-aziana, cioè molino di un certo Azio. Comunque sia Molazzana visse le solite vicissitudini storiche dei borghi garfagnini, con alternanza di dominatori interessati al potere più che agli abitanti. Le prime notizie documentate risalgono al medioevo, scritte in una pergamena del 997 in cui il Vescovo Gherardo concesse dei terreni ad un certo Sisemondo, appartenenti alla Pieve di Gallicano, con il parere,  poi, della Contessa Matilde di Canossa il 10 Luglio 1105 nell'occasione di una sua visita a Pieve di Fosciana. In epoca medievale, fu possedimento dei signori di Careggine e dei Porcaresi, quest'ultimi per sottrarsi alla giurisdizione lucchese, strinse alleanza con i pisani ma nel 1272, dopo l'investitura imperiale da Federico II sull'intera garfagnana , i lucchesi presero possesso anche di Molazzana. Alla morte di Castruccio Castracani Lucca e i territori lucchesi finirono alla mercé di Firenze e Pisa e Molazzana direttamente sotto la tirannia pisana. Con l'arrivo di Carlo IV di Boemia Lucca poté riprendersi le terre perse. Con tutti questi cambiamenti i signori di Molazzana chiesero ed ottennero la protezione degli Estensi nel 1430, così le dispute,sanguinarie, furono tra gli Estensi e i Lucchesi i quali non si rassegnarono alla perdita dei territorio garfagnino. 1583, 1602, 1613 anni in cui Lucca tentò di riprendersi Molazzana ma invano, sino al 27 Agosto 1613 all'arrivo degli spagnoli che mediarono tra le due fazioni riuscendo così ad avere un periodo di pace e la conclusione definitiva delle ostilità. Inglobati nell'Unità d'Italia nel 1861 quindi sotto la provincia di Massa Carrara e nel 1923 finalmente Lucca ebbe modo di amministrare questo ostico borgo senza spargimento di sangue. Molazzana si trova al confine tra Lucca e Modena e alla destra della valle del fiume Serchio. La pastorizia, la coltivazione di cereali e la coltivazione della vite per uva da vino sono le attività principali di Molazzana. Una gita turistica per visitare le antiche Chiese ci può stare in un giorno estivo.

Informazioni sul Comune

Il Santo Patrono è:
Municipio: Via Parco della Rimembranza,11
55020 Molazzana  (LU)
Tel. 0583.60151
Fax. 0583.760330
Orario dei Bus / Meteo / Mappa
busMeteo localeMappa/Maps
Codice ISTAT 046020
Codice catasto: F283
Musei e Biblioteche QUI
Cinema e Teatro QUI
Superficie: 31,63 Kmq
Altezza comune: s.l.m. 474 m
Latitudine: 44° 4' 23'' 
Longitudine: 10° 24' 55''
Prefisso telefonico: 0583
C.A.P. 55020

Molazzana: storia, cultura, arte, tradizioni e curiosità

Tra il Serchio e le Alpi Apuane

Molazzana si trova nel cuore della Garfagnana, sul versante orientale delle Alpi Apuane, in un territorio che dalla valle del Serchio sale fino alle grandi montagne della Pania.

Il territorio comunale presenta una straordinaria varietà paesaggistica: dalle aree coltivate più basse, dove storicamente sono state praticate la viticoltura e l'olivicoltura, si sale attraverso i castagneti e le faggete fino agli ambienti calcarei d'alta quota delle Apuane. La Pania della Croce, con i suoi 1.859 metri, domina questo paesaggio ed è una delle montagne simbolo della Garfagnana.

È proprio questa varietà a caratterizzare l'identità di Molazzana: un territorio verticale, nel quale in pochi chilometri si passa dalla valle ai boschi, dagli antichi coltivi alle pareti rocciose e alle grandi cime apuane.

Il Comune è inoltre inserito nel contesto del Parco Regionale delle Alpi Apuane, un ambiente di grande interesse naturalistico, geologico e speleologico.

Una storia legata alle montagne

La storia di Molazzana è inseparabile dalla sua posizione geografica.

Le montagne hanno protetto e contemporaneamente isolato le comunità, mentre le vallate e i passi hanno rappresentato vie di comunicazione tra la Garfagnana, le Apuane e la costa.

Per secoli il territorio è stato interessato dalle vicende politiche che contrapposero Lucca, gli Estensi e le altre potenze che si contendevano il controllo della Garfagnana.

Le fortificazioni presenti nel territorio sono la testimonianza più evidente di questo passato.

Castelli, rocche e torri non servivano solamente a difendere gli abitati: permettevano di controllare strade, vallate e passaggi attraverso le montagne.

Il castello di Molazzana

Il capoluogo conserva le tracce di un antico sistema fortificato, sviluppatosi attorno a un castello estense del XV secolo.

Oggi ciò che rimane della fortificazione è integrato nel tessuto del paese, ma la sua posizione permette ancora di comprendere il motivo per cui Molazzana fosse considerata strategicamente importante.

Il castello apparteneva infatti al sistema difensivo che gli Estensi svilupparono nella Garfagnana dopo aver consolidato il proprio dominio sulla regione.

La storia delle fortificazioni di Molazzana va quindi inserita nel più ampio sistema di rocche, torri e borghi fortificati che caratterizza la Garfagnana storica.

Una terra di rocche e fortificazioni

Il patrimonio fortificato costituisce uno degli elementi più interessanti del territorio.

Le rocche di questa parte della Garfagnana avevano una funzione precisa: controllare i collegamenti e proteggere i confini del Ducato Estense.

Particolarmente significativa è la vicenda della Rocca di Sassi, testimonianza di un sistema fortificato nato intorno all'anno Mille, successivamente ricostruito dai Lucchesi e infine entrato nel sistema difensivo estense. La rocca venne progressivamente abbandonata nel XVI secolo.

La storia di queste fortificazioni racconta dunque secoli di conflitti, alleanze, ribellioni e cambiamenti politici.

Anche Ludovico Ariosto passò da queste montagne

Una curiosità storica particolarmente interessante riguarda Ludovico Ariosto.

Nel 1524, quando era governatore della Garfagnana per conto degli Estensi, Ariosto si recò personalmente alla Rocca di Sassi per verificarne lo stato di conservazione.

La visita è ricordata nella documentazione relativa alla fortificazione e testimonia quanto fosse importante, anche per il governo estense, mantenere efficienti questi avamposti.

È un dettaglio affascinante per raccontare Molazzana: il territorio non fu soltanto attraversato da soldati e funzionari, ma anche da una delle figure più importanti della letteratura italiana del Rinascimento.

Una posizione strategica fra Garfagnana e Apuane

La particolare conformazione geografica ha reso Molazzana un punto strategico per il controllo dei percorsi montani.

Le strade e i sentieri che salivano verso le Apuane permettevano di raggiungere alpeggi, boschi, cave e passi montani.

Questi percorsi erano utilizzati da contadini, pastori, boscaioli, commercianti e viandanti.

Alcuni antichi tracciati sono sopravvissuti e oggi vengono recuperati come percorsi escursionistici e itinerari storico-culturali, permettendo di leggere il paesaggio attraverso la storia.

La cultura contadina

Per gran parte della sua storia Molazzana è stata una comunità prevalentemente rurale.

La vita quotidiana era legata alla coltivazione della terra, all'allevamento e allo sfruttamento dei boschi.

Nelle zone più basse era possibile coltivare vite e olivo, mentre salendo di quota diventavano sempre più importanti i castagneti e i pascoli.

Il castagno, come in gran parte della Garfagnana, rappresentava una risorsa essenziale.

Il suo legno veniva utilizzato per costruzioni e utensili, mentre i frutti potevano essere consumati direttamente o trasformati in farina.

La vita agricola seguiva il ritmo delle stagioni e questo calendario ha lasciato un'eredità ancora visibile nelle feste e nella gastronomia locale.

La castagna e i sapori della tradizione

La cultura gastronomica di Molazzana appartiene pienamente alla tradizione della Garfagnana.

Castagne, farina di castagne, funghi, cereali, formaggi e prodotti dell'allevamento hanno costituito per secoli la base dell'alimentazione locale.

Anche oggi la castagnata rappresenta uno degli appuntamenti legati alla cultura alimentare e alla memoria rurale. Il calendario comunale comprende infatti la tradizionale Castagnata in piazza.

Non si tratta soltanto di gastronomia: le feste dedicate ai prodotti della terra permettono di recuperare il rapporto fra stagioni, lavoro agricolo e vita comunitaria.

La Criscioletta: una specialità diventata simbolo

Uno dei prodotti gastronomici più curiosi associati al territorio di Molazzana è la criscioletta, specialità tradizionalmente legata a Cascio.

È una sorta di grande cialda preparata con farina di mais, farina di grano duro e acqua, cotta direttamente sulla fiamma utilizzando particolari piastre di ferro chiamate cotte.

La preparazione è semplice e nasce dalla cucina povera delle comunità rurali.

Proprio per questo è diventata un esempio significativo della cultura gastronomica garfagnina: pochi ingredienti, strumenti tradizionali e una tecnica tramandata nel tempo.

La Sagra delle Crisciolette, nata nel 1969, è oggi una delle manifestazioni gastronomiche più conosciute del territorio comunale.

Le fucine e gli antichi mestieri

La preparazione delle crisciolette conserva anche la memoria di un antico artigianato.

Le cotte, cioè le speciali piastre in ferro utilizzate per cuocere la preparazione, erano tradizionalmente forgiate nelle fucine della valle.

Questo particolare permette di collegare due aspetti apparentemente molto diversi della cultura locale: gastronomia e lavorazione del ferro.

Dietro una ricetta tradizionale si trova infatti una rete di antichi mestieri: fabbri, contadini, mugnai e artigiani che producevano gli strumenti necessari alla vita quotidiana.

Le montagne e la cultura dell'alpeggio

Salendo verso le Apuane cambia completamente il paesaggio.

I castagneti lasciano progressivamente spazio ai boschi di faggio, ai pascoli e alle rocce calcaree.

L'Alpe di Sant'Antonio, a circa 800 metri di quota, testimonia l'antica cultura degli alpeggi e della pastorizia.

Questi luoghi venivano utilizzati stagionalmente per il pascolo e rappresentavano una parte importante dell'economia montana.

Il trasferimento stagionale degli animali e delle persone verso le zone più alte faceva parte di un sistema economico basato sull'utilizzo differenziato delle risorse a seconda dell'altitudine.

La Pania, simbolo del territorio

La Pania della Croce è probabilmente l'elemento naturale più rappresentativo del paesaggio di Molazzana.

Con i suoi 1.859 metri viene spesso definita la "Regina delle Apuane".

La sua mole domina la valle e costituisce una delle montagne più conosciute dagli escursionisti e dagli alpinisti.

La montagna è però anche parte della cultura locale: per generazioni è stata una presenza quotidiana, un riferimento geografico e un elemento fondamentale dell'identità del territorio.

Il profilo dell'Omo Morto, particolare formazione rocciosa visibile dalla valle, è uno degli elementi più riconoscibili del panorama apuano.

Un paradiso per speleologi ed esploratori

Le Alpi Apuane sono famose per la loro straordinaria ricchezza di cavità naturali e Molazzana occupa una posizione importante in questo mondo sotterraneo.

Il piano della Vetricia è caratterizzato dalla presenza di numerose grotte e abissi.

Tra questi si trova l'Abisso Revel, profondo circa 316 metri, che per diversi anni è stato conosciuto per il suo grande salto verticale.

Questa caratteristica rende il territorio particolarmente importante non soltanto per gli escursionisti, ma anche per gli speleologi, che studiano le cavità e gli ambienti sotterranei delle Apuane.

La geologia diventa così parte integrante della cultura del territorio.

La Linea Gotica

Uno dei capitoli più importanti della storia contemporanea di Molazzana è legato alla Seconda guerra mondiale.

Le montagne della Garfagnana furono interessate dalla Linea Gotica, il sistema difensivo costruito dalle forze tedesche durante la guerra per rallentare l'avanzata degli Alleati.

Nel territorio di Molazzana sono ancora presenti bunker, postazioni, gallerie e camminamenti.

Queste testimonianze sono oggi oggetto di itinerari di visita e permettono di comprendere direttamente il ruolo strategico che le montagne ebbero durante il conflitto.

Il Museo della Linea Gotica Garfagnana

La memoria di questo periodo è conservata nel Museo della Linea Gotica Garfagnana, ospitato nell'antica scuola di Molazzana.

Il museo raccoglie fotografie, documenti, mappe militari e altri materiali relativi agli eventi della Seconda guerra mondiale.

Il museo ha un'importanza particolare perché non presenta la guerra come un avvenimento lontano, ma la collega direttamente al paesaggio.

I visitatori possono infatti associare documenti e testimonianze alle postazioni militari ancora presenti sulle montagne.

In questo modo il territorio diventa un vero museo a cielo aperto della memoria.

Il paesaggio della guerra

Uno degli aspetti più interessanti della Linea Gotica a Molazzana è proprio il rapporto fra fortificazioni e ambiente.

Bunker e camminamenti furono costruiti cercando di sfruttare la conformazione naturale delle montagne.

Ancora oggi alcune opere risultano quasi invisibili a chi percorre i sentieri: mimetizzate fra rocce e vegetazione, emergono soltanto osservando attentamente il terreno.

Questo rende particolarmente suggestivi gli itinerari dedicati alla memoria della guerra.

Fosco Maraini e Molazzana

La storia culturale più recente del territorio è legata anche a una figura straordinaria: Fosco Maraini.

Antropologo, orientalista, scrittore, fotografo e alpinista, Maraini amava profondamente le montagne e aveva scelto l'area dell'Alpe di Sant'Antonio come luogo di soggiorno e rifugio.

La casa di Pasquigliora rappresentò per lui un importante luogo di ritiro.

Maraini è sepolto nel piccolo cimitero dell'Alpe di Sant'Antonio, dove riposa dal 2004.

La sua presenza ha dato al territorio una dimensione culturale internazionale: l'Alta Garfagnana non è stata soltanto una destinazione montana, ma anche un luogo di riflessione, scrittura e ricerca.

Una montagna amata da uno dei grandi esploratori italiani

Il legame di Fosco Maraini con Molazzana è particolarmente significativo perché riunisce montagna, antropologia, fotografia e letteratura.

Maraini considerava le montagne non semplicemente come ambienti naturali, ma come luoghi nei quali si incontrano persone, culture e modi di vivere.

La sua presenza contribuisce quindi a leggere il territorio anche attraverso una prospettiva diversa: non solo come paesaggio da ammirare, ma come paesaggio umano e culturale.

Arte e architettura religiosa

Il patrimonio artistico di Molazzana è fortemente legato alle chiese e agli edifici religiosi.

Le architetture testimoniano il ruolo che la religione ha avuto per secoli nella vita delle comunità.

Le chiese storiche conservano elementi architettonici, arredi e opere d'arte che vanno dal periodo medievale all'età moderna.

Particolarmente significativo è il patrimonio artistico presente nel territorio comunale, nel quale compaiono anche opere riconducibili alla grande tradizione della scultura e della ceramica toscana.

Benedetto da Maiano e la cultura artistica toscana

Tra le opere artistiche ricordate dalle fonti c'è una Madonna con Bambino in terracotta attribuita a Benedetto da Maiano, conservata nella chiesa di San Lorenzo.

La presenza di un'opera attribuita a un artista di questo livello dimostra come anche i piccoli centri della Garfagnana fossero inseriti nei circuiti artistici della Toscana.

Le opere religiose non erano infatti soltanto oggetti di devozione: rappresentavano anche un modo per manifestare il prestigio della comunità e dei suoi committenti.

I sentieri del Volto Santo

Molazzana è attraversata da antichi percorsi legati alla viabilità storica della Garfagnana.

Tra questi assume particolare interesse il collegamento con la Via del Volto Santo, itinerario storico e devozionale che attraversa diverse località della Garfagnana.

Un antico percorso collega il territorio anche alla zona dei mulini di Vescherana.

Questi sentieri permettevano un tempo di spostarsi fra borghi, mulini, coltivi e luoghi religiosi.

Oggi rappresentano una straordinaria opportunità per riScopri il territorio camminando.

Il mulino e la forza dell'acqua

Come in molte zone della Garfagnana, anche a Molazzana l'acqua ha avuto un ruolo fondamentale.

I torrenti alimentavano i mulini, strutture indispensabili per trasformare i cereali in farina.

I mulini rappresentano un esempio perfetto della cultura materiale della montagna: utilizzavano una risorsa naturale senza bisogno delle moderne fonti energetiche.

Il loro funzionamento richiedeva conoscenze tecniche che venivano tramandate di generazione in generazione.

Le testimonianze rimaste sul territorio permettono ancora oggi di ricostruire questo antico rapporto fra acqua, agricoltura e lavoro.

Le tradizioni e le feste popolari

La cultura di Molazzana continua a vivere attraverso numerose manifestazioni.

Le feste paesane hanno mantenuto una forte componente gastronomica e comunitaria e rappresentano occasioni nelle quali le tradizioni vengono trasmesse alle nuove generazioni.

La Castagnata, la Sagra delle Crisciolette e altre iniziative legate ai prodotti del territorio permettono di conservare una cultura che altrimenti rischierebbe di diventare soltanto memoria.

In questi appuntamenti il cibo diventa quindi uno strumento di identità.

La poesia e il Premio "La Pania"

La cultura contemporanea di Molazzana non si limita alla conservazione del passato.

Il Comune ospita infatti il Premio di poesia e narrativa "La Pania", dedicato alla letteratura e alla valorizzazione del rapporto fra scrittura e territorio.

Il premio prevede anche uno speciale riconoscimento dedicato a Fosco Maraini, destinato all'opera capace di mettere maggiormente in risalto gli aspetti del territorio e la filosofia dello scrittore.

È un esempio interessante di come la cultura locale possa evolversi: dalle tradizioni orali e contadine fino alla letteratura contemporanea.

La cultura come rapporto con il paesaggio

Negli ultimi anni Molazzana ha sviluppato anche iniziative culturali nelle quali arte, spettacolo e ambiente vengono messi in relazione.

Nel 2026, per esempio, il Comune ha ospitato il festival ECO/PLAY, con spettacoli realizzati negli spazi naturali del territorio e iniziative dedicate al rapporto tra arte contemporanea e paesaggio.

Questa tendenza mostra come la cultura di Molazzana non sia qualcosa di statico: il territorio continua a essere utilizzato come spazio per nuove forme di espressione artistica.

Molazzana, un museo diffuso

Uno dei modi migliori per comprendere Molazzana è considerarla un museo diffuso.

Non esiste un solo luogo capace di raccontare tutta la storia del Comune.

La storia è distribuita tra:

  • le antiche fortificazioni;
  • le chiese e le opere d'arte;
  • i sentieri medievali;
  • i mulini;
  • i castagneti;
  • gli alpeggi;
  • le grotte e gli abissi;
  • le postazioni della Linea Gotica;
  • il museo dedicato alla Seconda guerra mondiale;
  • le tradizioni gastronomiche;
  • la memoria di Fosco Maraini.

    È proprio questa sovrapposizione a rendere il territorio particolarmente interessante.

    Curiosità

    La Pania della Croce domina il territorio: con i suoi 1.859 metri è una delle montagne simbolo delle Apuane e viene chiamata la "Regina delle Apuane". Il territorio arriva dalla valle fino alle alte Apuane: si passa dalle zone coltivate a vite e olivo, ai castagneti e alle faggete, fino agli ambienti calcarei d'alta quota. Un territorio da record per la speleologia: l'Abisso Revel raggiunge circa 316 metri di profondità e per anni è stato conosciuto per il suo enorme salto verticale. Qui passò Ludovico Ariosto: nel 1524 il governatore estense visitò la Rocca di Sassi per verificarne lo stato. Una fortificazione distrutta e ricostruita: la Rocca di Sassi fu distrutta nel 1370 durante una ribellione e ricostruita dai Lucchesi per la sua importanza strategica. Una tradizione gastronomica legata alle antiche fucine: le cotte utilizzate per preparare le crisciolette erano tradizionalmente forgiate dai fabbri della valle. Fosco Maraini scelse queste montagne come rifugio: l'antropologo e scrittore trascorse lunghi periodi all'Alpe di Sant'Antonio ed è sepolto nel piccolo cimitero locale. La guerra è ancora leggibile nel paesaggio: bunker, gallerie e postazioni della Linea Gotica sono ancora presenti sulle montagne. Un museo dedicato alla Linea Gotica: Molazzana conserva fotografie, documenti e mappe militari che raccontano gli eventi della Seconda guerra mondiale. La cultura continua a rinnovarsi: il Premio "La Pania" e le recenti iniziative artistiche legate a ECO/PLAY mostrano una comunità che affianca alla memoria storica nuove forme di produzione culturale.


Note editoriali e utilizzo delle fonti